mercoledì 29 settembre 2021

Dott.ssa Coccia: Microbiota, candida e infezioni dell'apparato urinario | SALUTE

Microbiota, candida e infezioni dell'apparato urinario

dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista.

Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.

 

martedì 28 settembre 2021

NICCOLO' MACHIAVELLI - Il Principe (1532) - Audiolibro Integrale

Il Principe di Machiavelli

Il Principe di Machiavelli

Voce Narrante di E. Camponeschi

www.menestrandise.it

Illustrazione di copertina di Dora Po'

SABINO MORANO - 'Le origini dello spirito capitalistico in Italia' presentazione in Valle Caudina | CULTURA


Le origini dello spirito capitalistico in Italia, Edizioni di Ar, sarà presentato giovedì 30 settembre 2021 presso la sala consiliare della Città di Montesarchio, in Valle Caudina. Sabino Morano ha curato la riedizione del testo di Amintore Fanfani.

Per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 pubblichiamo l'interessante presentazione integrale.

Richiamare alla memoria gli Autori trapassati della nostra comunità nazionale esprime la volontà di RIEVOCARLI: di attrarli nel nostro tempo, di renderli presenti nel nostro spazio. 

È necessaria, questa operazione rituale: non solo per confermare rispetto verso chi, avendo contribuito a generare o promuovere la comunità, rimane membro (e partecipe delle funzioni) di essa, ma anche perché, custodendone noi il ricordo, attraverso questa cerimonia di ‘rianimazione’ facciamo rivivere accanto a noi chi sia stato, secondo distinti gradi di affinità, come noi, rinascere la sua esperienza accanto alla nostra, riconnettere la sua influenza alla nostra per rinnovarla e accrescerla. 

edizione curata da Sabino Morano

Ed è sopra tutto nei momenti di pericolo che una società di uomini – come Roma, nelle fasi critiche delle sue guerre, evocava i veterani per mobilitarli – deve rievocare le proprie guide passate, per chiamarle di nuovo al servizio del bene della comunità, a rinfrancarne lo spirito.

“Mercari enim propter substantias cumulandas,

et propter improbam divitiarum cupiditatem

et curiositatem seu propter alium malum finem

illicitum est, et culpa mortalis.

san Bernardino da Siena

Chi, per fissare la fisionomia (e qualche tratto fisiognomico) del capitalismo, abbia scrutato il Werner Sombart del Borghese e del Capitalismo moderno, oltre che il Max Weber dell’Etica protestante e lo spirito del capitalismo, proverà maraviglia a leggere – per indispensabile integrazione della trilogia – questo Amintore Fanfani delle Origini dello spirito capitalistico in Italia

Maraviglia: per il rigore di studio comprensivo, edificante ed edificativo, per una architettura teorica chiara e coerente (che Nietzsche avrebbe definito “semplice e sincera, ovvero inattuale”) –per una scrittura oggi in comune sotto i molteplici riguardi etici, estetici, economici.

Se questa ammirazione verso l’opera, da parte dei lettori, viene da noi data per sicura, nemmeno escludiamo un effetto ausiliario della lettura stessa. Ovvero che qualcuno di loro –toccato dalla ‘folgore di Apollo’ in séguito a un raccoglimento, speculativo in senso proprio, che lo induca a interrogare l’Autore di ieri per farne sgorgare risposte efficaci a stemperare le tenebre di oggi–, anziché continuare a commettere “peccato di avarizia” e porre il suo “finem ultimum in lucro” e, da vorace, “guatare a’ danari”, ponga, in termini coerentemente esistenziali, le condizioni per “trapassare l’erma orribilmente devastata della vita pubblica del nostro tempo” e disgregare la signorìa di “statum damnationis” cui la modernità contemporanea ha assoggettato quest’ultima.

In breve: per restituire alla ricchezza la sua, intrinseca, sostantiva socialità, il suo, essenziale, valore solidaristico nel firmamento nazionale del bonum commune. Prevedere il bonum commune per provvedere a esso deve voler dire: radicare la sussistenza, nello spazio e nel tempo, di tutti i membri della nazione italiana, esercitando la, necessaria e opportuna, disciplina dell’ABSTINENTIA. 

Per acquistare la riedizione di "Le origini dello spirito capitalistico in Italia" di Amintore Fanfani, edizioni di Ar, potete ordinarla direttamente all'indirizzo: info@libreriaar.com Tel./Fax: 0825 32239 – 334.8393053 Adel Libreria Ar – Palazzo de Concilij, piazza della Libertà 11 Avellino.

IMPERIUM | In alto (2005)

 

Imperium | In alto

Gruppo: Imperium

Album: Vita est militia

Brano: Belfast

Anno: 2005 

IL PARADOSSO DELL'IGNORANZA - Riflessioni sulla Spigolatrice di Sapri | ARTE

LE SPIGOLATRICI

Molto prima che nugoli di esaltate pseudocolte aizzassero le folle contro la statua della "Spigolatrice di Sapri", la storia dell'Arte annovera un dipinto che descrive con una libera interpretazione un'altra raccoglitrice di spighe di grano, lasciandone i seni scoperti. Il testo è tratto dall'analisi dell'opera:

La cancel culture, il neopuritanesimo accademico, la "social justice" dei ragazzini confusi, il femminismo sessuofobico e paranoico, tutto ciò riporta indietro la civiltà occidentale. Molto indietro, intollerabilmente indietro.

Ruth di Francesco Hayez 

Ruth di Francesco Hayez è un dipinto romantico che si ispira alla vicenda dell’eroina biblica. Hayez dipinge Ruth in piedi, al centro dell’opera. L’eroina della Bibbia indossa una tunica bianca, annodata in vita, che lascia scoperta gran parte del busto. La fanciulla sul capo indossa un turbante e intorno al braccio destro porta un bracciale stretto in metallo. Con la mano sinistra stringe poi a sé un mantello scuro che avvolge alcune spighe di grano. Il viso della protagonista rivela una fisionomia regolare e molto giovane. Inoltre, l’espressione mostra un carattere riflessivo e al tempo stesso sensuale. Il paesaggio è ampio e si distende in basso. A sinistra si nota una macchia di alberi. Infine, il cielo è offuscato da nubi di colore giallastro.

spigolatrice pre-sessista

Hayez dipinse l’opera su commissione di Severino Bonora di Bologna. Il dipinto fu poi esposto presso l’Accademia di Brera nel 1853. Divenne presto uno dei nudi più famosi di Hayez che aveva ormai 62 anni ed era un importante protagonista del Romanticismo italiano. L’opera si può avvicinare a Rebecca del 1831 e Tamar di Giuda del 1847, due opere dal tema biblico.

La giovane si identifica con la Ruth biblica per via delle spighe portate in seno. Il suo nome significa amica o compagna. La ragazza aveva sposato il figlio di un abitante di Moab. Morto il marito, la giovane si trasferì a Betlemme, luogo di origine dell’uomo, insieme alla suocera. Le due donne vivevano in povertà, spigolando nei campi dopo il raccolto, finché Booz, un proprietario terriero, parente del marito defunto, sposò Ruth. Dalla loro unione si originò la dinastia del re David".

riflessioni

La battaglia per i diritti delle Donne non deve essere confusa con le prese di posizione estremiste e chiuse di chi si inorridisce per una statua di bronzo. Gli stessi e le stesse che quando vedono una prostituta in strada si guardano le punte dei piedi, il colore dello smalto e il mascara che crolla. Il solito doppiopesismo che lascia il tempo che trova. Il sessismo è odioso. Maschilismo e femminismo pure.

Libertari ma di nome, capirete, capirete. Libertari ma di nome, sentirete. Libertari ma di nome voi parlate e c'è chi muore. Libertari ma di nome, sentirete, sentirete. Libertari ma di nome, capirete...come cantava Marcello.

CPS

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



Per un’analisi aperta a 360°: Valle Caudina e Valle Baianese, un traforo di collegamento? | POLITICA

Tiene banco la questione Traforo del Partenio, pur senza particolari pressioni popolari. C'è il rischio concreto che questo progetto possa trasformarsi in una Nuova Galleria della Guinza, il tristemente famoso traforo stradale completato solo allo stato grezzo e mai aperto al traffico. 

Fiumi di danaro spesi e nessun asse trasversale tra il versante adriatico e quello tirrenico. Questa parte dell'Italia centrale, inserita nella rete stradale trans-europea, non riesce a completare la galleria, nonostante il singolare sostegno popolare all'iniziativa. Lì la tarantella politico amministrativa prese il via appena quarant'anni fa, negli anni Ottanta, per arenarsi definitivamente nel 2004 e ripartire solo lo scorso luglio.

Infatti, fino ad allora i cantieri sono restati chiusi a causa della mancanza di finanziamenti per la costruzione del secondo tubo. Le clamorose indecisioni riguardo al tracciato di collegamento con la strada europea E45, sul versante umbro, pesano come macigni sui ritardi della Guinza. Insomma, care lettrici e cari lettori de Lo Schiaffo 321 bisogna restare vigili e svegli, oggi più che mai. 

Un lettore sirignanese ci segnala, tramite posta elettronica, questo interessante punto divista, generato dall'altra sponda del Partenio e scritto dall'architetto Angelo Piciullo. Un'analisi aperta a trecentosessanta gradi sulla ventilata ipotesi di collegamento tra due zone storicamente divise e distanti, nonostante la vicinanza in linea d'aria.

Buona lettura.


analisi

Il CB è uno spazio in rete contro "il sistema" della camorra, dell'usura e della violenza, un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

La nota dell’architetto Angelo Piciullo costituisce un importante contributo di profilo tecnico-scientifico e di qualificata deontologia professionale, oltre che di chiara valenza sociale e politica ampiamente intesa sull’idea di progetto, che contempla la connessione tra due territori di sicura importanza nell’assetto geo-amministrativo e nel sistema infrastrutturale della Campania, con la precipua finalità di promuoverne ruoli e funzioni, rispetto alle dinamiche della Città metropolitana di Napoli e delle province di Avellino, Caserta e Benevento

Il testo è pubblicato integralmente, fornendo elementi e argomenti aderenti alla realtà, sapendo guardare in prospettiva. Una tematica che sarà focalizzata in pubblico convegno di studio, promosso ed organizzato dal Circolo socio-culturale L’Incontro

traforo

Non vi è dubbio che il Presidente della Provincia, Biancardi, con la sua proposta del traforo, abbia avviato una discussione sul futuro di questi territori.  

A lui il merito di aver in un certo modo sollecitato le sensibilità, le quali da un po’ di tempo appaiano sopite e distanti dalle problematiche delle comunità locali.

La proposta non è da sottovalutare e neppure da affrontare nella sterile contrapposizione tra le due categorie del Sì e del No, senza un’analisi attenta nel merito delle problematiche.


Ritengo che, su quest’idea  di collegamento tra le due vallate (Caudina e Baianese), ognuno, con il proprio bagaglio di conoscenza dei territori e di competenza nei vari settori, potrebbe apportare un contributo partecipativo utile per la scelta più appropriata. Le due vallate giacciono rispettivamente alla base settentrionale e meridionale del Parco del Partenio.

La prima è costituita da  quattordici Comuni, di cui  quattro nella provincia di Avellino e dieci in quella  di Benevento. L’altra, “Il Baianese”, è formata da sei comuni ricadenti tutti nella provincia di Avellino e confinate a occidente con “La Città Metropolitana”.



I processi urbani all’interno delle due aree hanno subito, in modo speculare, quasi le stesse dinamiche di saldatura  tra gli originari centri, tanto che oggi si presentano come due conurbazioni, senza soluzioni di continuità, in una maglia fitta in cui gli spazi a verde sono sempre più ridotti e soffocati  per la continua e disordinata attività edilizia.

Nel Piano territoriale di coordinamento provinciale di Avellino, per le due vallate, è prevista l’ Unione dei Comuni e il rafforzamento dell’armatura urbana con l’organizzazione degli insediamenti antropici in sistema città: La Città Caudina e La Città del Baianese.

Per la prima, il progetto di Città Caudina è circoscritto, limitato ai soli comuni della provincia di Avellino, mentre nella realtà il processo urbano ha interessato anche i Comuni ricadenti nella provincia di Benevento e di Caserta e quindi oltre i rispettivi confini amministrativi e provinciali.

Per la Città del Baianese,  il processo di unificazione riguarda tutti i sei Comuni. In questa prima fase di approccio, mi permetto di introdurre solo pochi e sintetici spunti di riflessione. Il traforo proposto mira a mettere in comunicazione la Valle Caudina con la rete autostradale A16 (casello di Baiano) e la città di Avellino

L’idea nasce dall’opportunità di realizzare un collegamento diretto della Valle Caudina al casello autostradale di Baiano, con una riduzione dei tempi di percorrenza per raggiungere Avellino, Salerno, Napoli.

Una valutazione fondamentale è comprendere se l’attuale sistema di rete infrastrutturale stradale sia idoneo a sopportare un carico di traffico derivante dal traforo e quali le conseguenze. Per chi conosce e vive il territorio ha la consapevolezza che la rete stradale, ex Nazionale 7 bis, è sottoposta a momenti di grande criticità, soprattutto negli orari di punta, con preoccupanti  difficoltà d’inserimento da chi proviene dalle strade interne dei centri abitati.

Non è di poco conto la circostanza che il flusso di traffico, diretto verso Avellino, si troverebbe in un punto di snodo critico della città, rotonda di Torrette di Mercogliano, che già allo stato attuale è in una condizione di sofferenza. Attualmente, il flusso veicolare proveniente dalla Valle Caudina ha punti di inserimenti nella città di Avellino, nella parte opposta, attraverso Mercogliano Valle e la strada SS 88, località Pennini.

Un’altra questione di non secondaria importanza è il luogo preciso in cui dovrebbe aprirsi il traforo.

Per com’è organizzata la rete cinematica nel territorio Baianese, con la linea Circumvesuviana lungo la fascia pedecollinare, si pone la necessità di allontanarsi da tale soglia infrastrutturale, per evitare la costruzione di un ponte/cavalcavia.

Pertanto, la scelta in quale parte del Partenio aprire il traforo è alquanto problematica. Un’ipotesi potrebbe essere la testata di Viale Michelangelo a Sirignano. In tal caso, la profondità del traforo sarebbe di oltre sei chilometri e l’asse cittadino si trasformerebbe in viabilità extra urbana con necessità di procedere a un suo potenziamento e adeguamento.

Nell’ipotesi in cui si voglia utilizzare l’attuale cavalcavia, tra Baiano e Avella, l’apertura del traforo potrebbe avvenire in  località “Capo Ciesco”, luogo in cui la distanza tra Avella e Cervinara è la più ridotta, circa quattro chilometri. Di contro: il flusso di traffico graverebbe sull’area del torrente Clanio, dei Mulini, dell’Anfiteatro romano, interessando i centri abitati di Avella e Baiano.

Nella Valle Caudina la situazione appare altrettanto complessa, perché gli insediamenti urbani sono disposti lungo la fascia pedemontana, in stretto contatto con la base del versante settentrionale del Partenio e con una maglia interna di viabilità molto stretta e articolata.  

Anche in questa vallata la scelta dove aprire il traforo non è di facile soluzione, proprio per la densità ininterrotta dell’urbanizzazione e per gli innesti, sulle arterie stradali, che impongono il superamento della tratta ferroviaria.

Comunque la problematica richiede una disamina approfondita con particolare attenzione all’impatto ambientale sullo straordinario contesto paesaggistico, storico/archeologico, su cui  si erge e si impone il Partenio: il Sacro Monte. Luogo incantevole, uno scenario in cui la natura si esibisce nella sua straordinaria bellezza, dalle notevoli connotazioni culturali e religiose e dove sono stratificati i culti del Paganesimo e poi della Cristianità

Da Cibele, madre degli dei alla Vergine Maria, il Partenio ha sempre assolto il ruolo di centro religioso nel baricentro del Mediterraneo. E forse il modo di pensare il futuro di questi territori è da ricercare proprio nei processi di civiltà avviati nella storia antica.


Bisogna guardare verso il Golfo di Napoli, scacciare questa infelice connotazione di “Bassa Irpinia” che non esalta invece la straordinaria posizione geografica “centrale” e la peculiarità dei territori. Sono due sistemi urbani da riorganizzare e ridisegnare, operando sulle criticità e sulla tutela e valorizzazione delle risorse presenti, con una visione complessiva, superando la soglia dei limiti amministrativi.

Uno sulla direttrice Caserta – Benevento, l’altro lungo la Napoli – Avellino, entrambi ancorate al Monte Partenio, connesse con la Città Metropolitana di Napoli e allacciate con i due corridoi di sviluppo internazionale.

E’ opportuno un cambio di direzione che abbia come priorità la questione ambientale con la messa in sicurezza delle parti in dissesto idrogeologico, l’abbattimento  dell’inquinamento ambientale, sia all’interno dei centri abitati che nelle aree di campagna e dei boschi, la riduzione del traffico e la promozione della mobilità con mezzi pubblici elettrici, la realizzazione di piste ciclabili.

A mio avviso, solo se torniamo a rispettare la campagna, le colline, le montagne, i corsi d’acqua, la natura intera, potremmo avviare un progresso virtuoso nel quale le azioni dell’uomo siano in sintonia con gli equilibri del nostro pianeta.

Baiano, marzo 2019

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ANNI SETTANTA - Canti e poesie dell'occidente (1976)

Canti e poesie dell'occidente 
Roma, 7 marzo 1976

Registrazione dello spettacolo "Canti e poesie dell'Occidente" organizzato dal Settore Femminile del Fronte della Gioventù sotto la guida del reggente provinciale l'onorevole Teodoro Buontempo. 
L'evento si tenne a Roma presso il cinema Quirinale in una fredda domenica mattina degli Anni Settanta. Il 7 marzo 1976 suonarono e recitarono Andrea, Salvatore e tanti altri militanti. Alla manifestazione/spettacolo ha partecipato Andreina, che ha suonato tre brani.

Tratto da: Decumano del Sud

lunedì 27 settembre 2021

IRPINIA E PNRR - NESSUNO CI ASCOLTA! #GOLIARDIA

#goliardia

 

LEGGI LO SCHIAFFO 321!




 

SOPRA LE ROVINE - Legio Patria Nostra (1993)

Sopra le rovine - Legio Patria Nostra

Gruppo: Sopra le rovine

Brano: Legio Patria Nostra

Anno: 1993 

CARLO BUKOWSKI - "SOLO TU"- Audiopoesia

CARLO BUKOWSKI - "SOLO TU"

 

TRAFORO DEL PARTENIO - Esclusione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza? | POLITICA


Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il tema snocciolato ad Avellino, qualche giorno fa, grazie ad un interessante incontro tra istituzioni e forze sindacali. Il PNRR è la manna dal cielo per il Governo Tecnico guidato da Sir. Drake ed il Corriere dell'Irpinia di Gianni Festa, in collaborazione con Il Quotidiano del Sud, ha dato vita un convegno ad hoc

Purtroppo, dai lavori è emersa, ancora una volta, la palese Napolicentricità della Regione Campania a danno della Provincia di Avellino. 

PNRR

Il PNRR si articola in sei missioni e sedici componenti. Beneficia della stretta interlocuzione avvenuta in questi mesi con il Parlamento e con la Commissione Europea, sulla base del Regolamento RRF. Le sei missioni del Piano sono: 

digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. 

Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa largamente i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali. 

NGEU

NGEU è l'acronimo di  Next Generation EU, meglio noto in Italia con i nomi angloamericani di Recovery Fund o Recovery Plan, ossia il fondo approvato nel luglio del 2020 dal Consiglio europeo al fine di sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia di COVID-19. L'Italia conterà su 65,456 miliardi di sovvenzioni - si legge sul Sole24ore - a fondo perduto: il 70% delle allocazioni delle risorse, cioè 44,724 miliardi, è riferito agli impegni per progetti 2021-2022, il resto, cioè 20,732 miliardi, è riferito agli impegni relativi al 2023

Nel complesso la “quota” italiana è di circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti. Il resto dei sussidi saranno canalizzati attraverso altri “pilastri” dell'operazione anticrisi tra cui le risorse aggiuntive del React Eu, un vero e proprio ponte tra vecchia e nuova programmazione della Politica di Coesione, previsto da Next Generation EU per assicurare continuità al sostegno alle imprese, già duramente colpite dalle conseguenze dell'emergenza sanitaria. 


FONDI

Il Just transition fund è il Fondo per una transizione giusta. Rappresenta l'ennesimo strumento finanziario nel quadro della politica di coesione, che mira a fornire sostegno ai territori che devono far fronte a gravi sfide socio-economiche derivanti dalla transizione verso la neutralità climatica. 

In particolare, esso è volto a garantire che il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici assunti nell'ambito dell'European Green Deal - finalizzato a rendere l'UE climaticamente neutra entro il 2050 - avvenga in modo equo e non lasci indietro nessuno.


CALIMERO

Insomma, una pioggia di soldini, che in parte si trasformerà in ulteriore debito da pagare con tasse e strategie usuraie varie. In tutto questo Biancardi si trasforma in Calimero, il simpaticissimo pulcino sorridente degli anni Sessanta famoso per la frase:

"Eh, che maniere! Qui fanno sempre così, perché loro sono grandi e io sono piccolo e nero... è un'ingiustizia però".

NAPOLI SORDA

Il dibattito avellinese, frutto di una mobilitazione dal basso, ha fatto emergere la totale inefficienza della classe politica Irpina, incapace di farsi ascoltare nelle sedi adatte del Capoluogo di Regione. Il forte grido di allarme è un'arma a doppio taglio: 

«A Napoli nessuno ci ascolta. Ci sembra che la Regione voglia portare avanti un piano da cui veniamo esclusi». 

ISOLATI

Domenico Biancardi, presidente della Provincia di Avellino, durante il prezioso incontro politico, ha dichiarato di avere grosse difficoltà di dialogo sia con la Regione e sia con il Governo. Siamo isolati, confermano Sindacati & Imprenditori. L'agghiacciante vuoto di interlocuzione tra enti ed entità potrebbe spingere il Presidentissimo a presentare delle clamorose dimissioni dalla guida di un'Irpinia relegata in un angolino.

La Regione Campania è da sempre Napolicentrica, lo sanno pure le pecore di Nusco, ma Mimì di Avella frigna e finge di meravigliarsi dell'ostile silenzio istituzionale, quasi a giustificare il mastodontico buco nell'acqua, talmente grande da sembrare un traforo.

CHIACCHIERE?

Si è ragionato con imprenditori e commercialisti di digitalizzazione e di infrastrutture, ma il pezzo forte del Presidente Irpino resta la viabilità. Nonostante l'orecchio da mercante partenopeo, Mimì continua a pretendere il traforo, a tutti i costi. Attrezzare il territorio interno verso le vie di mare dei porti di Napoli e Salerno, viste le condizioni dell'entroterra, potrebbe risultare inutile, controproducente, nonché dispendioso in termini economici. 


RIFLESSIONI

La Provincia ha presentato la progettualità senza ottenere risposte? La migliore strada da percorrere, per il bene della Verde Irpinia, è quella che porta alle dimissioni non solo del Presidente, ma di tutto il Consiglio Provinciale, non eletto dal Popolo, bensì nominato con elezioni interne di scarso valore socialdemocratico. 

Serve un gesto clamoroso, uno schiaffo politico, necessario per farsi ascoltare, con stile, da Regione e Governo nazionale.

A che punto siamo con la Valle Caudina - Pianodardine? 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

*Copertina fotocomposizione UserTv


domenica 26 settembre 2021

CAPITALISMO E STATO - Analisi politica e storica in Italia | ACTA Anno XXVII


Una esposizione di Arnaldo Chierici, tenuta a Cicogna di Terranuova Bracciolini il 21 giugno 2009, apporta conoscenza di dottrine e di esperienze al dibattito sulla Storia d'Italia e della RSI aperto con ACTA n. 71. 

Con riferimenti alla condizione economica e sociale dei popoli e alle conseguenti diverse forme costituzionali messe in atto, dalla Grecia antica ad oggi, l'attenzione è portata sulle conseguenze economiche della crisi finanziaria esplosa negli Stati Uniti a fine 2006 che in l'Italia sono aggravate dall'avvenuta soppressione dell'IRI.

capitalisti

Gli uomini tendono ad associarsi ed a produrre ricchezze. Mai due fenomeni dipendono molto dall'ambiente in cui si manifestano (giungla o deserto, ad esempio). Produrre ricchezza ed associarsi porta anche a conflitti fra diversi gruppi di uomini. Si provocano guerre per far sorgere imperi, ossia il predominio di una oligarchia con a capo un proprio rappresentante. 

La Storia su basi di elementi recenti, registrati come il ricordo scritto o comunque tramandato, é effetto di cambiamento, di progresso e comunque di una mobilità nelle condizioni sociali. Accadimenti antichi sono attuali anche oggi. 

La Grecia (nel Mediterraneo ed in particolare nelle isole del Mare Egeo) sviluppa una grande civiltà ed una cultura. L'Impero romano esercita guerre con una finalità di ordine politico e sociale mai viste: ogni popolo libero entro i propri confini. 

Restano validi i rapporti sociali dei Comuni del XIII Secolo. Le tecnologie invece, col progresso graduale e razionale, diventano sempre più strumenti produttivi sia nell'attività agricola che in quella industriale. La Società che produce, incrementando i beni, sente di partecipare sempre più alla sua gestione ed al mercato del suo prodotto.

sfruttamento

Si formano nella Storia due grandi rivoluzioni relativamente vicine nel tempo ma lontane nei luoghi: 

la guerra americana fra Stati del Nord e del Sud e la Rivoluzione francese. Nasce lo Stato Moderno con la caduta dei privilegi storici dei poteri politici oligarchici o regali e la conseguente partecipazione dei poteri locali. 

Nella seconda metà del XIX Secolo è in evidenza, e si sottolinea nella situazione politica, soprattutto la condizione sociale ed economica. Il Capitalismo, che viene assumendo sempre maggior potere in ciascuno Stato, ha per massimo fine il profitto con le conseguenze sociali colte da Carlo Marx. Il massimo profitto comporta la maggior diminuzione dei costi, fra i quali è primo quello del personale. Di qui le considerazioni di Marx che portano ad una economia produttiva "statalista" in alternativa a quella "capitalista".

capital-schiavisti

Nascono le ideologie socialista e comunista: Stato comunista contrario a Stato capitalista. Lo Stato indipendente dalle definizioni socio­economiche lo interpreta Mussolini. 

Egli ne privilegia i contenuti etici tanto nelle finalità di politica interna che estera. Alternativo é lo Stato democratico. In condizioni di politica liberale rimane e si afferma il regime economico "capitalista": lo Stato interviene nei rapporti sociali (contratti di lavoro a salvaguardia dei salari, con assistenza dei sindacati).

regime comunista

Dal punto di vista storico, dunque, insorgono diverse forme di partecipazione costituzionale. Una la potremmo sintetizzare "statalista" che esprime una possibile partecipazione di massa in un aspetto assolutista (ad esempio il comunismo). 

L'altra é quella "democratica" nei suoi diversi contenuti. Quello liberale (inglese) è semplicemente partecipativo sia nei contenuti economici che politici. Oppure capitale e lavoro sono lasciati indipendenti e i rapporti fra datore di lavoro e lavoratore sono liberi e si organizza, con l'intervento dei sindacati, la difesa dei lavoratori, senza che lo Stato intervenga. 

Nella costituzione dello Stato Fascista é garantita la libertà di impresa, ma essa si esercita in un ambito settoriale nel quale é riunito capitale e lavoro, impresario e lavoratore. Si tratta delle Corporazioni e il sindacato diventa funzione inutile perché ogni rapporto nel mondo del lavoro cessa di essere conflittuale.

corporazioni

Naturalmente i fatti storici si evolvono dando luogo ad estremizzazioni che vengono superate nel tempo e spesso con la forza e nel sangue. Le funzioni dello Stato hanno dato luogo nel secolo scorso, prima della Seconda guerra mondiale, a fenomeni di estremismo popolare sia socialista che comunista prima di trovare il loro equilibrio in quello fascista. 

Con la vittoria degli Stati Uniti nella seconda guerra ha preso il sopravvento anche politicamente lo Stato capitalista in un regime democratico­liberale, che in questi ultimi tempi sembra soffrirne anch'esso una grave, forse la più grave perché non è ancora superata.

coMMERCIANTI

E' evidente che non basta essere uno strumento economico valido per esserlo anche politico. 

Il motivo? Anzitutto va detto che il Capitalismo o meglio lo Stato può diventare capitalista quando chi opera in qualsiasi settore economico produce utili tali da superare le esigenze aziendali e consortili. Tale ricchezza quando supera i confini e le necessità interne dello Stato influisce sui rapporti fra vari Stati su base globale, oltre che economici e politici anche diplomatici, perché dove fioriscono i politici facilmente appaiono anche i diplomatici. 

Questi rapporti possono essere insufficienti e critici soprattutto nella loro funzione di politica estera per imprese che operano fuori dai confini nazionali senza possibilità di accordi fra i governi, in particolare sulla distribuzione degli utili. 

Chi produce ricchezza si trova, il più delle volte, molto impreparato a formulare un programma di interesse generale: cioè a gestire il surplus di capitale secondo esigenze non più economiche, ma politiche. In tali condizioni, se é necessario intervenire sulla "Costituzione" dello Stato. Ma come?

$I$TEMA

Quella fascista, pur assorbendo i valori del Nazionalismo, si riferiva a principi etici ben diversi dal nazionalsocialismo di Hitler. E' possibile che ci si possa avvicinare a principi etici storicamente universali? E' possibile che lo Stato moderno possa essere un compromesso fra quello capitalista liberale e quello autoritario entro limiti costituzionali ben precisi?

E' possibile che lo Stato abbia compiti sia di politica interna che estera che il Capitalismo non si è dimostrato in grado di gestire, riconoscendo a Mussolini il merito di averlo realizzato, o almeno tentato di realizzare, per primo? 

Come già accennato, uno dei più importanti e storici interventi dello Stato fascista nell'economia, oltre l'organizzazione delle Corporazioni, è stato quello dell' Ente per la Ricostruzione Industriale IRI nel 1933, allo scopo di superare la crisi del 1929. 

Era un Ente attraverso il quale lo Stato assumeva partecipazioni nelle maggiori banche e nelle industrie in crisi per sanare ambedue i sistemi, bancario e industriale, e per dirigere il credito bancario verso le industrie che ne avevano bisogno. 

Nel 1937, visto l'ottimo risultato dell'iniziativa, l'Ente viene consolidato con una legge che ne precisa l'organico e le modalità di intervento. 

IRI FUTURISTA

Le industrie vengono raggruppate per settore di attività. Tra le tante si formano Enel, Finmeccanica, Finsider, Stet. Nel dopoguerra l'IRI avrà ruolo determinante nella ricostruzione dell'economia dell'Italia fino al 1992 quando sarà trasformato in Società per Azioni, ma nel 2000 da comunisti e compari verrà soppresso, benché valido.

Il Fascismo è stato un armonico insieme di principi etici, morali e sociali (per primi Patria, Famiglia, Religione, diritti del lavoro), fissati nella Costituzione dello Stato, che si è fondato su un sistema economico in cui accanto alla libertà d'impresa c'era un pronto intervento dello Stato tramite grandi istituzioni come IRI e Corporazioni e il tutto per salvaguardare proprio detti principi fondamentali.

Emulando il Fascismo, riusciranno mai gli Stati Uniti d'America a modificare la loro Costituzione, completamente liberale, in una in cui lo Stato abbia un ruolo di intervento? 

Per risolvere la crisi attuale sarebbe sufficiente che il Governo statunitense dopo le misure adottate in campo finanziario, intervenisse con finanziamenti nel campo delle infrastrutture costituendo un Ente operativo oltre che nel campo finanziario anche in quello degli investimenti nei vari settori produttivi. Anche se il passo non é facile perché la componente finanziaria, importante elemento politico e di potere, potrebbe essere o di ostacolo o di prevaricazione.

quaderni

La democrazia liberale affermatasi con la vittoria degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale non ha risolto la fame nel mondo che anzi è cresciuta per raggiungere, secondo recenti statistiche, un miliardo di abitanti con una punta nell'ultimo anno di cento milioni di morti. 

Perciò il prossimo futuro della politica internazionale del globo si presenta incerto ed imprevedibile. Gli Stati Uniti mantengono il loro potere globale perché hanno il Dollaro che è la moneta strumento dei mercati mondiali e una supremazia nelle Forze Militari.

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In conclusione da queste schematiche considerazioni sembrerebbe che per raggiungere una politica estera "globale" si debba intervenire sulla Costituzione dello Stato modificandone i compiti di politica interna, estera e finanziaria. La estensione globale del capitalismo economico cioè la libertà di investire da parte dell'impresa il superprofitto fuori dai propri confini nazionali senza che lo Stato possa intervenire con un potere politico che ne regoli la libertà.

In altre parole, l'eccessivo liberalismo politico del capitalismo economico è certamente una delle cause dell'attuale crisi economica. 

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Infatti la principale politica del Capitalismo rimane sempre e soprattutto quella del profitto. All'economia capitalista deve essere associato un potere politico dello Stato che la regoli e agisca su quei profitti che superano la necessità d'impresa. Mussolini creò lo Stato Corporativo. Non è detto vi possano essere altre soluzioni. Uno degli elementi positivi del capitalismo economico é lo sviluppo e quindi l'evoluzione della tecnologia dei prodotti che condizionano il mercato dei consumi. 

Di fronte alla grande crisi del 1929 che colpì innanzitutto gli Stati Uniti, soprattutto le Banche, è stato già precisato che il Governo italiano reagì non facendo intervenire direttamente lo Stato (come farà Franchino Delano Rooswelt con il New Deal appena eletto Presidente nel 1932) ma costituendo un Istituto di diritto pubblico a partecipazione statale. E' bene ripetere che detto Ente, l'IRI, con partecipazioni in alcune grandi Banche (Banco di Roma, Banca Commerciale, Credito Italiano), innanzitutto per salvarle, indirizzò i crediti verso le industrie in crisi. 

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Nel 1936 questa attività si formalizzò ed organizzò, e li farà operare sotto controllo, Enti intermedi raggruppati secondo le varie categorie di attività in cui l'Istituto per la Ricostruzione Industriale non solo partecipava nell'azionariato ma anche nella direzione tecnica ed amministrativa. Ciò fino alla soppressione del 2000, in odio al Fascismo, mentre di fronte alla crisi economica odierna sarebbe un Ente estremamente utile.

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L'Istituto per la Ricostruzione Industriale è stato la dimostrazione dei limiti dell'attività capitalista che non supera quella economica e rimanda alla collaborazione con Enti di Stato quella politica. Ancora oggi il mercato globale non altera le condizioni degli anni Trenta, cioè quelle influenzati dalla grande crisi economica del 1929. 

E' da auspicarsi una soluzione che, da una parte superi la filosofia sociale ed economica marxista e del totalitarismo statale comunista e, dall'altra, il liberalismo in campo politico ed economico. La società moderna dovrebbe davvero fondarsi sull'economia capitalista in collaborazione con l'attività di uno Stato responsabile di quella politica.

Scritto da Arnaldo Chierici

ACTA - Bimestrale culturale scientifico informativo della Fondazione RSI

Anno XXVII ­ N. 2 (81) Maggio­/Luglio 2013