domenica 28 febbraio 2021

TARANTELLE SUL BRITANNIA - La folgorante carriera di Sir Drake | CAPITOLO 9

LA FOLGORANTE CARRIERA DI SIR DRAKE

Mi sembra opportuno, tuttavia, aggiungere alcune righe per ricordare le ulteriori tappe della brillante carriera di Sir Drake (come lo chiama Marcello Veneziani). Il nostro manteneva la poltrona di Direttore Generale del Tesoro fino al 2001, attraversando indenne dieci anni di intemperie politiche e dieci diversi governi, di destra e di sinistra.

Dall’anno successivo alla crociera del “Britannia” – e anche qui fino al 2001 – andava ad occupare un’altra ambita ed assai strategica poltrona, quella di Presidente del Comitato Privatizzazioni. 

In tale veste – apprendo da Wikipedia – 

«è stato artefice delle più importanti privatizzazioni delle aziende statali italiane». 

Non da solo, in verità. Durante la sua permanenza alla presidenza del Comitato Privatizzazioni (1993-2001) si avvicendavano diversi Presidenti del Consiglio, diversi Ministri del Tesoro, diversi Ministri dell’Industria, diversi Presidenti dell’IRI. Fra gli altri, Romano Prodi: Presidente dell’IRI (per la seconda volta) dal 1993 al 1994, Presidente del Consiglio dal 1996 al 1998, prima di diventare – nel 1999 – Presidente della Commissione Europea.


Ma torniamo a Draghi. Nel 2001 lasciava la Direzione del Tesoro e il Comitato Privatizzazioni, e nel 2002 approdava leggiadramente in Goldman & Sachs. Non da semplice manager, ma addirittura da Vicepresidente con competenza sull’area europea, oltre che da membro del suo Management Committee Worldwide. Scelta forse poco elegante, considerato che la G&S era stata fra i protagonisti delle dismissioni del patrimonio pubblico italiano: non soltanto era stata advisor (cioè consulente e valutatore) per la privatizzazione di Credito Italiano, Fintecna e probabilmente anche di altre aziende, ma aveva acquistato in prima persona consistenti pezzi del nostro patrimonio nazionale: in particolare, l’intera proprietà immobiliare dell’ENI, che si era aggiunta ad altre importanti acquisizioni immobiliari (provenienti da Fondazione Cariplo, RAS, Toro, eccetera).

Draghi, comunque, restava in Goldman Sachs fino all’ultimo giorno del 2005. Nel 2006, con un altro dei suoi folgoranti rientri in patria, era nominato Governatore della Banca d’Italia. A designarlo era il Presidente del Consiglio del tempo, Silvio Berlusconi, sembra – a giudicare dalla telefonata di cui parlerò – su pressioni di Francesco Cossiga; il quale poi – per motivi che ignoro – si sarebbe pentito amaramente di quel passo.

Cossiga attacca Draghi

Ricordo (e ne conservo la registrazione) l’invettiva del vecchio leone in diretta tv, rispondendo ad un trasecolato Luca Giurato che gli aveva chiesto un pare sull’ipotesi di Draghi a Palazzo Chigi: 

«Un vile, un vile affarista… Non si può nominare Presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman Sachs, grande banca d’affari americana… E male, molto male io feci ad appoggiarne, quasi ad imporne la candidatura [per la Banca d’Italia?] a Silvio Berlusconi… È il liquidatore, dopo la famosa crociera sul “Britannia”, dell’industria pubblica, la svendita dell’industria pubblica italiana quand’era Direttore Generale del Tesoro…»

PRODI, MONTI E DRAGHI

Chiusa la parentesi Cossiga. Draghi rimaneva alla Banca d’Italia fino al 2011, quando spiccava il grande balzo: Governatore della Banca Centrale Europea. Carriera folgorante, come si vede. Come parimenti folgoranti sono state le carriere di altri due “Goldman boys”: Mario Monti e Romano Prodi, entrambi consulenti della G&S per diversi anni. Prodi – vorrei sbagliare – ce lo ritroveremo prima o poi alla Presidenza della Repubblica. A meno che, naturalmente, il “Colle più alto” non venga destinato (chissà da chi?) proprio a Mario Draghi. In ogni caso – sono pronto a scommettere – il successore di Re Giorgio (Napolitano n.d.r.) sarà targato Goldman Sachs.

Scritto da Michele Rallo

La crociera del "Britannia"

RADIOCAUDIO321 - TERZA PUNTATA


TERZA PUNTATA

Creato da: RADIOCAUDIO321

https://www.spreaker.com/episode/43675613



LEGGI LO SCHIAFFO 321!


 

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JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP. 3 - P. 1/3 - Audiolibro


 Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola


CAPITOLO 3° Prima parte - IL SOVRANNATURALE NEL MONDO MODERNO - 

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola.

Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.

tratto da Vyāsa Audioletture

MEA CULPA | Louis-Ferdinand Céline (1936)


Nel settembre del 1936 Louis-Ferdinand Céline si recò in Russia per spendere sul posto i diritti d’autore incassati dall’edizione russa del Voyage. Rientrato in patria il 25 settembre, deluso, lo scrittore descrisse la sua esperienza russa nel libretto “Mea Culpa“. 

L’opera scatenò le proteste degli intellettuali di sinistra che di lì in poi cominciarono a bollarlo come fascista.

Nel libro Céline riesce, in pochissime pagine, con il suo inconfondibile stile pungente, sarcastico, visionario e “colorito”, a denunciare lo stato di cose esistente in U.R.S.S., situazione decisamente diversa da quanto propagandato all’estero dai soviet e dagli intellettuali di sinistra. Ma nel libro la critica, o meglio, lo smascheramento della società sovietica fa soltanto da sottofondo alla critica dell’uomo, il solo e unico vero colpevole delle proprie miserie. Non è un caso infatti che, indipendentemente dal regime politico sotto cui si trovi a vivere, la massa sia sempre sfruttata dai governanti di turno. È una situazione che si protrae dalla preistoria e che non vedrà mai una via d’uscita. La traduzione e l’introduzione sono di Giovanni Raboni.

CITAZIONI

Quel che seduce nel Comunismo, il supervantaggio per dirla tutta, è che un giorno di questi ci smaschera l’Uomo, finalmente! […] Che ci fa sognare per il gusto di sognare… Impossibile sapere fino a che punto riesce a imbrogliarci il fesso… È il mistero dei misteri. Sta sempre ben in guardia, imboscato con ogni cura, dietro il suo grande alibi. “Lo sfruttamento da parte del più forte”. Una licenza in piena regola… Martire dell’aborrito sistema! Un Gesù Cristo fatto e sputato!… (p.19)

I padroni, che schiattino! All’istante! Putridi rifiuti! Tutti insieme o uno alla volta! Ma subito! (p. 20)

[…]un po’ farfugliano a destra a sinistra, un po’ a destra, ma in fondo a quella loro anima puttana sono tutti ferocemente conservatori, dosatori di fini arguzie; farciti da scoppiare di secondi fini. (p. 22)



Farsi vedere dalla parte del popolo, coi tempi che corrono, è come pescare un’assicurazione-regalo. se uno si sente appena un po’ ebreo, diventa un’assicurazione a vita. […] C’è qualche differenza, io non ne vedo, fra le Case della Cultura e l’Accademia di Francia? Stesso narcisismo, stessa piccineria, stessa impotenza, chiacchiere a non finire, stesso vuoto. Luoghi comuni appena appena diversi, tutto lì. Ci si conforma, si viene, la si smena da una parte come dall’altra, tal e quale. (p.23)

Minatore! la miniera è tua! Infilati! Niente scioperi, mai più! Niente lamentele! Se guadagni in tutto 15 franchi al giorno saranno 15 franchi tutti tuoi! (p. 24)

Tutti i pezzi di merda sono gran predicatori! Più sono bacati e più parlano! E adulatori poi! Ciascuno per sé!… Il programma del comunismo? hanno un bel negarlo: materialista da cima a fondo! Rivendicazioni di un bruto a beneficio dei bruti!… Mangiare! Guardatelo in faccia il grosso Marx, com’è gonfio! (p. 25)


Più nessun minorato sociale, nessuno che guadagni meno degli altri, che non possa ballare. (p.26)

Bisogna essere un “intellettuale” tutto preso dall’arte, impacchettato da secoli, imboscato, […] delirante d’Irrealtà, per dar vita, non c’è da sbagliarsi, a questa solfa fenomenale! (p. 27)

Eppure, che stia in piedi o a quattro zampe, sdraiato o a testa in giù, l’Uomo non ha mai avuto, in cielo e in terra, che un solo tiranno: se stesso!… […]


Crede a tutto quel che gli si dice visto che lo lusinga! Pensate, due razze così ben distinte! Padroni? Operai? Artificiale al cento per cento! Questione di fortuna e di eredità! […]

La politica ha imputridito l’Uomo negli ultimi tre secoli ancora più a fondo che in tutta la Preistoria. (p. 28)

Il Comunismo materialista è Materia prima di tutto e quando si ha a che fare con la materia non è mai il migliore che trionfa, è sempre il più cinico, il più astuto, il più brutale. Guardate un po’ in URSS come si è subito ringalluzzita la grana! […]

Da quando non ci sono più fedi, i capi esaltano tutti i suoi difetti, i suoi sadismi, ormai lo tengono in pugno solo con i suoi vizi: la vanità, l’ambizione, la guerra, la Morte per farla breve. Un trucco davvero squisito! Si son ripresi tutto al decuplo! Lo fanno crepare di miseria, e anche di amor proprio! Vanità innanzitutto![…]


La superiorità pratica delle grandi religioni cristiane è che non indoravano la pillola, loro. (p. 29)

La gran pretesa della felicità, ecco l’enorme impostura! Quella che complica tutta la vita! Che rende la gente così velenosa, canaglia, indigeribile. Niente felicità nell’esistenza, solo infelicità più o meno grosse, più o meno tardive, evidenti, segrete, differite, striscianti… […]

E così lo vediamo oggi, stravolto, saturo, ubriaco d’alcol, di petrolio, diffidente, pretenzioso, universo col potere in secondi! […]

Il mondo intero si ritrova critico, vale a dire orribilmente mediocre. Critica collettiva, torva, leccaculesca, ottusa, schiava al cento per cento.


Abbassare l’Uomo alla materia è la legge segreta, nuova, implacabile… (pp. 30-31)

Tutto quanto aiuta a fuorviare la massa abbrutita è benvenuto. Quando i trucchi non bastano più, quando il sistema salta in aria, allora mano al manganello! alla mitragliatrice! a tutta la confetteria!… (p. 32)

Chi dice “bai” viene impiccato!… (p. 34)

A noi dunque le inverosimili scemenze! Accorrano in nostro aiuto i supposti cataclismi! I nemici rocamboleschi! Bisogna riempire i teatrini! Purché nessuno rovesci la baracca! Le coalizioni feroci! I complotti supercarogneschi! I processi apocalittici! (p.34)


È protetto, Prolevic, si può ben dirlo, come nessun altro, dietro centomila fili spinati, il cocco del nuovo sistema! […]

È lui, Prolevic, a mantenere (con la propria miseria) la polizia più abbondante, più sospettosa, più carogna, più sadica del pianeta. Ah! mica lo lasciano solo! La vigilanza è impeccabile! (p. 35)

Da noi potrebbe divertirsi, Prolevic! C’è ancora qualche piccolo svago, qualche graziosa scappatella clandestina, del piacere insomma! Persino lo sfruttato al seicento per cento ha ancora le sue distrazioni!… […]


[L’uomo] È scimmia. È corrotto… È fannullone nell’anima… Non gli piace che la roba cara! o, in mancanza, quella che gli sembra tale! Venera la forza. Disprezza il debole. È spaccone, è fatuo! Sostiene sempre il farabutto. […] Soffre, si mutila, sanguina, crepa e non impara niente. (p. 36)

Laggiù, l’Uomo […] lavora come alla naia, alla naia per tutta la vita… […] Soltanto l’avvenire è suo! […] Sei solo, Popolo! Più nessuno che ti opprima! Come mai, allora, si ricomincia con le porcate?… […] Perché il bell’ingegnere guadagna 7000 rubli al mese? Parlo di laggiù in Russia, e la donna delle pulizie solo 50? Magia! Magia! (pp. 37-38)

Vivono appena al dieci per cento di un bilancio normale. Tutta la Russia vive al dieci per cento del bilancio normale, tranne la Polizia, la Propaganda, l’Esercito…


Tutto questo è ancora l’ingiustizia rimessa sotto un altro nome, ancora più terribile dell’antica […], bardata d’una miriade di poliziotti estremamente esperti in sevizie. […]

I Russi, a chiacchiere, son secondi a nessuno! Ma resta la confessione non possibile, la pillola non ingoiabile: che l’Uomo è la peggiore delle genie… che è lui stesso a fabbricarsi la propria tortura in qualsiasi condizione[…]

Bisognerebbe far fuori gli adulatori, sono loro il grande oppio del popolo… (p. 38)

Anche per questo, una Rivoluzione bisogna giudicarla vent’anni dopo. […]

Ma i Soviet cadono nel vizio, loro, negli artifici ballistici. Conoscono troppo bene tutti i trucchi. Si perdono nella propaganda. Cercano di farcire la merda, di servirla al caramello. È questa l’infezione del sistema.


Ah! L’hanno ben sostituito, il padrone! Le sue violenze, le sue scempiaggini, le sue furbizie, tutte le sue puttanerie pubblicitarie! […]

I nuovi sfruttatori sono già lì sul podio!… Guardateli, i nuovi apostoli… Tutti pancia e a cantare!… (p. 39)

Di soppiatto han preparato nuove scene… Neo-capoccia, neo-Cremlino, neo-sgualdrine, neo-Lenin, neo-Gesù! […]

L’anima, adesso, è la “tessera”… Perduta! Più niente!… Le conoscono bene, loro, tutte le manie, tutte le debolezze del perfido Prolèt… Che si sfianchi! Che sfili! Che soffra! Che faccia il duro! La spia! È la sua natura!… Non può farci niente!… Il proletario? In cella! Leggi il mio giornale! Leggi i miei sproloqui, precisamente quelli! […] E soprattutto non t’allontanare d’un passo, carogna! O ti taglio la testa! […](p. 40)

fonte: Stefano Fiorucci 

foto tratte dalla rete

sabato 27 febbraio 2021

TARANTELLE SUL BRITANNIA - L’audizione di Mario Draghi alla commissione bilancio | CAPITOLO 8

L’AUDIZIONE DI MARIO DRAGHI ALLA COMMISSIONE BILANCIO

E continuiamo con l’audizione di Draghi, ampiamente citata nell’interrogazione; audizione che – al tempo – era stata contrassegnata dalle puntuali osservazioni dell’ on. Antonio Parlato. Parlato – come detto – era stato il presentatore di quelle stesse interrogazioni nell’XI Legislatura (1992-1994), “passandole” poi a me ed al collega Landolfi nella XII.

Orbene, in quella audizione (svoltasi nel marzo 1993) Mario Draghi aveva cercato di banalizzare la vicenda, dichiarando che si era trattato di uno dei tanti convegni dedicati alle privatizzazioni, e che lui aveva svolto solamente l’introduzione alla conferenza, dopo di che si era allontanato prima che si affrontassero temi specifici.

REGINA ELISABETTA

No, non ci trovava nulla di male, perché «una di queste conferenze – sono parole sue – era prevista sulla nave della Regina Elisabetta e quindi del governo inglese, come si sarebbe potuta tenere nella sala di un albergo o in una sala per congressi».

Naturalmente, non lo sfiorava neanche l’idea che, in materia di privatizzazioni, l’Inghilterra potesse avere interessi opposti a quelli dell’Italia: 

questo non lo diceva, ma una cosa del genere non era neanche presa in considerazione. Quanto all’ipotesi – riecheggiata da Parlato – che la recente svalutazione della lira (settembre 1992) potesse essere stata provocata per consentire alle multinazionali angloamericane di acquistare le nostre aziende pubbliche con uno sconto del 30%, ciò non appariva credibile al serafico manager.

Così come non gli appariva credibile che alcuni soggetti stranieri avessero potuto condizionare l’andamento  della nostra valuta: 

«Mi riesce altresì difficile comprendere come il tasso di cambio di quella che è la quinta o la sesta potenza industriale del mondo, possa essere influenzato da operatori, tutto sommato individuali, o da tre, quattro, cinque o anche dieci banche d’investimento, su un arco temporale ormai molto lungo.»

Certo, si stenta a credere che il Direttore Generale del Tesoro ignorasse che la ricordata svalutazione del 30% della lira italiana (che peraltro ci aveva causato una perdita valutaria di 48 miliardi di dollari) fosse stata in larghissima misura determinata – a monte – da un singolo speculatore finanziario, l’ebreo-ungherese naturalizzato americano Giorgio Soros; il quale nell’occasione avrebbe realizzato un guadagno astronomico, probabilmente pari a 400 miliardi di lire (ma in rete circolano cifre ben maggiori).

PRODI E SOROS

D’altro canto, Soros è stato considerato tutt’altro che un nemico dal “partito delle privatizzazioni” italiano. Tanto da essere, incredibilmente, insignito di una laurea honoris causa dall’Università di Bologna; laurea – si dice – conferitagli su input del privatizzatore numero uno della Repubblica Italiana, Romano Prodi, docente di quell’Ateneo.

Ma torniamo all’interrogazione parlamentare:

«Considerato che da quanto precede – concludevamo l’onorevole Landolfi ed io – le responsabilità della Gran Bretagna, attraverso sia la disponibilità dello yacht di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, che gli inquietanti incontri che vi furono organizzati e per quanto altro lo stesso Direttore Generale del Tesoro ha dichiarato, appaiono atti chiaramente ostili nei confronti della Nazione italiana, se voglia chiedere le opportune, immediate, esaurienti spiegazioni all’ambasciatore del Regno Unito presso la Repubblica Italiana, giudicando gli interroganti gravissimo l’accaduto ed ancor più preoccupante il seguito che ne è derivato, avuto riguardo alle speculazioni sulla lira ed allo stesso percorso delle “privatizzazioni”.» Fin qui l’interrogazione. 

Scritto da Michele Rallo

La crociera del "Britannia"

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270 BIS - La mia Bandiera (2015)

270 Bis | La mia Bandiera (2015)

Gruppo: 270 Bis

Brano: La mia Bandiera*

Anno: 2015

*"La mia bandiera”, nuovo singolo dei 270bis per ricordare i 100 anni dalla Grande Guerra. La canzone è dedicata al soldato Nazareno de Angelis, che entrò in Trento con il primo squadrone di cavalleria il 3 novembre del 1918. (aclorien.it)

MAURIZIO BLONDET: Sono sicuro che c’è una spiegazione normale | SALUTE

Sono sicuro che c’è una spiegazione normale - afferma Maurizio Blondet oggi 27 Febbraio 2021. A cosa? Il punto interrogativo è d'obbligo per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321. La notizia "calda calda" potrebbe scatenare un putiferio e le discussioni potrebbero essere eterne. Un po' come l'11 settembre 2001, la morte di Elvis Aaron Presley, la scomparsa di Jim Abhram Morrison o l'analisi letteraria dell'Antico Testamento. Noi non possediamo la verità assoluta, bensì siamo consapevoli che il livello della discussione sulla pandemia è molto, ma molto basso ed estremamente televisivo. Ciò ci spinge a mettere in dubbio qualsiasi dogma 2.0 per dissetare la sete di informazione e combattere la disinformazione dilagante e la manipolazione imperante.

Riportiamo l'interessante articolo integrale di Blondet e Vi invitiamo a consultare i collegamenti alle fonti della notizia. Il giornalismo d'inchiesta, quello libero e folle, scarseggia in Italia. In aumento, invece, quello 'a rota di visualizzazioni e pronto a chiudere un occhio sui contenuti pur di monetizzare il lavoro. Sono scelte che fanno da bilancia al peso specifico della qualità giornalistica espressa.

Buona lettura e ragionate con il vostro caro Cervello.


Sono sicuro che c’è una spiegazione normale

Sarà sicuramente un fake –anche se la fonte, the Duran, è del tutto credibile – oppure ci sarà certamente una spiegazione. Un tal Richard Rotschild ha brevettato nel 2015  un "Sistema e Metodo per testare il Covid-19".  Spiegazione dal  foglio di brevetto: “Viene fornito un metodo per acquisire e trasmettere dati biometrici (ad es. Segni vitali) di un utente, in cui i dati vengono analizzati per determinare se l’utente è affetto da un’infezione virale, come Covid-19. Il metodo include l’utilizzo di un pulsossimetro per acquisire almeno il polso e la percentuale di saturazione dell’ossigeno nel sangue, che viene trasmessa in modalità wireless a uno smartphone. Per garantire che i dati siano accurati, viene utilizzato un accelerometro all’interno dello smartphone per misurare il movimento dello smartphone e / o dell’utente. Una volta acquisiti dati accurati, vengono caricati sul cloud (o host), dove i dati vengono utilizzati (da soli o insieme ad altri segni vitali) per determinare se l’utente soffre (o è probabile che soffra) di un’infezione virale, come Covid-19. A seconda dei requisiti specifici, i dati, le relative modifiche e/o la determinazione possono essere utilizzati per allertare il personale medico e intraprendere le azioni corrispondenti”. Ma la cosa principale è la data: 

Prima immatricolazione: Paesi Bassi, 13 ottobre 2015 Fonte: sito web del registro dei brevetti del governo olandese / Inserito per la prima volta nel 2015: link alla fonte Prova che il brevetto è stato depositato nel 2015 ( link della fonte qui ): Seconda immatricolazione: USA, 13 ottobre 2015

The Duran si chiede: “Entrambe queste registrazioni di brevetti sono state archiviate e aggiornate anni fa, ma dovevano essere rese pubbliche a settembre 2020.  Come faceva il signor Richard A. Rothschild a sapere come creare un sistema e un metodo per testare una malattia che non esisteva ancora, e sapere esattamente come verrà chiamata la malattia, compreso l’anno in cui verrà scoperta la malattia?

Ma io sono sicuro che c’è una spiegazione normale per questo. The Duran aggiunge un’altra di quelle che definisce rivelazioni-bomba: 

Milioni di kit per test Covid-19 venduti nel 2017 e nel 2018. La nuova malattia Covid-19 è apparsa in Cina verso la fine del 2019. Pertanto è stata denominata COVID-19, acronimo di Corona Virus Disease 2019.

I dati della World Integrated Trade Solution (della Banca Mondiale), tuttavia, mostrano qualcosa di sorprendente:

Nel 2017 e nel 2018, due anni prima di COVID-19, sono stati distribuiti in tutto il mondo centinaia di milioni di kit di test per COVID-19.

Per fortuna questa informazione è stata smentita da Reuters: no, non si tratta di test del Covid-19

Ve lo  dicevo che c’è una spiegazione normale. Anche se io non l’ho capita.

Ci sono altri brevetti interessanti. Come questo "apparecchi e metodi per trasferire dati attraverso il corpo umano". (guardatevi i disegnini

O questo: Realizzazione fisica, ovvero completamento con hardware di reti neurali, neuroni o parti di neuroni utilizzando neuroni biologici, ad esempio neuroni biologici collegati a un circuito integrato. Utilizzo di neuroni biologici reali da un essere vivente implementato su un substrato. Questi neuroni possono essere attivati ​​e letti  dall’esterno. Le interconnessioni possono essere fissate o può essere consentito loro di crescere ed evolversi”.

Questi brevetti  potrebbero spiegare   perché tutti i governi UE  – da Merkel a Draghi  –  vogliono il passaporto vaccinale “entro tre mesi”. Obbligatorio per tutti noi. Ed  impongono (facendo leva sulla vile speranza di ritorno alla “vita di prima”) una modificazione genica all’intera popolazione, usando “vaccini”  che evidentemente  non servono a combattere il Covid perché palesemente servono ad alto. 

A cosa? A trasformarci in trasmettitori di dati attraverso il corpo umano? A migliorare i nostri neuroni con hardware?

Ma no, non posso crederci. Sicuramente c’è una spiegazione. Altrimenti siamo sotto la Grande Impostura e al potere c’è l’Impostore.  Invece no. I nostri governi ci vogliono bene, e vogliono prepararci ad essere più green, resilienti, meno inquinanti, come esige la Quarta rivoluzione industriale. Ci  propongono i loro eroi come modelli:

La loro ideologia. Il genocidio è ecologico.

Scritto da Maurizio Blondet

27 Febbraio 2021 

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Fonti & Approfondimenti


venerdì 26 febbraio 2021

NICOLA DI BARI | Il cuore è uno zingaro (1971)

Il cuore è uno zingaro | Nicola Di Bari

Artista: Nicola Di Bari

Brano: Il cuore è uno zingaro

Anno: 1971

TARANTELLE SUL BRITANNIA - Interrogazioni (e interrogativi) senza risposta | CAPITOLO 7

INTERROGAZIONI  (E INTERROGATIVISENZA RISPOSTA

Naturalmente, neanche questa interrogazione – come tutte le altre della serie – ebbe il bene di una risposta da parte del Presidente del Consiglio, che al tempo era il neo-eletto Silvio Berlusconi.

Esattamente come le medesime interrogazioni – presentate nella legislatura precedente dall’onorevole Antonio Parlato – non avevano ottenuto risposta dai Presidenti del Consiglio di allora, Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi.

Esattamente come – aggiungo ancòra – non ha successivamente avuto risposta una mia interrogazione del 1999 sul ruolo del dottor Mario Draghi – sempre lui! – nella privatizzazione di Medio Credito Centrale e Banco di Sicilia;

BRINDAVA SUL BRITANNIA

l’interrogazione era rivolta al Ministro del Tesoro, che all’epoca (governo D’Alema) era Giuliano Amato. Guarda caso, tutte le interrogazioni relative alle privatizzazioni – almeno quelle di cui sono stato firmatario o co-firmatario – non hanno avuto la fortuna di ricevere una risposta da parte dei governi in carica, fossero questi di destra o di sinistra, indifferentemente.

Eppure il Governo è tenuto a rispondere agli “atti di sindacato ispettivo” (così tecnicamente si definiscono le interrogazioni parlamentari). Può, in verità, avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma, in questo caso, deve obbligatoriamente comunicare le motivazioni della mancata risposta. Cosa che – neanche questa – è stata fatta.  Evidentemente, quelli delle privatizzazioni sono argomenti-tabù. Il buon parlamentare della prima o della seconda repubblica – anche qui non fa differenza – deve limitarsi a prendere lo stipendio e a non fare domande. Come nelle gangster story cinematografiche. 

CARLI E KENNEDY

UN ALTRO NOME ILLUSTREGUIDO CARLI

La quarta e ultima interrogazione della serie “Britannia” era interamente dedicata a colui che – ad onta della sua posizione defilata – era forse il personaggio centrale della vicenda: quel Mario Draghi che, benché allora poco noto al grande pubblico, poteva a buon diritto essere considerato un’autentica eminenza grigia dell’economia italiana nell’ultimo scorcio della “prima repubblica”.

Manager dalle indubbie capacità, Draghi era cresciuto professionalmente in àmbito anglosassone, ricoprendo per un lungo periodo – dal 1984 al 1990 – la carica di Direttore esecutivo della World Bank, la Banca Mondiale. Per avere un’idea dell’ambiente frequentato da Draghi nel periodo forse più importante per la sua formazione culturale e professionale, basti pensare che, negli anni della sua direzione, presidenti della WB erano stati un dirigente della Bank of America e, in un secondo tempo, un senatore dello Stato di Nuovs York. Fra i loro successori – tanto per rendere l’idea del “clima” – vi saranno, fra gli altri, un dirigente della J.P.Morgan ed un top manager della Goldman & Sachs

Mr.DRAKE & Mr.CARLS

Al riguardo, i lettori ricorderanno quanto ho già avuto modo di dire nella scorsa puntata su queste banche “d’affari”; sulla G&S, in particolare: la prima ad avere – previdentemente – aperto una sede “operativa” in Italia, l’unica che successivamente potrà vantarsi di aver avuto sui suoi libri paga il futuro Governatore della Banca Centrale Europea.

Tornando a Draghi, questi – nonostante gli inizi più che promettenti di una luminosa carriera in quel di Wall Street – nel 1990 lasciava l’America e rientrava in Italia, dove però – provvidenzialmente – l’anno seguente era chiamato a ricoprire la carica di Direttore Generale del Ministero del Tesoro. Ministro del tempo era Guido Carli, ex governatore della Banca d’Italia e co-autore con Giuliano Amato – lo ricordavo prima – della legge-delega che ne aveva avviato la privatizzazione. 

Carli era uno dei pionieri e degli alfieri della politica di privatizzazioni in Italia, ed apparteneva alla medesima cordata del senatore Beniamino Andreatta, l’unico uomo di governo – credo – ad essere stato invitato alla crociera del “Britannia”. Guido Carli darà anche il via libera a Draghi per partecipare al medesimo incontro, stando almeno a quanto lo stesso Draghi dichiarerà in una successiva audizione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati

(«chiesi l’autorizzazione al ministro dell’epoca, che non sollevò alcuna obiezione ed anzi mi invitò a parteciparvi»).

Scritto da Michele Rallo

La crociera del "Britannia"

Stato di degrado delle stazioni ferroviarie Caudine - VIDEO

Stato di degrado delle stazioni ferroviarie Caudine

Dopo la segnalazione della Comunità Militante Caudina 321 abbiamo visitato le stazioni Caudine.

La situazione di degrado è abbastanza chiara (2014). (UserTv)

Musica di Alex B. ''Jazz in Jungle''

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

mercoledì 24 febbraio 2021

PINO RAUTI il pensiero, l’azione, l’impegno politico e culturale (2017)

campo hobbit 40 | PINO RAUTI

Montesarchio - Luciano Schifone ricorda il pensiero, l’azione, l’impegno politico e culturale di Pino Rauti. (25 giugno 2017)

Canale Pino Rauti

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP. 2 - P. 2/2 - Audiolibro


 Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola


CAPITOLO 2° Seconda parte - IL SOVRANNATURALE NEL MONDO MODERNO - 

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola.

Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.

tratto da Vyāsa Audioletture

TARANTELLE SUL BRITANNIA - Gli "invisibili" e le banche americane | CAPITOLO 6

GLI “INVISIBILI” E LE BANCHE AMERICANE

La terza interrogazione (la n. 4/00779 del 20 maggio 1994) alzava il tiro. Si prendevano le mosse sempre dall’articolo de “L’Italia settimanale” – che a sua volta aveva rilanciato informazioni provenienti dalla “Executive Intelligence Review” – per affrontare il tema delle privatizzazioni nel suo insieme ed in una duplice ottica: quella dell’interesse delle multinazionali e della finanza speculativa, ansiose di mettere le mani sulla corteggiatissima industria pubblica italiana; e quella – contrapposta – della nostra economia nazionale, che da una politica di dismissioni generalizzate sarebbe certamente uscita (come la realtà di oggi inoppugnabilmente dimostra) notevolmente indebolita. 

S.U.A. Maestà

Si riteneva, in sostanza, che gli “invisibili” che avevano organizzato e gestito il convegno del “Britannia”, avessero agito anche in nome e per conto dei banchieri di Wall Street, chiamati in causa direttamente dall’articolo del settimanale di Veneziani in uno con i loro colleghi della City londinese:

«La società Mont Pelerin, che per dodici anni ha dominato l’economia inglese, sir Leon Brittan, ex commissario della CEE e vecchio esponente del governo della Thatcher, il club segreto dei Bilderberg (frequentato dal nostro Agnelli, da Kissinger, da Rothschild), i loro associati newyorkesi della Goldman Sachs, della Merrill Lynch, della Salomon Brothers, i loro sostenitori nel Fondo Monetario Internazionale, nell’OCSE, eccetera. Personaggi, sigle e organizzazioni, che non spuntano a caso, fanno parte della storia. Sono la storia. Ricorrono in tutti gli importanti processi di trasformazione dell’economia mondiale.

Sold c'a' PALA!

Tre di queste finanziarie, ad esempio, sono direttamente “interessate” alle nostre privatizzazioni. Collaborano, infatti, con il governo. Vediamo qualche dettaglio che le riguarda: la Goldman Sachs (la prima di Wall Street, adesso anche con sede “operativa” a Milano) è uno dei più influenti manipolatori del prezzo del petrolio e del valore della moneta. Il suo leader supremo, Robert Ruin, sarà il capo del consiglio di sicurezza nazionale del neopresidente Clinton.

La Salomon Brothers gestisce il greggio mondiale ed opera prevalentemente nel settore delle materie prime. Il suo nuovo presidente, Warren Buffett, è il principale azionista del “Washigton Post”, della rete televisiva ABC e ha forti interessi nella Wels Fargo Bank e nell'American Express.

La Merrill Lynch, infine, incaricata dall’IRI, il 9 ottobre scorso, di preparare la privatizzazione del Credito Italiano, ha occupato spesso le cronache per alcune operazioni di riciclaggio del denaro sporco tra l'Italia, la costa orientale degli Stati Uniti e Lugano (la famosa “pizza connection”, il processo alla famiglia mafiosa newyorkese dei Bonanno)...»

Attenzione ad alcuni nomi, ad alcune sigle, ad alcune ragioni sociali che in questi anni abbiamo imparato a conoscere, ma che all’epoca – esattamente vent’anni fa – erano quasi del tutto ignoti al pubblico italiano. Veniva chiamato in causa per la prima volta il Bilderberg, allora semisconosciuto club di ricconi ed oggi ritenuto il sancta sanctorum del “governo mondiale”, responsabile delle scelte che decidono il destino di intere nazioni. Si facevano, poi, i nomi di certe grandi “banche d’affari”, alcune delle quali appartenenti al gotha dell’alta finanza ebraica negli Stati Uniti.

N.O.M.

Di una di queste, in particolare, la Goldman & Sachs, avremo modo di parlare più avanti, sia per il suo ruolo di advisor nelle privatizzazioni italiane, sia per il rapporto diretto, per il vero e proprio cordone ombelicale che, segnatamente per un certo lasso di tempo, la ha collegata a Mario Draghi, il dominus delle dismissioni made in Italy. Ritornando all’interrogazione, comunque, questa si chiudeva con l’invito al governo ad attivarsi in tutte le sedi per tutelare gli interessi nazionali, e con una nota polemica anche nei confronti della magistratura romana (competente se non altro per territorio) che non aveva ritenuto di esperire indagini sull’accaduto: 

«se possa rispondere in tutto od in parte al vero quanto precede, che all’interrogante sembra di inaudita gravità e gravemente lesivo degli interessi economici e produttivi, oltre che sociali ed occupazionali dei cittadini italiani nonché della stessa indipendenza italiana;

in presenza di simile squallida “strategia” di colonizzazione dell’Italia da parte delle multinazionali, quali provvedimenti il Governo intenderebbe immediatamente assumere, ove quanto sopra risultasse vero, nei confronti di esponenti e dirigenti ministeriali e di aziende a partecipazione pubblica, perché le loro gravissime responsabilità fossero colpite; se consti che su tali “notizie di reato”, che tali l'interrogante ritiene ben possano definirsi, pubblicate da “L'Italia settimanale”, la magistratura romana abbia aperto indagini.»

Scritto da Michele Rallo

La crociera del "Britannia"

domenica 21 febbraio 2021

TARANTELLE SUL BRITANNIA - Il beniamino di Beniamino | CAPITOLO 5

BENIAMINO ANDREATTA

IL MAESTRO DI ROMANO PRODI

Venivano dunque fatti i primi nomi: su tutti, spiccava quello di Mario Draghi, allora Direttore Generale del Tesoro: l’uomo che avrebbe poi gestito le privatizzazioni italiane. Ma su Draghi avrò modo di tornare: sul suo ruolo, sui suoi collegamenti, sui suoi rapporti con la banca d’affari Goldman & Sachs, sul conflitto con Cossiga (che in diretta tv lo attaccherà con incredibile veemenza), sulla sua sfolgorante carriera fino al seggio più alto della Banca Centrale Europea.

E, tuttavia, un altro nome “pesante” veniva fuori da questa prima interrogazione, che così proseguiva:

  «se sia noto [al Presidente del Consiglio] quanto ha inoltre pubblicato l’EIR “Executive Intelligence Review” a pagina 30 del numero del 18 marzo scorso, e cioè che tra i partecipanti alla riunione sul panfilo della Regina Elisabetta d’Inghilterra vi sarebbe stato anche il senatore Andreatta, poi divenuto ministro del Bilancio [nel 1° governo Amato]».

Beniamino Andreatta

Un nome – quello del senatore Beniamino Andreatta – di importanza rilevantissima, ed assai significativo. Oltre ad aver ricoperto incarichi ministeriali in una mezza dozzina di esecutivi della “prima repubblica”, si era illustrato, in particolare, per essere stato il ministro del Tesoro che aveva posto le premesse – già nel lontano 1981 – per la privatizzazione della Banca d’Italia; ed aveva anche svolto un ruolo di apripista per la politica di dismissioni generalizzate che sarà messa in atto un decennio dopo.

Ad Andreatta faceva pieno riferimento il “giovane” cinquantenne Romano Prodi, suo allievo prediletto e suo assistente alla cattedra di economia politica dell’Università di Bologna. Nel 1992 l’ex giovane Prodi era già abbastanza cresciuto politicamente, al punto da aver ricoperto un primo lungo mandato alla presidenza dell’IRI (dall’82 all’89). Ma sarà dal 1993 – chiamato una seconda volta all’IRI dal Presidente del consiglio Ciampi – che il beniamino di Beniamino darà il meglio di sé, imponendosi come il protagonista assoluto della stagione di privatizzazioni in Italia. 

Scritto da Michele Rallo

La crociera del "Britannia"