venerdì 12 aprile 2024

101 Storie Zen - 26. Dialogo commerciale per avere alloggio. | SAGGEZZA

101 Storie Zen 

26. Dialogo commerciale per avere alloggio.

Qualunque monaco girovago può fermarsi in un tempio Zen, a patto che sostenga coi preti del posto una discussione sul Buddhismo e ne esca vittorioso. Se invece perde, deve andarsene via. In un tempio nelle regioni settentrionali del Giappone vivevano due confratelli monaci. Il più anziano era istruito, ma il più giovane era sciocco e aveva un occhio solo.

Arrivò un monaco girovago e chiese alloggio, invitandoli secondo la norma a un dibattito sulla sublime dottrina. Il fratello più anziano, che quel giorno era affaticato dal molto studio, disse al più giovane di sostituirlo. «Vai tu e chiedigli il dialogo muto» lo ammonì. Così il monaco giovane e il forestiero andarono a sedersi nel tempio.

Poco dopo il viaggiatore venne a cercare il fratello più anziano e gli disse: «Il tuo giovane fratello è un tipo straordinario. Mi ha battuto». «Riferiscimi il vostro dialogo» disse il più anziano. «Be',» spiegò il viaggiatore «per prima cosa io ho alzato un dito, che rappresentava Buddha, l'Illuminato. E lui ha alzato due dita, per dire Buddha e il suo insegnamento. Io ho alzato tre dita per rappresentare Buddha, il suo insegnamento e i suoi seguaci, che vivono la vita armoniosa. Allora lui mi ha scosso il pugno chiuso davanti alla faccia, per mostrarmi che tutti e tre derivano da una sola realizzazione. Sicché ha vinto e io non ho nessun diritto di fermarmi». 

E detto questo, il girovago se ne andò.

«Dov'è quel tale?» domandò il più giovane, correndo dal fratello più anziano.

«Ho saputo che hai vinto il dibattito».

«Io non ho vinto un bel niente. Voglio picchiare quell'individuo».

«Raccontami la vostra discussione» lo pregò il più anziano.

«Accidenti, non appena mi ha visto lui ha alzato un dito, insultandomi con l'allusione che ho un occhio solo. Dal momento che era un forestiero, ho pensato che dovevo essere cortese con lui e ho alzato due dita, congratulandomi che avesse due occhi. Poi quel miserabile villano ha alzato tre dita per dire che tra tutti e due avevamo soltanto tre occhi. Allora ho perso la tramontana e sono balzato in piedi per dargli un pugno, ma lui è scappato via e così è finita».

A cura di Nyogen Senzaki e Paolo Reps

101 Storie Zen

Con il termine zen (禅) ci si riferisce a un insieme di scuole buddhiste giapponesi che derivano per dottrine e lignaggi dalle scuole cinesi del buddhismo Chán a loro volta fondate, secondo la tradizione, dal leggendario monaco indiano Bodhidharma. Per questa ragione talvolta si definisce zen anche la tradizione cinese Chán, ma anche le tradizioni Sòn coreana e Thiền vietnamita. Immagini tratte dalla rete. Fonte: Scienza Sacra

La bufala di Costantino, l'acqua miracolosa del Partenio e la falsificazione della storia occidentale (terza parte) | perle

La bufala di Costantino, l'acqua miracolosa del Partenio e la falsificazione della storia occidentale - Vieni a trasferire un impero?

La Vita Constantini fu scritta probabilmente secoli dopo la Storia della Chiesa attribuita allo stesso autore. È pienamente coerente con la Donazione di Costantino e potrebbe apparire allo stesso periodo, ed essere altrettanto fraudolento. Pone un accento particolare sulla traslatio operata da Costantino della capitale dell'Impero Romano dall'Italia al Bosforo, in modo da lasciare al papa il completo dominio su tutto l'Occidente.

Questa nozione di translatio imperii è satura di contraddizioni, come ho sottolineato prima. Innanzitutto, Costantino non spostò la sua capitale in Oriente, poiché lui stesso era originario della Mesia, nei Balcani. La storiografia accademica riconosce che Costantino non aveva mai messo piede a Roma prima di conquistarla a Massenzio. Anche il padre di Costantino, Costanzo, era della Mesia, così come il suo collega e rivale Licinio. Lo stesso valeva per il suo predecessore Diocleziano, che visse soprattutto più a est, a Nicomedia, sulla sponda orientale del Bosforo.[16]

In secondo luogo, Costantino non può aver spostato la capitale imperiale da Roma a Bisanzio, perché Roma aveva già cessato di essere la capitale imperiale prima della nascita di Costantino, essendo stata sostituita da Milano nel 286. Al tempo di Diocleziano e Costantino, tutta l'Italia era caduta in anarchia durante la “Crisi del Terzo Secolo” (235-284). Sotto Diocleziano, Roma era già “una città morta”.[17]

D'altronde, possiamo davvero credere nel trasferimento di una capitale imperiale a mille miglia di distanza, con la sua alta amministrazione e nobiltà senatoriale, portando alla metamorfosi di un impero romano in un altro impero romano con lingua, cultura, religione e struttura politica completamente diversa ( leggi “Il revisionismo bizantino sblocca la storia del mondo” )? E a quale scopo? 

Per Ferdinando Lot, uno specialista della tarda antichità che ha riflettuto a lungo su questa questione, “la fondazione di Costantinopoli è un enigma politico”. Nel disperato tentativo di dargli un senso, concludiamo che “Costantinopoli nacque dal capriccio di un despota in preda ad un'intensa esaltazione religiosa”, e che, attraverso questa “follia politica”, “Costantino credeva di rigenerare l'Impero Romano”, ma che, “inconsapevolmente, fondò l'Impero tanto giustamente chiamato 'bizantino'”.[18]

Tali irragionevoli speculazioni dimostrano solo l'incapacità della storiografia accademica di dare credibilità a una storia che dovrebbe essere analizzata, non come storia seria, ma come elemento di propaganda prodotto dagli stessi cervelli della Donazione di Costantino. Questo paradigma della translatio imperii è probabilmente una leggenda inventata per mascherare il movimento opposto e molto reale della translatio studii, il trasferimento in Occidente della cultura greca conservata da Bisanzio, trasferimento iniziato prima delle crociate e culminato nel saccheggio del 1204. (Lorenzo Guyenot)

Note

[16] Ferdinando Lot, La Fin du monde Antique (1927), Albin Michel, 1989 , p. 29.

[17] Ferdinando Lot, La fin du monde antiquariato, op. cit. , pagina 33.

[18] Ferdinando Lot, La fin du monde antiquariato, op. cit. , pp. 47-52.


mercoledì 10 aprile 2024

VALLE CAUDINA - La tragedia (dimenticata) di Maurizio Parrella, giovane Caudino morto nella Strage del Moby Prince 33 anni fa | CAUDIUM

VALLE CAUDINA - La tragedia (dimenticata) di Maurizio Parrella, giovane Caudino morto nella Strage del Moby Prince 33 anni fa | CAUDIUM 

Il 10 aprile 1991 Maurizio Parrella, giovane Caudino di Roccabascerana, perse la vita a bordo del Moby Prince, il traghetto che prese fuoco nella rada del Porto di Livorno in circostanze mai chiarite. Un incidente assurdo, uno scontro fatale con la Petroliera Agip Abruzzo, una strage senza precedenti. 

La vita di centoquaranta persone venne carbonizzata senza che nessuno muovesse un dito. Il giorno dopo si contarono le vittime della strage, ma a distanza di trentatré anni per loro non c'è ancora giustizia. Testimone diretto di quella maledetta notte c'è solo un superstite, che non si dà pace da allora. 

Tra valanghe di viscide polemiche, depistaggi, traffici illeciti e buchi neri di vario genere, l'Ustica del mare nel 2018 è tornata sotto le indagini della procura di Livorno e proprio ieri c'è stata una riunione della Commissione di inchiesta a Palazzo San Macuto. In audizione Andrea Romano, già presidente della Commissione nella XVIII legislatura. Previste in giornata una serie di eventi per tenere accesa la fiaccola del ricordo e per onorare la memoria di chi s'imbarcò verso una morte cruenta e misteriosa.

Oggi, nel lungo silenzio istituzionale della Nuova Caudium sull'agghiacciante vicenda, ricorre il 33esimo anniversario della strage del Moby Prince, la più grande sciagura della marineria civile italiana, che coinvolge direttamente la nostra Valle Caudina. La Redazione de Lo Schiaffo 321 si stringe al dolore delle Famiglie e urla giustizia per Maurizio e i 139 angeli scomparsi nel rogo più buio della storia d'Italya.

 Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo




LIRA? L'IRA #goliardia

LIRA? L'IRA #goliardia

 

martedì 9 aprile 2024

LEGGI LO SCHIAFFO 321!

SENZA pubblicità

 

Pasquale Scotti, il "fantasma" della NCO | documentario

Pasquale Scotti
il "fantasma" della NCO
La storia del "super-latitante" cutoliano Pasquale Scotti, detto "Pasqualino 'o Collier" per aver regalato un collier alla moglie di Raffaele Cutolo, ma conosciuto anche come "l'Ingegnere", è stato uno dei più fedeli alleati del boss di Ottaviano, rappresentandone la cosiddetta batteria o braccio armato. Ha avuto inoltre un ruolo importante nella trattativa per la liberazione dell'assessore della DC Ciro Cirillo, sequestrato il 27 aprile 1981 dalle Brigate Rosse. Dopo il trasferimento di Cutolo al carcere dell'Asinara e il maxi-blitz del giugno 1983, Scotti tenta di riorganizzare le file della NCO. Pasquale Scotti viene arrestato a Caivano il 17 dicembre del 1983 grazie ad un'operazione diretta dall'allora capo della squadra mobile Franco Malvano. È accusato di essere il mandante dell'omicidio di Giovanna Matarazzo detta "Dolly Peach", una ballerina di un night club romano legata sentimentalmente a Vincenzo Casillo.

 

lunedì 8 aprile 2024

VALLE CAUDINA - Luci blu ovunque, le Forze dell'Ordine presidiano il territorio. Zero furti e centinaia di controlli | CAUDIUM

VALLE CAUDINA - Luci blu ovunque, le Forze dell'Ordine presidiano il territorio. Zero furti e centinaia di controlli | CAUDIUM

La Nuova Caudium dorme sonni tranquilli. La reazione dello Stato contro la microcriminalità non si è fatta attendere. Le bande di ladri sembrano essere evaporate nel buio della notte. Nessuna effrazione si registra nelle ultime 48 ore e lo spiegamento di Carabinieri e Polizia ha messo in fuga preventiva i delinquenti. La nota diffusa agli organi di stampa, che riportiamo per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321, non lascia spazio a dubbi o recriminazioni. 
"Con l’effettuazione di mirati servizi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino - si legge nel comunicato stampa - continuano a porre attenzione all’attività di perlustrazione, implementando, in linea con le direttive del Prefetto Dr.ssa Paola Spena, l’attività di controllo del territorio soprattutto in quelle aree più sensibili al fenomeno dei furti, sia con finalità di deterrenza sia per intervenire con tempestività ed efficacia quando necessario.
Nel fine settimana appena trascorso, decine di pattuglie della Compagnia di Avellino hanno presidiato il territorio del comune di Cervinara e della Valle Caudina. Durante tali servizi (articolati mediante posti di blocco, posti di controllo e vigilanza dinamica sulle principali arterie stradali) i militari dell’Arma hanno proceduto al controllo degli occupanti di un centinaio di veicoli, alcuni dei quali sono stati sottoposti a perquisizione. Nel corso dei controlli sono state elevate svariate contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada e ritirata una patente. Tali servizi proseguiranno anche nei prossimi giorni in tutta la Provincia, senza soluzione di continuità, per garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini.

RIFLESSIONI
Tempi duri per le Bande di ladri in Valle Caudina. Prima Sant'Agata de' Goti, poi Montesarchio, successivamente San Martino e Cervinara hanno vissuto un 2024 abbastanza movimentato. Le Forze dell'Ordine, anche in passato, hanno contrastato con i mezzi a disposizione il fenomeno malavitoso. In ogni caso, sia chiaro, bisogna sempre restare con gli occhi ben aperti, cooperare con le Istituzioni in divisa e quelle politiche, in primis l'Unione dei Comuni Caudini. Tutti uniti, compatti e massicci per contribuire, nel possibile, a rendere più sicura tutta la Valle Caudina. 

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PALESTINA - Il bilancio dopo il 185° giorno di attacchi sale a 33.207 morti e oltre 76mila feriti | POLITICA

PALESTINA - Il bilancio dopo il 185° giorno di attacchi sale a 33.207 morti e oltre 76mila feriti

Lunedì 8 aprile, la guerra sulla Striscia di Gaza è entrata nel 185° giorno. Gli attacchi aerei e di artiglieria hanno continuato a colpire diverse aree, e a massacrare civili, in particolare bambini e donne.

Lunedì all’alba diversi civili Palestinesi sono rimasti uccisi e feriti in una serie di attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria israeliani che hanno preso di mira aree della parte centrale e meridionale della Striscia di Gaza.

Il ministero della Salute di Gaza afferma che un totale di 32 Palestinesi sono stati uccisi dalle forze di occupazione non Palestinesi nelle ultime 24 ore, portando il bilancio delle vittime Palestinesi dal 7 ottobre a 33.207.

Ha aggiunto che un attacco aereo dell’occupazione non Palestinese ha preso di mira l’area di al-Brahma, a Rafah, mentre altre incursioni hanno colpito le vicinanze dell’ospedale al-Kuwaiti e le aree a nord-est della città. Gli aerei d’occupazione hanno lanciato due attacchi contro il nord del campo di al-Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.

Diversi cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti, domenica sera, dopo che l’occupazione ha preso di mira varie aree del campo di al-Nuseirat e di Rafah. Fonti mediche hanno affermato che sei persone sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite a seguito del bombardamento di una struttura commerciale che ospitava sfollati nelle torri di Ain Jalut, a sud del campo di al-Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.

Ad al-Nasr, nel distretto di Rafah, un giovane è stato ucciso e diversi altri sono rimasti feriti, in un bombardamento. La Protezione Civile inizia a recuperare i corpi delle vittime a Khan Yunis. La Protezione Civile ha iniziato a recuperare i corpi delle vittime dalle strade e sotto le macerie di Khan Yunis dopo che ieri, domenica, le forze di occupazione non Palestinese si sono ritirate. Il portavoce della Protezione civile nella regione meridionale, Muhammad Al-Mughir, ha dichiarato: 

“La Direzione generale della Protezione civile a Khan Yunis, con tutti i suoi equipaggi, ha avviato il processo di recupero dei corpi dei martiri dopo il ritiro israeliano dal governatorato”. Ha sottolineato che la maggior parte dei corpi sono decomposti a causa della lunga durata dell’invasione.

La Direzione Generale della Protezione Civile ha lanciato un appello al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al Comitato Internazionale della Croce Rossa affinché forniscano mezzi per aiutare a rimuovere i corpi da sotto le macerie delle case demolite.

Ieri, domenica, le forze di occupazione si sono ritirate da Khan Yunis dopo un’incursione durata quattro mesi in cui hanno bombardato migliaia di case, distrutto infrastrutture e ucciso migliaia di cittadini, centinaia dei quali sono ancora sotto le macerie. (Fonti: Quds Press, Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor).


Guerre Atomiche al tempo degli Dei - "La Lotta tra Horus e Seth" | AUDIOLIBRO

Guerre Atomiche al tempo degli Dei
Le Cronache Terrestri III
Capitolo i1 "La Lotta tra Horus e Seth"

Il titolo non lascia adito a dubbi, “Guerre atomiche al tempo degli dei” che fa parte della famosa collana de “Le Cronache Terrestri”, ci guida attraverso fonti storiche documentate alla conoscenza della vera storia dell’umanità, diversa da quella che ci è stata affibbiata per puri giochi di potere politici e religiosi. In questo volume Sitchin si sofferma sull’analisi di tutte quelle fonti storiche che ci narrano di antichi Dei scesi dal cielo, gli Anunnaki, che durante la loro permanenza sul nostro pianeta scatenarono guerre tra loro per la supremazia, terminando con un olocausto nucleare i cui effetti sono visibili ancora oggi e confutati da evidenti fotografie satellitari. 

Esperto in lingue semitiche, lo scrittore riesce come sempre ad appassionare il lettore esponendo teorie rivoluzionare, poggiandosi sulla traduzione delle tavolette d’argilla assiro-babilonesi, dei geroglifici egizi, del Vecchio Testamento scritto in ebraico antico, dei rotoli del Mar Morto e di tutti i testi di quei popoli antichi che hanno voluto lasciarci una testimonianza del passato, di quando gli Dei camminavano tra gli uomini e con loro scendevano in guerra contro altri Dei. (WWB)

domenica 7 aprile 2024

TRASPORTI CAUDINI - Diletta Leotta ospite d'onore in Valle Caudina per l'inaugurazione della linea ferroviaria? #perle

TRASPORTI CAUDINI - Diletta Leotta ospite d'onore in Valle Caudina per l'inaugurazione della linea ferroviaria?

La situazione critica dei Trasporti Caudini dovrebbe sbloccarsi a fine ottobre, viste le dichiarazioni dei gestori che hanno rimarcato la necessità dell'attesa, pur se lunga e snervante. Finita questa parentesi buia per la bretella su rotaie, che collega la Valle Caudina alle stazioni di Napoli, Benevento e Cancello, senza dimenticare le fermate intermedie, si guarda finalmente al futuro.

Per mantenere alta l'attenzione sull'argomento stanno girando voci, forse infondate ed ipotetiche, sulla potenziale madrina dell'evento inaugurale. Quelle più insistenti portano a Diletta Leotta, che con la sua spettacolare bellezza, il suo fisico mozzafiato ed il suo talento potrebbe dare visibilità all'evento. Secondo i beninformati Diletta potrebbe prendere "simbolicamente" il nuovo treno direttamente da Napoli Centrale e tagliare il nastro nelle stazioni Caudine inattive da troppo tempo, da tirare a lustro per il decoro dell'importante passo per lo sviluppo dell'intera area, etichettata come entroterra, ma che in realtà tocca ben quattro provincie in Campania

Diletta a Napoli

La favolosa conduttrice di Dazn - si legge in rete - lascia continuamente senza fiato tutti coloro che la seguono e la amano. Da anni è diventata nota nel mondo dello spettacolo e della televisione diventando una delle conduttrice più seguite e apprezzate. Anche sui social è amatissima, ad oggi conta ben 9 milioni di follower sul suo profilo Instagram, questi non perdono occasione per farle notare quanto sia splendida e super seducente. Oltre ad essere al timone di Dazn conduce anche Mamma Dilettante, podcast che tratta argomenti come la maternità e il rapporto tra genitori e figli, anche la seconda edizione le sta facendo conquistare moltissimi consensi. 


LEGA CAMPANIA

Intanto, l’avvocato Fucci è stato nominato responsabile Infrastrutture e trasporti per la Lega. Il sottosegretario Sen. Claudio Durigon, commissario regionale della Lega Campania, ha annunciato: 

“Il conferimento dell’importante incarico al noto penalista Avvocato Vittorio Fucci come responsabile del dipartimento Infrastrutture e Trasporti della Regione Campania per la Lega.”

L’incarico risulta di particolare importanza in considerazione del ruolo del Vice-Premier Senatore Matteo Salvini quale Ministro dell’ Infrastrutture e dei Trasporti. La prossima designazione dell’Avvocato Caudino Vittorio Fucci è evidente che rappresenta una svolta importante per le aree interne e per il Sannio che hanno bisogno per la loro sopravvivenza di uscire dall’isolamento e di essere servito da importanti infrastrutture autostradali e stradali.

Si ricorda che l’avvocato Vittorio Fucci è stato assessore regionale, vice-Presidente dell’ Osservatorio Legalità e Ambiente della Regione Campania, oltre a ricoprire diversi altri importanti ruoli, facendo numerose battaglie proprio in relazione alla necessità vitale delle infrastrutture per le zone interne ed in particolare per il Sannio. In attesa di sviluppi, facciamo gli auguri all'avvocato Fucci per il risultato politico e lanciamo un messaggio diretto alla mitica Leotta:

Forza Diletta, la Valle Caudina ti aspetta!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



Il Meccanismo: come l'”ordine” basato su regole inventate sta scendendo verso la barbarie | POLITICA

La terribile ombra d’un invisibile Potere fluttua

in mezzo a noi, benché non vista – e visita

questo svariato mondo con incostante ala,

come le brezze dell’estate che strisciano di fiore in fiore.

Come raggi di luna che dietro una montagna fitta di pini scrosciano,

visita con sguardo incostante

il cuore e il volto di ogni uomo;

come colori e armonie la sera,

come nuvole disperse nel chiarore delle stelle,

come il ricordo d’una musica fuggita,

come qualcosa che per sua grazia possa

essere cara, e tuttavia più cara per il suo mistero

Shelley, Inno alla bellezza intellettuale

Il Meccanismo: come l'”ordine” basato su regole inventate sta scendendo verso la barbarie

Mentre l’Organizzazione del Terrore Nord Atlantico celebra il suo 75° compleanno, portando il motto di Lord Ismay a livelli sempre più alti (“tenere gli americani dentro, i russi fuori e i tedeschi giù”), quella spessa tavola di legno norvegese che si atteggia a Segretario Generale ha proposto un’allegra “iniziativa” per creare un fondo di 100 miliardi di euro allo scopo armare l’Ucraina nei prossimi cinque anni.

Tradotto, per quanto riguarda il fronte cruciale dello scontro NATO-Russia: uscita parziale dell’Egemone – già ossessionato dalla prossima guerra per sempre contro la Cina; entrata in scena dell’eterogenea accozzaglia di chihuahua europei straccioni e deindustrializzati, tutti profondamente indebitati e per la maggior parte impantanati nella recessione.

Qualcuno con un QI superiore alla temperatura ambiente nel quartier generale della NATO ad Haren, a Bruxelles, ha avuto l’ardire di chiedersi come sarebbe possibile raggranellare una tale fortuna, dato che la NATO non ha alcuna leva per raccogliere fondi tra gli Stati membri.

Dopo tutto, gli europei non saranno mai in grado di replicare la collaudata macchina riciclatrice di soldi degli Egemoni. Per esempio, supponendo che il pacchetto di 60 miliardi di dollari proposto dalla Casa Bianca per l’Ucraina venga approvato dal Congresso degli Stati Uniti – e non lo sarà – almeno il 64% del totale non arriverà mai a Kiev: sarà riciclato all’interno del complesso industriale-militare.

Pepe Escobar

Ma la situazione si fa ancora più distopica: Norwegian Wood, sguardo robotico, braccia che si agitano, crede davvero che la sua proposta non implicherà una presenza militare diretta della NATO in Ucraina – o nel Paese 404; qualcosa che è già un dato di fatto sul terreno da un bel po’, a prescindere dalle sibilanti isterie guerrafondaie di Le Petit Roi a Parigi (Peskov: “Le relazioni Russia-NATO sono scese ad un confronto diretto”).

Ora, allo spettacolo dei letali cartoni animati sul fronte del NATOstan, in Asia occidentale si aggiunge l’esibizione delle portaerei dell’Egemone, che intanto porta a livelli indescrivibili il suo progetto di massacro/soffocamento su scala industriale a Gaza – l’olocaust0 meticolosamente documentato e osservato in un contorto silenzio dai “leader” del Nord globale.

Francesca Albanese, Irpina

La relatrice speciale dell’ONU, Francesca Albanese, ha riassunto correttamente il tutto: l’entità affetta da psicopatologia biblica “ha intenzionalmente ucciso i lavoratori del WCK in modo che gli sponsor si ritirassero e i civili di Gaza potessero continuare ad essere tranquillamente affamati. Israele sa che i Paesi occidentali e la maggior parte dei Paesi arabi non muoveranno un dito per i Palestinesi“.

La “logica” dietro l’attacco deliberato a tre riprese al convoglio umanitario, chiaramente riconoscibile, di operatori che alleviavano la fame a Gaza, era quella di far sparire dalle notizie un episodio ancora più orrendo: il genocidio all’interno di un genocidio dell’ospedale al-Shifa, responsabile di almeno il 30% di tutti i servizi sanitari a Gaza. Al-Shifa è stato bombardato, incenerito, causando l’uccisione a sangue freddo di oltre 400 civili, in molti casi letteralmente schiacciati dai bulldozer, tra cui medici, pazienti e decine di bambini.

Quasi contemporaneamente, la banda degli psicopatici biblici ha completamente sventrato la Convenzione di Vienna – una cosa che nemmeno i nazionalsocialisti storici avevano mai fatto – colpendo la missione consolare/residenza dell’ambasciatore iraniano a Damasco.

Si è trattato di un attacco missilistico contro una missione diplomatica, che gode dell’immunità, sul territorio di un Paese terzo, contro il quale la banda non è in guerra. E per di più causando la morte del generale Mohammad Reza Zahedi, comandante della Forza Quds dell’IRGC in Siria e Libano, del suo vice Mohammad Hadi Hajizadeh e di altri ufficiali, per un totale di 10 persone.

Traduzione: un atto di terrore contro due Stati sovrani, Siria e Iran. Equivalente al recente attacco terroristico al Crocus City Hall di Mosca. La domanda inevitabile risuona in tutti gli angoli delle terre della Maggioranza Globale: come possono questi terroristi de facto farla franca con tutto questo, ancora e ancora?

I fili del totalitarismo liberale

Quattro anni fa, all’inizio di quelli che in seguito ho definito i “Raging Twenties“, iniziavamo ad assistere al consolidamento di una serie di concetti intrecciati che definivano un nuovo paradigma. Stavamo acquisendo familiarità con nozioni come circuit breaker, ciclo di feedback negativo, stato di eccezione, necropolitica e (pseudo ndr) neofaxismo ibrido.

Con l’avanzare del decennio, la nostra situazione potrebbe essere alleviata da un duplice barlume di speranza: la spinta verso il multipolarismo, guidata dalla partnership strategica Russia-Cina, con l’Iran che gioca un ruolo chiave, unito alla totale rottura, in diretta, dell'”ordine internazionale basato sulle regole”.

Tuttavia, affermare che la strada da percorrere sarà lunga e tortuosa è la madre di tutti gli eufemismi. Quindi, per citare Bowie, l’ultimo, grande esteta: dove siamo adesso? Prendiamo questa analisi molto acuta del sempre coinvolgente Fabio Vighi dell’Università di Cardiff e modifichiamola ulteriormente. Chiunque applichi il pensiero critico al mondo che ci circonda è in grado di percepire il collasso del sistema. 

Si tratta di un sistema chiuso, facilmente definibile come totalitarismo liberale. Cui bono? Lo 0,0001%.

Non c’è nulla di ideologico in questo. Seguiamo il denaro. Il ciclo di retroazione negativa che lo definisce è in realtà il ciclo del debito. Un meccanismo criminalmente antisociale tenuto in piedi da – che altro – una psicopatologia, acuta quanto quella esibita dai genocidi biblici in Asia occidentale. Il meccanismo è messo in atto da una triade.

  1. L’élite finanziaria transnazionale, le superstar dello 0,0001%.
  2. Subito sotto, lo strato politico-istituzionale, dal Congresso degli Stati Uniti alla Commissione Europea (CE) di Bruxelles, nonché i “leader” delle élite compradore del Nord e del Sud del mondo.
  3. L’ex “intellighenzia”, ora essenzialmente composta da funzionari stipendiati, dai media al mondo accademico.

Questa ipermediatizzazione istituzionalizzata della realtà è, di fatto, il Meccanismo. È questo meccanismo che ha controllato la fusione della “pandemia” prefabbricata – completa di ingegneria sociale hardcore venduta come “blocco umanitario” – in, ancora una volta, guerre per sempre, dal Progetto Genocidio a Gaza all’ossessione della russofobia/cancella cultura insita nel Progetto Guerra per Procura in Ucraina. Questa è l’essenza della Normalità Totalitaria

il Progetto per l’Umanità delle “élite” dell’Occidente collettivo, spaventosamente mediocri e autoproclamatesi Grande Reset. Ucciderli dolcemente con l’intelligenza artificiale.

Un vettore chiave dell’intero meccanismo è l’interconnessione diretta e viziosa tra l’euforia tecno-militare e il settore finanziario iper-inflazionato, ora in balia dell’IA. Si tratta, ad esempio, di modelli di IA come “Lavender“, testati sul campo nel laboratorio del campo di sterminio di Gaza. Letteralmente: intelligenza artificiale che programma lo sterminio degli esseri umani. E sta accadendo, in tempo reale. Chiamatelo Progetto Genocidio IA.

Un altro vettore, già sperimentato, è insito nell’affermazione indiretta della tossica Medusa Ursula von der Lugen: essenzialmente, la necessità di produrre armi come vaccini Covid.

Questo è il fulcro di un piano per utilizzare i finanziamenti dell’UE da parte dei contribuenti europei per “aumentare il finanziamento” di “contratti congiunti per le armi”. Si tratta di una conseguenza della spinta della von der Lugen a produrre i vaccini Covid – una gigantesca truffa legata alla Pfizer per la quale sta per essere indagata e probabilmente smascherata dalla Procura dell’UE. Con le sue stesse parole, parlando della proposta di truffa sulle armi: “L’abbiamo fatto per i vaccini e per il gas”. Chiamatela “Armonizzazione dell’ingegneria sociale 2.0″.

In mezzo a tutta questa vasta palude di corruzione, l’agenda dell’Egemone rimane abbastanza palese: mantenere la sua egemonia militare – in diminuzione – prevalentemente talassocratica, a prescindere da tutto, come base per la sua egemonia finanziaria; proteggere il dollaro statunitense; e proteggere quei debiti incommensurabili e impagabili in dollari statunitensi. 

E questo ci porta al pacchiano modello economico del turbocapitalismo, venduto dai media collettivi dell’Occidente: il ciclo del debito, il denaro virtuale, preso in prestito senza sosta per far fronte all'”autocratePutin e all'”aggressione russa”. Questo è un sottoprodotto chiave della cruda analisi di Michele Hudson sulla sindrome FIRE (Finance-Insurance-Real Estate).

Entra in scena l’Uroboro: il serpente che si morde la coda. Ora la follia intrinseca del meccanismo porta inevitabilmente il capitalismo da casinò a ricorrere alla barbarie. Una barbarie senza limiti, del tipo Crocus City Hall e del Progetto Genocidio di Gaza.

Ed è così che il Meccanismo genera istituzioni – da Washington a Bruxelles ai centri del Nord globale fino alla genocida T.A. – ridotte allo stato di assassini psicotici, alla mercé della Grande Finanza/FIRE (oh, che favolose opportunità immobiliari sul mare disponibili nella Gazalibera”). Come possiamo sfuggire a questa follia? Avremo la volontà e la disciplina di seguire la visione di Shelley e di evocare, in “questa vasta valle di lacrime”, lo spirito trascendente della bellezza, dell’armonia, dell’equanimità e della giustizia?

Scritto da Pepe Escobar

Pepe Escobar è un analista geopolitico e autore indipendente. Il suo ultimo libro è Raging Twenties. È stato politicamente cancellato da Facebook e Twitter. È possibile seguirlo su su Telegram.

Fonte: strategic-culture.su

Articolo: https://strategic-culture.su/news/2024/04/05/mechanism-how-order-based-on-made-up-rules-descending-into-savagery/

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.orgQuelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321".

VALLE CAUDINA - Ecco il video della Banda dell’Audi in fuga a due passi da Caudium | VIDEO

VALLE CAUDINA - Ecco il video della Banda dell’Audi in fuga a due passi da Caudium | VIDEO

Ecco la banda dell’Audi in azione, nelle scorse settimane, in una pompa di benzina di via Mario Gramsci ad Aversa, cittadina a quaranta chilometri dalla Valle Caudina. L'azione, per fortuna sventata, è documentata dalle telecamere di sorveglianza, come riporta Edizioni Caserta. Dal filmato si notano quattro ladri giunti a bordo di un’auto grigia della casa tedesca presso un distributore di carburante con l’intenzione di forzare la porta d’ingresso di una struttura annessa ed entrare a sottrarre merce e attrezzature da lavoro.

ladri in fuga

L’area era però sorvegliata da alcuni Guardiani Virtuali che, connessi da remoto dalla piattaforma tecnologica BOR, insieme ad un istituto di vigilanza privata, hanno rilevato tempestivamente la presenza dei "mariuoli" e avviato i protocolli di emergenza costringendoli alla repentina fuga.

Il video, messo in rete per scopi pubblicitari, mostra l'efficacia di questo sistema di sicurezza moderno. Successivamente è stato diffuso dal giornale digitale casertano. Le stesse dinamiche, purtroppo, stanno interessando la Valle Caudina, anche se si registra un calo dei reati, almeno stando alle ultime analisi degli addetti ai lavori dopo le riunioni territoriali. Grazie alla massiccia azione di controllo e prevenzione già in campo sul territorio si dormono sogni più tranquilli, rispetto a qualche settimana fa. 

POLEMICHE

A Cervinara, i consiglieri di minoranza sono pronti ad incontrare i cittadini sull’emergenza furti: 

"Cari cittadini, registriamo il verificarsi di una situazione sempre più grave all’interno della nostra Comunità, i furti e le rapine si verificano sul nostro territorio quotidianamente oramai". 

Lo scrivono i consiglieri del gruppo Cervinara ha bisogno di te Giuseppe Ragucci e Filomena Carofano ed i consiglieri indipendenti del gruppo misto Filuccio Tangredi, Raffaella Cioffi, Paola Pallotta  e Giovanni Bizzarro.

"I cittadini esasperati si riuniscono in ronde e comitati spontanei per sorvegliare il territorio, nonostante l’attività delle forze dell’ordine, e questo mai era successo prima all’interno della nostra Comunità. I consiglieri comunali di opposizione, rispetto al problema della sicurezza, hanno fatto richiesta di un consiglio comunale urgente e straordinario per discutere e rintracciare delle soluzioni, ma sono passati quasi quindici giorni e la nostra richiesta è rimasta lettera morta".

Care lettrici e cari lettori de Lo Schiaffo 321, continueremo a seguire il caso.

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