giovedì 13 giugno 2024

101 Storie Zen - 30. Il biglietto di visita. | SAGGEZZA

101 Storie Zen 

30. Il biglietto di visita.

Keichu, il grande insegnante di Zen dell'era Meiji, era il capo di Kofuku, una cattedrale di Kyoto. Un giorno il governatore di Kyoto andò per la prima volta a fargli visita. Il suo aiutante presentò il biglietto del governatore, sul quale era scritto: Kitagaki, Governatore di Kyoto.

«Io non ho nulla a che fare con questo individuo» disse Keichu al suo aiutante. «Digli che se ne vada». L'aiutante andò a restituire il biglietto con molte scuse. «E' stata colpa mia» disse il governatore, e con una matita cancellò le parole 'Governatore di Kyoto'. «Torna ad annunciarmi al tuo Maestro».

«Oh, è Kitagaki?» esclamò il maestro quando lesse il biglietto. «Voglio vedere quest'uomo».

101 Storie Zen

A cura di Nyogen Senzaki e Paolo Reps

Con il termine zen (禅) ci si riferisce a un insieme di scuole buddhiste giapponesi che derivano per dottrine e lignaggi dalle scuole cinesi del buddhismo Chán a loro volta fondate, secondo la tradizione, dal leggendario monaco indiano Bodhidharma. Per questa ragione talvolta si definisce zen anche la tradizione cinese Chán, ma anche le tradizioni Sòn coreana e Thiền vietnamita. Immagini tratte dalla rete. Fonte: Scienza Sacra

mercoledì 12 giugno 2024

CARTESIO (1978)

CARTESIO

Cartesio, il burattino cartastorie ideato ed animato da Elisabetta ed Aurelio Pellicanò, è una serie con burattini animati in 13 episodi, realizzata su pellicola 16mm nel biennio 1976/1978. La sigla e le musiche sono di Franco Godi. (AccasFilm) 

FDI CAMPANIA - La Destra merita di più. Poche luci e troppe ombre per il partito della Meloni in Campania. | POLITICA

FDI CAMPANIA - La Destra merita di più. Poche luci e troppe ombre per il partito della Meloni in Campania.

L'impercettibile aumento in percentuale di FdI rispetto alle politiche è poca roba se si considera che proprio sul territorio campano il partito dei Fratellini continua a navigare al di sotto della media nazionale ed il tutto avviene facendo finta di non vedere la spinta propulsiva data semplicemente dalle preferenze robotiche della gente grazie al nome di quella Santa Donna di Giorgia Meloni.

Indipendentemente dal leggerissimo calo di consensi registrato in Campania, rispetto alla precedente tornata elettorale 2022, il partito regionale guidato dalla coppia Iannone/Cirielli, oltre che regalarci una comunità abbastanza frastagliata, spesso litigiosa e spaccata in Federazione, si trova a dover fare i conti con una figuraccia politica, a memoria d'uomo, senza precedenti, viste le splendide percentuali da capogiro della Vecchia Fiamma

Lo Schiaffo 321 aveva preannunciato la disastrosa sconfitta della Destra Meloniana ai piedi di Montevergine, protagonista in negativo nell'unico capoluogo di Provincia campano con le urne aperte. Ad Avellino, incredibilmente, nemmeno la magica Giorgia è riuscita a dare uno slancio concreto per la corsa a Sindaco. Il tonfo, con tanto di simbolo ufficiale in corsa alla Comunali, è un risultato fin troppo deludente e controcorrente per FdI. Un misero 3.7% per il simbolo della Meloni ed un 4,2% con il modesto Modestino. 

Un'altra mazzata tra capo e collo è stata la mancata elezione al Europarlamento di Ines Fruncillo, Presidente Provinciale Irpina di Fratelli d'Italia. Eppure, almeno sulla carta, la Fruncillo avrebbe dovuto avere il sostegno incondizionato del vice Ministro Cirielli, dell'ex commissario provinciale, l'onorevole Iannone, del senatore Caudino Mimmo Matera, senza dimenticare la vicinanza comunicativa in alcuni eventi del Ministro Lollobrigida

Insomma, Ines avrebbe avuto tutte le carte in regola per arrivare in alto, ma si è classificata solo ottava, superata dalla Raffaella Docimo, esponente della comunità Partenopea, che al suo interno lascia trapelare qualche mugugno sulla linea regionale adottata a Salerno. L'affermazione di Gambino, con quasi centomila preferenze, è emblematica per capire la situazione ingarbugliata dietro il sorriso della Giorgia Nazionale, entusiasta per l'ottimo risultato in tutta la Penisola, isole comprese, ma perplessa per le dinamiche della Campania, un tempo, Felix.

In un solo colpo la soldatessa Fruncillo ed i suoi capi Salernitani sono riusciti a mortificare la comunità militante Irpina e a bruciare la figura di uno storico dirigente come Modestino Iandoli, il quale ha pagato questa scelta controproducente probabilmente per rispettare la gerarchia di partito, per onorare la vecchia militanza politica e forse per togliersi erroneamente i classici sassolini dagli anfibi di qualche antica tarantella legata ai tempi di Alleanza Nazionale. Modestino si è prestato ad un gioco politicamente suicida, portando FdI alla disfatta totale nella fantomatica corsa alla fascia Tricolore. Ora si attende, almeno, di elemosinare un posticino in consiglio comunale. 

Modestino e Giorgia

Il tutto è ancora in bilico, ma sotto gli occhi di tutti c'è l'amarezza di Iandoli, nonostante la sua iniziale euforia nel porsi come rappresentante di ferro della Meloni, A nulla sono valsi i manifesti con la Presidente del Consiglio, né tantomeno il comizio Capitolino ha sortito gli effetti sperati. Un brutto colpo per Ines e probabilmente uno dei pochi capitomboli elettorali per Giorgia. Bene ricordare le parole di Cirielli esternate poco prima dell'ultima tornata elettorale:

Modestino Iandoli, dirigente storico della destra avellinese e amministratore cittadino di esperienza è un profilo autorevole come candidato a Sindaco di Avellino. FdI rivendica la guida della città dopo il grande risultato ottenuto alle ultime politiche risultando di gran lunga il primo partito del Centro Destra. Mi auguro che sul suo nome possano convergere anche le altre forze alleate. Lo dichiarò alla stampa l’on. Edmondo Cirielli, deputato eletto in Campania. “La città dopo i recenti avvenimenti ha bisogno di riacquistare serenità; per questo serve una figura autorevole che ponga le basi di una rinascita”.
Nello Mainolfi

L'unico spiraglio di luce in questo disastro d'area potrebbe arrivare dalla componente interna e minoritaria del partito guidata da Nello Mainolfi, che plaude al buon risultato del ribelle Vincenzo Quintarelli, ex commissario cittadino di Fdi Avellino. L'avvocato Quintarelli è stato il secondo tra i candidati a consigliere con 121 preferenze all'interno di Patto Civico per Avellino, un'aggregazione di esponenti di un Centro Destra che nel Capoluogo è completamente allo sbando al punto tale che in tanti iniziano a rivalutare e a guardare con interesse le mosse del consigliere Petitto che spesso e volentieri ha dimostrato di avere  un fiuto particolare per la politica locale.

Inoltre, la fazione interna d'opposizione, con capo a Mainolfi, è riuscita ad entrare a Strasburgo grazie alla duplice affermazione di Michele Picaro e Denis Nesci. La Destra in Campania, alla luce dei fatti, potrebbe crescere a dismisura ed affermarsi...solo con un taglio netto degli inetti.

Scritto da Giovanni Mauriello

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete

martedì 11 giugno 2024

PIERINO CONTRO TUTTI (1981)

PIERINO CONTRO TUTTI

Pierino è un ragazzino irrequieto che combina scherzi dovunque e a chiunque: alla sorella, all'osteria del padre e soprattutto a scuola. Prende di mira in particolare la signorina Mazzacurati, sua maestra dal carattere burbero ed isterico, che sta cercando di conquistare invano il professor Celani, l'insegnante di educazione fisica. Un giorno Pierino risponde a una domanda in maniera volgare e viene cacciato dalla classe, decidendo quindi di architettare uno scherzo in cui dapprima fa urinare addosso la signorina Mazzacurati e successivamente le procura una frattura al braccio tagliandole la sedia con una sega.

A causa di questo incidente viene chiamata in sostituzione una supplente, la giovane e bella signorina Rizzi, di cui Pierino si innamora sin da subito. Ben presto però il ragazzino deve fare i conti con il professor Celani, che sin dal primo incontro con la supplente fa capire le sue intenzioni di conquistarla. Pierino organizza tutta una serie di scherzi per vendicarsi del professore, causando anche la frattura di una gamba all'uomo. Dopo una serie di scherzi, tra i quali uno molto pesante nei confronti della giovane supplente Rizzi, Pierino viene mandato in presidenza e, di conseguenza, viene perdonato ma quando il preside gli chiede un gesto come risposta, il protagonista manda a quel paese l'uomo e tutti i professori davanti a suo nonno che l'aveva accompagnato facendo il gesto dell'ombrello.

 

mercoledì 5 giugno 2024

Costantino I e la lebbra (debellata grazie alle acque del Partenio) | CULTURA

PARTENIO - Costantino I e la lebbra (grazie alle acque del Partenio) | CULTURA

Dopo l'ottimo riscontro d'interesse per "La bufala di Costantino, l'acqua miracolosa del Partenio e la falsificazione della storia occidentale" proponiamo per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 un ulteriore approfondimento tratto dal sito del Centro Studi Gised sulla miracolosa acqua del Partenio, capace di cambiare le sorti del mondo e ancora oggi potenziale fiore all'occhiello del turismo religioso, vitale per la valorizzazione dell'intero territorio legato al Massiccio del Partenio.

Buona lettura

Santi Quattro Coronati

A Roma, posto sulla sommità del colle Celio, sorge il complesso monastico dei Santi Quattro Coronati, un edificio medievale fortificato, costruito a partire dal XI-XII secolo, che è stato adibito nel corso dei secoli anche a sede pontificia e che dal 1564 è stato affidato alle monache di clausura Agostiniane, che ancora oggi lo custodiscono.

All'interno di questo edificio sono presenti numerosi elementi degni di nota come l'Aula Gotica, sulle cui pareti è stato riportato alle luce un ciclo di affreschi, testimonianza dell'arte gotica nella città di Roma, e che, per la loro bellezza, ricordano gli affreschi di Giotto ad Assisi.

Oratorio di San Silvestro

Sempre nell'edificio è da segnalare il cosiddetto Oratorio di San Silvestro, un stanza rettangolare con la volta a botte, sulle cui pareti è possibile osservare una serie di undici affreschi che si ispirano ad un documento, La Donazione di Costantino, poi rivelatosi falso, secondo il quale l'imperatore Costantino I avrebbe concesso al papa, tra le altre cose, le insegne imperiali e la sovranità temporale su Roma e l'intero Impero Romano d'Occidente.

Costantino I avrebbe voluto così ringraziare il papa per la grazia ottenuta di guarire dalla lebbra. Negli affreschi è possibile seguire l'intera vicenda che vede l'imperatore ammalato, con la sue pelle coperta di macchie, che, dopo aver sognato i santi Pietro e Paolo e aver incontrato il vescovo Silvestro, viene battezzato, guarisce e consegna a Silvestro, la tiara simbolo del potere temporale e religioso.

La lebbra in epoca medievale era una malattia diffusa ma è anche possibile che con il termine "lebbra" si intendessero altre malattie cutanee. (Centro Studi Gised)

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete

lunedì 3 giugno 2024

PAOLO BORSELLINO: Via D'Amelio (2° parte) | documentario

PAOLO BORSELLINO: 
Via D'Amelio #2

La morte di Borsellino è vicinissima, temporalmente, a quella di Falcone; troppo vicina. Qualcosa ha smosso le acque ed ha accelerato i tempi, probabilmente l'incontro tra il nuovo collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo e Paolo Borsellino.
Qualcuno si è sentito in pericolo? Cosa può c'entrare vicolo Pipitone a Palermo. Possibile che li si incontrassero uomini dello Stato come La Barbera, Contrada ed Aiello con mafiosi come Galatolo e Madonia?
L'omicidio Borsellino sembra la conclusione di una storia durata decenni e che era arrivata al suo ultimo capitolo.

post-COMUNISMO #goliardia

post-comunismo #goliardia

ADA NERI - Sì, voglio vivere ancor (1936)

Ada Neri - Sì, voglio vivere ancor
Artista: Ada Neri

Brano: Sì, voglio vivere ancor

Anno: 1936

 

SONDAGGI - Fratelli d'Italia primo partito e Giorgia Meloni in crescita anche grazie... all'altra Giorgia Meloni #perle

SONDAGGI - Fratelli d'Italia primo partito e Giorgia Meloni in crescita anche grazie...all'altra Giorgia Meloni #perle

Le elezioni europee 2024 si avvicinano e gli ultimi sondaggi politici IpsosIpsos, condotti per Euronotizie, sulle intenzioni attuali degli italiani e delle italiane, che non necessariamente rappresentano il possibile esito finale del voto, però confermano Fratelli d'Italia come primo partito su scala nazionale, seguito dal PD e dal Movimento 5 Stelle.
 
Infatti, secondo Ipsos, Fratelli d’Italia è stimato al 26,5%, con un calo netto di ben due punti rispetto ad aprile, rosicchiati dalla Lega Nord che con l'8,6% lancia la sfida ai Post-Berlusconiani come possibile seconda realtà del Centro Destra, proprio mentre i dati stanno a confermare il buon andamento di Forza Italia (con Noi Moderati) al 9,2%, in crescita dello 0,6%. Unico caso politico alquanto surreale, al momento, potrebbe essere la vertiginosa crescita dei consensi in Sardegna per Giorgia Meloni grazie ad un clamoroso caso di omonimia. 

L'ALTRA GIORGIA MELONI
Il Partito Democratico, almeno stando a questo sondaggio, è al 22,5%, il risultato più alto dall’insediamento della segretaria Schlein, capace di guadagnare di più di un punto nell’ultimo mese. Il Movimento 5 Stelle, stimato al 15,4%, ha subito ancora un piccolo calo di mezzo punto nell’ultimo mese, ma di due punti nell’ultimo periodo. 

Due partiti sembrano poter superare la soglia del 4%: Alleanza Verdi Sinistra (4,6%), e Stati Uniti d’Europa al 4,1%. Leggermente sotto l’asticella Carlo Calenda con Azione, oggi al 3,6%. Democrazia Sovrana Popolare di Marco Rizzo, sostenuta dai sovranisti di Gianni Alemanno, potrebbe essere la sorpresa tra le liste alternative, nonostante la scarsa visibilità nella campagna per le elezioni europee denunciata da Rizzo. DSP ha presentato i candidati Alfio Krancic ed Enzo Pennetta, vicini ad Indipendenza. Secondo l'ex capo della Destra Sociale questo è un forte segnale per imporre gli interessi nazionali italiani a Bruxelles e liberarci dalla gabbia burocratica e guerrafondaia dell’Unione Europea.

L'ALTRA GIORGIA in rosso

La storia di questa giovane creatrice di contenuti dimostra che sulle piattaforme avere lo stesso nome di un politico o una politica può essere un'arma a doppio taglio. In questo caso, oltre all'indicizzazione politica, arriva l'aiuto nei consensi grazie all'impeto dell'altra Giorgia Meloni, quella che ha conquistato i sogni degli italiani più giovani e non solo, a suon di foto accattivanti. 

L'altra Giorgia Meloni è una affascinante ragazza sarda, poco più che ventenne, da diversi anni in rete con classici video con le voci delle principesse dei cartoni animati, con decine di dirette con i filtri, con le canzoni dei rapper, le canzoncine autotune e l'immancabile makeup. Solo che questo quieto e innocente flusso di contenuti è stato abbordato dalla nave della politica e registrato dai sondaggisti. Addirittura sulle colonne di MovMagazine si legge che molti tra i giovanissimi seguaci l'avrebbero scambiata veramente per uno dei profili connessi alla Donna simbolo di Fratelli d'Italia.

GIORGIA MELONI in piscinA

Il caso sta facendo ammattire il dipartimento elettorale della coalizione di Centro Sinistra ed i resti dei Pentastellati. Nelle scorse elezioni, a conferma del singolare caso di omonimia, era girato un video dell'altra Giorgia Meloni per spiegare l'impennata di interazioni registrate, tutte a favore della Fiamma Tricolore. Centinaia di messaggi sul suo nome hanno contribuito alla massiccia crescita dell'algoritmo "Giorgia Meloni". Tra l'altro la Giorgia della Sardegna, essendo anche una tipa particolarmente appariscente e abbastanza formosa, ha fatto schizzare in alto il gradimento mediatico politico-ironico-sessuale della Giorgia nazionale:

Meloni è perfetta per le Europee”, “L’unica Meloni che voterei due volte”, “Comunque se sali tu al governo in Europa sarei più contento di votarti”, “Una fortuna il tuo cognome per il profilo”, “Non è proprio un bel momento per chiamarsi Giorgia Meloni, i pidioti e i grullini potrebbero segnalarti”, “L’unica Meloni che mi farei. L'altra la voterei e basta”, “Voto Giorgia Meloni, quella di Roma, anche se in estate potrei seguire la Giorgia isolana”, “Ero indeciso tra Meloni o Vannacci, ma ora ho avuto l'illuminazione. Solo Giorgia”, “Io vengo da una storia di Sinistra moderata, ma confesso che ho un debole per tutte e due le Giorgia Meloni”, “Per una Sardegna giovane e bella vota Giorgia”, De Luca è un cafone. Forza Giorgia” e tanti altri commenti, pro e contro, che preferiamo non riportare.
GIORGIA MELONI al mare

Da segnalare il picco di voti alla scorsa tornata elettorale per la Meloni, guarda caso a Sinnai, il comune della città metropolitana di Cagliari dove esercita il diritto al voto la Giorgia Meloni omonima della fondatrice di FdI. Ovviamente, non sono mancate nemmeno in quell'episodio le battute e le sviolinate, segno che non solo i giovanissimi apprezzano, ma anche le persone mature adorano e sostengono Giorgia

Al seggio elettorale tutti si schierarono con la Fiamma, ma solo dopo che l'altra Giorgia Meloni dichiarò nome e cognome agli increduli presenti. 

"Come si chiama, signorina?", "Giorgia", affermò la bella ragazza, "e di cognome?". Risposta: "Meloni. Mi chiamo Giorgia Meloni". Risultato?  Tutti i maschietti elettrizzati esclamarono in coro... eja, anche noi votiamo questa Giorgia Meloni!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete

PALESTINA - Il bilancio dopo il 240° giorno di attacchi sale a 36.439 morti e 82.627 mila feriti

PALESTINA - Il bilancio dopo il 240° giorno di attacchi sale a 36.439 morti e 82.627 mila feriti

Secondo l'agenzia di stampa Palestinese Wafa almeno una dozzina di persone, tra cui donne e bambini, sarebbero morte e diverse altri sarebbero rimaste ferite in una serie di bombardamenti non Palestinesi che stamattina hanno colpito le zone di Khan Yunis e Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Tra ieri sera è stanotte almeno altre dieci persone avevano già perso la vita in incursioni sui campi profughi di Nuseirat e Bureij, sempre secondo la Wafa. Il bilancio delle vittime nell'enclave palestinese dal 7 ottobre è di almeno 36.439 morti e 82.627 feriti, stando agli ultimi dati del Ministero della Sanità locale. 

Almeno 12 combattenti Palestinesi, inoltre, sono stati uccisi stanotte in un attacco che ha colpito una fabbrica della città siriana nordoccidentale di Hayyan, vicino ad Aleppo: lo afferma l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede nel Regno Unito. Le sirene di allarme stanno risuonando intanto nel nord della Palestina occupata, nella zona di Hurfeish, al confine con il Libano. Lo ha detto il portavoce militare aggiungendo che nella scorsa notte aerei non Palestinesi hanno colpito obiettivi nemici nelle aree di Naqoura, Maroun El Ras, e Khiam nel Libano del sud. 

Prima Repubblica - Conversazioni con Alfredo Mantica | POLITICA

Prima Repubblica - Conversazioni. Alfredo Mantica 

Alfredo Mantica, politico, già Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, racconta alcuni passaggi della sua vicenda politica.

Il Fascismo e il Movimento Sociale Italiano; Pino Romualdi e Giorgio Almirante; la mancanza di una destra liberale in Italia; il mercato; la violenza di piazza e il MSI; la svolta di Fiuggi; la vicenda umana di Gianfranco Fini; Berlusconi e la destra; Marco Pannella: sono i temi della conversazione.

Puntata di "Prima Repubblica - Conversazioni. Alfredo Mantica" di domenica 28 aprile 2024 condotta da Francesco De Leo che in questa puntata ha ospitato Alfredo Mantica (già Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Alleanza Nazionale, Almirante, Berlusconi, Dc, Destra, Esteri, Fascismo, Forza Italia, Governo, Istituzioni, Italia, Liberalismo, Mani Pulite, Manifestazioni, Mantica, Msi, Mussolini, Pannella, Parlamento, Partiti, Partito Radicale, Partito Radicale Nonviolento, Pci, Politica, Repubblica, Romualdi, Storia, Usa, Violenza.



domenica 2 giugno 2024

LEGGI LO SCHIAFFO 321!

SENZA pubblicità

 

PAOLO BORSELLINO: Via D'Amelio (1° parte) | documentario

PAOLO BORSELLINO: 
Via D'Amelio #1
Paolo Borsellino muore il 19 luglio del 1992 in via D'Amelio mentre va a trovare la madre. Secondo i giudici a spingere il pulsante del telecomando della 126 piena di tritolo è stato Giuseppe Graviano. Graviano avrebbe operato da dietro un muro della stessa via D'Amelio per proteggersi dall'esplosione; come poteva allora vedere quando entrare in azione?
Qualcuno da una zona sopraelevata lo ha probabilmente avvisato, da dove? Da un palazzo in costruzione, dal Castello Utveggio.
Eì' in tale castello operava i servizi, il Sisde?
Paolo Borsellino è stato vittima solo della mafia?


Babeliche verità e le Forche Caudine della vita | FILOSOFIA

Babeliche verità e le Forche Caudine della vita

Gira e rigira, a ben guardare, in fin dei conti tutte le prospettive che la storia colleziona sono sempre le stesse. Essa le gerarchizza, ovvero le valuta in preziose e scadenti. Tuttavia tutte hanno pari ragione d'essere, diversamente non ci sarebbero. Così si prosegue, oscillando sull´altalena del ciclo desiderio-soddisfazione-desiderio. Un modo di vivere che contiene pene e gioie, ma a ben guardare soprattutto le prime. Il modo per andare oltre ci sarebbe, l'uomo lo conosce da millenni, ma praticamente non l'ha mai socializzato, non ne ha mai fatto cultura. È una modalità che ci permetterebbe un gradiente di benessere apparentemente utopico e, secondo alcuni, anche di andare oltre la storia. Cioè di riunirci all'Uno che già siamo.  

Sarà vero o anche in questo caso non staremmo volando sul tappeto volante di una delle tante prospettive che l´uomo può traguardare? C’è una ragione superiore alle altre? O la possiamo raggiungere solo riconoscendo che tutte hanno il medesimo valore?

IL MONDO DENTRO DI NOI

Siamo come i bambini. Innocenti, crediamo a quanto dice papà. Ci vuole del tempo affinché anche lui possa essere deposto dal trono dove credevamo vivesse per diritto inalienabile. A quel punto manca poco alla completa nudità del re. Così, da superiore e inconfondibile, diviene uguale, simile, assimilabile a tutti gli altri uomini. È un processo che alcuni non compiono mai del tutto.

Restano tutta la vita sotto l’ala protettrice. Come le oche di Lorenz seguitano a credere che non ci sia altro più di quanto abbiamo appreso da lui. Interrotti archi nel cielo, per i quali non si sa se ci sia più ragione che stiano nella categoria dei fanciulli o in quella dei patologici. Gli altri figli, quelli che si credono divenuti adulti compiuti, non di rado deridono o compatiscono i loro fratelli rimasti indietro. Perché le cose che diceva papà si sono poi rivelate opinabili e non li contengono più. 

Si sentono superiori e diversi. Considerano senza valore il peso dei loro rimbrotti bambineschi: “Babbo non vuole”. Ma, a loro insaputa, la struttura relazionale dalla quale credono di essere sfuggiti, si riproporrà. Sempre. Anche se, certi della propria autonomia di pensiero, crederanno di attraversare puri le Forche Caudine della vita. Lo faranno senza avvedersi, neppure col senno di poi, della gerarchia di Babele che sempre ci sovrasta almeno di un piano, di un giro, di un passo. E ci contiene. 

Tronfi dell’arroganza del conquistatore, che la consuetudine chiama dialettica o competenza, ci rivolgiamo al mondo in attesa che la sua eco ci porti in dono bytedi autostima, con la quale alimentare le fauci dell’importanza personale. Pur di procurarle cibo siamo disposti a rubare verità, cioè a mentire al prossimo. 

E a noi stessi, se il nostro stesso ottuso fare ci costringe all’angolo. Così, avanziamo sospinti in avanti dall’irrefrenabile inerzia della nostra biografia. Dentro lei troviamo chi siamo e, senza avvedercene, contemporaneamente permettiamo agli altri di riconoscere se stessi. Ma c’è un lato in ombra, sempre visto, sul quale è scritto che gli Altri non sono che dei noi in altro tempo e modo e, che di verità reciproca e caduca sempre si tratta. È la natura che riguarda i saperi che costituiscono le competenze citate prima. 

Non è un’informazione secondaria quando emerge alla superficie della consapevolezza. Implica una scelta radicale: seguitare a far prevalere la nostra verità, quindi, per eliminare l’Altrui? O, riconoscere pari dignità a chiunque, e quindi agire nel rispetto del prossimo e nella carnale tolleranza dell’Altro?

 Alle prese o in lotta con le poche o tante carte dei nostri pensieri, ci sentiamo come il pekerista al tavolo. Con la differenza che il giocatore afferra o perde davvero la verità, la posta, del limitato campo in cui gioca. Chi più, chi meno, gli uomini al tavolo della vita fanno il loro gioco in cerca della verità che li riscaldi. Ma, il loro campo è infinito: ogni vincita è solo apparente:

“Sono i nostri bisogni che interpretano il mondo […]”.(1)

Tuttavia, alcuni riescono a sottrarre se stessi dal ciclo egoico del desiderio, dalla matrice egoica di se stessi. Riescono a liberarsi dalla dipendenza e dalla relativa assuefazione. Si osservano e si scoprono burattini, comandati da una logica che chiamavano realtà, che credevano verità. Quella con la quale la loro madre li aveva allattati. Quella oltre la quale non v’erano che chimere e utopie:

M.[aestro] […] Il desiderabile è immaginato e voluto, e si manifesta in modo tangibile o concepibile. Così viene creato il mondo in cui viviamo, il nostro mondo personale. Il mondo reale è al di là della comprensione mentale; noi lo vediamo attraverso la rete dei desideri, diviso tra piacere e dolore, giusto e sbagliato, interiore ed esterno. Per vedere l’universo quale è, devi andare oltre la rete. Non è difficile perché è piena di buchi.

V. [isitatore]: Che vuoi dire con ‘buchi’? E dove li trovo?

M.[aestro] Osserva la rete e le sue molteplici contraddizioni. Sei tu che fai e disfi a ogni passo. Vuoi pace, amore e felicità, e ce la metti tutta per creare dolore, odio e guerra. Vuoi la longevità e mangi troppo, vuoi l’amicizia e sfrutti gli altri. Guarda la tua rete e rimuovi le contraddizioni di cui è composta: il solo fatto di osservarle le fa sparire”.(2)

IL MONDO DENTRO DI NOI

“La gente passa la vita accettando di essere il proprio ego […]”.(3)

È il momento della solitudine e dell’estraneità. Tuttavia, quelle logiche – che tanto ci avevano appassionato inconsapevoli del ruolo che recitavamo – irradiano ancora la loro crassa materia. Per renderla vana, per trasformarsi in stealth nei confronti di quei campi d’energia satanica, si dovrà fare un ulteriore sforzo, fino all’egocidio di quell’io che avevamo venerato:

“Non mi interesso dei desideri e delle paure della gente. Vivo in accordo con i fatti, non con le opinioni. Una persona qualsiasi scambia per se stesso il nome e la forma che ha, mentre io non prendo niente per me stesso. Se dovessi pensare di essere un corpo che porta un nome, non riuscirei a rispondere alle tue domande. Se ti considerassi soltanto un corpo, non trarresti beneficio dalle mie risposte. Nessun vero maestro si fa prendere dalle opinioni. 

Vede le cose come sono e le mostra per ciò che sono. Se prendi le persone per ciò che pensano di essere, farai loro solamente del male, come loro ne fanno continuamente e crudelmente a se stesse e agli altri. Ma se le prendi per ciò che sono in realtà, fai loro un bene enorme. Se ti chiedono cosa fare, quale pratica adottare, che stile di vita avere, rispondi: ‘Non fate niente. Semplicemente siate. Nell’essere tutto accade naturalmente’”(4).

Superare il muro delle ideologie, andare oltre le ultime superstizioni, che era parsa cosa fatta ,mostra ora delle difficoltà. Le loro doti istrioniche e mimetiche sono geniali. Dimostrano che non basta capire; che la consapevolezza è cosa vuota se priva delle motivazioni necessarie ad una ricapitolazione individuale che porti all’incarnazione e, dunque, all’espressione dei nuovi valori. Ma non finisce lì. Anche se ci pare di essere andati oltre la vulgata degli affanni, è sempre e comunque la nostra biografia a dare il registro alle nostre certezze. 

Accreditando questa ipotesi, pure i cosiddetti evoluti non sfuggirebbero a questa semplice osservazione. Come al cinematografo, tutto esiste solo sul piano in cui, consapevolmente o meno, lo spalmiamo. È un gioco di specchi e non esclude nessuno. Dal semplice al complesso, il riflesso non fa distinzione. Nonostante l’impegno ad astrarsene, ovvero a raggiungere il punto culminante in cui le linee del vero e del falso convergono, giocoforza tutti compiamo il nostro gioco sui campi della storia. Ognuno dei quali ha medesima struttura, fosse uguale a quella di papà o dei suoi succedanei:

M.[aestro] Oh, no! Io vivo in un mondo di realtà, mentre le tue realtà sono immaginarie. Il tuo mondo è personale, privato, non condivisibile, intimamente tuo. Nessuno può entrarci, vederlo come lo vedi tu, sentirlo come lo senti tu, provare le tue emozioni e pensare i tuoi pensieri. Nel tuo mondo sei veramente solo, intrappolato nel tuo sogno che cambia in continuazione e che tu scambi per la vita. Il mio è un mondo aperto, comune e accessibile a tutti. Nel mio mondo c’è comunanza, introspezione, amore, vera qualità; l’individuale è il totale, la totalità è nell’individuo. Tutti sono uno e l’Uno è tutti”(5).

Come in ogni gioco, anche stavolta, seduti al tavolo del punto evolutivo che crediamo di aver raggiunto, siamo costretti al giudizio, a creare categorie, norme e gerarchie. Siamo costretti ad identificarci in esse, quantomeno per mantenerle, per ritrovarci nel buio e nel caos. La rispettabile intenzione di riuscire ad eludere l’ordine della storia, pare solo una volatile opzione. L’analisi che mettiamo in campo – appunto – tanto per risolvere, quanto per creare problemi, si muove utilizzando quelle categorie, fisicamente frattali che e metafisicamente quantiche per ontologia. È questa la natura della storia e anche del tentativo di superarla? 

Nel caso, l’uomo, ogni volta come fosse ottuso, non fa che perpetuare il percorso compiuto dai padri e dai suoi figli. Ogni volta, come l’alpino Giuanin, di Mario Rigoni Stern, ci chiediamo: “Sergentmagiù, gherivarem a baita?” (Il sergente nella neve, Einaudi) Ovvero, se quanto abbiamo compreso è realmente verità superiore a quella vantata da altri. Se il diritto spetta dunque più a noi che ad altri. Se finalmente possiamo sederci a riposare. Ma allora, Cristo (perdono) ed altri (accettazione), che ci hanno dato prova di cosa abbiamo in potenza quando allontaniamo il punto d’attenzione dal magnete egoico, che ci hanno indicato cos’altro c’è in noi oltre all’idea di noi stessi, l’hanno fatto solo per sottrarci al peggio? O il meglio che possiamo è ben altro, sebbene celato dall’ombra di quanto ci ha detto papà? Se così non fosse il lignaggio dei marziali ha pieno diritto a regnare sul mondo:

V.[isitatore] Perché neghi l’esistenza del mondo?

M.[aestro]: Non nego il mondo. Lo vedo apparire nella coscienza, che è la totalità del conosciuto nell’immensità dell’ignoto. Ciò che ha un inizio e una fine è soltanto apparenza. Del mondo si può dire che appare, ma non che è. L’apparizione può durare molto a lungo secondo una determinata scala temporale e molto poco secondo un’altra, ma alla fine il risultato è lo stesso. Tutto ciò che è legato al tempo è momentaneo e non ha realtà”(6).

Scritto da Lorenzo Merlo

Le opinioni espresse nei contributi degli ospiti riflettono esclusivamente l'opinione del rispettivo autore e non corrispondono necessariamente a quelle della redazione de Lo Schiaffo 321. fonte: Ereticamente*

*Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità."

  1. F. Nietzsche, La volontà di potenza, Bompiani, 2019, Milano;
  2. SriNisargadattaMaharaj, Io sono quello, Ubaldini, 2001, Roma;
  3. J. Klein, La naturalezza dell’essere, Magnanelli, 1984, Torino;
  4. SriNisargadattaMaharaj, Io sono quello, Ubaldini, 2001, Roma;
  5. SriNisargadattaMaharaj, Io sono quello, Ubaldini, 2001, Roma;
  6. SriNisargadattaMaharaj, Io sono quello, Ubaldini, 2001, Roma.

Guerre Atomiche al tempo degli Dei - "La Diffusione dell'Umanità" | AUDIOLIBRO

Guerre Atomiche al tempo degli Dei
Le Cronache Terrestri III
Capitolo VI "La Diffusione dell'Umanità"

Il titolo non lascia adito a dubbi, “Guerre atomiche al tempo degli dei” che fa parte della famosa collana de “Le Cronache Terrestri”, ci guida attraverso fonti storiche documentate alla conoscenza della vera storia dell’umanità, diversa da quella che ci è stata affibbiata per puri giochi di potere politici e religiosi. In questo volume Sitchin si sofferma sull’analisi di tutte quelle fonti storiche che ci narrano di antichi Dei scesi dal cielo, gli Anunnaki, che durante la loro permanenza sul nostro pianeta scatenarono guerre tra loro per la supremazia, terminando con un olocausto nucleare i cui effetti sono visibili ancora oggi e confutati da evidenti fotografie satellitari. 

Esperto in lingue semitiche, lo scrittore riesce come sempre ad appassionare il lettore esponendo teorie rivoluzionare, poggiandosi sulla traduzione delle tavolette d’argilla assiro-babilonesi, dei geroglifici egizi, del Vecchio Testamento scritto in ebraico antico, dei rotoli del Mar Morto e di tutti i testi di quei popoli antichi che hanno voluto lasciarci una testimonianza del passato, di quando gli Dei camminavano tra gli uomini e con loro scendevano in guerra contro altri Dei. (WWB)