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mercoledì 25 settembre 2024

Sovranisti dei miei stivali. L’Italia venduta a brandelli (2^ parte) | POLITICA

Sovranisti dei miei stivali. L’Italia venduta a bocconi 

(2^ parte) 

Uno dei limiti del sovranismo parolaio è di limitarsi a deplorare – senza peraltro organizzare la controffensiva – l’arretramento dello Stato nazionale a favore di entità sovra e transnazionali, di trattati che oltrepassano il diritto statale e di agglomerati finanziari onnipotenti. Una posizione che non sfiora il nucleo del problema, la privatizzazione del mondo avviata dagli anni Novanta, in corrispondenza dell’implosione del comunismo novecentesco.

 Non è possibile recuperare sovranità – neanche da parte di un organismo delle dimensioni dell’UE – senza attaccare alla radice il sistema globale di monopoli e oligopoli privati. Molti conoscono il rilievo acquisito dal grumo fintech (Microsoft, Google, Meta, Apple, Tesla) ma è ancora poco esplorato l’immenso potere conquistato dall’inizio del secolo XXI dai fondi d’investimento.

Sembra che la crisi del Partito conservatore inglese e la vittoria laburista del 4 luglio scorso siano state operazioni preparate e finanziate da Black Rock, il fondo più potente di tutti. Il nuovo primo ministro britannico, Sir Keir Starmer è il tipico prodotto dell’officina globalista: libertario, liberista, membro di circoli riservati. Londra è la seconda piazza finanziaria del mondo: i cambi di governo devono essere graditi soprattutto ai Rothschild, la dinastia finanziaria più antica, ultima monarchia assoluta del vecchio continente.

Sir Keir Starmer

I dieci principali fondi di investimento del mondo – otto dei quali statunitensi – gestiscono patrimoni per oltre 44 mila miliardi di dollari. Il PIL mondiale, nello stesso anno, era stimato attorno ai 102 mila miliardi; il PIL Usa ammontava a 25, 3 trilioni di dollari, quello della Cina a 20, mentre i quattro maggiori Stati dell’UE (Germania, Francia, Italia, Spagna) raggiungevano gli 11,7 trilioni. Il solo Black Rock di Larry Fink ha in portafogli oltre dieci trilioni di dollari, cinque volte il PIL italiano (2,1 trilioni) , uguale al patrimonio dell’elvetica UBS, solo undicesima nella graduatoria dei fondi. 

Il legame tra finanziarizzazione dell’economia e privatizzazione del mondo è inscindibile. Il potere dei fondi deriva dal combinato disposto dell’operato delle banche centrali e dei governi, a partire dalla cruciale abolizione in America del Glass Steagall Act durante la presidenza Clinton, la legge che separava l’attività bancaria tradizionale da quella di investimento. 

Da allora nessun vincolo frena la finanza e tutti noi siamo divenuti, da depositanti, clienti/investitori con tutto il rischio a nostro carico. La conseguenza della voracità finanziaria è stato lo smantellamento dello Stato sociale e la privatizzazione accelerata di tutto, dall’acqua alle sementi agricole, dal cibo alla sanità, dalla chimica all’informatica, dalle telecomunicazioni sino alla robotica, all’Intelligenza Artificiale, ai fondi pensione.

Non è possibile dichiararsi sovranisti se non si prende posizione contro questa gigantesca concentrazione planetaria di potere privato. La forza è la regina del mondo, non l’opinione, ma l’opinione fa uso della forza. Un pensiero di Blaise Pascal che spiega la realtà di oggi meglio di un trattato di geopolitica. La forza è mascherata e vive dell’inversione della realtà e della verità a danno di masse cretinizzate

Un solo esempio: sostituire i campi coltivati con impianti fotovoltaici – una delle distopie verdi alimentate dall’alto – risponde al progetto di centralizzare la produzione e la distribuzione di cibo. Quando l’oligarchia avrà sotto controllo l’accesso alle fonti di cibo, avrà in pugno l’umanità. Forse per questo si parla così poco di sovranità alimentare e tanto di cibo artificiale, cioè industriale.

Conquistate le casematte dell’economia reale in alleanza con le banche d’affari e le banche centrali creatrici della moneta-debito, i colossi sono padroni del mondo. Nel caso della piccola Italia, il panorama è sconfortante. Abbiamo già detto della previdenza (sanitaria e pensionistica) che drena gettito fiscale per destinarlo a investimenti finanziari a breve termine sui mercati internazionali, togliendo risorse all’erario e in definitiva a ciascuno di noi. Le tasse si basano sul principio di territorialità delle persone –fisiche e giuridiche – e sul concetto di “stabile organizzazione”. 

Proprio quello che riescono a oltrepassare i giganti deterritorializzati, organizzati a scatole cinesi, che fatturano a società controllate con sedi nei paradisi fiscali in un carosello impossibile da raggiungere con i mezzi degli Stati nazionali e di unioni di Stati come l’UE.

Dovremmo iniziare a discutere di sovranità tributaria. La cornice è un agglomerato di potere e ricchezza le cui risorse sono flussi di informazioni e dati che attraversano i confini, dinanzi ai quali ogni rivendicazione di sovranità appare vana. Serve ridefinire l’idea stessa di fiscalità, attraverso accordi tra Stati e gruppi di Stati per evitare che i fondi, Big Tech e i colossi transnazionali facciano profitti giganteschi corrispondendo mediamente il 3 per cento di imposte. La rete televisiva Netflix sino al 2022 non versava un euro all’erario italiano in quanto non aveva né dipendenti né sedi, pur incassando milioni dai suoi abbonati. Amazon nel 2019 ha fatturato in Italia oltre un miliardo pagando 1,1 milioni di tasse. I cinque maggiori Big Tech hanno pagato tasse per settanta milioni a fronte di ricavi certi di 3,3 miliardi.

Il problema non è solo italiano: Amazon Europe nel 2020 ha fatturato 44 miliardi e non ha pagato un euro. Ha potuto scegliersi la sede e utilizzare una struttura societaria con cui manipolare guadagni, perdite e passivi sino a azzerare le tasse. Non potremo parlare di sovranità se non riusciremo a raggiungere e far pagare il giusto ai giganti. 

E’ troppo chiedere che siano trattati come le persone fisiche o le partite IVA residenti ? Eppure in sede europea non si raggiunge un accordo neppure per una tassazione assai modesta, tra il 3 e il 5 per cento del fatturato. Le lobby, quelle sì, sono sovrane, a Bruxelles e non solo. Le imposte sulla società producono un gettito risibile, attorno al 2,5 per cento, la maggior parte sopportata dai soggetti più piccoli.

Le resistenze arrivano da un governo che sovrano è davvero, quello americano. I giganti hanno sede e dirigenza negli Usa: ogni tentativo di assoggettarli a regole è accompagnato da minacce di ritorsioni economiche e finanziarie del governo americano. Le risorse sottratte alla fiscalità italiana e europea rafforzano l’economia Usa. In più, dal 2020, annus horribilis pandemico, le multinazionali hanno spostato profitti per circa 1400 miliardi nei paradisi fiscali. La perdita fiscale è stimata in 250 miliardi – otto-dieci leggi finanziarie italiane – e grava sull’intera economia , mentre ci balocchiamo con la guerra dei poveri, dichiarando evasori idraulici e artigiani e non le società di capitali multi e transnazionali, sottratte alle norme territoriali degli Stati.

Sul capitalismo dominano pochi grandi fondi e non c’è più , in sostanza, traccia di mercato, trasformato in oligopolio globale. La prossima tappa sarà impadronirsi del patrimonio immobiliare , in Italia detenuto da milioni di piccoli proprietari – noi – titolari della casa d’abitazione. Le norme di adeguamento all’imposizione green (altra sovranità perduta, che non permette di discutere i diktat oligarchici in nome dell’ambiente e dell’indottrinamento relativo, fortissimo tra i giovani). 

Si stima che almeno nove milioni di immobili, dei dodici milioni esistenti in Italia, dovranno essere sottoposti a costosissimi adeguamenti. In assenza di risorse pubbliche (i grandi non pagano tasse, noi sì) moltissimi dovranno ricorrere a mutui, ipoteche o saranno costretti a (s)vendere la casa. Gli unici a possedere le risorse necessarie sono i giganti finanziari: i fondi diventeranno padroni di tutto.

Agli anziani verrà prospettata la soluzione già comune in Argentina: cessione della casa in cambio del diritto d’uso e di un’integrazione delle pensioni, sempre più magre per l’azione congiunta del calo demografico, dell’inflazione manipolata e dell’impossibilità per gli Stati di sostenere il sistema previdenziale. Questo significa che moltissimi non potranno trasmettere ai figli gli immobili di proprietà. Bingo. Il mercato diventa monopolio, le politiche pubbliche sono impossibili per assenza di risorse, trasferite all’oligarchia “estrattiva”. 

Di quale sovranità andiamo parlando, dunque? Se aggiungiamo il ruolo dei fondi nel debito, il cerchio si chiude e diventa una morsa. Il debito pubblico mondiale è stimato in 100 mila miliardi di dollari, quello totale il triplo. I creditori – falsi, ma diventano veri perché il sistema è stato fatto da loro e per loro – sono soprattutto fondi.

I soli interessi gravano per almeno il 15 per cento del PIL globale. Poiché non si può estinguere un debito con moneta emessa a sua volta a debito, diventa essenziale gestire il risparmio privato e le risorse dei cittadini , all’unico fine di trasferire interessi all’usura legale. Di qui il ruolo essenziale delle banche centrali – indipendenti, prive di controllo da parte degli Stati – la tenaglia che rinchiude gli Stati e le nostre stesse vite. 

Il sistema bancario nazionale è a sua volta controllato dai fondi, azionisti di riferimento – tra molteplici partecipazioni incrociate – delle principali banche “italiane”. Anche le grandi utilities italiane sono di fatto possedute dai fondi, che estraggono profitti certi in quanto agiscono in regime di monopolio naturale per la natura dei servizi erogati, pagano pochissime tasse e trasferiscono miliardi dove è più profittevole. 

A quali astronomiche somme ha rinunciato, nel tempo, il sistema pubblico e la mano privata italiana, che un giornalismo servile chiamava “capitani coraggiosi”? Uguale sorte per i vecchi gioielli di famiglia del settore energetico (Saipem, Terna, eccetera), anch’essi ampiamente partecipati dai fondi. Di che parliamo, dunque, quando evochiamo la sovranità, la quale, come l’araba fenice, “che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa”?

La realtà è assai più cruda di quanto ci venga fatto credere da un’informazione e da una politica complici. Soprattutto, meraviglia che da nessuna parte si tenti di costruire un pensiero economico e finanziario alternativo, che contesti alla radice l’esistente e progetti – pur con tutte le difficoltà del caso – la fuoriuscita da un sistema costruito per distruggere la dimensione pubblica, impoverire i cittadini, soffocare le imprese, controllare con mano di ferro le risorse, le politiche, le “narrazioni” ufficiali. Indipendentemente dalla buona fede dei sovranisti (quando c’è…) tutto il potere , ogni risorsa, ogni leva decisionale è in mano a una cupola di cui i fondi di investimento sono il sistema operativo più importante. 

Ai sovranisti “veri” e a ogni oppositore del globalismo reale, il durissimo onere di immaginare come venirne fuori. O almeno l’onestà intellettuale di dire la verità prendendo atto che la sovranità – popolare e nazionale – nelle sue diverse declinazioni, economica, finanziaria, militare, politica, tecnologica, tributaria, energetica, alimentare, culturale, è stata perduta e consegnata al piano alto della finanza, all’ombra delle armi americane. Tutto il resto è noia. O menzogna.

Scritto da Roberto Pecchioli

Le opinioni espresse nei contributi degli ospiti riflettono esclusivamente l'opinione del rispettivo autore e non corrispondono necessariamente a quelle della redazione de Lo Schiaffo 321. fonte: Ereticamente*

*Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità."


lunedì 22 luglio 2024

VALLE CAUDINA - Torna Opulentia dal 27 luglio all'8 settembre. Analisi del Programmone 2024 | POLITICA

VALLE CAUDINA - Torna Opulentia dal 27 luglio all'8 settembre. Analisi del Programmone 2024 | POLITICA

Otto è un numero speciale, un numero “magico”. Nella lingua italiana ha un suono dolce e “rotondo” ed è palindromo: da qualunque parte si inizia a leggerlo, è sempre uguale. È il numero atomico dell’ossigeno, l’elemento che rende possibile la vita. Otto sono i pianeti del nostro sistema solare: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. E otto sono le direzioni della Rosa dei Venti. Sono solo alcuni esempi. In realtà si potrebbe continuare molto a lungo a elencare casi, in tanti ambiti diversi, in cui il numero 8 ha un significato particolare: non per niente il suo segno grafico, ruotato di 90 gradi, diventa il simbolo dell’infinito. Ma c’è un luogo, nel mondo, in cui l’importanza dei significati simbolici e nascosti del numero otto raggiunge livelli per noi inimmaginabili ed è l'ottavo Opulentia Festival a Cervinara, in piena Valle Caudina (anche se la pagina non è stata ancora aggiornata ed è ferma alla Settima).

Il Festival Indipendente di Arte e Cultura, targato 2024, è sempre più vicino alla dimensione politica  tipica delle vecchie Feste dell'Unità. Fino alla caduta del Muro di Berlino e del collasso del Comunismo Sovietico anche in Valle Caudina sventolavano il Primo Maggio le bandiere rosse e volavano le stelle filosovietiche. Oggi, invece, ci sono molti contenuti schierati e nessuna bandiera di partito. Il Direttore artistico Tommaso Bello ha scelto una linea tendenzialmente anti-Meloni, con venature Pentastellate e Piddine.

Naufragato il sogno di creare una rete Caudina per l'Arte e la Cultura, si punta a fare quadrato per tentare di dar vita ad un nuovo CentroSinistra o a qualsiasi formula adatta a contrastare il dilagare delle Destre, mai così forti in era Repubblicana, sia in Italia, sia in Valle Caudina.

Il tabellone anche quest'anno è stracolmo di eventi degni di nota. Spiccano, tra gli ospiti, personaggi di spessore nazionale che ancora una volta saranno accolti presso il Red Park di Via Variante a Cervinara, a due passi da San Martino Valle Caudina e Montesarchio.

Gianluca Gotto

Opulentia esordirà sabato 27 luglio alle ore 21 con la musica dal vivo de "Il Vero Lazzaro", con in apertura il gruppo esordiente Rugine Sedicimane. Gli incontri culturali saranno inaugurati il sabato successivo, 2 agosto alle nove e mezza di sera, da Gianluca Gotto, che analizzerà il concetto di felicità. Modera Angela Starace, impegnata nell'associazionismo "rosa". 

Giovedì 8 agosto, invece, è la volta di #fermenticaudini, lo spazio riservato alla Nuova Caudium. Saranno presenti tutti i Sindaci della Valle Caudina in un atteso confronto introdotto dal direttore Tom Bello e moderato dal un gradito ritorno sulla scena del prof. Angelo Vaccariello, scrittore e nota firma della Valle, ora emigrato per lavoro. "La buona amministrazione è possibile" sarà il tema prettamente politico della serata che vedrà come ospiti il Sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione e l'ex Sindaco di Roma, Virginia Raggi, icona del vecchio Movimento 5 Stelle.

Il giorno dopo, venerdì 9 agosto, ci sarà una serata musicale dedicata all'associazione "Le Sentinelle della Torre" di Montesarchio. Si esibiranno Marco Scarfiglieri in "Cassandra" e dopo un po' spazio alla tappa del "Costeillusioni Tour" con gli Uektati in concerto. Ancora musica, questa volta locale, con il duo "Eva & Gabriele" sul palco per una prestazione artistica dedicata anche alla raccolta fondi per l'Associazione Mabello, la realtà animalista che si fa carico, da anni e con mezzi di fortuna, della problematica del randagismo sul territorio.

Sabato 17 agosto sarà la volta di Coleman dal vivo, ma il concertone dei 99 Posse sarà la stella rossa brillante e fiammante di questa ottava tappa di un percorso sempre più orientato politicamente, come giusto che sia. Il gruppo napoletano risorto da qualche anno, nato nei Centri Sociali Occupati ed Autogestiti dei primi anni Novanta, saltellerà sul palco intonando le classike melodie posse, anche se l'assenza di Meg pesa e non poco.

Meg

L'affascinante sostituta, a quanto pare, nel tentativo maldestro di imitarla perderebbe di spontaneità canora, mentre fanno tenerezza i vekki kompagni, invecchiati, stempiati ed imborghesiti, con O'Zulù dimagrito dopo una dieta a base di base. Continuano, imperterriti, a minacciare di sparare un punto nero, causa rigurgito antifascista. Il bruciore di stomaco, a quanto pare, avrà contribuito alla fantastica dieta sub-Mediterranea del simbolo decaduto di una generazione, spenta a Genova nel 2001 ed implosa negli anni successivi, sotto i colpi del successo.

Paolo Siani

Il programmone messo a punto dalla Redazione de L'Altra Faccia, abbassa il volume della musica, mettendo da parte la fase ricreativa, per dare spazio ad un tris d'assi che prevede ben tre serate di indubbio spessore socio-culturale. Manuela Mazzariello, lunedì 26 agosto condurrà il convegno "L'AntiMafia sociale, il dovere della memoria" con Paolo Siani, fratello del compianto Giancarlo, giornalista ucciso dalla CamorraBrizio Montinaro, fratello di Antonio, capo scorta del Giudice antimafia Giovanni Falcone, ucciso il 23 Maggio 1992 nella strage di Capaci e l'ambientalista Franco La Torre, figlio di Pio assassinato in Sicilia dalla Mafia.

Doppio incontro il 3 agosto ed il primo settembre alle 18:30 con autori di prestigio nazionale . Ritornano, infatti, l'irriducibile Tonino Padellaro, navigato editorialista de "Il Fatto Quotidiano" ed il coriaceo Alessandro Di Battista, ex Pentastellato, scrittore ed opinionista televisivo. Due seratine abbastanza stimolanti; una dedicata alla presentazione di "Solo la verità. Lo Giuro Giornalisti Artisti Pagliacci", l'ultimo lavoro del celebre Tonino, giornalista e saggista italiano un tempo sotto l'ala Sinistra delle penne rosse

Antonio Padellaro

"I giornali contengono giornalisti - si legge nel lancio - che a cena degustano in allegra compagnia biscottini intinti nel dolce sapore delle disgrazie altrui, e si scambiano notizie che nessuno mai pubblicherà. ‘Solo la verità lo giuro. Giornalisti - artisti - pagliacci’, l’ultimo libro di Antonio Padellaro. In edicola in abbinata a il Fatto Quotidiano (...e a Cervinara ndr)!.

Nel 1968 Padellaro divenne giornalista professionista all'Ansa, per poi lavorare al Corriere della Sera dal 1971 al 1990 come redattore, inviato e responsabile della redazione della Capitale. Nel 1990 passò a "L'Espresso", ricoprendo il ruolo di vicedirettore della rivista, un tempo molto amata dai reduci del Pci, dei Pds, dei Ds, dei Progressisti e affini. Nel 2001 ha partecipato, con passione ed abnegazione, alla rifondazione de L'Unità, la storica testata del Partito Comunista Italiano, che ha diretto egregiamente  dal 2005 al 2008. Dopo il triennio post-bolscevico ha fondato "Il Fatto Quotidiano", diretto in prima persona dal 2009 al 2015. Attualmente è l'editorialista di un progetto che, però, sta notevolmente calando, dopo un fragoroso successo di pubblico. 

Alessandro Di Battista

Da segnare sull'agenda Caudina il secondo appuntamento con Alessandro Di Battista, moderato sempre dal Direttore Tom Bello. Il confronto sarà dedicato alle pagine di attualità geopolitica scritte dall'ex delfino Grillino, ossia "Scomode verità: dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza". Un bellissimo libro, stando alla critica, edito dalla Paper First, adatto per chi vuole approfondire argomenti attuali nella visione dell'autore, che da sempre si batte per la pace e per la giusta considerazione degli ultimi del pianeta.

«“Scomode verità: dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza” è il mio ultimo libro - scrive l'autore di fede Laziale nella presentazione al pubblico. È già in ristampa, segno che tante persone vogliono approfondire determinate tematiche e non si fidano più dell’informazione mainstream. È un libro che spero possa fornirvi elementi per leggere il presente. È un libro che prende posizioni nette. È un libro contro la guerra e contro chi continua ad alimentarla. È un libro che ricorda chi sono veramente gli oppressi e chi coloro che opprimono. È un libro che mostra il vero volto di Israele e che rammenta tutti i diritti negati al Popolo Palestinese. È un libro che spiega il funzionamento del complesso militare e industriale statunitense e del sistema mediatico che ne tutela gli interessi. È un libro al quale tengo tantissimo. Spero possa piacervi!». 

Roberto Fico

La terza serata, prevista per il 3 settembre alle 18:30, sarà condotta da Gianni Colucci, caporedattore Irpino de "Il Mattino" di Napoli che sorseggerà un caffè politico con l'ex Presidente della Camera, il Pentastellatissimo Roberto Fico, tra i pionieri in Campania dei Grillini, orfani di Beppe Grillo e della buonanima di Casaleggio.

Le ultime giornate del Festival, tuttavia, non prevedono altre esibizioni musicali, ma una varietà di argomenti, che passano dall'intolleranza politica, alla danza, senza tralasciare i giochi gonfiabili per bambini allietati dal giocoliere di dischi Max Zucaro. 

La brava giornalista Giusy Iachetta, in coppia con Franco Pitaniello di "UserTv", darà l'atteso riconoscimento alle "Sette meraviglie della Valle Caudina", che resistono e non emigrano via da questa Terra. Durante l'evento è previsto il ritorno del salotto letterario con Gigino De Magistris da Napoli. Emanuele Troisi si divincolerà all'interno del "Labirinto di Napoli" con Annalisa Di Nuzzo, antropologa culturale e autrice del libro "Napul'è. Piccola antropologia partenopea". 

Angelo Vaccariello

Da seguire con molta attenzione, a nostro avviso, la tavola rotonda moderata da Angelo Vaccariello, ex firma pungente de "In Cammino", "Il Denaro", "Il Caudino" ed ora curatore di una rubrica di economia su "Il Riformista". All'ordine del giorno l'analisi del netto successo di Fratelli d'Italia, un tema cardine per le opposizioni. Ospiti in Via Variante il discusso direttore di (AntiFa)npage, Francesco Cancellato e Antonella Beccaria, giornalista di punta de "Il Fatto Quotidiano". "Il Vento soffia ancora...a Destra", non è un richiamo alla canzone di Pierangelo Bertoli degli anni Settanta, bensì rappresenta un chiaro riferimento a "Fischia il vento", la canzoncina partigiana, il cui testo scritto da Felice Cascione, nome di battaglia Megu, inneggiava alla giustizia sommaria durante la guerra civile del 43/45: 

«Se ci coglie la crudele morte, dura vendetta - recita l'inno funesto - verrà dal partigian; ormai sicura è già la dura sorte del fascista vile e traditor. Ormai sicura è già la dura sorte del fascista vile traditor. Cessa il vento, calma è la bufera, torna a casa il fiero partigian, sventolando la rossa sua bandiera; vittoriosi, al fin liberi siam! Sventolando la rossa sua bandiera, vittoriosi al fin liberi siam!»

In questa circostanza l'odio politico 2.0 sarà analizzato, anche in virtù delle ultime inchieste che hanno portato a galla alcune peculiarità di rare frange all'interno della Destra di Governo, capace di sfiorare il 30% delle indicazioni di voto con Giorgia Meloni ben salda al timone della Penisola, isole comprese. I risultati democratici evidenziano un forte consenso per la Fiamma Tricolore moderna e Conservatrice, che marcia spedita nel portare alla follia tutto l'Arco Costituzionale del momento. 

Paolo Miggiano

Chiude il ciclo di conferenze Teresa Vaccariello con "La Storia di Angela" dal titolo emblematico: "Andarsene. Il coraggio di cambiare". Ospiti dell'ultimo spezzone dell'ottava edizione Paolo Miggiano, direttore di "Terra Somnia Editore" e la scrittrice Marilena Lucente, insegnante di materie letterarie all'Istituto Terra di Lavoro di Caserta e ricercatrice in Pedagogia. La prof. Marilena illustrerà i metodi ed i principi di un'educazione fatta attraverso il cinema, il teatro e la narrazione. Miggiano si presenta, senza peli sulla lingua, nella biografia ufficiale: 

"un uomo controcorrente, che crede nelle persone e nell'affermazione dei diritti di libertà. Dentro ad una divisa grigio verde i fumi dei lacrimogeni, gli spari, le botte - quelle prese e quelle date - la guerriglia nelle piazze di Milano, Genova, Torino, Roma, Reggio Calabria, Aspromonte, Palermo e le gambe che gli tremano ed il cuore che batte, forte. Rammenta i compagni feriti e quelli caduti e pensa che è fortunato che non sia toccato a lui. E poi apprende che un intellettuale, Pier Paolo Pasolini, aveva parlato di lui e di quelli come lui e aveva detto che, mentre a Valle Giulia (1968 e lui era ancora un bambino) altri giovani facevano a botte con quelli come lui, egli stava - “simpatizzava” - dalla sua parte, perché i poliziotti sono figli di poveri. E capisce che può farcela, che c’è, forse, una strada, per ottenere i diritti, che ancora non ha. Ed è su questi ideali, che Paolo Miggiano ha camminato. 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta dell'ex Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppi Conte del M5S, con Decreto del 2 giugno 2018, ha conferito l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” all'illustre personalità che chiuderà questa Festa dell'Unità moderna. La cerimonia di chiusura sarà dedicata alle coreografie delle corpo di ballo della Scuola di Danza di Annamaria Germano in stretta collaborazione con il Centro Sportivo Fisio.

RIFLESSIONI

Ottimo lavoro della squadra capitanata dal Direttore Artistico Tommaso Bello, capace di dar vita ad un programmone di tutto rispetto, nonostante la strada in salita e lo sbattimento di mesi, senza chissà quali aiuti. Proprio questa sera, per la presentazione ufficiale, erano presenti un buon numero di Opulenti Caudini. 

Infine, invitiamo calorosamente le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 a gustarsi, con stile ed elasticità, tutti gli appuntamenti proposti dal 27 luglio all'8 settembre, senza mai perdere il rispetto dell'avversario o sedicente tale. Il fermento culturale e politico, che in gran parte non condividiamo ideologicamente, è in ogni caso una "buona notizia" per i cervelli della Valle Caudina, al di là dei rispettivi colori più o meno sbiaditi o dalle bandiere scucite e strappate dal tempo. Ascoltare l'altra faccia, seppur minoritaria, di questa società per noi rappresenta un ulteriore passo in avanti socioculturale da estendere a tutta la comunità di un'area fin troppo abbandonata a se stessa.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo. Foto tratte dalla rete.



giovedì 18 luglio 2024

Quale alternativa? | POLITICA

Quale alternativa? | POLITICA

I massacri di civili proseguono ininterrottamente a Gaza (l'ultima strage qualche giorno fa a Khan Yunis). Chi non ha la fortuna di essere fatto a pezzi subito, muore spesso dopo una prolungata agonia per la mancanza di cure, perché quasi tutti gli ospedali di Gaza sono stati fatti saltare in aria e mancano gli approvvigionamenti di strumenti, medicinali, rifornimenti di base.

Tra Ucraina e Russia la guerra si fa sempre più incarognita, con vittime civili sempre più frequenti, sabotaggi, incendi dolosi, "incidenti" (ieri uno alla centrale nucleare di Rostov): un conflitto nato come un'operazione limitata, si trasforma ogni giorno di più in una costruzione psicologica dell'odio reciproco, e ciò allontana ogni trattativa di pace - anche laddove qualche tentativo in questa direzione fosse fatto.

Gli USA riportano rampe di lancio nucleari in Germania, dopo aver alimentato il riarmo più massiccio della storia in Polonia e Finlandia. In sostanza tutti i confini occidentali della Russia sono ora per essa una minaccia incombente, proprio mentre una guerra calda per procura è in corso in Ucraina. L'Europa si presenta sempre di più come l'ariete americano puntato contro la Russia. Finirà benissimo.

L'informazione pubblica ha raggiunto livelli di manipolazione senza precedenti. In Europa il controllo esercitato grazie al Digital Service Act sulle piattaforme social è venuto alla luce del sole dopo il rifiuto di sottostarvi di Elon Musk (tutti gli altri hanno acconsentito, senza clamori). 

Tutti i giornali e le maggiori testate sono da tempo in caduta libera quanto a fruitori, ma chiaramente non sono più questi ultimi a pagare i costi di impresa. La quasi totalità dell'apparato mediatico italiano, e buona parte di quello europeo, è rappresentato da imprese economicamente bollite o alla canna del gas, che però vengono tenute in vita artificialmente come apparati di propaganda. (Tragicamente ancora molti non sembrano averlo capito e, per ignoranza o per pigrizia, continuano a illudersi di riuscire a distinguere nei notiziari ufficiali e ‘accreditati’ il vero dalla manipolazione.)

La copertina del noto settimanale tedesco Focus riportava questa settimana le immagini di profilo di Biden, Macron e Scholz, titolando "Die Selbstherrlichen", espressione traducibile come "Gli Autocrati" (o “Gli autoesaltati”). Il sottotitolo spiega: "Distaccati dalla realtà, irresponsabili, testardi. Come l’Occidente si sta gettando da sé nel caos.” (“Abgehoben, verartwortungslos, stur. Wie sich der Westen selbst in Chaos Stuerzt”).

Che quella descritta dal settimanale sia la realtà è oramai chiaro a molti, praticamente a chiunque non continui a nutrirsi dei media mainstream, e anche ad alcuni che ancora vi si abbeverano. Che ciò conduca l’Europa ad un futuro di impoverimento, indebitamento, deindustrializzazione, censura interna, guerra fredda e calda, e forse ad una catastrofe nucleare, è parimenti chiaro.

Ma allora perché niente si muove? Perché l’atteggiamento medio continua ad essere quello dell’accettazione acquiescente, del mugugno da social, della lamentazione sterile?

È semplice, perché tranne le esigue minoranze che percepiscono la sfera ideale in modo vivido, i più riescono a scegliere solo tra alternative pratiche immediatamente percorribili. E il sistema di potere attuale è riuscito ad assicurarsi, a colpi di finanziamenti (e definanziamenti) mirati e di governo dei media, che le alternative non ci siano, o siano invisibili o appaiano poco credibili.

Mai come ora c’è stato bisogno di capacità organizzativa politica, mai come oggi essa è stata ostacolata a mille livelli, dalla diffidenza diffusa dei più, alla depoliticizzazione giovanile, alla perdita di un qualunque retroterra culturale comune, alla confusione ideale e ideologica, alla schietta ignoranza politica.

Io non so se qualcuno dei progetti alternativi esistenti in Europa e in Italia avrà davvero filo da tessere nel medio e lungo periodo (il più promettente al momento sembra essere il Bündnis Sahra Wagenknecht), ma so per certo che senza una tale capacità progettuale, senza una capacità di sintesi e di individuazione chiara delle priorità, il destino europeo (e italiano) è segnato.

E chi si illude che basti l’associazionismo culturale e il gruppettarismo locale a cambiare le cose, per quanto possa essere mosso da nobili intenti, è parte del problema e non della soluzione.

Scritto da  Andrea Zhok

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: Arianna Editrice

lunedì 15 luglio 2024

Stati Uniti d'America: la percezione e la realtà | POLITICA

Stati Uniti d'America: la percezione e la realtà
QUELLO CHE CREDONO

J. Kirby a Sky: "Quello che il resto del mondo vuole vedere e cioè una leadership americana sulla scena globale" (1

J. Biden: "Non c'è posto negli USA per questo tipo di violenza"(2

LA REALTà

"Nel 2023, circa 43.000 persone sono state uccise dalla violenza armata, con una media di 117 morti al giorno. La brutalità della polizia persiste, ed almeno 1.247 morti sono stati attribuiti alla violenza della polizia, segnando un nuovo massimo dal 2013, ma il sistema di responsabilità delle forze dell’ordine rimane praticamente inesistente. Pur contando meno del 5% della popolazione mondiale, gli Stati Uniti rappresentano il 25% della popolazione carceraria globale, guadagnandosi il titolo di “Stato carcerario”. 

Le lotte politiche interne si intensificano mentre i partiti manipolano le elezioni attraverso il gerrymandering, portando per due volte alla “crisi degli speaker” alla Camera dei Rappresentanti, diminuendo ulteriormente la credibilità del governo, con solo il 16% degli Americani che si fida del Governo federale. Negli Stati Uniti ci sono 11,5 milioni di famiglie lavoratrici a basso reddito, ma il salario minimo federale non è stato ancora aumentato dal 2009. 

Nel 2023, il potere d’acquisto di un Dollaro USA è sceso al 70% del suo valore nel 2009. Le famiglie a basso reddito faticano a permettersi beni di prima necessità come cibo, affitto ed energia, portando oltre 650.000 persone a sperimentare la condizione di senzatetto, raggiungendo un nuovo massimo: in RAPPORTO SULLE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI NEGLI STATI UNITI NEL 2023 a cura del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese ma compilato sulla base di sole fonti scientifiche statunitensi. (3)

Nel 2019-2020, secondo Mental Health America, il 20,8 per cento degli adulti negli Stati Uniti soffriva di una malattia mentale, pari a oltre 50 milioni di Americani. La maggior parte dei 108.000 decessi per overdose di droga stimati nel 2021 erano di adulti. (4

Scritto da Stefano Vernole

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: ariannaeditrice.it

domenica 14 luglio 2024

STRAGE DEL SABATO SERA - Ancora sangue. Ancora Lacrime. Morti quattro giovani in Irpinia e quattro feriti nel Sannio | POLITICA

STRAGE DEL SABATO SERA - Ancora sangue. Ancora Lacrime. Morti quattro giovani in Irpinia | IL CASO 

Altro sangue. Altre lacrime. Nessuna soluzione all'orizzonte, se non i classici appelli alla guida moderata e a mantenere alta l'attenzione, Evidentemente lo schianto di ieri notte, a pochi chilometri dalla Valle Caudina, è l'ennesimo campanello d'allarme sulla delicata questione della sicurezza stradale.  

Le vite spezzate di Francesco Di Chiara, di Bilal Boussadra, Roy Ciampa e Mattia Ciminera si sommano a quelle di Alessandro e Vincenzo. Ben sei famiglie stravolte, a distanza di poche ore, da un destino maledetto e da una situazione che troppo spesso annovera tra le colonne della cronaca nera i giovanissimi della zona.


La Mercedes su cui viaggiavano i quattro ragazzi ha violentemente impattato contro un muro di cemento e per loro non c'è stato nulla da fare. Tra l'altro si registrano altri due incidenti nel beneventano, per fortuna senza vittime, ma con una ragazza di ventitré anni, ricoverata in prognosi riservata. Stando alle ultime notizie la giovane non sarebbe in pericolo di vita. Feriti in maniera meno grave gli altri tre occupanti della Golf, che ha impattato contro un Fiorino a Sant’Angelo a Cupolo. Da segnalare anche l'intervento dei Carabinieri nei confronti di un uomo che si non avrebbe prestato soccorso.

Intanto, la Ragioneria Generale dello Stato ha comunicato in data 10 luglio, in merito al DDL n. 1086 di riforma del codice della strada, che la verifica della relazione tecnica, effettuata ai sensi e per gli effetti dell'art. 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ha avuto esito Positivo. Un altro segnale che il traguardo si avvicina, rispetto a numerose difficoltà che in passato avevano avuto alcuni disegni di legge sempre in materia di scurezza stradale. Il testo della relazione approvata, apparsa in esclusiva per ASAPS, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, dovrebbe portare dei sostanziali miglioramenti in merito.

riflessioni
Il macabro bollettino di guerra degli incidenti stradali non si ferma con le chiacchiere politiche. A poco servono i comunicati stampa se non si interviene in maniera unitaria e lungimirante con campagne di sensibilizzazione e controllo mirati e capillari. Nemmeno nel momento del cordoglio c'è quell'unità comunitaria tanto decantata in Valle Caudina. A Cervinara, tuttavia, è esplosa una polemica abbastanza amara. Il messaggio lanciato da ReteSei è chiaro:
"Esprimere dolore per la morte di due giovani e non interrompere una sagra. Cervinara come sempre si distingue. Un applauso a quanti hanno partecipato. Certo che era vero il dolore che esprimevate su Facebook".
Ad Airola il focolaio di polemiche è divampato a causa della serata Hip-hop. Le critiche sono piovute sull'evento In Wall we trust a causa della scarsa sensibilità dimostrata dagli organizzatori dopo la recente scomparsa di Alessandro e Vincenzo.

La nostra proposta "Caudinista" di Lutto Cittadino Caudino è mirata a tenere alta l'attenzione politica sulla necessità di un coordinamento attivo in tutta la fantomatica Città Caudina, anche per evitare queste situazioni sgradevoli e per limitare tutti i danni possibili ed immaginabili. Occorre una seria riflessione interiore e un pizzico di sensibilità reale, non virtuale. Senza etica non c'è Politica.

Esprimiamo le nostre sentite condoglianze alle Famiglie di Francesco, Bilal, Roy, Mattia, Alessandro e Vincenzo.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete. 

giovedì 11 luglio 2024

MOVIMENTO CIVICO PER L'OSPEDALE: «È tempo di reagire! E non possiamo farlo se continuiamo a dividerci» | POLITICA

MOVIMENTO CIVICO PER L'OSPEDALE: «È tempo di reagire! E non possiamo farlo se continuiamo a dividerci» | POLITICA

Le ultime notizie in merito alla sorte del Presidio Ospedaliero a due passi dalla Valle Caudina continuano a tenere con il fiato sospeso tutto il bacino d'utenza, quantificato in quasi centomila unità. Il Movimento Civico per l'Ospedale in una nota stampa invita tutti a non perdere la calma, né tanto meno l'unita e la fiducia in una soluzione positiva. 

«La virata dell'ASL rispetto ai progetti sul P.O. De' Liguori è l'ennesimo schiaffo al territorio e ai suoi cittadini. Sant'Agata de' Goti e i Comuni limitrofi hanno pagato un prezzo troppo alto alla Regione Campania e al capoluogo di Provincia. Oggi pagano anche lo scotto della faida tra Direttori Generali.

È tempo di reagire! E non possiamo farlo se continuiamo a dividerci. Abbiamo la necessità di restare uniti, camminare insieme per un unico obiettivo, con un disegno comune. Cittadini, Movimenti, Comitati, istituzioni locali e nazionali. Abbandoniamo le divergenze, le acredini, le polemiche sterili, le inimicizie. Siamo seri, facciamo i seri! C'è una priorità su tutte, si legge nell'ennesimo comunicato degli attivisti: riprenderci il nostro ospedale! Organizziamoci INSIEME. Da soli non contiamo nulla!».

ULTIME NOVITà

“Accogliamo con soddisfazione la notizia relativa alla individuazione di due medici che si contenderanno l’incarico di responsabile dell’UOSD Pronto Soccorso presso il Presidio Ospedaliero ‘Sant’Alfonso Maria de’ Liguori’ di Sant’Agata de’ Goti”. 

Lo fa presente in una nota stampa il senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera.

“Se l’azienda ospedaliera – prosegue il parlamentare – ha avviato una procedura per individuare un responsabile per il ruolo in questione si tratta certamente di un segnale positivo. Ciò deduciamo vuole significare che, oltre al responsabile, si farà altro per riaprirlo 24 h. Magari – si avvia a concludere il senatore Matera – si potrebbe vagliare ed attuare qualcuna delle proposte che ho sottoposto all’attenzione del Governatore De Luca, della dirigente Morgante e del Sindaco Mastella. Un piccolo ma significativo segnale positivo, che rompe la stasi preoccupante delle ultime settimane e che rinnova il nostro atteggiamento di massima attenzione sulla vicenda. Non faremo mai calare la nostra attenzione”.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.