martedì 1 aprile 2014

CMC321: FINI...TO!


Comunicato Stampa dell'1 aprile 2014
Cmc321: presidio ad Avellino contro fini.

Avellino- Uno striscione goliardico per esprimere il legittimo dissenso verso un personaggio politico che ha tradito un’idea e un’intera Area politica: Fini…to! 
Con questo semplice e diretto gioco di parole la delegazione della Comunità Militante Caudina 321 ha presidiato simbolicamente il Corso Vittorio Emanuele ad Avellino, durante la presentazione del libro di Gianfranco Fini al Circolo della stampa. La manifestazione, organizzata dai militanti avellinesi del Movimento Azione Sociale, a cui hanno aderito gli esponenti di Fratelli d’Italia, si è svolta in maniera pacifica.
Abbiamo sostenuto questa iniziativa a nome di tutta l’area della Valle Caudina, orfana di punti di riferimento - dichiara il Direttivo della Cmc321 – partitici, ma non Ideali. Ringraziamo, infine, proprio Gianfranco Fini per averci dato l’occasione di rivedere molti compagni d’avventura, che a distanza di tempo, nonostante le divergenze ideologiche o di fazioni, rappresentano la nostra grande comunità umana che non si è piegata e non ha mollato”.

Il Direttivo Comunità Militante Caudina 321

rassegna stampa

martedì 11 febbraio 2014

CMC321: FOIBE, CERVINARA NON DIMENTICA! - VIDEO


Servizio di UserTv del 10 febbraio 2014
Cervinara Santa Messa in memoria delle vittime delle Foibe

sabato 8 febbraio 2014

LE FOIBE - 10 FEBBRAIO GIORNATA DEL RICORDO


Comunicato Stampa dell'8 febbraio 2014
10 febbraio mobilitazione per il giorno del Ricordo.

Cervinara- Il centro caudino si mobilita per il giorno del Ricordo, l’appuntamento che ogni 10 febbraio ossequia il genocidio degli italiani dopo la sconfitta nella Seconda Guerra mondiale. Nella cavità carsiche, tristemente conosciute come Foibe, morirono oltre 10mila connazionali, soprattutto bambini, donne ed anziani. Il Maresciallo Tito ordinò una vera e propria pulizia etnica contro civili, colpevoli solo di essere italiani. Vennero violentemente espulsi 350 mila esuli istriani, dalmati e giuliani.

La Comunità Militante Caudina quest’anno è affiancata dal Comune di Cervinara, dalla Pro Loco “Angelo Renna”, dal Movimento Caudino No Amianto e soprattutto dall’Azione Cattolica Cervinarese: «Il massacro delle Foibe è un appuntamento molto sentito per la nostra associazione da molti anni –dichiara Valerio_Criscuoli, fondatore della Cmc451- soprattutto per la battaglia culturale che portiamo avanti contro la vergognosa censura politica che, fino agli anni Novanta, ha coperto con il silenzio una delle pagine più tragiche e sanguinose della storia italiana».

Per la prima volta appaiono sigle variegate e la novità di questa edizione è la Messa solenne che sarà celebrata nella Chiesa del Carmelo in Piazza Trescine a Cervinara, lunedì 10 febbraio alle 18, da Monsignor Don Vito Cioffi. «Sarà l’occasione giusta per riflettere sulla spiritualità e sull’appartenenza a questa Terra- sottolinea il Direttivo degli attivisti caudini- insieme a tutta la cittadinanza, cattolica e laica. Non esistono divisioni quando ci sono da ricordare tragedie sanguinose, per anni avvolte nel buio. Ringraziamo tutti coloro che si stanno prodigando per coordinare l’organizzazione di “Foibe: una storia da non dimenticare”. L’anno prossimo cercheremo di crescere ulteriormente coinvolgendo il neonato Forum dei Giovani e le Scuole di tutta la Valle Caudina per portare qui la testimonianza diretta dei sopravvissuti a quel massacro inumano».

Ufficio Stampa Comunità Militante Caudina 321

rassegna stampa

lunedì 27 gennaio 2014

Cmc451: CAUDIUM E' IL FUTURO CHE PRENDERA' VITA NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE

Comunicato Stampa del 27 gennaio 2014
Cmc451: Caudium è il futuro che prenderà vita nel solco della tradizione.

Cervinara- Sulla delicata questione legata all’unità della Valle interviene la Comunità Militante Caudina 451, all’indomani dell’ultimo incontro tra i Sindaci tenutosi a Cervinara, presso l’aula consiliare dedicata ad Antonio Sacco: “rimarchiamo il sostegno all’iniziativa territoriale che dovrebbe portare, a breve, alla nascita burocratica di Caudium, ossia il coordinamento di tutte le realtà amministrative della Valle. Quello che, purtroppo manca – sottolinea Valerio_Criscuoli, fondatore della Cmc451- è una cultura popolare dal basso. Oggi la cittadinanza non è molto attiva nel progetto e le troppe divisioni campanilistiche rallentano l’unificazione del territorio. Spetta a noi associazioni creare le basi solide su cui poter fondare Caudium”.

Le carte da giocare, secondo gli attivisti impegnati da tempo su più fronti, sono quelle dell’unione sociale e culturale tra giovani, associazioni e soprattutto tra chi si occupa di volontariato. “Unire tanti piccoli paesi per dar vita ad una nuova grande realtà è l’unica prospettiva concreta su cui dobbiamo lavorare. L’aspetto burocratico è vitale per il finanziamento di progetti mirati al miglioramento dell’area caudina, ma sarà fondamentale plasmare i futuri cittadini di Caudium per costruire la consapevolezza di essere una sola forza, con le rispettive appartenenze e caratteristiche. Abbiamo delle priorità da affrontare -dichiara Criscuoli in chiusura- tipo la difesa radicale dell’ambiente, la ripresa occupazionale, il blocco dell’emigrazione giovanile e la distribuzione di nuove strutture per ampliare i servizi sociali basilari, degni di una società civile, come ad esempio un unico canile polifunzionale".

La Cmc451 anticipa una piccola novità: “Noi puntiamo alla riscoperta delle radici storiche della nostra Terra con dibattiti e convegni. Vogliamo evidenziare l’appartenenza alla nobile stirpe Caudina cambiando l’acronimo dell’associazione. Infatti, dopo la chiusura del tesseramento interno ed il rinnovo del Direttivo per il 2014, cambieremo ufficialmente il nome in Cmc321, per ricordare la gloriosa battaglia delle Forche Caudine, vinta dai nostri soldati contro l’esercito Romano avvenuta proprio qui nel lontano 321 avanti Cristo. Caudium è il futuro che prenderà vita nel solco della tradizione”.

Il Direttivo Comunità Militante Caudina 451

rassegna stampa

martedì 7 gennaio 2014

7 GENNAIO


7 Gennaio.

Il punto di non ritorno per un’intera generazione. Sangue, rabbia ed un vortice di violenza che solo dopo anni ha perso, fortunatamente, veemenza. Il 7 gennaio del 1978 accadde quello che il sistema aveva abilmente architettato. L’apertura di una guerriglia metropolitana tra bande di giovani italiani. Gli anni di piombo, dove si perdeva la vita nelle sezioni di partito o sotto casa.
Quel maledetto giorno, nella Capitale, affogarono nel sangue tre giovani vite e milioni di speranze per una vera e pulita giustizia sociale. I Camerati di Via Acca Larenzia sono caduti sotto il fuoco di assassini comunisti, al grido di “uccidere un Fascista non è reato”, ma il vero mandante era il $i$tema.

Focalizziamo l’attenzione sul contesto storico. La strategia della tensione era il naturale cordone ombelicale dell’Italia sconfitta nel 1945 e senza più sovranità, figlia di un vile tradimento. Il Sangue venne sconfitto dall’oro. Gli anni di Piombo, piuttosto, sono stati dettati dall’alto ed eseguiti ciecamente dal basso. Dividi et impera. Disgrega e domina.
La demoplutocrazia* che aveva sgominato gli oppositori, a suon di bombe, si divertiva a creare nuove trincee per ostacolare l’ipotetica Rinascita Sociale Nazionale. Equivoci ideologici enormi, da una parte e dall’altra. Fascismo e destra, un ossimoro senza capo né coda. Ideologicamente senza senso. Eppure nel tranello caddero milioni di cittadini.

Superficialità e malafede. Stroncare un’Ideologia è impresa ardua, ma qualcuno ci è riuscito. Acca Larenzia ne è l’esempio. Ancora oggi si definiscono militanti di “destra”, quando invece sono stati assassinati perché Fascisti. Definirli di “destra” è una mistificazione. Il discorso sulla questione ideologica, etica e spirituale è lungo ed articolato, ma deve essere affrontato con serenità. Vogliamo creare confusione, nelle vecchie e nuove generazioni.

Sì, bisogna ammettere che intere schiere di giovani sono state usate e sfruttate senza scrupoli per fingere di difendere l’Italia dal pericolo comunista sovietico, per poi regalare definitivamente la Patria alla Demoplutocrazia, la stessa che oggi dilaga e ci ha portato alla sfascio. 
La gioventù di ieri, in larga parte, era intrappolata in un gioco molto più grande di essa. L’Europa era un’enorme scacchiera dove si giocava a fare la guerra fredda. Una guerra finta, a nostro giudizio.
Ovviamente, all’epoca, chi era invischiato in quella logica assurda non poteva sapere e non riusciva a capire. C’era una guerriglia e si combatteva.
Punto.
Sarebbe troppo facile giudicare con il senno di poi. Oggi, invece, possiamo riflettere e guardare avanti. Ricordare quel Sangue è importante, affinché infamie del genere possano essere relegate nelle cronache nere del passato. Ora abbiamo nuove battaglie da affrontare. E’ in ballo il nostro futuro.
Ve ne rendete conto? Per molti l’unica preoccupazione è la batteria del telefonino che sta per scaricarsi. Ricarichiamo il nostro Spirito, per iniziare. Oltre le false divisioni.
Onore ai Camerati Caduti. Disonore ai vili venduti.

http://loschiaffo451.blogspot.com/2014/01/

*Demoplutocrazia. 
La plutocrazia (dal greco πλουτοκρατία, "πλούτος", ricchezza, e κρατείν "krateìn" potere) è il predominio nella vita pubblica di individui o gruppi finanziari che, grazie all'ampia disponibilità di capitali, sono in grado d'influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi. Demo, sta per finta democrazia...

ONORA I MARTIRI DI ACCA LARENZIA!


lunedì 16 dicembre 2013

CERVINARA - SPECIALE ALLUVIONE 1999 - CMC 451


Servizi RaiTre e RaiUno
Cervinara - Alluvione 16 dicembre 1999.
Comunità Militante Caudina 451

domenica 15 dicembre 2013

Il ricordo dei morti nella lettera della “Comunità Militante 451”


Cervinara, 16 dicembre
Il ricordo dei morti nella lettera della “Comunità Militante 451”

C’è anche il direttivo della Comunità Militante Caudina 451 a ricordare le vittime della tragica notte tra il 15 e 16 dicembre del 1999 che a Cervinara fece ben cinque vittime.
E tramite questa lettera, che Ottopagine pubblica integralmente, i giovani componenti dell’associazione caudina vogliono esprimere il loro ricordo di quegli eventi:

Avevano detto che sarebbe finito tutto in poco tempo. Avevano detto che presto tutti i bambini sfollati avrebbero avuto un tetto. Ricordo che c’era anche la televisione. Un piccolo paese sbattuto in prima pagina sui giornali. Ricordo il frastuono dell’acqua. Ricordo quelle vite spezzate e cancellate dalla furia distruttiva della nostra montagna. Accadde tutto in così poco tempo, in troppo poco tempo. L’esercito fece la sua comparsa. I politici di turno vennero a rassicurarci che non saremmo stati dimenticati. Era il solito copione che si ripeteva. Ricordo chi, senza chiedere nulla in cambio, si rimboccò le maniche per aiutare chi aveva perso tutto. Ricordo che tra i tanti soccorritori c’erano anche quei ragazzi che avevano avvisato le istituzioni del pericolo che incombeva. Ricordo anche come siano stati azzittiti da quelle persone che ora hanno la coscienza macchiata dal loro stesso menefreghismo. 
Ricordo…ed è un ricordo che fa male…
Poi venne il giorno in cui i riflettori si spensero su questo piccolissimo paese, l’Italia continuò ad andare avanti come se nulla fosse accaduto. Ma lontano dagli occhi delle telecamere, e lontano dai pensieri dell’Italia puritana e bigotta, gruppi di uomini continuarono a spalare il fango che aveva invaso le loro case. 
Cervinara ripiombò nell’oscurità e nell’ anonimato. 
I segni di quella notte sono ancora ben visibili, forse quei ruderi sono stati eletti a “monumento” in ricordo delle vittime. Forse è ancora troppo presto per cancellare quella notte. 
Forse in quest’Italia, lenta e sorniona, è ancora troppo presto per ricordare le nostre vittime e tutti coloro che si son prodigati per salvare molte vite umane”.

Fonte: Ottopagine 16/12/2007
http://www.vallecaudina.net/attualita/1416.html
http://www.vallecaudina.net/attualita/cervinara-il-ricordo-della-tragedia-a-otto-anni-dallalluvione-la-memoria-di-quelle-drammatiche-ore-nel-commento-dei-superstiti-il-giorno-dellanniversario.html

mercoledì 4 dicembre 2013

INTERVISTA A MARCELLO DE ANGELIS

Intervista a Marcello De Angelis
4 dicembre 1999

A volte succedono cose assurde. Prendete come esempio questa intervista, datata quattro dicembre 1999, rilasciataci da Marcello De Angelis dopo una conferenza/dibattito “Sulle orme del Capitano a cento anni dalla nascita di CZ Codreanu (1899/1999)”.
Doveva essere pubblicata sul primo numero di OF, ma dopo una manciata di giorni il nostro paese venne travolto e stravolto da una maledetta alluvione. L’intervista cadde nel dimenticatoio. L’abbiamo rispolverata perché crediamo sia interessante da analizzare, a distanza di tempo...

Tante cose sono cambiate, da quel giorno...

Buona lettura…