domenica 18 giugno 2023

Invisibili, il video-denuncia sulle reazioni avverse da vaccino covid19 | DOCUMENTARIO

 

venerdì 16 giugno 2023

giovedì 15 giugno 2023

Avvistamenti e rapimenti alieni in Valle Caudina - Sconcertanti novità dal Centro Ufologico Mediterraneo | #perle

Rapimenti alieni in Valle Caudina? Se ne parlerà in un convegno di esperti del Centro Ufologico Mediterraneo.

C'è una strana aria in Irpinia. Secondo alcune fonti giornalistiche sabato 17 giugno potrebbero esserci delle sconcertanti novità sul fenomeno degli Oggetti Volanti Non identificati e sui rapimenti portati a segno da forme di vita non terresti. Insomma, l'occasione giusta per riportare alla luce gli oscuri avvistamenti registrati proprio dal Centro Ufologico Mediterraneo in Valle Caudina, senza dimenticare i rapimenti sventolati ai quattro venti da Adamo Fucci, autore anche di un libro su questa storia fuori dall'ordinaria amministrazione dell'esistenza umana.

Il dibattito aperto al confronto intitolato "Ufo: astronavi extraterrestri e rapimenti alieni” alzerà il simbolico sipario verso le 16 di domani 17 giugno presso la sala della Chiesa di San Nicola da Tolentino ad Atripalda, un posto abbastanza insolito per argomenti eternamente discussi. Il Centro Ufologico Mediterraneo propone una serie di interventi chiave, mirati anche ad aprire gli occhi alle masse e prepararle ad un'eventuale invasione dai cieli. Sugli scudi volanti il solito e passionale Angelo Carannante, Presidente in carica del Cufom. Nello stesso pomeriggio orecchie spalancate per ascoltare le parole e le tesi del noto ricercatore Gennaro Pepe, grande studioso di rapimenti e sequestri dell'Anonima alieni. 

Molto atteso l'intervento di Ennio Piccaluga, personaggio di fama nazionale, sulle anomalie “intelligenti” del pianeta Marte ed altri corpi celesti. La Valle Caudina potrebbe trovare spazio nelle parole di Nino Capobianco, studioso incallito di tutte le vicende legate al contatto reale con gli alieni. Berardino Ferrara e Giuseppe Corcione, irriducibili ricercatori CUFOM, che parleranno, rispettivamente, di ufo nella storia e ufo nella letteratura con la partecipazione del dottor Raffaele Iandoli. Da ricordare che saranno proiettate immagini inedite e verranno fornite al pubblico in sala alcune notizie esclusive ed enigmatiche sugli ultimi sviluppi di questo affascinante mondo. 

riflessioni

Da queste parti sono accaduti dei fatti molto strani. I celebri Misteri Caudini, apparsi sulle colonne de Lo Schiaffo 321,  si sommano ai tanti buchi neri della nostra magica Terra. Il convegno Irpino potrebbe essere l'occasione giusta per fare delle domande scomode e ricevere risposte illuminanti sui tanti dubbi di questa affascinante dimensione, fin troppo, parallela. Tra testimonianze verificate, esperti di spessore ed appassionati di tutte le età, ad Atripalda si potranno analizzare decine di episodi clamorosi, tra cui i casi segnalati a Cervinara, Paolisi, Bonea e Rotondi. 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo




LA CAUDIUM PAGELLA della settimana

dal 26.5.23 al 15.6.23

La Caudium Pagella è una rubrica goliardica e non che nasce per dare i voti ai personaggi e/o alle notizie del mese traendo spunto direttamente dalla stampa locale. Segnalaci qualcosa che a tuo parere merita di passare sotto le Forche Caudine de Lo Schiaffo 321. Non dimenticare la fonte e l'ironia.

10#ATENA

Sant'Agata dei Goti recuperata l'erma di Atena detenuta illegalmente. La scoperta, da parte delle forze dell'ordine locali, è avvenuta a seguito di un'indagine condotta per contrastare il traffico illegale di reperti archeologici. Venerdì, ore 11, sarà il giorno della restituzione al Museo del Sannio Caudino di Montesarchio. È stata rinvenuta a Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento, una scultura raffigurante il volto e una parte del busto della dea Atena. La scoperta, in data odierna, è avvenuta presso l’abitazione di un cittadino del posto che deteneva l’erma illegalmente. Per questo motivo, venerdì 16 giugno, ore 11, sarà restituita al Museo del Sannio Caudino di Montesarchio, proprio in occasione delle Giornate Mondiali dell’Archeologia, promosse dall’Inrap, l’istituto nazionale di ricerca archeologica preventiva della Francia. Per l’importante restituzione presidierà il comandante del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, di fronte alla presenza delle più alte figure della Procura della Repubblica di Benevento e di Vincenzo Zuccaro, direttore dello stesso museo. Si tratta di una scultura in marmo bianco, integra in alcune sue parti e mutilata in altre porzioni. Rimane comunque evidente il fatto che si tratti della famosa dea greca: il copricapo liscio, identificabile come un elmo corinzio, permette di assimilare il volto femminile a quello di Atena. Il ritrovamento del reperto archeologico è il risultato di un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, diretta da Aldo Policastro, al fine di contrastare il traffico illecito dei reperti archeologici. (culture.globalist.it) 

9#DOTT.SSA IZZO

Chimica degli Alimenti, importantissimo Premio per la santagatese Izzo. Una meravigliosa professionalità saticulana.  L'Università degli Studi di Napoli Federico II celebra sui propri canali social Luana Izzo, eccellenza made in Sant'Agata de'Goti. Ricercatrice presso il Dipartimento di Farmacia, l'ottima Luana - che è della frazione Sant'Anna - in occasione del XIII Congresso nazionale di Chimica degli Alimenti, che si è tenuto a Marsala dal 29 al 31 Maggio, si è vista conferire il Premio Filippo Maria Pirisi da parte del Gruppo interdivisionale di Chimica degli Alimenti (GICA) della Società Chimica italiana. La dottoressa Izzo lavora e svolge le sue ricerche presso il laboratorio certificato Food Lab diretto dal professor Alberto Ritieni del Dipartimento di Eccellenza di Farmacia 2023-2027. L'attività di ricerca della medesima, spiegano in una nota stampa da parte della medesima Università degli Studi partenopea, si compone di numerose pubblicazioni su riviste internazionali, e riguarda gli aspetti nutrizionali nonché nutraceutici e salutistici di alimenti convenzionali, innovativi e integratori alimentari oltre alla valorizzazione dei sottoprodotti della filiera agro-alimentare in un'ottica di economia circolare.  Questo premio rappresenta da sempre per i giovani ricercatori del settore della Chimica degli Alimenti un attestato di qualità e, soprattutto, uno stimolo a migliorare costantemente la propria ricerca. Nello specifico - rappresentano ancora i fridericani - il premio è riferito alla migliore ricerca sperimentale svolta nel campo della Chimica degli Alimenti, documentata in questo caso dall'articolo scientifico pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Food Chemistry". Trentadue anni, la docente Izzo è già stata "narrata" dalla nostra testata.  Doppia Laurea magistrale in Farmacia ed in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana - con tanto di abilitazione all’esercizio della professione di Farmacista e di quella di Biologo.  Ma anche un Dottorato di Ricerca (Doctor Europaeus Label) in Scienza del Farmaco svolto, appunto, presso il Dipartimento di Farmacia napoletano e presso il Departament de Medicina Preventiva i Salut Pública, Ciències de l'Alimentació, Toxicologia i Medicina Legal dell'Universitat de València. Ed, ancora, come già esponemmo, attività di ricerca all’estero presso il Laboratorio de Química y Toxicología de los Alimentos della stessa Università spagnola, più di trenta pubblicazioni scientifiche, quali co-first author e corresponding author, presenze in tv quale divulgatrice scientifica delle attività svolte, contributi in convegni anche internazionali, partecipazioni a comitati scientifici, referee di riviste scientifiche internazionali, opera in progetti di ricerca e collaborazioni internazionali. Un immenso talento. (Sannio Informa)

8#PAOLISI

Marcianise-Rotondi, oggi incontro a Paolisi per dettagli progetto. Un ulteriore incontro aperto al pubblico per la presentazione del progetto preliminare di fattibilità tecnico-economico relativo all’intervento di “Collegamento autostradale Caserta-Benevento lotto 1 Marcianise-Rotondi”. E’ quanto si svilupperà nella giornata odierna a Paolisi. L’appuntamento è in due fasi: dapprima, tra le ore 9:30 e 12:30, si avrà un sopralluogo partecipativo con ritrovo stabilito presso il campo sportivo della cittadina paolisana. Quindi, nella stessa giornata, tra le 17:30 e le 20:30, l’incontro pubblico che si avrà presso la Sala consiliare per dettagliare il progetto. PRIMO INCONTRO GIA’ SVOLTOSI IN PROVINCIA DI CASERTA Dopo la prima di qualche giorno or sono presso la Provincia di Caserta, quindi, la discussione “sbarca” anche in Valle Caudina. Quella Valle che andrebbe a beneficiare in modo importante dell’intervento trovando una via di accesso più immediata all’autostrada nonché un’alternativa all’Appia sull’asse casertano-beneventano. “Finalmente la realizzazione dell’Asse Benevento-Caserta prende concretamente forma – ha commentato l’avvocato Domenico Mauro a mezzo social – E’ un’opera fondamentale per superare la gola della Valle Caudina, offrendo una via di comunicazione rapida e funzionale alla nostra provincia. Un progetto di fondamentale importanza per il nostro paese” (usertv.it)

7#PETIZIONE

Cervinara: stop alle ganasce fiscali, presentata la petizione. La petizione popolare è stata presentata al protocollo del comune di Cervinara ed il comitato ha inviato anche questo comunicato stampa per accompagnarla. Il testo del comunicato. Cari concittadini, si legge nel testo, questa mattina, con congruo numero di firme, è stata presentata al protocollo del comune la petizione popolare con richiesta all’amministrazione comunale di adottare la “cosiddetta pace fiscale”. La definizione agevolata delle pendenze tributarie è un istituto previsto dalla legge che consente a coloro che stanno in difficoltà di mettersi in regola pagando il dovuto in maniera rateale senza interessi e sanzioni. In questo particolare momento di diffusa disoccupazione e di crisi economica generale buona parte della popolazione, nonché i piccoli commerciati e gli artigiani, alla scadenza delle bollette, è costretta a scegliere tra quelle da saldare e quelle da rinviare. Chi ha rimandato quelle dei tributi comunali, spesso, si ritrova le odiose ganasce fiscali sulla propria autovettura, che potrebbero essere facilmente sospese, aderendo alla pace fiscale con il comune ed ottenere cosi il permesso a circolare. L’istituto della petizione popolare, previsto dallo statuto comunale, consente di fare richieste o istanze all’amministrazione per adottare provvedimenti di interesse generale. Positiva risposta. L’ iniziativa del comitato promotore rientra nell’ottica di un attivismo civico ed è predisposta a favore dei cittadini e non contro qualcuno. Il comitato promotore ringrazia tutti coloro che hanno aderito e confida in una positiva  risposta  all’amministrazione comunale  (ilcaudino.it)

6#AZIONE

Irpinia in Azione, Francesco Testa nominato responsabile nazionale del tavolo di lavoro Under 30. Continua il percorso di crescita del partito di Calenda in Irpinia e di promozione di una nuova classe dirigente giovane e competente. Il Comitato provinciale di Irpinia in Azione ed il Comitato provinciale Under 30 salutano con soddisfazione la nomina di Francesco Testa a responsabile nazionale del tavolo di lavoro Under 30  “Ripopolare i piccoli comuni e aree montane”. Continua il percorso di crescita del partito di Calenda in Irpinia e di promozione di una nuova classe dirigente giovane e competente. Francesco Testa, avellinese studente universitario, impegnato da sempre nel mondo dell’associazionismo giovanile e della promozione sportiva cittadina ha condiviso sin dalla nascita le scelte di Azione ed ha contribuito alla realizzazione di importanti iniziative giovanili in materia di tutela delle aree interne. "Voglio ringraziare – dichiara Francesco Testa –  tutta la comunità di azione per la nomina ricevuta. Si tratta di una tematica a cui sono profondamente legato e che ritengo debba assumere un ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano, poiché questi territori subiscono da decenni non solo  uno spopolamento costante, ma anche una diminuzione dei servizi per chi rimane. Nel nostro Paese, i piccoli comuni sono 5.529 e rappresentano il 70% del numero totale dei comuni italiani. Riportare i giovani nei piccoli comuni dando loro occasioni di lavoro e nuove prospettive è una delle sfide più difficili da affrontare e noi siamo pronti!". Questa scelta dimostra come il desiderio di partecipazione dei giovani sia forte  ed  evidenzia che ancora c’è voglia di credere nella politica che non si appassiona alle beghe legate alla gestione del potere, ma che immagina nuovi scenari di crescita e futuro per le nostre realtà, che continuano ad essere sempre più distanti dalla politica dei palazzi. Viva soddisfazione la esprime anche Marco Pericolo, coordinatore provinciale Under 30 di Irpinia in Azione, secondo il quale “Scriviamo il futuro, l’evento che ha visto il coordinamento provinciale under 30 protagonista lo scorso 27/28 maggio a Roma, insieme ad altri 400 under 30 provenienti da tutta Italia, ha rappresentato, per il gruppo, un momento di confronto estremamente importante e formativo, perciò ritengo che la nomina di Francesco Testa a coordinatore nazionale di uno dei tavoli è motivo di grande orgoglio per me e per tutta la comunità politica di Irpinia in Azione. Tale nomina rappresenta un ulteriore riconoscimento al lavoro che il gruppo under 30 della provincia, costantemente porta avanti. Voglio esprimere, quindi, tutta la mia soddisfazione e auguro a Francesco buon lavoro, certo che il suo impegno e la sua dedizione porteranno il nostro gruppo ad essere sempre più protagonista”.  (avellinotoday.it)

5#VANDALISMO

Vandalismo o addirittura un furto, evidentemente motivato dall’apprezzamento della realizzazione. In ogni caso una azione assolutamente irrispettosa. Per la serie non finiremo mai di stupirci, si registra un nuovo disarmante episodio in quel di Sant’Agata de’ Goti..  (ilsannioquotidiano.it)

4#MACERIE

Macerie contemporanee: negli spazi post terremoto dell'Irpinia, tra scheletri e nuovi sguardi “Qualcosa resta” è il docu-film di Pasquale Napolitano, un viaggio tra i luoghi e le comunità irpine a più di quarant’anni da quel 23 novembre 1980: vuoti, architetture paradossali, doppi paesi, ruderi, piani regolatori, container e cattedrali nel deserto. Gli spazi sono al centro di questo racconto che indaga il passato e il futuro di un territorio attraversato, nonostante tutto, da energie e volontà. Una giornata di novembre particolarmente calda. Se ne accorse chi ne aveva approfittato per fare una gita fuori porta. Per chi invece si trovava a casa a quell’ora la Rai trasmetteva una delle partite della serie A giocate nel pomeriggio. In un attimo tutto precipitò: alle 19.34 del 23 novembre 1980 la terra ha tremato per un minuto e venti secondi, è il terremoto dell’Irpinia, che causò 2.570 morti, 8.848 feriti e oltre 300mila sfollati. Interi paesi furono rasi al suolo, altri gravemente danneggiati e isolati per giorni. Dal momento successivo all’evento drammatico, questi territori saranno attraversati da intense trasformazioni: dalla distruzione iniziale, alla lunga ricostruzione dei decenni successivi, fino alle ripercussioni sulle biografie individuali e collettive di intere popolazioni. (orticalab.it)

3#AIROLA

Airola, ancora follia in carcere. “È di ieri la notizia degli ennesimi gravi eventi critici accaduti nel carcere minorile di Airola”, denuncia il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria per voce di Sabatino De Rosa, vicecoordinatore regionale campano per il settore minorile. “Prima un detenuto minorenne siciliano allontanato dalla propria terra proprio per motivi di ordine e sicurezza, ha pensato bene, dopo essere rientrato in carcere da una traduzione, di sfasciare un termosifone e le annesse tubature, provocando un allagamento in tutto il Reparto. Per fronteggiare l’evento, di non facile gestione, si è reso necessario l’intervento di una ditta del posto che fortunatamente ha in poco tempo riparato le tubature e fermato la fuoriuscita enorme di acqua. Il minore responsabile, nonostante essere stato denunciato per danneggiamento”. “Più tardi”, prosegue De Rosa, “un altro detenuto minorenne, psichiatrico e marocchino, ha ingerito del detersivo per protesta dopo aver avuto il diniego di ulteriore terapia da parte dell’infermiera dell’istituto. Allertata la guardia medica del posto, dopo una attenta visita il detenuto veniva inviato in ospedale al pronto soccorso di Benevento per essere sottoposto a lavanda gastrica. Anche questo evento non è stato di facile gestione, poiché trattasi di un detenuto psichiatrico che già molte volte si è auto lesionato e ha creato disordini in vari istituti italiani da Nord a Sud”. Per il Sappe, “un plauso va rivolto alla professionalità degli Agenti, che nonostante i ripetuti eventi critici e la carenza di organico sono riusciti ad evitare ancora una volta il peggio. Il Sappe da tempo sta chiedendo di limitare l’assegnazione di detenuti stranieri, poiché già in conflitto con i detenuti napoletani, e di assegnare più unità di Polizia penitenziaria presso il carcere minorile sannita, personale che svolge turni sempre di otto ore ed in costante carenza di organi al di sotto del limite minimo di sicurezza. Chiediamo infine che i detenuti psichiatrici vengano seguiti in strutture sanitarie competenti e non assegnati presso carceri dopo poi non vengono seguiti quotidianamente da personale qualificato”. LE PAROLE DI CAPECE Donato Capece, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe denuncia che “la situazione al minorile di Airola è allarmante. Il personale è sempre meno, anche a seguito di questi eventi oramai all’ordine del giorno. Prevediamo un’estate di fuoco se non si prenderanno immediatamente provvedimenti concreti e risolutivi. La situazione è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto. Chiediamo l’immediata applicazione, anche per i minori, dell’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede restrizioni adatte a contenere soggetti violenti e pericolosi. Sarebbe opportuno dotare al più presto la polizia penitenziaria del taser o, comunque, di altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato”. Per il leader del Sappe, “quanto accaduto ad Airola dovrebbe far capire una volta di più come e quanto è particolarmente stressante il lavoro in carcere per le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria e dei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti che svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici”. (usertv.it)

2#CARENZE

Carenze igienico-sanitarie, chiuso panificio in Valle Caudina. Sequestrati oltre 200 kg di alimenti privi di indicazioni sulla tracciabilità. I Carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità hanno accertato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali. Rapinati in casa da 5 banditi armati, choc a Grottaminarda. Tra cui, presenza di muffa e sporco pregresso nei laboratori di produzione e in altri ambienti, mancata applicazione delle procedure di autocontrollo, assenza di idonei sistemi di aspirazione dei vapori, variazione della destinazione d’uso di alcuni locali. Non solo. I militari del Nas hanno anche proceduto al sequestro di oltre 200 kg di alimenti privi di indicazioni sulla tracciabilità. (ilmattino.it)

1#RUBACANI 

Avellino| Aggrediscono un tunisino e gli rubano il cane, preso uno dei due rumeni. La polizia intercetta e denuncia un rumeno per rapina e lesioni aggravate. I fatti si sono svolti la scorsa sera, nel corso degli ordinari servizi di prevenzione generale e controllo del territorio, quando alcuni agenti della Volante notavano, all’interno dei giardinetti di via Circumvallazione, una persona, seduta su di una panchina che presentava una copiosa fuoriuscita di sangue sia dalla bocca che dal naso. Fatto intervenire il personale medico del 118, che ha provveduto a curare il malcapitato senza ravvisare la necessità del trasporto del ferito presso il locale Pronto Soccorso, gli agenti hanno chiesto all’uomo cosa gli fosse capitato. Il tunisino, 55 anni, ha dichiarato di essere stato aggredito, circostanza confermata dalle informazioni assunte da alcuni testimoni. In pratica poco prima lo straniero, mentre era seduto sulla panchina, era stato avvicinato da due uomini, verosimilmente rumeni, uno dei quali, senza apparente motivo, lo colpiva con un violento pugno al volto, impossessandosi del cagnolino che egli teneva sulle gambe per poi allontanarsi insieme all’altra persona in direzione di via Del Balzo. (labtv.net)

0#CITTA' CAUDINA

Come le attività COORDINATE per l'estate.

SAN PIO et SAN SILVIO #goliardia

SAN PIO et SAN SILVIO #goliardia

 

Il Libro Perduto del Dio Enki - Tavoletta Ottava - Parte Terza | AUDIOLIBRO

Ottava Tavoletta - Parte Terza

Zaccaria Sitchin è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. 

È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della "teoria degli antichi astronauti" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le speculazioni di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, vengono considerate pseudoscienza e pseudostoria dalla comunità scientifica, rifiutate da scienziati, storici e accademici.

Inoltre le teorie e i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull'archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, congiunta ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, traduzioni errate di tali testi e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru nei testi Sumeri e in quelli Babilonesi Marduk, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L'esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.

 

La Valle Caudina, il Piano Kalergi, l'Ucraina e la misteriosa operazione di ingegneria sociale "Pan-Europa" | POLITICA (pt2)

Riceviamo e coraggiosamente pubblichiamo un'analisi politica eretica che mette la nostra Valle Caudina all'interno di una articolo che dividiamo in due parti.
Il riferimento al Campo Hobbit di Montesarchio in Valle Caudina è un passaggio molto importante ed utile per uno studio, aperto a 360 gradi e senza paraocchi. Ringraziamo il puntiglioso lettore che ci ha segnalato l'interessante punto di vista, abbastanza articolato come la sua lettera elettronica lusinghiera. Ribadiamo, altresì, la nostra totale apertura al dialogo e alla discussione intelligente e costruttiva mirata ed oculata.
Lo Schiaffo 321 è per lo scontro culturale!
Buona lettura.

Vediamo quindi dalla fine degli anni ’60 un neofascismo artefatto, artificiale, già manipolato dalle élites cripto-europeiste, secondo suggestioni verso cui i fascismi originari degli anni ’30 furono molto più impermeabili (del resto la contraddizione in termini fra un fascismo dottrina dello Stato-nazione e le idee dei neo e postfascismi di superamento dell’idea di nazione è così evidente da non lasciare dubbi sul fatto che fra le due dimensioni non vi sia veruna continuità reale!)

In questo modo veniva a crearsi un consenso europeista in tutte le aree politiche dalla sinistra comunista (che in quegli anni si staccava dal PCUS per creare l’eurocomunismo), fino all’estrema destra neofascista che gradualmente verrà “redenta”, in cambio della disponibilità ad edulcorarsi, e gradualmente cooptata in area parlamentare e di governo come abbiamo visto accadere grazie alle svolte di cui fu principale artefice Gianfranco Fini, con l’esperienza del centro-destra italiano. 

Nasce quindi quello che oggi sappiamo essere il “PUDE”:  “Partito Unico dell’Euro”. In questo scenario vediamo che alcune formazioni neo- o post-fasciste (o non si sa più cosa, visto il polimorfismo ideologico che vi si manifesta, in cerca di sempre nuove “sintesi”) difendono la costruzione europea come necessaria e ineluttabile, pur pretendendo di criticarne alcuni aspetti come l’orientamento economico liberal-capitalistico che queste dichiarano, senza neppure credervi, di poter riformare dall’interno e di trasformare poi in qualcosa di “più consono” alla propria visione.  

È scontato che a ciò non potranno arrivare, ma in cambio i loro dirigenti verrebbero compensati con agibilità politica, visibilità, possibilità di scrivere sui giornali ed altre regalie di questo livello. Opposizione fittizia che a volte non si nasconde e si traduce in manifesto sostegno: se si accede al sito www.oswaldmosley.com, alla voce ‘Europe a Nation’ compare in bella vista la scritta “United State of Europe” sullo sfondo della bandiera dell’attuale Unione Europea!

Un altro esempio di una sospetta filiazione para-kalergiana lo si può trovare nel recente “1° congresso Paneuropa”, tenutosi nell’ottobre del 2018 in Ucraina: con la sigla “Paneuropa” il gruppo banderista ucraino, atlantista e russofobo, “Corpi nazionali dell’Azov” cerca il gemellaggio con diverse sigle neofasciste europee e italiane. La sigla si associa immancabilmente con il simbolo della celtica gialla di Kalergi (quella con le braccia che non escono dal cerchio) peraltro sul fondo blu scuro dell’Unione Europea, diverso dall’azzurro chiaro dei colori nazionali ucraini. 

Difficile evitare di pensare a messaggi impliciti, del resto non sarà un caso se si parlò sin da subito di Euromaidan, dove già il nome tradisce il tentativo dell’Unione Europea, per conto della Nato, di reclutare il nazionalismo ucraino nella propria sfera di influenza e contro la Russia

Come all’inizio non ci si sforza di nascondere certe filiazioni – filiazioni comunque ignorate dai gregari e dai quadri, ma forse non ignote ai dirigenti – anche se oggi, a differenza dei tempi di Thiriart, la conoscenza della provenienza politica di quel simbolo si è resa evidente. È anche comprensibile che chi dirige certe meccaniche sociali usi questo apparato simbolico secondo la scienza dei simboli, conoscendo l’uso subliminale di essi. 

Oggi, che le opere di Kalergi sono note ad una platea più vasta, si sarà costretti a non abbandonare questo apparato simbolico, pena la perdita delle posizioni di potere psichico acquisito. La metodica che verrà tentata sarà a questo punto quella di riscoprire Kalergi, superando l’imbarazzo di farlo entrare nel novero dei pensatori di riferimento, sminuendone comunque l’importanza, oppure magari criticandone localmente alcune idee, allo scopo di “normalizzare” l’impatto psicologico derivato dalla scoperta dell’influsso che la sua organizzazione ha realmente esercitato. Insomma si cercherà di stendere un cordone sanitario per prevenire ogni possibile “teoria del complotto”. 

Torniamo ora indietro, prima che fosse concluso il disastro della guerra e si imponesse la necessità di ricominciare con altri regimi e un'altra classe politica. Si tenga conto che, ufficialmente, il Terzo Reich mise al bando Paneuropa, ma parliamo di un’organizzazione che associava aristocratici, ex diplomatici, banchieri, industriali: non mancavano quindi i contatti per tenere in piedi la struttura in regime di clandestinità, anche dopo l'Anschluss

Non a caso, curiosamente, Evola si trova a Vienna (fu la capitale degli Asburgo patria di Kalergi, nel frattempo riparato in Svizzera) alla fine della guerra nel '45 quando fu ferito. Cosa ci facesse Evola è un mistero (il gossip evoliano dice che fosse a lavorare per conto della Ahnenerbe sulla “decifrazione” di documenti massonici ma è poco credibile: le SS lo sorvegliavano, era un individuo da controllare, non un collaboratore; e il non essere massone rende l'idea che fosse impiegato come studioso del settore praticamente inverosimile). 

Giulio Evola

Non va dimenticato poi che Evola negli anni prima della guerra si occupava di svolgere, per sua ammissione, alcuni incarichi “diplomatici” (vedasi suoi viaggi in Ungheria, Romania etc.), non si sa per conto di chi e su questo la biografia di Evola mostra delle reticenze. Non dobbiamo perdere di vista alcuni dati essenziali: a Paneuropa aderivano tutte figure importantissime ma una in particolare, il politico proto-europeista Ottone di Asburgo-Lorena, che sarebbe stato erede al trono dell’impero asburgico se esso non fosse caduto nel 1918 e che poteva disporre ancora di un notevole patrimonio economico personale, oltre che di una rete di contatti fedeli, per potere finanziare e contribuire in modo sostanziale alla costruzione di cui Kalergi fu solo uno dei divulgatori. 

Otto von Habsburg

E nel 2004, alla morte dell’eminenza grigia Otto von Habsburg, già parlamentare europeo della CSU nella sua longeva parabola personale, ai suoi funerali il feretro fu accompagnato non solo dalle bandiere imperiali della Casa d’Asburgo, ma anche da quelle dell’associazione Paneuropa, con la Croce celtica rossa su cerchio giallo e sullo sfondo blu stellato dell’Unione Europea. 

Evola nutriva una vera infatuazione per gli Asburgo e il modello imperiale, e chissà che non abbia fatto da ponte per qualche organizzazione clandestina che sotto la veste paneuropea non operasse per la restaurazione del potere asburgico, sia pure in una veste ormai sinarchica e tecnocratica

La nostra è, in questo caso, una semplice ipotesi. L’imperialismo evoliano  e la sua critica al nazionalismo e all’idea di nazione (in quanto “moderna” e “giacobina”) tesi che già compare in quegli anni in Rivolta contro il mondo moderno, fu un vero booster per tutti i successivi movimenti neo-fascisti che, in contrasto con il Fascismo autentico, nazional-rivoluzionario, si muovevano già in un ottica paneuropea e anti-nazionalistica e rifiutavano il modello giuridico e politico tecnicamente e autenticamente fascista

La lettura evoliana fu una vera fortuna per le derive paneuropee del neo-fascismo, dopo che Evola provò negli anni ’30, piuttosto infruttuosamente, ad influenzare i movimenti e i governi fascisti dell’epoca. In realtà non sappiamo che posizione avesse Evola rispetto al “Paneuropeismo” di Kalergi, osserviamo però che a quanto risulta non si espresse mai negli ultimi decenni di vita, nei suoi articoli su giornali e riviste, in merito all’allora in corso progetto di integrazione europea. 

Un silenzio assordante e, forse, reticente…  

La nostra ipotesi è che Paneuropa sia nata come tentativo, dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale – prima tentando per via politica ufficiale, poi con il lobbying – di ricostruire il potere imperiale asburgico ed anzi estenderlo, sia pure nella forma di un nuovo ordine europeo, azzerando il processo di autodeterminazione dei popoli affermato attraverso i risorgimenti nazionali di cui la Grande Guerra fu il culmine. Così i “vinti torvi imperi” della canzone del Piave, trovarono modo di ri-organizzarsi in un nuovo modello politico. A conferma di ciò rileviamo che il nome di Magna Europa (la versione latina di Paneuropa) è ripreso anche da Alleanza Cattolica, formazione tradizionalista di estrema destra, attualmente presieduta da Massimo Introvigne, il cui organo ufficiale, Cristianità (n. 261, 2011) in un articolo in occasione dei funerali di Ottone d’Asburgo presentava Kalergi come il rifondatore del Sacro Romano Impero distrutto dalla Grande Guerra

Il tentativo iniziale di infiltrazione da parte di Paneuropa verso i fascismi non fu possibile, in primis per la naturale opposizione che questo modello avrebbe trovato presso l’ideologia fascista (che è invece l’espressione più sistematica dello Stato Nazione come principio), in secundis per il fatto che l’organizzazione fu messa al bando dal Terzo Reich. Di fatto, malgrado un certo successo presso Mosley e uno più timido nel fascismo italiano ormai prossimo alla capitolazione, la Paneuropa di Kalergi non riscontrò grossi entusiasmi presso i governi fascisti. 

Il fatto che poi questi regimi furono spazzati via dalla Guerra tolse ogni prospettiva ad una futura apertura, ma il proteo paneuropeo era comunque in azione, e presto si sarebbe rivolto alla nuova classe politica antifascista e ai più vicini collaboratori, quelli “del Manifesto di Ventotene”, la corrente liberale dello stesso comune progetto autoritario e sinarchico dello Stato europeo. 

Le élites hanno giocato su più tavoli, perché questa era ragionevolmente la strategia più vincente. Il neo-fascismo fu un veicolo marginale (non era un movimento di massa né di governo, tuttavia poteva diventarlo e in chiave strategica era necessario manovrarlo). E mentre l’estrema sinistra era meno incline a subire questa manipolazione essendo ancorata alla monolitica ortodossia marxista, per il neofascismo che si dimostrò subito un laboratorio di varie ibridazioni politiche la cosa fu molto più semplice, mercé anche un imprinting che alcune figure di spicco dell’area avevano già ricevuto (esemplare il caso di Mosley, probabilmente morso dal ragno di Kalergi e sarebbe interessante scoprire se vi fossero anche contatti diretti fra i due) e anche perché l’estrema destra non ebbe una vera ortodossia essendo stata ricettacolo di vari filoni, da quello autenticamente nazional-rivoluzionario, giacobino, a reazionario, ultracattolico, conservatore, difensore del feudalesimo e delle strutture giuridiche premoderne, di cui Evola, pur non cattolico ma incline ad accostate con il potere asburgico, fu certamente uno dei più energici interpreti. 

Questo coacervo trasversale ed incoerente, che si muoveva sul rifiuto più o meno diretto della “Dottrina fascista dello Stato” (troppo moderna, giacobina e illuministica) fu un naturale campo di sperimentazione ideologica. 

Ciò che serviva era creare un deposito ideologico anti-nazionale, funzionale al processo di devoluzione degli Stati nazionali, che ovviamente era un vero tradimento dell’ideologia fascista, anzi questa manipolazione sembra addirittura una vera e propria “inversione” della direzione politica originaria di quell’area. Per ottenere una tale completa manipolazione speculare a sinistra, ci volle molto più tempo, la crisi dell’URSS e dell’ideologia marxista fu il passo necessario perché ciò potesse avere pieno compimento. Riteniamo comunque che ci sia un evento speculare a sinistra: l’imporsi della Scuola di Francoforte, nata in un arco piuttosto lungo, ma la cui affermazione come ampio modello culturale cominciò anche qui nello stesso periodo in cui nascevano i prodromi della Nouvelle Droite, gli anni ’60-’70. 

Nasceva ora il nucleo di una sinistra post-marxista, ‘liberal’, decostruzionista, che non aveva più una classe sociale popolare di riferimento e che, come stiamo vedendo, si presta benissimo ad integrare l’agenda politica delle élites liberiste in America ed ordoliberali in Europa: è il ‘Marxismo culturale’ la corrente di sinistra funzionale alle centrali di potere globaliste, o se vogliamo l’ideologia della corrente progressista di queste élites, così come l’ala conservatrice ha le sue. 

Tale tradimento funzionale del ‘Marxismo culturale’ fu ampiamente denunciato ad esempio dal filosofo marxista Costanzo Preve che ne denunciò l’impostura ideologica. E forse ci riserviamo di trattare l’evoluzione della sinistra post-comunista in un altro scritto. 

È stata una sventura che a destra non vi sia mai stato nessun Preve in grado di denunciare pubblicamente le manipolazioni che specularmente avvenivano nel “neo-fascismo”. Ma qui il tradimento è più circoscritto: il neo-fascismo tradisce il prototipo originario meno sul piano socio-economico (in realtà la Nouvelle Droite si limita ad una critica sociale al capitalismo mondialista, sulla scia dello stesso fascismo), perché il suo tradimento è solo verso l’ormai rifiutato nazionalismo e il modello giuridico dello Stato nazionale, essendo tale neofascismo funzionale alla struttura neo-imperiale dell’Europa tecnocratizzata

Per il resto la natura autoritaria, anti-democratica e anti-rappresentativa del Progetto europeo si sposa bene con l’aspetto formale del gerarchismo di tali correnti che hanno sempre visto negativamente le democrazie rappresentative, un po’ meno invece con l’ala del “fascismo-movimento” che potrebbe rifarsi a un’idea quasi “Corridoniana” di partecipazione popolare come democrazia diretta (poco compatibile con il modello tecnocratico dell’Unione Europea). 

Da questa analisi dei simboli, delle idee e dei programmi emerge quindi la natura “strumentale” di tali neofascismi sintetici, veri e propri prodotti di laboratorio geneticamente modificati.

Filippo Corridoni

Rimangono delle considerazioni a margine, ma di importanza centrale. Il fatto che il progetto europeista, sorto come per magia già bello e formato, con un’intera classe politica disposta ad accettarlo e attuarlo, deve far sorgere più di un dubbio a chi si interroga sulla terza dimensione della Storia. È difficilmente negabile che si è in presenza di un “piano”, a cui hanno aderito più generazioni come per un tacito accordo praticamente unanime, fatta eccezione per le relative resistenze di De Gaulle, che infatti ostacolò l’attuazione del “piano”, proponendo modelli di cooperazione alternativi e non federali. 

Si può quindi supporre la presenza di un gruppo di cui Paneuropa non era  altro che il messaggero o rappresentante esterno come spesso succede per le società segrete. Solo da pochi anni l’esistenza di Paneuropa – sebbene non fosse un’organizzazione clandestina – è giunta alla conoscenza di un pubblico più vasto, essendo in realtà nota per lo più ai dirigenti politici europei. Ci viene fatto di pensare che tale organizzazione fosse solamente una cerniera esterna di gruppi di potere più occulti, che lavorassero allo stesso fine su più livelli. 

Già prima che si parlasse pubblicamente dell’influsso del semisconosciuto Kalergi sul progetto europeista, vi era chi raccoglieva informazioni su queste forze occulte che, sotto il nome generico di “Struttura”, lavoravano per preparare il terreno per questo avveniristico progetto politico. Ci riferiamo ai memoriali raccolti da Paolo Rumor, figlio dell’esponente di punta della DC, Giacomo Rumor, ed esposti nel suo libro L’Altra Europa, recentemente ristampato ed ampliato in collaborazione con Loris Bagnara e Giorgio Galli (Panda Edizioni). 

Vi si parla delle trattative segrete che portarono alla stipula dei Trattati di Roma (1957) ma sullo sfondo di un progetto unionista sostenuto da un’organizzazione segreta in piedi da più di un secolo, e che già dalla Prima Guerra Mondiale incontrò il sostegno degli Stati Uniti e la mediazione del Vaticano. L’organizzazione indicata come “Struttura” nei memoriali di Rumor, risaliva almeno al 1870 (stando alla lettera del Card. Spellman a Rumor), si basava su un documento fondativo (“Protocolli dei Priori”) e godette da un certo punto in poi dell’appoggio di una importante casata (che a questo punto noi suggeriamo, con il senno di poi, potessero essere forse gli Asburgo). Secondo i memoriali di Rumor, il programma politico contenuto in questi Protocolli sarebbe stato utilizzato, almeno in parte, per l’impostazione delle prime fasi dell’integrazione europea ai tempi di Schumann.

Il quadro che ne emergeva sembrava essere quello di un progetto politico illuminista e dirigista per una costruzione radicalmente laica, in cui l’elemento delle identità nazionali sarebbe stato fatto gradualmente retrocedere, e la cui dirigenza avrebbe avuto dei caratteri fortemente elitari. Sono tratti che troviamo senza dubbio nell’attuale Unione Europea.

Senza entrare oltre nella questione dei memoriali Rumor, ma unendovi in modo incrociato i dati sui movimenti di Kalergi – che doveva essere uno degli esecutori esterni più entusiasti ed originali di questo progetto, ma che al tempo stesso era solo l’“ufficiale di collegamento” e non certo l’ideatore di nulla, come ingenuamente ci attribuiscono gli anti-cospirazionisti – emerge comunque un quadro perfettamente coerente: quello di una struttura di potere ramificata, occulta, che non ha una precisa identità ideologica (se non la propria, oligarchico-elitista),  ma che sa perfettamente servirsi di tutte le ideologie, infiltrandole e manipolandole, per renderle disponibili ad assecondare i proprio scopi: 
Kalergi e moglie
un’organizzazione che provò ad influenzare, senza successo i movimenti fascisti, che ci riprovò nel dopoguerra con le forze antifasciste ormai al governo, ma anche creando, da un certo momento in poi, la struttura artificiale di un neo-fascismo del tutto modificato che proponeva un progetto politico sostanzialmente identico a quello che le élites stavano già attuando, quindi trasformando dei potenziali resistenti nei futuri pretoriani del potere. 

Ne emerge la visione di un establishment di potere tecnocratico, che sta mettendo fuori gioco la democrazia rappresentativa, che ha sconfitto le due grandi ideologie del Novecento, il Fascismo e il Comunismo, e che si è servito dei loro cadaveri vuoti, applicando in modo esemplare uno dei Trentasei stratagemmi del classico strategico cinese:

“Prendi a prestito un cadavere per risuscitarne lo spirito”.

Scritto da Gianluca Fabbri


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