sabato 11 febbraio 2023

SANSCEMO 1990 - 1° Festival Della Canzone Demenziale | MUSICA


Sanscemo è stata una manifestazione canora nata il 7 aprile 1990, da un'idea di Paolo Zunino, dedicata al rock demenziale e umoristico. Il nome è, come si può intuire, una parodia di quello col quale è noto il Festival della canzone italiana. 

Per molti anni il festival si è tenuto a Torino (città che a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta aveva avuto un vero e proprio exploit di nuovi gruppi demenziali), e per due sole edizioni si è svolto a Genova, nel 2004, e a Milano, nel 2005, ultima edizione tenutasi finora. 

Il Festival di Sanscemo è caratterizzato da un clima di totale irriverenza, che spesso sconfina nel trash, ma senza scadere nella volgarità eccessiva. Il pubblico ha la possibilità di fischiare e insultare i cantanti in gara e di lanciare verdure e ortaggi sul palco; anzi, non difficilmente il pubblico viene "scaldato" dal conduttore di turno, che lo incita a sfogarsi contro chi è appena salito sul palco. 

È tradizione fissa del Festival di Sanscemo lanciare sui cantanti in gara, ma anche sui presentatori, ogni sorta di genere alimentare, per disturbarne l'esibizione e costringerli a delle spettacolari schivate. L'alimento più utilizzato è la verdura (che viene distribuita al pubblico dall'organizzazione stessa del festival) e altri tipi di ortaggi, ma non è difficile veder volare anche pomodori, arance o fette di carne. Proprio per questo motivo, il logo del festival dal 1992 è un disco con un pomodoro spiaccicato creato da Silvano Guidone. 

- SANSCEMO 1990 - 

Festival Della Canzone Demenziale  

Elenco tracce

Banda Sanscemo - Mia Sorella Oronzo 

Marco Carena - Io Ti Amo 

Marco Giecson E I Camaleunti - Cecilia Ti Amavo 

Karamamma - I Vicini Di Casa 

Edipo E Il Suo Complesso - Sciampi Ci Guiderà 

Banda Sanscemo - La Banda Sanscemo 

Le Tombe Di Eustachio - Torque Mada 

Fuorytono - Son Disordinato 

Lino E I Mistoterital - Sussidiario 

Powerillusi - Quella Del Papà 

Skiantos - Sono Contro 

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: Orrore a 33 giri.com

n.b. fèstival (alla francese festivàl; raro festivale) s. m. [dall’inglese festival 〈fèstëvël, che è dal francese antico  festival (festivàl〉 «festivo», lat. mediev. festivalis]. – 1. Festa popolare, spesso all’aperto, con musiche, balli, luminarie...


martedì 7 febbraio 2023

PERCHÈ NON ESISTE UNA CULTURA DI DESTRA #perle

PERCHÈ NON ESISTE UNA CULTURA DI DESTRA

Uno dei motivi che più ricorrono sulla nostra stampa e nelle conversazioni del nostro ambiente è la condanna del massiccio allineamento a sinistra della cultura italiana. Questa condanna viene formulata in tono un po' addolorato, un po' sorpreso, quasi fosse innaturale che la cultura si trovi ormai schierata da quella parte mentre a destra si incontra un vuoto quasi completo. 

Di solito si cerca di rendersi ragione di questo stato di cose con spiegazioni a buon mercato, quel tipo di spiegazioni che servono a tranquillizzare sé stessi e permettono di restare alla superficie delle cose. Si dice - ad esempio - che la cultura è a sinistra perché là si trova la maggior quantità di danaro, di case editrici, di mezzi di propaganda. Si dice anche che basterebbe che il vento cambiasse perché molti "impegnati a sinistra" rivedessero il loro engagément. In tutto questo c'è del vero. 

Una cultura, o meglio, la base di lancio di cui una cultura ha bisogno, è anche organizzazione, danaro, propaganda. È indubbio che lo schiacciante predominio delle edizioni d'indirizzo marxista, del cinema socialcomunista, invita all'engagément anche molti che - in clima diverso - sarebbero rimasti neutrali. Ma ciò non deve farci dimenticare la vera causa del predominio dell'egemonia ideologica della Sinistra. Esso risiede nel fatto che là esistono le condizioni per una cultura, esiste una concezione unitaria della vita materialistica, democratica, umanitaria, progressista.

Questa visione del mondo e della vita può assumere sfumature diverse, può diventare radicalismo e comunismo, neoilluminismo e scientismo a sfondo psicoanalizzante, marxismo militante e cristianesimo positivo d'estrazione "sociale". Ma sempre ci si trova di fronte ad una visione unitaria dell'uomo, dei fini della storia e della società. 

Da questa comune concezione trae origine una massiccia produzione saggistica, storica, letteraria che può essere meschina e scadente, ma ha una sua logica, una sua intima coerenza. Questa logica, questa coerenza esercitano un fascino sempre crescente sulle persone colte. Non è un mistero per nessuno il fatto che un gran numero di docenti medi ed universitari è comunistizzato, e che la comunistizzazione del corpo insegnante dilaga con impressionante rapidità. E, tra i giovani che hanno l'abitudine di leggere, gli orientamenti di sinistra guadagnano terreno a vista d'occhio. 

Dalla parte della Destra nulla di questo. Ci si aggira in un'atmosfera deprimente fatta di conservatorismo spicciolo e di perbenismo borghese. Si leggono articoli in cui si chiede che la cultura tenga maggior conto dei "valori patriottici", della "morale" il tutto in una pittoresca confusione delle idee e dei linguaggi. 

  • A Sinistra si sa bene quel che si vuole. Sia che si parli della nazionalizzazione dell'energia elettrica o dell'urbanistica, della storia d'Italia o della psicoanalisi, sempre si lavora a un fine determinato, alla diffusione di una certa mentalità, di una certa concezione della vita. 
  • A Destra si brancola nell'incertezza, nell'imprecisione ideologica. Si è "patriottico-risorgimentali" e si ignorano i foschi aspetti democratici e massonici che coesistettero nel Risorgimento con l'idea unitaria. 

Oppure si è per un "liberalismo nazionale" e si dimentica che il mercantilismo liberale e il nazionalismo libertario hanno contribuito potentemente a distruggere l'ordine europeo. O, ancora, si parla di "Stato nazionale del lavoro" e si dimentica che una Repubblica italiana fondata sul lavoro l'abbiamo già - purtroppo - e che ridurre in questi termini la nostra alternativa significa soltanto abbassarsi al rango di socialdemocratici di complemento. Forse gli uomini colti non sono meno numerosi a destra che a sinistra. Se si considera che la maggior parte dell'elettorato di destra è borghese, se ne deve dedurre che vi abbondano quelli che han fatto gli studi superiori e dovrebbero aver contratto una certa "abitudine a leggere". 

Ma, mentre l'uomo di sinistra ha anche degli elementi di cultura di sinistra, e orecchia Marx, Freud, Salvemini, l'uomo di destra difficilmente possiede una coscienza culturale di destra. Egli non sospetta l'importanza di un Nietzsche nella critica della civiltà, non ha mai letto un romanzo di Jünger o di Drieu La Rochelle, ignora il "Tramonto dell'occidente" né dubita che la rivoluzione francese sia stata una grande pagina nella storia del progresso umano. 


Fin che si rimane nella cultura egli è un bravo liberale, magari un po' nazionalista e patriota. È solo quando incomincia a parlare di politica che si differenzia: trova che Mussolini era un brav'uomo e non voleva la guerra, e che i films di Pasolini sono "sporchi". Basta poco ad accorgersi che se a destra non c'è una cultura ciò accade perché manca una vera idea della Destra, una visione del mondo qualitativa, aristocratica, agonistica, antidemocratica; una visione coerente al di sopra di certi interessi, di certe nostalgie e di certe oleografie politiche.

Scritto da Adriano Romualdi

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: Franco Cenerelli tratto da "UNA CULTURA PER L'EUROPA" di Adriano Romualdi -edizioni Settimo Sigillo

lunedì 6 febbraio 2023

CAM: Caudium A Morte? | LAVORO

CAM: Caudium A Morte?

Tantissime bandiere sindacali e lo zoccolo della classe operaia Caudina è sceso per l'ennesima volta in piazza per opporsi al ridimensionamento dello stabilimento Cam di Paolisi. Per decine e decine di famiglie Caudine la fiammella sembrerebbe ridotta al lumicino. 

Oggi si segnala l'azione di base, oltre allo sciopero, durato 48 ore, di un paio di giorni fa che porta la triplice firma della Federazione Italiana Metalmeccanici aderente alla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl), della Federazione Impiegati Operai Metallurgici (Fiom), il sindacato che fa capo alla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) e dell'Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici, categoria sindacale della Uil.

Le sigle sindacali  Fim, Fiom e Uilm della triplice hanno confermato lo stato di agitazione permanente a sostegno dei lavoratori della Cam, che potrebbero essere licenziati, dicendo addio alle residue speranze di queste ore difficili e senza certezze. Probabilmente anche in seno all'Unione Generale del Lavoro Metalmeccanici (Ugl) ci saranno risposte sulla vicenda, finita a Montecitorio, vista la vicinanza dell'ex Cisnal con l'area di Destra-Centro.
il servizio di USERTV

La protesta ha avuto visibilità mediatica dopo il blocco stradale dell'Appia. I disagi per gli automobilisti erano simili a quelli patiti in molte città d'Italia dagli eco-gretini. In questo caso, però, la reazione dei "disagiati in auto" è stata ben diversa. 

Tuttavia, non conosce soste la rabbia dei centotrenta operai dello stabilimento Caudino in rotta con l'azienda del gruppo Dema. Infatti, cresce l'attesa in vista del temutissimo 8 febbraio, una data che potrebbe lasciare il segno e segnare il taglio del trenta per cento degli stipendiati nei bollenti stabilimenti pugliesi e campani.

La Design Manufacturing (DeMa) è una società per azioni attiva nel settore aerospaziale dal 1993 come azienda innovativa nella progettazione, industrializzazione e assemblaggio di strutture aeronautiche complesse. È presente in Valle Caudina a Paolisi, a Somma Vesuviana e a Brindisi con stabilimenti produttivi e uffici di ingegneria, oggi probabilmente pronti ad essere delocalizzati altrove, nella migliore delle ipotesi di mercato. Qualcuno potrebbe, addirittura, emigrare in Canada, a Montreal. La Dema Aeronautics vantava fino a qualche anno fa un centro di progettazione ed ingegneria da capogiro. 

Ricordiamo alle lettrici ed ai lettori de Lo Schiaffo 321 che i vertici dell'azienda chiusero il 2016 con un fatturato di appena 40 milioni di eurini, frutto anche del sudore di quel migliaio di dipendenti ora a rischio. Da sottolineare l'impegno della Fiamma Tricolore dalla parte dei "patrioti". Il Senatore di Fratelli d'Italia, l'onorevole Domenico Matera, esponente della Destra di governo targata Meloni, sta verificando tutte le strade possibili nell'ottica di salvaguardare tutte le posizioni lavorative. La Destra al fianco del Popolo è un bel messaggio lanciato da Matera, che ricopre la carica di sindaco di Bucciano. Ora servono i fatti concreti. Le chiacchiere in politichese sono controproducenti quando manca il piatto a tavola.


Le famiglie dei lavoratori della Cam di Paolisi, società del comparto compositi per aerostrutture, ossia Boeing, Airbus, Bombardier e Leonardo, ora maledicono il National Aerospace and Defense Contractors Accreditation ProgramNadcap è il ferreo programma di cooperazione, a livello mondiale, delle maggiori imprese operanti nel settore aerospaziale e della difesa, capace di proiettare l’azienda Caudina dal sogno del mercato internazionale all'incubo dei licenziamenti senza pietà, in pieno stile capitalista

In questa vicenda "mondialista", abbastanza amara, spicca l'azione del fondo bancario d’investimenti inglese Bybrook Capital. BC è un massiccio gestore specializzato in crediti in sofferenza con sede a Londra. I potenti banchieri della perfida Albione gestirebbero, sotto questa società, ben 2,5 miliardi di dollari per conto di investitori istituzionali internazionali di primo livello. Nonostante questa potenza finanziaria, la Cam potrebbe essere smembrata addossando la responsabilità alla pandemia, ai clamorosi sfaceli societari e agli arditi piani di ristrutturazione del debito. 

In realtà Caudium sta sperimentando sulla propria pelle il mondo capitalista, essenzialmente agli antipodi del concetto comunitario. Cairn Capital, società di gestione del credito alternativo, ha cambiato nome in Polus Capital Management dopo la fusione con Bybrook Capital, società specializzata nel debito distressed acquisita lo scorso anno. Cairn Capital è controllata da Mediobanca, che ne ha acquisito la maggioranza nel 2015, ma opera in modo indipendente rispetto alla divisione asset management della banca milanese. Il cambio di denominazione è stato annunciato in una lettera agli investitori, il cui contenuto è stato visionato e riportato da Bloomberg.

Paradossalmente, si addebita questa necessaria scelta aziendale alla guerra tra Russia di Putin ed Ucraina di Biden. Con la crescita del costo delle materie prime e l'impennata delle spese per l'energia si tagliano posti di lavoro. Tutto qui. Chissà che fine hanno fatto le fondamentali capacità di ricerca sul credito con competenze complementari che avrebbero dovuto rafforzare il processo di investimento in Valle?

La battaglia a fianco della classe operaia Caudina, al momento, vede eroicamente il primo cittadino di Paolisi, Umberto Maietta, in prima linea tra i manifestanti. Il Sindaco Caudino ha invitato alla mobilitazione tutta la classe politica provinciale e regionale a risolvere questa brutta situazione sociale ed occupazionale. Nel corteo odierno erano pochi irriducibili a chiedere giustizia sociale. Il resto è anestetizzato.

Nessun appello all'Unione dei Comuni Caudini, entità  di spessore assente anche in questa tarantella che vede soccombere una bella fetta di futuro di una Valle sempre più vittima inerme dell'emigrazione e di una gestione territoriale non brillante. Manca una struttura politica, libera dalla schiavitù delle Provincie e in antitesi alla sudditanza Napolicentrica. Occorre dar vita ad un grande corpus istituzionale a difesa di questa Terra, per salvare l'ultima generazione di una stirpe guerriera ormai orfana di degni eredi, soprattutto nel mondo politico, indipendentemente dai colori d'appartenenza o di fede. 

Eppure, assistiamo ad una netta involuzione in ottica Unionista. Quanti Sindaci Caudini si sono schierati a difesa della Cam, oltre al senatore Materia (Bucciano) e al sindaco Maietta (Paolisi)? 

Intanto, la resa dei conti dell'8 febbraio si avvicina. Inesorabilmente. Ad allontanarsi è solo la rinascita organica di tutta la Nuova Caudium. Bisogna riflettere, dialogare, unire le forze, rispettare tutti i punti di vista, analizzare e discutere senza peli sulla lingua e senza le fette di porchetta sugli occhi. E senza dimenticare la rimozione dei tappi nelle orecchie, peculiarità dei politicanti di turno, degni rappresentanti del Regime del Nulla che avanza da un bel po', "delocalizzando" le esistenze, oltre che le fabbriche, le aziende e le speranze di un domani a testa alta.

VICINI ALLA CLASSE OPERAIA CAUDINA!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete

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Cara Giorgia, ricordati che... #goliardia

Cara Giorgia, ricordati che... #goliardia

 

Il sasso in bocca (1969) | documentario

Il sasso in bocca
Prodotto in Italia nel 1969 è un ritratto della mafia reale in una pellicola divenuta un classico del cinema.

domenica 5 febbraio 2023

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino

SINDACO CAUDINO! #11FRECCIATINECAUDINE


 #11FRECCIATINECAUDINE
SINDACO CAUDINO!

L'ultima manifestazione patrocinata dall’Unione dei comuni della Città Caudina è stata emblematica. Un evento culturale, ricreativo e movimentato come Opulentia è stato sostenuto solo dai Comuni di Airola, Cervinara, Montesarchio, Paolisi, Rotondi e San Martino Valle Caudina, senza dimenticare l'Ente Parco Regionale del Partenio e quello del Taburno Camposauro. 

Nemmeno un cartello di eventi, abbastanza ricco, è riuscito a stuzzicare TUTTA l'Unione dei Comuni che vivacchia dalla nascita. Servirebbe una rivoluzione radicale, partendo dalla necessaria trasformazione del Presidente a Sindaco rappresentante l'Unione, che oltre a presiede il Super Consiglio di Amministrazione, potrebbe verificare il regolare funzionamento degli uffici e l'esecuzione degli atti, svolgendo le altre funzioni attribuite ai Sindaci, non incompatibili alla natura delle Unioni comunali, dalla legge. Stilando un nuovo Statuto e con una revisione degli atti che lo applicano solo sulla carta, si potrebbe offrire tanta linfa vitale per i Caudini.

Il Sindaco Caudino, inoltre, potrebbe sovrintendere all'espletamento delle funzioni attribuite all'Unione e garantirebbe la coerenza tra indirizzi generali e settoriali, le strategie concrete di attuazione e i loro risultati per lo sviluppo omogeneo di tutta la Valle Caudina. Una carica, quadriennale o quinquennale, autonoma e con determinate mansioni specifiche. Insomma, un punto di riferimento eletto dalle cittadine e dai cittadini della Nuova Caudium, con un programma politico sovracomunale e Caudinista. Una squadra di cervelli e cuori al lavoro, anch'essa eletta democraticamente da ogni angolo della Valle, potrebbe garantire finalmente una speranza per lo sviluppo di tutto il territorio Caudino, valorizzando le singole componenti, esaltandone le legittime peculiarità storiche.

Gli interessi veri della maggior parte delle cittadine e dei cittadini non coincidono con quelli di Sindaci, maggioranze ed opposizioni. Non si parla di salute pubblica, anzi si subiscono accorpamenti e tagli alla scuole. Temi come la cultura, il lavoro, la giustizia, il risparmio ed i servizi sociali dovrebbero essere il motore della città Caudina e dei singoli comuni. La politichetta paesana come sterile rissa, come frasi fatte e mozzicate, come retorica post-evento drammatico, come questione di potere tra famiglie e falsi amici, ahinoi, ha distrutto sul nascere l'Unione dei Comuni Caudini. 

L'elenco dei problemi "Caudini" è lungo. Quello delle soluzioni, invece appare abbastanza scarno e desolato. Il Sindaco dei Sindaci, il primo cittadino Caudino, potrebbe essere il futuro, ma tra quanti decenni? Un vero e proprio punto di svolta, proiettato in avanti, soprattutto per dare un senso ad una struttura capace di trasformarsi, in un atroce silenzio istituzionale, in un grande fallimento. Una scatola vuota (...anche di sogni) come la definì l'ex Sindaco di Rotondi. La politichetta paesana dei vari comuni aderenti, a nostro avviso, porta sulla coscienza una situazione grigia, triste ed "anti" Caudina.  

Non è una semplice "frecciatina Caudina". Alzate lo sguardo dal telefonone. Guardatevi intorno, anche al buio. Alzate la testa e riflettete in silenzio. Ascoltate il battito del cuore. Dovrebbe essere gratuito.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

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L’Unione Europea è oggettivamente nemica degli interessi italiani | POLITICA

IL VERO “NODO DI GORDIO”, OGGI. GLI STATI UNITI CONTRO L’EUROPA (CON LA SCUSA DELLE SANZIONI ALLA RUSSIA), MENTRE L’UNIONE EUROPEA VA CONTRO L’ITALIA

L’Unione Europea è oggettivamente nemica degli interessi italiani. Oramai dovrebbe averlo capito chiunque, compresa l’ex-sovranista Giorgia Meloni e tutti gli altri eredi politici di Mario Draghi.

Oddio, non c’era forse bisogno di attendere fino a questi ultimi mesi per intuirlo. Sarebbe bastata un’occhiata ai funesti “parametri di Maastricht” per accorgersene, per rendersi conto che questi erano stati creati su misura per favorire le economie di paesi europei che erano in oggettiva competizione con l’Italia (ed ogni riferimento alla Germania non è puramente casuale) e per imporre standard bancari privatistici che ci erano ostili (ed ogni riferimento alle banche “d’affari” anglosassoni non è parimenti casuale).

Per tacere di tutto quanto è seguìto poi, fino a disegnare una Unione Europea che è oggi una macchina da guerra al servizio dell’aberrante ideologia (si fa per dire) dell’alta finanza mondialista, con il suo armamentario “politicamente corretto”: immigrazionismo, cancel culture e, naturalmente, un estremismo bellicista made in USA che potrebbe condurci dritto filato ad una terza guerra mondiale.

Ma, senza andare troppo indietro nel tempo, basterebbe un’occhiata all’agenda europea di questi ultimi mesi per avere la prova provata dell’avversione dell’UE agli interessi italiani. Avversione mascherata dietro la volontà di accelerare forsennatamente quella “transizione energetica” sulla quale, peraltro, grava il sospetto di essere originata da un colossale errore di valutazione; se non anche – ma non vorrei proprio crederlo – da una gigantesca operazione di speculazione finanziaria.

I supporter di una tale transizione (dalla donnetta di Bruxelles all’ingenua ragazzina cui hanno fatto credere di essere una specie di Giovanna d’Arco, dai clan della sinistra democrat di Washington ai geniali imbrattatori di monumenti di Roma e Parigi, a tutta intera la variopinta congerie gretina) sostengono che i mutamenti climatici ed i conseguenti disastri ambientali siano dovuti all’azione dell’uomo, che sta “distruggendo il pianeta” con l’utilizzare i combustibili fossili e con altri comportamenti di minore impatto (giù giù fino ai sacchetti di plastica). 

Orbene – secondo costoro – per arginare tutto ciò e per “salvare il pianeta” occorre imporre una draconiana “transizione energetica”, cominciando dalla rapida eliminazione dei combustibili fossili e dalla loro sostituzione con fonti energetiche alternative.

Naturalmente, per giungere ad una tale “transizione” ci sarà bisogno di spendere montagne di miliardi. Miliardi che saranno intercettati leggiadramente dai soliti noti di Wall Street e della City; mentre la necessaria “distrazione di massa” sarà garantita da qualcuno degli scandaletti di copertina sempre disponibili sul mercato del politicantismo d’accatto, con i soliti raccoglitori di briciole (tipo Qatargate) di cui ci si accorgerà cadendo dalle nuvole, con sussiegoso disappunto per la volgare violazione delle regole democratiche.

In realtà, la maggior parte dei climatologi è concorde nell’affermare che i mutamenti climatici siano dovuti solo in minima parte all’inquinamento prodotto dall’uomo, mentre per il 95% sarebbero riconducibili direttamente alle fasi dell’attività solare. Basterebbe, dunque, spendere somme infinitamente più modeste per gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza dei territori, senza bisogno di mettere in crisi gli equilibri energetici del mondo intero e, con essi, la qualità di vita degli abitanti dell’intero pianeta.

Ma lasciamo stare questi scenari megagalattici, e torniamo invece alle piccole cose, ai piccoli affari, ai piccoli attentati della quotidianità antitaliana che imperversa nella cosiddetta “Unione”. Limitiamoci agli ultimi provvedimenti assunti o da assumere a breve scadenza. Si comincia dalla cancellazione dell’industria automobilistica tradizionale e dal passaggio obbligato all’industria dell’“auto elettrica” da realizzarsi inderogabilmente entro il 2035. L’impatto sull’industria automobilistica italiana sarà – fra diretto e indotto – di circa 500 imprese in crisi e di 70.000 lavoratori licenziati (come da dichiarazione del Presidente di Confindustria).

V’è poi la vera e propria guerra mossa all’agroalimentare ed alla zootecnia, attraverso tutta una serie di provvedimenti tra loro legati dal fil rouge della lotta aperta contro gli interessi italiani. Si va da una generica avversione alla dieta mediterranea, passando per l’ostilità dichiarata (anche personalmente da certi altissimi papaveri di Bruxelles) per la zootecnia italiana, per le sue carni e per i suoi insaccati, accusati di essere cancerogeni; proseguendo col tentativo di promuovere prodotti proteici alternativi (farine di grillo e simili porcherie); per giungere infine all’ultima carognata, quella che vuole colpire l’export del nostro vino attraverso l’obbligo di una etichettatura terroristica e farneticante.

Ma il culmine della guerra europea contro l’Italia è certamente rappresentato dall’imminente direttiva sul cosiddetto “efficientamento” delle abitazioni; anche questo – manco a dirlo – motivato dalla “transizione energetica”. Ebbene, secondo gli ecologici nemici dell’edilizia italica, entro il 2029 tutte le abitazioni europee dovrebbero rientrare almeno nella classe energetica E, ed entro il 2032 almeno nella classe energetica D. Questa direttiva green – secondo le stime di Confedilizia – colpirebbe in Italia non meno di 9 milioni di abitazioni, i cui proprietari sarebbero di fatto obbligati a spendere cifre ingentissime, pena l’impossibilità di vendere o affittare gli immobili. Sarebbe una patrimoniale mascherata, e salatissima.

Al riguardo, si ricordi che i governanti di Berlino non hanno mai digerito il fatto che numerosissimi italiani siano proprietari delle proprie abitazioni, mentre la generalità dei tedeschi vive in case d’affitto. La Merkel – come più volte ricordato su queste pagine – aveva il chiodo fisso delle case degli italiani, che avrebbe voluto fossero date in garanzia del nostro debito pubblico.

Nonostante gli sforzi, la Kanzlerin dovette rassegnarsi a subire quella “anomalia italiana”, anche perché nessuno dei governi succedutisi a Roma fu talmente sciocco da avallare un provvedimento che gli avrebbe messo contro milioni e milioni di cittadini elettori. Adesso, ci riprova la donnetta di Bruxelles, attraverso una prossima “direttiva” ammantata dai nobili ideali di transizioni del piffero, di riduzione della dipendenza dal gas russo, di lotta dura e pura ai mutamenti climatici, eccetera, eccetera.

Naturalmente, si spera che la Meloni batta un colpo, che si metta di traverso, che dia un segnale per avvertire che la pacchia delle angherie contro l’Italia sia veramente finita. Si spera, si spera…

Ma in ogni caso, anche a prescindere dall’esito di queste ultime scandalose manovre antitaliane, credo che oramai sia chiaro e lampante che l’Unione Europea ci è ostile, che lavora contro di noi, che colpisce i nostri interessi. Così come ci è ostile la sua banca “centrale” (cioè posseduta da soggetti privati che dovrebbero lavorare per il bene pubblico). E la linea della BCE non lascia ormai dubbi: le soluzioni geniali adottate dalla sua presidente – quella insopportabile Cristina Lagarde – sono costate ai risparmiatori italiani nel 2022 qualcosa come 20 miliardi di euro, bruciati da una inflazione “passeggera” che dovrebbe agevolare – anch’essa! – la transizione energetica.

Non credo che ci possano essere ancora dubbi: dobbiamo uscire, dobbiamo scappare da questa camicia di forza che si chiama Unione Europea. Il problema sarà farlo con intelligenza, con gradualità, con la capacità di assorbire i contraccolpi negativi. Lo hanno già fatto gli inglesi, che pure dalla partecipazione alla cosiddetta Unione hanno avuto assai meno danni di noi. Perché non dovrebbero poter farlo anche gli italiani?

N.B. Il pezzo, naturalmente, non ha la pretesa di essere esaustivo. Non si parla, per esempio, del MES, uno strumento che sembra essere stato pensato appositamente per incaprettare l’Italia, con la scusa di soccorrere la sua Sanità. E non si parla nemmeno del PNRR, che per l’Italia ha più svantaggi che vantaggi, e che ci è stato di fatto imposto per costringerci a realizzare alcune “riforme” direttamente riconducibili alla “transizione energetica”.

Scritto da Franco Cardini

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: Arianna Editrice

sabato 4 febbraio 2023

Concerto del Ventennale - Compagnia dell'Anello e Amici del Vento (1977/97)

Concerto del Ventennale
 Compagnia dell'Anello e  Amici del Vento

L '8 dicembre 1997, a Monza, si tenne il Concerto del Ventennale prima iniziativa della neonata Associazione Lorien. Più di 1.000 persone seguirono le 4 ore di concerto della Compagnia dell'Anello e degli Amici del Vento. Per la prima volta l'intero evento venne ripreso in diretta, quindi, un'ampia sintesi fu ritrasmessa dall'emittente Antenna3 nei giorni successivi. Quella trasmissione ebbe una "audience" di oltre 100.000 telespettatori lombardi, ma è pressoché sconosciuta al resto d'Italia. 

Da allora sono passati 25, un quarto di secolo e la Lorien che era nata come archivio storico della musica alternativa, tra alterne vicende, è cresciuta ed ha ampliato gli archivi storici aggiungendo dapprima l’archivio dei Canti Patriottici e, in seguito, quello della Destra Italiana e ultimo, ma non ultimo, l’archivio di Sergio Ramelli attraverso il suo sito. 25 anni nel segno della salvaguardia storica di un patrimonio ideale, valoriale e culturale, perché il ricordo delle cose passate possa vivere ancora per guidarci nel futuro. E per celebrare i 25 anni di attività pubblichiamo, per la prima volta, la versione del concerto che fu trasmessa da Antenna 3 che allora andò in onda in 5 tempi intervallati da spazi pubblicitari, qui pubblicata integrale senza le interruzioni. (Decumano del Sud)

FAVOLE ITANGLOMANI - 20 baggianate itanglesi demistificate una ad una (19/20) | CULTURA

I sostenitori dell’itanglese tendono spesso a contraddirsi. Non è inusuale che nella stessa frase neghino il fenomeno, o lo minimizzino, per poi però anche dire che è un’ottima cosa, bella, moderna, inevitabile, e «comune a tutte le altre lingue». Analizziamo una a una le gemme più tipiche alla fiera dell’anglomania.

19. L’italiano sopravvivrà a tutto.

RISPOSTA: Probabilmente, ma sarà ridotto a un creolo stile ex-colonia o, nella migliore delle ipotesi, a un vernacolo utile per chiedere se il sugo è pronto e se la nonna si è ripresa dalla bronchite. Nel 2019, il Sole 24 Ore pubblicò un articolo secondo cui il numero dei corsi la cui didattica è interamente nella lingua di Albione era arrivato a quota 440 in 55 atenei in rispetto ai 351 del 2018/19 e ai 339 del 2017/18.
Il punto di partenza fu un caso quasi isolato nel 2012, quello del Politecnico di Milano, la cui decisione di optare per l’inglese fece tanto scalpore da attirare l’attenzione della stampa internazionale (vedi foto sopra)

Di questo passo, nel giro di una generazione o due, gli italiani non sapranno esprimere nulla che sia più tecnico, accademico e scientifico nella loro lingua nativa, altro che «l’italiano si sta arricchendo».

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete.

Fonte: https://campagnapersalvarelitaliano.com/favole-itanglomani/



 

giovedì 2 febbraio 2023

Dott.ssa Coccia: Disciplina alimentare per le nuove generazioni | SALUTE

Disciplina alimentare per le nuove generazioni

Dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.

René Guénon - La crisi del mondo moderno | Cap. 5 parte IV - L’individualismo

La crisi del mondo moderno
Cap. 5 - L’individualismo

Ma ritorniamo per un istante sul fatto di introdurre le abitudini alla discussione in ambiti ove essa non ha niente a che fare, e diciamo chiaramente che: l’attitudine «apologetica» è, di per sé, un’attitudine estremamente debole, perché essa è puramente «difensiva», nel senso giuridico del termine; non a caso è designata con un termine che deriva da «apologia», il cui significato proprio è quello di arringa da avvocato, e in una lingua come l’inglese ha finito con l’assumere comunemente l’accezione di «scusa»; l’importanza preponderante accordata all’«apologetica» è, dunque, il marchio incontestabile di una regressione dello spirito religioso. 

Questa debolezza si accentua ancora quando l’«apologetica» degenera, come abbiamo detto poco fa, in discussioni che sono del tutto «profane» in quanto al metodo ed al punto di vista, discussioni in cui la religione è posta sullo stesso piano delle teorie filosofiche e scientifiche, o pseudo-scientifiche, fra le più contingenti e le più ipotetiche, ed in cui si arriva, per mostrarsi «concilianti», fino ad ammettere in una certa misura delle concezioni che sono state inventate solo per rovinare ogni religione; quelli che agiscono così forniscono loro stessi la prova che non hanno assolutamente coscienza del vero carattere della dottrina di cui si credono i rappresentanti più o meno autorizzati. 

Coloro che sono qualificati per parlare in nome di una dottrina tradizionale non devono discutere con i «profani» né devono fare della «polemica»; devono solo esporre la dottrina così com’è, per quelli che possono comprenderla, e devono denunciare l’errore ovunque esso si trovi, facendolo apparire tale col proiettare su di esso la luce della vera conoscenza; il loro compito non consiste nell’ingaggiare una lotta compromettendovi la dottrina, ma nel portare il giudizio che hanno il diritto di formulare se effettivamente possiedono i principi che devono ispirarli infallibilmente. 

Il dominio della lotta è quello dell’azione, vale a dire il dominio individuale e temporale; il «motore immobile» produce e dirige il movimento senza esservi coinvolto; la conoscenza illumina l’azione senza partecipare alle sue vicissitudini; lo spirituale guida il temporale senza confondervisi; così che ogni cosa rimane nel suo ordine, al rango che le appartiene nella gerarchia universale; ma, nel mondo moderno, dov’è che si trova ancora la nozione di una vera gerarchia?

 Niente e nessuno è più nel posto ove dovrebbe normalmente essere; gli uomini non riconoscono più alcuna autorità effettiva nell’ordine spirituale, né alcun potere legittimo nell’ordine temporale; i «profani» si permettono di discutere delle cose sacre, di contestarne il carattere e peno la stessa esistenza; è l’inferiore che giudica il superiore, l’ignorante che impone dei limiti alla saggezza, l’errore che anticipa la verità, l’umano che si sostituisce al divino, la terra che prevale sul cielo, l’individuo che si fa misura di ogni cosa e pretende di dettare all’universo delle leggi tratte interamente dalla propria ragione relativa e fallibile. 

«Guai a voi, guide cieche» è detto nel Vangelo, e in effetti oggi si vedono dappertutto dei ciechi che conducono altri ciechi, e che, se non saranno fermati in tempo, finiranno fatalmente per condurli nell’abisso, ove gli uni periranno con gli altri.

Scritto da René Guénon

La crisi del mondo moderno

Il Libro Perduto del Dio Enki - Tavoletta Sesta - Parte Prima | AUDIOLIBRO

 

Il Libro Perduto del Dio Enki

Sesta Tavoletta - Parte Prima

Zaccaria Sitchin è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. 

È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della "teoria degli antichi astronauti" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le speculazioni di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, vengono considerate pseudoscienza e pseudostoria dalla comunità scientifica, rifiutate da scienziati, storici e accademici.

Inoltre le teorie e i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull'archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, congiunta ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, traduzioni errate di tali testi e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru nei testi Sumeri e in quelli Babilonesi Marduk, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L'esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.