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sabato 27 aprile 2024

I LUPI BIANCOVERDI ELLENICI #ultras


I LUPI BIANCOVERDI ELLENICI #perle

L'unico filo conduttore tra Irpinia e Grecia era Nicola Anastopoulos, l'attaccante ellenico, ex scarpa d'oro in Patria ed ex bidone in serie A ad Avellino nella tragica stagione 1987/88. Nella culla della civiltà classica, con sede ad Argo, esiste una compagine che come colori sociali vanta il BiancoVerde ed ha come simbolo il Lupo. 

Il Panargiakos FC, in greco Παναργειακός Α.Π.Ο, è una società calcistica fondata nel 1926, che ha giocato più volte nella Prima Divisione durante il Campionato Panellenico 1956–57 e nella serie B, secondo livello, del calcio greco nelle stagioni 1965–1967, 1970–1975, 1981–1982 e 1990–1998. Nel 2008 sono stati promossi in Gamma Ethniki, la serie C nazionale composta da quattro gruppi geografici da nord a sud, per un totale di 72 squadre iscritte.

ULTRAS

Per capire al meglio la situazione greca, bisogna allontanarsi dall’immagine italiana di un Paese con molte città di grandi dimensioni, importanti e con caratteristiche peculiari. In Grecia - si legge su Meridiano 13 - esistono due grandissimi centri che raccolgono il 50% degli undici milioni di abitanti totali (in Italia fra Roma e Milano vivono circa cinque milioni di abitanti su un totale di sessanta) e poi esiste il resto del Paese, che ha caratteristiche completamente diverse. Ad Atene e Salonicco, ad esempio, la vita delle persone non è regolata da rapporti stretti con chi vive vicino come invece accade nelle comunità più piccole e nella provincia. Da una parte i legami sono deboli, mentre sono saldi negli altri centri. E questo è un punto da tenere sempre in considerazione. 

Il baffo del pireo

Nel calcio è esattamente la stessa cosa. Ci sono cinque squadre più tifate e titolate che provengono dalle due città più grandi, hanno sostenitori e fan club/gruppi in tutto il paese e hanno vinto tutti i campionati – tranne un’edizione – dal 1928 ad oggi. E poi c’è una costellazione di piccoli club che coprono il resto della nazione. Tra queste realtà spicca il Panargiakos fondato come "Associazione Pan-Ellenica di Educazione Fisica Nazionale". Il capo di questo movimento storico fu lo scrittore Giorgio Logothetis, che si stabilì ad Argo dal 1923, proveniente da Spetses. Dal 1926 al 1933 i Lupi Biancoverdi parteciparono solo ad amichevoli. Nel 1933 Panagiakoakos fu disattivato e riattivato nel 1945 come "Panarchiakos APO". Nel 1947 parteciparono per la prima volta ad un'organizzazione calcistica ufficiale.

Il momento più importante della storia del Panargiakos è la partecipazione come campione del Gruppo Sud al Campionato Panellenico del 1957 con dieci squadre: da Atene al Panathinaikos, Apollonas e Panionios, dal Pireo all'Olympiakos, Ethnikos e Proodeftiki, da Salonicco Aris e PAOK e il campione del Gruppo Nord, la Doxa Dramas. Negli anni '90, il Panageriakos ha partecipato al 2° Campionato Nazionale, ma non ha mai vinto lo scudetto, per evidenti limiti rispetto alle grandi. Negli ultimi anni la squadra ha partecipato sia ai campionati locali dell'Argolide che al campionato della quarta serie Nazionale. Nonostante le difficoltà e le categorie infime, i Lupi restano i più amati dai tifosi Argiani.

Il 31 maggio 2008, hanno vinto la Coppa dei Dilettanti battendo Niki Polygyrou con un perentorio tre a zero. La finale è stata giocata a Lamia. Nella stessa stagione (2007-2008) vincono lo scudetto nel 7° girone della 4° Divisione Nazionale e la Coppa dell'EPC dell'Argolide, ottenendo una tripletta storica. Dopo due stagioni in Nazionale C, senza successo, furono nuovamente retrocessi in Divisione Nazionale. Nell'agosto 2012, per la prima volta nella storia di Lupi, viene formata una seconda squadra, il neo costituito Panargiakos, proveniente da accademie giovanili della regione, che gareggia nel campionato di categoria A'2. Nella stagione 2012-2013 il Panargiakos si è posizionato al quarto posto nel settimo girone del Campionato Nazionale.

Le maglie BiancoVerdi sono difese da gruppi Ultras abbastanza grezzi, ma legatissimi ai colori sociali, come i Green Wolves. Le nuove figure di spicco del movimento ultras greco non sono più il punk o la folcloristica persona “originale”, ma prevale un modello duro, pronto a ricorrere alla violenza e che ha preso sempre più peso nelle dinamiche di comando della curva. 

In un contesto dove gli stadi sono sempre più vuoti, sottolinea Meridiano 13, a causa dell’invasività delle televisioni, sono queste le icone a cui si ispirano gli ultras più giovani. È un quadro abbastanza desolante e che difficilmente invertirà la tendenza. Tuttavia, quella intrapresa è una strada che il movimento greco condivide con tante altre realtà e che contraddistingue una delle tendenze attuali del tifo in Europa. 

I Lupi BiancoVerdi Ellenici, in ogni caso, sono già simpatici ai Lupi BiancoVerdi Irpini. Questione di branco ed ululati!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



domenica 8 ottobre 2023

Esordio degli AUDACI SEGUACI, le nuove leve della CERVINARA ULTRAS.


Esordio degli AUDACI SEGUACI, le nuove leve della CERVINARA ULTRAS.
Non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta. Infatti, la passionale tifoseria Cervinarese è fiduciosa per il futuro, nonostante la "sconfitta" incassata allo Stadio Comunale “Domenico Sessa” di Castel San Giorgio. Al triplice fischio gli Audaci Seguaci hanno abbracciato l'Undici sceso in campo nonostante il risultato sfavorevole. Davvero belli da vedere e da sentire, gli Aesse hanno formato un quadrato umano compatto e rumoroso, degno del blasone di questa calda Piazza calcistica, la Regina della Valle Caudina.

LO STRISCIONE

Il nuovo gruppo Ultras è nato ufficialmente il 5 ottobre con tanto di primo comunicato ufficiale firmato dalle nuove leve. In precedenza da segnalare l'esposizione ai cancelli della Villa Comunale in Via Roma di un eloquente striscione cartaceo: "RICOMINCIAMO A LOTTARE INSIEME 1935". Durante la rifinitura, prima della sfortunata gara contro il CSG, c'era anche stato un assaggio di tifo e amore per spronare gli atleti a dare il massimo per la Maglia e per la Città, oltre il risultato, la classifica e le chiacchiere.

Riportiamo per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 il testo della prima uscita di una nuova realtà che rivitalizza il Movimento Ultras in Valle Caudina. 

il volantino
«In questo momento di difficoltà ripartiamo da Noi. Audaci Seguaci - si legge nella nota a firma AS del 5 ottobre 2023 - è un gruppo che nasce dal bisogno di tornare a riempire le gradinate del Canada e di tutti gli stadi della Campania, in nome dell'Audax Cervinara
L'idea parte da giovani che sentono il bisogno di sostenere i nostri Colori e a cui non sta più bene vedere il nostro Canada così vuoto ed il silenzio sugli spalti che nell'ultimo periodo ha caratterizzato le nostre partite. Tutti Noi siamo a conoscenza di quanto sia grande la Storia della Cervinara Ultras e Noi siamo qui per portare avanti questa Tradizione. Avanti Audax, Avanti Ultras, ripartiamo da Noi».

oltre il 90esimo

PRIMO PASSO

Esordio in trasferta da incorniciare per gli Audaci Seguaci, indipendentemente dalla sconfitta del mitico Cervo. I giovani Cervinaresi arrivano in leggero ritardo, ma appena posizionati nel settore destinato agli ospiti, iniziano a tifare alla grande, senza un attimo di sosta. Molto compatti, senza sciarpe, danno l'anima per sostenere la squadra agli ordini del veterano Salvio Casale. In attesa del nuovo striscione alle vetrate sono state appese due pezze emblematiche, Nuove Leve e 1935, entrambe fatte a mano. 

audaci seguaci

Ottima prestazione vocale, continui battimani con tanto di tamburo incandescente, suonato a ritmo martellante e tanta passione pura hanno battezzato l'esordio dei numerosi Audaci Seguaci. La nuova generazione Ultras è chiamata a difendere, partita dopo partita, questa magica realtà dilettantistica, vanto sportivo della Valle Caudina e della Provincia di Avellino, rispettata e temuta in Campania; conosciuta ed apprezzata in tutta l'Italia calciofila per il solido legame viscerale tra il Popolo Cervinarese e la prestigiosa Audax Cervinara, impegnata nei rettangoli di gioco fin dagli inizi del secolo scorso.

Con il Dodicesimo Uomo in campo tutti, finalmente, tornano a sognare, anche se c'è da superare l'ostacolo legato alla capienza ridotta dello Stadio Comunale "Canada Cioffi". Con l'aria che tira si prevede una crescita massiccia di presenze sugli spalti per difendere la categoria e l'Onore dell'Audax.

AVANTI ULTRAS!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla pagina ufficiale dell'Audax Cervinara 1935. Foto V. D Lucia..


domenica 2 aprile 2023

REPRESSIONE ALLO STADIO DIEGO ARMANDO MARADONA DI NAPOLI | ultras

"Continuiamo così, facciamoci del male”: la celeberrima battuta di Nanni Moretti nel film Bianca, del 1982, rivolta a un commensale che non ha mai assaggiato la Sacher Torte, si adatta alla perfezione al surreale braccio di ferro tra gli ultras del Napoli e le istituzioni cittadine che sta caratterizzando (e rovinando) il clima di festa per il probabilissimo raggiungimento da parte della squadra azzurra del terzo scudetto.

 A chi ha vissuto l'indescrivibile gioia dei primi due trionfi, tutto ciò sembrerà incredibile. Non ci soffermeremo sulla polemica, pure sacrosanta, sui prezzi dei biglietti, e neanche sulla lunare ipotesi di una festa a numero chiuso: quello che ci appare come una inutile forzatura, un “dispetto” controproducente, è l’assurdo e mai messo nero su bianco divieto di introdurre allo Stadio Diego Armando Maradona bandiere e striscioni. 

Poche ore fa, i gruppi organizzati della torcida azzurra hanno annunciato che, a causa del protrarsi di questo divieto, domenica 2 aprile, in occasione della gara con il Milan, le curve resteranno in silenzio per tutta la durata dell’incontro, e sventoleranno vessilli e bandiere prima e dopo, all’esterno dell’impianto di Fuorigrotta. Il Maradona sarà uno spettacolo lugubre e silenzioso. 

Altro che teatro: il Maradona (che Dio vi perdoni) sarà ancora una volta muto e grigio.

Il divieto di ingresso delle bandiere in uno stadio è un qualcosa di talmente assurdo da apparire irreale: nessuno è ancora stato in grado di spiegare quale sia l’obiettivo concreto di questa direttiva mai messa per iscritto, poiché se ciò fosse accaduto nessuno avrebbe avuto, immaginiamo, il coraggio di firmarla assumendosene le responsabilità. Si tratterebbe, stando a indiscrezioni, di una sorta di “castigo supplementare” per i disordini tra ultras di Roma e Napoli sull’autostrada, che si sono verificati lo scorso 8 gennaio. 

Un castigo inflitto solo ai partenopei, che sarebbe dovuto durare due mesi, e che invece è stato prorogato fino a data da destinarsi. Un castigo che colpisce indiscriminatamente tutti i tifosi: ultras e non, adulti e bambini. Il divieto di introdurre bandiere in uno stadio è qualcosa di inedito nel panorama sportivo mondiale: mai, a nostra memoria, una norma così inutile ai fini della sicurezza e del rispetto della legalità era stata applicata, e probabilmente neanche immaginata. 

Eppure, questo divieto resta, e finisce con l’alimentare tensioni. Preghiamo i nostri lettori di risparmiarci i giudizi moralistici: qui non si tratta di un provvedimento da ritenere giusto o sbagliato, ma solo e soltanto dannoso. Un divieto che rappresenta però un motivo di estrema frustrazione per tutti i frequentatori, abituali e non, dello stadio Maradona, mutilato di una parte essenziale del calcio, ovvero del tifo, del sostegno, dei colori sfavillanti che caratterizzano ogni impianto sportivo, grande o piccolo, del pianeta.

A chi giova tutto ciò? Non si sa. Quello che si sa è che se c’era un momento sbagliato per mortificare la passione, era proprio questo. Se c’era un momento sbagliato per dividere ciò che gli splendidi ragazzi della squadra e il mister Luciano Spalletti hanno unito, era proprio questo. Se c’era un momento sbagliato per soffiare sul fuoco delle proteste e delle contestazioni, era esattamente questo. 


Per quanto ci riguarda, non possiamo fare altro che appellarci alla responsabilità di sindaco, questore, prefetto e presidente: vale davvero la pena macchiare questo momento così importante per tutti i milioni di tifosi azzurri con l’inchiostro nero di una ripicca da bambini dell’asilo? 

Secondo noi no, non ne vale assolutamente la pena. Cancellate, dunque, questo divieto mai scritto, fate in modo che le  bandiere azzurre garriscano al vento della vittoria e lasciate esprimere questa tifoseria. Smontate, mattoncino dopo mattoncino, questo muro che si è voluto erigere tra tifosi e decisori. 

Non continuiamo così. Non fatevi ancora del male. 

ULTRAS LIBERI ...ULTRAS LIBERI ...ULTRAS LIBERI!

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: #UltrasEgradinate

domenica 19 febbraio 2023

Le Forche Caudine di Belgrado #ultras

Le Forche Caudine di Belgrado 

In occasione della partita di campionato tra Stella Rossa e Cucaricki nella curva Delije, i serbi hanno dato alle fiamme lo striscione rubato dopo Roma-Empoli al Fedayn, gruppo storico in Curva Sud dal lontano 1972. 

In occasione della partita del 4 febbraio, infatti, c'era stata una vera e propria clamorosa incursione dei hooligans serbi nei pressi di piazza Mancini, a pochi passi dallo stadio Olimpico. Da quel momento le voci sulle dinamiche si erano susseguite in tutta Europa, Valle Caudina compresa. 

Sono tantissimi i tifosi Caudio-napoletani che detestano i giallorossi capitolini. I Lupacchiotti Caudini, tuttavia, proprio negli ultimi tempi sono tornati a macinare chilometri e a radunarsi per tifare la "maggica" in Valle. Nessun contrasto tra le opposte fazioni, ma tanti sfottò per la grande beffa di Belgrado, seconda solo alla battaglia delle Forche Caudine, del 321 avanti Cristo.

Il telo di spessore- si legge sui giornali- è stato esposto capovolto, come è consuetudine per le conquiste ultras, accanto a uno striscione con la scritta “Hai scelto la compagnia sbagliata”, in riferimento al gemellaggio del Fedayn Roma con i Bad Blue Boys della Dinamo Zagabria. Poco dopo gli hanno dato fuoco con fumogeni, riscaldando ancora di più l'ambiente. Una vera e propria battuta d'arresto nell'ambiente ultras che sicuramente lascerà strascichi, visto e considerato il gemellaggio tra i tifosi del Napoli e della Stella Rossa.

COMMENTI

Fiumi di parole sulle pagine dedicate al Mondo Ultras. Non si placa la polemica, ormai dallo spessore internazionale, che ha investito Belgrado, Roma, Zagabria e Napoli. In Italia le spaccature tra tifoserie, come non mai, appaiono evidenti. La vicenda avrebbe inizio con l'assassinio di Ciro Esposito da parte romanista. Successivamente da segnalare gli scontri sulla A1 dell'8 gennaio 2023 tra Napoletanisti e Romanisti

  1. Lo striscione è stato sottratto NON in un vero scontro tra Ultras, ma semplicemente rubato, sarebbe capitata la stessa cosa a qualsiasi gruppo se avessero subito un‘imboscata simile.
  2. Delle due l’una: a- Ai serbi ha detto incredibilmente bene trovando casualmente il borsone con gli striscioni. b- Esiste un basista all’interno della curva, tra decine di migliaia di persone un gruppo straniero non può sapere chi e come porta via lo striscione.
  3. I gruppi Ultras dei Paesi dell’Est Europa non sono comparabili con quelli del resto d’Europa. In quelle zone molti gruppi sono spesso strutture paramilitari addestrate e di fatto organizzazioni criminali. Quindi un confronto non è neanche ipotizzabile.

«Cinquanta anni di storia parlano da soli. Nati in un quartiere fieramente operaio e popolare, i Fedayn Roma sono stati un simbolo di spirito ultras originario e di mentalità. In cinquanta anni non si contano le tifoserie che li hanno copiati, imitati e presi come un modello. Mezzo secolo. Godere di uno spettacolo indegno come quello messo in piedi a Belgrado significa rinnegare la storia, le tradizioni e i pilastri del movimento ultras italiano. Al di là di ogni rivalità»

«Questi erano ultrà quando in altre città (non tutte) si e no cantavano canzoni popolari vestiti da clown, striscione o non striscione qua parliamo della storia del movimento in Italia e in Europa. Punto».

 «Non sono romanista, ma questa cosa da ultras italiano mi dà fastidio, i napoletani dovevano andare a prenderlo loro lo striscione non mandare questi a fare il lavoro con l'effetto sorpresa, secondo me c'è una talpa rossa in giro a Roma, quello che non comprendo e che l'ultras combatte e si scontra a viso aperto non ha bisogno di sotterfugi».

«Vorrei ricordare che i serbi fino a qualche anno fa non potevano varcare i confini del proprio paese per tifare quella che era una squadra di regime comunista. Sono nati l'altro ieri e sono sempre stati estranei al movimento ultras. Per acquisire un prestigio che non hanno e che per ragioni storiche non possono avere, hanno premeditato un azione vigliacca contro chi invece la storia l'ha fatta e con onore. Onore ai Fedayn, alla loro storia, alla loro mentalità». 

«Dico la mia opinione personale: a mio avviso i serbi con lo striscione “avete scelto gli amici sbagliati” hanno voluto far capire che i naples poco c'entrano, riferendosi invece al gemellaggio da Roma e BB Zagabria. altrimenti, se così non fosse, avrebbero scritto “avete scelto i nemici sbagliati” riferendosi ai naples. Ciò che penso, ahimè, che verosimilmente ci sia stata una soffiata interna. Poi a Salisburgo come se nulla fosse accaduto. Insomma qualcosa non torna! Comunque in ogni caso dalla Sicilia solidarietà agli eterni amici romanisti».

«Vedere certe cose non mi lasciano indifferente, soprattutto perché un simbolo italiano (comunque la si pensi) è stato sottratto con una incursione in Italia da parte di stranieri. Non so fino a che punto un serbo del Partizan gioirebbe se lo striscione dei Delije venisse preso a Belgrado da stranieri...In Italia il campanilismo supera ogni cosa, non esiste un sentimento veramente nazionale e patriottico, ma ognuno la può pensare come vuole. In ogni caso non rimprovero nulla nemmeno ai serbi, che hanno comunque fatto una azione in terra straniera contro una tifoseria di primo livello, correndo dei rischi, purtroppo i romanisti si sono fatti cogliere alla sprovvista, la prossima volta si farà più attenzione nel custodire i materiali, a prescindere da dove, come e quando...Onore comunque sempre ai Fedayn (hanno fatto la storia del movimento ultras) ormai di movimento/mentalità Ultras è rimasto ben poco!!!».

 «Napoli e Roma erano gemellate tanti anni fa. Belgrado e Zagabria no! Faccio una premessa: condanno ogni forma di violenza in ogni contesto. Ma se i Romanisti sono gli ideatori di attentati infami (anche e soprattutto commettendo omicidi) dovevano prevedere ciò. Avete fatto striscioni e scritte pesanti ed offensive contro i serbi, vi siete gemellati con i loro rivali, ve lo spiegano pure in questo striscione. E poi? La colpa é dei Napoletani se vi hanno fatto questo?».

«Oggi vi parlerò di un gruppo di tifosi, i 𝐅𝐞𝐝𝐚𝐲𝐧 𝐑𝐨𝐦𝐚. Ho un ricordo lucidissimo, un Verona-Roma della stagione 1985/86. Li vidi davanti al Bar Renee’, in tanti sanno di cosa parlo, i Fedayn erano una 50ina fermi, tutti spalla a spalla, io poco più che 15enne, i nostri capi che organizzavano a fatica l‘accerchiamento, non si spostarono di un metro. Erano tosti, quadrati. Ora, vedere queste immagini da Belgrado dove i tifosi della Stella Rossa che, bruciano il loro striscione, ad un tifoso come me, fa un po’ male. I Fedayn compivano 50 anni quest’anno se non erro. Occhio che io sono da tutt’altra parte dei Fedayn. Povero movimento Ultras italiano. Onore sempre a chi ci prova, ma lasciatemi dire che siamo caduti in basso da nord a sud, in tutti i campi. Per ragioni fisiche non presenzio più allo stadio, però 𝐎𝐧𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐁𝐫𝐢𝐠𝐚𝐭𝐞 𝐆𝐢𝐚𝐥𝐥𝐨𝐛𝐥𝐮' /=\». 

«Vergognatevi tutti, il calcio è gioia, allegria e anche tristezza. Rispetto per tutti, le offese, le volgarità, sono dei frustrati, degli ignoranti, dei complessati. Sono di Napoli, adoro la mia squadra, ma amo tanto anche Roma. Rispetto vi prego e non lasciatevi trasportare in un ping pong di offese stupide. Grazie a chi comprenderà questo messaggio».

«Ad Avellino in serie A noi siamo stati aggrediti a sassate. Da un cavalcavia un mezzo degli “Indipendenti” è stato bombardato e fortunatamente mancato da una grossa damigiana piena di vino. Incredibile atmosfera per chi aveva come noi visitato questi luoghi non più di cinque mesi fa in ben altra circostanza. Ma per un giorno questa terra dimenticò le sue disgrazie, i suoi morti, il terremoto. C’era la serie A da conquistare. Anche questo sarà immorale, ma viva l’immoralità. Minor plauso invece all'esuberanza degli Ultras Irpini che hanno trasformato una gita fuori porta in trincea. Quella di chi, pur avendo delle responsabilità, si comporta come un irresponsabile. Parliamo di quel pazzo che, colto da raptus, dalla sua postazione microfonica dello stadio avellinese, rilevava le bellicose (ma quando mai!) intenzioni dei tifosi romanisti, innescando un processo pericolosissimo, che non causava danni solo per il buonsenso, ancora una volta, dei cosiddetti irresponsabili. Parliamo ancora dell’incredibile e vergognosa farsa dell’inseguimento ai danni del giovane romanista sceso in campo per piantare una bandierina giallorossa nella porta avellinesespinto solo da spirito d’emulazione (già l’operazione era stata portata a termine da un ragazzo irpino nella rete romanista) e con la convinzione che la legge è uguale per tutti. Mai più! Per lui cazzottoni, per l’avellinese pacati e comprensivi sorrisi. Parliamo di chi con troppa facilità spara il candelotto lacrimogeno, causando panico e paura. Il giovane Charlie ripeteva, “qui sono tutti matti”. Noi stessi abbiamo temuto il peggio. Quelli accesi da Falcao con la sua splendida rete. Durano solo venti minuti, poi ci pensa Cabrini a rimettere  le cose a posto. L’ira degli irpini non consente neppure di fare un ultimo applauso ai giocatori romanisti. Si esce con dieci minuti di anticipo, tra minacce e sputi. Una breve salva di mortaretti annuncia la salvezza dell’Avellino. Almeno per loro c’è stata giustizia».

«Saranno contenti i napoletani, uno striscione di uno storico gruppo ultras italiano bruciato a Belgrado, rubato da serbi a Roma previa informazione. Solo noi in Italia godiamo di questo, e c'è da vergognarsi come popolo. Sicuramente non avrebbero goduto i grobari, se qualche ultras straniero avesse rubato a Belgrado lo striscione dei delije per poi farlo a pezzi in terra straniera. Ma nessuno al mondo, penso. Un po' di orgoglio nazionale l'abbiamo ancora? Meditate, gente».

«2023_Steaua Rosie Belgrad_Multe capturi facute de la AS Roma, capturarea banner-ului Fedayn Roma este una dintre cele mai importante din istorie, Fedayn Roma a fost un grup foarte important in lumea ultras, cu vreo 51 de ani vechime, faptul ca ultrasii de la Steaua Rosie Belgrad au facut captura chiar in Italia, este o fapta deosebita, umilinta pentru Roma este maxima (la capturarea banner-elor cred ca au participat si ultrasi de la Napoli), eu stiam demult ca exista o relatie buna intre Steaua Rosie si Napoli. La ora asta mai sunt putine grupuri infiintate in anii '70 (doua dintre ele exista la Napoli in Peluza B).

ي مثل هذا اليوم 16 فيفري في 2008 اليوفنتيني مع الرومانيستا في مدرج واحد

لفهم الامر يجب العودة للثمنينات اين كانت الصداقة بين الدروغي و الفدائيين ، رغم ذلك الاشتباكات بقيت و مازالت الى يومنا هذا بين الكورفتين

Riflessioni

Le dinamiche del movimento Ultras dovrebbero unire e non dividere. In realtà la componente del tifo organizzato nazionale sta vivendo una nuova fase, l'ennesimo cambio di pelle di una controcultura esportata in ogni angolo del pianeta Terra. Condanniamo sia l'imboscata fin troppo losca, sia gli scontri in piena autostrada, sia il vile assassinio di Ciro, sia la plateale messa in fiamme dei vessilli romanisti dagli slavi. Ultras è ben altro. 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.

domenica 17 luglio 2022

I LEONI ROSSI RUGGISCONO! Comunicato ufficiale del RRL Grotta | ULTRAS


La tifoseria organizzata della Polisportiva Grotta ha diramato un comunicato stampa alla luce delle ultime difficili vicende societarie. Il Regime Red Lions 1991 è un gruppo con un saldo legame di amicizia e salda fratellanza con la Cervinara Ultras. Il Movimento Ultras in Valle Caudina ed in Irpinia ha aggregato migliaia di giovani, facendo riscoprire l'attaccamento al territorio. 
Avanti RRL Ultras Grotta!

Ne abbiamo sentite e lette di cotte e di crude negli ultimi giorni. Abbiamo aspettato quindi prima qualche giorno per riprendere carta e penna per poter fare un’analisi chiara e razionale e per mettere a conoscenza chi ci legge di quanto accaduto da 2 anni a questa parte. Il giorno 24 settembre 2020 la Polisportiva Grotta tramite il proprio profilo facebook comunicava che a seguito di numerose positività al Covid in rosa e senza il contributo di volontari e supporter tecnici, era impossibile poter prendere parte al campionato che sarebbe iniziato da lì a pochissimi giorni. Si è, quindi, subito materializzato il rischio concreto e imminente di radiazione in quanto come da regolamento, se una squadra di calcio per 3 partite in una stagione e nella stessa competizione rinuncia a partecipare, per la stessa viene comminata la radiazione da tutti i campionati, con conseguente perdita del titolo sportivo. 

E’ stato in quel momento che ci siamo attivati e abbiamo messo in moto la macchina per cercare di salvare il possibile. Dopo un incontro con la proprietà e nello specifico con Mauro Piccolo, che ci ha confermato la propria volontà di non voler più continuare ma allo stesso tempo ha manifestato di essere disponibile a consegnare il titolo della squadra a € zero a chiunque avesse voluto fare calcio a Grottaminarda, abbiamo allargato il cerchio e messo a conoscenza le Istituzioni e la cittadinanza di quanto stesse accadendo. 

Dopo qualche giorno, in un incontro tra il Direttivo del nostro gruppo, la dirigenza della Polisportiva Grotta e l’Amministrazione Comunale, fu consegnato da Mauro Piccolo e Christian Ianniciello formalmente e allo stesso tempo ufficialmente, il titolo sportivo nelle mani dell’allora Sindaco Cobino, mettendolo gratuitamente a disposizione della comunità TUTTA. A seguito di questo, il giorno 9 ottobre 2020 l’Amministrazione Comunale con in prima linea il delegato allo sport Rocco De Luca, lanciava un appello tramite la pagina Facebook del COMUNE DI GROTTAMINARDA a sostenere la squadra e programmava un incontro PUBBLICO per il giorno sabato 10 ottobre 2020 presso la sala Thomas Meninno, dove venivano invitati a partecipare imprenditori, esercenti e cittadini che avessero voluto dare una mano a portare avanti la squadra. 

A quella riunione oltre alla nostra rappresentanza, a quella di un esponente della Figc, a quella dell’Amministrazione Comunale, a quella della società rappresentata in quel caso da Mauro Piccolo, si aggiunse solo la figura di Michele Bruno che manifestò la disponibilità di persone appartenenti al mondo del calcio disposti a venire da fuori per poter subentrare. Fu in quel momento grazie alla sua figura, facendo da tramite, che le parti si misero in contatto. Il tempo intanto scorreva ed erano ormai già due partite che il Grotta non scendeva in campo. Lo spettro radiazione era ormai vicinissimo. Un’altra sola rinuncia e sarebbe tutto finito. 

C’era da presentarsi sui campi e ormai giustamente i calciatori presi ad inizio campionato si erano svincolati per sistemarsi altrove. Abbiamo proposto in quel momento di tesserare anche qualche volontario del nostro gruppo per prendere tempo e per presentarsi sui campi ed evitare la terza rinuncia. Abbiamo partecipato ad un’ulteriore riunione dove oltre a noi erano presenti la società del Grotta e la società che aveva manifestato interesse. Abbiamo avanzato in quel caso la richiesta di mettere all’atto del passaggio del titolo, una clausola che avrebbe previsto la possibilità di fare la squadra solo a Grotta e che non avrebbero potuto portare il titolo fuori. 

Quando sembrava ormai fatta, per il passaggio alle persone interessate che in quel momento erano alla guida anche di una squadra pugliese di D, è arrivata la fumata nera ed è saltato tutto. Era l’ultimo fine settimana prima della RADIAZIONE certa e nessun altro imprenditore, appassionato o nessun gruppo di persone interessate si era fatto avanti. 

A due giorni dalla terza e ultima rinuncia possibile, nel caos generale del momento storico, nel dramma dell’ondata di covid che stava mettendo in ginocchio la nazione e di conseguenza anche il calcio, arriva la decisione e comunicazione della FIGC di sospendere tutti i campionati dilettantistici. ERAVAMO SALVI, ma sapevamo che il conto sarebbe arrivato in seguito. Il problema non era risolto ma solo rimandato.

 Nel mese di marzo 2021 la LND comunica la ripresa dei campionati dando facoltà alle società di partecipare. Il nuovo format necessario per poter determinare soprattutto la designazione delle compagini che avrebbero dovuto prendere parte alle categorie superiori, non prevedeva retrocessioni ne tantomeno radiazioni per chi non avesse aderito alla ripartenza di quella competizione. Il giorno 16 marzo 2021 la POLISPORTIVA GROTTA comunicava tramite il proprio canale facebook di non aderire alla ripartenza dei campionati mettendo fine ad una delle stagioni più tormentate degli ultimi 20 anni.

Stagione 2021/2022: il Grotta si presenta ai nastri di partenza del campionato come una delle squadre da tenere d’occhio per le primissime posizioni di classifica. Intanto nella società sono rientrate anche altre 2 figure già presenti negli anni passati. A termine di una stagione strana, caratterizzata da un nuovo format, tra mille difficoltà, solo per lo scellerato regolamento adottato per l’occasione, la squadra non accede ai playoff nonostante un ottimo quarto posto che sia negli anni precedenti che negli anni che verranno avrebbe garantito l’accesso alla post-season. Dopo un accurato riepilogo di quello che è successo prima delle ultime vicende note è ora di arrivare al sodo. Tutti sapevano che il conto prima o poi sarebbe arrivato. 

A differenza del 2020 però, la richiesta di risorse da parte della società, non necessariamente economiche, è arrivata con largo anticipo (21 giugno). Ci sarebbe stato tutto il tempo per organizzarsi se invece di fare la guerra dei poveri si pensava a salvaguardare LA POLISPORTIVA GROTTA, se solo quest’ultima fosse stata intesa come PATRIMONIO DELLA CITTA’. 

Per quanto riguarda MAURO PICCOLO abbiamo già provveduto a ringraziarlo per quanto fatto negli anni, avendo riportato il GROTTA nell’élite del calcio regionale dopo un’assenza di 20 anni, ma non condivideremo mai la cessione del titolo. Ha tirato avanti la carretta per altri due anni nonostante avesse manifestato più volte l’impossibilità a continuare da solo. Molto probabilmente come successo 2 anni fa sarebbe andata allo stesso modo, portando la storia per le lunghe, e che tutti come sempre avrebbero sperato in un ripensamento per ripartire con una nuova stagione. 

Così purtroppo non è stato e se pur ti sia trovato solo non appoggeremo mai la tua decisione finale. Approfittiamo per ricordare che in società c’erano altre persone che avrebbero potuto portare avanti il progetto. Nel 2020 quando vi furono analoghe difficoltà ci dissero che i tempi erano brevi, ora eravamo a giugno. 

Che fine avete fatto? Per quanto riguarda la nuova Amministrazione Comunale è giusto esprimere delle domande alle quali qualsiasi tifoso e sportivo crediamo meriti delle risposte. Riteniamo che l’Amministrazione Comunale si sia COMPLETAMENTE DISINTERESSATA della situazione mettendo un muro subito nel comunicato pubblicato il 23 giugno. Era vostro DOVERE provare a salvare, cercare di convenire tra le parti, cercare tramite un pubblico appello di sensibilizzare la cittadinanza tutta a trovare una soluzione al fine di cercare di salvare il titolo sportivo. 

E’ chiaro ed evidente che l’amministrazione non avrebbe potuto apportare capitali pubblici a sostegno della squadra, non era quello che dovevate fare. Il vostro impegno sarebbe dovuto essere quello di sensibilizzare la cittadinanza. NON CI AVETE NEMMENO PROVATO. Negli articoli degli ultimi giorni il neo Sindaco Spera parla di imprenditori che avete contattato; 

Possiamo sapere chi sono? Il delegato allo sport Spinapolice ha parlato di ripartire dal basso; Lu ciucc lu tnemm p la cap, lu vulimm piglià p la cor? Vi ricordiamo che dopo anni di buio totale, eravamo già ripartiti dalla seconda categoria, circa 10 anni fa, scalando classifiche e categorie, difendendo sui campi della Campania calcistica orgogliosamente i colori giallorossi e il nome di Grottaminarda.

La POLISPORTIVA GROTTA è stata molto più di una squadra di calcio: Era aggregazione sociale, appartenenza, riscatto, orgoglio! 

TUTTO QUESTO A MOLTI FORSE NON INTERESSAVA!

Chiudiamo ricordando a tutti che il nostro è stato e sarà sempre un gruppo APOLITICO, APARTITICO, AUTOFINANZIATO, INDIPENDENTE, LIBERO.

NULLA DOBBIAMO A QUALCUNO E NULLA CI DEVE NESSUNO.

SEMPRE FORZA GROTTA!

CI AVETE ROTTO IL CALCIO!

Riflessioni

Bisogna difendere a spada tratta lo sport dilettantistico, ultimo baluardo per la socializzazione e la difesa del territorio. In Valle Caudina la situazione è molto difficile. Per ora l'Audax Cervinara 1935, Pannarano e Real San Martino sono pronte a scendere in campo, mentre il Montesarchio 1950 ha consegnato il titolo al Sindaco,  ed il Paolisi 992 è praticamente scomparso dalla scena calcistica, lasciando spazio al Paolisi 2000. Lo Schiaffo 321 Vi terrà aggiornati e dedicherà più attenzione al mondo del tifo organizzato. Al momento ci stringiamo alla Grottaminarda Ultras, una realtà che merita rispetto per stile, mentalità e praticità.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.

domenica 12 giugno 2022

TESTE MATTE PANNARANO, l'unica realtà Ultras attiva in Valle Caudina | ULTRAS


In Valle Caudina le società sportive dilettantistiche sono decine e nel tempo hanno scritto pagine importanti nel calcio minore della Campania calciofila. Il calcio è riuscito a far conoscere le nostre zone in ogni angolo della regione e oltre. Parallelamente sono spuntati come funghi i gruppi di fedelissimi al seguito delle compagini impegnate dall'Eccellenza alla Terza Categoria della Lega Nazionale Dilettanti.
Almeno dalla fine degli anni 80 il tifo organizzato in Valle Caudina ha visto un po' ovunque la nascita del fenomeno "Ultrà" al seguito delle rispettive squadre cittadine, impegnate in categorie dilettantistiche, dal sapore di calcio genuino. Il Mondo Ultras Caudino ha visto la Cervinara Ultras dominare per anni, spesso contrastata dalle realtà di San Martino Valle Caudina ed Airola negli anni 90 e da Montesarchio e Paolisi nei Duemila. Rotondi e Pannarano rappresentano, invece, le ultime novità di un panorama molto eterogeneo che ha coinvolto migliaia di giovani Caudini
Vivere le gradinate in una certa maniera, con stile e mentalità, ha fatto nascere gruppi come gli Ultras Audax Cervinara, l'Onda d'Urto San Martino, i Matti In Movimento Montesarchio, l'Incubo Ultrà Airola, il Gruppo 22 Paolisi e nel 2018 "La 12" Ultras Rotondi.

Pannarano, invece, è l'ultima tifoseria in ordine di tempo. Nata nel 2020 proprio durante il Covid-19, dopo un inizio travagliato, ha coronato il sogno promozione in Seconda Categoria. Un'annata che ha portato le Teste Matte alla ribalta locale e nazionale delle tifoserie minori. 
Si legge sulla loro pagina ufficiale: "A seguito della nascita dell'A.S.D. Pannarano calcio, al fine di sostenere con passione i nostri beniamini, si è costituito il gruppo tifosi "TESTE MATTE PANNARANO". Lo spareggio finale, giocato a Bucciano, contro lo Sporting Ponte è stato accompagnato da centinaia di tifosi. Un'invasione colorata e rumorosa allo stadio ed una gara perfetta in campo. L'attesa sfida è finita 4 a 1 per le furie biancorosse pannaranesi, capaci di sbranare l'avversario.

Bandiere, sciarpe ricamate in doppia lana, qualche pezza goliardica (Tiro a Campari), riferimenti al territorio (82017 il codice di avviamento postale di Pannarano), un numero industriale di torce e fumogeni hanno caratterizzato la prima annata sulle gradinate della tifoseria Biancorossa. Il passato della Pannarano calcistica è legato a tanti campionati di seconda e terza categoria. Ora con un sostegno caloroso e continuo può guardare in alto. Il nome Teste Matte venne usato negli anni 90 a Cervinara e nei 2000 a San Martino ed è ispirato alle terribili TMN al fianco del Napoli.


Molto bello e fatto bene lo striscione esposto dalle Teste Matte in centro tra decine di fumogeni locali per sottolineare la presenza e l'attaccamento alla Maglia, nonostante i divieti che hanno messo in ginocchio tutte le tifoserie italiane, ormai quasi tutte tornate nelle rispettive curve, traboccanti di passione e libertà: 

IL COVID MI OSTACOLA, LA MIA PASSIONE NON SI ARRESTA. OGGI VIVO DIRESTRIZIONI...DOMANI PER SOSTENERTI SU QUEI GRADONI


La stagione 2022/23 potrebbe segnare la rinascita delle altre realtà ultras Caudine. L'Audax Cervinara 1935 ha disputato un grande campionato, senza tifo organizzato. Un silenzio impensabile fino a qualche anno fa per la qualità e la quantità dei Cervinaresi. Montesarchio, San Martino, Rotondi e Paolisi, tuttavia, potrebbero completare il quadro, ma è tutto nebuloso, proprio come le tribune Caudine fino a qualche tempo fa.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete,