sabato 10 aprile 2021

JUNKER - Aprile (1998)

Junker | Aprile

Gruppo: Junker

Brano: Aprile

Album: ...reati di cuore

Anno: 1998

MOBY PRINCE: GIUSTIZIA PER MAURIZIO PARRELLA! (10.04.1991)

Trent'anni fa le immagini dell'Inferno di Livorno arrivarono in Valle Caudina tramite i primi concitati telegiornali dell'epoca. Le notizie non avevano la stessa velocità di oggi, ma riuscivano ad essere talmente incisive da depistare, immediatamente, il popolo Italiano sulle vere cause dell'impatto, probabilmente legate alla mancanza di Sovranità Nazionale.

Il 10 aprile 1991 Maurizio Parrella, giovanissimo Caudino di Roccabascerana, era sul Moby Prince, il traghetto che prese fuoco nella rada del Porto di Livorno in circostanze nebulose. Un incidente assurdo, uno scontro fatale con la Petroliera Agip Abruzzo, senza precedenti. La vita di centoquaranta persone è il prezzo pagato. Un solo superstite e valanghe di polemiche, indagini, depistaggi, traffici illeciti e buchi neri di vario genere. 

MAURIZIO PARRELLA

La vita di un giovanotto di Cassano Caudino, imbarcato il 26 marzo 1991 a quindici anni, s'intreccia con una storia molto più complessa di quanto si potesse immaginare. Un vero e proprio dramma per le tante famiglie delle vittime, che a distanza di 30 anni dalla tragedia cercano, senza soste, la verità e pretendono giustizia. 

Oggi in Toscana davanti alla lapide commemorativa gli irriducibili familiari, tra le lacrime di dolore e rabbia, hanno pronunciato i nomi dei centoquaranta martiri senza pace. 

MOBY PRINCE Servizi tg telegiornali 

Lo Schiaffo 321 si unisce al il grido di dolore lanciato dalla città labronica. La verità deve emergere e la parola Giustizia deve accendere la luce sul buio della Moby Prince

"Lo dobbiamo a loro, a noi e all'Italia intera", le parole dei parenti che, in rigoroso silenzio, hanno assistito alla commemorazione fino al lancio delle rose in mare. "Ringraziano infinitamente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha manifestato la sua vicinanza, un atto per noi molto importante, un conforto, uno stimolo per continuare a combattere senza tregua".

GIUSTIZIA!


Cosa si nasconde dietro il disastro del MOBY PRINCE? (DOCUMENTARIO)

Le Istituzioni locali, Unione dei Comune Caudini in primis, hanno perso un'altra occasione per unire le forze ed essere presenti, magari, per lanciare una rosa in mare e rafforzare la fiamma del Ricordo di un lavoratore Caudino caduto in servizio. A soli quindici anni. Un ragazzino morto in circostanze atroci che a distanza di anni viene anche trascurato dalla sua amata Valle Caudina. Il trentennale è un evento che dovrebbe far riflettere tante persone su molti punti. 

Non servono polemiche. Chiediamo giustizia per Maurizio e per tutte le vittime della tragedia in Mare, più grave del dopoguerra.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo


COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

LA CAUDIUM PAGELLA del mese dal 10.03 al 10.04.21


LA CAUDIUM PAGELLA 

dal 10.03 al 10.04.21

La Caudium Pagella è una nuova rubrica goliardica che nasce per dare i voti ai personaggi e/o alle notizie del mese traendo spunto direttamente dalla stampa locale. Segnalaci qualcosa che a tuo parere merita di passare sotto le Forche Caudine de Lo Schiaffo 321. Non dimenticare la fonte e l'ironia.

voto dieci (10):

STATUS QUO

StatusQuoLa puntata è stata visualizzata da oltre 3.000 persone e le interazioni che possiamo contare, tra condivisioni, commenti e mi piace, superano le 10.000, dimostrando una grande attenzione al programma.  SQ è un programma televisivo prodotto dalla redazione "L'altraFaccia", trasmesso su Rete 6/User TV che propone servizi giornalistici di approfondimento socio-politico-culturale inerenti al territorio campano (usertv.it) 

voto nove (9):

AMIANTO ASSASSINO

Caserta - Amianto alla Firema, prescritto il reato di lesioni agli operai.  E’ passato troppo tempo da quando hanno contratto durante il lavoro malattie legate all’esposizione all’amianto, e così decine di ex dipendenti della Firema, azienda casertana che produce carrozze ferroviarie, dal luglio 2015 denominata “Tfa” e di proprietà indiana, non potranno veder riconosciute le loro ragioni nel “processo bis” in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di sette ex dirigenti dell’azienda; per questi ultimi il processo proseguirà per il più grave reato di omicidio colposo, concernente la morte di 19 lavoratori, il cui termine di prescrizione è maggiore. Oggi il giudice monocratico Valerio Riello, come era ampiamente prevedibile, ha separato la posizione degli imputati in relazione ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose, quindi ha dichiarato con sentenza il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per le ipotesi di lesioni, concernenti la situazione di 82 ex lavoratori Firema ammalatisi per esposizione all’amianto più di sette anni e mezzo fa (in tale termine si prescrive il reato). (edizionecaserta.net)

voto otto (8)

MASTELLA GANDHI 

Il Mastella di lotta si manifesta a Un giorno da pecora, per un classico ossimoro che racchiude la paradossale vicenda delle oscillazioni a seconda dell'aria di favore che tira. E' Anteprima 24 a riportare, dalla fortunata trasmissione, l'ultima sortita radiofonica del sindaco di Benevento: “Iniziamo a dare una mano ed una speranza alla povera gente che soffre, di queste persone ho ricevuto anche una delegazione. E vi dico una cosa: io chiedo che le province siano considerate come tali, perché ad esempio fare zona rossa tutta la Campania se Benevento non ha numeri da zona rossa? Se non faranno questo ho detto alla delegazione che inizieremo a fare con loro lo sciopero della fame fino a quando in parlamento non decideranno in modo diverso“. (ilvaglio.it)

voto sette (7):

MAGLIONE PER AIROLA

In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Airola è necessario costruire una alternativa amministrativa che abbia come obiettivo il futuro di Airola e non delle singole personalità politiche” a dirlo in una nota il deputato e portavoce M5S Pasquale Maglione“La forte contrapposizione di questi anni – prosegue il deputato – deve lasciare spazio a un dialogo aperto, trasparente e schietto tra coloro che intendono costruire un progetto di visione e di rilancio della nostra comunità.  (retesei.com)

voto sei (6)

NASCE CERVINARA.COM

Nasce Cervinara.com una nuova associazione. È stata costituita ufficialmente l’associazione CERVINARA.COM. Il primo corposo nucleo associativo porta con sé la recente avventura elettorale e si fa promotore di una proposta politica ancora più convinta, che gode già dell’adesione di nuove personalità. La nascita dell’associazione è la prova che il gruppo nato dall’accordo elettorale, sotto il nome “Uniti per Cervinara”, rilancia la sua presenza sul territorio in dialogo con i consiglieri d’opposizione I primi ambiti d’interesse individuati derivano dalle esigenze immediate dei cittadini: sostegno alle famiglie, sicurezza delle scuole, salvaguardia paesaggistica, messa in sicurezza del territorio, imprenditoria e cultura. Presidente è stato eletto Alessandro Carofano e il direttivo è così composto: Alda Lanni (Segretaria), Maria Ragucci (Tesoriera), Mario Casale, Claudia Cioffi, Raffaele Cioffi, Guido Coletta, Veronica Spiotta. (www.usertv.it)

voto cinque (5):

PANNARANO ANALCOLICA

Comune di Pannarano. Provincia di Benevento. Ordinanza n. 9/2021. Pubblicata il 02/04/2021. Divieto di vendita per asporto e di alcolici(comune.pannarano.bn.it)

voto quattro (4):

MAFALDA MINACCIATA!

L'influencer Mafalda De Simone minacciata di morte sui social. "Colpevole di aver chiesto un utilizzo più responsabile dei social partendo da una presa di coscienza nelle scuole. Non mi fermo, vado avanti e ora trascino in Tribunale chi mi ha denigra. Mirabella Eclano.  "Tu credi che veramente la scuola abbia bisogno di te? Vergognati, meriteresti 50 coltellate" o "L'uso dei social nelle scuole? Ma ammazzati", fino ad arrivare a dire "Trovarti un lavoro serio, no? Io per la vergogna mi sarei buttata giù da un ponte". Questi alcuni delle minacce di morte giunte a Mafalda De Simone, influencer campana con oltre 170mila followers all'attivo, perché "colpevole" di aver chiesto ai dirigenti scolastici degli istituti italiani e al ministero dell'Istruzione di dedicare alcune ore dei piani didattici all'insegnamento dell'utilizzo dei social networkMessaggi preoccupanti, che la De Simone ha allegato, nei giorni scorsi, in una denuncia già depositata alla polizia postale, segnalando i relativi account da dove sono arrivate le minacce. (ottopagine.it)

voto tre (3)

LADRO IN FUGA

Barba lunga, pochi capelli e viaggia su un’audi, caccia all’uomo a Cervinara. I carabinieri lo stanno cercando. Viaggia a bordo di un’audi grigio topo e alcune lettere della targa sono FN. Poco fa ha cercato di entrare in un’abitazione di Ioffredo. La prontezza dei riflessi della ragazza che si trovava all’interno dell’abitazione ha impedito di portare a compimento il suo disegno criminale. Quando la ragazza ha capito che l’uomo aveva cattive intenzioni, ha subito telefonato ai Carabinieri(ilcaudino.it)

voto due.due (2)

TREMA ARPAIA

Arpaia.  Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella tarda serata di ieri ad Arpaia. Erano le 23.21 e 52 quando i sismografi hanno evidenziato un movimento di magnitudo pari a 2.2. Alcune telefonate sono giunte al centralino dei vigili del fuoco del comando provinciale, nessun problema per le persone e le cose è stato segnalato, anche se un pizzico di preoccupazione è stato inevitabile. (www.ottopagine.it)

voto uno (1)

IL BASTARDO SEI TU!

Montesarchio (Bn) – Avvelenamenti sospetti a Montesarchio: la Lega Nazionale per la Difesa del Cane presenta denuncia. Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Marco Castaldi, legale rappresentate della sezione di Benevento della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, in merito ad episodi di avvelenamenti di cani nel centro caudino di Montesarchio. Questo il suo racconto dei fatti.

Uccidere animali con crudeltà e senza necessità è un gesto criminale che denota pericolosità sociale. Non è possibile che l’autore di questi avvelenamenti giri indisturbato e continui a mietere vittime. Peraltro l’utilizzo di veleni e vietato dall’Ordinanza del Ministero della Salute def 12 luglio 2019, prorogata nel 2020, recante “norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”. Questa pratica oltre ad essere illegale può risultare pericolosa non solo per gli animali ma anche per le persone e l’ambiente. (anteprima24.it) 

voto zero (0)

UNIONE DEI COMUNI

Come le ultime attività della Città dei Servizi Caudina. (loschiaffo321.com)


Potete inviare il Vostro voto al seguente indirizzo di posta elettronica:

caudiumpatrianostra@gmail.com oppure su Twitter @SchiaffoLo

René Guénon - AUTORITÀ SPIRITUALE E POTERE TEMPORALE (1929) | cap. V




DIPENDENZA DELLA REGALITÀ DAL SACERDOZIO_5

Qui si vede che il rapporto tra i due poteri può anche essere rappresentato come quello tra «interno» ed «esterno», rapporto che in effetti ben simboleggia quello tra conoscenza e azione, o, se si vuole, tra «motore» e «mobile», per riprendere l’idea che abbiamo esposto sopra, riferendoci tanto alla teoria aristotelica quanto alla dottrina indù. (p. 72)

In cambio della garanzia che l’autorità spirituale dà alla loro potenza, gli Kshatriya, con la forza di cui dispongono, devono assicurare ai Brahmani il modo di svolgere in pace, al riparo dal disordine e dall’agitazione, la propria funzione di conoscenza e di insegnamento; è ciò che il simbolismo indù rappresenta nella figura di Skanda, Signore della guerra, che protegge la meditazione di Ganesha, Signore della conoscenza. (pp. 73-74)

I Brahmani devono esercitare solo un’autorità in certo modo invisibile, che, come tale, può restare ignota all’uomo comune, ma non per questo cessa di essere il principio immediato di ogni potere visibile; questa autorità è come il perno intorno al quale ruotano tutte le cose contingenti, l’asse fisso intorno a cui il mondo compie la sua rivoluzione, il polo o il centro immutabile che dirige e regola il movimento cosmico senza parteciparvi. 

La dipendenza del potere temporale dall’autorità spirituale ha il suo segno visibile nell’incoronazione dei re: essi non sono veramente «legittimati» se non quando abbiano ricevuto dal sacerdozio l’investitura e la consacrazione, che implicano la trasmissione di un’«influenza spirituale» necessaria all’esercizio regolare delle loro funzioni. (pp. 75-76)

Ciò dimostra come essa non appartenga in proprio al re, ma gli sia conferita da una specie di delega dell’autorità spirituale, delega in cui consiste propriamente il « diritto divino », come abbiamo già detto; il re, quindi, non ne è che il depositario, e di conseguenza in certi casi può perderlo; per questo motivo, nella «Cristianità» medioevale, il Papa poteva sciogliere i sudditi dal giuramento di fedeltà verso il loro sovrano. Nella tradizione cattolica, del resto, si rappresenta san Pietro che tiene in mano non soltanto la chiave d’oro del potere sacerdotale, ma anche la chiave d’argento del potere regale; presso gli antichi Romani queste due chiavi erano uno degli attributi di Giano, ed erano allora le chiavi dei «grandi misteri» e dei « piccoli misteri», i quali, come abbiamo spiegato, corrispondono anche, rispettivamente, all’«iniziazione sacerdotale» e all’ «iniziazione regale». (p.77)

Quanto è stato detto definisce i rapporti normali tra autorità spirituale e potere temporale; e, se questi rapporti fossero osservati sempre e dovunque, mai nessun conflitto potrebbe nascere tra l’una e l’altro, perché ciascuno occuperebbe così il posto che gli spetta in virtù della gerarchia delle funzioni e degli esseri, gerarchia che, torniamo a insistervi, è strettamente conforme alla natura stessa delle cose.

 Purtroppo, di fatto, le cose son ben lontane dallo stare così, e troppo spesso le relazioni normali sono state misconosciute o addirittura rovesciate; a questo proposito va innanzitutto rilevato come sia già un grave errore considerare lo spirituale e il temporale semplicemente come due termini correlativi o complementari senza rendersi conto che il secondo ha il suo principio nel primo. (pp. 78-79)

[…]tale complementarità non è sbagliata, ma soltanto insufficiente, perché corrisponde a un punto di vista pur sempre esteriore, qual è del resto la divisione stessa dei due poteri, resa necessaria da uno stato del mondo in cui il potere unico e supremo non è più a portata dell’umanità ordinaria. (p.79)

Se quindi è un errore considerare lo spirituale e il temporale semplici correlativi, ve n’è un altro, ancora più grave, che consiste nel voler subordinare lo spirituale al temporale, cioè in definitiva la conoscenza all’azione; questo errore, che capovolge completamente i rapporti normali, corrisponde alla tendenza che è, in linea generale, quella dell’Occidente moderno, e che può manifestarsi soltanto in un periodo di decadenza intellettuale molto avanzata. 

Oggi, peraltro, alcuni si spingono ancora più lontano in questa direzione, fino a negare il valore stesso della conoscenza in quanto tale e anche, come conseguenza logica essendo le due cose strettamente correlate, fino alla negazione pura e semplice di ogni autorità spirituale; quest’ultimo gradino nella degenerazione, che comporta la dominazione delle caste inferiori, è uno dei segni caratteristici della fase finale del Kali-Yuga. (pp.82-83)

[…]oggi non si vuole vedere nella religione niente più che uno degli elementi dell’ordine sociale, un elemento fra gli altri e al loro stesso livello; 

è l’asservimento dello spirituale al temporale, o addirittura l’assorbimento del primo nel secondo, in attesa della completa negazione dello spirituale, che ne è l’inevitabile esito. 

Di fatto, considerare le cose a questo modo conduce necessariamente a «umanizzare» la religione, a trattarla cioè come fatto meramente umano, di ordine sociale, o meglio «sociologico», per gli imi, di ordine forse più psicologico per gli altri; e allora, a dire il vero, non è più religione, perché la religione comporta essenzialmente qualcosa di «sovraumano», senza il quale non siamo più nell’ambito spirituale, giacché temporale e umano sono in realtà identici, in base a quanto dicevamo sopra; si tratta quindi, a dispetto delle apparenze, di una vera e propria negazione implicita della religione e dello spirituale[…]. (pp.83-84)

Scritto da René Guénon

Stralci tratti da ADELPHI – Collana PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI n. 661 – 2014

JUNIO GUARIENTO Italianeiro 1977-2017

Junio Guariento Italianeiro 1977-2017 

venerdì 9 aprile 2021

MARCELLO DE ANGELIS - Alternativa a cosa?

Musica alternativa. Ma alternativa a che?

Mi è sempre venuto istintivo di chiedere. Certo, la risposta è ovvia, quasi banale, ma non mi ha comunque mai soddisfatto del tutto. Alternativa a tutto il mondo circostante. Almeno questo era il senso di tutte le “nostre” cose fino a meno di un decennio or sono. Le cose sono molto cambiate, ma non fa bene a nessuno dimenticarlo. Il mondo era contro di noi. Tutto il mondo era contro di noi. Noi eravamo quelli del ghetto e la nostra era la cultura del ghetto. Con una differenza: in tutto il mondo gli artisti del ghetto fanno fortuna, nel nostro no...

Il Secolo d'Italia del 1967

Il primo cantante “nostro” che ho scoperto è stato ovviamente Leo Valeriano. Io e mio fratello comprammo nel ’74 un suo disco ed imparammo Budapest, Berlin e tante altre che ancora ricordo, ma che è inutile elencare. Molto dopo scoprimmo un disco dei Nuovo Canto Popolare. Ci faceva divertire l’ironia antirepubblicana, visto che i componenti dei gruppo erano monarchici. Andavamo alla ricerca di qualsiasi incisione che avesse un vago sapore di “nostro”. 


MARCELLO DE ANGELIS e I 270 BIS

Avevamo una specie di complesso di privazione. Nati da una famiglia di artisti, con un nonno celebre cantante lirico ed una educazione musicale che partiva dall’infanzia, ci faceva morire questa apparente realtà per la quale non ci fosse nessuno che mettesse in musica le nostre idee e le nostre passioni.

  Conoscevamo tutti i cantautori a memoria, canzoni che parlavano di padroni, di anarchia, di proletariato eccetera. La musica era bella, ci piaceva e ripetevamo le parole come se fossero canzoni in una lingua straniera. Mi correggo: erano in una lingua straniera. 

DESTRA FRANCESE

Certo, per avere il successo è dovuto uscire dal ghetto. Si tratta di Sergio Caputo, fiduciario del Fronte della gioventù dei Liceo Classico Mameli di Roma, che io frequentavo. Cantava  
Finimmo per comprare anche un paio di dischi di cantautori francesi “di destra”. Imparammo a memoria anche le loro canzoni, trovando che il francese riusciva ad essere così una lingua più nostra di quella dei cantautori di sinistra. Il primo cantautore di destra che conobbi in carne ed ossa, di cui udii strimpellare i primi accordi, è oggi un artista di successo.

«Libertà, dove sei? Non sei certo più a Berlino o Budapest…” o qualcosa di simile. 

Dopo qualche anno – dopo che lui era sparito – risentii la stessa canzone alla radio, purgata dei riferimenti politici. Che tristezza. Ma Sergio in realtà è solo una povera vittima, una delle tante vittime dell’antifascismo militante. Voleva cantare e suonare la chitarra. Gli hanno detto che non poteva perché era fascista. Così è stato costretto a fare di tutto per far dimenticare le sue origini, per farsi perdonare di essere nato nel ghetto. 

SERGIO CAPUTO, EX FDG

Io penso che in fin dei conti sarebbe stato più felice se avesse potuto fare il suo lavoro senza abiurare i suoi vecchi amici e le sue radici. Non era un simpatizzante qualsiasi, era lui che teneva i corsi politici, che ci insegnava ad usare la serigrafia. Poi d’improvviso è sparito. Sarà più felice oggi? Chissà.

Compagnia dell'Anello

Ricordo il primo concerto della Compagnia dell’Anello a Roma. Forse non si chiamava neanche cosi allora. Credo fosse il 1975. Erano tutti più o meno usciti di galera da poco. Chi per incidenti, chi per ricostituzione o chissà cos’altro. Furono una vera scoperta. Canzoni divertenti, orecchiabili, cantate con entusiasmo e suonate con gusto. Me ne andai con quelle parole che mi rintronavano nel cervello. “Signor brigadiere mi sono difeso, erano in quattro, ma uno l’ho steso”. Parole che forse oggi faranno sorridere qualcuno, ma che per noi parlavano della vita vera, l’esperienza quotidiana.

La Compagnia cantava nella nostra lingua e – in maniera piacevole e divertente – delle nostre tribolazioni quotidiane, dei nostri drammi e delle nostre piccole manie.

La copertina dell'Agenda 98

Nel ’77 il primo Campo Hobbit. Un’esperienza inverosimile. Singoli e gruppi, tutti per me più o meno sconosciuti che si alternavano sul palco a cantare. Certi facevano ridere, altri piangere, altri vibrare il cuore. Una vera Woodstock. La sera si intonavano i vecchi canti e magari anche le canzoni dei cantautori degli “altri”, cambiando qualche parola. 

MONTESARCHIO

A sedici anni cominciai a suonare la chitarra; era lo strumento della mia generazione. Cominciai subito a giocare con le parole e gli accordi ma non ho mai pensato di fare canzoni sul serio. Negli anni seguenti mi trovai a cantare canzoni mie per i miei fratelli e per la cerchia più ristretta degli amici e camerati con i quali condividevo tutto. 

Erano le nostre-nostre canzoni. Mi interessava solo che piacessero a loro ed ero convinto che solo loro le potessero capire. Poi, alla fine degli anni ’70, arrivò l’apocalisse. 

Il nostro mondo crollò tra il ferro delle manette e delle sbarre ed il fuoco della repressione. Ci eravamo già da troppo tempo abituati a scrivere e cantare canzoni per i nostri morti. Non eravamo noi ad essere alternativi al mondo, ma il mondo, tutto il mondo, che continuava ad essere alternativo a noi, tanto da ucciderci o gioire della nostra morte. 

Andai lontano, con decine di altri. Più fortunati di quelli che invece andarono “dentro”. Uno di questi – un amico intimo – mi mandò a chiedere di registrargli le mie canzoni, perché potesse sentirle nella sua cella. Incisi una cassetta in cucina, con un vecchio registratore e gliela mandai.

Non ne seppi più nulla. Nove anni dopo mi dissi che il mio posto era dove tanti dei miei amici avevano eletto la loro dimora. Optai per una dignitosa carcerazione, piuttosto che continuare a lancinarmi coi complesso di colpa di aver sofferto meno degli altri. Entrai in carcere senza ricambio e senza spazzolino. Era il mio tentativo infantile di sentirmi come gli altri, non volevo avere nulla di più. Dopo tre anni uscii.

GIANNI ALEMANNO

Incontrai Gianni Alemanno, che conoscevo dai “vecchi tempi”, che mi invitò ad un “campo quadri” del Fronte della Gioventù. Ad assistere. Io ci andai. A disagio, un po’ spaesato, mi presentai al Terminillo e mi misi in coda per registrarmi. Mi trovai davanti Isabella Rauti, che alla prima non mi riconobbe.

Declinai le mie generalità, Isabella alzò lo sguardo, mi riconobbe e mi abbracciò. Notai molti sguardi sbigottiti. La sera ci furono discorsi e canti. Alcuni intonarono una canzone. L’avevo scritta io. Poi un’altra. Anche questa l’avevo scritta io. Canzoni che non avevo suonato per dieci anni, di cui non ricordavo gli accordi e a stento le parole. Parole che pensavo seppellite in un passato che non poteva tornare. Le cantavano tutti. Trecento persone in coro, alcune delle quali avevano la metà dei miei anni.

CAMPO HOBBIT '93

Scoprii che tutti quanti avevano una copia di quella cassetta che avevo registrato in cucina, a Londra, dodici anni prima e che tanti ragazzi, per un decennio, le avevano insegnate ad altri, le avevano cantate nei concerti. 

Sono gli eroici “traghettatori”, alcuni noti (Alvise, Francesco Mancinelli), molti sconosciuti, che hanno per un decennio mantenuto vivo e presente il sentimento ed il ricordo di una generazione di “giovani cuori che seppero morire”. Rimasi sbigottito e commosso. 

L’attività della mia vita a cui avevo dato la minore importanza, l’iniziativa che avevo curato di meno, era quella che aveva avuto il maggior risultato. Senza di me o addirittura malgrado me. E’ stata una grande lezione. Era questo “l’agire senza agire”, ‘l’atto puro”, “l’azione che non si cura dei risultato” di cui per anni avevamo parlato. 

Il bello delle canzoni è che assumono una vita indipendente, svincolata dal loro stesso autore e vanno a finire esattamente dove vogliono, senza che nessuno le possa pilotare. 

C’è sempre, è vero, chi cerca di appropriarsene, farne una cosa propria per negarla agli altri. Gli uomini purtroppo sono meschini. Si appropriano di tutto ciò che può servire ai loro scopi. Anche della memoria dei morti, figuriamoci di quattro parole in musica. Ma di questi personaggi meschini fa comunque giustizia il tempo, che – si sa – è galantuomo.

Fu comunque solo allora che compresi una frase che mi ripeteva un ragazzo che mi insegnò i primi accordi sulla chitarra. Quando io dissi – scioccamente – che avrei voluto suonare un altro strumento perché la chitarra era “da compagni”, quello mi disse che 

“una canzone vale più di mille volantini”. 

E’ una frase che oggi ripeto fino alla noia. Spero che qualcuno la recepisca. Oggi la musica alternativa non ha più bisogno di essere alternativa al mondo, anzi, può davvero diventare la musica del mondo. Non più la colonna sonora del ghetto, ma un prodotto da esportare al mondo esterno, ancora ignaro della nostra anima. Che è l’anima dei popolo, cioè l’anima di tutti. Non ci caratterizziamo, è vero, per uno specifico stile musicale, e questo ci rende forse meno “commerciabili”.

VALLE CAUDINA 1977

Funziona certo meglio farsi indicare un genere musicale dai mercati interazionali e cavalcarlo scimmiottando coloro che l’hanno inventato – magari lontani mille miglia – persino nell’abbigliamento e nell’andatura. E quello che astutamente fanno i gruppi dell'”antagonismo assistito” della nuova sinistra e dei centri sociali. 

Il rap, l’hip hop, è quello che impone il mercato e loro, rivoluzionari da cartone animato, si mettono subito in riga e ballano alle note dei pifferaio magico. Noi per fortuna abbiamo ancora qualcosa di unico da dire, qualcosa che viene dal profondo. E siccome il nostro cruccio non è vendere tanti dischi, possiamo permetterci di farlo ognuno con i propri gusti ed i propri mezzi. Sono i contenuti quelli che contano. 

Le canzoni delle lotte sociali – quelle vere, non quelle che si vendono oggi nei supermercati, firmate Jovanotti o 99 Posse – variano per ritmo, stile musicale e persino dialetto. Ma parlano tutte delle stesse speranze, dello stesso sangue e dello stesso amore. Sono canzoni di lotta, certo, ma anche canzoni d’amore. Sono, come le nostre, canzoni di amore per lotta e canzoni di una mai sconfitta lotta per l’amore.

testo di Marcello De Angelis

tratto da "Canzoni d'amore per la lotta e di lotta per l'amore" - Agenda 98, IV edizione a cura dell'Associazione Culturale Nazione e Popolo, stampata nel dicembre 1997 e realizzata da Marcello de Angelis, Mario De Nisi, Mia Grassi, Carlo Marconi, Gabriele Marconi, Tatiana Pellegrini, con la collaborazione dell'Associazione Culturale Lorien

Rino Gaetano poteva essere salvato? L'interrogazione del Movimento Sociale Italiano | VIDEO

 

Registrazione video di "Rino Gaetano poteva essere salvato? L'interrogazione del Movimento Sociale Italiano - Dn del 4 giugno 1981 e il Ministro Altissimo", registrato lunedì 29 marzo 2021 alle 16:30

giovedì 8 aprile 2021

martedì 30 marzo 2021

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

Fracchia Contro Dracula (1985) | Lungometraggio completo

Fracchia Contro Dracula

RINO GAETANO in Concerto (Salento 1977)

Rino Gaetano in Concerto 
a San Cassiano (Lecce)
 25 Luglio 1977 con i Crash

René Guénon - AUTORITÀ SPIRITUALE E POTERE TEMPORALE (1929) | cap. IV

 

NATURA RISPETTIVA DEI BRAHMANI E DEGLI KSHATRIYA_4

Saggezza e forza, questi sono gli attributi rispettivi dei Brahmani e degli Kshatriya, o, se si preferisce, dell’autorità spirituale e del potere temporale; ed è interessante notare che presso gli antichi Egizi il simbolo della Sfinge, in uno dei suoi significati, riuniva precisamente i due attributi i visti secondo i loro rapporti normali. 

Si può infatti considerare la testa umana come raffigurazione della saggezza, e il corpo di leone raffigurazione della forza; la testa è l’autorità spirituale che dirige, il corpo è il potere temporale f che agisce. È da sottolineare peraltro che la Sfinge è raffigurata sempre a riposo, giacché il potère temporale è inteso qui allo stato «non agente» nel suo principio spirituale, in cui è contenuto « eminentemente », quindi soltanto come possibilità d’azione, o, ancora meglio, nel principio divino che unifica spirituale e temporale poiché è al di là della loro distinzione e costituisce la fonte comune dalla quale procedono entrambi, il primo però direttamente, il secondo indirettamente e per il tramite del primo. Altrove troviamo un simbolo verbale che, per la sua costituzione geroglifica, è un esatto equivalente del precedente: è il nome dei Druidi, che si legge dru-vid[…] (p.59)

LA SFINGE

In altri termini, dal momento che di solito il sacerdozio non comporta l’esercizio effettivo della regalità, occorre che i rappresentanti rispettivi del sacerdozio e della regalità traggano il loro potere da una fonte comune, che è «al di là delle caste»; la differenza gerarchica che esiste tra essi consiste nel fatto che il sacerdozio riceve il potere direttamente | da questa fonte, con la quale è in contatto immediato per sua stessa natura, mentre la regalità, in virtù del carattere più esteriore e propriamente terrestre della sua funzione, non può ricevere il proprio se non per tramite del sacerdozio. (p.61)


Perciò, se si vuole risalire all’origine prima dei due poteri sacerdotale e regale, bisogna cercarla nel «mondo celeste »[…]. (p. 62)


Tornando al punto di partenza della nostra digressione, è evidente che gli attributi di saggezza e di forza si riferiscono rispettivamente alla conoscenza e all’azione; d’altra parte, in India si dice anche, in connessione con lo stesso punto di vista, che il Brahmano è il prototipo degli esseri stabili, e lo Kshatriya il prototipo degli esseri mutevoli;

in altri termini, nell’ordine sociale, che del resto è in perfetta corrispondenza con l’ordine cosmico, il primo rappresenta l’elemento immutabile, il secondo l’elemento mobile. Anche qui, l’immutabilità è quella della conoscenza, che è raffigurata in modo sensibile dalla postura immobile dell’uomo in meditazione; la mobilità, dal canto suo, è quella inerente all’azione, a motivo del suo carattere transitorio e momentaneo.(p. 63)


Nella natura del Brahmano predomina sattwa, che lo orienta verso gli stati sovraumani; in quello dello Kshatriya predomina rajas, che; tende alla realizzazione delle possibilità comprese nello stato umano.1 Alla predominanza di sattwa corrisponde quella dell’intellettualità; alla predominanza di rajas quella di ciò che, in mancanza di un termine migliore, possiamo f chiamare la sentimentalità[…]. (p.64)

Quest’ultima osservazione permette di comprendere la vera ragion d’essere delle forme religiose: esse sono particolarmente adatte alle razze il cui comportamento è in generale rivolto soprattutto all’azione, cioè alle razze che, considerate collettivamente, hanno in sé una preponderanza dell’elemento «rajasico» che caratterizza la natura degli Kshatriya. 

Tale è il caso del mondo occidentale, ed è per questo che, come abbiamo già segnalato altrove, in India si dice che se l’Occidente tornasse a uno stato normale e nuovamente in possesso di un’organizzazione sociale regolare, vi si troverebbero molti Kshatriya, ma pochi Brahmani; questo è anche il motivo per cui la religione, intesa in senso stretto, è cosa propriamente occidentale. E ancora questo che spiega come in Occidente sembri non esistere un’autorità spirituale pura, o per lo meno non ve n’è una che si affermi esteriormente come tale, con i caratteri che abbiamo descritto in precedenza. (pp. 65-66)

[…]un’autorità che sia soltanto religiosa continua tuttavia a essere, nel caso più sfavorevole, un’autorità spirituale relativa; vogliamo dire che, pur non essendo un’autorità spirituale pienamente effettiva, ne possiede la virtualità che le deriva dalla sua origine, e perciò è sempre in grado di esercitarne le funzioni all’esterno[…]. (p.69)

Scritto da René Guénon

Stralci tratti da ADELPHI – Collana PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI n. 661 – 2014

lunedì 29 marzo 2021

GIORGIO ORWELL - La Fattoria degli Animali (1945) | Audiolibro Integrale

La Fattoria degli Animali 
GIORGIO Orwell

Ménéstrandise Audiolibri

La Fattoria degli Animali di Giorgio Orwell

Voce Narrante di Edoardo Camponeschi

www.menestrandise.it

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP.7 - P. 2/2 - Audiolibro

 

Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola

Capitolo 7 [PARTE 2 DI 2] - 

PARENTESI SUL CATTOLICESIMO ESOTERICO 

E IL «TRADIZIONALISMO INTEGRALE» 

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo 

Contemporaneo di Julius Evola.

tratto da Vyāsa Audioletture

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino

 


JUNIO GUARIENTO - La ballata del Nero (1976)

Junio - La Compagnia dell'Anello - La Ballata del Nero


Artista: 
Junio Guariento

Gruppo: Compagnia dell'Anello

Brano: La ballata del Nero

Anno: 1976

Testo e musica: Loris Lombroni

Terremoto dell'Irpinia del 29 marzo 1517

Il 29 marzo di cinquecento anni fa un terremoto colpì l'Irpinia, ma non si hanno dati ufficiali sulle perdite umane legate all'evento tellurico. Alle ore 19 in punto del 29 marzo 1517 un boato accompagnò l'ennesimo evento sismico di magnitudo 5.4 con epicentro sull'Appennino campano, precisamente nell'alta valle dell'Ufita, fra le alture della Baronia e l'altipiano del Formicoso. 

La Valle Caudina del XVI secolo tremò per un miserere, pari ad un minuto. Per fortuna non si registrarono danni a persone o cose. Anche a Napoli, Capitale del Regno, la scossa fece tremare le case e le Chiese, anticipando di appena qualche mese il terremoto religioso che porta la firma di Martin Lutero. Il monaco agostiniano affisse un documento passato alla storia, contenente novantacinque tesi, sul portone della Cattedrale di tedesca di Vittimberga in Sassonia-Anhalt. 

moda del 1500

Nella tranquilla cittadina bagnata dal fiume Elba l'agguerrito monaco ribelle fece traballare la Chiesa Cattolica. Lutero attaccava l'indegna compravendita delle indulgenze, vero e proprio mercato dello Spirito, in totale controtendenza rispetto ai valori cristiani della prima ora. 504 anni fa nacque la Riforma Protestante, che si trascina fino ad ora, come l'incredibile scia di terremoti che periodicamente affligge l'Irpinia, il Sannio e l'Antica Caudio. 

A quell'epoca i territori colpiti dal sisma erano compresi nel Principato Ultra del Regno di Napoli, il tristemente famoso distretto sismico della Verde Irpinia. Purtroppo, il numero complessivo delle vittime è ignoto. L'unica cittadina che pianse 26 morti fu Conza a causa l'intensità del sisma che raggiunse l'VIII-IX grado della scala Mercalli. In questo caso l'area colpita si estendeva a tutto il settore centro-orientale Irpino. Danneggiata la Basilica di Ariano di Puglia, tanto da dover essere restaurata, come riportano i documenti ingialliti dal tempo.

regno di napoli

Lo Schiaffo 321 continuerà l'analisi dei terramoti, capaci di far scorrere sangue e lacrime. Ricordiamo ai tanti addetti alla prevenzione e alla tutela del territorio, di qualsiasi schieramento, che viviamo in una zona sismica. Rispetto al passato, grazie alle tecnologie del settore, si possono monitorare edifici e infrastrutture con molta efficacia. Proprio in questi giorni il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, meglio conosciuto come l'Eucentre di Pavia, ha simulato un terremoto dell'Irpinia per valutare la tenuta della struttura. 

#terremotoISAAC​: 137% intensità 
terremoto dell'Irpinia 1980

Bisogna investire sul fronte della sicurezza e programmare, meticolosamente, un piano antisismico all'avanguardia, prima delle tragedie. Non dopo.

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