domenica 5 dicembre 2021

GOMORRA - Da Shada San a Maradona, la faida tra Gomorristi e Moralisti


GOMORRA - Da Shada San a Maradona, la faida tra Gomorristi e Moralisti
L'ultimo capitolo di Gomorra chiude una delle serie televisive più odiate della storia. L'elenco dei personaggi del cinema, della politica o anche semplicemente delle dottoresse e dei dottori laureati sulle reti social-virtuali è lungo ed articolato. Dal regista e attore Carlo Verdone a Melita Cavallo, l'ex presidente del Tribunale per i minorenni di Roma, ad esempio, sono arrivate secchiate di feroci critiche, condite da apocalittiche polemiche. Don Manganiello, parroco di Scampia, disse che Saviano "Addù vere e addù ceca", Biagio Izzo, Pupella Maresca, Fabio Cannavaro e addirittura Maradona si scagliarono contro, senza mezze misure.


VERDONE CONTRO
Carlo Verdone, alla vigilia dell'uscita del suo film Benedetta Follia, espresse il proprio parere negativo in merito a Gomorra. Carletto confessò di aver appreso da un suo amico insegnante che i ragazzi nel loro temi avrebbero espresso il desiderio di diventare come Genny Savastano, protagonista della serie Gomorra. Dunque, secondo l'esperto uomo di cinema, ci sono pellicole che toccano l'anima e inducono alla riflessione. In questo caso quando si lancia un messaggio bisogna valutare tutti i risvolti, soprattutto quelli negativi, con molta cautela.


Gli attacchi a Gomorra, opera nata da un'idea di Roberto Saviano, sono stati sempre collegati alla violenza nelle periferie napoletane e non. Saviano avrebbe partorito un modello enfatizzato per i giovani partenopei, dando in pasto al pubblico molti idoli, abbastanza fuorvianti. La Capitale del Sud ne esce con le ossa rotte?

CHIESA
Don Manganiello, parroco in prima linea nella crociata contro il degrado di Scampia, affermò di essere stanco di Gomorra. La sua Parrocchia non era solo uno sfondo fotogenico, magari da inserire nella lunga storia fatta di fiumi di sangue e quintali di piombo. 

Il coraggioso sacerdote, pur riconoscendo allo scrittore di aver raccontato in modo egregio la dura realtà legata alla malavita partenopea, lo rimproverò di aver ignorato quello che c'è di buono nella città, romanzando solo la parte malvagia, che è da sempre quella più utile allo show-business, a discapito di tutte quelle persone che ogni giorno si impegnano per contrastare la criminalità organizzata. 

L'irriducibile don Manganiello, minacciato proprio come Saviano da un potente clan, rifiutò la scorta per rimanere vicino alla sua gente.

PUPETTA

Pupetta Maresca? Contro Gomorra: “È diseducativa, fa male ai ragazzi”. Anche "Lady Camorra" si scagliò contro la nota serie tv. La sua storia andò in onda su Canale 5, con Manuela Arcuri come protagonista. La giunonica attrice indossò i panni di Pupetta Maresca, al secolo Assunta, la donna di camorra che nel 1955 uccise l’assassino del marito Pasquale Simonetti, detto “Pascalone ‘e Nola“.

Pupetta, al centro nella foto, pagò con dieci lunghi anni di carcere e conosce bene il contesto: “Gomorra non è educativa. Di fronte a quelle scene terribili anche io ho spento la televisione. Oggi i bambini si travestono dai protagonisti della serie: tutto questo è inaudito”, queste le dichiarazioni di Pupetta Maresca. Un attacco alla nota serie tv da sempre al centro di un forte dibattito che ha diviso i fans e i critici di Gomorra. Per quanto riguarda la sua vicenda personale, invece, la Maresca disse:

“Contro di me furono sparati 12 proiettili, mentre in avevo una pistola piccola, una 7,65 con sei colpi. Potevo morire anche io. Il mio più grande errore? Potrei dire aver ucciso, ma se non l’avessi fatto a quest’ora sarei morta io“.


BIAGIO IZZO

L'attore Biagio Izzo contro Gomorra: “Napoli non è solo questo, dovremmo difendere le nostre città”. Biagio si scaglia contro Gomorra definendola “un po’ forzata, un po’ esasperata. Un’immagine che non mi piace”.

Sono state queste le parole del comico napoletano ai microfoni di Radio 2 nel programma I Lunatici, svelando di aver deciso di non guardare più la serie tv e di vietarla anche ai suoi figli: A Napoli ci sono problemi, come nelle altre città, ma a volte vengono presentati in maniera troppo forte. Ho avuto la sfortuna di vedere un pezzo di Gomorra, c’erano frasi toste e volgari. Ai miei figli di 11 e 14 anni non l’ho mai fatto vedere e, mi dispiace dirlo, io non ho mai visto una puntata. Conosco gli attori, che sono tutti bravissimi ma noi napoletani dobbiamo essere i primi ad aiutare la città. Io difendo Napoli ovunque vada, a volte è indifendibile ma sono rimasto a vivere qui, bisogna investire in questa città, troppo facile andare via e prendere le distanze: Napoli non è solo Scampia”.

Le critiche negative e le polemiche su "Gomorra - la serie" sembrano non finire mai e i telespettatori sono ormai divisi tra chi la pensa come gli obiettori e chi invece è convinto che una serie televisiva non possa avere colpe riguardo ai frequenti episodi di violenza che riempiono le cronache dei giornali e i marciapiedi di lacrime.


CANNAVARO

Fabio Cannavaro, napoletano vincente e sorridente, quando era del Real Madrid si scagliò contro Matteo Garrone in corsa per l'Oscar lasciando tutti sbigottiti: 

"Spero lo vinca per il nostro cinema, però non penso che gioverà all'immagine del nostro paese nel mondo. Ripeto, per il cinema italiano spero che  'Gomorra' vinca l'Oscar. Ma non penso che gioverà all'immagine dell'Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative". Fabio Cannavaro, napoletano, capitano della nazionale italiana e colonna del Real Madrid, lo disse in un'intervista al settimanale 'Chi': "Ancora oggi un mio compagno di squadra mi ha detto: 'Italiano? Mafioso'. Facile che un problema locale venga generalizzato". 


NO GOMORRA!
Quando sulle Vele spuntarono le scritte “No a Gomorra”, “Non siamo Gomorra” pochi intimi ne parlarono, ma i napoletani veraci furono abbastanza contenti del gesto, perché "qualcuno ricorda come qui a Scampia c’è tanto altro”, come affermò un abitante delle Vele. Oltre a “No Gomorra” e “Non siamo Gomorra” venne realizzata sempre sulle facciate delle Vele un’altra scritta: “Scampia mica è una puttana”...


GOMORRISTI
Questo è un tipico punto di vista Gomorrista, ossia di coloro che difendono a spada tratta tutto il lavoro di Saviano e compagni: "La serie TV ha confermato il suo enorme successo - si legge in rete - con una qualità degli episodi alquanto altalenante, ma con un risultato complessivo che ferma saldamente lo show nell’olimpo della serialità nostrana. Il grande potere di Gomorra dovrebbe mostrare al grande pubblico prima di tutto perché la mafia faccia schifo, senza se e senza ma. Per questo torna a essere alquanto palese che chiunque sostenga la cattiva influenza di una serie come questa sui giovani, non è altro che un ottuso che non è in grado di capire quanto, in realtà, la lezione di Gomorra sia diametralmente opposta. Cerchiamo quindi di capire perché, secondo noi, Gomorra è il miglior spot contro la camorra che poteva essere concepito.


Nulla di tutto questo è una novità. Il romanzo di Roberto Saviano prima, il film di Matteo Garrone dopo e la serie TV Sky dopo ancora, hanno sempre urlato a gran voce il proprio messaggio sociale: la mafia non fa bene a nessuno, men che meno ai mafiosi. 

È una brutta vita quella del camorrista, fatta sì di potere e ricchezza, ma anche di timore imperituro che un clan rivale possa cercare lo scontro, che la polizia lo stani, che i propri sottoposti decidano di volere di più. Sembra così scontato che sia questo, poi, il messaggio di fondo di un prodotto come Gomorra, che appare quasi inutile starne a discutere.


GOMORRAVIRUS
Fa riflettere il clamore del Gomorravirus esploso durante il coprifuoco totale del 2020. In tante città d’Italia, rese ormai (quasi) deserte dalle limitazioni agli spostamenti imposte dal governo con l’obiettivo di arginare la diffusione del Coronavirus, balconi e cortili vennero colorati dagli striscioni di speranza che ripetevano alla popolazione che “andrà tutto bene“. A Napoli, però, c’è chi fece di più. 

Nei vicoli del centro storico della città campana, su una delle lenzuola colorate con l’iconico arcobaleno, fu vergata una celebre battuta pronunciata da Fortunato Cerlino, interprete del boss Pietro Savastano, nella popolare serie tv “Gomorra“. 


Questa la frase scelta per infondere speranza ai napoletani: “Ce repigliamme tutt’ chell ca e’ ‘o nuost“, cioè, tradotta in italiano, “Ci riprenderemo tutto quello che e’ nostro“. Si tratta di una delle citazioni più celebri della serie tv “Gomorra”. Proprio all’inizio della seconda stagione dello show, il boss della Camorra Pietro Savastano rivolse questa stessa frase ai suoi uomini, radunati all’interno di un garage, con l’obiettivo di spingerli a riprendersi il potere del malaffare in città.

Da quel momento, però, questo motto è diventato addirittura un “cult” ed è stato sempre più utilizzato in tutta Italia per esprimere la propria voglia di rivalsa e di riscatto. Sentimenti che, evidentemente, tornarono d’attualità nel periodo di emergenza Coronavirus. Non fu quella la prima volta che una frase di Gomorra venne utilizzata durante la quarantena. In un video goliardico dei The Jackal sugli “Effetti di Gomorra sulla gente a casa“ fecero la loro apparizione anche gli attori Salvatore Esposito e Marco D’Amore, interpreti dei personaggi di Gennaro Savastano e Ciro L’Immortale in “Gomorra – La Serie”, giunta al capolinea.


AMBUGUI
I due attori lanciarono un importante messaggio per invitare la gente a rimanere a casa il più possibile per contrastare la propagazione del Coronavirus. Nel video, Salvatore Esposito, in “versione” Gennaro Savastano, disse in dialetto napoletano: “Io volevo sapere perché la gente non sta a casa. Voglio dire una cosa a tutti quanti: ‘Se voi state a casa, ci ripigliamo tutto quello che è nostro‘”. E ancora, assieme al collega Marco D’Amore: “Restate a casa e fateci stare senza pensieri“. In questo caso Gomorra era utile?


SHADA SAN
«Sono presente nella colonna sonora di Gomorra La Serie 5 con il brano “Faccio e Spendo”. Potete trovarlo su Spotify all’interno della playlist ufficiale di Sky». Così Gianmarco Cioffi, in arte “Shada San” ha annunciato il colpaccio internazionale. Cioffi è un produttore discografico italiano, nato a Roma il 10 Settembre del 1988, cresciuto a Cervinara. Fin da bambino - si legge nella biografia apparsa su Rock.it - inizia ad appassionarsi alla musica ed in particolare al mondo della composizione elettronica. Figlio d’arte, si fa notare da subito nel panorama del rap italiano e non solo, collaborando con numerosi artisti italiani fino al 2012, anno in cui inizia la sua collaborazione artistica con Lele Blade, Vale Lambo e Dome Flame. Insieme formeranno il collettivo “Cazooria Muv” che li porterà pubblicazione dell'album “Hood Love”. Contemporaneamente Shada San produrrà il singolo “Night by Night” per Vale Lambo. 


Nel 2015 diventa produttore e manager del duo rap Moderup, con cui ottiene numerosi riconoscimenti grazie a brani come “GTA NAPL” e “Venezuela”, citati anche da Roberto Saviano nel suo libro “Bacio Feroce” e in diverse conferenze. Successivamente al suo nome si affiancherà quello di Clementino. I due infatti, collaboreranno insieme per il nuovo album del rapper nolano Tarantelle e il suo talento si esprimerà in ben due tracce dell’album “Sempreverde” e “Alleluia” con Gemitaiz; che saranno tra i brani più ascoltati dell’album. Dalla musica al cinema è un attimo e per il Caudino Shada San, il 2021 si conclude con la partecipazione alla colonna sonora dell’ultima serie di Gomorra con il brano “Faccio e Spendo” prodotto per i Moderup.

SPECCHI
Da una parte attacchi etici, dall'altra una moda che coinvolge una fetta della società che adora i personaggi di un mondo da combattere partendo dalle scuole e dalle piazze. L'ambiguità si percepisce quando i "cattivi" vengono utilizzati per messaggi sociali importanti. Un doppiopesismo che potrebbe incidere in maniera negativa sulla concezione della Malavita tra realtà e finzione. Un gioco degli specchi tra fantasmi. 

Lo Schiaffo 321 ha diffuso il pezzo di Shada San perché come artista Caudino di calibro nazionale ha dato lustro alla scena musicale locale ferma agli anni Settanta. Eppure qualcuno ha storto il naso perché vede Shada San come complice di un messaggio diseducativo. Il discorso si complica, ma lo scontro culturale è vitale per avere un quadro chiaro delle cose che circondano.


MARADONA
Maradona contro 'Gomorra' fu l'apice della contestazione. Il numero 10 mise in ginocchio molti napoletani in preda ad un cortocircuito celebrale. El Pibe de Oro scatenò il putiferio perché uno dei 'cattivi' venne soprannominato con il suo cognome. Apriti cielo: Diego Armando Maradona volle evitare la messa in onda di Gomorra - La serie prevista su Sky. 

Il campione argentino, infatti, contestò la scelta dello staff e l'avvocato dell'ex calciatore deceduto da un anno, Angelo Pisani, annunciò che il mitico Maradona chiese alla Magistratura di bloccare la proiezione e la diffusione della serie. Inoltre, prosegue il legale, Diego era pronto a chiedere un risarcimento di 10 milioni di euro da devolvere in beneficenza a Scampia. Pisani fece tremare tutti perché solo Maradona avrebbe potuto cambiare le sorti di una partita molto delicata: 


«La serie tv sfrutta il nome e l'immagine di Maradona senza autorizzazione né consenso. Se i produttori e gli artisti vogliono un soprannome per il killer usino il loro nome». Pisani, che è anche presidente dell'VIII municipalità di Napoli, che comprende peraltro il quartiere di Scampia, non condivide neanche la scelta di come è rappresentata la sua zona in "Gomorra": "Ci dipinge come dei camorristi, narcotrafficanti e assassini".


RIFLESSIONI
La Camorra, purtroppo, era presente in Campania ben prima di Gomorra e probabilmente sarà ancora qui quando la pellicola andrà in soffitta. Bisogna combattere la Camorra, non solo il messaggio ambiguo di Gomorra. Sono anni che tutti si scagliano contro Gomorra. Sono anni che NON tutti si scagliano contro la Camorra.
Complimenti a Shada San per l'ottimo lavoro artistico, vanto della Nuova Caudium.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

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BRUCE LEE - IL COLPO CHE FRANTUMA - FILM COMPLETO

 BRUCE LEE - IL COLPO CHE FRANTUMA

sabato 4 dicembre 2021

René Guénon L'ESOTERISMO DI DANTE - IX - Errori delle interpretazioni sistematiche (1925) | cap.9

IX - Errori delle interpretazioni sistematiche

Forse qualcuno penserà che questo studio ponga più problemi di quanti ne risolva, e in verità non possiamo protestare contro una simile critica; ma essa non può venire se non da coloro che ignorano quanto la conoscenza iniziatica differisca da ogni sapere profano.

Per questo motivo fin dall’inizio ci siamo preoccupati di avvertire che non intendevamo affatto offrire un’esposi­zione completa, giacché la natura stessa dell’argomento ci vietava una simile pretesa; d’altronde, in questo campo tutto è a tal punto interconnesso che ci vorrebbero senza dubbio diversi volumi per sviluppare come meriterebbero le molteplici questioni alle quali abbiamo fatto allusione nel corso del nostro studio, senza parlare di tutte quelle che non abbiamo avuto occasione di toccare ma che una tale trattazione, qualora volessimo intraprenderla, inevitabilmente introdurrebbe.

Per concludere diremo soltanto, affinché nessuno possa fraintendere le nostre intenzioni, che i punti di vista da noi indicati non sono affatto esclusivi, e che ve ne sono indubbiamente molti altri che si potrebbero adottare e dai quali si trarrebbero conclusioni non meno importanti, in quanto tutti questi punti di vista si completano in perfetta concordanza nell’unità della sintesi totale. 

Appartiene all’essenza stessa del simbolismo iniziatico l’impossibilità di ridurlo a formule più o meno rigorosamente sistematiche, come quelle di cui si compiace la filosofia profana; il ruolo dei simboli è di sostegno a concezioni le cui possibilità di estensione sono illimitate, e ogni espressione è anch’essa un simbolo; si deve dunque sempre lasciar spazio all’inesprimibile, che nell’ordine della metafisica pura è anzi ciò che conta di più.

Con queste premesse, non è difficile comprendere che l’unica nostra pretesa è stata di fornire un punto di partenza alla riflessione di quanti, veramente interessati a questi studi, sono capaci di capirne la portata reale, e di indicare loro la strada verso ricerche da cui ci sembra si possa trarre un profitto tutto particolare. 

Se questo nostro lavoro avesse l’effetto di suscitarne altri che abbiano la stessa direzione, sarebbe un risultato tutt’altro che trascurabile, tanto più che qui non si tratta, secondo noi, di erudizione più o meno vana, ma di autentica comprensione; solo con tali mezzi sarà possibile un giorno far sentire ai nostri contemporanei la natura angusta e l’insufficienza delle loro concezioni abituali. 

Il fine che ci proponiamo è forse molto lontano, ma non possiamo impedirci di pensarvi e di tendervi, contribuendo, sia pure in maniera limitata, a far luce su un aspetto troppo poco noto dell’opera di Dante.

Scritto da René Guénon

L'esoterismo di Dante

11 - Julius Evola - Orientamenti - Audiolibro 11 di 11

Julius Evola

 - Orientamenti - Audiolibro 11 di 11

 

ROGO AIROLA - Dopo Status Quo restano molti punti interrogativi | AMBIENTE

Le fiamme dell'incendio, ormai, sono spente ad Airola. Le luci della ribalta iniziano a calare. Divampano, invece, le tarantelle tra politici, Comitati e cittadini Caudini coinvolti, in un modo o nell'altro, nel grave incidente capace di incenerire la Sapa nella zona industriale airolana. Purtroppo, anche questa volta le nostre domande non hanno avuto un riscontro diretto...in diretta, a causa delle tante richieste di chiarimenti giunte durante il collegamento, seguito da un centinaio di naviganti.

Lo Schiaffo 321 continuerà, senza peli sulla lingua, a dare un piccolo contributo al progetto d'informazione Caudina dal basso con le "solite" domande agli ospiti presenti in trasmissione. La Redazione de L'Altra Faccia di Tommaso Bello ha messo insieme, quasi, tutti i protagonisti di questa storia, cercando di sbrogliare il bandolo della matassa. 

Impresa ardua, ma apprezziamo lo sforzo giornalistico di sollecitare l'agguerrita Marì Muscarà, Consigliere Regionale, membro della Commissione Ambiente Campania, il neo Sindaco di Airola, l'ingegnere Vincenzo Falzarano ed il giovane portavoce del Comitato Salute e Ambiente, Domenico Forgione. Loro hanno messo la faccia su Status Quo, lo spazio autogestito dall'incalzante Bello. Altri, invece preferiscono stare alla finestra o dietro una tastiera.


STATUS QUO

Durante l'ultima puntata il Primo Cittadino di Airola, Vincenzo Napoletano, ha difeso l'operato della giunta da poco insediata nel palazzo comunale, rispedendo al mittente tutte le accuse comparse anche sulla stampa nazionale dopo l'intervento della Pentastellata partenopea. Il Comitato Salute & Ambiente Airola e Valle Caudina ha formulato cinque domande extra, chiare e precise. Tartassato l'ingegnere Caudino, in evidente difficoltà vista la mole degli interventi. Dalla pagina ufficiale del Comitato peschiamo la cinquina diretta al Sindaco Falzarano:

1 - il Comune di Airola sapeva dell'esistenza dell'insediamento della Ditta Sapa nella zona industriale di Airola?

2 - il Comune di Airola sapeva la specifica attività che la Ditta Sapa esercitava nel territorio?

3 - la Ditta Sapa aveva presentato un piano antincendio ex d.lgs. 105 del 2015?

4 - il Comune di Airola è a conoscenza del materiale analitico stoccato nel sito al momento dell'incendio e combusto?

5 - il Comune di Airola come dichiarato dal Sindaco, è disposto a contribuire con uno stanziamento in bilancio di una somma per l'effettuazione di analisi indipendenti promosse dal comitato? quando questi stanziamenti sarebbero disponibili?

SAPA

Intanto, la ditta Sapa si mobilita e cerca di bonificare la zona, ma a distanza di oltre un mese dai tragici fatti, avvertiti fino a Napoli. Riportiamo, per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321, l'integrale appello lanciato alla cittadinanza, chiamata a collaborare, nonostante qualche mugugno sulla tempistica giudicata pachidermica. L'Azienda Sanitaria Locale ha cancellato tutte le limitazioni sulla raccolta di prodotti della terra e del pascolo stabiliti il 14 ottobre, alla luce dei confortanti dati emersi. Questi ultimi sono stati messi in discussione quando tutto sembrava esser finito per il meglio. 

Le obiezioni e i dubbi non piovono dal cielo e crescono giorno dopo giorno.

“Al fine di attuare l’azione di raccolta dei rifiuti plastici combusti - si legge dalla pagina del Comune di Airola - che sono ricaduti nei quadranti occidentali del sito coinvolto dall’incendio, in particolare nel settore tra San Donato, Madonna della Neve, San Giovanni e monte Tairano ed eventuali altri oggetto di segnalazione, la società Sapa Spa rende disponibile il seguente numero telefonico 0823 951628 contattabile a tutto il 17 Dicembre (ore 10-13 e 15-17), al quale segnalare ogni eventuale rinvenimento di materiale combusto presso fondi/aree private, fornendo nome, cognome, ubicazione e recapito telefonico. I prelievi così pianificati verranno effettuati da personale specializzato della ditta Ambiente e Metalli srl”.

Si attendono sviluppi sulla vicenda.

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LEGGI LO SCHIAFFO 321!


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MODERUP - SHADA SAN - Faccio e Spendo (Colonna Sonora Gomorra 5)

 Faccio e Spendo · Moderup · Shada San*

Colonna sonora di Gomorra (La Serie) - stagione finale 

ARRIVA BABBO NATALE! #goliardia


 

L'Arte della Guerra, Sun Tzu - Audiolibro Integrale

L'Arte della Guerra - Audiolibro Integrale

Voce Narrante di E. Camponeschi

venerdì 3 dicembre 2021

Europa Amara - N.C.P. (Nuovo Canto Popolare)

Nuovo Canto Popolare - Europa Amara

Gruppo: Nuovo Canto Popolare

Brano: Europa Amara

Album: La nostra alba

Anno: 1978

6 - Dhammapada - Il Saggio - Audiolettura

Dhammapada 

Il saggio

Il Dhammapada - Versi della Legge (pāli, in sanscrito Dharmapada o anche Udānavarga), a volte tradotto come Cammino del Dharma, è un testo del Canone buddhista conservato sia nel Canone pāli (nel Khuddaka Nikāya del Sutta Piṭaka  uno dei tre “canestri” del Tipitaka), sia nel Canone cinese (dove prende il nome di Fǎjùjīng, 法句經, e si trova nella sezione del Běnyuánbù), sia nel Canone tibetano (dove prende il nome di Ched-du brjod-pa'i choms, si trova sia nel Kanjur che nel Tanjiur). Questa opera è formata da 423 versetti raccolti in 26 categorie. 

Si ignora il nome dell'autore, o meglio del compilatore, del Dhammapada non è possibile fissare se non molto approssimativamente la data della sua composizione, che risale all'epoca della formazione del canone Theravada, nel III secolo a.C.

Nonostante sia particolarmente venerato dalla scuola Theravāda, il Dhammapada viene letto anche da molti buddhisti appartenenti a scuole Mahāyāna, ed è molto popolare in ogni ambito del buddhismo. Dai tempi antichi fino ad oggi, il Dhammapada è stato considerato l'espressione più sintetica della dottrina del Buddha.

Vyāsa Audioletture

Ogni tanto. Non sempre. #8FRECCIATINECAUDINE

 

 #8FRECCIATINECAUDINE

Eppure quando lor signori vogliono costruire un fronte unitario per un interesse comunitario, puntualmente, spunta compatta la Valle Caudina, capace di aggregare anche realtà del Casertano o autonome come  Sant'Agata dè Goti. Realtà dell'entroterra, divise da tre provincie, ma molto vicine ed omogenee. La replica dei Comuni Caudini, compatti come non mai, nei confronti della dottoressa Muscarà deve far riflettere.  L'incendio che ha devastato la Sapa ha dato la spinta per un'unione davvero interessante. I Sindaci di Airola, Arienzo, Arpaia, Bonea, Bucciano, Cervinara, Forchia, Moiano, Montesarchio, Paolisi, San Martino Valle Caudina, Santa Maria a Vico e Sant’Agata de’ Goti hanno lavorato insieme per affrontare un problema ambientale. 

Lasciando da parte le legittime considerazioni in merito al rogo di Airola, diamo atto alle Autorità locali di aver fatto non uno, ma due passi in avanti. Avete chiesto con piglio autoritario alla Muscarà, esponente politico extracaudino, un atteggiamento di massimo equilibrio, senza minimizzare, ma senza neppure scivolare nell'allarmismo. Bene, ora date l'esempio, mettendo in campo una vera Unione dei Comuni Caudini. Unita e libera. Oppure dovremo attendere il prossimo passaggio di De Luca, magari in treno?

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giovedì 2 dicembre 2021

ANNI DI PIOMBO - Documentario Blu Notte

 

Gli Anni Di Piombo

LEGGI LO SCHIAFFO 321!


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50 ANNI di FRONTE - Il Fronte della Gioventù che non si è arresa (1971-2021)


Il Fronte della Gioventù mezzo secolo fa iniziò la sua lunga marcia e per l'occasione la Comunità Militante di Rieti ha messo in piedi un evento commemorativo molto interessante. Il Campo Hobbit di Montesarchio avrà il suo legittimo spazio di rilievo in questa rievocazione di un movimento nazionale giovanile che ha visto passare, nelle sue capillari sezioni, larghe schiere di giovani differenti in ogni angolo d'Italia. Valle Caudina compresa. 

Il programma per l'11 dicembre 2021 è stato ufficializzato in queste ore, dopo un'iniziale bozza girata in rete. Si parte alle ore 15 con la videoproiezione FdG di Rieti, "Una gioventù che non si è arresa". Un'ora dopo, invece, parte la tavola rotonda con gli scrittori d'area più in vista, ossia Alessandro Amorese, autore del libro "Fronte della Gioventù, la destra che sognava la rivoluzione", Giuseppe Iellamo, "Di notte. Militanti, colla e manifesti a Nord del Tevere dalla fine degli anni Settanta all'alba del Terzo Millennio" e Fabrizio Crivellari, "Colle oppio vigilia. Romanzo militante".

Campo Hobbit, Montesarchio 1977

Molto atteso "Fronte in musica" con Flavio Nardi Torrone, Francesco Mancinelli e Marina Simeone dell'Associazione Generoso Simeone. Generoso fu l'ideatore dello storico appuntamento che mise in soffitta il Nostalgismo e aprì le porte alla società del tempo. Nel bene e nel male. Le note Alternative del Parco Lambro Rautiano e/o la Woodstok Nera saranno al centro del dibattito dalle 17 alle 18. Non mancheranno i riferimenti  all'evento di Montesarchio, scolpito nella storia del FdG e della Valle Caudina.

Alle 18 il dibattito dal titolo "Testimonianze dal Fronte". Interverranno Gianni Alemanno, Segretario Nazionale FdG, Giulio Buffo, vice Segretario Nazionale del Fdg, Maurizio Rossi, segretario regionale FdG Toscana, Rainaldo Graziani, strutture parallele, Antonio Cicchetti, Sindaco di Rieti, già Dirigente Provinciale del FdG Rieti, Leonardo Latini, Sindaco di Terni, già segretario provinciale FdG Terni, Fabio Rampelli, Vice Presidente della Camera dei deputati, già segretario FdG Roma, Luca Malcotti, anche lui Federale Romano della Fiaccola Tricolore. 

La "festa privata" del reduci del Fronte, con lasciapassare verde obbligatorio, sarà un'occasione importante per rivedere generazioni unite dalla Fiaccola Tricolore. Il FdG ha molto da raccontare visti questi ultimi cinquant'anni di militanza e pesano abbastanza le assenze dell'Onorevole Giorgia Meloni, dell'ex delfino missino Gianfranco Fini, del cantante Sergio Caputo e del mitico Tonino Mazzella tra ospiti e relatori, per fare qualche esempio. Queste le parole degli organizzatori del Cinquantennale dalla nascita del Fronte della Gioventù di Rieti:

«Quest'anno sono 50 anni dalla nascita dell'organizzazione giovanile del M.S.I., quando i giovani che presidiavano le sezioni ottennero l'autonomia dal partito, ed iniziarono un viaggio che ha inciso profondamente nella storia della destra italiana profondamente.

Nel nostro territorio il Fronte della Gioventù ha rappresentato un punto di riferimento centrale della politica locale. Centinaia di ragazzi e ragazze hanno frequentato più o  meno a lungo, le stanze della Federazione, si sono inquadrati dietro i nostri striscioni, hanno animato le nostre feste. Nel Fronte si sono formati amministratori dei nostri comuni, ma anche imprenditori e lavoratori che hanno dato concretezza ai valori appresi in quegli anni. 

Noi proveremo in una giornata a ripercorrere quella storia, a recuperare quella gioia di vivere, rivoluzionaria, ritrovandoci tutti insieme per parlare, raccontare, ascoltare musica e soprattutto continuare a sognare un domani che ci appartiene. Se anche tu hai fatto parte di questa avventura, non mancare. 11 dicembre all'Abbazia di San Quirico e Giulitta, il Fronte della Gioventù di Rieti fa festa".

Ricordiamo TUTTI i Caduti del Fronte della Gioventù:

Francesco Cecchin, Ugo Venturini, Carlo Falvella, Fratelli Mattei,  Emanuele Zilli, Graziano Giralucci, Giuseppe Mazzola, Mikis Mantakas, Sergio Ramelli, Mario Zicchieri, Enrico Pedenovi, Angelo Pistolesi, Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni, Alberto Giaquinto, Stefano Cecchetti, Angelo Mancia, Nanni De Angelis e Paolo Di Nella.

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GIULIO LORANI - Assemblea (1979)

Giulio Lorani - Assemblea

Artista: Giulio Lorani

Brano: Assemblea

Anno: 1979

EXPO DUBAI - IL VASO DI ASSTEAS TORNA IN VALLE CAUDINA! | Caudium


EXPO DUBAI - IL VASO DI ASSTEAS TORNA IN VALLE CAUDINA! 

Il Vaso di Assteas è tornato in Valle Caudina, accompagnato dal dottor Antonio Salerno, noto Archeologo di calibro internazionale. Il Ratto d'Europa, opera sublime e unica al mondo, dal 23 novembre è stato in bella mostra all'Expo di Dubai e sarebbe dovuta restare al centro dell'installazione fino al 6 dicembre 2021. L'inestimabile cratere ora è all'interno del Museo Archeologico della Nuova Caudium ed ha lasciato la gettonatissima vetrina mondiale intitolata "Il futuro è tornato - Bellezza restituita e prospettive imminenti". 
La breve ed intensa esposizione è stata curata, all'interno del Padiglione Italia, dal Comando Carabinieri Tutela del patrimonio culturale a cui va tutto il nostro rispetto per l'ottimo lavoro svolto.

Assteas a Dubai 

Il cratere di Assteas è il vanto del Museo archeologico nazionale Caudino. Ricordiamo che il nostro capolavoro magnogreco fu ritrovato, non casualmente oltreoceano, negli Stati Uniti d'America al centro del celebre Museo "Paul Getty" di Malibù in California. La lunga storia è stata presentata da Sky Arte appena qualche settimana fa, dando ancora più attenzione ad una vera e propria perla della storia di un Popolo ricco di storia, ma povero di unione.

Assteas in mostra
Enzo Zuccaro e Marta Ragozzino, rispettivamente direttore del Museo di Montesarchio e direttrice dell'istituto culturale che rientra nel Polo museale della Campania, custodiscono il simbolo dell'idea moderna di Europa, bene prezioso e comune per tutti i Caudini. 
A Dubai, si legge sulla stampa internazionale, sono restati tutti a bocca aperta per la bellezza del capolavoro, soprattutto i ricchi sceicchi.
Bentornato, caro!


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immagini tratte dalla rete

mercoledì 1 dicembre 2021

L'ANTIGOMORRA - "Trazzieri" (1984) | Episodi 3/5

L'ANTIGOMORRA - TRAZZIERI

Serie Televisiva siciliana completa. "Trazzieri" è l'AntiGomorra grazie alle mitiche e fino a poco tempo fa introvabili interpretazioni della coppia di attori Giovanni Alamia e Tony Sperandeo. Girato in Sicilia nel 1984 rappresenta uno spaccato di spessore nella produzione dal basso di un cinema meridionale d'altri tempi. Ep.3/5 (Pitbull)

Holly e Benji - Episodio 9 | Yamato Video

 Holly e Benji キャプテン翼 
Episodio 9 | Yamato Video

LEMURIA, il continente perduto di cui nessuno parla (2021) - DOCUMENTARIO

LEMURIA 
il continente perduto di cui nessuno parla