domenica 22 novembre 2020

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

I terremoti in Irpinia, 1930 - 1980.



Le macerie erano le stesse. La polvere e la disperazione pure. I terremoti del 1930 e quello 1980 rappresentano due immani tragedie per il Popolo Irpino, condannato a convivere con una zona altamente sismica che periodicamente distrugge tutto e tutti. Le similitudini tra gli eventi sono agghiaccianti, così come le diverse attenzioni della stampa in queste ore.

Lo Schiaffo 321 rende onore a tutte le famiglie colpite da lutti, calamità naturali e malapolitica.

Irpinia, anni Trenta

23 luglio 1930

Nella silenziosa notte del 23 luglio 1930 il terremoto colpì Campania e Basilicata in una maniera devastante, dopo quasi duecento anni dalla tragedia datata 29 novembre 1732 che tolse la vita a 1778 persone. La zona sismogenetica è la nostra Irpinia, un distretto sismico altamente dannoso e perennemente inquietante. Alle 1.08 del 23 luglio una scossa distrusse una vasta area compresa tra l’Alta Irpinia e la zona del Vulture, danneggiando le province di Avellino, Napoli, Benevento, Foggia, Potenza e Salerno. I centri abitati più colpiti furono quelli in provincia di Avellino, ossia Lacedonia, Aquilonia e Villanova e quelli in provincia di Potenza, ossia Rapolla, Barile, Rionero, Atella e Melfi, ai piedi del Monte Vulture. 

Un sisma di magnitudo momento 6,7 pari al decimo grado della Scala Mercalli che causò la morte di ben 1404 persone prevalentemente nelle province di Avellino e Potenza, interessando oltre cinquanta comuni di sette province.

Irpinia, anni Ottanta

23 novembre 1980

Il terremoto tornò dopo cinquanta anni. Alle 19:34:53 di una tranquilla domenica di novembre una forte scossa anche questa volta pari al decimo grado della Mercalli, della durata di circa novanta interminabili secondi, con un ipocentro di circa 10 km di profondità, mise alle corse Donne e Uomini, dall'Irpinia al Vulture. La terra tremò sfigurando le province di Avellino, Salerno e Potenza e nello specifico i comuni di Calabritto, Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi, Senerchia e Santomenna. Si contarono 2.914 morti e 8.848 feriti, mentre gli sfollati raggiunsero quota 300mila. 

Irpinia ricostruita

Ricostruzioni

Esistono gli eventi tellurici ondulatori, sussultori e scomodi. La catastrofe del 1930 è stata cancellata dalla memoria della stragrande maggioranza delle persone a causa di una vera e propria censura "politica" degna dei peggiori regimi Comunisti e Capitalisti. 

Il novantesimo anniversario è scivolato via nell'indifferenza nazionale al contrario del quarantennale che domani alle 19.35 bloccherà il battito del cuore dei Terremotati per novanta lunghi secondi. 

Troppo scomodo, care lettrici e cari lettori de Lo Schiaffo 321, il paragone tra le due azioni di ricostruzione. In effetti il Terremoto Scomodo resta tale a causa della rapida e concreta efficienza dello Stato Italiano, capace in poco tempo di ricostruire magistralmente intere aree, risparmiare sul preventivo inziale dei fondi stanziati per la ricostruzione e i primi aiuti diretti. 

In soli tre mesi dal catastrofico sisma, e precisamente il 28 ottobre 1930, le prime case vennero consegnate alle popolazioni della Campania, della Lucania e della Puglia. 

Interi paesi e borghi in piedi in poco più di novanta giorni, a differenza dell'Italyetta degli anni Ottanta, capace di stabilire il primato nazionale della speculazione ai danni di un Popolo in ginocchio. Gente genuflessa non per chiedere l'elemosina, bensì per scavare, a mani nude, tra le macerie di una Terra colpita due volte alle spalle. Prima dal maledetto evento tellurico e dopo dallo spietato sciacallaggio di un intero sistema sepolto dai finanziamenti stanziati. Sotto il giogo della malavita è stato infangato il ricordo delle vittime e raso al suolo il sentimento di Giustizia per chi ha versato lacrime di rabbia e di dolore. 

Più controlli, meno crolli. Fate presto. 

Riflessioni

Noi siamo ancora in piedi per ricordare. Continuiamo a mantenere alta l'attenzione per onorare la memoria delle tante vittime, innanzitutto, con appelli alla prevenzione diretti a chi dovere. Il terremoto non si può prevedere o fermare, ma si deve prevenire e combattere con la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare ed infrastrutturale. Le Istituzioni devono intercettare le risorse ed investire per farsi trovare pronte e non subire gli eventi calamitosi come alluvioni e terremoti. Ora le campagne elettorali sono lontane e l'assenza di politica non può essere mascherata dai proclami e dalle promesse da quattro soldi. 

Novanta secondi

Chiediamo alle lettrici ed ai lettori di fermarsi per novanta secondi alle 19 e 35 di domani 23 novembre. Un minuto e mezzo pari alla durata del sisma assassino. Un minuto e mezzo per donare attenzione alle vittime. Novanta secondi interminabili come quarant'anni fa, capaci di rafforzare il legame spirituale tra le migliaia di superstiti che ancora oggi si oppongono alla malapolitica sfascista, causa di tutti i mali.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo


Sequestro Cirillo, parla Cutolo (Spazio70)

Sequestro Cirillo, parla Cutolo

Il rapimento Cirillo

Ciro Cirillo è conosciuto principalmente per il suo rapimento da parte delle Brigate Rosse, è rilasciato dopo la controversa trattativa stato-mafia tra Democrazia Cristiana, BR, Servizi Segreti e Camorra.

Il 27 aprile 1981 alle ore 21:45 nel proprio garage di casa di via Cimaglia a Torre del Greco, Cirillo fu sequestrato da un commando di cinque appartenenti alle Brigate Rosse, capeggiati da Giovanni Senzani. Durante il conflitto a fuoco morirono l'agente di scorta maresciallo di P.S. Luigi Carbone e l'autista Mario Cancello, mentre viene gambizzato il segretario dell'allora assessore campano all'urbanistica, Ciro Fiorillo. In cambio della liberazione Senzani chiese e ottenne la requisizione degli alloggi sfitti di Napoli (per sistemarvi i senzatetto), indennità per i terremotati, la pubblicazione dei comunicati e dei verbali a cui Cirillo si doveva sottomettere.

Il 24 luglio 1981 Ciro Cirillo fu rilasciato in un palazzo abbandonato in via Stadera a Poggioreale. Il giorno prima le Brigate Rosse comunicarono la liberazione perché era stato pagato un riscatto di un miliardo e 450 milioni di lire «raccolti da amici», come sostenne lo stesso Cirillo. Il pagamento del riscatto era avvenuto il 21 luglio sul tram per Centocelle a Roma ed era stato portato da un amico della famiglia proprietaria di una tv privata napoletana.

Il sequestro dell'assessore napoletano fu al centro di durissime polemiche poiché, a differenza del sequestro Moro, la DC optò per la trattativa con i terroristi, sia pur sottobanco e senza carattere di ufficialità. Coloro che nel 1978 erano favorevoli alla trattativa osservarono che il fronte della fermezza non aveva obbedito a un principio sacro e inviolabile, ma a motivazioni contingenti che furono tranquillamente trasgredite pochi anni dopo. (Wikipedia)

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sabato 21 novembre 2020

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

1984, Giorgio Orwell - Audiolibro Integrale (1948)

 

1984, Giorgio Orwell (1948)

Mortaruolo (Pd) risponde al Comitato Disagiati Valle Caudina. Riparte la linea Napoli-Benevento, via Valle Caudina


Dopo i treni fantasma, transitati senza passeggeri dal 19 ottobre 2020, l'Eav annuncia l'apertura della tratta Napoli-Benevento, via Valle Caudina. Finalmente, dopo lunghi mesi di sosta forzata, riparte il trasporto ferroviario, vitale per i tanti pendolari che popolano la linea nata nel 1913. 
L'Ente Autonomo Volturno, che gestisce la tratta ex MetroCampania NordEst, nonostante i forti tagli a causa del Dpcm del 3 novembre, ha deciso di riaprire le stazioni della Valle Caudina.

I treni torneranno sui binari il 23/11

La risoluzione definitiva di annosi problemi, al fine di offrire il miglior servizio possibile, è l'imperativo dell'Eav. Ammodernamento tecnologico perla linea Benevento-Cancello e ben disposto tre milioni di euro per un primo parziale rinnovo dell’armamento, grazie alle risorse destinate al miglioramento della sicurezza delle linee ferroviarie. 
L'ufficio stampa dell'Eav è un fiume in piena e annuncia anche l'inizio dei lavori di ammodernamento nelle storiche stazioni di Cervinara e San Martino Valle Caudina:

«Entro il 15 dicembre sarà approvato e validato il progetto esecutivo, per un importo di trentanove milioni di euro, relativo all’attrezzaggio ACCM/SCMT delle linee Benevento – Cancello e Piedimonte Matese – Santa Maria Capua Vetere, con inizio lavori previsto per gennaio 2021. Nell’ambito dell’intervento denominato Smart Stations, finanziato dalla Regione Campania con fondi FSC 2014-2020, sono già in atto i lavori di ammodernamento delle stazioni di Cervinara e San Martino Valle Caudina per circa 600.000 euro. Contestualmente è stato approvato in conferenza dei servizi il progetto definitivo della riqualificazione della stazione di Benevento Appia. Conseguentemente, entro fine anno, sarà bandita la gara per la progettazione esecutiva ed i relativi lavori per un importo presunto di circa cinque milioni di euro. Restano aperti i tavoli di confronto tra Eav ed RFI per il passaggio della linea Benevento -  Cancello nel compendio RFI, come da decreto n.210 del 24 aprile 2018».

La vecchia stazione di Cervinara

Al momento, però, c'è una drastica riduzione della domanda e proprio da dopodomani, nonostante tutto, ci saranno riduzioni sia del servizio ferroviario, sia di quello automobilistico.

Il portavoce del Comitato Disagiati della Valle Caudina, Augusto Genovese, firma una nota al vetriolo, dove attacca l'Onorevole Erasmo Mortaruolo e tutti i politici della Nuova Caudium:

«In merito alla dichiarazione dell’On. Erasmo Mortaruolo sulla linea ferroviaria Benevento- Napoli, via Cancello, il Comitato Disagiati della Valle Caudina invita il consigliere regionale Mortaruolo, prima di fare dichiarazioni, ad ascoltare la voce di chi quotidianamente viaggia sui treni della linea Caudina. In questi anni, l’On. Mortaruolo si è completamente disinteressato alla tratta, come tutti gli amministratori caudini e i rappresentanti locali, e quindi non è assolutamente una voce fuori dal coro, come vorrebbe far credere. Lo invitiamo a viaggiare insieme a noi, prima di elogiare la società EAV».

Erasmo Mortaruolo del Partito Democratico

I Pendolari Caudini del Comitato disagiati rispondono al comunicato stampa di Erasmo Mortaruolo del Partito Democratico che Lo Schiaffo 321 riporta integralmente:

«Da lunedì 23 novembre la linea ferroviaria Cancello - Benevento sarà riaperta al pubblico esercizio. È quanto mi è stato comunicato dalla dirigenza di EAV che ha portato avanti una determinante attività di manutenzione straordinaria della linea, con corse di prova propedeutiche alla riapertura». Così il Consigliere regionale della Campania, Erasmo Mortaruolo.

«Dal 19 ottobre, sulla tratta tra San Felice a Cancello e Benevento Appia – racconta il Consigliere regionale – sono state effettuate, senza servizio viaggiatori, corse di prova propedeutiche alla prossima riapertura della linea Benevento - Napoli. Tutto questo finalizzato a consentire in tempi davvero celeri il flusso dei passeggeri sulla tratta. Da Consigliere regionale ho più volte sollecitato l’azienda a intervenire in tempi ragionevoli alla riapertura della linea Benevento-Cancello frequentata ogni giorno da centinaia di studenti e lavoratori. Tempi che tuttavia sono stati condizionati, e dunque rallentati, dall’emergenza Covid che di fatto ha protratto notevolmente i tempi necessari per i sopralluoghi relativi alle attività di indagine.


Con il sostegno del Presidente della Commissione Trasporti, Luca Cascone ho in più occasioni chiesto all’EAV di attivare un processo di rinnovamento su tutta la rete con particolare riferimento ai sistemi automatici di controllo della marcia del treno attraverso uno stanziamento di 46 milioni di euro. Aumentare il livello di sicurezza e ridurre i tempi di percorrenza della tratta sono state e continueranno ad essere esigenze prioritarie e indifferibili. Voglio quindi esprimere il mio apprezzamento ad EAV per aver mantenuto gli impegni presi e le parti sociali che ringrazio per l’impegno mostrato e la cooperazione di questi anni».

Il famoso treno della Galassia

La risposta al Comitato

Mentre stavamo per chiudere l'articolo sono arrivate in redazione le parole del consigliere sannita in risposta ai Disagiati della Valle Caudina:
«Ho letto con sorpresa la nota del Comitato Disagiati della Valle Caudina per l’aspetto prioritario e la centralità che in questi anni il tema della mobilità e della viabilità ha avuto nella mia attività in Consiglio regionale. Basta dare uno sguardo al sito del Consiglio regionale e alle testate giornalistiche per avere una prova di quanto abbia fatto mio il disagio di tanti sanniti e abbia lottato per un diritto, quello alla mobilità, che dev’essere garantito a tutti i cittadini della Campania». 

Treno visto dai Futuristi

Così il Consigliere regionale, Erasmo Mortaruolo, prosegue: 
«Conosco bene, avendo per anni fruito del trasporto ferroviario per Napoli, quanti disagi hanno caratterizzato la tratta. Ritardi e disagi che, va detto con chiarezza, sono decennali e mai affrontati con serietà istituzionale. È per questa ragione che ho fatto ricorso a tutti gli strumenti democratici nella disponibilità di un Consigliere regionale e prima ancora di un rappresentante del territorio. Un lavoro costante di interfaccia con i cittadini, le amministrazioni locali, le organizzazioni sindacali, il Presidente De Luca, i vertici di EAV, il Presidente delle Commissione Trasporti, gli uffici regionali che è stato scandito da momenti di fermezza nei quali ho chiesto risposte celeri e soprattutto risolutive. L’ho fatto sollecitando un impegno da parte della Commissione Trasporti; promuovendo momenti di chiarezza con l’EAV e con le organizzazioni sindacali; interrogando la Giunta regionale in data 19 marzo 2018 con una risposta peraltro pubblica in sede di Consiglio regionale. Con quell’interrogazione, che mi poneva peraltro come voce fuori dal coro facendo domande alla mia stessa maggioranza e all’azienda sullo stato delle cose, chiedevo con forza che oltre alla ripresa della circolazione sulla linea Benevento - Cancello fossero garantite tutte le necessarie misure di sicurezza per i viaggiatori». 

Il treno del Futurista UmbertoBoccioni

«Ho portato il disagio, le preoccupazioni e le proposte del Sannio negli organismi preposti evitando inutili passerelle, richiamando alla responsabilità le autorità competenti e riconoscendo, con onestà, anche quando gli impegni sono stati mantenuti. Come quello che l’EAV mi aveva confermato alla presenza delle organizzazioni sindacali relativo alla ripresa della circolazione dei treni sulla tratta entro il mese di novembre dopo le corse di prova propedeutiche fatte dal 19 ottobre per verificare il rispetto di tutti gli standard di sicurezza. La riattivazione della linea Benevento - Cancello è solo un tassello di un percorso volto al potenziamento della mobilità nel Sannio». 

«C’è ancora tanto da fare e nuove sfide ci attendono per continuare e potenziare gli sforzi intrapresi nel settore trasporti nonostante l’emergenza in corso. Voglio quindi confermare al Comitato la mia piena disponibilità a organizzare un incontro in modalità telematica per analizzare tutte le problematiche e trovare insieme le migliori soluzioni utili a far funzionare la nostra rete ferroviaria con tutta la sua potenzialità. A partire da lunedì, cogliendo magari l’occasione della riapertura della circolazione della linea per un viaggio insieme al presidente del Comitato a bordo del treno».

Riflessioni

Poco più di un mese un nostro articolo portò all'attenzione delle lettrici e dei lettori la problematica. Senza ombra di dubbio il "pezzo" ha portato fortuna. Ora si attendono gli altri passi per completare, finalmente, i progetti mirati alla crescita di un collegamento importante per tutta la comunità Caudina. Anche in questo caso servirebbe l'aiuto dell'Unione dei Comuni per mantenere alta l'attenzione sul fronte dei trasporti. 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



Approfondimenti

IL NUOVO ORARIO DEI TRENI, dal 23 novembre riparte la linea Napoli-Benevento, via Valle Caudina 

MARIUOLI, analisi sulle ultime tarantelle Caudine



Saracinesche divelte, vetri rotti, tanta rabbia e cola a picco anche la fiducia verso i tutori dell'ordine. La microcriminalità da tempo immemore colpisce periodicamente la Valle Caudina con colpi ai Tabacchini, ai Bar, ai distributori di benzina, sigarette, cartine, accendini e preservativi. Svaligiate anche abitazioni, seconde case e uffici di vario genere. In montagna, invece, è la legna ad essere presa di mira, senza esitazioni. Insomma, un quadro abbastanza variegato che si ripropone in tutta Italia, da nord a sud, isole comprese.

Furti & Tarantelle

L'ultimo furto con scasso è avvenuto in Via Roma a Cervinara, in pieno centro, proprio sotto gli occhi della Madre della Patria, la statua dedicata alla memoria dei Caduti in guerra, eretta in Villa Comunale nel 1930. L'amarezza dei proprietari ed il senso d'impotenza delle Istituzioni hanno scatenato un vespaio di polemiche, più o meno sterili, ma molto utili alla stampa locale che segue con morboso interesse le puntate di questa serie non televisiva, ossia quella della Banda dei Tabacchini e affini.

Striscione esposto dopo l'ennesimo furto


L'ultima scia di sciacallaggi, però, parte da lontano. A Luglio, dopo la chiusura totale contro la diffusione del Coronavirus, c'è stato un vero e proprio attacco spregiudicato ai danni dei Sali e Tabacchi della Valle Caudina. La lunga lista di saccheggi include Montesarchio, Sant'Agata de' Goti, Bucciano, Airola, San Martino Valle Caudina, Arpaia, Rotondi e Moiano.
 Il Sannio quotidiano ipotizzò una pista da seguire come nei migliori romanzi gialli: 

L’asse che corre ai piedi del Monte Taburno e che attraversa Bucciano, la zona delle Tre Masserie di Moiano e, quindi, la “scorciatoia” Paolini-Cotugni. E’ questa la rotta dei ladri, questa la rotta che, con tutta evidenza, sta battendo la banda che sta razziando bar e tabacchi che si sviluppano tra la Valle Caudina e Sant’Agata de’ Goti.

Caramelle rubate a Pescara

Bottino dei mariuoli

La Banda dei Tabacchini, evidentemente, non è una sigla riferita ad una batteria specifica, affamata di soldi, sigarette di tabacco, elettroniche, valori bollati, fiammiferi, cartine, pipe e macchinette d'azzardo. Negli ultimi anni un articolo che stuzzica i malviventi è il lungo blocco di Gratta e Vinci. Chilometri e chilometri di cartoncini da grattare e/o da rivendere, sottratti alle lavoratrici e ai lavoratori di innumerevoli esercizi commerciali italiani.

La Banda Bassotti americana


Indice della criminalità

Sono centinaia di migliaia i furti in Italia. L'ultimo indice della criminalità del Sole 24 Ore mette in evidenza i dati di un'analisi capillare, provincia per provincia, fatta in base alle segnalazioni delle Forze dell'Ordine nell'arco di un anno di lavoro. Cifre spaventose e classifiche da leggere al contrario. I primi posti, infatti, sono sinonimi di vergognosi contesti sociali, variegati e distinti, ma uniti dallo stesso modus operandi. L'interessante analisi mette in relazione ben diciotto reati, elencati in base alla percentuale di denunce ogni centomila abitanti. Le province di Avellino e Benevento, però, occupano rispettivamente l'ottantunesimo e il centoduesimo posto su centosei realtà analizzate nel 2019. 


Arancia Meccanica,  il furto con la violenza


La Sindaca chiama il Prefetto

Caterina Lengua, la neo Sindaca di Cervinara, si legge in un comunicato stampa, ha interpellato il Dirigente del Commissariato di Polizia ed il Comandante della Stazione Carabinieri di Cervinara dopo il rumoroso furto in Via Roma alla Tabaccheria Esposito:

«Aver appreso che, per tutta la notte scorsa, non vi è stata alcuna pattuglia in servizio di controllo del territorio comunale di Cervinara mi ha determinata a chiedere l’intervento del Prefetto affinché venga sollecitato ai vertici provinciali delle Forze dell’ordine un Piano di Coordinamento periodico delle Forze di Polizia».

Altro discorso è per l'altrettanto elevato numero, di furti andati a vuoto o sventati dalle FdO. Quello clamoroso, nel 2019, fu il tentativo andato a vuoto nello studio del sindaco di San Martino, Pasquale Pisano, seguito da un'azione d'altri tempi portata a segno a Cervinara. Contanti e gioielli, oltre ad altri oggetti di valore, trafugati arrampicandosi sulle grondaie, alte oltre dieci metri. 



La FIT e il Prefetto di BN

La Fit, la Federazione Italiana Tabaccai, a luglio aveva lanciato l'allarme dopo i numerosi furti registrati nel Sannio ed in parte della Valle Caudina. Il presidente provinciale della federazione beneventana aveva infatti chiesto al Prefetto di Benevento un incontro e più controlli per cercare di porre un freno ai furti. Venne siglato un vero e proprio protocollo d'intesa tra il Prefetto e il Presidente della Federazione Italiana Tabaccai. L'accordo messo nero su bianco è semplice: 

maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e la promessa da parte dei tabaccai sanniti di installare nuovi sistemi di videosorveglianza con l' aiuto economico della Camera di Commercio. Servono più telecamere a sostegno delle FdO, impegnate in un controllo maggiore e serrato per contrastare un fenomeno diffuso ovunque. 

Non solo i Sali e Tabacchi vengono presi di mira. bar, distributori vari, circoli, abitazioni ed esercenti di vario tipo. La tranquilla Roccabascerana, ad esempio, in una notte della calda estate 2020 si risvegliò nel bel mezzo della notte a causa di un'esplosione. Un ordigno venne fatto brillare allo sportello ATM dell’ufficio postale, lasciando tutti ammutoliti.

Arsenio Lupen, Mariuolo nei cartoni animati


Psicologia dei derubati

I Sali e Tabacchi, in barba al Covid-19 e alla paura di un virus che attacca ferocemente le vie respiratorie, non hanno mai chiuso i battenti.Una mole di lavoro elevata, non tanto per le giocate e la rivendita di tabacchi, ma per l'aiuto, a volte essenziale, allo snellimento burocratico sul territorio e alla distribuzione di mascherine. Centinaia di bollette e altre operazioni amministrative mettono a dura prova le lavoratrici ed i lavoratori che ogni nove anni devono rinnovare "le carte" per la licenza di vendita al pubblico. Piccola nota la crescita esponenziale di giocate al lotto del numero settantanove che nella smorfia simboleggia o'mariuolo.

O'Mariuolo fa 79


L'etimologia del Mariuolo

Birba, birbante, birbo, birbone, briccone, canaglia, farabutto, filibustiere, furfante, gaglioffo, imbroglione, lestofante, malandrino, manigoldo, mascalzone, ribaldo, truffatore, ingannatore sono alcuni dei sinonimi di un termine che ha radici antiche e che si perdono nel tempo. Il termine è rimasto in uso nella lingua Napolitana, ma venne usato anche da personaggi di spessore come Manzoni, Collodi, Mazzini o il Berni.

Il capo di tutta una banda di scrocchi, e mariuoli, che infesta da molti anni Londra (Mazzini)

Marïòlo, letteralmente marïuòlo è un sostantivo maschile dall'etimo incerto. Secondo alcuni - si legge su Vesuvio dal Vivo - deriva dall’antico aggettivo francese mariol (furbacchione), secondo altri dal greco margiólos (astuto, furbo ecc.), secondo altri ancora dalle parole spagnole marraio/marrullero (imbroglione/monello). Invece il glottologo e linguista Carlo Battisti sostiene che sia molto più probabile e certo che la parola risalga dal termine latino mareólo. In molti, inoltre, la collegano al nome di Maria: potrebbe derivare da espressioni come "far le Marie", ovvero non saper qualcosa e fingere devozione e semplicità.

Cervinara, Bologna, Macerata, la Marsica ieri...

Riflessioni

Il problema "Mariuoli" è una piaga della società, da tempo immemore, oltre i confini della nostra Caudium. Negli anni Venti la tecnologia permette un controllo a tappetto e prima o poi il fenomeno potrebbe essere debellato dalle super telecamere, private e comunali, da far invidia a Giorgio Orwell, autore nel 1948 del romanzo di fantapolitica "1984", opera in cui lo scrittore immaginava una società sotto l'occhio onnipresente del Grande Fratello. 

Per ora cerchiamo più collaborazione tra Istituzioni e comunità, anche se alla radice c'è il profondo disagio sociale di una società borghese che non vede le venature di povertà presenti sul territorio meridionale. Serve un pugno duro e di ferro contro la malavita, senza dimenticare la necessità di creare le basi per una crescita occupazionale, culturale ed etica.

Arginare il dilagare dei furti è un problema di attualità, mentre la struttura che dovrebbe garantire sviluppo, sicurezza e prosperità a lungo termine è, a nostro avviso, l'Unione dei Comuni della Valle Caudina. La Nuova Caudium deve progettare il futuro e superare questa situazione frastagliata che lascia scoperto il fianco di molti onesti abitanti della Valle, in balia di balordi e affamati delinquenti.

Proposte

Un tavolo di lavoro per arrivare ad un protocollo d'intesa tra Unione, Prefetture di Avellino, Benevento, la Federazione italiana tabaccai e Forze dell'ordine per aprire ufficialmente un piano di prevenzione contro la criminalità, in questo caso specifico, a difesa delle tabaccherie della provincia. Purtroppo, le tabaccherie sono esposte più di altre categorie di esercizi commerciali al rischio di rapine e furti. Oltre a promuovere l'adozione di mezzi di prevenzione e difesa, serve il contributo, ribadiamo, dell'Unione dei Comuni della Valle Caudina, per non vanificare le politiche messe in campo dai singoli paesi.

La Redazione de Lo Schiaffo 321 esprime vicinanza alle vittime dell'ennesimo furto, ma non punta il dito contro le FdO. Sarebbe fin troppo riduttivo attaccare quando emergono episodi del genere. Il problema è talmente profondo che merita ben altri approfondimenti. Paradossalmente in altre zone d'Italia, dove c'è una scarsa attività di microcriminalità, comanda, quasi indisturbata, la macrocriminalità con un ampio movimento di tangenti per ottenere garanzie e protezioni. Il fenomeno dei fuorilegge  che dettano legge, meglio conosciuto come pizzo, è una piaga italiota, unica nel suo genere.

Totò ed Eduardo in Napoli Milionaria

Chiudiamo cercando di strappare, almeno, un sorriso alle lettici ed ai lettori della nostra rivista digitale di approfondimento. Andrea Chiara Grillo, giornalista di Vesuvio dal Vivo, riportò uno stralcio di Napoli Milionaria scritta da Eduardo de Filippo nel 1945, il tristemente famoso anno zero della Repubblica: 

“Mariuolo se nasce. E nun se po’ dicere ca ‘o mariuolo è napulitano. Oppure romano. Milanese. Inglese. Francese. Tedesco. Americano…

 ‘O mariuolo è mariuolo sulamente. Nun tene mamma, nun tene pato, nun tene famiglia. Nun tene nazionalità. E nun trova posto dint’ ‘o paese nuosto. No. Pecché… Siccomme ‘o paese nuosto nun porta na bon’ annummenata… Che vuo’ fa’? È na disgrazia… 

Appena sentono :«napoletano», già se mettono in guardia. Pecché è stato sempe accussì. Perciò… tu ca si’ giovane, aviss’ ‘a da’ ‘o buono esempio… accussì quanno te truove e siente ca parlano male d’ ‘o paese tuio, tu, cu tutt’ ‘a cuscienza, può dicere: – «Va bene, ma ce stanno ‘e mariuole e ‘a gente onesta, comme e dint’ ‘a tutt’ ‘e paise d’ ‘o munno.”


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venerdì 20 novembre 2020

L´Arte dei Rumori di Luigi Russolo, Futurista (1913)

L´Arte dei Rumori di Luigi Russolo, Futurista 

L'arte dei rumori è un manifesto futurista scritto da Luigi Russolo in una lettera del 1913 all'amico e compositore futurista Francesco Balilla Pratella. In esso Russolo sostiene che l'orecchio umano si è abituato alla velocità, all'energia e al rumore del paesaggio sonoro industriale urbano; inoltre, questa nuova tavolozza sonora richiede un nuovo approccio alla strumentazione e composizione musicale. 

Propone una serie di conclusioni su come l'elettronica e le altre tecnologie consentiranno ai musicisti futuristi di "sostituire la limitata varietà di timbri che l'orchestra possiede oggi la varietà infinita di timbri dei rumori, riprodotti con meccanismi appropriati".*

1-Risveglio di una città

2-Crepitatore

3-Ululatore

4-Gracidatore

5-Gorgogliatore

6-Ronzatore

7-Arco Enarmonico

8-Corale 1921

9-Serenata 1921

10-L´Aviatore Dro op.33

11-Macchina Tipografica

12-Canzone Rumorista

13-Omaggio a Luigi Russolo

Bibliografia

  • Luigi Russolo, L’Art des bruits, Testi raccolti e prefazioni a cura di Giovanni Lista, bibliografia compilata da Giovanni Lista, Losanna, L’Age d’Homme, 1975.
  • Luciano Chessa, Luigi Russolo, Futurist: Noise, Visual Arts, and the Occult, University of California Press, 2012.
  • Giovanni Lista, Luigi Russolo e la musica futurista, Milano, Mudima, 2009
  • Giovanni Lista, Journal des Futurismes, Parigi, Éditions Hazan, 2008.
  • Giovanni Lista, Le Futurisme: Création et avant-garde, Parigi, Éditions L’Amateur, 2001.
  • Daniele Warner e CChristoph Cox, Audio Culture: Readings in Modern Music, Londra, Continiuum International Publishing Group LTD, 2004, pp. 10–14*

ASSENZIO, poesia di Grappa Istriana (2014)

 

ASSENZIO

Liquido verde

come smeraldo splendente,

nella gola scende

trasformando lo stomaco

in un incendio permanente.

Le mie viscere

sono fiamma ardente

come l'Inferno

decantato da Dante,

mi sento come un peperoncino piccante.

Una forza innaturale

che mi fa cantare,

bevanda potente

come fragore di mitraglia,

come dinamite

che tutto butta per aria,

usata dai poeti maledetti

per declamare

i propri versi.

La tua preparazione

non ha bisogno di spiegazione

quando vedo quella bottiglia

dal nome particolare

la ragazza al banco

sa cosa fare.

Molti si chiederanno

cosa sia

questa bevanda che porta allegria

e credetemi è da gustare

se lo stomaco volete allenare.

E' una cosa rivoluzionaria,

come il futurismo

che c'è stato in Italia,

figlia di un’Idea Ardita

che nel ‘19 fu costituita.

L’ho bevuta tutta di un fiato

e forse questo è il mio fato,

quello di avere una nuova famiglia

unita attorno alla Bandiera

dell'Italia.

Con loro mi sgolo

ribadendo l'orgoglio della Patria

alla quale bene voglio,

maledicendo gli anti-nazionali

che professano ingiurie

da falsari.

Di sicuro il curioso

vorrà sapere il trucco

ma lo sa solo questo gruppo,

quindi ve lo dico in un orecchio

il suo nome è ASSENZIO.


Scritta da Luca Oleni Grappa Istriana

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Quarta e ultima parte | StoriAlternativa


Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - 
Quarta e ultima parte | StoriAlternativa

Esiste lo Stato quando il popolo ne è fuori, quando intere masse ne restano fuori socialmente e giuridicamente? Questo interrogativo, posto dal Fascismo durante tutta la sua esperienza, ha segnato un vero e proprio ritorno alle origini dello Stato, un riproporre il problema della politica nei suoi termini costitutivi: la fondazione della città sociale, la fondazione dello Stato. 

Una rivoluzione non si concepisce senza una rivelazione. 

E che altro può essere la rivelazione se non la conoscenza di uno stato d’animo, l’interpretazione di un costume di vita che urge, batte alle porte di quei nuovi tempi che sono insistentemente cercati, la consapevolezza di nuove necessità, di nuovi bisogni?

L'Autarchia della Fila

Che significato avrebbe la parola genio politico ove si escludesse un potere inventivo, morale e politico? Genio è colui al quale la verità si rivela, che trova la verità nascosta o che crea la verità. Per primo egli vede quello che gli altri non vedono, trova ciò che gli altri non ricercano. Ma possono i nostri nemici avere dimenticato le parole del messaggio dell’anno IX, col quale Mussolini, come ogni vero scopritore, certo della verità misconosciuta, proclama che la concezione fascista, rispondendo ad esigenze di carattere universale, risolve il triplice problema dei rapporti tra lo Stato e l’individuo, tra lo Stato ed il gruppo, tra il gruppo ed i gruppi organizzati?

Ora il problema non può avere che una sola soluzione vera. E poiché non si può negare l’esistenza di questo triplice problema, trovata la soluzione vera, essa distrugge le pseudo-soluzioni.

Insomma, come la risposta ad un problema aritmetico è una, così nei grandi e decisivi momenti della storia, nei movimenti che segnano le epoche del cammino dei popoli, la risposta ad un problema politico è una. Queste per sommi capi, sono le ragioni per le quali sentiamo il bisogno di rivolgerci agli uomini di cultura italiani e stranieri e di invitarli a una revisione del giudizio sulla realtà del Fascismo. 

Manifesto Opera Balilla

Dopo venticinque anni di Fascismo gli Italiani sentono di aver una concezione essenzialmente più libera di quella dei loro giudici e di essersi posti concretamente dei problemi che altri riescono soltanto oggi a intravedere. Perciò essi sanno che la distruzione del Fascismo è un’utopia, il cui vano perseguimento può soltanto disseminare il cammino di inutili rovine. Quand’anche i nemici riuscissero a imporre a tutta l’Italia un diverso regime politico, non perciò il Fascismo sarebbe morto, ché anzi il suo problema risorgerebbe più drastico, in un ben più feroce scontro di liberalismo e comunismo. 

Manifesto Anti Razzista

L’unico risultato che si potrebbe ottenere sarebbe quello di rinunciare a un'esperienza di venticinque anni e di tutti i problemi che in questo periodo si son venuti faticosamente elaborando. La cultura italiana è più libera perché arricchita di questa insostituibile esperienza ed è in grado di comprendere le opposte esigenze altrui. Essa deve continuare a lavorare per dare al Fascismo, che, dopo l’8 settembre 1943, ha avuto un nuovo grande impulso rivoluzionario, profondi sviluppi dottrinali. 

25 luglio 1943

Ma intanto oggi, mentre il conflitto sta per giungere alle sue fasi decisive, l’Italia sente di essere la nazione più serena per poter dire una parola che non sia soltanto di parte. E gli altri popoli possono ascoltare senza prevenzioni questa voce che non inganna. Non può ingannare, perché, se l’Italia odia il nemico, tutti sanno che l’odio è soltanto per il male e aspira a tramutarsi in un sentimento di viva solidarietà; non può ingannare perché, se essa parla d’impero ha dato prova di intendere l’impero soltanto come ragione di lavoro fecondo e beneficatore. Non può ingannare, infine, perché tutta la storia d’Italia è là a dimostrare che una sola aspirazione è stata sempre alla radice della nostra coscienza ed è quella di una visione della vita che abbia carattere di universalità. 

Il Fascismo vuole avere anch’oggi questo carattere di universalità e se combatte, a oriente e a occidente, è soltanto in vista di un domani in cui possa realizzarsi una superiore collaborazione di questi due mondi ancora tra di loro molto estranei spiritualmente.

Bandiera della Repubblica Sociale

Ma, appunto perché italiana in quanto universale è la fede per la quale l’Italia combatte, nessuno s’illuda di poterla ancora facilmente piegare. Se chi guarda dall’esterno e superficialmente può notare l’intima insoddisfazione di un processo rivoluzionario che tende al meglio, stia pur sicuro che, sotto questa veste critica caratteristica dell’intelligenza italiana, si cela oggi come non mai la profonda coscienza di difendere una superiore realtà ideale.

Scritto da Carlo Alberto Biggini

Verità e menzogna sul Fascismo (1945)

Tratto dal “Corriere della Sera" di martedì 16 e venerdì 19 Gennaio 1945-XXIII nn. 14 e 17

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Prima parte | StoriAlternativa

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Seconda parte | StoriAlternativa

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Terza parte | StoriAlternativa


Riflessioni

Storiografia non significa apologia. Questo deve essere un concetto chiaro, senza se e senza ma. Analizzare la Storia in Italia è una delle cose più difficili da fare. Tutta la Storia Contemporanea italiana è fin troppo legata al potere politico e culturale dei vincitori, siano essi Monarchici appartenenti a Casa Savoia o abili lanciatori di bombe sui civili inermi come gli AngloAmericani. 

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