giovedì 13 settembre 2007
venerdì 17 agosto 2007
GUERRA AI NEMICI DELLA NOSTRA TERRA!
Rischio amianto: «Situazione grave». | RASSEGNA STAMPA
Rischio amianto: «Situazione grave». Per la Cmc 451 il pericolo è forte in tutta la zona: è necessario bonificare.
La “Comunità Militante Caudina 451”, associazione giovanile cervinarese, dichiara guerra all’amianto. E lo fa dalle colonne del suo blog (www.cmc451.blogspot.com), che è visitato quotidianamente da diversi ragazzi di Cervinara e non solo.
«Il problema dell’amianto a Cervinara ed in tutta la Valle Caudina deve essere affrontato con criterio – dicono gli esponenti della “Cmc 451” – per potere bonificare il territorio sia dalle sostanze nocive alla salute, sia dall’ignoranza in materia che colpisce indiscriminatamente la popolazione».
Una scelta ben precisa, quella dell’associazione caudina, che si articolerà in tre fasi:
«La prima sarà quella dell’ “InformAzione” sulla materia con la diffusione di notizie e sensibilizzazione della popolazione. La seconda, quella della “FormAzione” per le nuove generazioni sulle questioni legate alla tutela della salute e del territorio. La terza ed ultima – si legge sempre dal blog dell’associazione – , quella della “ReAzione”, attivandosi per illustrare le modalità d’azione per l’individuazione, la rimozione e lo smaltimento».
Al grido che “la salute è la prima cosa”, i giovani della “Comunità Militante Caudina” tentano di gettare luce su uno degli aspetti più importanti che riguardano la salute dei cittadini di Cervinara e più in generale dell’intero comprensorio. Anche perché non sono pochi i casi di inquinamento derivati da questo pericoloso materiale, soprattutto alla luce della scarsa vigilanza e forse anche della mancata consapevolezza della gravità del problema.
Che l’amianto sia un argomento particolarmente sentito a Cervinara, lo dimostra anche il fatto che recentemente – come riportato anche dal nostro giornale – i Verdi della Valle Caudina lo hanno inserito tra le emergenze ambientali che attanagliano il territorio cervinarese e che saranno oggetto di uno specifico dossier che verrà consegnato direttamente alle autorità competenti per impedire il rischio di problemi per la salute dei cittadini.
Dopo la proibizione e la messa al bando dell’amianto, i rischi per la salute dei cittadini arrivano soprattutto dalla bonifica delle aree dove è presente il materiale, che purtroppo a Cervinara e un po’ in tutta la Valle caudina costituisce ancora un problema particolarmente sentito.
«Cerchiamo di dare il nostro contributo per la diffusione nella popolazione della coscienza sul problema – concludono gli esponenti della “Cmc 451” – promuovendo incontri, convegni e dibattiti sull’argomento».
Ottopagine, 17 agosto 2007
Rassegna stampa
https://cmc451.blogspot.com/2007/08/ottopagine-17-agosto-2007.html
https://avellinononconforme.forumcommunity.net/?t=29778034
mercoledì 15 agosto 2007
CMC 451: LOTTIAMO PER DIFENDERE LA SALUTE!
La Comunità Militante Caudina 451 dichiara GUERRA all'AMIANTO!
Il problema dell'amianto a Cervinara ed in tutta la Valle Caudina deve essere affrontato con criterio per potere bonificare il territorio sia dalle sostanze nocive alla salute, sia dall'ignoranza in materia che colpisce indiscriminatamente la popolazione.
Noi combatteremo questo nemico in tre fasi:
A- InformAZIONE
sulla materia con la diffusione di notizie e sensibilizzazione della popolazione.
B-FormAZIONE
per le nuove generazioni sulle questioni legate alla tutela della salute e del territorio.
C-ReAZIONE
attivarsi per illustrare le modalità d'azione per l'individuazione, la rimozione e lo smaltimento.
ALEA IACTA EST! Il dado è tratto...L'amianto colpisce tutti/e...RIBELLIAMOCI TUTTI/E...
DIFENDIAMO LA SALUTE!'A Salut è 'a primm' cos'!
l'AMIANTO...
Amianto in greco significa immacolato, ma anche incorruttibile. Il termine asbesto equivale totalmente ad amianto, e in greco significa perpetuo, inestinguibile. I due termini vengono usati indifferentemente.
Fra le sue caratteristiche più interessanti, l'amianto è costituito da fibre sottili ma molto addensate, che ne fanno un materiale altamente resistente dal punto di vista meccanico, ma allo stesso tempo flessibile. Ha una buona resistenza termica, pur non essendo un materiale refrattario; resiste a temperature anche di 500° C e, miscelato ad altre sostanze, anche a temperature maggiori. Resiste all'azione di agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura. Ha infine un comportamento soddisfacente nei confronti sia dell'usura termica che meccanica.
Sotto il nome di amianto sono raggruppati numerosi silicati idrati, di varia composizione chimica, a struttura microcristallina e di aspetto fibroso. I tipi principali di asbesto si dividono in due grandi gruppi:
ANFIBOLI (silicati di calcio e magnesio)di cui fanno parte crocidolite (o amianto blu); amosite (o amianto bruno); antofillite; actinolite; tremolite;
SERPENTINO (silicati di magnesio) di cui fanno parte crisotilo (o amianto bianco)
L'amianto si trova in natura unito ad altri minerali costituenti la roccia madre dalla quale le fibre devono essere asportate; viene quindi estratto in miniera, dove per successive frantumazioni della roccia che lo contiene, si ottiene la fibra purificata. Le ottime caratteristiche chimiche e meccaniche dell'amianto hanno fatto si che il suo utilizzo si sia rapidamente diffuso; è stato quindi utilizzato per la fabbricazione di oltre 3000 prodotti e manufatti industriali. In molti prodotti l'asbesto è di solito unito con altri materiali in diverse percentuali, al fine di sfruttare al meglio le sue caratteristiche.
Nominiamo solo alcuni dei prodotti di più larga diffusione: tubi per acquedotti, fogne ecc, lastre e fogli in cemento-amianto, mattonelle per pavimentazioni, frizioni, freni e prodotti vari per attrito, guarnizioni, filtri per bevande, tute, coperte, guanti antincendio, pannelli fonoassorbenti e/o isolanti, vernici, rivestimenti, stucchi, feltri, tegole, ecc. ecc.
A fronte dell'utilizzo delle qualità dell'amianto, questo materiale porta in sé un paradosso: le fibre e la polvere di asbesto sono estremamente pericolose per la salute umana. Qualunque tipo di amianto risulta infatti cancerogeno per l'uomo. La prima malattia che venne riconosciuta come provocata dalla polvere di amianto è l'asbestosi, che fu descritta in Inghilterra nel 1900. Nel 1934 venne descritto per la prima volta un particolare carcinoma primitivo della pleura, che fu denominato mesotelioma, e in seguito riscontrato anche nel peritoneo.
Mentre l'asbestosi è una malattia tipicamente professionale, i casi di mesotelioma si riscontrano anche fra la popolazione non esposta professionalmente, ma residente in zone ove esistono insediamenti industriali che lavorano amianto. Il mesotelioma è infatti un segnalatore tipico di presenza di amianto, in quanto la quasi totalità dei casi è riconducibile ad una esposizione ad asbesto. Inoltre l'amianto opera una azione sinergica di sostegno ad altri agenti patogeni, rafforzando il loro potere cancerogeno.
Infatti in popolazioni specifiche professionalmente esposte ad asbesto, oltre a subire una elevata mortalità per le malattie specifiche provocate dall'amianto, si ha un forte incremento della mortalità in genere, ed in particolare della mortalità per cancro in generale, soprattutto alle vie respiratorie e all'apparato gastro-intestinale.
In Italia la legge 257 del 27 marzo 1992, ha finalmente sancito la messa al bando della "fibra assassina", quindi nel futuro del nostro paese i rischi da amianto saranno ora dovuti alle opere di bonifica delle zone contaminate. Dato poi il lungo tempo di latenza dalla esposizione ad amianto fino alla possibile insorgenza del mesotelioma (da 15 a 40 anni), ecco che l'amianto continuerà ad essere un problema ancora per parecchi decenni.
Anche la Comunità Militante Caudina 451 cerca quindi di dare il suo contributo per la diffusione nella popolazione della coscienza sul problema, promuovendo incontri, convegni e dibattiti sull'argomento.
materiale tratto da: A come amianto - Edizioni Ediesse s.r.l. - Autrice Laura Conti
venerdì 3 agosto 2007
GIUSTIZIA PER LE VITTIME DI BOLOGNA!
Ingiustizia è fatta.
La vicenda giudiziaria relativa alla strage di Bologna si conclude con la conferma definitiva della sentenza di condanna a trent’anni di reclusione a Luigi Ciavardini. Il mostro di Bologna sarebbe stato un ragazzino di diciassettenne anni, cresciuto nel clima violento degli anni di piombo. Nessuno ci crede sul serio, in realtà, ma lapide e commemorazioni ufficiali possono ritenersi salve. La sentenza di condanna nei confronti dei maggiorenni, Mambro e Fioravanti, trova finalmente l’auspicato cordone sanitario. Tutto ritorna al suo posto, come da copione, se non fosse che questa farsa durata ventisette anni tradisce un’assenza illustre: la Verità.
Nessuno ha spiegato perché e per conto di chi Ciavardini avrebbe compiuto un "atto di guerra non dichiarato" contro il suo popolo. Nessuno ha mai spiegato per quali ragioni il 2 agosto 1980 la stazione ferroviaria di Bologna è saltata in aria. Nessuno ha mai spiegato cosa è accaduto nei cieli di Ustica il 27 giugno dello stesso anno: ancora oggi le intelligenze del paese discutono civilmente se ad abbattere il DC9 fu una bomba o un missile. Per mesi venne raccontato agli italiani che l’aeroplano era caduto da solo.
Forse nessuno avrà mai il coraggio di spiegare cosa accadde realmente in quella maledetta estate del 1980. E soprattutto nessuno prova un minimo di vergogna per questo. Ma sarà nostra cura ricordare a questo nessuno, sino all’ultimo dei suoi giorni, che né la ragion di stato né tanto meno quella di partito potranno mai soffocare la voce della coscienza, illudendolo che il fine giustifica i mezzi, anche quelli più meschini. Che la persecuzione di un ex terrorista, anche se non c’entra nulla con la strage di Bologna, non deve turbare il sonno delle persone perbene. Un innocente rimane innocente, anche se da ragazzino imboccò la strada maledetta della lotta armata. Quel gioco al massacro per il quale i cattivi maestri, gli istigatori, gli strateghi del mediterraneo, l’intera classe politica italiana non hanno mai avuto il pudore di assumersi le responsabilità. La morte civile di Luigi Ciavardini è l’ultimo verdetto dell’ultimo processo sugli anni di piombo Si può chiudere finalmente la pagina più buia della storia italiana: le consegne sono state rispettate. La grazia ad Ovidio Bompressi è stata concessa, quella per Adriano Sofri aspetta tranquillamente perché la pena rimane sospesa; ovviamente. Ovviamente, Ciavardini rimane murato vivo nel braccio speciale di Poggio Reale.
Ovviamente. Ovviamente la nostra battaglia per la Verità non termina oggi. Ricomincia proprio adesso e saremo più determinati di prima. E ancora più chiari. Se abbiamo scelto la linea del silenzio, in questi ultimi mesi, è stato solo per evitare che le continue provocazioni indirizzate nei nostri confronti potessero nuocere a Luigi. Abbiamo provato, sino all’ultimo, a credere nella Giustizia. Oggi non ci crediamo più e vogliamo spiegare a tutti il perché. Nelle scuole, all’università, nelle piazze delle nostre città. Siamo pronti.
Comitato L'ora della verità
giovedì 2 agosto 2007
LUIGI CIAVARDINI LIBERO SUBITO! | MANIFESTO
o2 o8 1980 STRAGE DI BOLOGNA VITTIME INNOCENTI COLPEVOLI DI COMODO LA STRAGE NON è FASCISTA! LUIGI CIAVARDINI LIBERO SUBITO!
2 AGOSTO 2007
Tra le solite polemiche, e la pedissequa ripetizione degli slogan cerimoniali, si sta esaurendo il ventisettesimo anniversario della strage di Bologna. Il disgusto che proviamo ci ha indotto a non prendere parte ad un dibattito privo ormai di significato. C’è una differenza profonda, rispetto al passato. Questa volta non si tratta di un gioco, astratto e furbesco al contempo, animato dai partiti per imporre una ricostruzione storica degli anni di piombo, a proprio uso e consumo. Oggi c’è un innocente in carcere, una persona condannata ingiustamente alla morte civile. Si chiama Luigi Ciavardini. Le strade della sua adolescenza furono tragiche ma non incrociarono mai, neppure per un attimo, la via disumana dello stragismo.
La storia, ormai, la conosciamo sino in fondo e nessuno può più permettersi di barare. Tutti hanno capito che Massimo Sparti fu un finto testimone, falso come il tumore che non ha mai avuto e che gli regalò una scarcerazione impossibile nei paesi realmente civili. La vergogna non si archivia. Resta un verdetto impresso sulla carta ed un fiume di parole sempre più vane. Tra poche ore, gli animi più agitati si scorderanno di 85 vittime innocenti, saltate in aria senza che nessuno ci abbia spiegato le ragioni.
E tacerà chi oggi ha ripreso fiato, raccontando ai più sprovveduti che gli attentati degli anni di piombo servivano per favorire colpi di stato o rivolgimenti autoritari. Degenerazioni del sistema politico che, caso strano, non sono mai accadute. Tesi interessate, divulgate da chi ha voluto ed è riuscito a banalizzare quell’anomalia che ha distinto l’Italia da tutti gli altri paesi avanzati: le stragi.
Forse perché, chissà, gli attentati hanno sempre raggiunto l’obiettivo prefisso da chi li aveva compiuti. Destabilizzare il nostro paese. Chi e perché che ce lo dovrebbero spiegare quanti all’epoca rappresentavano le istituzioni. Ma qualcuno già domani tornerà a pensare al suo squallido business, altri cercheranno di risolvere i propri problemi di coscienza illudendosi che la ragion di stato, in fondo, ha diritto di deroga agli stupidi interrogativi morali. E Ciavardini, tutto sommato, da ragazzino era stato comunque un poco di buono. Siamo sinceramente schifati ma per nulla rassegnati. Stiamo insieme a Luigi, mai come ogni 2 agosto.
tratto dal sito www.loradellaverita.org, che consigliamo agli amanti della verità.
venerdì 20 luglio 2007
GARIBALDI: TALE PADRE TALE FIGLIO.
garibaldi: TALE PADRE TALE FIGLIO.
Riportiamo un efficace commento su Giuseppe Garibaldi, pubblicato da Avamposto di Civiltà.
Centinaia di generazioni scolastiche, dall’unità d’Italia in poi, sono vissute a pane e Garibaldi. Il Risorgimento, assieme alla sua degna compagna resistenza (e alla loro figlioccia costituzione) è il caposaldo dell’ Italia, come ripeteva in modo estenuante l’ex presidente della repubblica, Ciampi. E a noi, tale parallelismo tra risorgimento e resistenza non dispiace, visto che sempre di venditori di fumo si tratta. Per il 4 luglio tutto un programma di celebrazioni per il duecentenario dalla nascita di Garibaldi è stato approntato dai palazzi.
Si festeggia il padre dell’Italia, l’eroe dei due mondi, la camicia rossa, l’eroe romantico. Si festeggia colui che senza l’appoggio della flotta inglese (interessata allo zolfo siciliano) non sarebbe mai sbarcato a Marsala coi suoi mille. Si festeggia colui che senza il tradimento degli alti ufficiali borbonici (tra la collera dei soldati semplici fedeli a re Ferdinando di Borbone) non sarebbe mai uscito dalla Sicilia. Si festeggia colui che ad Alcamo, per conquistare un minimo di sostegno popolare, promise riforme sociali, poi rimaste lettera morta. Si festeggia la brutale morte e l’ inumana deportazione nei lager nordici di San Tommaso e di Finestrelle di chi non si arrese al fumo moderno.
Si festeggiano quei poteri occulti che ridussero il Sud alla schiavitù economica introducendo tasse, dilapidando il florido bilancio che il Regno delle Due Sicilie presentava prima dell’aggressione e costringendo i suoi figli alla emigrazione. Questa repubblica non può che festeggiare figura diversa da Garibaldi. Oggi si parla di spese della politica. Giuseppe Garibaldi nel 1875 aveva rifiutato “fieramente” il cospicuo vitalizio di 258.228 euro attuali annui, salvo poi l’anno dopo accettare il dono nazionale di 1 milione di euro e la pensione di 125.000 euro annui.
BRIGANTE S'MORE!
domenica 8 luglio 2007
Lo scontro tra destra e sinistra non ha senso.
Lo scontro tra destra e sinistra non ha senso.
L'Italia spezzata si intitola l'ultimo libro di Bruno Vespa, gran cerimoniere della politica nostrana. E in effetti l'apparenza è questa. Da più di dieci anni le classi dirigenti del centrodestra e del centrosinistra si azzuffano in modo feroce, sono protagoniste di lotte al coltello, non passa giorno che non si accusino reciprocamente di 'regime', adesso non si fidano nemmeno più, quasi fossimo un Paese sudamericano, della regolarità delle elezioni e vanno alla riconta delle schede, caso unico nella storia dell'Italia repubblicana e democratica che non si verificò nemmeno in momenti cruciali come il referendum sulla monarchia e l'aut aut del 1948.
Eppure l'Italia di oggi non ha alcuna ragione di essere 'spezzata'. Non si tratta di scegliere fra comunismo e il cosiddetto 'mondo libero', fra fascismo e democrazia. Non ci sono più le Br e il terrorismo rosso, i neofascisti sono ridotti a minigruppuscoli patetici. La sinistra, anche quella radicale, ha accettato il libero mercato. Nessuno mette in discussione che il modello di sviluppo occidentale, industrialista, tecnologico, economicista, basato sul meccanismo produzione-consumo, sia, pur con tutti i suoi difetti, 'il migliore dei mondi possibili'. In politica economica le diversità delle scelte si riducono a sfumature, perché i margini di manovra del governo, di qualsiasi governo, sono ridotti al minimo dipendendo da fattori globali totalmente fuori dal controllo di un singolo Paese.
Attualmente, avendo le classi dirigenti degli Anni Ottanta (che avevano come uomini di punta l'esule di Hammamet, il 'martire' Andreotti, il 'Dottor Sottile' tuttora in pista) fatto una dissennata politica di dissipazione delle risorse collettive che ci ha portato ad accumulare un enorme debito pubblico, la sola cosa che si può fare è quella di sempre: tosare ulteriormente il ceto medio.
Perché solo qui c'è ancora un po' di 'trippa per gatti', poiché i grandi patrimoni hanno sempre avuto la possibilità di svicolare e ancor più ce l'hanno oggi, in epoca di integrazione economica mondiale, con le società 'off shore' totalmente fuori controllo, mentre i poveri sono poveri e non si può cavar sangue dalle rape. In politica estera sia la destra che la sinistra sono atlantiste e nessuno si sogna di mettere in discussione l'alleanza con l'America e nemmeno la Nato. Da noi persino il movimento No Global si è rapidamente trasformato in un New Global, nell'idea cioè che il modello di sviluppo occidentale, sia pur un po' umanizzato, debba essere esportato in tutto il mondo, con i suoi schemi mentali, la sua concezione dei diritti individuali, dichiarati, poiché sono i nostri, universali le sue istituzioni, la sua democrazia.
E allora perché questo clima da guerra civile in Italia, quando per il cittadino comune che governi la destra o la sinistra non cambia nulla come hanno ampiamente dimostrato le varie 'alternanze' dal 1994 in poi. Qualcuno può ragionevolmente sostenere che sia migliorato qualcosa, nella sua vita, col governo Prodi? Son la stessa cosa. Le indecorose zuffe fra destra e sinistra cui, sempre più stanchi e schifati, assistiamo quotidianamente non son che lotte per il potere fra oligarchi all'interno di una classe di privilegiati - l'unica vera classe rimasta su piazza - quella politica, con i suoi adentellati economici e mediatici, il cui interesse primario oltre a quello di spartirsi il bottino, è di autotutelarsi come abbiamo visto fare mille volte. Sono costoro che giocano la vera partita.
Noialtri, tutti, non siamo che spettatori. E se sugli spalti, o in piazza, c'è chi parteggia con passione per la destra o per la sinistra, non lo fa per ragioni concrete, di contenuto, ma per motivi irrazionali e sentimentali per cui si tifa Milan o Inter, Roma o Lazio, Verona o Chievo.
Scritto da Massimo Fini
tratto da: www.movimentozero.org
domenica 17 giugno 2007
lunedì 11 giugno 2007
Associazioni riunite, confronto sul pianeta giovani a Cervinara. L’incontro culturale “Giornali e ideali” | RASSEGNA STAMPA
Associazioni riunite, confronto sul pianeta giovani a Cervinara. L’incontro culturale “Giornali e ideali” organizzato dalla Comunità Militante Caudina 451
L’incontro culturale dal titolo “Giornali e Ideali”, organizzato dalla Comunità Militante Caudina 451, ha centrato l’obiettivo prefisso, ossia sensibilizzare le istituzioni verso le problematiche del mondo giovanile cervinarese.
Hanno preso parte all’interessante serata, oltre agli esponenti della Cmc 451, i responsabili delle associazioni culturali “La Quarta Stella”, de “La Valle”, che hanno dichiarato di essere pronti a lavorare al progetto, denominato Spazio Sociale, lanciato all’indomani del fallimento della manifestazione di febbraio contro l’energizzazione dell’elettrodotto Matera- Santa Sofia di Maddaloni.
Inoltre, sono intervenuti, impreziosendo i lavori, Claudio Simeone, ex presidente del Centro Sociale Impronte e webmaster del portale vallecaudina.net, Francesco Viola, presidente del circolo della Margherita “A. De Gasperi” e del bollettino “La Piazza”, Angelo Vaccariello, dell’Azione Cattolica San Auditore e animatore del foglio parrocchiale “In Cammino”, Aniello Casale, presidente dell’ACR “San Potito Martire” e gli ambientalisti dell’Ekoclub International Cervinara. In seguito sono giunti il Sindaco Franco Cioffi, della Margherita e l’assessore Mario Picca dei Democratici di Sinistra, che erano impegnati a Montesarchio per fare il punto sul Centro Medico di primo soccorso, ideato e proposto da Ugo Esposito, della Cooperativa Sociale “Maccacaro”.
Da rilevare la presenza di giovani militanti da tutta la Campania, infatti, hanno sostenuto l’iniziativa Marina Simeone dell’associazione culturale beneventana dedicata al compianto Generoso Simeone, i militanti del Fiamma Tricolore di Napoli, attivisti giunti da Avellino e Ginevra Croce, presidentessa di Alleanza Nazionale Montesarchio.
La Cmc 451 si è dichiarata soddisfatta della serata culturale e tramite le colonne del nostro quotidiano ringraziano tutti i presenti, che hanno popolato la Sala Convegni di Via Macello e lanciano qualche frecciatina agli assenti:
“Siamo entusiasti della dialettica che si sviluppata nelle due ore e mezzo di dibattito. Questo era il nostro intento, ossia riflettere sui fallimenti e successi del passato per poi lanciare la nostra iniziativa, aperta a tutti lo ricordiamo, Spazio Sociale. Siamo amareggiati dell’assenza della Pro Loco Angelo Renna, per un semplice motivo. Ieri abbiamo richiesto alle Istituzioni locali di poter intitolare la Sala Convegni alla memoria di Nicodemo De Vito, una persona che a nostro parere ha fatto tanto per la giovane Cervinara e purtroppo ci ha lasciato qualche mese fa”.
Infine i militanti 451 hanno sollecitato, la pulizia della base di marmo della Statua dedicata ai Caduti in Villa Comunale ricevendo risposte positive, però legate al macchinoso iter burocratico. La piaga del vandalismo, la mancanza di strutture sportive per la pallavolo, e non solo, e la prossima edizione di “Ciao Estate” hanno creato un vibrante botta e risposta tra il Sindaco Cioffi e la platea, rivelando la totale apertura del Primo Cittadino alle richieste dei giovani cervinaresi.
Corriere dell'Irpina, 11 giugno 2007
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sabato 9 giugno 2007
venerdì 8 giugno 2007
Campo Hobbit trent' anni dopo Quando eravamo topi di fogna | RASSEGNA STAMPA
Campo Hobbit trent' anni dopo Quando eravamo topi di fogna
Un topo di fogna che esce da un tombino: sono passati 30 anni dal 1977 e la destra ricorda così «la sua meglio gioventù», quella dei campi Hobbit, dei primi raduni giovanili, inventati da Pino Rauti, che facevano il verso alla sinistra, che tentavano di sfidarla culturalmente, che cercavano di entrare in sintonia con la società, sostituendo ai santini del Duce gli eroi della Fantasy di Tolkien, al fez di Salò la croce celtica. I fascisti-ratti, i fascisti-carogne che escono alla luce e si guardano intorno. Un' immagine uscita allora sulla pubblicistica del «nemico» e adottata oggi, con una buona dose di ironia, dagli stessi protagonisti di quell' esperienza (Il topone nero è la scelta di copertina del mensile Area, vicino alla destra sociale).
11 giugno 1977: a Montesarchio, Benevento, i camerati si ritrovano per la prima volta per una due giorni di musica alternativa e dibattiti sulla questione giovanile e femminile, sulla musica pop, sul teatro d' avanguardia. Una sorta di Parco Lambro di destra, una Woodstock, un po' inquietante, con le bandiere di Ordine nuovo e slogan come: «Né Marx né Coca Cola, né banche né Soviet».
Inseguendo la scia di quel passato, Benevento, giunta di centrosinistra, ospiterà questo sabato un raduno della memoria organizzato da un periodico locale, non senza il malumore dei locali gruppi anarchici. Ci saranno Rauti e tutti i duri e puri ancora in circolazione, da Roberto Fiore alla Mussolini, da Adriano Tilgher a Luca Romagnoli, molti dei quali, per la verità, poco hanno a che fare con la solarità fascista dei Campi Hobbit e molto invece con gli Anni di Piombo e con la speranza, attuale, di aprire un cantiere della destra estrema.
«Mi sembra un' appropriazione indebita del ricordo», commenta Gianni Alemanno. Lui sì ragazzo Hobbit per eccellenza. Storia di una generazione, di complicità, amicizie, amori, propiziati da quel clima di ribellismo, di iniziazione, di «mutazione antropologica», molto malvisto dal Msi di Almirante, poco conosciuto a sinistra perché non c'era comunicazione, se non quella fisica, di sangue, tra i due mondi. «Io e Isabella Rauti ci siamo conosciuti nel 1981 ad un campo Hobbit, il quarto, l' ultimo, forse il meno noto. Un Hobbit senza musica e senza festa. C'era stato il terremoto in Irpinia e ci trovammo tutti là con una colonna di soccorsi. Fu in quell' occasione che vidi lei per la prima volta. Era molto giovane, ci fidanzammo in seguito». In effetti la figlia di Pino Rauti aveva 18 anni: «Mi ricordo benissimo che apparve questo Alemanno da Roma. Di lui avevo sentito parlare molto. Lo vidi, ci parlammo, memorizzai il suo viso, poi io fui assalita da una febbre a 39 e me ne andai. L' amore venne dopo. Ricordare i campi Hobbit per me significa ricordare un pezzo di vita. Li ho fatti tutti, anche quello del 1977. Avevo 14 anni, ci andai con mia sorella Alessandra e per la prima volta dormimmo all' aria aperta, in una canadese a due posti. Il posto era bruttissimo, era un campo di calcio pieno di pietre, battuto da un sole cocente». Che cosa pensavate di fare? «Ci stavamo aprendo al mondo in anni terribili, cercavamo di esorcizzare il sangue, il lutto con la festa. Siamo noi che abbiamo imposto al Msi dei temi che oggi si definirebbero no global: la questione dell' indipendenza irlandese, la questione palestinese, il mercato senza regole, l' ambiente, addirittura il pacifismo di Gandhi, poi evocato nelle sezioni più blindate».
«Era la rottura con la cultura simbolica del partito - spiega Alemanno - l'affermarsi di un gramscismo di destra che prevedeva l' uso della metapolitica per conquistare la società civile». Ma c' era anche l'aspetto «ludico», con i loro gusti, i falò nella notte, la musica della Compagnia dell'Anello, i murales sulle lamiere, le croci celtiche umane. L'altra faccia dell' Italia. 1977: un anno prima di Moro, di Acca Larenzia, tre anni prima della strage di Bologna.
«Io e Gianni ci siamo mossi in questa cornice». Una cornice tremenda, come ricorda Flavia Perina, ora direttore de «Il Secolo», anche lei una reduce Hobbit: «Abbiamo vissuto il nostro '77 danzando sull' orlo degli Anni di Piombo. Eravamo stupidi, mitizzavamo un' epica quotidiana nutrita di scontro fisico, prigione e lutti, mentre c' era solo il disastro di una guerriglia asimmetrica in cui soccombevano i ragazzi lasciati di guardia al bidone di quella stagione di follia». Il terzo Campo Hobbit, 16-20 luglio 1980, a Castelcamponeschi, borgo disabitato vicino a L' Aquila, è quello che è rimasto nel cuore politico di Alemanno che ritaglia per sé e il suo gruppo il ruolo di buono: «Hobbit III è l'apogeo, il punto di massima intensità ma è anche l' inizio della diaspora. Erano ormai evidenti le due anime, quella estremista della violenza, rappresentata da Terza Posizione, che venne lì a provocarci, e quella dei giovani legati all' esperienza di un '68 di destra, le radio libere, la musica, la grafica, la Fantasy di Tolkien, la voglia di superare la logica degli opposti estremismi».
E' il Campo Hobbit che segna l' abbandono di un intellettuale come Marco Tarchi, deciso a prendere la sua strada, sempre più lontana e critica, è il Campo Hobbit che produce la sorpresa più incredibile per quel mondo: «Finimmo sulla prima pagina de «il manifesto» - ricorda Alemanno - Si erano finalmente accorti di noi!». Roberto Fiore, Forza Nuova oggi, Terza Posizione allora, non ha struggimenti di alcun tipo: «Eravamo noi i veri rivoluzionari. Contestavamo il Pci a Roma mentre loro ascoltavano musica sul prato».
Scritto da Alessandra Longo
la Repubblica, 8 giugno 2007
mercoledì 6 giugno 2007
sabato 2 giugno 2007
GIORNALI & IDEALI (o presunti tali) OTTO Giugno 1997/2007 - LIBERO INCONTRO CULTURALE
GIORNALI & IDEALI (o presunti tali). 8 Giugno 1997/2007 da Impronte a Spazio Sociale dalle fotocopie ai blogs.
Venerdì otto giugno è una data importante, a nostro avviso. Sono passati esattamente dieci anni dall'apertura del Centro Sociale "Impronte", struttura concessa in gestione dal Comune di Cervinara, guidato, oggi come ieri, dall'attuale Sindaco.
Tireremo le somme analizzando la forbice di tempo 1997/2007, riflettendo sui successi, discutendo dei fallimenti, parlando delle nuove proposte della gioventù cervinarese. Poi punteremo l'attenzione sull'evoluzione/involuzione della comunicazione locale dalle fotocopie al blog.
Chi di voi ricorda Senza Filtro, Nuova Generazione, In Cammino, Opposta Fazione, Il Mio Canto Libero, La Piazza, Loki, supplemento di Movimenti dell'altra Irpinia.
Chi di voi conosce www.vallecaudina.net. www.presenzecaudine.net, www.odino.135.it, www.cervinara.com, http://ildifensoredicervinara.spaces.live.com/, www.prolococervinara.it, http://cervinaracity.splinder.com/, http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=140413872, http://www.senzafiltro.net/
Vi aspettiamo a partire dalle 18 e 15...
Per ulteriori informazioni: cmc451@gmail.com
mercoledì 30 maggio 2007
Campo Hobbit, il convegno spostato al palazzetto Parente | RASSEGNA STAMPA
Campo Hobbit, il convegno spostato al palazzetto Parente
La direzione del quattordicinale “Benevento” ha comunicato di aver concordato con l’assessore alla Cultura del Comune di Benevento Raffaele Del Vecchio, dietro invito del questore Nicola Santoro e del prefetto Giuseppe Urbano, lo spostamento della sede del convegno-dibattito “Campo Hobbit 30 anni dopo”, inizialmente programmato nei locali della Casa della Cultura di Via Pupillo.
Il direttore della testata Achille Biele e l’assessore Raffaele Del Vecchio, dopo attenta analisi delle strutture comunali disponibili, recependo le problematiche di ordine pubblico relative alla grande partecipazione annunciata all’evento del 9 giugno, hanno deciso di far svolgere l’incontro culturale, al quale saranno presenti anche parlamentari nazionali ed europei, nella più idonea struttura del palazzetto Mario Parente al Rione Ferrovia.
domenica 1 aprile 2007
SEI CON NOI PER LA SOLIDARIETA' - RASSEGNA STAMPA
Sono loro i campioni di solidarietà: l’incasso per la lotta alle leucemie. La seconda edizione del torneo.
Ufficializzata la seconda edizione del Torneo interassociativo cervinarese, di calcio a 5, “Sei con noi per la solidarietà”. La manifestazione, che devolverà l’incasso in beneficenza all’Associazione “Antonellina Clemente”, impegnata da anni sul fronte della lotta alle leucemie infantili, partirà domenica 22 Aprile e si concluderà il 13 maggio, giorno della finalissima. Ecco l’elenco delle associazioni che si sfideranno, presso il Circolo Sportivo Life di via Variante:
l’Azione Cattolica “San Gennaro”, l’Associazione Culturale “La Valle”, la Comunità Militante Caudina 451, la Pro Loco “Angelo Renna”, “La Fontana” di Ferrari, l’Azione Cattolica S. Adiutore, l’Azione Cattolica “San Potito Martire” e la rappresentativa dell’Amministrazione Comunale, targata Franco Cioffi.
Le otto compagini, divise in due gironi, si affronteranno per portare a casa l’ambito Trofeo, lo stesso dello scorso anno, una sorta di Coppa dei Campioni della solidarietà. Detentrice del titolo è l’Azione Cattolica San Gennaro, che si aggiudicò il Primo Torneo Interassociativo “Sei con noi per la solidarietà”, battendo in finale la formazione della Pro Loco “Angelo Renna” con un sonoro 7 a 1. Da segnalare le novità di questa edizione, ossia la presenza obbligatoria di un Over 35, in modo tale da equilibrare le squadre, anche sotto il punto di vista della maturità in campo e l’obbligo dei giocatori ad essere tesserati nelle rispettive associazioni. Ma la vera vittoria della manifestazione sarà la sensibilizzazione, attraverso lo sport, della cittadinanza verso tematiche delicate che coinvolgono, purtroppo tantissime famiglie.
Corriere dell'Irpina, 1 aprile 2007
venerdì 30 marzo 2007
SEI CON NOI PER LA SOLIDARIETA' - II TORNEO INTER-ASSOCIATIVO
SEI CON NOI PER LA SOLIDARIETA'
L'Amministrazione Comunale di Cervinara, assessorato allo Sport, la Pro Loco "Angelo Renna" di Cervinara, l'associazione La Fontana, l'associazione La Valle, l'Azione Cattolica "San Potito", l'Azione Cattolica Sant'Adiutore, l'Azione Cattolica San Gennaro e la Comunità Militante Caudina 451 organizzano il II Torneo di calcetto interassociativo "Sei con noi per la solidarietà", che svolgerà presso il Circolo Sportivo "LIFE".
Durante l'evento saranno raccolti fondi destinati all'associazione "Antonellina Clemente".
Il Comitato Organizzatore
Sei con noi per la solidarietà
sabato 24 marzo 2007
La Cmc 451 abbandona il comitato per la tutela della Valle Caudina | RASSEGNA STAMPA
Cervinara. La Cmc 451 abbandona il comitato per la tutela della Valle Caudina
La Comunità Militante Caudina 451 abbandona il comitato per la tutela della Valle Caudina. Il comitato era sorto per proteggere la Valle dai gravi rischi dell’inquinamento elettro magnetico. Doveva coinvolgere tutte le associazioni che ci sono nei diversi comuni del territorio ed avere ruolo di sentinella e di divulgazione. Ma, purtroppo, si è trattato solo di un elenco di buone intenzioni.
L’esempio più grande è venuto dal fallimento della marcia contro l’elettrodotto che si è svolta a Cervinara lo scorso tre di febbraio, quando solo poche decine di volenterosi avevano preso parte a quel corteo. E così i giovani che fanno parte della Comunità Militante Caudina 451 hanno deciso di abbandonare il comitato. L’associazione culturale e sociale si prefigge, però, di continuare la lotta a difesa del territorio costruendo l’azione in modo differente.
sabato 17 marzo 2007
Polemica tra comitato e Pro Loco. RASSEGNA STAMPA
Polemica tra comitato e Pro Loco. La Comunità Militante Caudina 451 denuncia: sembrano voler egemonizzare
Cervinara – La Comunità Militante Caudina 451, organizzazione giovanile impegnata nella realtà sociale del territorio, rompe il silenzio e ci illustra la sua posizione sulle ultime vicende locali, denunciando un episodio sgradevole che, a giudizio dei militanti, può minare l’organizzazione interna del “Comitato permanente per la tutela della Valle Caudina”.
Alcuni delegati del coordinamento, al quale hanno aderito associazioni, movimenti, partiti politici e cittadini di tutte le fazioni politiche ed ideologiche, hanno partecipato ad un incontro organizzato a Maddaloni ma, Rosamaria Casale, vicepresidente ed esponete del direttivo della CMC 451, denuncia lo scarso coinvolgimento, nato dalla superficialità della Pro Loco “Angelo Renna”:
“Né noi né i ragazzi e le ragazze de “La Fontana” di Ferrari, abbiamo ricevuto le direttive per partecipare, adeguatamente all’appuntamento che vedeva coinvolto il Comitato per la tutela della Valle Caudina a Maddaloni. La Pro Loco sembra voler egemonizzare il Comitato sorto, è bene ricordarlo, per difendere il diritto alla salute di tutti. Noi della CMC 451 siamo stati, nei nostri limiti, sempre pronti a dare una mano concreta a tutta la comunità cervinarese e non solo”.
I giovani militanti sono impegnati anche in ambito medico sanitario, infatti, sostengono il Comitato per il Centro Medico di primo soccorso lanciato dal dottor Ugo Esposito. “Abbiamo raccolto quasi 400 firme e per la nostra piccola realtà, nata da poco, è un risultato che ci inorgoglisce perché la problematica della malasanità in Valle Caudina è rimasta nelle mani di un coordinamento tra gli enti quasi inesistente e per troppo tempo è la disinformazione è stata totale in materia. In questo caso non c’è chiaro il comportamento del Comitato cervinarese, che ha anticipato la chiusura della raccolta firme una settimana prima del previsto lasciando molti cittadini con i moduli ancora da consegnare”.
La CMC 451, inoltre, ricorda loro l’esclusione dalla manifestazione “Natale 2006”.
Già allora venimmo in parte penalizzati da una loro dimenticanza. Ma non è possibile gestire un ente come la Pro Loco e dimenticare altre associazioni. Noi agiamo spinti solo dall’amore verso la nostra terra e siamo sempre disponibili a tutte le forme di dialogo costruttivo con tutti, anche con gi avversari. Però non tolleriamo più disattenzioni nei nostri confronti.
Tra le altre cose circolano voci sulla nascita di un ennesimo comitato, stavolta contro l’amianto. “Da mesi sollecitiamo l’intervento delle istituzioni e qualcosa si sta muovendo. L’ Ecoclub International, sezione di Cervinara, ha fatto un prezioso screening sul problema e l’amministrazione, a quando sembra, sta lavorando sulla delicata questione. Non servono cento comitati, ma l’azione sociale diretta di chi vuole il bene di Cervinara”.
La ventisettenne Rosamaria Casale, in passato militante di Azione Giovani “Sergio Ramelli”, il disciolto nucleo della Destra Sociale e Nazionalpopolare, afferma a nome del movimento che “non prendiamo in considerazione la proposta del cambio di provincia da Avellino a Benevento. A nostro avviso è meglio lottare nel Capoluogo per ottenere spazi e visibilità che svendere la nostra storia. Bensì, sarebbe opportuno valorizzare tutta la Valle Caudina, oltre le divisioni di provincia dei versanti sannita ed irpino. Purtroppo, tutto è reso più difficile dalla frammentazione dei partiti, che nei vari appuntamenti elettorali favoriscono sempre l’interesse dei politicanti ai danni delle esigenze della popolazione”.
In conclusione la CMC 451 informa che è aperto il tesseramento per il 2007. Per gli interessati è disponibile l’indirizzo di posta elettronica cmc451@gmail.com dove poter contattare Roberto Grillo e Gianmaria Saviano, mentre tutti quelli che vogliono aderire ai vari comitati medico sociali, possono chiedere le dovute informazioni, tramite l’e-mail sopra citata, a Giovanni Spaziani. Per di più, a giorni, dovrebbe essere pronto anche il programma delle future attività del movimento giovanile e tra qualche settimana ci sarà l’ufficializzazione.
Corriere dell'Irpina, 17 marzo 2007
venerdì 2 febbraio 2007
Cervinara protesta, ma a metà. Sottotono la manifestazione in Valle Caudina contro l’elettrodotto. | RASSEGNA STAMPA
Cervinara protesta, ma a metà. Sottotono la manifestazione in Valle Caudina contro l’elettrodotto. Presenti i sindaci di quattro Comuni.
Si è svolta la manifestazione cittadina indetta dal Comitato per la tutela della Valle Caudina. Purtroppo, la mancata organizzazione e la disinformazione sulla gravità del tema hanno contribuito ad un risultato non proprio entusiasmante, per coinvolgimento ed interesse.
L’elettrodotto Matera- Santa Sofia oramai è entrato in funzione e per la salute dei cittadini caudini si apre un nuovo capitolo su cui vigilare nell’interesse delle nuove generazioni, soprattutto. Hanno partecipato, in veste ufficiale, i sindaci di Cervinara, San Martino Valle Caudina, Rotondi e Pietrastornina, i vari consiglieri ed assessori di tutti i partiti politici ed il Presidente della Comunità Montana del Partenio. Tra i volti degli organizzatori c’è l’amarezza per l’occasione fallita e nei prossimi giorni si deciderà la sorte del Comitato Cittadino, ossia sarà basilare un’organizzazione precisa e costruttiva. Tutti si aspettavano un numero superiore di presenze, però proprio da questo episodio si dovrebbe trovare la spinta per nuove azioni a difesa della salute.
cmc: iniziativa controcorrente.
Iniziativa controcorrente della CMC 451, presente in piazza con una folta rappresentanza femminile. Hanno subito diramato un comunicato ufficiale a firma del Direttivo sul dopo corteo:
“La Comunità Militante Caudina 451, neonata associazione sociale e culturale, tende a precisare che con il corteo odierno, c’è stata la dimostrazione, seppur parziale, della vicinanza dei giovani alle problematiche collettive. La CMC 451 può ritenersi orgogliosa della sua prima uscita in piazza sul territorio cervinarese. Purtroppo bisogna ancora lavorare assiduamente per ottenere dei buoni risultati, ma si è comunque sulla buona strada.
A breve sarà aperta la Campagna Tesseramento per poter far confluire sempre più persone interessate alle questioni che ci riguardano da vicino. E’ opportuno ricordare, inoltre, che già nel lontano 2001 il direttivo attuale della CMC 451 aveva affrontato il problema dell’elettromagnetismo con articoli di giornale, senza voler fare né subire alcun tipo di sciacallaggio politico”.
La giornata “pro-ambiente” si è conclusa nella sala convegni di via Macello a Cervinara. In prima linea il circolo “Alcide De Gasperi” della Margherita, la federazione dei Verdi di Cervinara, i Socialisti Democratici Italiani sezione “Carlo De Bellis” e l’Area Critica “Essere Comunista”, che hanno dato vita ad un incontro sul tema “Ambiente, salute e sviluppo del paese dopo l’attivazione dell’elettrodotto”. Per di più, il dottor Ugo Esposito, promotore del Comitato per il Presidio Medico Ospedaliero in Valle Caudina, che continua la raccolta firme, ha anche scritto una toccante lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Corriere dell'Irpina, 2 febbraio 2007





























