sabato 25 settembre 2021

FASCISTS’ CRIMINAL CAMP | Racconto di Roberto Mieville (1947) - STORIALTERNATIVA Capitolo 9

FASCISTS’ CRIMINAL CAMP

CAPITOLO 9

La neve se ne era quasi completamente andata. Rimaneva qualche chiazza bianca al riparo delle dune o nei fossi, ma era ormai questione di qualche giorno e poi tutto il paesaggio sarebbe stato pulito e sgombro. Anche il “tornado” aveva principiato a mulinare sull'altipiano del Texas

Gli uomini erano costretti nelle baracche per quel gran vento di sud ovest e continuavano nei loro passatempi invernali. C'era chi aveva scritto addirittura dei romanzi. Un libro era divenuto famoso infatti. Era il libro di Giuseppe Berto: “I1 cielo è rosso”. 

Su quel libro l'autore contava molto. Una volta tornato in Patria si sarebbe presentato a uno dei grandi editori e avrebbe detto: 

Sono stato dieci anni a servire il mio paese in Africa. Ho perso tutto. Pubblicatemi questo libro e farete fortuna ” (1). 

C'era anche chi aveva continuato solamente a sognare sul passato e che diceva che il mondo si era fermato. Tutto procedeva tranquillamente dunque: pareva che gli americani avessero finalmente capito che “li nessuno mollava” e non avevano più insistito con la storia della collaborazione. Nei campi si parlava persino di un prossimo ritorno. Prossimo: appena finita la guerra. Lo si capiva che la guerra era. Alla fine e che ormai non c'era più speranza di vittoria. V 1, V2, cose belle, cose grandi che non avrebbero potuto modificare il corso degli eventi.

Era dunque tornata una certa “diffidente” serenità nei rapporti con il detentore e veramente inaspettato giunse il provvedimento che tagliava quasi completamente i viveri. Cosi, dalla sera alla mattina, a 500,600 calorie complessive, tutti, vecchi e giovani. Il War Departement era deciso a farla finita! Falliti i tentativi con la “starvation” morale provava con la “starvation” fisica. 

Forse colpiti nel fisico quegli ostinati avrebbero ceduto e sarebbero venuti a patti. Le normali attività dei campi cessarono quasi di colpo. Niente più sport, niente più letture. In poco più di un mese tutti erano stati ridotti al limite delle forze.


Non valsero. le proteste in nome delle Convenzioni di Ginevra, firmate dal prof. Gabitto e sottoscritte dal generale Scattaglia. 

Ginevra? Non c'è Ginevra per vinti... 

(Intanto la campagna di stampa contro, i prigionieri assumeva un tono quanto mai cattivo reclamando provvedimenti draconiani e immediati).

La, percentuale della popolazione dei campi era composta di giovani dai 16 ai 35 anni, e ancora una volta il prof. Gabitto fece presente le gravi conseguenze che stavano derivando per la mancanza di nutrimento. Comincio il C. M. Lucotti con il T.B.C. Intanto la guerra precipitava. Roosvelt era morto e il Reno era stato passato. E un giorno si sparse la dura, tragica notizia. Chi non pianse quel giorno nel campo?

-E' morto! L'hanno assassinato!

In quei giorni gli americani si dimostrarono, per la prima volta dei soldati. Non mancò ufficiale americano che, davanti al nostro dolore, non si sia sentito in dovere di deprecare l’orrenda fine e di fare a dei veri soldati, le più sentite condoglianze d'un soldato ”.

Il 30 aprile il campo celebrò un rito. Non c'era prete per poter e dire una messa. Ma davanti a un catafalco coperto con i colori della Patria, fu cantata la. preghiera del Legionario e un Ave Maria fu mormorata per tutti dal capitano Secolo del 31^ Guastatori. E da quel giorno il campo fu in lutto.

Il New York Times dedicò agli italiani questa testata su sei colonne: 

“Gli italiani hanno sputato su Mussolini, il mondo dove sputare sugli italiani”.

Questo per non dire parole dei commenti del Chicago Herald Tribune e del San Francisco Examiner, Si distinsero come sempre il Mondo e la Voce del popolo: settimanali in lingua italiana che riportarono spesso dei pezzi di quel tale conte Sforza delle Brigate Volontarie per liberare il paese.

Ora il Paese era libero!

Era libero il Paese di subire l'onta di Esperia e Montefiascone.

Passò qualche tempo ancora e dato che l’Italia si considerava in stato di guerra con il Giappone, il War Departinent, che non aveva ceduto di una linea nei provvedimenti affamatori, chiese agli Italiani di cooperare contro il Giappone.

Era evidente che il War Department sprecava il suo tempo. Sprecava il suo tempo anche se i prigionieri non erano più in grado di stare in piedi per la grande debolezza. Non poteva spaventare lo spettro della T.B.C. al punto di cedere e venire meno all'impegno d'onore assunto reciprocamente di resistere in quella linea di condotta fino alla fine della prigionia. E le vessazioni in grande stile ripresero dunque nel giugno del '45.

Cominciarono con la storia del saluto romano. “E' proibito il saluto fascista. I prigionieri saluteranno come si usa nell'Esercito Americano”. Fu fatto osservare che il Regolamento italiano prescriveva che a capo scoperto si doveva salutare romanamente e che nessuna modifica era stata portata a conoscenza in nome della Repubblica.

Quale repubblica,? Come non c'è la Repubblica in Italia No? E' finita! Ore c'è di nuovo il Regno?

Ah, si! Bene allora, ci dispiace, ma noi siamo della Repubblica e...

Diventarono lividi di rabbia gli americani! Lividi fino al punto di arrendersi dopo il fatto ”Plaisant”.


Il fatto “Plaisant”.

Il tenente Plaisant, un sardo, passeggiava tranquillamente per le strade del campo e seguiva il corso dei suoi pensieri, pieni della speranza grande di un sollecito ritorno. Entra la macchina del Colonnello Calworth e si ferma a pochi passi dal tenente che senza guadare passa oltre. Il colonnello scende.

Ehi! Ehi, grida.

Il prigioniero Plaisant si ferma: lo esamina bene: vede che è il colonnello, fa un passo indietro e alza il braccio in un perfetto saluto romano. Numi dei cielo! In quattro e quattro otto in carcere, a pane e acqua, il prigioniero Plaisant.

Quindici giorni.

Al termine dei quindici giorni, il prigioniero, Plaisant, viene riportato davanti al colonnello. Il prigioniero entra: guarda in viso il colonnello, batte i tacchi e alza il braccio nel saluto. Numi del cielo. In carcere: quindici giorni pane e acqua.

Al termine dei quindici giorni...

Il colonnello si stancò e dopo quarantacinque giorni rimandò il prigioniero Plaisant nel campo. Chi la dura la vince. O meglio “Vince sempre chi più crede, chi più a lungo sa patir... ”.

Il mesi passavano lenti. Cooperazione forzata. Cooperazione, collaborazione, ordini del Governo del Re. Lettere dell'Ambasciatore Tarchiani presso gli USA: niente da fare, i prigionieri non si muovevano d'un palmo. Che doveva fare il buon Calworth se non ripigliare i sistemi dell'anno precedente? E di nuovo i sistemi di Fort Bliss, di Marana, di Florence. 

Ancora soprusi, bastonature: segregazione.

Nei campi i prigionieri, erano già arrivati a mangiare le cavallette e la paglia e all'ospedale non ricoveravano più nessuno, Crepate cani italiani!

Il cimiterino di Hereford cominciava a contare parecchie croci. Piccole croci bianche a un paio di chilometri dal campo: per l'Italia!



E a Santa Fè, al tubercolosario erano, stati avviati parecchi dei soldati costretti ai lavori nelle fonderie. (Alle fonderie di Dallahrt, senza vesti di protezione e alla fine 500 calorie a base di soia, signori del Governo!). 

E nel campo 6 da quaranta giorni, all’aperto, trecento sottufficiali vivevano a pane e acqua e non mollavano. E nel campo ufficiali era la medesima cosa: Boia chi molla!

E a tutto questo le perquisizioni a notte piena, le manganellate a tradimento come capitò al tenente Busia che stava seduto a pensare alla sua mamma proprio sulla porta della Baracca Chiesa.

Libera, democratica America che ha fatto scrivere questa lettera a un combattente della sua armata navale. Lettera pubblicata nella rivista Life il 5 novembre 1945. Scrive il guardiamarina John Henry Holt da San Francisco:

  Signori, ho perduto il timore della morte a Guadalcanal. Ho perduto il mio migliore amico a Okinawa. Ho perduto una gamba a Iwo Jima. E ha perduto la fede nella democrazia americana dopo avere letto il vostro articolo sui prigionieri di guerra. Perché ho combattuto?”.

Scritto da Roberto Mieville 

Roma, 1947

venerdì 24 settembre 2021

MAURO BIGLINO - Le differenti letture storiche, teologiche, filologiche e letterali dell'Antico Testamento | VIDEO

 

Video Ufficiale della conferenza aperta con tavola rotonda, tenutasi Domenica 6 Marzo 2016, sulle differenti letture storiche, teologiche, filologiche e letterali dell'Antico Testamento

Lo scopo di quest'evento (senza finalità di schieramento religioso) è quello di fornire al pubblico le differenti visioni che l'Antico Testamento ha ispirato nei secoli.

L'Incontro è stato organizzato dalla Uno Editori nella città di Milano sulle tematiche del vecchio e nuovo testamento della Bibbia e presentato da Sabrina Pieragostini, giornalista e blogger, a cui partecipano:

Mauro Biglino, saggista e traduttore letterale dall'ebraico antico, specializzato nel testo masoretico;

- Ariel Di Porto, Rabbino capo della Comunità Ebraica di Torino;

- Mons. Avondios, Arcivescovo della Chiesa Ortodossa di Milano; 

- Daniele Garrone, biblista e pastore protestante, uno dei maggiori esperti di Antico testamento all'interno della confessione valdese;

- Don Ermis Segatti, sacerdote e docente di Teologia e Storia del Cristianesimo presso la - Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale;

- Emilio Salsi ricercatore indipendente.

Leggi speciali, ieri per gli ultrà, oggi per tutte le città #2 FRECCIATINECAUDINE

#2 FRECCIATINECAUDINE

Abbiamo modificato una frase apparsa negli stadi italiani, vergata su striscioni di tutte o quasi le tifoserie. Dalla Serie A alla Terza Categoria, qualche anno fa, si invitava il popolo ad essere vigile e attento. Le famigerate leggi speciali sono arrivate. Giorgio Orwell, scrittore visionario, autore di alcuni romanzi di fantapolitica sarebbe inorridito. La realtà ha superato la fantasia. A pagarne le spese, al momento, sono soprattutto le realtà minori. 

In Valle Caudina il Movimento Ultras sta vivendo uno dei periodi più bui della sua piccola grande storia. Piazze come Cervinara, San Martino, Paolisi e Montesarchio sono ridotte all'osso o, peggio ancora, sono scomparse. Quella passione legata al mondo del calcio dilettantistico è, tristemente, imprigionata in foto e video.

In ambito nazionale stiamo assistendo ai soliti paradossi. Gruppi Ultras che disertano, altri che vanno, altri ancora che vanno solo in trasferta. 

Ognuno per sé, tutti contro tutti e chi si è visto? S'è visto...la partita!

ULTRAS LIBERI. LIBERI DI ESSERE SE STESSI.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



LA MIA MADRE TERRA, San Martino Valle Caudina - seconda parte (1972)

LA MIA MADRE TERRA 
- Seconda ed ultima parte - 
documentario su San Martino Valle Caudina
ideato da Gianni Raviele nel 1972

tratto da Caudium Tatoo

giovedì 23 settembre 2021

LEGGI LO SCHIAFFO 321!

PROLETARIATO ATTIVO

FORZE OCCULTE: «I misteri della massoneria rivelati per la prima volta sullo schermo» (1943)

FORZE OCCULTE
Forze Occulte è una pellicola francese del 1943, passata allo storia per aver incassato, nella prima settimana di proiezione a Parigi ben 217.245 franchi. La trama è basata su fatti realmente accaduti. Il giovane deputato Avenel, su consiglio di alcuni deputati massoni, decide di entrare nella massoneria per avere un'ascesa carriera politica. Dopo il rito iniziatico, rimane però deluso dalla corruzione e dagli scandali politici massonici.

Dott. ssa Coccia: Dispepsia, problemi digestivi, disturbi gastrointestinali, reflusso, infiammazioni | SALUTE

Dispepsia, problemi digestivi, disturbi gastrointestinali, reflusso, infiammazioni

dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista.

Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.

 

INSURREZIONI CAUDINE - Briganti antiunitari caudini | capitolo 4


INSURREZIONI CAUDINE
briganti antiunitari caudini | capitolo 4

Come per il resto del Mezzogiorno, anche la Valle Caudina visse il triste fenomeno del brigantaggio, sovvenzionato, almeno fino al 1864, dalla reazione borbonica. I briganti sfruttarono "l'abetaia fitta" e il terreno accidentato del Taburno, fino ad allora "deposito estivo di cavalli stalloni dell'esercito". 

Le prime avvisaglie si ebbero il 22.5.1861, quando una banda assaliva gli ex-casali di Bucciano e Luzzano. 

Due giorni dopo il sindaco stesso di Luzzano, Andrea lodice, veniva arrestato dai Bersaglieri per "connivenza con la banda". Nel giugno 1861 vennero trasferiti in Airola sessanta uomini del 620 fanteria, comandati dal maggiore Gorini. Il Taburno è il quartier generale di almeno dieci bande. Tra le più temute vi è quella di Cipriano La Gala, che dispone di circa trecento uomini e terrorizza i territori da Limatola ad Arpaia. 

Organizza il sequestro del sacerdote Alessandro Ruotolo di Paolisi, di 30 anni, in contrada Acquavitara, sulla strada tra Arpaia e Arienzo. Insieme a lui vengono sequestrati i fratelli Viscusi, sacerdoti di S. Agata dei Goti, don Giacomo e don Pasquale. 

Il 27 agosto1861 quattro briganti sequestrano due naturali di Airola, dai quali hanno estorto D. 75 e 40 per rilasciarli. Il sindaco di Airola con foglio ufficiale del 5 settembre dà contezza della liberazione mediante riscatto dell'avv. Gambardella di Napoli e del sacerdote Rotoli di Paolisi.

Riferisce pure l'omicidio sul Taburno di Francesco de Cesare di Laiano, frazione di S. Agata, sospettato di tradimento. Il de Cesare era stato condannato a morte e ucciso il 4 settembre da La Gala, col quale era evaso dal carcere di Castellammare

E' fatto a pezzi in contrada Pozzillo e La Gala ordina che ogni brigante ne mangi. La stessa cosa è costretto a fare don Ruotolo

L'8 luglio 1861 il governatore di Benevento Carlo Torre scriveva a Silvio Spaventa - segretario gen. dell'Interno e Polizia - di aver mandato in Airola contro i briganti una compagnia di soldati al comando del gen. Pinelli. Il 22 ottobre 1861 il sindaco di Airola avverte che la popolazione ha festeggiato con entusiasmo l'anniversario del Plebiscito. 


Ugualmente il nuovo governatore di Benevento Gallarini avverte il segretario generale del Dicastero dell'Interno e Polizia che l'anniversario del Plebiscito era stato festeggiato in molti paesi della provincia, non esclusi quelli in cui la reazione era stata più attiva 
(Airola, Apice, Buonalbergo, Casalduni, Castelvenere, Guardia Sanframondi, Montefalcone, Pago, Pietrelcina, Pontelandolfo, Reino e S. Giorgio la Montagna).
Tra i capobanda va ricordato Aurelio Ricciardi di Airola, che operò soprattutto nel 1862. 
Il 21 settembre 1862 nel distretto di Airola i poteri politici e militari sono devoluti al maggiore Carlo Melegari


Una banda di briganti molto sanguinaria fu quella di Andrea de Masi di Bucciano, detto Miseria. Operò spesso con quella di Luciano Martino di Cautano. Facevano parte della banda di Miseria, tra gli altri, Andrea Amoriello, Michele Ciervo, Raffaele De Masi, Giambattista Falco, Michele Massaro, Pietro Massaro, Andrea Mauro, Giovanni Mauro, Luigi Napolitano, Nicola Parrillo, Filippo Pietrosanto, Francescantonio Ruggiero, Domenico Truppi

A questi si aggiunsero Felice Sacco, 38 anni di Bucciano, Filippo Maione, alias Galeota, di Pastorano, Luciano Biase di Bonea, Francesco Izzo di Montesarchio (36). 

Nella notte tra il 29 e 30 ottobre 1863 sono sequestrati Girolamo Buonanno di Moiano ed Angelantonio Di Stasi di Bucciano, al molino del Fizzo. Il 14 ottobre è sequestrato sulla strada per Airola Domenico Campare di Montesarchio, rilasciato dopo 3 gg. con riscatto di 100 D. 

Il 22 ottobre sono sequestrati in località Perreto di Moiano Giacomo Perna di Laiano dai briganti Mauro Giovanni (37) e Mauro Donato (38) di Moiano.

Al processo di Caserta contro la banda Miseria tra i condannati figura anche Antonio Amoriello di Airola (o di Moiano?), venti anni di lavori forzati (39).

Scritto da Raffaele Caporuscio

tratto da "Il Collegio Uninominale di Airola" e da "La terra e i casali di Airola Beneventana"

NOTE

(36) Francesco Izzo di Pietro, contadino, nato il 14.2.1839, sbandato del 4 battaglione di gendarmeria, ucciso sul Taburno il 31.5.1865.

(37) Mauro Giovanni di Michele, nato e domiciliato a Moiano, di anni 18, muratore.

(38) Mauro Donato di Francesco, nato e domiciliato a Moiano, di anni 23, bracciante.

(39) Amoriello Antonio fu Pasquale, soldato disertore.

http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/Storia/Local/Airola6.htm

Le Forche Caudine 321 a.C.-2021 d.C - L' alba di un NUOVO ALBUM dell'età oscura | CAUDIUM

Tra quei monti Roma conobbe

l’umiliazione e il disonore, nel giorno

più funesto del suo glorioso Impero

Nel 321 a.C. Roma subì la più grande umiliazione della sua gloriosa storia. Alle Forche Caudine i Sanniti, guidati dall’embratur Gaio Ponzio Telesino, costrinsero sedicimila legionari a passare sotto il giogo di lance. Spogliati e disonorati non solo dell’orgoglio tornarono a Roma senza armi e cavalli, e da allora i Consoli promisero lo sterminio di tutta la genia Sannita…"

Non sono le parole di Tito Livio, ma la presentazione di un lavoro musicale unico nel suo genere e che ci rende fieri delle nostre radici: “Le Forche Caudine 321 a.C.-2021 d.C.” uscirà il 24 Settembre per la francese Antiq Label. Domani sarà lanciato in rete in occasione del 2300esimo anniversario della celebre battaglia.

Un anniversario passato completamente inosservato nella magica Terra delle Forche. Sono poche le realtà che possono vantare un anniversario del genere. Duemilatrecento anni fa da queste parti ci fu un episodio che è passato alla storia per i suoi significati filosofici e bellici. Un insieme di componenti messe insieme da Tito Livo lo storico romano, che in realtà nacque e morì nella sua Padova

Ad Urbe condita è la gloriosa storia di Roma, dalla sua fondazione fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto, nel 9 avanti Cristo. Tra le pagine tramandate ai posteri per sempre spicca la nostra amata Caudium e la nostra vittoria tattica contro il miglior esercito della storia. 

Ci hanno pensato i Dawn of a Dark Age (L'Alba dell'età oscura) nati nel gennaio 2014 da una geniale idea di Eurynomos e Buran. Suonano alla grande Black Metal atmosferico/sperimentale su tematiche storiche, esoteriche, naturaliste e visionarie. Hanno inciso la prima saga dedicandola agli elementi naturali. Nel 2020 lanciano un discreto lavoro intitolato La Tavola Osca che riportiamo integralmente qui sotto:

Dawn Of A Dark Age - La Tavola Osca 

Lo Schiaffo 321, spesso e volentieri, affronta l'argomento Forche Caudine in tutte le salse. Dai negazionisti del luogo, convinti che il luogo della battaglia sia dislocato in altre "forche caudine", alle tesi alternative, fino alle curiosità da pescare negli scaffali digitali. 

In anteprima diamo in pasto, alle lettrici ed ai lettori de Lo Schiaffo 321, un inedito dell'album che domani vedrà la luce e che racconta in maniera magistrale la storia dell'evento in chiave metallara:

 Soggiogazione - La forca - Umiliazione

Recensione 

Riportiamo la prima recensione di Le Forche Caudine 321 a.C.-2021 d.C. tradotta in Italiano dall'inglese, che porta la firma della prestigiosa Two Guys Metal Reviews di Matt Bacon, proprietario di Dropout Media, dove lavora con una varietà di etichette e band tra cui Blacklight Media (filiale di A Metal Blade), Prophecy Productions, Ripple Music, Tankcrimes e molti altri. Ha intervistato leggende tra cui Ace Frehley dei KISS, Glenn Tipton dei Judas Priest e Roger O'Donnell dei The Cure facendo amicizia con altri giganti, come Phil Collen dei Def Leppard. Anche Matt Bacon è rimasto affascinato dalla storia delle Forche Caudine, dando un taglio internazionale alla pubblicazione musicale: 

"Poche band possono - afferma TG Metal Revies - davvero combattere con lo stesso livello di visione di questi visionari del black metal. Il loro approccio al genere è iconoclasta ed eccitante, esattamente il genere di cose che lascia gli ascoltatori entusiasti di più. È difficile non essere innamorati dell'unicità di queste composizioni e della volontà di portare una vasta gamma di idee al fine di garantire un disco che è un chiaro passo avanti per un progetto a lungo termine che insiste nel sfidare continuamente le aspettative e costringere gli ascoltatori a lasciarsi incantare dalla musica".

Cofanetto

La perla spettacolare, oltre all'esecuzione musicale, è il cofanetto curato minuziosamente in ogni piccolo particolare. Artigianato, arte e cultura legati alle nostre Forche Caudine. Le novantanove copie dell'edizione limitata sono composte da il cd cartonato con libretto da otto pagine, un'audio cassetta demo con venti minuti di materiale inedito dell'album, un certificato di autenticità numerato e autografato, la partitura dei tromboni (scena numero 7 “Agguato”) con foglie provenienti dal Sannio, un'antica mappa della Valle Caudina, il luogo dell’agguato. Inoltre, i pochi fortunati avranno un digital download all'interno del prezioso cofanetto, diverso uno dall’altro poiché creato e confezionato singolarmente a mano.

i caudini ringraziano!

Riflessioni

A qualcuno fischiano le orecchie? L'Unione dei Comuni Caudini, stranamente, non ha mosso un dito per celebrare un evento del genere. Peccato. Duemilatrecento anni fa la Valle Caudina era popolata da guerrieri. Negli ultimi anni, ahinoi, si è perso la spirito comunitario e l'identità storica di un'area che unita potrebbeoffrire tutto ciò che la Nuova Caudium merita.

Prima di tutto il rispetto per questa Terra. 

La Valle Caudina!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.

PAOLO CONTE - Diavolo Rosso (1984)

Paolo Conte - Diavolo Rosso

Artista: Paolo Conte

Album: Paolo Conte

Brano: Diavolo Rosso

Anno: 1984

martedì 21 settembre 2021

PROF. AURITI: L' Europa è una colonia dell'imperialismo della grande usura | ECONOMIA

L' Europa è una colonia dell'imperialismo della grande usura 

SABINO MORANO È INNOCENTE! L'intervista ad un Conservatore di Provincia | POLITICA


La vicenda che ha coinvolto Sabino Morano ci tocca da vicino per il profondo legame di Cameratismo che lega le strade della nostra Comunità Militante con il suo percorso militante ed umano, indipendentemente dalle scelte politiche e partitiche. Le radici della CMC, realtà alternativa, non conforme e differente, affondano nel passato all'ombra della Fiaccola Tricolore del Fronte della Gioventù prima e di Azione Giovani poi. 

La Federazione Irpina cambiò pelle, non stile, verso la metà degli anni Novanta. Una generazione nata tra la fine del Movimento Sociale Italiano e la mai digerita svolta di Fiuggi che diede vita alla scissione tra Alleanza Nazionale ed il Movimento Sociale Fiamma Tricolore.  


Negli ultimi anni ne sono successe di tutti i colori, ma quel legame non è mai stato reciso. Mai. Appoggiammo, ad esempio, la Lega di Sabino, non proprio quella di Salvini, ai più indigesto per ovvi motivi. In quel momento valutammo, a rigor di logica pragmatica, il sostegno ad una linea prettamente sovranista, slegata dalla Lega in ambito nazionale, ma operativa ed autonoma sul territorio. Una scelta legittima che rivendichiamo. In fin dei conti il discorso è molto lungo ed articolato e troverà spazio su queste colonne digitali. Non ora. 

Oggi siamo distanti da qualsiasi entità e con il tempo le nostre posizioni si sono staccate completamente da ogni riferimento partitico o movimentista. Per ora lavoriamo sul fronte culturale e curiamo un'informazione diversa. 

Rispettiamo chi ci rispetta ed ascoltiamo chi ci ascolta.

Buona lettura.

d- Sabino Morano è innocente. Il Gup del Tribunale di Napoli si è pronunciato, con un “non luogo a procedere” perché il fatto non sussiste nei tuoi confronti. Crolla l'accusa di voto di scambio politico mafioso nell’ambito del processo sul cosiddetto “Nuovo Clan Partenio”. La fine di un incubo per la tua Famiglia, per tutta la realtà legata a Primavera Irpinia e soprattutto per te. La Redazione de Lo Schiaffo 321 ti augura un felice ritorno sulla scena politica e culturale della nostra Terra. La bolla di sapone è, finalmente, esplosa? 

r- «Come avevo detto dal primo momento questa accusa era completamente priva di fondamento. Si è trattato, nella migliore delle ipotesi, di un mastodontico equivoco. Una bolla di sapone, come giustamente dici, che era chiara a tutti essere tale fin dall’inizio ma che qualcuno artatamente ha inteso trasformare in una valanga di fango. Personalmente ho un approccio “filosofico” alle questioni per non prestare il fianco agli attacchi di certa canaglia, ho preferito in questi due anni, fare un passo di lato, sfruttando l’occasione per approfondire alcuni studi che hanno dato vita a diverse pubblicazioni in uscita nei prossimi mesi, per dare vita insieme all’editrice Maria Michela Buonaspina all’esperienza della testata online Avig che è diventata rapidamente un piccolo laboratorio culturale, per pensare nuove dimensioni di una attività metapolitica. Più che di un incubo si è trattato di una gran pagliacciata intrisa di cattiveria che ha colpito, più che il sottoscritto, una famiglia, una comunità politica, una realtà sociale».

d- Caro Sabino, racconta direttamente alle lettrici ed ai lettori de lo Schiaffo 321 la tua storia, senza filtri. Un episodio capace di catapultare il Polo Sovranista di Avellino su tutte le cronache nazionali, scatenando un vespaio di polemiche sterili, ma fastidiose. Evola esprimeva qualche anno fa affermava: Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di antistoria. [...] Li si lascino alle loro "verità" e ad un'unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine. [...] Rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione a chi, oggi, non vuole il "questo" e cerca confusamente "l'altro" significa dare sostegni a che non in tutti la grande tentazione prevalga, là dove la materia sembra essere ormai più forte dello spirito. Profetico?

r- «Più che un’indagine a leggere le carte si ha l’impressione di imbattersi in una sceneggiatura, che parte da un unico dato reale: il fatto (mai negato) che io e Pasquale Galdieri ci conosciamo da sempre abbiamo condiviso, in tempi passati, la passione per il pugilato ed, in altre epoche, ci eravamo frequentati assiduamente. Questo era l’unico dato ad emergere dalle indagini, rispetto alle accuse mossemi ovvero quelle di voto di scambio nulla era riportato. 

Erano anzi le stesse intercettazioni poste a supporto delle indagini ad escludere completamente tale eventualità. Si è quindi lanciata un’accusa di tipo “inquisitorio”: tu conosci un condannato per mafia quindi necessariamente, in occasione delle elezioni amministrative 2018, sei stato sostenuto da ambienti mafiosi. In alcun modo si specificava come, quando, perché sarebbe tutto questo avvenuto, una specie di inversione dell’onere della prova: per noi è così devi essere tu a dimostrare il contrario! 

Naturalmente un impianto di questo tipo era improponibile dal punto di vista giudiziario perfino in Italia (tanto da essere crollato nella fase istruttoria ossia prima dell’inizio del processo), ciò non ha impedito di costruire una “narrazione calunniosa” che ha tenuto banco per almeno un anno e mezzo su testate locali e nazionali. Ma appunto come dicevi citando Evola si lasci a taluni “mestieranti” del nostro tempo la loro verità, poco importa a chi è abituato a restare in piedi in un mondo di rovine».

d- La Comunità Militante Avellinese, soprattutto quella attiva negli anni Novanta in Via Matteotti 22, come ha vissuto questa amara vicenda a tuo parere? La militanza comunitaria è ancora l'essenza della vita politica o i fazzoletti neri sono restano chiusi nei cassetti, come recita Generazione 78, la celebre canzone di Francesco Mancinelli: ...e ti svegli una mattina sulle labbra una canzone e l'immagine si perde sulla tua generazione quei ragazzi un po' ribelli un po' guerrieri che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori tanti fazzoletti neri...

r- «La comunità militante storica (quella vera) si è stretta tutta intorno al sottoscritto e si è sentita attaccata nel suo complesso anche perché era chiaro che attraverso la mia vicenda si intendeva colpire un intero ambiente storicamente “non allineato” alle prassi del potere cittadino e provinciale».

d- Dal Fronte della Gioventù alla Lega, passando per Forza Italia con intermezzi sempre in formazioni di Centrodestra. Finito il Berlusconismo, fallita Alleanza Nazionale con quali prospettive politiche credi che quell'area possa risorgere? Inoltre, da fedele seguace di Pinuccio Tatarella, come vedi i risultati di quella "svolta" nel tempo. Il Congresso di Fiuggi del 1995 fu l'inizio della Fini, ops fine?

r- «Credo che l’intuizione tatarelliana dell’esistenza di un grande blocco sociale culturale conservatore da dover rappresentare fosse sostanzialmente corretta, sbagliata fu certamente la prassi di Alleanza Nazionale che ne inseguì il disegno in maniera perversa. A.N. condannò ingiustamente una storia nazionale innamorandosi di suggestioni astruse ed innaturali. Il grande “blocco degli italiani” andava creato, non stupide abiure, ma facendo invece ricorso alla più pura tradizione culturale del fascismo: l’attualismo gentiliano

Bisognava inglobare tutte quelle sfumature culturali “schmittianamente” opposte al progressismo mondiale, che si andava negli stessi anni creando, inverandole in una sintesi dialettica capace di rappresentare una alternativa a vocazione maggioritaria. Si fece invece il contrario, si inseguirono chimere estranee alla tradizione nazionale, si scartò Gentile si scelse Filippo Rossi… come poteva andare a finire».

d-  Qual è il tuo punto di vista sulla gestione Festa? Avellino merita di più?

r- Festa è un ragazzo simpatico, un sindaco perfettamente in linea alla tradizione amministrativa avellinese...Adesso c’è da vedere, attese le preferenze elettorali storicamente espresse dal capoluogo, se questo possa veramente meritare qualcosa di più».

d- Sabino Morano, scrittore. Lavori in corso e macchina da scrivere rispolverata dopo il lavoro per le edizioni di Ar, "Le origini dello spirito capitalistico in Italia" di Amintore Fanfani?

r- «È appena uscita la riedizione di “Le origini dello spirito capitalistico in Italia”del Fanfani da me curata e commentata per le edizione di Ar, è in uscita un mio nuovo volume che cerca di costruire un percorso metapolitico per la nascita appunto di una grande “area alternativa” al progressismo globalista per Iuppiter. Sto lavorando in questi giorni ad un volume storico a “quattro mani” con Mario Landolfi che credo vedrà la luce in autunno ed a una nuova riedizione anastatica per la Collana Antibancor di Ar: Il giusto prezzo medievale del Cairoli».

d- Nel 1972 ad Avellino venne girato l'introvabile documentario "La Destra Nazionale ringrazia". Quel mondo figlio della Fiamma Tricolore venne immortalato in una storica manifestazione organizzata dal Movimento Sociale Italiano con Giorgio Almirante e Alfredo Covelli vincenti come non mai. Cosa resta di quel sogno? 

r- «Di quel Sogno resta un enorme patrimonio di esperienze, cultura, spessore umano. Resta il ricordo di uomini eccezionali, la lezione “gentiliana” forse mai veramente compresa di Luigi de Conciliis che di quel mondo fu figlio e ne fu la più compiuta e profonda espressione intellettuale in Irpinia».

d- Hai vissuto fin da piccolo con Ettore De Conciliis, Giovanni Candela e tanti altri giovani di destra. Quella nuova generazione di post-missini cresciuti tra Federazione, congressi e circoli potrebbe rappresentare l'alternativa al Regime del Nulla 2.0. Quali sono le tue ultime riflessioni di un conservatore di provincia, ideologo della nuova formazione dal nome eloquente: Primavera Meridionale?

r- «Credo che oggi la nostra società si in una una fase molto particolare, abbiamo toccato dimensioni parossistiche di “totalitarismo egemonico”, complice anche la seconda rivoluzione digitale, mai raggiunte fino ad ora. Forse è il momento in cui atteso il fallimento conclamato delle certezze progressiste possa lentamente farsi strada una visione “differenziata” che possa cercare che riparta dal concetto di comunità».

d- La Valle Caudina e Cervinara ti ricordano con i piedi nel fango impegnato negli aiuti post-alluvione del 1999. A distanza di anni, come pensi di "spalare" tutto il fango mediatico che ti è piovuto addosso e cosa ti è rimasto di quel lontano 16 dicembre Cervinarese?

r- «Nello stesso modo in cui facemmo all’epoca: core ‘mpietto, pala e pico!».

d- Infine, carta bianca per saluti, pernacchie, consigli, e soprattutto ricette, sia politiche e sia culinarie per l'Irpinia del Futuro...

r -«Grande abbraccio alla nostra comunità politica vera che aldilà delle appartenenze partitiche e delle vicende personali sa ritrovarsi sempre nei momenti difficili. Per le pernacchie ti invio un allegato a parte perché si imballerebbe la posta. Consigli non ne do mai, salvo che non vengano richiesti in maniera specifica, e spero sempre che non accada». 

Ricette: più comunità, più ragionamento, meno slogan, più libri, più Aglianico e naturalmente più ragù!

Immagine tratta da Riflessioni di un conservatore di provincia. Da Carl Schmitt alla preparazione del ragù
scritto da Sabino Morano, edito da Iuppiter nel 2017

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.

Chi controlla il nostro debito può mandarci in rovina | ECONOMIA

Chi controlla il nostro debito può mandarci in rovina

Sulle Generali, la più importante istituzione finanziaria italiana con Intesa-SanPaolo, si sta combattendo una battaglia finanziaria di altri tempi. Da una parte due importanti azionisti privati, Caltagirone e Del Vecchio, forti di sei miliardi investiti di tasca propria nella società e che vorrebbero scegliere i vertici. Dall’altra parte il primo azionista, Mediobanca, che storicamente è stato molto geloso dell’indipendenza della compagnia, financo dai suoi azionisti. In mezzo il mercato degli investitori internazionali e l’amministratore delegato, Philippe Donnet, che fino ad ora non ha deluso le aspettative sui risultati portati a casa.

Questa sintetica descrizione probabilmente non soddisfa nessuno dei tre attori della partita: ognuno di loro vuole spostare l’asse del prossimo consiglio di amministrazione a proprio favore.


Si rischia però di perdere un punto di vista più complessivo. Le Generali detengono la bellezza di 60 miliardi di euro del nostro debito pubblico: più o meno il dieci per cento dei loro attivi. Non si tratta di un dettaglio tecnico. Ma di una circostanza che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha bene in mente. Unicredit, circa cinque anni fa, fece scalpore cedendo, per poco più di tre miliardi di euro, il suo gestore di risparmio gestito ai francesi di Amundi

È il mercato, bellezza.

Ma quello dei titoli di Stato è un mercato drogato. Con la Bce che compra Btp a rotta di collo (un quarto circa del nostro debito è nei suoi forzieri digitali) e che prima o poi smetterà di farlo. 

Un mercato, come avvenne durante la crisi del 2011, in cui un grosso investitore che volesse mettere in ginocchio la nostra fragile finanza pubblica, potrebbe vendere sul mercato un pacchetto di Btp.

Scritto da Nicola Porro

tratto da www.nicolaporro.it

MASSIMO PACILIO: Il passaporto sanitario serve davvero a prevenire il contagio? | SALUTE

Il passaporto sanitario serve davvero a prevenire il contagio?

LEGGI LO SCHIAFFO 321!


 

CERVINARA SOCIALISTA: polemiche, ammutinamenti e tesseramenti | POLITICA

La partitocrazia durante gli anni Ottanta dettava il ritmo politico delle migliaia di sezioni sparse in ogni angolo d'Italia, compresa la Valle Caudina. Da Destra a Sinistra, passando dal Centro, tutti i partiti avevano una galassia interna dove si combattevano sanguinose battaglie fino all'ultimo congresso, di sezione, provinciale e/o nazionale. La logica delle correntismo spaccava tutti senza distinzioni. Per avere un controllo reale all'epoca non erano concepiti i sondaggi o le proiezioni di enti privati. 

Il Partito Socialista Italiano era "costretto" a monitorare capillarmente le tarantelle e le sceneggiate intestine, comprese quelle della corposa e agitata sezione Caudina.

Il progetto di schedatura, ordinamento e inventariazione dal titolo “Via del Corso 476, Archivi Socialisti – Carte del Partito Socialista Italiano”, realizzato con il cofinanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Segretariato Generale – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale, è un minuzioso lavoro di ricognizione, archiviazione e inventariazione dell’intero complesso socialista.


Custodire un archivio significa custodire una memoria. Significa garantire ai posteri tracce della loro storia, tramandare questa a un domani meno incerto, avere il ricordo di ciò che è stato. Dietro una moltitudine di carte, appunti e scritti, o piuttosto di semplici biglietti e volantini, si celano non solo fatti e accadimenti ma soprattutto emozioni, ricordi e passioni - si legge nella prefazione del testo.

L’Archivio di un grande partito – il più antico partito d’Italia – come quello del disciolto Partito Socialista Italiano, non sfugge a questa regola. Anzi, semmai la valida. All’interno di esso si trova la storia di una comunità con le sue sconfitte e i suoi successi, con i suoi travagli e le sue svolte. C’è la storia di dirigenti e militanti che hanno conosciuto l’impegno, il sacrificio e l’orgoglio di lottare per la democrazia e la libertà e che hanno creato i presupposti prima e reso grande dopo la nostra Repubblica.

C’è la storia di milioni di elettori che si sono identificati con un’idea di civiltà, di crescita, di progresso civile, economico e sociale. Ma, soprattutto, all’interno di tutto ciò c’è una parte, peraltro assai significativa, della storia italiana che non può essere dispersa e cancellata.

Le Carte della direzione del Partito Socialista Italiano, recuperate dalla Fondazione Bettino Craxi, hanno riesumato la segnalazione di un vero e proprio ammutinamento di quasi duecento iscritti Cervinaresi con il garofano rosso nel cuore, guidati dal Barone, al secolo l'avvocato Carlo De Bellis.

SOCIALISMO E POLEMICHE

Il dirigente nazionale Bruno Lambertini ricevette a Roma una segnalazione partita da Cervinara nel periodo 1984-1985. Ben 183 iscritti lamentarono disservizi nella gestione della sezione, senza risparmiare velati attacchi anche al segretario cittadino. Nel documento trapelano comunicazioni relative alla celebrazione di un congresso svolto esternamente alla sezione da ex tesserati la cui tessera non venne mai stata rinnovata. 

I ribelli socialisti vennero segnalati, per questo vero e proprio ammutinamento senza precedenti, ai responsabili provinciali dell’organizzazione e del tesseramento sulla mancata approvazione del tesseramento 1984

Il Partito Socialista intervenne per ripristinare l'ordine interno messo a dura prova da dinamiche territoriali, talmente delicate da arrivare fino ai vertici del PSI. Emblematico il verbale della riunione tenuta dalla Commissione nazionale tesseramento il 7 marzo 1984, presieduta da Lambertini. In quell'occasione all'interno della direzione nazionale si discute la situazione delle sezioni della Federazione di Avellino oggetto di contestazione, tra cui Cervinara. Le successive decisioni del Comitato direttivo sezionale cercarono di salvare il salvabile di una realtà politica ostile alle gerarchie interne.



ammutinati

Via del Corso 476 raccoglie documenti riferibili all’attività di singoli dirigenti impegnati nell’esame di situazioni territoriali controverse; in molti casi si tratta di operazioni di tesseramento, ovvero di interventi stimolati da denunce di irregolarità nella gestione di singole sezioni come quella Cervinarese o di intere federazioni.



Il minuzioso lavoro politico si basa sulla documentazione di lavoro utilizzata per i controlli, in particolare quelli relativi al tesseramento. Molto interessanti gli appunti di riunioni alle quali partecipano dirigenti nazionali, promemoria degli stessi dirigenti sulle verifiche fatte. Il fascicolo intestato ad Avellino, ad esempio, riguarda indagini svolte immediatamente dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 per rilevare la situazione delle sezioni, tra cui quelle della Valle Caudina.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

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