giovedì 11 marzo 2021

TOMMY RICCIO - Napule 'e Notte (1995) | Album Completo

Tommy Riccio | Napule 'e notte

Artista: Tommy Riccio

Album: Napule 'e notte

Anno: 1995

LEGGI LO SCHIAFFO 321!


 

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP. 4 - P. 1/2 - Audiolibro

Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola


CAPITOLO 4° Prima parte - CRITICA DEL TEOSOFISMO  - 

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola.

Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.

tratto da Vyāsa Audioletture

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

martedì 9 marzo 2021

PIERINO TORNA A SCUOLA - Lungometraggio completo (1990)

Pierino torna a scuola 

Un mito intramontabile! Alvaro Vitali in un Pierino d'annata, tra i più fenomenali, con la splendida ex Miss Italia Nadia Bengala e l'inimitabile Sora Lella.

Il pestifero Pierino sta per compiere diciotto anni e non ha ancora la licenza elementare: dopo aver passato tanto tempo tra lavoretti e disoccupazione, decide di tornare sui banchi di scuola. Ma la supplente con cui dovrà avere a che fare è troppo provocante per far sì che lui riesca a concentrarsi sui libri...

https://it.wikipedia.org/wiki/Pierino_torna_a_scuola

IMPERIUM | Belfast (2005)

Imperium | Belfast

Gruppo: Imperium

Album: Vita est militia

Brano: Belfast

Anno: 2005 


 

ADDIO CHE (GUEVARA) - Dalla guerriglia al centro commerciale!



 ADDIO CHE!

La storia di Ernesto Guevara è stata da sempre affascinante per la mitologia creata dopo la sua morte, un ricordo, però, che con il passar del tempo ha messo in secondo piano le gesta del guerrigliero fino a trasformarlo in un’icona da stampare ovunque, dalle magliette ai costumi da bagno, passando per sigarette, pantofole e accendini di vario tipo. 




Amara fine per un rivoluzionario anticapitalista, spesso accompagnato sulle bancarelle anche da "El Dux". Paradosso dei paradossi, dove il denaro non sente ragioni.
La sinistra classica, che deteneva i diritti delle bandiere rosse, delle magliette e delle toppe sdrucite, ha contribuito a confezionare questo mito ad uso e consumo della massa. Nessuno ha mosso un dito per combattere la superficialità artificiale e pseudo ideologica, tipica di un movimento distrutto dal Regime del Nulla.

Pochi sanno che, invece, dall’altra parte della barricata c’è sempre stata molta simpatia non tanto per il logo, ma per il combattente che ripudiò la carriera politica per tornare nella foresta a combattere per il popolo.

La canzone scritta nel 1968 dai neri, incisa sul singolo “Mercenario ed Addio Che", era stata sepolta dal tempo e dalla paura di confondere le idee a tanti giovani. E’ riemersa grazie ad internet e al lavoro dell’associazione Lorien che ha recuperato il vinile mettendolo in rete. 
Imbarazzi a sinistra, dove erano convinti di possedere i diritti d’autore. Ma non è così. 


Certo l’ideologia Guevariana aveva delle basi diverse da quella Fascista, ma è proprio l’Unione dei Reduci della Repubblica Sociale a tessere le lodi del guerrigliero, spiazzando destra e sinistra:

In questo articolo parliamo di Ernesto "Che" Guevara, esprimendo non solo ammirazione e onore per il combattente e il rivoluzionario, ma anche una solidarietà ideale e politica.
Come il socialista rivoluzionario Nicola Bombacci e il fascista Giuseppe Solaro si ritrovarono entusiasti sul piano della rivoluzione socialista nazionale di Mussolini e per la lotta del sangue contro l'oro, contribuendo alla edificazione della RSI, così ci ritroviamo noi sulla stessa barricata della rivoluzione socialista cubana di Guevara e contro l'imperialismo americano. Questo ci spinge a dire che la rivoluzione fascista, approdata alla RSI e la rivoluzione di Guevara, pur partendo da presupposti ideologici diversi, possono, anzi devono, incontrarsi e non essere antitetiche.
Tempo dopo i fascisti FNCRSI realizzarono anche il volantino qui in calce esposto comparando, non a caso, Mussolini e Guevara e prospettando appunto nel "Che" quel "giovane" che, aveva vaticinato Mussolini, avrebbe ripreso il messaggio rivoluzionario e universale del fascismo repubblicano.



In Valle Caudina qualche erede diretto del Che è venuto a vendere qualche libro, a San Martino per essere precisi. La rabbia dei figli è immensa:
"Non mi piace il modo in cui la figura di mio padre è stata appropriata dai venditori dei beni di consumo di massa. E' imbarazzante. Un uomo che ha lottato ed è morto cercando di rovesciare lo sfruttamento capitalista e gli eccessi materiali non dovrebbe essere utilizzato per vendere t-shirt, analcolici, vodka, telefonini e costumi da bagno. Né io né i miei fratelli chiediamo denaro. Chiediamo rispetto per il Che e le sue idee".
Il messaggio è caduto nel vuoto, purtroppo.

Anche se qualche traccia politica sopravvive:

«La nostra azione è tutta un grido di guerra contro l'imperialismo e un appello all'unità dei popoli contro il  grande nemico del genere umano: gli Stati Uniti d'America».

«Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo».

«Molte grandi iniziative sono fallite, sono cadute nell'oblio per la mancanza del necessario apporto organizzativo, per sostenerle e portarle a buon fine se non c'è l'organizzazione le idee dopo il primo impulso vanno perdendo efficacia, cadono nella routine, nel conformismo e finiscono per essere semplici ricordi».



Ma la frase che più ci ha impressionato e spinto a riflettere, da sempre, è la famosa «Hasta la victoria siempre. Patria o muerteche tradotta in italiano si trasforma in una frase adattabile anche agli Squadristi della Marcia su Roma: «Fino alla vittoria sempre. Patria o morte

Il Socialismo Sudamericano è abbastanza “sui generis” specialmente nel legame tra il pueblo, la religione e la Patria, un tris che nella vecchia ideologia comunista era una miscela di eresie, sempre in base alla concezione internazionale dei marxisti ortodossi. 
Loro non hanno Patria, ma lottano solo ed esclusivamente per una classe, quella operaia, che deve anche essere profondamente ideologizzata, in base anche ai dogmi di Lenin. 
Un proletariato senza nazioni e tradizioni. Chissà come fischiavano le orecchie alle Zecche Sovietiche quando Guevara, al comando della Banca Cubana, iniziò la nazionalizzazione della moneta di Stato. 
Una linea seguita di recente da un altro socialista “nazionale” come il venezuelano Hugo Chavez, che la Comunità Militante Caudina salutò con uno striscione quando morì dopo una vita di lotta anti capitalista.



Sia chiaro, Che Guevara non fu un fascista e nemmeno Chavez. Erano appartenenti al ceppo madre, ossia a quel socialismo che attecchisce ovunque, formandosi poi in base alla società che lo sviluppa. Un socialismo poetico ed eretico che unisce Benito Mussolini e Ernesto Guevara. 
Non deve stupire se alcuni neri l’hanno rispettato e lo rispettano, oltre le etichette.



Chiudiamo con il testo e la canzone scomoda, ma bella, interpretata da Gabriella Ferri.

Addio Che | Gabriella Ferri


Addio Ché, la gente come te non muore nel suo letto, non crepa di vecchiaia. Addio Ché, sei morto nella valle e non vedrai morire la tua rivoluzione. Addio Ché, la gente come te t'aspetta col fucile sull'alto della Sierra. Addio Ché, all'erta sulla grotta non c'è più sentinella, non salgono i compagni. È l'ora Ché, nessuno più verrà; non eri come loro, dovrai morire solo. Addio Ché, come volevi tu, sei morto un giorno solo e non poco per volta. Addio Ché, la gente come te è nata per morire, serve di più da morta. Addio Ché, aspettaci laggiù, verremo di nascosto le notti senza luna. Addio Ché, a piangere per te verremo di nascosto le notti  senza luna. Addio Ché

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo


lunedì 8 marzo 2021

Camorra: dalla Fratellanza Napoletana alla Nuova Famiglia (documentario)

Camorra: dalla Fratellanza Napoletana 
alla Nuova Famiglia

Documentario a cura di Spazio70 sull'origine della coalizione che affrontò la NCO di Raffaele Cutolo.

Il sito internet: https://spazio70.com/

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L'account Instagram: https://www.instagram.com/spazio.70/

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COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

TARANTELLE SUL BRITANNIA - Prodi e De Benedetti: attenti a quei due | CAPITOLO 13

LA PRIVATIZZAZIONE DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE ITALIANA

PRODI E DE BENEDETTI: ATTENTI A QUEI DUE”

C’era una volta l’IRI, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale voluto nel 1933 da Benito Mussolini, poi conservato ed anzi rilanciato e ampliato dai partiti antifascisti nel dopoguerra. Si trattava di un ente pubblico che riuniva varie aziende statali o “partecipate” dallo Stato (un migliaio nel periodo di massima espansione), molte delle quali ai primi posti nelle graduatorie mondiali dei rispettivi segmenti economici: Credito Italiano, Banca Commerciale Italiana, Banco di Roma, Finsider, Finmeccanica, Fincantieri, RAI, Iritecna, Telecom, Alitalia, Tirrenia, Società Autostrade, Alfa Romeo, Montedison e così via. All’IRI faceva capo anche la Società Meridionale di Elettricità (SME), che controllava in tutto o in parte le maggiori società italiane operanti nel comparto alimentare: Star, Cirio, Pavesi, Bertolli, De Rica, Motta, Alemagna, Italgel, Surgela, Supermercati GS, Autogrill, eccetera.

ROMANO PRODI

Naturalmente, saltiamo a piè pari la tematica delle privatizzazioni: il discorso ci porterebbe troppo lontano, ma vorremmo tornare a parlarne in una delle prossime occasioni. E tuttavia, pur tralasciamo la tematica complessiva delle privatizzazioni, non possiamo non prendere le mosse dall’avvenimento che rappresenta un vero e proprio spartiacque nelle recente storia dell’IRI in generale e della SME in particolare: ci riferiamo alla nomina – nel 1982 – di Romano Prodi alla presidenza dell’IRI. Prodi era un noto economista democristiano (ma “aperto a sinistra”), docente universitario come quasi tutti i suoi familiari (la moglie e cinque dei suoi sei fratelli), massimo esponente della Nomisma, la società di consulenza finanziaria che sarà agli onori delle cronache per avere acquisito varie commesse da parte del Governo italiano e della Commissione europea

CARLO DE BENEDETTI

Lo spazio tiranno ci impone di tralasciare anche qui tanti fatti importanti e di saltare direttamente al 1985, quando il governo italiano decideva di cedere gli asset dell’industria alimentare (erroneamente giudicati “non strategici”) e il presidente Prodi impostava la trattativa con l’industriale Carlo De Benedetti, editore del quotidiano “La Repubblica” e nume tutelare dell’intesa fra Partito Comunista Italiano e sinistra DC, diventato da pochi mesi un industriale alimentare grazie all’acquisto della Buitoni

Prodi e De Benedetti chiudevano subito un accordo preliminare che prevedeva il passaggio di mano del 64,36% del capitale della SME dietro un corrispettivo di 437 miliardi di lire (497, considerati gli interessi per la diluizione in 4 rate). Inoltre, al prezzo simbolico di 1 lira, la Buitoni avrebbe acquisito anche la consociata SIDALM (Motta e Alemagna), avente un valore d’avviamento negativo. Il prezzo convenuto equivaleva ad una valutazione di 1.107 lire per ciascuna azione SME, nel momento in cui la loro quotazione in borsa era di 1.275 lire. Quindi, prescindendo da ogni valutazione sull’enorme potenziale dell’industria alimentare italiana, uno sconto in partenza di 168 lire ad azione, più o meno il 13%.

BETTINO CRAXI

A quel punto, il Presidente del Consiglio del tempo, Bettino Craxi, si rendeva conto che l’Italia stava per svendere un bene prezioso per pochi spiccioli, e si rivolgeva al suo amico Silvio Berlusconi (all’epoca non ancora impegnato in politica) perché mettesse su una “cordata” imprenditoriale in grado di presentare una offerta concorrenziale rispetto a quella del gruppo De Benedetti.

Ma, mentre Berlusconi incominciava a cercare compagni di strada, al consiglio d’amministrazione dell’IRI giungeva già una prima offerta in aumento: 550 miliardi, offerti da uno studio legale milanese a nome di un gruppo rimasto anonimo. Seguiva l’offerta del sodalizio Berlusconi-Barilla-Ferrero, quantificata in 600 miliardi, ed altra offerta di pari importo da parte della Lega delle Cooperative. Ultima offerta, infine, da parte della Cofima per 620 miliardi.

A quel punto, però, il governo riconsiderava l’intera vicenda e decideva di non vendere più, né a De Benedetti né ad altri, né per 437 miliardi né per 620. Bettino Craxi aveva ottenuto il suo scopo – evitare che la SME venisse svenduta al peggiore offerente – e rilanciava sul tavolo della grande politica:

conservare la SME al patrimonio nazionale, ed anzi rafforzarla con adeguati investimenti per farne un grande polo agro-alimentare che fungesse da volano per l’agricoltura italiana.

Ancora un volo pindarico, e giungiamo al 1992, quando Craxi veniva travolto dal ciclone “mani pulite” e costretto a farsi da parte. Il progetto di creare un grande polo agro-alimentare aveva fatto, nel frattempo, discreti passi in avanti, ma si scontrava adesso con le nuove parole d’ordine che seguivano alla crisi del comunismo internazionale e, in Italia, alla acquisizione dei postcomunisti alla politica liberista. Queste nuove parole d’ordine erano: 

globalizzazione dell’economia, fiducia dei mercati, riforme “strutturali” e, naturalmente, privatizzazioni. 

Fra le prime ad essere destinate alla privatizzazione, ovviamente, erano le industrie alimentari, con conseguenze che – a modesto parere dello scrivente – si sono poi dimostrate catastrofiche per gli interessi nazionali. 

SIR DRAKE

C’erano stati, frattanto, alcuni passaggi che avranno una forte incidenza anche sulle privatizzazioni del settore agro-alimentare: nel giugno 1992 l’agenda delle nostre privatizzazioni era stata discussa in un summit fra banchieri inglesi e manager pubblici italiani che si era svolto a bordo dello yacht reale “Britannia” ancorato al porto di Civitavecchia; nel settembre 1992 la lira era stata svalutata del 30%, la qualcosa avrebbe determinato uno sconto di eguale valore su tutti i pacchetti azionari che saranno ceduti negli anni seguenti; nel 1993, infine, Romano Prodi era ritornato alla presidenza dell’IRI, dove rimarrà fino all’anno successivo.


In conclusione, fra il 1993 e il 1996, le aziende del gruppo SME venivano inesorabilmente privatizzate, depauperando l’economia reale della nazione italiana di un patrimonio vastissimo e, soprattutto, ricco di potenzialità enormi. Nonostante ciò, e nonostante i prezzi pagati fossero calcolati in lire che la svalutazione aveva privato di quasi un terzo del loro valore, la vendita di quelle aziende fruttava all’IRI (e quindi allo Stato italiano) qualcosa come 2.044 miliardi di lire. Altro che i 437 miliardi del patron de “La Repubblica”!

A conclusione dell’intricata vicenda, comunque, ad essere rinviato a giudizio era il solito Berlusconi, accusato di avere corrotto alcuni magistrati per impedire che De Benedetti realizzasse un buon affare.

Infine, secondo il nostro costume, segnaliamo le fonti da cui abbiamo desunto le notizie che abbiamo citato. Si tratta, al 90%, di fonti assolutamente neutre, come l’esauriente voce di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Vicenda_SME. Per chi voglia aggiungere un pizzico di sale all’approfondimento, poi, è sufficiente digitare PRODI - DE BENEDETTI su un qualunque motore di ricerca, e se ne leggeranno delle belle…

Scritto da Michele Rallo

La crociera del "Britannia"

MASSIMO MORSELLO - Donne (1996)

Massimo Morsello - Donne

Artista: Massimo Morsello

Brano: Donne

Anno: 1996

domenica 7 marzo 2021

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

RADIOCAUDIO321 - QUARTA PUNTATA

QUARTA PUNTATA

Creato da: RADIOCAUDIO321

https://www.spreaker.com/episode/43778966

TUFARA VALLE (CAUDINA), la Berlino del Sud oggi.

 

Ennesimo brutto incidente sulla Strada Statale Appia. Questa mattina sulla "Nazionale" si registrano tre auto coinvolte ed un ferito. Sul luogo per gli accertamenti di rito sono intervenuti i Carabinieri della stazione di San Martino Valle Caudina e gli agenti della Polizia municipale dei comandi di San Martino e Roccabascerana. La lunga ed inarrestabile scia di sangue, che porta la storica SS7 Appia ai vertici delle notizie di cronaca nera locale, è diventata un'amara abitudine per gli abitanti della celebre Berlino del Sud.

INCIDENTE sull'appia (edizionicaserta) 

Tufara Valle venne etichettata così negli anni Sessanta, dopo un servizio della Rai sul paesello diviso proprio come la Berlino del secondo dopoguerra. In effetti, c'è un Muro invisibile che divide la Valle Caudina in due e Tufara in  cinque, tanto da spingere la Rete televisiva nazionale, quando il mondo dell'informazione era in bianco e nero, a registrare un servizio sul caso più unico che raro.

conTRO Ogni MURO

Roccabascerana, Apollosa, San Martino Valle Caudina, Ceppaloni e Montesarchio sono le amministrazioni che gestiscono Tufara Valle, mentre in Germania erano francesi, inglesi, americani e sovietici a dividersi il territorio. L'incredibile divisione Caudina, che tutt'ora persiste, è sopravvissuta alla storia. Troppe volte, a nostro avviso, viene goffamente usata per sterili polemiche, soprattutto dopo incidenti mortali. 
Oggi 7 marzo 2021, per fortuna, nessuna dichiarazione di indipendenza ha invaso le prime pagine della stampa locale perché non ci sono stati morti. 

Il problema da risolvere subito è sotto gli occhi di tutti: la gestione delle strade e la manutenzione delle stesse. 

caudium oltre ogni muro

La situazione tragicomica dura da troppo tempo e le lacune sulla sicurezza stradale vengono, di consueto, additate alla mancanza di unità amministrativa e alla superficialità perpetua dei politicanti di turno. Spesso la soluzione indicata dai sedicenti addetti ai lavori è l'unione del comune Caudino, magari sotto la provincia di Benevento. Dall'altro lato, il versante Irpino, ovviamente, non molla la presa. In fin dei conti Roccabascerana e San Martino gestiscono la maggioranza del territorio. 
Eppure, mentre la Berlino in Germania si è unificata da trent'anni, qui le cose non cambiano. 


sogni ricorrenti a  Tufara Valle 

La mattina del 13 agosto 1961 per Berlino non fu un giorno come gli altri. Iniziavano i lavori per la costruzione della barriera di protezione antifascista (Antifaschistischer Schutzwall), meglio conosciuta come Muro di Berlino. Alto quasi tre metri e mezzo, ma profondo abbastanza da durare fino al 1989. 
Il crollo del Comunismo Sovietico fece sgretolare il Muro di Berlino e l'anglo-franco -americanizzazione del 1946 fu totale per quel che restava della Germania. 
Ecco, fu proprio questa l'ispirazione che diede vita al mini documentario che riportiamo:

 
Tufara Valle (BN | AV)
 La Berlino Del Sud


La Strada Statale 7 Appia, che taglia in due la Nuova Caudium, rappresenta un punto cardine della questione Unione dei Comuni. Una divisione nella divisione, che però fa venire a galla la necessità di un coordinamento tra Primi Cittadini dei rispettivi paesi. Attenzione, però, a non cadere nel tranello del cambio di provincia. Avellino? Benevento? Vanno bene tutte e due, se viste entrambe come "forze" determinati per lo sviluppo del territorio Caudino inserito nei contesti Irpino e Sannita. 
 
Le immagini in bianco e nero ci fanno sorridere. Quelle a colori riflettere. Una generazione che iniziava a rialzarsi dal conflitto bellico, ma che non riusciva a sbrogliare una matassa amministrativa e burocratica ai limiti del grottesco. 

Nell'ottimo documentario dell'epoca s'intravede una puntina di sarcasmo da parte degli intervistati, quasi come a voler dire "meglio ironizzare che lamentarsi" verso questa incredibile stanza degli specchi burocratici, determinante nello scaricabarile di rito che caratterizza Tufara Valle.

fulvio pinna DECORA IL MURO DI BERLINO

La Berlino Caudina ha avuto il massimo splendore solo con le famose discoteche negli anni Novanta. Tanta ottima musica elettronica, capace di consolidare il soprannome teutonico ed una movida da far invidia a tutta la Campania, ovviamente con le dovute proporzioni. A Tre Ponti c'era anche il vecchio mestiere più antico del mondo, ma per noi resta una leggenda metropolitana, come l'esibizione erotica di Moana Pozzi al Kronos di Tufara.

VIESPOLI E RAUTI DEMOLISCONO IL MURO DI BERLINO

La Berlino tedesca dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989 è stata separata da un muro che divideva la città e, soprattutto, il mondo. Due blocchi, quello anglofrancoamericano e quello filosovietico. 
Il Muro Caudino, invece, è invisibile, ma ancora in piedi. In effetti non è solo Tufara Valle a subire queste divisioni, ma tutta la Valle Caudina paga sia la dipendenza da Avellino e Benevento, sia la mancata Unione dei Comuni. Tufara con i suoi disservizi è l'emblema della situazione ingarbugliata.

Sarebbe più logico gestire insieme ad entrambi i capoluoghi di Provincia un piano concreto di rinascita per la Valle Caudina, privilegiando il percorso che porta alla necessaria svolta per la Città dei Servizi Caudini. Le distanze dai entrambi i Capoluoghi non sono solo chilometriche, ma politiche e quindi lontane dagli interessi della nostra gente. 

Chissà che faccia hanno fatto i Sindaci dell'Amata Caudium quando i DPCM anti Covid consacrarono le divisioni del Muro invisibile, capace di sfregiare un territorio omogeneo e caratterizzato da una promiscuità tra comuni a dir poco feconda, ma non valorizzata. 
Ribadiamo, per l'ennesima volta, che bisogna insistere e far metabolizzare al Popolo Caudino che l'unica possibilità di crescita s'incarna in una Unione di fatto, amministrativa e culturale, sociale e sportiva, dei servizi e del lavoro in loco.

corteo a TUFARA valle caudina

L'Appia è il banco di prova per tutte le amministrazioni comunali della Nuova Caudium. Proprio la viabilità e la sicurezza di questa storica arteria dovrà essere il fiore all'occhiello dell'Unione. A quel punto ben vengano gli aiuti da due Provincie al posto del solito scaricabarile, che ormai appare come un maldestro tentativo di coprire la scia di sangue causata dall'infinita lista di morti, feriti ed auto incidentate. La viabilità Caudina è talmente rischiosa che pure durante uno dei tanti cortei per dire basta alle morti bisogna avere gli occhi aperti.

Il logo del Tufara Valle Calcio

La Berlino del Sud ha anche una valorosa e combattiva squadra di calcio dilettantistico con un logo a dir poco emblematico: metà con il Lupo Avellinese e l'altra con la Strega Beneventana. Senza dimenticare le cinque stelle, non Grilline, che rappresentano i comuni di Roccabascerana, Montesarchio, Apollosa, San Martino Valle Caudina e Ceppaloni. 


MOANA POZZI SI ESIBì A Tufara 

Unificazione, ma in provincia di Benevento o Avellino
A nostro avviso meglio una sacrosanta gestione autonoma territoriale con l'Unione dei Comuni come ossatura basilare in stretta collaborazione con Avellino e Benevento. 
Buon viso a cattiva gestione. Tutto qui. Qualcosa di buono si era intravisto, per la cronaca, il 31 gennaio del 2020. Un'importante riunione programmatica tra i sindaci di Roccabascerana, San Martino Valle Caudina, Montesarchio, Apollosa, Ceppaloni, l’Anas, il comandante della polizia stradale ed il comitato di Tufara Valle per trovare una soluzione alla piaga dell'Appia insicura e spezzettata.

Infine, un suggerimento al prossimo politico o sedicente tale che interverrà sulla questione:

Non pensare solo al bacino di voti e non aprire bocca solo quando si versano lacrime di coccodrillo, ma cerca di essere oggettivo e rispettoso nei confronti del Popolo Caudino. 

Tufara Valle AV/BN?  Preferiamo Tufara Valle Caudina!

sabato 6 marzo 2021

Dott.ssa Coccia: Politica e salute | SALUTE

POLITICA E SALUTE

dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista.

Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.

tratto da Alimenti e malattie, di Roberto Andreoli

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP. 3 - P. 3/3 - Audiolibro


 Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola


CAPITOLO 3° Terza parte - IL SOVRANNATURALE NEL MONDO MODERNO - 

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola.

Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.

tratto da Vyāsa Audioletture

ORIETTA BERTI - Le ragazze semplici (1966)

Orietta Berti - Le ragazze semplici

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino