domenica 11 aprile 2021

RAUTI DISTRUGGE FINI - XVI Congresso del Movimento Sociale Italiano. | L'intervento di Fini (1990)

I Camerati carissimi del Sedicesimo congresso riminese del Movimento Sociale Italiano avevano defenestrato, il 16 gennaio 1990, Gianfranco Fini da segretario del primo MSI senza Giorgio Almirante. Pino Rauti e la sua corrente "Andare Oltre" riuscirono a raccogliere la maggioranza dei consensi interni al partito, contro la potenziale deriva della Fiamma Tricolore. 

lo sfondamento a sinistra visto da Jacovitti

La Lucidia Utopia Rautiana tramontò il 6 luglio 1991, a causa dei pessimi risultati elettorali di quel biennio, ma lasciò il segno. Riportiamo l'incredibile intervento integrale di Gianfranco Fini, tratto da "L'attualità in Archivio", la trasmissione di Radio Radicale che porta alla luce un mondo troppo in fretta dimenticato.  

L'Msi del dopo Almirante, la prima segreteria di Fini, lo scontro con gli anziani del partito, il congresso del '90 che elesse Rauti segretario.

MORTESARCHIO - Tre Ponti Mille Tarantelle | Seconda Parte

C'era una volta la rivolta in Valle Caudina,

un movimento spontaneo e popolare che riuscì a limitare i danni e le tonnellate di rifiuti che dimorano ancora in località Tre Ponti e attende una bonifica radicale dell'area. Bisogna mantenere alta l'attenzione sulla triste vicenda che interessa tutta la nostra amata Valle Caudina, stritolata dalle divisioni e adibita a mero parcheggio di problemi. In questo caso la sosta è fin troppo onerosa per il territorio, sia in termini di costi, sia per l'intero ecosistema Caudino.


Ogni goccia di percolato è una coltellata alla nostra Terra, in passato guerriera e all'epoca pattumiera.

L'istinto guerriero del Popolo Caudino esplose nel 2005 e restò in piedi per un bel po'. Il famoso presidio fisso, ultimo baluardo per la difesa della salute e dell'ambiente, nacque spontaneamente. Gli strascichi della maledetta Crisi dei rifiuti in Campania, che scatenò lo stato di emergenza relativo allo smaltimento ordinario dei rifiuti solidi urbani, oggi sono fin troppo tangibili e pericolose come evidenziato dalla puntata di Status Quo, la trasmissione a reti caudine unificate che riportiamo:

Lo Speciale Tre Ponti

 
La RIVOLTA - 2005

«Noi non siamo la pattumiera della regione», polemizzava il sindaco di Montesarchio, Antonio Izzo, nel febbraio 2005. Dopo i primi blocchi stradali e le legittime proteste locali, il Primo cittadino montesarchiese prese le redini in mano e invitò tutti i Sindaci della Valle Caudina ad unirsi alla rivolta, confluendo nel fiume umano che avrebbe preso forma grazie al corteo/blocco sulla "Nazionale" dell'8 febbraio. 

I manifestanti persero il sonno e restarono in strada, allestendo tende e falò. La zona venne tappezzata di striscioni sarcastici e polemici, ma non politicizzati. 

No Global

Infatti, l'unica forza che cercò di mettere il cappello, con la stella rossa, fu quella capeggiata dal Che Guevara 1.0 di Benevento, Francesco Karuso, e dal folkloristico prete no global, Don Vitaliano della Sala. In ogni caso i reds bloccarono la stazione ferroviaria del capoluogo sannita, ma non riuscirono a politicizzare le rivolte, anche perché la gente in strada era palesemente trasversale ed ostile a tutte le forme di politica, soprattutto quelle extra-Caudine. 

L'APPIA

BarricaderoS 

I Barricaderos della Nuova Caudium per scaldarsi allestirono tende e falò. Tra mille sigarette e milioni di caffè. si creò davvero un clima unico, capace di resistere alle pressioni dall'alto e molto deciso a non cedere di un metro. Tutti i vertici politici, nazionali e regionali, non avrebbero mai pensato di incontrare un'opposizione popolare, unitaria e agguerrita. 

In un'area divisa e spezzettata tra due province e decine di amministrazioni municipali, purtroppo ostili tra di loro, appariva meno ostico. almeno sulla carta, creare una discarica 'a vol 'a vol a Tufara Valle, il comune fantasma che è di tutti e di nessuno. Il miglior posto in assoluto, nonostante i parchi naturali del Partenio e del Taburno, per tamponare l'ennesima emergenza rifiuti in Campania, giunta a livelli disumani a causa di vomitevoli gestioni politiche e di sporchi affari che puzzano di morte.

BLOCCO CAUDINO

Blocco e Spari 

Tutta Italia ammirò la rivolta Caudina, capace di resistere a tutto e a tutti. «Sulla statale Appia, presidiata in cinque punti dai manifestanti che da ieri hanno "isolato" l'intera Valle Caudina, è stato organizzato un servizio di navetta-bus per consentire di raggiungere località Tufara, superando così i blocchi allestiti lungo la statale - che collega Benevento a Napoli e Caserta scrive La Repubblica dell'8 febbraio 2005 - e che non consentono il passaggio ad alcun mezzo privato».

BASTA DEGRADO

«Ci sono stati momenti di alta tensione quando, questa mattina, alcuni colpi di pistola sono stati esplosi in aria dal conducente di un furgone che, esasperato, ha tentato di forzare uno dei posti di blocco alzati per protesta. Il conducente, pare un pregiudicato della zona, giunto ad Arpaia ha tentato di passare il posto blocco con il proprio mezzo. Qui ha però trovato resistenza da parte dei manifestanti. E' nata una discussione che poi si è conclusa con l'esplosione in aria di qualche colpo di pistola da parte del guidatore che subito dopo è fuggito». 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo


sabato 10 aprile 2021

JUNKER - Aprile (1998)

Junker | Aprile

Gruppo: Junker

Brano: Aprile

Album: ...reati di cuore

Anno: 1998

MOBY PRINCE: GIUSTIZIA PER MAURIZIO PARRELLA! (10.04.1991)

Trent'anni fa le immagini dell'Inferno di Livorno arrivarono in Valle Caudina tramite i primi concitati telegiornali dell'epoca. Le notizie non avevano la stessa velocità di oggi, ma riuscivano ad essere talmente incisive da depistare, immediatamente, il popolo Italiano sulle vere cause dell'impatto, probabilmente legate alla mancanza di Sovranità Nazionale.

Il 10 aprile 1991 Maurizio Parrella, giovanissimo Caudino di Roccabascerana, era sul Moby Prince, il traghetto che prese fuoco nella rada del Porto di Livorno in circostanze nebulose. Un incidente assurdo, uno scontro fatale con la Petroliera Agip Abruzzo, senza precedenti. La vita di centoquaranta persone è il prezzo pagato. Un solo superstite e valanghe di polemiche, indagini, depistaggi, traffici illeciti e buchi neri di vario genere. 

MAURIZIO PARRELLA

La vita di un giovanotto di Cassano Caudino, imbarcato il 26 marzo 1991 a quindici anni, s'intreccia con una storia molto più complessa di quanto si potesse immaginare. Un vero e proprio dramma per le tante famiglie delle vittime, che a distanza di 30 anni dalla tragedia cercano, senza soste, la verità e pretendono giustizia. 

Oggi in Toscana davanti alla lapide commemorativa gli irriducibili familiari, tra le lacrime di dolore e rabbia, hanno pronunciato i nomi dei centoquaranta martiri senza pace. 

MOBY PRINCE Servizi tg telegiornali 

Lo Schiaffo 321 si unisce al il grido di dolore lanciato dalla città labronica. La verità deve emergere e la parola Giustizia deve accendere la luce sul buio della Moby Prince

"Lo dobbiamo a loro, a noi e all'Italia intera", le parole dei parenti che, in rigoroso silenzio, hanno assistito alla commemorazione fino al lancio delle rose in mare. "Ringraziano infinitamente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha manifestato la sua vicinanza, un atto per noi molto importante, un conforto, uno stimolo per continuare a combattere senza tregua".

GIUSTIZIA!


Cosa si nasconde dietro il disastro del MOBY PRINCE? (DOCUMENTARIO)

Le Istituzioni locali, Unione dei Comune Caudini in primis, hanno perso un'altra occasione per unire le forze ed essere presenti, magari, per lanciare una rosa in mare e rafforzare la fiamma del Ricordo di un lavoratore Caudino caduto in servizio. A soli quindici anni. Un ragazzino morto in circostanze atroci che a distanza di anni viene anche trascurato dalla sua amata Valle Caudina. Il trentennale è un evento che dovrebbe far riflettere tante persone su molti punti. 

Non servono polemiche. Chiediamo giustizia per Maurizio e per tutte le vittime della tragedia in Mare, la più grave del dopoguerra.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo


COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

LA CAUDIUM PAGELLA del mese dal 10.03 al 10.04.21


LA CAUDIUM PAGELLA 

dal 10.03 al 10.04.21

La Caudium Pagella è una nuova rubrica goliardica che nasce per dare i voti ai personaggi e/o alle notizie del mese traendo spunto direttamente dalla stampa locale. Segnalaci qualcosa che a tuo parere merita di passare sotto le Forche Caudine de Lo Schiaffo 321. Non dimenticare la fonte e l'ironia.

voto dieci (10):

STATUS QUO

StatusQuoLa puntata è stata visualizzata da oltre 3.000 persone e le interazioni che possiamo contare, tra condivisioni, commenti e mi piace, superano le 10.000, dimostrando una grande attenzione al programma.  SQ è un programma televisivo prodotto dalla redazione "L'altraFaccia", trasmesso su Rete 6/User TV che propone servizi giornalistici di approfondimento socio-politico-culturale inerenti al territorio campano (usertv.it) 

voto nove (9):

AMIANTO ASSASSINO

Caserta - Amianto alla Firema, prescritto il reato di lesioni agli operai.  E’ passato troppo tempo da quando hanno contratto durante il lavoro malattie legate all’esposizione all’amianto, e così decine di ex dipendenti della Firema, azienda casertana che produce carrozze ferroviarie, dal luglio 2015 denominata “Tfa” e di proprietà indiana, non potranno veder riconosciute le loro ragioni nel “processo bis” in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di sette ex dirigenti dell’azienda; per questi ultimi il processo proseguirà per il più grave reato di omicidio colposo, concernente la morte di 19 lavoratori, il cui termine di prescrizione è maggiore. Oggi il giudice monocratico Valerio Riello, come era ampiamente prevedibile, ha separato la posizione degli imputati in relazione ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose, quindi ha dichiarato con sentenza il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per le ipotesi di lesioni, concernenti la situazione di 82 ex lavoratori Firema ammalatisi per esposizione all’amianto più di sette anni e mezzo fa (in tale termine si prescrive il reato). (edizionecaserta.net)

voto otto (8)

MASTELLA GANDHI 

Il Mastella di lotta si manifesta a Un giorno da pecora, per un classico ossimoro che racchiude la paradossale vicenda delle oscillazioni a seconda dell'aria di favore che tira. E' Anteprima 24 a riportare, dalla fortunata trasmissione, l'ultima sortita radiofonica del sindaco di Benevento: “Iniziamo a dare una mano ed una speranza alla povera gente che soffre, di queste persone ho ricevuto anche una delegazione. E vi dico una cosa: io chiedo che le province siano considerate come tali, perché ad esempio fare zona rossa tutta la Campania se Benevento non ha numeri da zona rossa? Se non faranno questo ho detto alla delegazione che inizieremo a fare con loro lo sciopero della fame fino a quando in parlamento non decideranno in modo diverso“. (ilvaglio.it)

voto sette (7):

MAGLIONE PER AIROLA

In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Airola è necessario costruire una alternativa amministrativa che abbia come obiettivo il futuro di Airola e non delle singole personalità politiche” a dirlo in una nota il deputato e portavoce M5S Pasquale Maglione“La forte contrapposizione di questi anni – prosegue il deputato – deve lasciare spazio a un dialogo aperto, trasparente e schietto tra coloro che intendono costruire un progetto di visione e di rilancio della nostra comunità.  (retesei.com)

voto sei (6)

NASCE CERVINARA.COM

Nasce Cervinara.com una nuova associazione. È stata costituita ufficialmente l’associazione CERVINARA.COM. Il primo corposo nucleo associativo porta con sé la recente avventura elettorale e si fa promotore di una proposta politica ancora più convinta, che gode già dell’adesione di nuove personalità. La nascita dell’associazione è la prova che il gruppo nato dall’accordo elettorale, sotto il nome “Uniti per Cervinara”, rilancia la sua presenza sul territorio in dialogo con i consiglieri d’opposizione I primi ambiti d’interesse individuati derivano dalle esigenze immediate dei cittadini: sostegno alle famiglie, sicurezza delle scuole, salvaguardia paesaggistica, messa in sicurezza del territorio, imprenditoria e cultura. Presidente è stato eletto Alessandro Carofano e il direttivo è così composto: Alda Lanni (Segretaria), Maria Ragucci (Tesoriera), Mario Casale, Claudia Cioffi, Raffaele Cioffi, Guido Coletta, Veronica Spiotta. (www.usertv.it)

voto cinque (5):

PANNARANO ANALCOLICA

Comune di Pannarano. Provincia di Benevento. Ordinanza n. 9/2021. Pubblicata il 02/04/2021. Divieto di vendita per asporto e di alcolici(comune.pannarano.bn.it)

voto quattro (4):

MAFALDA MINACCIATA!

L'influencer Mafalda De Simone minacciata di morte sui social. "Colpevole di aver chiesto un utilizzo più responsabile dei social partendo da una presa di coscienza nelle scuole. Non mi fermo, vado avanti e ora trascino in Tribunale chi mi ha denigra. Mirabella Eclano.  "Tu credi che veramente la scuola abbia bisogno di te? Vergognati, meriteresti 50 coltellate" o "L'uso dei social nelle scuole? Ma ammazzati", fino ad arrivare a dire "Trovarti un lavoro serio, no? Io per la vergogna mi sarei buttata giù da un ponte". Questi alcuni delle minacce di morte giunte a Mafalda De Simone, influencer campana con oltre 170mila followers all'attivo, perché "colpevole" di aver chiesto ai dirigenti scolastici degli istituti italiani e al ministero dell'Istruzione di dedicare alcune ore dei piani didattici all'insegnamento dell'utilizzo dei social networkMessaggi preoccupanti, che la De Simone ha allegato, nei giorni scorsi, in una denuncia già depositata alla polizia postale, segnalando i relativi account da dove sono arrivate le minacce. (ottopagine.it)

voto tre (3)

LADRO IN FUGA

Barba lunga, pochi capelli e viaggia su un’audi, caccia all’uomo a Cervinara. I carabinieri lo stanno cercando. Viaggia a bordo di un’audi grigio topo e alcune lettere della targa sono FN. Poco fa ha cercato di entrare in un’abitazione di Ioffredo. La prontezza dei riflessi della ragazza che si trovava all’interno dell’abitazione ha impedito di portare a compimento il suo disegno criminale. Quando la ragazza ha capito che l’uomo aveva cattive intenzioni, ha subito telefonato ai Carabinieri(ilcaudino.it)

voto due.due (2)

TREMA ARPAIA

Arpaia.  Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella tarda serata di ieri ad Arpaia. Erano le 23.21 e 52 quando i sismografi hanno evidenziato un movimento di magnitudo pari a 2.2. Alcune telefonate sono giunte al centralino dei vigili del fuoco del comando provinciale, nessun problema per le persone e le cose è stato segnalato, anche se un pizzico di preoccupazione è stato inevitabile. (www.ottopagine.it)

voto uno (1)

IL BASTARDO SEI TU!

Montesarchio (Bn) – Avvelenamenti sospetti a Montesarchio: la Lega Nazionale per la Difesa del Cane presenta denuncia. Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Marco Castaldi, legale rappresentate della sezione di Benevento della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, in merito ad episodi di avvelenamenti di cani nel centro caudino di Montesarchio. Questo il suo racconto dei fatti.

Uccidere animali con crudeltà e senza necessità è un gesto criminale che denota pericolosità sociale. Non è possibile che l’autore di questi avvelenamenti giri indisturbato e continui a mietere vittime. Peraltro l’utilizzo di veleni e vietato dall’Ordinanza del Ministero della Salute def 12 luglio 2019, prorogata nel 2020, recante “norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”. Questa pratica oltre ad essere illegale può risultare pericolosa non solo per gli animali ma anche per le persone e l’ambiente. (anteprima24.it) 

voto zero (0)

UNIONE DEI COMUNI

Come le ultime attività della Città dei Servizi Caudina. (loschiaffo321.com)


Potete inviare il Vostro voto al seguente indirizzo di posta elettronica:

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René Guénon - AUTORITÀ SPIRITUALE E POTERE TEMPORALE (1929) | cap. V




DIPENDENZA DELLA REGALITÀ DAL SACERDOZIO_5

Qui si vede che il rapporto tra i due poteri può anche essere rappresentato come quello tra «interno» ed «esterno», rapporto che in effetti ben simboleggia quello tra conoscenza e azione, o, se si vuole, tra «motore» e «mobile», per riprendere l’idea che abbiamo esposto sopra, riferendoci tanto alla teoria aristotelica quanto alla dottrina indù. (p. 72)

In cambio della garanzia che l’autorità spirituale dà alla loro potenza, gli Kshatriya, con la forza di cui dispongono, devono assicurare ai Brahmani il modo di svolgere in pace, al riparo dal disordine e dall’agitazione, la propria funzione di conoscenza e di insegnamento; è ciò che il simbolismo indù rappresenta nella figura di Skanda, Signore della guerra, che protegge la meditazione di Ganesha, Signore della conoscenza. (pp. 73-74)

I Brahmani devono esercitare solo un’autorità in certo modo invisibile, che, come tale, può restare ignota all’uomo comune, ma non per questo cessa di essere il principio immediato di ogni potere visibile; questa autorità è come il perno intorno al quale ruotano tutte le cose contingenti, l’asse fisso intorno a cui il mondo compie la sua rivoluzione, il polo o il centro immutabile che dirige e regola il movimento cosmico senza parteciparvi. 

La dipendenza del potere temporale dall’autorità spirituale ha il suo segno visibile nell’incoronazione dei re: essi non sono veramente «legittimati» se non quando abbiano ricevuto dal sacerdozio l’investitura e la consacrazione, che implicano la trasmissione di un’«influenza spirituale» necessaria all’esercizio regolare delle loro funzioni. (pp. 75-76)

Ciò dimostra come essa non appartenga in proprio al re, ma gli sia conferita da una specie di delega dell’autorità spirituale, delega in cui consiste propriamente il « diritto divino », come abbiamo già detto; il re, quindi, non ne è che il depositario, e di conseguenza in certi casi può perderlo; per questo motivo, nella «Cristianità» medioevale, il Papa poteva sciogliere i sudditi dal giuramento di fedeltà verso il loro sovrano. Nella tradizione cattolica, del resto, si rappresenta san Pietro che tiene in mano non soltanto la chiave d’oro del potere sacerdotale, ma anche la chiave d’argento del potere regale; presso gli antichi Romani queste due chiavi erano uno degli attributi di Giano, ed erano allora le chiavi dei «grandi misteri» e dei « piccoli misteri», i quali, come abbiamo spiegato, corrispondono anche, rispettivamente, all’«iniziazione sacerdotale» e all’ «iniziazione regale». (p.77)

Quanto è stato detto definisce i rapporti normali tra autorità spirituale e potere temporale; e, se questi rapporti fossero osservati sempre e dovunque, mai nessun conflitto potrebbe nascere tra l’una e l’altro, perché ciascuno occuperebbe così il posto che gli spetta in virtù della gerarchia delle funzioni e degli esseri, gerarchia che, torniamo a insistervi, è strettamente conforme alla natura stessa delle cose.

 Purtroppo, di fatto, le cose son ben lontane dallo stare così, e troppo spesso le relazioni normali sono state misconosciute o addirittura rovesciate; a questo proposito va innanzitutto rilevato come sia già un grave errore considerare lo spirituale e il temporale semplicemente come due termini correlativi o complementari senza rendersi conto che il secondo ha il suo principio nel primo. (pp. 78-79)

[…]tale complementarità non è sbagliata, ma soltanto insufficiente, perché corrisponde a un punto di vista pur sempre esteriore, qual è del resto la divisione stessa dei due poteri, resa necessaria da uno stato del mondo in cui il potere unico e supremo non è più a portata dell’umanità ordinaria. (p.79)

Se quindi è un errore considerare lo spirituale e il temporale semplici correlativi, ve n’è un altro, ancora più grave, che consiste nel voler subordinare lo spirituale al temporale, cioè in definitiva la conoscenza all’azione; questo errore, che capovolge completamente i rapporti normali, corrisponde alla tendenza che è, in linea generale, quella dell’Occidente moderno, e che può manifestarsi soltanto in un periodo di decadenza intellettuale molto avanzata. 

Oggi, peraltro, alcuni si spingono ancora più lontano in questa direzione, fino a negare il valore stesso della conoscenza in quanto tale e anche, come conseguenza logica essendo le due cose strettamente correlate, fino alla negazione pura e semplice di ogni autorità spirituale; quest’ultimo gradino nella degenerazione, che comporta la dominazione delle caste inferiori, è uno dei segni caratteristici della fase finale del Kali-Yuga. (pp.82-83)

[…]oggi non si vuole vedere nella religione niente più che uno degli elementi dell’ordine sociale, un elemento fra gli altri e al loro stesso livello; 

è l’asservimento dello spirituale al temporale, o addirittura l’assorbimento del primo nel secondo, in attesa della completa negazione dello spirituale, che ne è l’inevitabile esito. 

Di fatto, considerare le cose a questo modo conduce necessariamente a «umanizzare» la religione, a trattarla cioè come fatto meramente umano, di ordine sociale, o meglio «sociologico», per gli imi, di ordine forse più psicologico per gli altri; e allora, a dire il vero, non è più religione, perché la religione comporta essenzialmente qualcosa di «sovraumano», senza il quale non siamo più nell’ambito spirituale, giacché temporale e umano sono in realtà identici, in base a quanto dicevamo sopra; si tratta quindi, a dispetto delle apparenze, di una vera e propria negazione implicita della religione e dello spirituale[…]. (pp.83-84)

Scritto da René Guénon

Stralci tratti da ADELPHI – Collana PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI n. 661 – 2014

JUNIO GUARIENTO Italianeiro 1977-2017

Junio Guariento Italianeiro 1977-2017 

venerdì 9 aprile 2021

MARCELLO DE ANGELIS - Alternativa a cosa?

Musica alternativa. Ma alternativa a che?

Mi è sempre venuto istintivo di chiedere. Certo, la risposta è ovvia, quasi banale, ma non mi ha comunque mai soddisfatto del tutto. Alternativa a tutto il mondo circostante. Almeno questo era il senso di tutte le “nostre” cose fino a meno di un decennio or sono. Le cose sono molto cambiate, ma non fa bene a nessuno dimenticarlo. Il mondo era contro di noi. Tutto il mondo era contro di noi. Noi eravamo quelli del ghetto e la nostra era la cultura del ghetto. Con una differenza: in tutto il mondo gli artisti del ghetto fanno fortuna, nel nostro no...

Il Secolo d'Italia del 1967

Il primo cantante “nostro” che ho scoperto è stato ovviamente Leo Valeriano. Io e mio fratello comprammo nel ’74 un suo disco ed imparammo Budapest, Berlin e tante altre che ancora ricordo, ma che è inutile elencare. Molto dopo scoprimmo un disco dei Nuovo Canto Popolare. Ci faceva divertire l’ironia antirepubblicana, visto che i componenti dei gruppo erano monarchici. Andavamo alla ricerca di qualsiasi incisione che avesse un vago sapore di “nostro”. 


MARCELLO DE ANGELIS e I 270 BIS

Avevamo una specie di complesso di privazione. Nati da una famiglia di artisti, con un nonno celebre cantante lirico ed una educazione musicale che partiva dall’infanzia, ci faceva morire questa apparente realtà per la quale non ci fosse nessuno che mettesse in musica le nostre idee e le nostre passioni.

  Conoscevamo tutti i cantautori a memoria, canzoni che parlavano di padroni, di anarchia, di proletariato eccetera. La musica era bella, ci piaceva e ripetevamo le parole come se fossero canzoni in una lingua straniera. Mi correggo: erano in una lingua straniera. 

DESTRA FRANCESE

Certo, per avere il successo è dovuto uscire dal ghetto. Si tratta di Sergio Caputo, fiduciario del Fronte della gioventù dei Liceo Classico Mameli di Roma, che io frequentavo. Cantava  
Finimmo per comprare anche un paio di dischi di cantautori francesi “di destra”. Imparammo a memoria anche le loro canzoni, trovando che il francese riusciva ad essere così una lingua più nostra di quella dei cantautori di sinistra. Il primo cantautore di destra che conobbi in carne ed ossa, di cui udii strimpellare i primi accordi, è oggi un artista di successo.

«Libertà, dove sei? Non sei certo più a Berlino o Budapest…” o qualcosa di simile. 

Dopo qualche anno – dopo che lui era sparito – risentii la stessa canzone alla radio, purgata dei riferimenti politici. Che tristezza. Ma Sergio in realtà è solo una povera vittima, una delle tante vittime dell’antifascismo militante. Voleva cantare e suonare la chitarra. Gli hanno detto che non poteva perché era fascista. Così è stato costretto a fare di tutto per far dimenticare le sue origini, per farsi perdonare di essere nato nel ghetto. 

SERGIO CAPUTO, EX FDG

Io penso che in fin dei conti sarebbe stato più felice se avesse potuto fare il suo lavoro senza abiurare i suoi vecchi amici e le sue radici. Non era un simpatizzante qualsiasi, era lui che teneva i corsi politici, che ci insegnava ad usare la serigrafia. Poi d’improvviso è sparito. Sarà più felice oggi? Chissà.

Compagnia dell'Anello

Ricordo il primo concerto della Compagnia dell’Anello a Roma. Forse non si chiamava neanche cosi allora. Credo fosse il 1975. Erano tutti più o meno usciti di galera da poco. Chi per incidenti, chi per ricostituzione o chissà cos’altro. Furono una vera scoperta. Canzoni divertenti, orecchiabili, cantate con entusiasmo e suonate con gusto. Me ne andai con quelle parole che mi rintronavano nel cervello. “Signor brigadiere mi sono difeso, erano in quattro, ma uno l’ho steso”. Parole che forse oggi faranno sorridere qualcuno, ma che per noi parlavano della vita vera, l’esperienza quotidiana.

La Compagnia cantava nella nostra lingua e – in maniera piacevole e divertente – delle nostre tribolazioni quotidiane, dei nostri drammi e delle nostre piccole manie.

La copertina dell'Agenda 98

Nel ’77 il primo Campo Hobbit. Un’esperienza inverosimile. Singoli e gruppi, tutti per me più o meno sconosciuti che si alternavano sul palco a cantare. Certi facevano ridere, altri piangere, altri vibrare il cuore. Una vera Woodstock. La sera si intonavano i vecchi canti e magari anche le canzoni dei cantautori degli “altri”, cambiando qualche parola. 

MONTESARCHIO

A sedici anni cominciai a suonare la chitarra; era lo strumento della mia generazione. Cominciai subito a giocare con le parole e gli accordi ma non ho mai pensato di fare canzoni sul serio. Negli anni seguenti mi trovai a cantare canzoni mie per i miei fratelli e per la cerchia più ristretta degli amici e camerati con i quali condividevo tutto. 

Erano le nostre-nostre canzoni. Mi interessava solo che piacessero a loro ed ero convinto che solo loro le potessero capire. Poi, alla fine degli anni ’70, arrivò l’apocalisse. 

Il nostro mondo crollò tra il ferro delle manette e delle sbarre ed il fuoco della repressione. Ci eravamo già da troppo tempo abituati a scrivere e cantare canzoni per i nostri morti. Non eravamo noi ad essere alternativi al mondo, ma il mondo, tutto il mondo, che continuava ad essere alternativo a noi, tanto da ucciderci o gioire della nostra morte. 

Andai lontano, con decine di altri. Più fortunati di quelli che invece andarono “dentro”. Uno di questi – un amico intimo – mi mandò a chiedere di registrargli le mie canzoni, perché potesse sentirle nella sua cella. Incisi una cassetta in cucina, con un vecchio registratore e gliela mandai.

Non ne seppi più nulla. Nove anni dopo mi dissi che il mio posto era dove tanti dei miei amici avevano eletto la loro dimora. Optai per una dignitosa carcerazione, piuttosto che continuare a lancinarmi coi complesso di colpa di aver sofferto meno degli altri. Entrai in carcere senza ricambio e senza spazzolino. Era il mio tentativo infantile di sentirmi come gli altri, non volevo avere nulla di più. Dopo tre anni uscii.

GIANNI ALEMANNO

Incontrai Gianni Alemanno, che conoscevo dai “vecchi tempi”, che mi invitò ad un “campo quadri” del Fronte della Gioventù. Ad assistere. Io ci andai. A disagio, un po’ spaesato, mi presentai al Terminillo e mi misi in coda per registrarmi. Mi trovai davanti Isabella Rauti, che alla prima non mi riconobbe.

Declinai le mie generalità, Isabella alzò lo sguardo, mi riconobbe e mi abbracciò. Notai molti sguardi sbigottiti. La sera ci furono discorsi e canti. Alcuni intonarono una canzone. L’avevo scritta io. Poi un’altra. Anche questa l’avevo scritta io. Canzoni che non avevo suonato per dieci anni, di cui non ricordavo gli accordi e a stento le parole. Parole che pensavo seppellite in un passato che non poteva tornare. Le cantavano tutti. Trecento persone in coro, alcune delle quali avevano la metà dei miei anni.

CAMPO HOBBIT '93

Scoprii che tutti quanti avevano una copia di quella cassetta che avevo registrato in cucina, a Londra, dodici anni prima e che tanti ragazzi, per un decennio, le avevano insegnate ad altri, le avevano cantate nei concerti. 

Sono gli eroici “traghettatori”, alcuni noti (Alvise, Francesco Mancinelli), molti sconosciuti, che hanno per un decennio mantenuto vivo e presente il sentimento ed il ricordo di una generazione di “giovani cuori che seppero morire”. Rimasi sbigottito e commosso. 

L’attività della mia vita a cui avevo dato la minore importanza, l’iniziativa che avevo curato di meno, era quella che aveva avuto il maggior risultato. Senza di me o addirittura malgrado me. E’ stata una grande lezione. Era questo “l’agire senza agire”, ‘l’atto puro”, “l’azione che non si cura dei risultato” di cui per anni avevamo parlato. 

Il bello delle canzoni è che assumono una vita indipendente, svincolata dal loro stesso autore e vanno a finire esattamente dove vogliono, senza che nessuno le possa pilotare. 

C’è sempre, è vero, chi cerca di appropriarsene, farne una cosa propria per negarla agli altri. Gli uomini purtroppo sono meschini. Si appropriano di tutto ciò che può servire ai loro scopi. Anche della memoria dei morti, figuriamoci di quattro parole in musica. Ma di questi personaggi meschini fa comunque giustizia il tempo, che – si sa – è galantuomo.

Fu comunque solo allora che compresi una frase che mi ripeteva un ragazzo che mi insegnò i primi accordi sulla chitarra. Quando io dissi – scioccamente – che avrei voluto suonare un altro strumento perché la chitarra era “da compagni”, quello mi disse che 

“una canzone vale più di mille volantini”. 

E’ una frase che oggi ripeto fino alla noia. Spero che qualcuno la recepisca. Oggi la musica alternativa non ha più bisogno di essere alternativa al mondo, anzi, può davvero diventare la musica del mondo. Non più la colonna sonora del ghetto, ma un prodotto da esportare al mondo esterno, ancora ignaro della nostra anima. Che è l’anima dei popolo, cioè l’anima di tutti. Non ci caratterizziamo, è vero, per uno specifico stile musicale, e questo ci rende forse meno “commerciabili”.

VALLE CAUDINA 1977

Funziona certo meglio farsi indicare un genere musicale dai mercati interazionali e cavalcarlo scimmiottando coloro che l’hanno inventato – magari lontani mille miglia – persino nell’abbigliamento e nell’andatura. E quello che astutamente fanno i gruppi dell'”antagonismo assistito” della nuova sinistra e dei centri sociali. 

Il rap, l’hip hop, è quello che impone il mercato e loro, rivoluzionari da cartone animato, si mettono subito in riga e ballano alle note dei pifferaio magico. Noi per fortuna abbiamo ancora qualcosa di unico da dire, qualcosa che viene dal profondo. E siccome il nostro cruccio non è vendere tanti dischi, possiamo permetterci di farlo ognuno con i propri gusti ed i propri mezzi. Sono i contenuti quelli che contano. 

Le canzoni delle lotte sociali – quelle vere, non quelle che si vendono oggi nei supermercati, firmate Jovanotti o 99 Posse – variano per ritmo, stile musicale e persino dialetto. Ma parlano tutte delle stesse speranze, dello stesso sangue e dello stesso amore. Sono canzoni di lotta, certo, ma anche canzoni d’amore. Sono, come le nostre, canzoni di amore per lotta e canzoni di una mai sconfitta lotta per l’amore.

testo di Marcello De Angelis

tratto da "Canzoni d'amore per la lotta e di lotta per l'amore" - Agenda 98, IV edizione a cura dell'Associazione Culturale Nazione e Popolo, stampata nel dicembre 1997 e realizzata da Marcello de Angelis, Mario De Nisi, Mia Grassi, Carlo Marconi, Gabriele Marconi, Tatiana Pellegrini, con la collaborazione dell'Associazione Culturale Lorien

Rino Gaetano poteva essere salvato? L'interrogazione del Movimento Sociale Italiano | VIDEO

 

Registrazione video di "Rino Gaetano poteva essere salvato? L'interrogazione del Movimento Sociale Italiano - Dn del 4 giugno 1981 e il Ministro Altissimo", registrato lunedì 29 marzo 2021 alle 16:30

giovedì 8 aprile 2021

DECIMA BALDER - Ribelle per Fede (2007)

Decima Balder | Ribelle per Fede

Gruppo: Decima Balder

Brano: Ribelle per fede

Anno: 2007