giovedì 18 luglio 2024

Quale alternativa? | POLITICA

Quale alternativa? | POLITICA

I massacri di civili proseguono ininterrottamente a Gaza (l'ultima strage qualche giorno fa a Khan Yunis). Chi non ha la fortuna di essere fatto a pezzi subito, muore spesso dopo una prolungata agonia per la mancanza di cure, perché quasi tutti gli ospedali di Gaza sono stati fatti saltare in aria e mancano gli approvvigionamenti di strumenti, medicinali, rifornimenti di base.

Tra Ucraina e Russia la guerra si fa sempre più incarognita, con vittime civili sempre più frequenti, sabotaggi, incendi dolosi, "incidenti" (ieri uno alla centrale nucleare di Rostov): un conflitto nato come un'operazione limitata, si trasforma ogni giorno di più in una costruzione psicologica dell'odio reciproco, e ciò allontana ogni trattativa di pace - anche laddove qualche tentativo in questa direzione fosse fatto.

Gli USA riportano rampe di lancio nucleari in Germania, dopo aver alimentato il riarmo più massiccio della storia in Polonia e Finlandia. In sostanza tutti i confini occidentali della Russia sono ora per essa una minaccia incombente, proprio mentre una guerra calda per procura è in corso in Ucraina. L'Europa si presenta sempre di più come l'ariete americano puntato contro la Russia. Finirà benissimo.

L'informazione pubblica ha raggiunto livelli di manipolazione senza precedenti. In Europa il controllo esercitato grazie al Digital Service Act sulle piattaforme social è venuto alla luce del sole dopo il rifiuto di sottostarvi di Elon Musk (tutti gli altri hanno acconsentito, senza clamori). 

Tutti i giornali e le maggiori testate sono da tempo in caduta libera quanto a fruitori, ma chiaramente non sono più questi ultimi a pagare i costi di impresa. La quasi totalità dell'apparato mediatico italiano, e buona parte di quello europeo, è rappresentato da imprese economicamente bollite o alla canna del gas, che però vengono tenute in vita artificialmente come apparati di propaganda. (Tragicamente ancora molti non sembrano averlo capito e, per ignoranza o per pigrizia, continuano a illudersi di riuscire a distinguere nei notiziari ufficiali e ‘accreditati’ il vero dalla manipolazione.)

La copertina del noto settimanale tedesco Focus riportava questa settimana le immagini di profilo di Biden, Macron e Scholz, titolando "Die Selbstherrlichen", espressione traducibile come "Gli Autocrati" (o “Gli autoesaltati”). Il sottotitolo spiega: "Distaccati dalla realtà, irresponsabili, testardi. Come l’Occidente si sta gettando da sé nel caos.” (“Abgehoben, verartwortungslos, stur. Wie sich der Westen selbst in Chaos Stuerzt”).

Che quella descritta dal settimanale sia la realtà è oramai chiaro a molti, praticamente a chiunque non continui a nutrirsi dei media mainstream, e anche ad alcuni che ancora vi si abbeverano. Che ciò conduca l’Europa ad un futuro di impoverimento, indebitamento, deindustrializzazione, censura interna, guerra fredda e calda, e forse ad una catastrofe nucleare, è parimenti chiaro.

Ma allora perché niente si muove? Perché l’atteggiamento medio continua ad essere quello dell’accettazione acquiescente, del mugugno da social, della lamentazione sterile?

È semplice, perché tranne le esigue minoranze che percepiscono la sfera ideale in modo vivido, i più riescono a scegliere solo tra alternative pratiche immediatamente percorribili. E il sistema di potere attuale è riuscito ad assicurarsi, a colpi di finanziamenti (e definanziamenti) mirati e di governo dei media, che le alternative non ci siano, o siano invisibili o appaiano poco credibili.

Mai come ora c’è stato bisogno di capacità organizzativa politica, mai come oggi essa è stata ostacolata a mille livelli, dalla diffidenza diffusa dei più, alla depoliticizzazione giovanile, alla perdita di un qualunque retroterra culturale comune, alla confusione ideale e ideologica, alla schietta ignoranza politica.

Io non so se qualcuno dei progetti alternativi esistenti in Europa e in Italia avrà davvero filo da tessere nel medio e lungo periodo (il più promettente al momento sembra essere il Bündnis Sahra Wagenknecht), ma so per certo che senza una tale capacità progettuale, senza una capacità di sintesi e di individuazione chiara delle priorità, il destino europeo (e italiano) è segnato.

E chi si illude che basti l’associazionismo culturale e il gruppettarismo locale a cambiare le cose, per quanto possa essere mosso da nobili intenti, è parte del problema e non della soluzione.

Scritto da  Andrea Zhok

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: Arianna Editrice

I Dalton | In cantiere #29

In cantiere 

DALTON#29 


 

mercoledì 17 luglio 2024

Dott.ssa Coccia: Latte e derivati ed effetti sulla salute. Commento a uno studio del 2020 | SALUTE

Latte e derivati ed effetti sulla salute. 
Commento a uno studio del 2020

Dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.

 

Guerre Atomiche al tempo degli Dei - "Pace sulla Terra" | AUDIOLIBRO

 Guerre Atomiche al tempo degli Dei
Le Cronache Terrestri III
Capitolo IX
"Pace sulla Terra"

Il titolo non lascia adito a dubbi, “Guerre atomiche al tempo degli dei” che fa parte della famosa collana de “Le Cronache Terrestri”, ci guida attraverso fonti storiche documentate alla conoscenza della vera storia dell’umanità, diversa da quella che ci è stata affibbiata per puri giochi di potere politici e religiosi. In questo volume Sitchin si sofferma sull’analisi di tutte quelle fonti storiche che ci narrano di antichi Dei scesi dal cielo, gli Anunnaki, che durante la loro permanenza sul nostro pianeta scatenarono guerre tra loro per la supremazia, terminando con un olocausto nucleare i cui effetti sono visibili ancora oggi e confutati da evidenti fotografie satellitari. 

Esperto in lingue semitiche, lo scrittore riesce come sempre ad appassionare il lettore esponendo teorie rivoluzionare, poggiandosi sulla traduzione delle tavolette d’argilla assiro-babilonesi, dei geroglifici egizi, del Vecchio Testamento scritto in ebraico antico, dei rotoli del Mar Morto e di tutti i testi di quei popoli antichi che hanno voluto lasciarci una testimonianza del passato, di quando gli Dei camminavano tra gli uomini e con loro scendevano in guerra contro altri Dei. (WWB)

lunedì 15 luglio 2024

Stati Uniti d'America: la percezione e la realtà | POLITICA

Stati Uniti d'America: la percezione e la realtà
QUELLO CHE CREDONO

J. Kirby a Sky: "Quello che il resto del mondo vuole vedere e cioè una leadership americana sulla scena globale" (1) 

J. Biden: "Non c'è posto negli USA per questo tipo di violenza"(2) 

LA REALTà

"Nel 2023, circa 43.000 persone sono state uccise dalla violenza armata, con una media di 117 morti al giorno. La brutalità della polizia persiste, ed almeno 1.247 morti sono stati attribuiti alla violenza della polizia, segnando un nuovo massimo dal 2013, ma il sistema di responsabilità delle forze dell’ordine rimane praticamente inesistente. Pur contando meno del 5% della popolazione mondiale, gli Stati Uniti rappresentano il 25% della popolazione carceraria globale, guadagnandosi il titolo di “Stato carcerario”. 

Le lotte politiche interne si intensificano mentre i partiti manipolano le elezioni attraverso il gerrymandering, portando per due volte alla “crisi degli speaker” alla Camera dei Rappresentanti, diminuendo ulteriormente la credibilità del governo, con solo il 16% degli Americani che si fida del Governo federale. Negli Stati Uniti ci sono 11,5 milioni di famiglie lavoratrici a basso reddito, ma il salario minimo federale non è stato ancora aumentato dal 2009. 

Nel 2023, il potere d’acquisto di un Dollaro USA è sceso al 70% del suo valore nel 2009. Le famiglie a basso reddito faticano a permettersi beni di prima necessità come cibo, affitto ed energia, portando oltre 650.000 persone a sperimentare la condizione di senzatetto, raggiungendo un nuovo massimo: in RAPPORTO SULLE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI NEGLI STATI UNITI NEL 2023 a cura del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese ma compilato sulla base di sole fonti scientifiche statunitensi. (3)

Nel 2019-2020, secondo Mental Health America, il 20,8 per cento degli adulti negli Stati Uniti soffriva di una malattia mentale, pari a oltre 50 milioni di Americani. La maggior parte dei 108.000 decessi per overdose di droga stimati nel 2021 erano di adulti. (4) 

Scritto da Stefano Vernole

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: ariannaeditrice.it

domenica 14 luglio 2024

LEGGI LO SCHIAFFO 321!



SENZA pubblicità

 

René Guénon, Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi - 7. «L’uniformità contro l’unità» | CULTURA


Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi 

7. «L’uniformità contro l’unità» 

Se prendiamo in esame l’insieme di quell’ambito di manifestazione che è il nostro mondo, possiamo dire che in esso, man mano che si allontanano dall’unità principiale, le esistenze diventano sempre meno qualitative e sempre più quantitative; in effetti quest’unità, che contiene in sé tutte le determinazioni qualitative delle possibilità di tale ambito, ne è il polo essenziale, mentre il polo sostanziale, cui evidentemente ci si avvicina nella stessa misura in cui ci si allontana dall’altro, è rappresentato dalla quantità pura, con l’indefinita molteplicità «atomica» ad essa implicita, e con l’esclusione di qualsiasi distinzione che non sia numerica fra i suoi elementi.

Questo graduale allontanamento dall’unità essenziale può d’altronde esser considerato da due punti di vista, in simultaneità ed in successione: si potrà cioè esaminarlo, da una parte, nella costituzione degli esseri manifestati, in cui questi gradi determinano una specie di gerarchia tra gli elementi che vi appartengono o le modalità che loro corrispondono, e, d’altra parte, nello stesso svolgimento dell’insieme della manifestazione dall’inizio alla fine di un ciclo; va da sé che è a questo secondo punto di vista che intendiamo particolarmente riferirci.

Si potrebbe comunque, a questo proposito, rappresentare geometricamente l’ambito in questione mediante un triangolo, il cui vertice è il polo essenziale che è qualità pura, mentre la base è il polo sostanziale, cioè, per quanto riguarda il nostro mondo, la quantità pura, raffigurata dalla molteplicità dei punti della base di contro al punto unico del vertice; se si tracciano delle parallele alla base per rappresentare i diversi gradi d’allontanamento di cui parlavamo, è evidente che la molteplicità che simboleggia il quantitativo sarà tanto più marcata quanto più ci si allontanerà dal vertice per avvicinarsi alla base. 

Soltanto, affinché il simbolo sia il più esatto possibile, occorre supporre la base indefinitamente distante dal vertice, anzitutto perché questo ambito di manifestazione è in se stesso veramente indefinito, e poi perché la molteplicità dei punti della base vi è per così dire portata al massimo; con ciò si potrebbe inoltre mettere in evidenza che tale base, ossia la quantità pura, non potrà mai essere raggiunta nel corso del processo di manifestazione, benché questo vi tenda senza sosta, e che, a partire da un certo livello, il vertice, cioè l’unità essenziale o la qualità pura, viene in qualche modo perso di vista, il che corrisponde precisamente allo stato attuale del nostro mondo.

Dicevamo prima come, nella quantità pura, le «unità» non siano tra loro distinte se non numericamente, ed in effetti non esiste altro mezzo per distinguerle; ma ciò dimostra che, in realtà, la quantità pura è veramente e necessariamente al di sotto di ogni esistenza manifestata. 

Qui è opportuno fare appello a quello che Leibnitz chiama il «principio degli indiscernibili», in virtù del quale non possono assolutamente esistere due esseri identici, cioè somiglianti tra loro sotto tutti i rapporti; è una conseguenza immediata, come altrove abbiamo dimostrato, della illimitatezza della possibilità universale, la quale implica l’assenza di qualsiasi ripetizione nelle possibilità particolari; non solo, ma si può dire che due esseri supposti identici non sarebbero in realtà due, perché, coincidendo in tutto, sarebbero effettivamente un unico e stesso essere; di conseguenza, affinché gli esseri non siano identici ed indiscernibili, occorre che vi sia sempre fra loro qualche differenza qualitativa, cioè che le loro determinazioni non siano mai puramente quantitative. 

Questo concetto Leibnitz lo esprime affermando che non è mai vero che due esseri qualsiasi differiscano solo numero, il che, applicato ai corpi, vale contro le concezioni «meccanicistiche» del genere di quella di Cartesio; e afferma inoltre che, se essi non differissero qualitativamente, «non sarebbero neanche degli esseri», bensì qualcosa di paragonabile alle porzioni, tutte simili fra loro, dello spazio e del tempo omogenei, le quali, del tutto prive di esistenza reale, sono state denominate dagli Scolastici entia rationis. 

Si osservi tuttavia, a questo proposito, che neanche Leibnitz sembra avere idee abbastanza chiare sulla vera natura dello spazio e del tempo, perché, quando definisce semplicemente il primo come un «ordine di coesistenza» e il secondo come un «ordine di successione», egli li prende in considerazione soltanto da un punto di vista logico, che li riduce appunto a contenenti omogenei privi di qualità, e quindi di esistenza effettiva; egli cioè non tiene affatto conto della loro natura ontologica, vogliamo dire della natura reale dello spazio e del tempo come sono manifestati nel nostro mondo, quindi realmente esistenti in quanto condizioni determinanti di quel modo speciale di esistenza che è propriamente l’esistenza corporea.

La conclusione deducibile da quanto precede è che l’uniformità, per essere possibile, supporrebbe esseri sprovvisti di qualsiasi qualità e ridotti a semplici «unità» numeriche; ed è perciò che un’uniformità del genere non è mai realizzabile di fatto, e che tutti gli sforzi compiuti a tal fine, specie nell’ambito umano, possono avere l’unico risultato di spogliare più o meno completamente gli esseri delle qualità loro proprie, e di fare di essi qualcosa che assomiglia al massimo a semplici macchine, in quanto la macchina, prodotto tipico del mondo moderno, è appunto ciò che rappresenta, al più alto grado finora raggiunto, la predominanza della quantità sulla qualità. 

Leibnitz

Proprio a questo tendono, particolarmente dal punto di vista sociale, le concezioni «democratiche» ed «egualitarie» secondo cui tutti gli individui si equivalgono, supposizione assurda la quale induce a ritenere che tutti debbano essere ugualmente adatti a non importa cosa; questa «uguaglianza» non trova alcun esempio in natura, proprio per le ragioni da noi indicate, perché non rappresenterebbe altro che una similitudine completa fra gli individui; ma è evidente che, in nome di questa pretesa «uguaglianza», uno degli «ideali» alla rovescia più cari al mondo moderno, si cerca effettivamente di rendere gli individui tanto simili tra loro quanto la natura lo permette, e questo in primo luogo pretendendo di imporre a tutti una educazione uniforme. 

Ma poiché, nonostante tutto, non si riesce a sopprimere completamente la differenza delle attitudini, è fuori questione che tale educazione non darà per tutti esattamente gli stessi risultati; ed è un fatto fin troppo vero che, nell’incapacità di dare a certi individui qualità che non hanno, essa è per contro altamente suscettibile di soffocare negli altri tutte le possibilità che superano il livello comune; in tal modo il «livellamento» si effettua sempre dal basso, e d’altronde non può essere diversamente poiché questo stesso livellamento non è che una espressione della tendenza verso il basso, cioè verso la quantità pura che si situa al di sotto di ogni manifestazione corporea, non soltanto al di sotto del grado occupato dai più rudimentali esseri viventi, ma ancora al di sotto di quella che i nostri contemporanei hanno convenuto di chiamare «materia bruta» la quale peraltro, manifestandosi ai sensi, è ancora lungi dall’essere interamente sprovvista di qualità.

L’occidentale moderno, del resto, non si accontenta di imporre a casa sua un tal genere di educazione; egli vuole imporlo anche agli altri, unitamente a tutto il complesso delle sue abitudini mentali e corporee, al fine di uniformizzare il mondo intero di cui contemporaneamente uniformizza l’aspetto esteriore mediante la diffusione dei prodotti della sua industria. 

Cartesio

Ne deriva la conseguenza, solo in apparenza paradossale, che il mondo è tanto meno «unificato» nel senso reale del termine, quanto più diviene uniformizzato; ciò è assolutamente naturale in fondo, poiché, come abbiamo già detto, il senso in cui viene condotto è quello di una «separatività» sempre più accentuantesi; ma qui vediamo apparire il carattere «parodistico» che così spesso si incontra in tutto ciò che è specificamente moderno. In effetti, pur andando direttamente all’opposto dell’unità vera, poiché tende a realizzare ciò che ne è più lontano, questa uniformizzazione rappresenta una specie di caricatura di essa, e ciò in virtù del rapporto analogico per cui, come abbiamo detto fin dall’inizio, l’unità stessa si riflette inversamente nelle «unità» costituenti la quantità pura. 

È appunto questa inversione che ci permetteva poco fa di parlare di «ideale» alla rovescia, ed è evidente che esso va effettivamente inteso in un senso ben preciso; non è che sentiamo in alcun modo il bisogno di riabilitare il termine «ideale», che i moderni usano indifferentemente più o meno per tutto, e specialmente per mascherare l’assenza di qualsivoglia principio vero, e di cui si abusa talmente che ormai è un vocabolo privo di senso; ma, nondimeno, non possiamo impedirci di osservare che, secondo la sua stessa etimologia, esso dovrebbe sottolineare una certa tendenza verso l’«idea», intesa in un’accezione più o meno platonica, cioè insomma verso l’essenza e versa il qualitativo, per quanto vagamente lo si concepisca, mentre di solito, come nel caso in questione, esso è preso di fatto per designare esattamente il contrario.

Dicevamo che la tendenza è quella di uniformizzare non solo gli individui umani, ma anche le cose; se gli uomini dell’epoca attuale si vantano di modificare il mondo in sempre più larga misura, e se effettivamente tutto diventa in esso sempre più «artificiale», è soprattutto in questo senso che essi intendono modificarlo, facendo pesare tutta la loro attività su un ambito il più possibile strettamente quantitativo. 

Del resto, poiché si è voluto costruire una scienza tutta quantitativa, è inevitabile che le applicazioni pratiche derivate da tale scienza rivestano lo stesso carattere; sono queste le applicazioni il cui insieme è denominato generalmente «industria», e si può ben dire che l’industria moderna, sotto tutti i riguardi, rappresenti il trionfo della quantità, non soltanto perché i suoi procedimenti fanno esclusivamente appello a conoscenze d’ordine quantitativo e perché gli strumenti di cui si serve, cioè le macchine, sono fatti in modo da far intervenire il meno possibile considerazioni qualitative, mentre gli uomini che li mettono in azione sono essi stessi ridotti ad un’attività del tutto meccanica, ma anche perché, nelle stesse produzioni di questa industria, la qualità è interamente sacrificata alla quantità. 

A questo proposito non saranno inutili alcune osservazioni complementari; e però, prima di arrivarci, proponiamo un’altra questione su cui ritorneremo in seguito: checché si pensi del valore dei risultati dell’azione esercitata dall’uomo moderno sul mondo, è un fatto, indipendente da qualsiasi apprezzamento, che tale azione riesce e conduce, almeno in una certa misura, ai fini che si propone. Se gli uomini di un’altra epoca avessero agito allo stesso modo (supposizione del tutto «teorica» ed in effetti inverosimile date le differenze mentali esistenti tra questi uomini e quelli di oggi), i risultati ottenuti sarebbero stati gli stessi? 

In altri termini, affinché l’ambiente terrestre si presti ad una azione simile, non è necessario che, in qualche modo, vi sia predisposto dalle condizioni cosmiche del periodo ciclico in cui siamo attualmente, cioè non v’è qualcosa di cambiato nella natura di questo ambiente in rapporto alle epoche precedenti? 

A questo punto della nostra esposizione sarebbe troppo presto per precisare la natura di questo cambiamento, e per caratterizzarlo altrimenti che come una specie di diminuzione qualitativa la quale dà maggior presa a tutto quanto appartiene all’ambito quantitativo; ma quel che abbiamo detto sulle determinazioni qualitative del tempo permette almeno di concepirne già la possibilità, e di capire che le modificazioni artificiali del mondo, per potersi realizzare, devono presupporre delle modificazioni naturali cui esse non fanno che corrispondere ed in qualche modo conformarsi, proprio in virtù della correlazione che costantemente esiste, nella marcia ciclica del tempo, fra l’ordine cosmico e l’ordine umano.

Scritto da René Guénon

7. «L’uniformità contro l’unità»  

Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi

VLADIMIRO TRUMP #goliardia

VLADIMIRO TRUMP #goliardia

 

STRAGE DEL SABATO SERA - Ancora sangue. Ancora Lacrime. Morti quattro giovani in Irpinia e quattro feriti nel Sannio | POLITICA

STRAGE DEL SABATO SERA - Ancora sangue. Ancora Lacrime. Morti quattro giovani in Irpinia | IL CASO 

Altro sangue. Altre lacrime. Nessuna soluzione all'orizzonte, se non i classici appelli alla guida moderata e a mantenere alta l'attenzione, Evidentemente lo schianto di ieri notte, a pochi chilometri dalla Valle Caudina, è l'ennesimo campanello d'allarme sulla delicata questione della sicurezza stradale.  

Le vite spezzate di Francesco Di Chiara, di Bilal Boussadra, Roy Ciampa e Mattia Ciminera si sommano a quelle di Alessandro e Vincenzo. Ben sei famiglie stravolte, a distanza di poche ore, da un destino maledetto e da una situazione che troppo spesso annovera tra le colonne della cronaca nera i giovanissimi della zona.


La Mercedes su cui viaggiavano i quattro ragazzi ha violentemente impattato contro un muro di cemento e per loro non c'è stato nulla da fare. Tra l'altro si registrano altri due incidenti nel beneventano, per fortuna senza vittime, ma con una ragazza di ventitré anni, ricoverata in prognosi riservata. Stando alle ultime notizie la giovane non sarebbe in pericolo di vita. Feriti in maniera meno grave gli altri tre occupanti della Golf, che ha impattato contro un Fiorino a Sant’Angelo a Cupolo. Da segnalare anche l'intervento dei Carabinieri nei confronti di un uomo che si non avrebbe prestato soccorso.

Intanto, la Ragioneria Generale dello Stato ha comunicato in data 10 luglio, in merito al DDL n. 1086 di riforma del codice della strada, che la verifica della relazione tecnica, effettuata ai sensi e per gli effetti dell'art. 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ha avuto esito Positivo. Un altro segnale che il traguardo si avvicina, rispetto a numerose difficoltà che in passato avevano avuto alcuni disegni di legge sempre in materia di scurezza stradale. Il testo della relazione approvata, apparsa in esclusiva per ASAPS, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, dovrebbe portare dei sostanziali miglioramenti in merito.

riflessioni
Il macabro bollettino di guerra degli incidenti stradali non si ferma con le chiacchiere politiche. A poco servono i comunicati stampa se non si interviene in maniera unitaria e lungimirante con campagne di sensibilizzazione e controllo mirati e capillari. Nemmeno nel momento del cordoglio c'è quell'unità comunitaria tanto decantata in Valle Caudina. A Cervinara, tuttavia, è esplosa una polemica abbastanza amara. Il messaggio lanciato da ReteSei è chiaro:
"Esprimere dolore per la morte di due giovani e non interrompere una sagra. Cervinara come sempre si distingue. Un applauso a quanti hanno partecipato. Certo che era vero il dolore che esprimevate su Facebook".
Ad Airola il focolaio di polemiche è divampato a causa della serata Hip-hop. Le critiche sono piovute sull'evento In Wall we trust a causa della scarsa sensibilità dimostrata dagli organizzatori dopo la recente scomparsa di Alessandro e Vincenzo.

La nostra proposta "Caudinista" di Lutto Cittadino Caudino è mirata a tenere alta l'attenzione politica sulla necessità di un coordinamento attivo in tutta la fantomatica Città Caudina, anche per evitare queste situazioni sgradevoli e per limitare tutti i danni possibili ed immaginabili. Occorre una seria riflessione interiore e un pizzico di sensibilità reale, non virtuale. Senza etica non c'è Politica.

Esprimiamo le nostre sentite condoglianze alle Famiglie di Francesco, Bilal, Roy, Mattia, Alessandro e Vincenzo.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete. 

LA CAUDIUM PAGELLA della settimana

dal 27.06.24 al 14.07.24

La Caudium Pagella è una rubrica goliardica e non che nasce per dare i voti ai personaggi e/o alle notizie del mese traendo spunto direttamente dalla stampa locale. Segnalaci qualcosa che a tuo parere merita di passare sotto le Forche Caudine de Lo Schiaffo 321. Non dimenticare la fonte e l'ironia.

10#PRONTO SOCCORSO

"Salvata al Sant'Alfonso": il racconto di una giovane mamma. Salvata dalla "prontezza del medico di turno del Pronto Soccorso dell'ospedale Sant'Alfonso Maria de' Liguori di Sant'Agata de' Goti". Il  nosocomio saticulano e la sua "funzione" altissima di salvare vite: una missione che si rinnova quotidianamente e che è testimoniata dai racconti di quanti a Contrada San Pietro hanno incontrato professionalità e tempismi decisivi. Alcuni giorni addietro, si ricorda, raccontammo della vicenda del bimbo di 10 mesi che fu rianimato dopo avere patito un gravissimo attacco di asma. Ora le parole di una giovane mamma che qualche mese addietro è sopravvissuta anche per l'intuito del medico professionista e dello staff tutto in servizio quella mattina al Ps saticulano "Il 29 Gennaio - racconta - inizio a sentirmi male. Un mal di testa fortissimo,come una pentola a pressione. Ero sola a casa con due bambini, svengo, perdo i sensi. Subito vengo portata al Pronto Soccorso del Sant'Alfonso Maria de' Liguori e subito e tempestivamente il dottore di turno capisce che era in corso un episodio ischemico. Immediatamente ho ricevuto le opportune cure e indagini del caso anche perché, ahimè, avevo anche una paresi facciale in atto. Dopo sono stata trasferita a Benevento. Le prime cure ricevute mi hanno salvato la vita e posso raccontarlo, altrimenti avreste letto un'altra brutta storia di morte prematura". Poche parole che però danno il senso di quanto sia importante e strategico il ruolo cui assolve l'ospedale di Sant'Agata de' Goti, riferimento primario per le due valli caudina e telesina. E non è escludibile - anzi! - che molte delle vicende che si sono consumate a Contrada San Pietro probabilmente avrebbe avuto esiti diversi laddove il primo soccorso fosse stato maggiormente distante in termini di minuti e di chilometri. Valutazioni umane che purtroppo in queste ore sembrano essere ignorate e sacrificate sull'altare di una volontà politica che dovrebbe superare ogni limite ed ogni impedimento di natura tecnica. (sannioinforma) 

9#CSV IRPINIA SANNIO

Presentata la candidatura di “Avellino Benevento a Capitale Italiana del Volontariato 2025”. Con la presentazione della candidatura, il termine ultimo per l’inoltro delle domande scadeva il 10 luglio, si è chiusa questa prima importante fase del bando per la scelta della prossima Capitale Italiana del Volontariato. Il CSV Irpinia Sannio ETS, l’ente proponente guidato dal presidente Raffaele Amore, è riuscito a costruire un network ampio e qualificato di enti, associazioni, istituzioni e aziende che hanno aderito ufficialmente alla progettualità. “Siamo innanzi tutto soddisfatti della risposta generosa che è arrivata dal territorio – ha dichiarato Raffaele Amore – perché questo risultato ci conforta e ci inorgoglisce e fortifica la candidatura di Avellino e Benevento a Capitale italiana del Volontario. Siamo consapevoli che l’obiettivo non è affatto semplice, però oggi siamo fiduciosi sia per la qualità e la quantità dei soggetti che hanno sottoscritto convintamente la manifestazione di interesse e sia perché in queste sfide diventa fondamentale la consistenza della rete territoriale. Mi piace anche sottolineare un secondo aspetto: anche nelle ultime ore nonostante la scadenza del termine ci sono arrivate ulteriori richieste di adesione alla rete. Adesso, stringiamo le dita e speriamo di portare a casa un risultato che valorizzerebbe innanzi tuto le nostre province, le aree interne della Campania offrendoci l’opportunità di avere una mediaticità valoriale necessaria a superare anche il diaframma della marginalizzazione geografica”. Il comitato promotore è stato costituito oltre che dal CSV Irpinia Sannio da altri 10 enti sottoscrittori, tra cui 2 Province, 1 Comune, 5 Caritas Diocesane e 2 Forum del Terzo Settore. Mentre in totale i comuni che hanno inviato la manifestazione di interesse sono 24, 14 della provincia di Avellino e 10 quelli della provincia di Benevento. A questi si uniscono ben 53 enti ETS, 8 scuole del territorio tra Istituti di Istruzione Superiore, Enti Formativi e Università. Mentre 7 sono le aziende private. (www.retesei.com)

8#MONTESARCHIO

Montesarchio si conferma al top tra i comuni ricicloni. Ancora una volta primi in Campania per quel che riguarda i comuni con popolazione sopra i 5mila abitanti, con una percentuale di raccolta differenziata che cresce ancora, rispetto all’ultimo anno, passando dall’85,27 per cento all’86,3, migliorando dunque una performance già ottima. “Un vanto – commenta il Sindaco Sandomenico – che conferma non solo il lavoro straordinario messo in campo dalla Sogesi, notoria eccellenza del settore, ma soprattutto l’attenzione dei cittadini montesarchiesi per l’ambiente e le tematiche ambientali. Il mio ringraziamento, oltre alla Sogesi e a tutta la cittadinanza, va alla consigliera delegata all’Ambiente, Palma Viscione, per l’impegno e l’abnegazione di questi mesi nel suo settore di competenza. Inoltre, rivestendo da un anno la carica di sindaco ho notato con grande piacere infatti quanto gli eventi e gli approfondimenti dedicati all’ambiente, dalla pulizia dei parchi alle giornate a tema nelle scuole coinvolgano e interessino in particolare le nuove generazioni: un dato molto positivo che fa ben sperare per il futuro e che si riverbera anche sugli ottimi risultati che riusciamo a raggiungere. L’impegno è chiaramente quello di fare sempre meglio, riducendo sempre di più la percentuale di indifferenziata, aumentando la consapevolezza che l’ambiente è la nostra risorsa più preziosa”. (www.usertv.it)

7#LIMINARIA

Valle Caudina: il festival Liminaria riflette sulla prossima generazione. Al via oggi il festival Liminaria, organizzato dall’associazione Interzona Aps e diretto da Leandro Pisano: dopo la presentazione di Somma Vesuviana, con la partecipazione dell’assessore alla cultura Morena Cecere e del direttore del Mansc Vincenzo Zuccaro, appuntamento oggi alle 18 e 30 in Biblioteca Comunale “amicolibro”, con l’incontro intitolato “Caudium Next Gen”, con l’assessore Morena Cecere e con Michele Schettini aka Kelevra, Simone Petrone e Damiano Caponia aka Daemia, moderato da Vincenza Notariello. Nel corso della discussione si analizzeranno le prospettive dei giovani della Valle Caudina in relazione al territorio, con l’arte e la musica come filo conduttore nelle dinamiche future. Si proseguirà domenica 14 luglio alle 12 presso il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, quando verranno inaugurati due progetti espositivi: presso la Torre, l’installazione “DIS_turbation” di Francisca Rocha Goncalves e presso la Sala del Loggiato del Museo la mostra fotografica e sonora “Caudinae Nugellae / Dopo il Diluvio” di Annalisa Cervone e Joe Sannicandro. L’installazione dell’artista portoghese Goncalves esamina l’impatto dei suoni subacquei sulla vita marina, integrando elementi geologici e acustici del Partenio/Taburno e dell’isola di Salina per riflettere sull’ecologia delle forme umane e non umane. Il progetto espositivo di Cervone e Sannicandro presenta invece una sequenza fotografica in bianco e nero con un’installazione sonora immersiva, che narra poeticamente le piccole cose e le tracce del tempo a San Martino Valle Caudina dopo l’alluvione del 2019. (ilcaudino.it)

6#ENTROTERRA

“Le aree interne tra realtà e rigenerazione” incontro alla Camera di Commercio Irpinia-Sannio. I territori dell’entroterra: lo spettro della desertificazione dei piccoli comuni, la mancanza di prospettive per i giovani, la precarietà del lavoro, sono tutti aspetti di un cambiamento che sta interessando la geografia sociale ed economica delle comunità delle aree interne. Su questi temi si è incentrato il dibattito “Le aree interne tra realtà e rigenerazione” titolo della due giorni in corso a Benevento presso il Salone Conferenze della Camera di Commercio Irpinia Sannio. L’evento, in programma questo pomeriggio e domani è promosso da Eurispes e Futuridea, nasce con l’obiettivo di diventare un appuntamento annuale, dove Benevento si inserisce come punto centrale per dialogare sul tema delle aree interne. Maria Beatrice Fucci, Responsabile Ricerca Aree Interne di Futuridea, afferma che «sarà una due giorni di riflessioni e di proposte concrete con illustri relatori del mondo culturale, scientifico, imprenditoriale, accademico e associativo sul futuro delle aree interne per non omologarsi alla realtà esistente, ma vederne limiti e contraddizioni, con l’obiettivo di individuare nuove strade percorribili”. (labtv.net)

5#FIUME SICURO

Nel contesto delle attività di controllo denominate “Fiume Sicuro“, i militari del nucleo Carabinieri Forestale di Summonte hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria il rappresentante legale di una ditta di calcestruzzi. Le operazioni di monitoraggio del territorio, svolte con il supporto di Sistemi a Pilotaggio Remoto (Droni), si sono rilevate ancora una volta determinanti per scoprire le aggressioni al patrimonio naturale ed ambientale. Grazie al sorvolo, sperimentale di alcune aste fluviali della circoscrizione territoriale del Nucleo Carabinieri Forestale di Summonte, è stato accertato che parte del piazzale dell’impianto rientrava all’interno dell’alveo catastale del torrente. In particolare, una vasca in calcestruzzo era stata edificata all’interno di questo alveo, configurando così un’occupazione abusiva del demanio idrico. Durante il controllo presso l’azienda, è emerso che sia l’impianto di produzione di calcestruzzo sia quello di frantumazione di inerti operavano senza l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), essenziale per lo svolgimento delle attività. Inoltre, non era mai stata effettuata la comunicazione all’Autorità Competente per ottenere il nulla osta per l’impatto acustico. Sono state rilevate irregolarità anche nella gestione dei rifiuti prodotti nell’esercizio dell’attività. A seguito di queste gravi irregolarità, è stato disposto il sequestro del complesso produttivo, che si estende su circa 9500 mq, e della vasca in calcestruzzo, situata all’interno dell’alveo catastale del torrente, utilizzata per la raccolta dei reflui industriali. Il valore stimato dei beni posti sotto sequestro supera il milione di euro. (avellinozon.it)

4#INVALSI

Scuola. Gli Invalsi bocciano la Campania, la didattica non funziona. Non sanno risolvere problemi ed hanno una scarsa competenza in italiano ed inglese. Gli Invalsi bocciano ancora una volta i maturandi campani. Non basta un leggero miglioramento. (www.telenostra.tv)

3#DE LUCA

Cerreto (Fdi): "Campania ultima in tutto grazie a De Luca". "Il Governo ha già deliberato 1,8 miliardi di fondi, ma lui sfida Fitto con arroganza". "Le affermazioni quotidiane, ormai, deliranti del governatore De Luca iniziano a preoccupare e non poco. Sarà forse colpa del caldo, ma De Luca sta completamente tergiversando la realtà della Regione Campania . Ultima in tutto ed è lui a governarla da quasi 9 anni. È stato incapace di presentare progetti e piani per firmare un accordo, mentre le altre Regioni si sono allineate". Così, in una nota, il deputato campano Marco Cerreto di Fratelli d'Italia. "Con la spavalderia sfida il Governo Meloni e l'operato del ministro Fitto e nonostante la sua totale incapacità amministrativa ai danni dei cittadini campani, il governo ha già deliberato 1,8 miliardi di euro per Bagnoli, Campi Flegrei e completamento delle opere dei comuni non termina entro il 2023 - spiega - La sua irresponsabilità sta portando la Campania in un baratro senza fondo e l'atteggiamento arrogante e poco istituzionale lo sta allontanando dai colleghi del suo partito come il sindaco di Napoli e altri sindaci che non condividono e non si riconoscono nella sua politica. De Luca vuole un confronto con il ministro Fitto? Avrebbe dovuto invece averlo con se stesso ed avere l'umiltà e il coraggio di chiedere scusa ai campani per il male che ha fatto ad una Regione che da sola, per tutte le bellezze architettoniche e paesaggistiche che possiede, potrebbe vivere di turismo, cultura e non essere seconda a nessuno ed invece la troviamo sempre più in basso nelle classifiche. Grazie De Luca!". (www.ottopagine.it)

2#MASTELLA

Omicidio a Pannarano, Mastella: “Atto cainesco e agghiacciante, ma è errato associarlo al nome della città”. “Il fratricidio avvenuto nel Beneventano è un fatto talmente agghiacciante e aberrante da lasciare tristemente sgomenti. Siamo tutti sconvolti per quest’atto cainesco di fronte al quale tutti ci rimettiamo, attoniti, alla Giustizia. Tuttavia preghiamo i media di non associare, come purtroppo è avvenuto anche da parte di network importanti, la città di Benevento a quest’assassinio che invece è avvenuto nel Beneventano”, lo scrive in una nota il sindaco di Benevento Clemente Mastella. (ntr24.tv)

1#SANITA'

Sanità, migliaia di sanniti restano senza assistenza: utenti costretti a fare decine di km per raggiungere gli studi medici. Situazione paradossale, al limite dell’incredibile, nella sanità sannita: migliaia di cittadini sono attualmente privi di assistenza sanitaria, dopo che 9 medici massimalisti (1500 pazienti ognuno) sono andati in pensione. Pensionamenti sicuramente prevedibili, pertanto l’Asl avrebbe potuto programmare il reintegro in modo da evitare che pazienti, specie i cronici, oncologici anziani, cardiopatici e bisognevoli di cure per problemi acuti, restassero orfani di assistenza. I più fortunati, per una prescrizione per cure immediate, debbono recarsi presso studi medici a 15 km di distanza dalle loro residenze. (www.ilsannioquotidiano.it)

sabato 13 luglio 2024

101 Storie Zen - 33. La mano di Mokusen. | SAGGEZZA

101 Storie Zen 

33. La mano di Mokusen.

Mokusen Hiki viveva in un tempio nella provincia di Tamba. Uno dei suoi seguaci si lamentò con lui dell'avarizia della propria moglie.

Mokusen andò a trovare la moglie del seguace e le mise davanti al naso il pugno chiuso. «Che cosa vuoi dire con questo?» domandò stupita la donna.

«Supponi che il mio pugno fosse sempre così. Come lo definiresti?» le disse Mokusen.

«Deforme» rispose lei.

Allora Mokusen spalancò la mano davanti al viso della donna e disse: «E ora supponi che fosse sempre così. Che cosa diresti?».

«Che è un altro tipo di deformità» disse la donna.

«Se capisci questo,» concluse Mokusen «sei una buona moglie». E andò via.

Dopo quella visita, la donna aiutò il marito non soltanto a risparmiare, ma anche a distribuire.

101 Storie Zen

A cura di Nyogen Senzaki e Paolo Reps

Con il termine zen (禅) ci si riferisce a un insieme di scuole buddhiste giapponesi che derivano per dottrine e lignaggi dalle scuole cinesi del buddhismo Chán a loro volta fondate, secondo la tradizione, dal leggendario monaco indiano Bodhidharma. Per questa ragione talvolta si definisce zen anche la tradizione cinese Chán, ma anche le tradizioni Sòn coreana e Thiền vietnamita. Immagini tratte dalla rete. Fonte: Scienza Sacra