domenica 15 maggio 2022

Mo Vi Mento #goliardia

Mo Vi Mento #goliardia

 

La spia che ha fatto crollare l'Unione delle Repubbliche Sovietiche Socialiste | documentario

La spia che ha fatto crollare l'Urss

Vetrov cresce con gli ideali dell'URSS ed entra nel KGB. Sentendosi non valorizzato, tradisce il sistema, passando documenti top secret ai francesi. Vladimiro Ippolitovich Vetrov era una spia del KGB di alto rango durante la Guerra Fredda che decise di rilasciare segretamente informazioni preziose alla Francia e alla NATO sul programma clandestino dell'Unione Sovietica volto a rubare la tecnologia dall'Occidente.

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20 - Dhammapada - Il Sentiero - Audiolettura

20 Dhammapada 
Il Sentiero

Il Dhammapada - Versi della Legge (pāli, in sanscrito Dharmapada o anche Udānavarga), a volte tradotto come Cammino del Dharma, è un testo del Canone buddhista conservato sia nel Canone pāli (nel Khuddaka Nikāya del Sutta Piṭaka  uno dei tre “canestri” del Tipitaka), sia nel Canone cinese (dove prende il nome di Fǎjùjīng, 法句經, e si trova nella sezione del Běnyuánbù), sia nel Canone tibetano (dove prende il nome di Ched-du brjod-pa'i choms, si trova sia nel Kanjur che nel Tanjiur). Questa opera è formata da 423 versetti raccolti in 26 categorie. 

Si ignora il nome dell'autore, o meglio del compilatore, del Dhammapada non è possibile fissare se non molto approssimativamente la data della sua composizione, che risale all'epoca della formazione del canone Theravada, nel III secolo a.C.

Nonostante sia particolarmente venerato dalla scuola Theravāda, il Dhammapada viene letto anche da molti buddhisti appartenenti a scuole Mahāyāna, ed è molto popolare in ogni ambito del buddhismo. Dai tempi antichi fino ad oggi, il Dhammapada è stato considerato l'espressione più sintetica della dottrina del Buddha.

Vyāsa Audioletture

Vyāsa Audioletture

Posizione #4 - FORCA DI FORCHIA | Kamasutra Caudino

Non poteva mancare nella nostra seguitissima rubrica dedicata alla salute e all'educazione sessuale, in chiave goliardica la posizione Forca di Forchia, in onore alla celebre battaglia delle Forche Caudine del 321 avanti Cristo. Per chiudere in bellezza la settimana Vi invitiamo a trovare un tavolo "comodo" per la vostra Donna.

Si consiglia la visione ad un pubblico maturo e goliardico

FORCA DI FORCHIA

La donna è sdraiata supina su un tavolo, con il bacino in corrispondenza del bordo e allunga le gambe verso l'alto. L'uomo è in piedi di fronte a lei e la tiene dalle caviglie penetrandola. Nell'effettuare il movimento, l'uomo continua ad aprire e chiudere le gambe della donna, mimando proprio delle forche.

Lasciati tentare dalle sensazioni uniche della Forca di Forchia. Se ti piace fare sesso in piedi questa è la posizione adatta per te! Evidente il richiamo alla Forca, grazie alle gambe incrociate della caudio-femmina che sono simili alle Forche usate per sodomizzare il malcapitato esercito Romano. 

Il caudio-maschio ha una posizione dominante in questo caso e potrebbe dare il massimo nella prestazione, soprattutto perché osserva negli occhi la lei estasiata. Il piatto consigliato è la carbonara con i rigatoni, pecorino Caudino e fiumi di vino rosso casalingo della zona. In assenza di case o tavoli disponibili per eseguire in alternativa la Forca di Forchia è consentito l'uso del cofano della macchina, anche se scarsamente igienico e poco romantico. 

Posizione #1 - SCESA R'ARPAJA | Kamasutra Caudino

Posizione #2 - APPONTA BONEA | Kamasutra Caudino

Posizione #3 - CARRIOLA D'AIROLA | Kamasutra Caudino

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



AMICI DEL VENTO - Forchette nazionali (1978)

Amici del vento - Forchette nazionali 

Gruppo: Amici del vento 

Brano: Forchette nazionali 

Anno: 1978

MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO: 40 anni al sevizio dell'Italia (1946/1986) | POLITICA

In piena Guerra Fredda arriva il quarantesimo compleanno del Movimento Sociale Italiano, qualche mese dopo la tragedia nucleare comunista di Chernobyl. Prima della manifestazione venne organizzata una conferenza stampa dal titolo ""Msi: 40 anni al sevizio dell'Italia"". 

Lo Schiaffo 321 propone l'audio integrale dell'interessante botta e risposta di taglio europeo di sabato 13 dicembre 1986. Oltre all'Onorevole Giorgio Almirante e al Camerata Mirko Tremaglia spiccano gli interventi dei capi dei movimenti europei come Gian Maria Le Pen, fondatore del Fronte Nazionale, il primo partito politico francese alle Elezioni europee del 2014 con il 24,86%, Molto chiaro il discorso per la Spagna di Blas Piñar, direttore generale dell'Istituto di cultura spagnola dal 1958 al 1962, responsabile degli insegnamenti tra le università spagnole e latino americane, collaboratore del quotidiano ABC, consigliere del Movimiento Nacional, per nomina diretta di Franco, deputato alle Cortes franchist dal 1958 e ideatore della casa editrice "Editorial Fuerza Nueva" e di Fuerza Nueva.

Quest'ultimo proprio nel 1986, con l'aiuto di Gian Maria Le Pen, creò il Frente Nacional candidandosi senza successo alle elezioni europee del 1989. Nel 1992 divenne presidente del Frente Nacional Español nato dall'unione del suo movimento con le Juntas Españolas. Dal 2003 era presidente del partito Alternativa Española, mentre il figlio, il generale Blas Piñar Gutiérrez, ha fondato nel 2013 il movimento La Espana en marcha. Dimitiadis, esponente di spicco dell' Unione politica nazionale, in greco Εθνική Πολιτική Ένωσις (EΠΕΝ), Ethniki Politiki Enosis (EPEN), era un partito politico greco fondato il 30 gennaio 1984 da Giorgio Papadópoulos. 

missini greci

Due anni prima, alle elezioni europee del 1984, l'Unione politica nazionale greca ottenne il 2,4% dei voti e un seggio su 24 al Parlamento europeo occupato proprio da Khrissanthos Dimitriadis. Il Movimento Sociale Italiano ottiene un ottimo 6,5% dei voti e strappò ben cinque seggi missini. Il Fronte nazionale francese ottenne l'11% dei voti ed il doppio degli eletti della Fiamma Tricolore almirantiana. Il 24 luglio 1984 queste forze diedero vita al Gruppo dei diritti europei. Nel 1985 all'EDG si unì Giovanni Taylor, un parlamentare dell'Ulster Unionist Party

Questa conferenza stampa ha una durata di 1 ora e 7 minuti.


René Guénon - La crisi del mondo moderno | Cap. 3 parte II - Conoscenza e azione


La crisi del mondo moderno

Cap. 3 - parte iI

Conoscenza e azione

Le dottrine orientali, ed anche le antiche dottrine occidentali, sono unanimi nell’affermare che la contemplazione è superiore all’azione, come l’immutabile è superiore al mutamento. L’azione, essendo solo una modificazione transitoria e momentanea dell’essere, non potrebbe avere in se stessa il suo principio e la sua ragion sufficiente; se essa non si ricollega ad un principio che è al di là del suo dominio contingente, non è altro che pura illusione; 

e questo principio da cui trae tutta la realtà di cui è suscettibile, la sua esistenza e la sua stessa possibilità, non può trovarsi che nella contemplazione o, se si preferisce, nella conoscenza, poiché, in fondo, questi due termini sono sinonimi o, quantomeno, coincidenti: la conoscenza e l’operazione con cui la si persegue non possono in alcun modo essere separate. 

Del pari, il mutamento, nella sua accezione più generale e in mancanza di un principio da cui procedere, è inintelligibile e contraddittorio, e cioè impossibile; e tale principio, per il fatto stesso che è il suo, non può essergli sottomesso, quindi è necessariamente immutabile; è per questo che nell’antichità occidentale Aristotele aveva affermato la necessità del «motore immobile» di tutte le cose. Questo ruolo di «motore immobile», in rapporto all’azione, viene svolto precisamente dalla conoscenza; è evidente che l’azione appartiene interamente al mondo del cambiamento, del «divenire», e solo la conoscenza permette di uscire da questo mondo e dalle limitazioni ad esso inerenti; ed allorché raggiunge l’immutabile, come nel caso della conoscenza principiale o metafisica che è la conoscenza per eccellenza, possiede essa stessa l’immutabilità, poiché ogni conoscenza vera è essenzialmente identificazione col suo oggetto. 

È proprio quello che ignorano gli Occidentali moderni, i quali, in fatto di conoscenza, concepiscono solo più una conoscenza razionale e discorsiva, dunque indiretta ed imperfetta, quella che si potrebbe chiamare una conoscenza per riflesso; e per di più, essi apprezzano perfino questa conoscenza inferiore nella misura in cui essa può servire in maniera immediata per dei fini pratici; impegnati nell’azione al punto da negare tutto ciò che la oltrepassa, non si accorgono che questa stessa azione, in mancanza di principio, degenera in una agitazione tanto vana quanto sterile.

In effetti, è proprio questo il carattere più visibile dell’epoca moderna: un bisogno incessante d’agitazione, di cambiamento continuo, di velocità sempre crescente, come quella con cui si svolgono gli stessi avvenimenti. È la dispersione nella molteplicità, in una molteplicità non più unificata dalla coscienza di alcun principio superiore; nella vita ordinaria come nelle concezioni scientifiche, è l’analisi spinta all’estremo, un’indefinita suddivisione, una vera disgregazione dell’attività umana in tutti gli ambiti in cui può ancora esercitarsi; e da qui l’inattitudine alla sintesi, l’impossibilità di ogni concentrazione: così sorprendente agli occhi degli Orientali

Si tratta esattamente delle conseguenze naturali ed inevitabili di una materializzazione sempre più accentuata, poiché la materia è essenzialmente molteplicità e divisione; ed è per questo, detto di sfuggita, che tutto ciò che ne deriva non può procurare che lotte e conflitti di ogni genere, così fra i popoli come fra gli individui. Più si affonda nella materia, più gli elementi di divisione e di opposizione si accentuano e si ampliano; al contrario, più ci si eleva verso la spiritualità pura, più ci si approssima all’unità, che può essere pienamente realizzata solo tramite la coscienza dei principi universali.

La cosa più strana è che il movimento ed il cambiamento sono veramente ricercati per se stessi e non in vista di uno scopo qualunque al quale potrebbero condurre; e questo deriva direttamente dal fatto che tutte le facoltà umane sono assorbite dall’azione esteriore, di cui abbiamo appena segnalato il carattere momentaneo. 

Si tratta sempre della dispersione vista sotto un altro aspetto e ad uno stadio più accentuato: vi è, si potrebbe dire, come una tendenza all’istantaneità, avente per limite uno stato di puro squilibrio, il quale, se potesse essere raggiunto, coinciderebbe con la dissoluzione finale di questo mondo; ed anche questo è uno dei segni più chiari dell’ultimo periodo del Kali-Yuga.

Da questo punto di vista, lo stesso accade nell’ordine scientifico: la ricerca per la ricerca, molto più che per i risultati parziali e frammentari ai quali essa conduce; la successione sempre più rapida di teorie e d’ipotesi senza fondamento, le quali, non appena composte, subito dopo crollano, per essere rimpiazzate da altre che dureranno ancora meno; un vero caos, in mezzo al quale sarebbe vano cercare qualche elemento acquisito una volta per tutte, una mostruosa accumulazione di fatti e di particolari che non possono provare niente e niente possono significare. 

È chiaro che ci riferiamo al punto di vista speculativo, nella misura in cui esso ancora sussiste, perché per quanto attiene alle applicazioni pratiche, si riscontrano invece dei risultati incontestabili, e la cosa si comprende facilmente, dal momento che tali applicazioni si riferiscono direttamente al dominio materiale e dal momento che tale dominio è il solo in cui l’uomo moderno possa vantare una reale superiorità.

Bisogna dunque aspettarsi che le scoperte, o piuttosto le invenzioni meccaniche ed industriali, vadano sempre più sviluppandosi e moltiplicandosi, anch’esse con crescente rapidità, fino alla fine dell’età attuale; e chissà se con i pericoli di distruzione che comportano non saranno proprio esse uno dei principali agenti dell’ultima catastrofe, se effettivamente le cose giungeranno al punto che questa non potrà essere evitata.

In ogni caso, si prova generalmente l’impressione che, allo stato attuale, non vi sia più alcuna stabilità; ma, mentre alcuni sentono il pericolo e cercano di reagire, la maggior parte dei nostri contemporanei si compiace di questo disordine, in cui riconosce come un’immagine esteriorizzata della propria mentalità. E in effetti, vi è un’esatta corrispondenza fra un mondo in cui tutto sembra essere in puro «divenire», in cui non vi è alcun posto per l’immutabile ed il permanente, e la condizione di spirito degli uomini che fanno coincidere ogni realtà con questo stesso «divenire», cosa questa che implica la negazione della vera conoscenza al pari dell’oggetto stesso di questa conoscenza, e cioè dei principi trascendenti ed universali. 
Zenone d’Elea
Si può perfino andare oltre: si tratta della negazione di ogni conoscenza reale, in qualsivoglia ordine, perfino nel relativo, poiché, come abbiamo detto in precedenza, il relativo è inintelligibile ed impossibile senza l’immutabile, come la molteplicità senza l’unità; il «relativismo» è affetto da una implicita contraddizione: quando si vuole ridurre tutto al cambiamento, si dovrebbe poi giungere, logicamente, a negare perfino l’esistenza del cambiamento stesso; in fondo, i famosi argomenti di Zenone d’Elea non avevano che questo significato. In effetti, bisogna dire che teorie come queste non sono esclusivamente proprie ai tempi moderni, poiché non bisogna neanche esagerare; se ne possono trovare degli esempi nella filosofia greca, ed il caso di Eraclito, con il suo «fluire universale», è il più conosciuto in proposito, e fu perfino uno dei motivi che indusse gli Eleati a combattere queste concezioni, al pari di quelle atomiste, con una sorta di riduzione all’assurdo. 
Nella stessa India si riscontra qualcosa di simile, ma, ben inteso, da un punto di vista diverso da quello della filosofia; alcune scuole buddhiste, in effetti, presentarono lo stesso carattere, poiché una delle loro tesi principali era quella della «dissolubilità di tutte le cose». Solo che queste teorie non erano, allora, che delle eccezioni, e quelle rivolte contro lo spirito tradizionale che si sono prodotte nel corso di tutto il Kali-Yuga avevano, in fondo, una portata assai limitata; la novità è costituita dalla generalizzazione di simili concezioni, così come la constatiamo nell’Occidente moderno.

Occorre anche notare che le «filosofie del divenire», sotto l’influenza dell’idea molto recente di «progresso», hanno assunto nel mondo moderno una forma particolare, forma che le teorie dello stesso genere non avevano mai avuto nel mondo antico: questa forma, suscettibile peraltro di molte varietà, è quella che si potrebbe chiamare, in linea generale, col nome di «evoluzionismo». Non ripeteremo ciò che abbiamo già detto altrove sull’argomento, e ricordiamo solo che ogni concezione che non ammette nient’altro che il «divenire» è necessariamente, per ciò stesso, una concezione «naturalista» che, come tale, implica una negazione formale di ciò che è al di là della natura, e cioè una negazione del dominio metafisico, il quale è quello dei principi immutabili ed eterni. 

Segnaliamo anche, a proposito di queste teorie antimetafisiche, che l’idea bergsoniana della «pura durata» corrisponde esattamente a quella dispersione nell’istantaneo di cui parlavamo prima; la pretesa intuizione che si modella sul flusso incessante delle cose sensibili, lungi dal poter essere il mezzo per una vera conoscenza, rappresenta in realtà la dissoluzione di ogni conoscenza possibile.

Questo ci induce a ripetere ancora una volta, trattandosi di un punto del tutto essenziale e sul quale è indispensabile non lasciar sussistere alcun equivoco, che l’intuizione intellettuale, la sola tramite cui si ottiene la vera conoscenza metafisica, non ha assolutamente niente in comune con quell’altra intuizione di cui parlano certi filosofi contemporanei: quest’ultima appartiene all’ordine sensibile, ed è propriamente infra-razionale, mentre l’altra, che è l’intelligenza pura, è invece sopra-razionale

Ma i moderni, che nel dominio dell’intelligenza non conoscono nulla di superiore alla ragione, non concepiscono neanche cosa possa essere l’intuizione intellettuale, mentre invece le dottrine dell’antichità e del Medio Evo, anche quando avevano solo un carattere semplicemente filosofico e quindi non potevano effettivamente fare appello a tale intuizione, ne riconoscevano tuttavia l’esistenza e la superiorità rispetto a tutte le altre facoltà. Ecco perché non esisteva il «razionalismo» prima di Cartesio; è anch’esso infatti un prodotto specificamente moderno, peraltro strettamente solidale con l’«individualismo», dal momento che non è altro che la negazione di ogni facoltà di ordine sopra-individuale.

Fintanto che gli occidentali si ostineranno a disconoscere o a negare l’intuizione intellettuale, non potranno avere alcuna tradizione nel vero senso della parola, e non potranno neanche intendersi con gli autentici rappresentanti delle civiltà orientali, nelle quali tutto è come appeso a questa intuizione, immutabile ed infallibile in se stessa ed unico punto di partenza di ogni sviluppo conforme alle norme tradizionali.

Scritto da René Guénon

La crisi del mondo moderno

REPORTDIFESA.IT: cinque borse di studio da 1500 euro per un corso di formazione avanzato | CULTURA

In Valle Caudina è nato dal 2017 un nuovo portale di informazione di politica internazionale, di temi legati alla Difesa nazionale e internazionale, di storia e cultura militare: Reportdifesa.it, ideato dall'ottimo Luca Tatarella, un giornalista embedded con le Forze Armate, ossia un cronista che lavora in una zona di guerra al seguito di un esercito, accettandone la protezione ma anche le limitazioni imposte alla propria libertà di movimento e di espressione. Il direttore di origini capitoline, trapiantato a San Martino Valle Caudina, presenta così le colonne digitali di Reportdifesa.it:

«Vogliamo raccontare - si legge nella presentazione di RD - il mondo con un linguaggio semplice ma attento, in modo da raggiungere un panorama di lettori sempre più ampio. Quotidianamente, vi faremo entrare nel vasto panorama delle notizie estere. Così come vi racconteremo quello che accade nel settore militare italiano e straniero, con articoli, interviste, servizi e reportage. Oltre che raccontarvi i principali fatti d’arma che hanno fatto la storia del nostro Paese e di altri.


Il direttore Luca Tararelli è attivo come penna pensante da un bel po' in Valle Caudina e vanta collaborazioni con le migliori testate giornalistiche locali. Erredì in questi difficili giorni ha lanciato un bando per ben cinque borse di studio da 1500 euro per finanziare un corso di formazione avanzato da quattrocentodieci ore tra teoria e pratica, aperto a tutta la gioventù interessata all'approfondimento su varie tematiche "digitali" per poter accedere alle professioni più redditizie e ricercate dal mercato odierno:

ReportDifesa.it  promuove i Giovani ed il progresso dell’Italia come nessuno ha mai fatto prima. Oggi vogliamo fare di più: grazie al supporto dei nostri sponsor, dopo il successo delle precedenti occasioni, mette a disposizione cinque borse di studio dal valore di 1.500 euro l’una, ai primi cinque che compileranno il form sottostante (clicca qui)! Affrettatevi, la scadenza è il 29 maggio 2022 alle ore 23:59!

 


Per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 pubblichiamo qui la lista delle tematiche affrontate e snocciolate dai formatori della Blockchain, letteralmente "catena di blocchi", che sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi e consente di gestire e aggiornare, in modo univoco e sicuro, un registro contenente dati e informazioni (per esempio transazioni) in maniera aperta, condivisa e distribuita senza la necessità di un’entità centrale di controllo e verifica. Le applicazioni della catena di blocchi sono spesso contraddistinte dalla necessità di disintermediazione e decentralizzazione. 

Questa innovazione consente, potenzialmente, di fare a meno di banche, notai, istituzioni finanziarie e così via. Le tecnologie della "catena di blocchi" sono incluse nella più ampia famiglia delle tecnologie del "registro distribuito", che può essere letto e modificato da più nodi di una rete.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo




sabato 14 maggio 2022

Dott.ssa Coccia: Spossatezza, stanchezza, depressione e decadimento cognitivo | SALUTE

Spossatezza, stanchezza, depressione e decadimento cognitivo

dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista.

Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.


 

ULTIMA FRONTIERA - Schiavo della Libertà (2010)

Ultima Frontiera - Schiavo della Libertà

Gruppo: Ultima Frontiera

Brano: Schiavo della Libertà

Anno: 2010

 

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ATTENTO (ACCUORT) #goliardia

ATTENTO (ACCUORT) #goliardia

 

Il Libro Perduto del Dio Enki - Capitolo 1 | audiolibro

Il Libro Perduto del Dio Enki

Capitolo 1
Zecharia Sitchin è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. 

È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della "teoria degli antichi astronauti" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le speculazioni di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, vengono considerate pseudoscienza e pseudostoria dalla comunità scientifica, rifiutate da scienziati, storici e accademici.

Inoltre le teorie e i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull'archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, congiunta ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, traduzioni errate di tali testi e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru nei testi Sumeri e in quelli Babilonesi Marduk, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L'esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.

venerdì 13 maggio 2022

Posizione #3 - CARRIOLA D'AIROLA | Kamasutra Caudino


Terza puntata del Kamasutra Caudino con la posizione della Carriola d'Airola a grande richiesta. Visto il successo delle prime due continueremo a diffondere l'educazione sessuale per il Popolo Caudino che prova a mantenere alto il blasone erotico dei Guerrieri Caudini e delle Brigantesse locali, una miscela spesso esplosiva a letto. Libero riadattamento dalla splendida rubrica di AlF.

Si consiglia la visione ad un pubblico maturo e goliardico

CARRIOLA D'AIROLA

Rispolveriamo la Carriola in chiave Caudina, una celebre posizione del kamasutra nazionalpopolare Italiano degli anni 80 che l'affascinante attrice Laura Antonelli lanciò nell'immaginario dell'epoca, grazie alla celebre frase durante la grottesca, a dir poco, scena nella gettonatissima pellicola comica Rimini Rimini con Paolo Villaggio, Lino Banfi, Jerry Calà, Serena Grandi, Laura "Noce" AntonelliEleonora Brigliadori e con la partecipazione straordinaria di Raoul Casadei che interpretava se stesso.

Quando due se amano e sò 'na carne sola, hanno da fa' a cariola!

III POSIZIONE

Questa volta la Donna si mette davanti all'uomo, che le prende le caviglie. La Donna piega le gambe, avvicinando le sue ginocchia al petto, e appoggia le gambe contro quelle di lui. L’Uomo la penetra quindi da dietro. Posizione acrobatica soprattutto per la Donna, la Carriola d'Airola richiede molta resistenza fisica e quindi, per entrambi, braccia e dei muscoli addominali ben allenati! Ma contrariamente alle apparenze, il grosso della fatica non spetta al maschio: la Donna non dovrà fare altro che mantenere l'equilibrio, mentre il maschietto, oltre a penetrare, dovrà anche sostenere il proverbiale peso femminile, senza farla cadere rovinosamente. Una vera e propria sfida alla forza di gravità!

Se, facendo sesso per mesi (o anni) nella posizione Missionario democristiano, i vostri sensi si sono un po’ addormentati, provate a dar loro una botta di vita eseguendo la posizione della Carriola d'Airola, vedrete che funziona!

Lasciati trasportare dall’effetto sorpresa: a testa in giù, proverai un piacevole senso di vertigine, il tutto accompagnato dalle sensazioni provocate dalla penetrazione da dietro, sensazioni che potrai modulare giocando con la posizione del busto. Per non parlare della visione celestiale del tuo fondoschiena che regali al tuo lui! Uno spettacolo che apprezzerà tantissimo e che gli farà dimenticare la fatica. Infine, viste le distanze è comunemente tra le posizioni più amate ad Airola e dintorni perché permette anche il consumo di Cipolla in tutte le salse.

Posizione #1 - SCESA R'ARPAJA | Kamasutra Caudino

Posizione #2 - APPONTA BONEA | Kamasutra Caudino

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La Notte dei Musei di Caudium sul Ministero della Cultura | PERLE

La Notte dei Musei di Caudium

Il Museo archeologico del Sannio Caudino - si legge sul sito del Ministero della Cultura - sarà aperto sabato 14 maggio per la Notte dei Musei dalle 19.00 alle 22.00 (ultimo ingresso ore 21.30). In programma per la serata una passeggiata trekking dal centro di Montesarchio fino all’altura sulla quale si trova il castello, sede del Museo, attraversando le suggestive stradine del borgo antico. I partecipanti saranno accolti nel cortile del castello dove sarà organizzata una degustazione di vini offerti dai produttori del territorio, accompagnata da un sottofondo musicale a cura di giovani artisti.

Un'altra occasione persa per l'Unione dei Comuni della Valle Caudina che avrebbe potuto coordinare tutto il mondo artistico, storico e culturale che risiede in ogni angolo della Nuova Caudium. Intanto, godiamoci quest'evento e ringraziamo il dottor Vincenzo Zuccaro per l'impegno dimostrato per il nostro territorio.

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I TESORI DI CAUDIUM - Caudini, Irpini, Carricini e Pentri in mostra speciale a Monaco di Baviera | CAUDIUM

I tesori archeologici dell'antica Caudium varcano i confini nazionali per la più grande mostra sull'antico popolo italico mai realizzata.

caudium vista in europa

Il Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera e l’Istituto Italiano di Cultura hanno dato lustro alla nostra Terra Caudina con un evento di calibro internazionale, capace di riscuotere un incredibile successo di pubblico per l'inaugurazione dell’11 maggio in Germania

La più importante mostra speciale archeologica sull’antico popolo dei Sanniti (Caudini, Irpini, Carricini e Pentri n.d.r.) mai realizzata in Europa potrebbe aprire un nuovo indotto turistico per la Nuova Caudium legato alla millenaria Storia della Valle. Informiamo le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 che la spettacolare esposizione chiuderà i battenti il 25 settembre 2022.

Il progetto espositivo, curato minuziosamente dalle Staatliche Antikensammlungen/Collezioni Statali di Antichità Classiche, ambisce a fornire un’ampia panoramica sulla storia, l’arte e la cultura dell’antico Sannio.

Grazie ai ricchi prestiti da parte delle collezioni di Benevento (Museo Arcos e Museo del Sannio), di Montesarchio (Museo Archeologico del Sannio Caudino) e di Campobasso (Museo Sannitico con il Casino Calvitti di Larino), ma anche di Alfedena, Melfi, Napoli, Roma e del British Museum, la cultura sannitica può essere apprezzata in una mostra completa per la prima volta fuori dall’Italia.

L'antico popolo dei Sanniti (Caudini, Irpini, Carricini e Pentri)  aveva la sua patria nel cuore dell'Italia meridionale, in un'area che comprende tutta l'attuale regione del Molise, la parte settentrionale della Puglia, nonché alcune aree marginali meridionali. Fu lì che, intorno alla metà del primo millennio a.C., si sviluppò la cultura sannitica. Secondo le fonti romane, i Sanniti avevano radici sabine. 

Nel paesaggio montuoso e collinare della loro regione d'insediamento, praticavano una pastorizia estensiva con pecore e capre. Insediamenti più grandi venivano, talvolta, edificati lungo i pascoli delle mandrie di bestiame.

I Sanniti (Caudini, Irpini, Carricini e Pentri) giunsero alla ribalta della storia - si legge su sito  tedesco Antikensammlungen Glyptothek - a causa dei loro conflitti bellici con i Romani, nella seconda metà del IV secolo e all'inizio del III secolo a.C.: le cosiddette guerre sannitiche non portarono ai Sanniti soltanto brillanti vittorie, come nella famosa battaglia delle forche caudine, dove imposero alle legioni romane e ai loro comandanti l'umiliazione di passare sotto i gioghi. I Sanniti subirono, infatti, anche pesanti sconfitte, che portarono al trionfo di Roma.

Anche se i Sanniti (Caudini, Irpini, Carricini e Pentri), nei secoli successivi, vissero sotto la crescente influenza politica dei Romani, sembra che essi abbiano, tuttavia, mantenuto un’ampia indipendenza culturale, come attestato, per esempio, dall'imponente santuario di Pietrabbondante, con i suoi ricchi reperti. Tuttavia, proprio come gli Etruschi, e anche i Romani, essi facevano capo ad una koiné ellenistica, una cultura unificata di influenza greca che si era sviluppata nell'Italia centrale a partire dal periodo classico del V e IV secolo a.C. Come possiamo osservare, anche nel caso degli Etruschi, degli Umbri o dei Sabini, l'influenza romana sui Sanniti divenne così estesa e dominante, nel tardo periodo ellenistico, che il sannitico fu assorbito dalla lingua dei Romani.
Europa in Europa

In prima linea il Museo Archeologico Caudino che dalla pagina ufficiale tirò un sospiro di sollievo quando vennero pubblicate le foto del Cratere Rosso Caudino in ottimo stato dopo l'ennesimo viaggio. Il Vaso di Assteas era tornato ad dicembre in Valle Caudina, accompagnato proprio dal dottor Antonio Salerno, noto Archeologo di calibro internazionale dopo essere stato in bella mostra all'Expo di Dubai:

L'arte e la cultura dell'antica Samnium per la Mostra speciale "Samnium and the Sannites" che si terrà a partire dall'11 maggio al 5 settembre all' @antikensammlungenglyptothek di Monaco di Baviera. Nel Museo tedesco i preparativi della Mostra sui Sanniti, gli ultimi rivali di Roma, sono in pieno svolgimento - la nota è del 5 maggio -.  Il cratere di Europa Assteas è giunto a destinazione sano e salvo insieme agli altri preziosi reperti del Museo del Sannio Caudino e questo, ci rende particolarmente felici.

In attesa che tutti i tesori possano tornare integri dalla mostra speciale di Monaco di Baviera, si registra un notevole passo in avanti per l'immagine della Nuova Caudium nel mondo dell'Archeologia internazionale. Un patrimonio che i Popoli Caudini, Irpini, Carricini e Pentri dovranno riscoprire insieme, magari riallacciando i contatti culturali tra gli eredi delle quattro tribù guerriere che popolavano con Onore il Samnium.

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Le FORCHE CAUDINE - La storia romana in due minuti | documentario

Le FORCHE CAUDINE - La storia romana in due minuti |
Le Forche Caudine furono un atto di “grande gloria a chi imponeva una tale umiliazione, ma totale ignominia a chi la subiva” (Cassio Dione, Storia Romana, V).
 

I DALTON - Il confinamento è durato abbastanza #3

 

 Il confinamento è durato abbastanza 

DALTON#3

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