giovedì 22 luglio 2021

Per Cuba non s’inginocchia nessuno? | POLITICA


Ma perché tanti incarcerati, tanti desaparecidos, tante vittime sanguinanti delle repressioni nel residuo regime comunista di Cuba non destano alcuna apprensione, alcuna mobilitazione e alcun inginocchiatoio globale, come già è accaduto ad Hong Kong e in mille altri luoghi del mondo dove agiscono dittature comuniste o regimi radical-progressisti? 


Perché non esistono casi Zaki da quelle parti, non si vedono facce, non ci sono storie di repressione da raccontare, perché non si raccontano violenze patite su cui indignarsi e far indignare a comando interi branchi di foche ammaestrate? 

Perché quelle dittature sono accettate col silenzio compiaciuto dei media global e nostrani, mentre il Male per loro sarebbero le polizie occidentali o i governi come quello di Polonia e di Ungheria, votati dai cittadini in libere elezioni per realizzare quei programmi a tutela della famiglia, della scuola e dei minori, che vengono da noi esecrati? 

Perché la difesa della civiltà, col consenso del popolo, deve passare per barbarie, e la barbarie delle repressioni antipopolari deve passare inosservata?

Scritto da Marcello Veneziani

tratto da: marcelloveneziani.com 

ALFONSO PRESENTE!


 

mercoledì 21 luglio 2021

CERVINARA fra 1700 e 1800 | Terza parte

CERVINARA NEL 1753

Un fiaschetto di vino lo si poteva trovare nelle trattorie, da Clemente Taddeo e Giovanni Mignuolo, o dai bettolieri, Fortunato Cappabianca, Giovanni Telaro, Luigi, Gabriele e Clemente Taddeo, accompagnato o meno da un nostrano piatto caldo. Per chiudere poi il pranzetto, più o meno leggero, bastava un buon sigaro da comprare in uno dei vari tabacchini. Giuseppe Cioffi, donna Carmela Vele, Nicola Moscatiello, Giuseppe Ricci, Giovannantonio D’Onofrio o Francesco Ruggiero conoscevano bene “tabacchi” e “pacchetti”.

Al progresso civile ed economico di Cervinara contribuirono, nei primi anni del 1900, la costruzione della ferrovia Benevento-Cancello, la realizzazione di un acquedotto locale e la nascita di una centrale elettrica.

Il nuovo secolo si era aperto senza grandi cambiamenti nella vita politica e amministrativa di Cervinara: i possidenti mantenevano le loro proprietà; i contadini, servendosi delle proprie braccia, si affacciavano al mondo con la speranza di sempre. Continuavano a dividere il raccolto con i proprietari, a portargli i capponi nelle ricorrenze civili e religiose, riuscendo a stento a mettere da parte i pochi risparmi che certo non sarebbero bastati ad acquistare terreni, ma a dare vita a quel triste fenomeno che è l’emigrazione. Pur tuttavia, qualcuno, spostatosi verso il borgo, riuscì a mettere in piedi un’attività artigianale. Il rimanente basso ceto, i figli dei braccianti, dei giornalieri, degli artigiani, nonché qualche sporadico possidente, scelsero però nell’emigrazione la soluzione più giusta ai propri problemi.

Alcuni avevano preferito abbandonare la vita rurale già alla fine del secolo scorso, in vista di più facili e immediati guadagni oltreoceano. Chi c’era stato, e aveva fatto “fortuna”, anche come scaricatore di porto o come minatore, era ritornato diffondendo tra il popolo l’immagine di un’America ricca e florida. 

Seguendo le orme di quegli “avventurieri” imbarcatisi al porto di Napoli, si partì sempre più spesso, sperando nella stessa fortuna. Ma l’imminente scoppio della Prima Guerra Mondiale richiese quelle braccia al fronte: la grande emigrazione era rimandata. Molti cervinaresi non fecero più ritorno. Poveri soldati come Amatiello, Befi, Bizzarro, Bove, Buccieri, Campana, Calabrese, Garofalo, Ceccarelli, Cerasuolo ed un altro centinaio, come risulta dall’elenco ufficiale dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, non fecero più ritorno. I reduci si ritrovarono nuovamente nei campi, stavolta incolti. Anche i vecchi capivano: la campagna non poteva continuare a dare, ai loro figli, ciò di cui essi si erano accontentati. 

L’indelebile marchio del “servo della terra” doveva scomparire; la guerra aveva riaperto le speranze: gli stenti erano abrogati. Si sentiva il bisogno di una vita diversa, in direzione di Napoli, oppure, della cara vecchia America. Più di 4 milioni di italiani entrarono negli Stati Uniti nei decenni a cavallo del secolo. Sono contadini del Mezzogiorno, inseriti d’impatto nel processo di sviluppo industriale americano di quegli anni.

Quasi un terzo di essi si stabilirono a Nuova York, diventa quasi una grande città “italiana”. E’ un’altra piccola Italia, la Little Italy. Fu questo uno dei motivi che spinsero il governo degli Usa ad emanare delle leggi restrittive, impedendo l’ingresso agli analfabeti di razza bianca, riducendo gli italiani ammessi ogni anno a 3.845 unità contro i 409.239 che si erano recati in America nel 1920 procurando un dissesto nell’equilibrio demografico della regione Campania.

Avellino era l’unico centro della provincia a superare i 10.000 abitanti tra il ’21 ed il ’31. Anche Cervinara diede il suo contributo. Ma quanti degli oltre 200 cervinaresi che nel 1930 ancora restavano in contatto col paese natio fecero fortuna? 

Potremmo parlare di Gaetano e Antonio Clemente, Antonio e Pasquale Sorge, Antonio Martone, Onorio Ruotolo, del dottor Salvatore Brevetti, di Antonio Mercaldi, Antonio Leparulo, Ferdinando De Dona, Carmine Russo, Nicola Villacci, Alberto Milanese, Carmine Clemente, degli Onor Prisco e Nicola Vecchione. Ma gli altri fecero veramente fortuna? 

Addirittura c’è chi sottoscrisse somme per il monumento da erigersi nella piazza di Cervinara e mai pagò, forse per miseria, forse per errore, forse per dispetto. Gente come Carmine Buccieri, Salvatore Brevetti, Angelo Cillo, Emilio, Raffaele e Giuseppe Cioffi, Domenico Cappabianca, Pasquale del Balzo, Francesco D’Agostino, Giovanni Finelli, Francesco Formato, Luigi e Andrea Iuliano, Francesco Lippoli, Domenico e Francesco Mercaldo, Giuseppe Madonna, Pasquale Taddeo, Orazio Vaccarelli, Antonio Zucale, la signora e la signorina Villacci. Con quest’ultima famiglia dovette accadere qualche diverbio di cui nulla sappiamo se è vero che Nicola Villacci, tempo addietro, aveva offerto ben 900 dollari (verdoni americani del 1930) che mai sborsò alla giusta causa.

Autore: Arturo Bascetta 

Editore: ABE Edizioni Napoli 

Terza parte

martedì 20 luglio 2021

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP.10 (1/2) - Audiolibro

Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola

Capitolo 10 [PARTE 1 DI 2] - 

CORRENTI INIZIATICHE E «ALTA MAGIA»

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo 

Contemporaneo di Julius Evola.

tratto da Vyāsa Audioletture

 

BENVENUTA FUTURA! Nasce una nuova aggregazione Caudina | CAUDIUM

Da qualche giorno la parola Futura non sarà legata principalmente alla famosa canzone di Lucio Dalla scritta nel 1980, ma anche ad un'associazione culturale. Nasce Futura, una nuova associazione culturale in Valle Caudina che punta a superare il campanilismo della Nuova Caudium con una radicale apertura mentale, fondata sull'ideologia dell'inclusione socioculturale. Gli obiettivi della realtà aggregativa sono la crescita e lo sviluppo dell’intero territorio Caudino, spendendo, come volontarie e volontari molte energie in tantissime attività:

«Laboratori, corsi di formazione, workshops, seminari, mostre, convegni, dibattiti, escursioni, rappresentazioni teatrali, azioni di divulgazione scientifica ed informativa, ricerche ed approfondimenti, e ogni altra attività utile a promuovere lo sviluppo della persona e del territorio e la sostenibilità ambientale in tutte le sue forme». 

La nota diffusa alla stampa locale continua con un appello diretto alle decine di altri mondi impegnati sul territorio Caudino, in mille salse, ma evidentemente divise, sfilacciate e storicamente distanti. 

«Crediamo fermamente nell’importanza di collaborare con altre associazioni o enti che abbraccino le nostre stesse finalità. Futura sarà aperta a tutti coloro che abbiano a cuore il benessere degli individui e dei luoghi che formano il nostro territorio, senza limiti di età e nel pieno rispetto del principio di eguaglianza. 


Ripudiamo e guardiamo con disprezzo ogni forma di discriminazione. Le declinazioni dell’essere e delle sue passioni sono per noi una grande ricchezza. Sono linfa vitale in una società che funziona e in Futura tutti posso trovare un luogo dove crescere e coltivare le proprie passioni». 

Lo Schiaffo 321 saluta con simpatia Futura e dichiara pubblicamente la totale disponibilità a dare una mano ad un gruppo di giovani che ha a cuore la tanto amata e bistrattata Valle Caudina.

Uniamo. Cresciamo. Raccogliamo!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete


ORDINE NUOVO - Tentazione (1987)

 

Ordine Nuovo - Tentazione

Gruppo: Ordine Nuovo

Album: Sostanza

Brano: Tentazione

Anno: 1982*

*Tentazione fu completamente registrata nuovamente nel 1987 per l'antologia Sostanza, in cui talvolta viene indicata proprio come Tentazione '87. Questa in breve tempo divenne più popolare della versione originale, anche grazie al suo utilizzo nella colonna sonora del film Trainspotting.

Le avventure di TinTin episodio 3 - Il Segreto del Liocorno Parte 1

 

Le avventure di TinTin episodio 3 - 
Il Segreto del Liocorno Parte 1

Terza avventura animata per il giornalista belga Tintin, stavolta alla caccia di un antico tesoro piratesco. Da questa storia è stato tratto il recente il film di Spielberg "Le avventure di Tintin, il segreto dell'unicorno". Le avventure di Tin Tin (Les Aventures de Tintin) è una serie televisiva animata franco-canadese basata sul fumetto Le avventure di Tintin del fumettista belga Hergé

È stata prodotta nel 1991 da Ellipsanime e Nelvana in collaborazione con Moulinsart, la fondazione dedicata ad Hergé, e trasmessa in Canada nello stesso anno e in Francia nel 1992. La trasmissione italiana è avvenuta per la prima volta nel 1992 su Rai 1

lunedì 19 luglio 2021

TRAFORO DEL MONTE PARTENIO - Biancardi esulta alla Chiesa | PARTENIO NO TRAF

Trema il Partenio. Non è il terremoto, né il ritorno di Vasco Rossi in Irpinia o una rete dell'Avellino Calcio contro la Salernitana. Ahinoi, il Massiccio del Partenio potrebbe essere sventrato a caro prezzo, sia per l'ecosistema, sia per i contribuenti. Il fantomatico progetto di fattibilità è stato ufficialmente ultimato e approvato. Esulta alla Chiesa il presidente della Provincia di Avellino Mimì Biancardi, capace di approvare il tutto a raffica. 

BIANCARDI IMITA CHIESA

Il progetto definitivo ed esecutivo darà (?) il via al collegamento tra la Nuova Caudium e il Mandamento diviso e Nolacentrico. Tre chilometri di galleria al costo di soli 400 milioni di euro, divisi in un centinaio di milioni per coprire le spese generali e tecniche, compresa la progettazione, della Provincia e il restante 300 milioni per i lavori. 

La cifra da investire potrebbe  crescere ancora, ma il Presidente Biancardi è convinto di togliere la Valle Caudina da un isolamento atavico. L'affetto e l'attenzione del Presidente Irpino verso la Valle Caudina è esemplare...


CUBA (AV)

Intanto, Rifondazione Comunista, nonostante il difficile momento che la Rivoluzione Cubana sta vivendo, surriscalda la piazza di Avellino. I postcomunisti nei giorni nel ventennale del G8 di Genova, ritrovano vigore e minacciano barricate a difesa dell'Irpinia. Pur non condividendo svariate opinioni, è da apprezzare il colpo di coda rivoluzionario. Con tanto di Falce incrociata con il Martello.

O'KOLLETTIV

Il Kollettivo Irpyno guidato da Rif. Com ha costruito un sedicente Comitato Irpino No Traforo Monte Partenio. Il CINTMP attacca il progetto, pone l'attenzione sulla presunta pericolosità e sostiene l'assenza di analisi credibili per dimostrare la dubbia necessità. Inoltre, pioggia di critiche sovietiche sull'utilità della Chiave di Milot a Montevergine, sulla rete provinciale ferroviaria, definita inutilizzata e ferma all'Ottocento. Per gli eredi di Marx, Lenin, Nelson Mandela, Jovanotti, Manu Chao e Mao bisogna asfaltare le strade e pensare alle strutture scolastiche.

«Biancardi e i suoi subalterni -dichiarano ad Ottopagine i/le Komunyst*- la smettano di giocare sulla pelle della gente. Sappia lui e chi legittima le sue follie che faremo le barricate, per il bene degli irpini (senza dimenticare le irpine n.d.r.) e del territorio»

Eihwaz

Riflessioni

La logica porterebbe a dire, senza se e senza ma, NO AL TRAFORO DEL PARTENIO. La politica dovrebbe, a nostro avviso, interrogarsi sul modus operandi, evidentemente, distaccato dalla realtà quotidiana. Quasi mezzo miliardo di Euro per una galleria verso un futuro, molto futuro. Cosa spinge la Provincia di Avellino ad investire, ostinatamente, su di un progetto epico, abbastanza invasivo e impopolare? 

L'Unione dei Comuni Caudini avrebbe potuto mettere sul banco politico i pro ed i contro, cercando di coinvolgere le masse, queste ultime sempre in attesa del solito richiamo per potersi schierare. 

La partita potrebbe essere molto lunga, ma intanto crescono le probabilità di un Parco del Partenio "bucato" e "salato" visti gli elevati costi previsti. Il vespaio di polemiche, di proposte alternative e velati attacchi, conditi da silenzi di convenienza, linee partitiche retrò e affini, è già a livelli accettabili. La discussione costruttiva è importante, nonché vitale per analizzare la situazione, senza erigere barricate o fare i Barricaderos, ma senza nemmeno fingere di guardare dall'altra parte. 

Ringraziamo Angelo Vaccariello per l'attenzione verso la problematica, evidenziata goliardicamente nell'ultima Pagella CaudinaLa stampa della Valle giocherà un ruolo importante, se riuscirà ad essere, davvero, la voce del Popolo del Partenio. Sia ben chiaro a tutt*.

A proposito, a che punto è la bretella Valle Caudina - Avellino, tristemente conosciuta come l'incompiuta Paolisi - Pianodardine? 

Chiediamo per le nostre amiche lettrici e per i lettori affezionati a Lo Schiaffo 321.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

PARTENIO NO TRAF - No al traforo del Partenio!


 

LA CAUDIUM PAGELLA della settimana

 

LA CAUDIUM PAGELLA 

dal 22.06 al 19.07.21

La Caudium Pagella è una nuova rubrica goliardica che nasce per dare i voti ai personaggi e/o alle notizie del mese traendo spunto direttamente dalla stampa locale. Segnalaci qualcosa che a tuo parere merita di passare sotto le Forche Caudine de Lo Schiaffo 321. Non dimenticare la fonte e l'ironia.

voto dieci (10):

SOLIDARIETA' AGLI INFERMIERI

Infermiere del Fatebenefratelli preso a schiaffi. Si registra l’ennesimo attacco agli operatori sanitari mentre svolgono il loro prezioso lavoro.  Questa volta, come riporta Anteprima 24, la vicenda ha avuto luogo presso il pronto soccorso dell’ ospedale Fatebenefratelli di Benevento. L’uomo sarebbe stato spintonato e preso anche a schiaffi. La motivazione, stando a quanto si apprende, pare riconducibile a problemi di attesa per una fila troppo lunga. La situazione è tornata sotto controllo solo con l’arrivo sul posto di una pattuglia della Squadra Volante della Polizia di Stato. Tre persone sono state denunciate in stato di libertà.(ilcaudino.it) 

voto nove (9):

FORCHIA RICICLONA

“Anche questo risultato qualifica la Comunità di Forchia nella sua interezza. Siamo davvero soddisfatti a fronte di questo nuovo risultato”. Il sindaco Pino Papa interviene una volta incamerato l’attestato 2021 di “Comune riciclone”. Nella mattinata di oggi, a Roma, la cerimonia di consegna degli attestati a quegli Enti comunali che, nel corso dell’anno solare precdente, sono riusciti a produrre un consumo pro capite di indifferenziato inferiore a 75 chilogrammi. Lusinghiero il risultato centrato dall’Ente di Forchia che si è piazzato, nella particolare graduatoria, al dodicesimo posto in Campania (categoria fino a 5.000 abitanti) con appena 61,5 chilogrammi di “secco” prodotto mediamente da ogni cittadino. Ottime anche le performance per quel che riguarda la raccolta differenziata con il dato riferito a tutto il precedente anno solare pari all’84%.  (usertv.it)

voto otto (8)

PIZZUTI NON MOLLA

In merito al deplorevole messaggio intimidatorio fatto pervenire al Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino, lo stesso manager Renato Pizzuti, nell’esprimere con decisione e determinazione una forte condanna e un grande rammarico soprattutto per le modalità attraverso le quali, di fatto, è stato minacciato, ribadisce – così come dichiarato alle Forze dell’Ordine – di non riuscire a comprendere le ragioni che abbiano potuto spingere qualcuno a compiere una tale azione. Nell’attesa che l’attività investigativa avviata dalla Polizia di Stato possa restituire elementi utili a individuare l’autore del gesto, il Direttore Generale evidenzia che quanto accaduto non comprometterà in alcun modo la sua attività manageriale, che continuerà a svolgere con serietà, concretezza, coerenza e trasparenza. (retesei.com)

voto sette (7):

PAOLISI DALLA PARTE DELL'ARTE

Il festival delle arti e della letteratura “Dalla Parte dell’Arte”, ideato dall’autrice Rosanna Gaddi, consigliera comunale delegata alla cultura del comune di Paolisi, è al suo terzo anno di vita. Sopravvissuto alla pausa covid, riprende sabato sera 17 luglio alle ore 19.30, con una serata di parole e note, parole al femminile e note di jazz e sceglie una location eccezionale di pregio artistico, il cortile de Mauro in Via Roma 18. L’amministrazione comunale e il sindaco Umberto Maietta, coadiuvata dall’associazione culturale Sylvatica, è lieta di ospitare una kermesse di così ampio spessore. La serata avrà inizio con un aperitivo letterario, moderato dalla dottoressa Melania Tirino, psicoterapeuta e vedrà come ospiti il collettivo letterario “Lulù che fa storie”, fondato da Cristiana Danila Formetta, rappresentato dall’autrice Maria Rosaria Ferrara; l’editrice, scrittrice e libraia Eliana Riva; l’illustratrice Valeria Giordano. A seguire il concerto del Quintetto jazz Virginia Sorrentino e Umberto Aucone, organizzato in collaborazione con il MIC e l’Accademia Lab. Gli straordinari musicisti: Virginia Sorrentino (voce); Umberto Aucone (sax); Francesco Marziani (piano); Marco De Tilla (contrabbasso) e Massimo Del Pezzo (batteria), con la loro anima sensibile, l’evoluzione tecnica ed espressiva, il virtuosismo, la capacità improvvisative e la duttilità interpretativa, consentiranno un viaggio musicale ricercato ma fruibile al “grande” pubblico. (usertv.it)

voto sei (6)

ESULTA SANT'AGATA  ANIMALISTA

Lo scorso 9 luglio, i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Sant’Agata de’ Goti e del N.I.P.A.A.F. del Gruppo Carabinieri Forestale di Benevento, con l’ausilio dei medici veterinari dell’Asl del Distretto di Montesarchio hanno svolto, nel comune sannita, accertamenti finalizzati alla corretta gestione degli allevamenti zootecnici e sul benessere degli animali. Dalle verifiche condotte si è accertato che in un’area di particolare interesse paesaggistico c’era la presenza di un allevamento costituito da più di cinquanta suini e caprini, gestito abusivamente, dato che oltre all’assenza del previsto codice aziendale per la detenzione dei capi, non è stato possibile identificare gli animali e risalire alla provenienza. Tutti i capi sono risultati privi di tracciabilità, allevati in promiscuità e detenuti in un’area recintata, cosparsa anche da residui plastici di imballaggio del pane. Inoltre, è stata accertata sia la presenza di strutture in muratura e ferro del tutto abusive sia la presenza di varie tipologie di rifiuti urbani e speciali non pericolosi abbandonati sul suolo. (ntr24.tv)

voto cinque (5):

DECAMERONE YANKEE

‘Decameron Project’ in scena tra l’Irpinia e Nuova York. La sfida dell'arte e della letteratura alla pandemia lanciata da 'Prospect Theater Company'', Università di Princeton e Compagnia teatrale “La Fermata”. Il 26 giugno al call finale Il ‘Decameron’ Project è andato in scena il 26 giugno tra l’Irpinia e Nuova York nella call finale che unisce i due mondi. ‘Decameron Project’ è il nome del progetto proposto da Cara Loelle Reichel e Peter Mills (fondatori e direttori artistici della “Prospect Theater Company” di Nuova York) con la collaborazione degli attori irpini Gilda Ciccarelli e Francesco Teselli (fondatori e direttori artistici della Compagnia Teatrale “La Fermata”) e il supporto di Maurizio Forgione. Ricordando l’esperimento letterario del Decamerone – un gruppo di persone fuggono da Firenze nel 1348 per evitare la peste bubbonica e raccontano novelle a turno per ricreare il gusto della vita oltre la paura – il Decameron’ Project propone analogamente il rifiuto della pandemia contemporanea. (nuovairpinia.it)

voto quattro (4):

BOMBA DELLA LIBERTA'

Avellino. Manca una settimana alle operazioni di disinnesco dell'ordigno bellico rinvenuto nel torrente Fenestrelle. Questa mattina sono stati organizzati dalla Protezione dei gazebo informativi per sensibilizzare la popolazione e comunicare le modalità di evacuazione dalla zona rossa. Tre gli info point allestiti in Piazza Libertà, a Rione Mazzini e in Via P. Paolo IV Carafa. Domenica prossima sarà sgomberata un’area con raggio pari a 258 metri dall'ordigno. Le operazioni di sgombero della zona rossa avranno inizio alle ore 6:30 e dovranno concludersi non oltre le 9:30. Saranno circa 400 i volontari impegnati nelle attività di evacuazione e accoglienza dei cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per consentire la rimozione della bomba. "Chi ha scelto una sistemazione esterna entro le ore 7 dovrà abbandonare la propria abitazione. Chi, invece, non ha dove alloggiare potrà recarsi nelle aree di attesa e poi sarà trasferito, attraverso i bus dell'Air, presso il campus scolastico di via Morelli e Silvati". Il rientro nelle case è previsto dopo le 18.. (ottopagine.it

voto tre (3)

AIROLA, VIOLENZA IN CARCERE?

Carcere minorile, 20enne ingerisce detersivo: ricoverato. Un ventenne ospite dell’Istituto penale minorile di Airola ha tentato il suicidio nella giornata di ieri ingerendo un discreto quantitativo di detersivo. Secondo prime ricostruzioni, il ragazzo sarebbe stato rinvenuto in stato di forte prostrazione da alcuni compagni.. (ilsannioquotidiano.it)

voto due (2)

STUDENTESSE CAUDINE BLOCCATE

Valle Caudina: studentessa bloccata a Malta. Non solo la 16enne di Cervinara. Anche un’altra studentessa caudina si trova bloccata per questioni di covid.  Mentre la ragazza cervinarese è andata a fare un viaggio studi a Dubai, questa seconda studentessa si trova a Malta, anche lei per un viaggio studi. (ilcaudino.it)

voto uno (1)

BASTARDI, UN CAFFE'?

La Pro Loco Angelo Renna vi ringrazia della  "cortese visita"... Grazie per i danni arrecati regolarmente denunciati alle autorità competenti. P.S: E' inutile che ritornate perché ciò che avevate messo da parte non lo troverete più...al massimo la prossima volta passate con calma per un caffè, Ve lo offriamo volentieri saluti #bastardi. (Pro Loco Cervinara) 

voto zero (0)

UNIONE DEI COMUNI

Come le ultime attività della Città dei Servizi Caudina. (loschiaffo321.com)

voto sottoZERO (-0)

TUNNEL DEL PARTENIO

Progetto di fattibilità ultimato e approvato, esaurita un’altra nuova tappa verso il tunnel del Partenio. I tecnici incaricati di eseguire i rilievi hanno terminato il loro lavoro. Il presidente della Provincia di Avellino Domenico Biancardi ha approvato il tutto nel corso delle ultime ore. Adesso si passerà alla fase relativa alla stesura del progetto definitivo ed esecutivo. Un passo in avanti concreto e determinato per l’iter voluto fortemente dal presidente della Provincia di Avellino Domenico Biancardi, con l’obiettivo di dare una svolta concreta all’isolamento della Valle Caudina. Il collegamento con il Baianese, attraverso un tunnel di circa 3 km, permetterebbe, in particolar modo con il capoluogo, di ridurre i tempi di collegamento in maniera considerevole. Il progetto di fattibilità ha permesso di stimare anche una cifra per la realizzazione dell’opera. Il costo si aggirerebbe intorno ai 400milioni di euro, di cui circa 300milioni per i lavori, ed altri 100milioni, invece, servirebbero per coprire le spese generali e tecniche, compresa la progettazione, della Provincia..  (mandamentonotizie.it)

Potete inviare il Vostro voto al seguente indirizzo di posta elettronica:

caudiumpatrianostra@gmail.com oppure su Twitter @SchiaffoLo


SQUALLOR - USA For Italy (1981)

Squallor -  USA for Italy

Gruppo: Squallor

Album: Mutando

Brano: USA for Italy

Anno: 1981

FASCISTS’ CRIMINAL CAMP | Racconto di Roberto Mieville (1947) - STORIALTERNATIVA Capitolo 7

FASCISTS’ CRIMINAL CAMP

CAPITOLO 7

Gli M.P. guardavano il lento andirivieni dei prigionieri per le strade del campo e ogni tanto, poiché era il crepuscolo, facevano correre i fasci luminosi dei riflettori sui tetti delle baracche e sulla campagna silenziosa. Il cielo non era buio, ma grigio e pareva fosse fatto di una immensa coltre di velluto tali e tanti erano i riflessi e le sfumature che causava una leggera striscia d'argento rimasta all'orizzonte. Fra gli M.P. alla torretta Nord, Joe e Dik parlavano del loro paese. Diceva Dik:

- Si sta bene nel Nevada.

- E Joe: Certo. Qui dì bello c’è' solo il tramonto.

E Dik dopo un'attimo: Il tramonto. Anche nel Nevada c'è il tramonto.

E Joe ancora dopo: In tutti i paesi della, terra tramonta il sole. Ma qui tramonta in un altro modo, ecco.


Forse Dik stava per ribattere che il tramonto del sole è bello anche nel Nevada, ma uno squillo di tromba proveniente dal campo sottostante troncò il corso dei suoi pensieri. Poi Joe in quell'istante aveva lanciato la luce del riflettore sul campo. Anche dalle torrette degli altri campi la luce corse rapidamente sulle strade e sulle baracche per perdersi nella campagna.

I prigionieri avevano smesso il loro andirivieni e tutti andavano pian piano adunandosi lungo il reticolato Nord. E anche negli altri campi avveniva la medesima cosa e in breve i quattro campi furono allineati in un unico schieramento frontale.

- Capisco, disse Dik. Aspettano gli altri.

Era venuta chissà come, nel campo, quella notizia. Forse era sfuggita al Capitano Pierpont all'Ospedale. O l'avevano imparata dalle guardie delle prigioni, quelli che portavano il mangiare ai “segregati”.

- Arrivano. Arrivano dall'Italia.

Tutti in agitazione nei campi per quella notizia. Ed erano corsi rapidamente degli ordini dal campo 4 agli altri campi. Si dicevano tante cose nei box e per il campo. Cose come queste:

- Forse ci sarà qualcuno della mia città...

- Già, tu sei di Treviso...

- Già, di Treviso. . . E non ho mai avuto una lettera. Mai. Mai da nessuno.

 - Quindicimila ne ha uccisi, il bombardamento. Sono tanti! E a Roma battevano le mani...E Croce? Non hai letto il “Chicago”? Dice che pregava per la sconfitta...

- Maiale anche lui... Anche lui come Sforza che vuole fare le legioni volontarie per liberare la Patria.

- Mah! Sapremo qualcosa finalmente.

- Sì, qualcosa di più di quel tamburino che batte l'allarmi.


Poi avevano cominciato a prepararsi. Non era molto facile, non commuoversi nel rimettere, per l'occasione, quel che era avanzato delle antiche divise. Togliersi una volta tanto di dosso quei maledetti indumenti marcati di P.W. gialli e neri e rossi. 

Marcati. Marcati come bestie. PW. PW. PW. dappertutto. PW. e numeri. 17192 PW. uno. 17193 PW. l'altro e cosi via, tutti marcati e numerati. 

E nello schedario del Federal Bureau of Investigation le fotografie numerate e le impronte digitali. Ma certo era una consolazione pensare che gli M.P. erano ugualmente schedati e registrati. Li reclutavano a Sing Sing gli M.P. (Military Police ossia Polizia Militare). Quando fu il crepuscolo tutti erano pronti.

- Arrivano alle otto. Suonerà l'adunata.

E la tromba, puntuale, suonava l'adunata. Adunata di tutti, secondo gli ordini, fronte al reticolato Nord: di là sarebbero arrivati. Qualcuno salito su una baracca, cercava di scrutare in direzione della pista sabbiosa, verso la ferrovia, per vedere i fari delle macchine. Nei campi cantavano già. Cantavano tutte le canzoni. Quelle vecchie sahariane stinte e anche insanguinate e quei canti: tutta la nostra giovinezza! Il cielo non era più così grigio e quella striscia d'argento all'orizzonte era divenuta violetta, quando le prime luci ruppero il buio della piana.

- Arrivano!

E all'annuncio, subito i canti si tacquero e gli occhi ansiosi presero, a seguire quella lunga teoria di luci che sempre più si avvicinavano. Quando le macchine furono ferme, gli M.P. che attendevano in prossimità del “Blok-house” d'entrata, si lanciarono per fare scendere i prigionieri.

- Konie, on! Kome, on let's go!

I nuovi arrivati scendevano e si mettevano in fila. Poi un primo gruppo prese ad avanzare verso i recinti. Tre squilli di tromba echeggiarono. Tre squilli, l'allarmi! e i quattro campi si irrigidirono sull'attenti. E nel silenzio divenuto fantastico una voce tremante di commozione lanciò il saluto:

Il campo di Hereford vi saluta! Viva la Repubblica!

Per qualche tempo ancora vi fu silenzio. E nel silenzio s'udiva il passo cadenzato del gruppo che si avvicinava. Poi una voce che rivelava nel cuore lo stesso tremito di tutti disse:

- Viva l'Italia, fratelli!

Reduce ad Hereford

Il cuore batteva tanto forte che pareva dovesse rompere dentro. E dalla colonna che si andava sempre più ingrossando, cominciarono a cantare. E per ascoltare quel canto si fece silenzio. Era un canto nuovo e pieno di passione. Era il canto della “X MAS”. Con il cuore sospeso, si ascoltavano quelle parole. Gli occhi, già umidi per quella commozione intima, determinata da tanta passione e da tanti ricordi, non seppero trattenere le lacrime quando quel canto disse:

“Nostri fratelli prigionieri o morti, noi vi facciamo questo giuramento: noi vi giuriamo che combatteremo…………………………………….”

La Patria non aveva dimenticato, dunque. E mentre il cielo si riempiva di stelle, tutti, con ì nuovi, presero a cantare:

“Quando l'ignobile otto di settembre...”.

I riflettori si accesero e infine gli M.P. spalancarono il cancello. E al passo, perfetta, entrò la colonna che cantava. E dalla testa della colonna uno corse avanti e gridò:

- Vi portiamo l'abbraccio della Patria!

E tutti corsero a braccia aperte. E mai abbraccio fu più forte e tenace. A lungo durarono i canti, quella sera indimenticabile del settembre '44. E fino all'alba attorno ai fratelli a chiedere, a chiedere all'infinito. E in Patria? Dimmi in Patria...In Patria, lassù, nella Repubblica...

Avevano combattuto a Cassino, ad Anzio, Cisterna, a Caroceto, sul mare e nell'aria. Tristi i racconti anche se sublimi le gesta. Poi gli sputi delle donne a Napoli, al campo di Aversa.

- E' vero, allora? Per una caramella...

- Non so...Non credo...

- Qui tutti i giornali l'hanno stampato... Dì la verità. E' vero?

- Non credo, fino a questo punto...

E tutta la dolorosa trafila fino ai campi d'Africa. Anche, loro Chanchy, anche loro la passeggiata per Orano. E racconti di M.P. italiani, “ peggio di quelli veri” e di finte fucilazioni.

-Così, ad Aversa? E' vero che...

-Così ad Aversa! Quella è l'Italia, oggi. Non ti puoi fidare, di nessuno!

- E i partigiani?

- Ne ho sentito parlare, Camerata. Non ne ho mai visti, io. Partigiani? No, mai visti. Tutto è crollato, Camerata!

- Come ti chiami?

- Tognoloni, decima, Barbarigo.

Io, Barocci, dell'Ariete. Sei passato per Rimini? 

Non c'è più niente...

Non c'è più niente...Case distrutte. Città distrutte. Amici morti o scomparsi. Che tristezza questa vita! Tornare. Quando? Andare a vedere. Quando? La mamma, il babbo, la sorella, la fidanzata, dove sono?

Non c'è più niente…

- E' passata la guerra, fratello.

E pare, nella notte fresca, d'udire la lontana eco del cannone che batte batte su quella povera terra squarciata e insanguinata e contesa al nemico avanzante. E su tutti e per tutti una preghiera.

Signore Iddio, mio, salva l'Italia!

Scritto da Roberto Mieville 

Roma, 1947


In copertina Texas '45. Il famoso pittore ALBERTO BURRI, ufficiale medico, giunto al campo di Hereford, Texas, rifiutò di fare il medico, si dice perché "schifato dall'umanità". Schivo e riservato, a tratti malinconico, durante la prigionia, incominciò a dipingere da autodidatta, sembra con materiali recuperati dalla cucina, come uova, erbe, fondi di caffè, per creare i colori e i sacchi vuoti come tela. Si ispirò ai colori del paesaggio e del cielo texano, ma anche ai paesaggi umbri, sua terra d'origine. Incoraggiato dal pittore Dino Gambetti, suo maestro, scoprì la sua vera vocazione: la pittura. Riuscì a spedire i suoi quadri a casa grazie alla CRI, ma alcuni vennero da lui distrutti. Ne rimangono solo 4/5 a testimonianza di quel periodo. In questo olio su tela, Texas 1945, il paesaggio che vedeva dal campo di prigionia.(tratto da Prigionieri di guerra italiani negli Stati Uniti).

Immagini tratte dalla rete.