lunedì 19 settembre 2022

SCOGLIERE DI MARMO - Lascia Stare (1987)

Scogliere di marmo -  Lascia Stare

Gruppo: Scogliere di marmo

Brano:  Lascia Stare

Anno: 1987

domenica 18 settembre 2022

L'ultima intervista di ILARIA ALPI in Somalia (1994)

L'ultima intervista di ILARIA ALPI in Somalia 

Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin vengono uccisi nel 1994 a Mogadiscio, in Somalia. Avevano cominciato a indagare su di un presunto traffico di armi e rifiuti tossici. A Bosaso, Alpi e Hrovatin avevano incontrato Abdullah Moussa Bogor, il sultano della zona...

SINISTRO KAUDINO, il fumetto (episodio 8)


 Sinistro Kaudino, il fumetto

episodio numero 8

ULULATI, RIFLESSIONI E DECISIONI!


Dopo un rilassante periodo di cinguettii su Twitter, torniamo ad ululare dalle colonne digitali de Lo Schiaffo 321. Il cambio di rotta, momentaneo, della nostra cinghia culturale si è reso necessario per poter analizzare meticolosamente e studiare con distacco il reale contesto politico della Valle Caudina, all'interno della Campania deluchiana, dell'Italia post-Draghi e pre-Meloni. 


RIFLESSIONI
Due lunghi mesi di riflessione sul presente, passato e futuro della Comunità Militante Caudina 321, entità metapolitica che anima con discreto successo questo delicato lavoro d'informazione alternativa, dallo stile scanzonato, scritto con inchiostro ribelle, spinto dalla logica comunitaria e guidato dall'etica econazionalista. Senza pubblicità. Senza preconcetti. Senza chiusure et censure di (s)comodo.
DECISIONI

Nelle prossime ore lanceremo un comunicato stampa in vista delle elezioni nazionali, motivando un'oculata scelta di campo, profondamente romantica e necessaria per poter continuare a difendere la Patria dallo sfascismo degli ultimi tempi.
Auguriamo alle nostre Lettrici ed ai nostri Lettori buona lettura.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.

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martedì 19 luglio 2022

L’Indipendente britannico dedica un articolo all’eccesso di anglicismi in italiano | CULTURA

Qualche giorno fa è uscito sul quotidiano britannico l'Indipendente un articolo che parla del tema dell’abuso di anglicismi in italiano, scritto dalla corrispondente Sofia Barbarani grazie alla testimonianza di Pietro Doubt, italo-britannico co-fondatore dell’iniziativa “Campagna per Salvare l’Italiano“. Curiosamente di questo fenomeno enorme si occupano più i mezzi di informazione stranieri (in passato France Culture, il quotidiano spagnolo, la TV Svizzera, Corsica Oggi) che non quelli italiani.

 L’articolo dell’Indipendente si intitola ‘Itanglish’: The backlash against the increasing use of English in Italy, che potremmo rendere con  ‘Itanglese’, la reazione contro l’uso crescente dell’inglese in Italia. Vi proponiamo un riassunto del contenuto dell’articolo realizzato dallo stesso Doubt.

Quando Pietro Doubt ricevette una chiamata dalla sua anziana zia italiana che gli chiedeva un aiuto con una traduzione, il linguista anglo-italiano rimase attonito nello scoprire che la lettera spedita da un ospedale pubblico italiano era colma di parole in inglese come “screening” e “breast unit”.

Come milioni di italiani che non parlano inglese, la zia ottantunenne di Doubt si era meravigliata di cosa volesse comunicarle il suo ospedale locale.

“Immagina: una persona anziana, con una malattia grave, in una situazione vulnerabile, che deve persino preoccuparsi di capire esattamente cosa le stanno dicendo”, dice Doubt.

È solo uno tra gli esempi sempre più frequenti che illustrano la maniera in cui la lingua più parlata del mondo stia sempre di più usurpando e spesso sostituendo l’italiano.

Nel 2021 il Dizionario Zingarelli della lingua italiana riportava 2927 in inglese su 145000 totali – e il numero reale è probabilmente molto più alto. Così alto che infatti il compianto linguista Tullio de Mauro nel 2016 lo chiamò tsunami anglicus – uno tsunami inglese. Ogni italiano è praticamente certo di trovarsi quasi quotidianamente davanti a una moltitudine di anglicismi. Da ospedali a ministeri, da discorsi di politici ai media, dalle banche alle palestre.

Espressioni come “lost and found” e “customer care” negli aeroporti, “outfit” nella moda, “food and beverage” nella ristorazione, e persino “jobs act” e “question time” nella politica, sono alcuni degli esempi dell’utilizzo quotidiano dell’inglese in Italia.

Tanto gli abitanti come i visitatori farebbero fatica a pensare a un ambito della società italiana che negli ultimi vent’anni non abbia rimpiazzato una parola italiana con un equivalente in inglese, nonostante l’Italia sia uno dei Paesi europei con il livello più basso d’inglese tra la sua popolazione. A sua volta, questo crea molta confusione tra i tanti italiani che non parlano inglese e indignazione tra alcuni linguisti.

l'indipendente britannico

“Ci sono milioni di italiani che non parlano l’inglese, però pagano le tasse, vivono in Italia e devono preoccuparsi se stanno comprendendo dove si trovano,” dichiara Doubt a The Independent.

Tale è la sua frustrazione, che nell’ottobre 2021 Doubt ha co-fondato “Campagna per Salvare l’italiano”, un movimento la cui intenzione è di creare coscienza e di fornire uno spazio affinché la gente possa dibattere la questione. Linguisti, scrittori, giornalisti ed altri si sono uniti al progetto di Doubt per fornire la propria conoscenza, documentare esempi di anglicismi usati senza alcuna necessità, ed effettuare analisi comparative per illustrare meglio il problema.

Pietro Doubt afferma che non esiste una singola spiegazione per questa intrusione spesso aggressiva della lingua inglese in Italia. Ci sono però varie teorie. Una delle tesi si riferisce all’infatuazione italiana per qualsiasi cosa di sapore statunitense – una traccia della presenza lasciata nel dopoguerra delle truppe americane sulla penisola e del Piano Marshall, un programma di aiuto finanziario per aiutare l’Italia a recuperare dopo la guerra.

la repubblica

Un’altra possibilità, secondo l’artista Giorgio Comaschi, è semplicemente il desiderio degli italiani di “apparire fighi”.

“Noi [italiani] vogliamo essere “in”, non vogliamo essere “out” – per cui io uso questo termine [inglese] per sentirmi rassicurato,” Comaschi ha detto in una intervista con Campagna per Salvare l’Italiano. “è un’immensa dichiarazione di inferiorità e d’insicurezza.”
il popolo d'italia

Una terza teoria, secondo Pietro Doubt, è la reazione impulsiva verso la proibizione di parole straniere da parte del regime fascista di Benito Mussolini.

Alcune leggi che furono imposte negli anni ‘30 portarono alla ridenominazione di paesi e città che non avevano nomi italiane, in particolare nelle zone vicine ai confini con Svizzera e Austria. Cognomi non italiani furono italianizzati, scuole bilingue vennero chiuse e norme furono inviate a stampa e case editrici per assicurare che parole straniere non venissero usate.

Un articolo pubblicato nel 1938 dal giornale Il Popolo d’Italia (fondato da Mussolini) incitava gli italiani a smetterla di usare “usi e costumi stranieri” e a tornare alle tradizioni italiane.

“Dobbiamo rinunciare e rifiutare le varie mode che vengono da Parigi, Londra e Stati Uniti. Che siano loro a ispirarsi a noi, così come guardavano verso Roma o l’Italia del Rinascimento.”

Dopo la fine della Guerra e la caduta di Mussolini il pendolo è oscillato nell’altra direzione,” spiega Doubt. A sua volta questo risulta spesso in accuse di fascismo rivolte a coloro che difendono la sopravvivenza della lingua italiana.

Alcuni linguisti ignorano completamente l’uso crescente dell’inglese dicendo che le lingue sono in continua evoluzione e che, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, anche il francese si fece spazio nella società italiana.

Eppure, non esistevano né internet né la globalizzazione, per cui il francese non lasciò tracce nella stessa maniera in cui l’inglese sta facendo oggi attraverso i mezzi di comunicazione.

In un articolo, l’organizzazione italiana My English School indica che “le lamentele dei linguisti e dei puristi italiani non servono a nulla: gli anglicismi fanno ormai parte del nostro quotidiano e bisogna conoscerli e saperli usare per bene”.

Eppure non si tratta solo di anglicismi, scrive l’autore Gabriele Valle, si sta trasformando in una lingua parallela– l’“itanglish”. Il problema, afferma Pietro Doubt, è che l’uso di anglicismi è andato ben oltre termini come computer, internet, o software – “è ovunque”. Al punto che, nel 2015, una petizione in rete da parte della pubblicitaria Annamaria Testa invitava i membri del governo, della pubblica amministrazione e dei media a parlare in italiano.

“La lingua italiana è molto amata e studiata nel mondo. Oggi, le parole italiane portano con sé dappertutto lo spirito della nostra terra, la nostra cucina, musica, design, cultura,” scrive Annamaria Testa. La petizione fu lanciata con il motto #dilloinitaliano e ha ricevuto più di 68.000 firme.

In un tentativo di rivendicare l’importanza della lingua italiana, la scorsa settimana la città di Firenze – da cui si ritiene che l’italiano moderno si sia sviluppato – ha inaugurato Mundi, il primo museo nazionale dedicato alla storia e all’evoluzione della lingua italiana.

Racchiusi vi sono documenti del secolo X ritenuti tra gli esemplari scritti più antichi dell’italiano volgare, oltre al “padre” della lingua italiana Dante Alighieri e a Pellegrino Artusi, un amato scrittore gastronomico del secolo XIX.

Sebbene sia un piccolo passo di resistenza verso il cosiddetto tsunami anglicus, come dicono i linguisti, rischia di essere inutile se gli italiani non iniziano a vedere e a considerare la propria lingua come una risorsa culturale.

“Gli italiani sono orgogliosissimi della propria gastronomia, architettura, arte e letteratura,” afferma Pietro Doubt. “Eppure la propria lingua no, è qualcosa che si può gettare via in qualsiasi momento.”

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: https://campagnapersalvarelitaliano.com/

EDIZIONE STRAORDINARIA TG1 - Strage Via D’Amelio, Palermo (1992 - 2022) | documentario

EDIZIONE STRAORDINARIA TG1 
Strage Via D’Amelio, Palermo
19 LUGLIO 1992 - 2022

 

FABRIZIO MORO - Pensa (2007)

Fabrizio Moro - Pensa

Artista: Fabio Moro

Brano: Pensa

Anno: 2007

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lunedì 18 luglio 2022

DRAGHI IL SUO SPORCO LAVORO L'HA FATTO | POLITICA

Aziende in crisi, famiglie in ginocchio, economia a pezzi, società dilaniata... Draghi finora il suo sporco lavoro l'ha fatto. Mentre il resto d'Europa comincia a farsi i suoi conti in tasca...
 

domenica 17 luglio 2022

AMICI DEL VENTO - Piccolo Attila (2004)

Piccolo Attila - Amici Del Vento

Gruppo: Amici Del Vento

Brano: Piccolo Attila 

Anno: 2004

I LEONI ROSSI RUGGISCONO! Comunicato ufficiale del RRL Grotta | ULTRAS


La tifoseria organizzata della Polisportiva Grotta ha diramato un comunicato stampa alla luce delle ultime difficili vicende societarie. Il Regime Red Lions 1991 è un gruppo con un saldo legame di amicizia e salda fratellanza con la Cervinara Ultras. Il Movimento Ultras in Valle Caudina ed in Irpinia ha aggregato migliaia di giovani, facendo riscoprire l'attaccamento al territorio. 
Avanti RRL Ultras Grotta!

Ne abbiamo sentite e lette di cotte e di crude negli ultimi giorni. Abbiamo aspettato quindi prima qualche giorno per riprendere carta e penna per poter fare un’analisi chiara e razionale e per mettere a conoscenza chi ci legge di quanto accaduto da 2 anni a questa parte. Il giorno 24 settembre 2020 la Polisportiva Grotta tramite il proprio profilo facebook comunicava che a seguito di numerose positività al Covid in rosa e senza il contributo di volontari e supporter tecnici, era impossibile poter prendere parte al campionato che sarebbe iniziato da lì a pochissimi giorni. Si è, quindi, subito materializzato il rischio concreto e imminente di radiazione in quanto come da regolamento, se una squadra di calcio per 3 partite in una stagione e nella stessa competizione rinuncia a partecipare, per la stessa viene comminata la radiazione da tutti i campionati, con conseguente perdita del titolo sportivo. 

E’ stato in quel momento che ci siamo attivati e abbiamo messo in moto la macchina per cercare di salvare il possibile. Dopo un incontro con la proprietà e nello specifico con Mauro Piccolo, che ci ha confermato la propria volontà di non voler più continuare ma allo stesso tempo ha manifestato di essere disponibile a consegnare il titolo della squadra a € zero a chiunque avesse voluto fare calcio a Grottaminarda, abbiamo allargato il cerchio e messo a conoscenza le Istituzioni e la cittadinanza di quanto stesse accadendo. 

Dopo qualche giorno, in un incontro tra il Direttivo del nostro gruppo, la dirigenza della Polisportiva Grotta e l’Amministrazione Comunale, fu consegnato da Mauro Piccolo e Christian Ianniciello formalmente e allo stesso tempo ufficialmente, il titolo sportivo nelle mani dell’allora Sindaco Cobino, mettendolo gratuitamente a disposizione della comunità TUTTA. A seguito di questo, il giorno 9 ottobre 2020 l’Amministrazione Comunale con in prima linea il delegato allo sport Rocco De Luca, lanciava un appello tramite la pagina Facebook del COMUNE DI GROTTAMINARDA a sostenere la squadra e programmava un incontro PUBBLICO per il giorno sabato 10 ottobre 2020 presso la sala Thomas Meninno, dove venivano invitati a partecipare imprenditori, esercenti e cittadini che avessero voluto dare una mano a portare avanti la squadra. 

A quella riunione oltre alla nostra rappresentanza, a quella di un esponente della Figc, a quella dell’Amministrazione Comunale, a quella della società rappresentata in quel caso da Mauro Piccolo, si aggiunse solo la figura di Michele Bruno che manifestò la disponibilità di persone appartenenti al mondo del calcio disposti a venire da fuori per poter subentrare. Fu in quel momento grazie alla sua figura, facendo da tramite, che le parti si misero in contatto. Il tempo intanto scorreva ed erano ormai già due partite che il Grotta non scendeva in campo. Lo spettro radiazione era ormai vicinissimo. Un’altra sola rinuncia e sarebbe tutto finito. 

C’era da presentarsi sui campi e ormai giustamente i calciatori presi ad inizio campionato si erano svincolati per sistemarsi altrove. Abbiamo proposto in quel momento di tesserare anche qualche volontario del nostro gruppo per prendere tempo e per presentarsi sui campi ed evitare la terza rinuncia. Abbiamo partecipato ad un’ulteriore riunione dove oltre a noi erano presenti la società del Grotta e la società che aveva manifestato interesse. Abbiamo avanzato in quel caso la richiesta di mettere all’atto del passaggio del titolo, una clausola che avrebbe previsto la possibilità di fare la squadra solo a Grotta e che non avrebbero potuto portare il titolo fuori. 

Quando sembrava ormai fatta, per il passaggio alle persone interessate che in quel momento erano alla guida anche di una squadra pugliese di D, è arrivata la fumata nera ed è saltato tutto. Era l’ultimo fine settimana prima della RADIAZIONE certa e nessun altro imprenditore, appassionato o nessun gruppo di persone interessate si era fatto avanti. 

A due giorni dalla terza e ultima rinuncia possibile, nel caos generale del momento storico, nel dramma dell’ondata di covid che stava mettendo in ginocchio la nazione e di conseguenza anche il calcio, arriva la decisione e comunicazione della FIGC di sospendere tutti i campionati dilettantistici. ERAVAMO SALVI, ma sapevamo che il conto sarebbe arrivato in seguito. Il problema non era risolto ma solo rimandato.

 Nel mese di marzo 2021 la LND comunica la ripresa dei campionati dando facoltà alle società di partecipare. Il nuovo format necessario per poter determinare soprattutto la designazione delle compagini che avrebbero dovuto prendere parte alle categorie superiori, non prevedeva retrocessioni ne tantomeno radiazioni per chi non avesse aderito alla ripartenza di quella competizione. Il giorno 16 marzo 2021 la POLISPORTIVA GROTTA comunicava tramite il proprio canale facebook di non aderire alla ripartenza dei campionati mettendo fine ad una delle stagioni più tormentate degli ultimi 20 anni.

Stagione 2021/2022: il Grotta si presenta ai nastri di partenza del campionato come una delle squadre da tenere d’occhio per le primissime posizioni di classifica. Intanto nella società sono rientrate anche altre 2 figure già presenti negli anni passati. A termine di una stagione strana, caratterizzata da un nuovo format, tra mille difficoltà, solo per lo scellerato regolamento adottato per l’occasione, la squadra non accede ai playoff nonostante un ottimo quarto posto che sia negli anni precedenti che negli anni che verranno avrebbe garantito l’accesso alla post-season. Dopo un accurato riepilogo di quello che è successo prima delle ultime vicende note è ora di arrivare al sodo. Tutti sapevano che il conto prima o poi sarebbe arrivato. 

A differenza del 2020 però, la richiesta di risorse da parte della società, non necessariamente economiche, è arrivata con largo anticipo (21 giugno). Ci sarebbe stato tutto il tempo per organizzarsi se invece di fare la guerra dei poveri si pensava a salvaguardare LA POLISPORTIVA GROTTA, se solo quest’ultima fosse stata intesa come PATRIMONIO DELLA CITTA’. 

Per quanto riguarda MAURO PICCOLO abbiamo già provveduto a ringraziarlo per quanto fatto negli anni, avendo riportato il GROTTA nell’élite del calcio regionale dopo un’assenza di 20 anni, ma non condivideremo mai la cessione del titolo. Ha tirato avanti la carretta per altri due anni nonostante avesse manifestato più volte l’impossibilità a continuare da solo. Molto probabilmente come successo 2 anni fa sarebbe andata allo stesso modo, portando la storia per le lunghe, e che tutti come sempre avrebbero sperato in un ripensamento per ripartire con una nuova stagione. 

Così purtroppo non è stato e se pur ti sia trovato solo non appoggeremo mai la tua decisione finale. Approfittiamo per ricordare che in società c’erano altre persone che avrebbero potuto portare avanti il progetto. Nel 2020 quando vi furono analoghe difficoltà ci dissero che i tempi erano brevi, ora eravamo a giugno. 

Che fine avete fatto? Per quanto riguarda la nuova Amministrazione Comunale è giusto esprimere delle domande alle quali qualsiasi tifoso e sportivo crediamo meriti delle risposte. Riteniamo che l’Amministrazione Comunale si sia COMPLETAMENTE DISINTERESSATA della situazione mettendo un muro subito nel comunicato pubblicato il 23 giugno. Era vostro DOVERE provare a salvare, cercare di convenire tra le parti, cercare tramite un pubblico appello di sensibilizzare la cittadinanza tutta a trovare una soluzione al fine di cercare di salvare il titolo sportivo. 

E’ chiaro ed evidente che l’amministrazione non avrebbe potuto apportare capitali pubblici a sostegno della squadra, non era quello che dovevate fare. Il vostro impegno sarebbe dovuto essere quello di sensibilizzare la cittadinanza. NON CI AVETE NEMMENO PROVATO. Negli articoli degli ultimi giorni il neo Sindaco Spera parla di imprenditori che avete contattato; 

Possiamo sapere chi sono? Il delegato allo sport Spinapolice ha parlato di ripartire dal basso; Lu ciucc lu tnemm p la cap, lu vulimm piglià p la cor? Vi ricordiamo che dopo anni di buio totale, eravamo già ripartiti dalla seconda categoria, circa 10 anni fa, scalando classifiche e categorie, difendendo sui campi della Campania calcistica orgogliosamente i colori giallorossi e il nome di Grottaminarda.

La POLISPORTIVA GROTTA è stata molto più di una squadra di calcio: Era aggregazione sociale, appartenenza, riscatto, orgoglio! 

TUTTO QUESTO A MOLTI FORSE NON INTERESSAVA!

Chiudiamo ricordando a tutti che il nostro è stato e sarà sempre un gruppo APOLITICO, APARTITICO, AUTOFINANZIATO, INDIPENDENTE, LIBERO.

NULLA DOBBIAMO A QUALCUNO E NULLA CI DEVE NESSUNO.

SEMPRE FORZA GROTTA!

CI AVETE ROTTO IL CALCIO!

Riflessioni

Bisogna difendere a spada tratta lo sport dilettantistico, ultimo baluardo per la socializzazione e la difesa del territorio. In Valle Caudina la situazione è molto difficile. Per ora l'Audax Cervinara 1935, Pannarano e Real San Martino sono pronte a scendere in campo, mentre il Montesarchio 1950 ha consegnato il titolo al Sindaco,  ed il Paolisi 992 è praticamente scomparso dalla scena calcistica, lasciando spazio al Paolisi 2000. Lo Schiaffo 321 Vi terrà aggiornati e dedicherà più attenzione al mondo del tifo organizzato. Al momento ci stringiamo alla Grottaminarda Ultras, una realtà che merita rispetto per stile, mentalità e praticità.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.

sabato 16 luglio 2022

Il Movimento Sociale Irpino ricorda Antonio Ammaturo trucidato quarant'anni fa (1982-2022) | POLITICA


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa, inviatoci tramite posta elettronica, dalla Federazione Irpina del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Paolo Guarino, attuale Commissario provinciale, ha voluto onorare la memoria di Antonio Ammaturo, un Irpino assassinato dalle Brigate Rosse ad inizio degli anni Ottanta. Il dott. Ammaturo morì in divisa, insieme a Pasquale Paola, agente di Polizia trucidato anch'egli il 15 luglio 1982 per mano dei malavitosi comunisti  brigatisti. 

Comunicato Stampa 

40° anniversario dell’assassinio del dott. Antonio Ammaturo capo della Squadra Mobile, trucidato in piazza Nicola Amore a Napoli nel 1982 dalle Brigate Rosse insieme all’agente Pasquale Paola – Per non dimenticare!.

Il dott. Antonio Ammaturo nato a CONTRADA (AV) 11 luglio 1925 – Napoli,15 luglio 1982, funzionario integerrimo (vice questore) della Polizia di Stato era un leale servitore della Stato, innamorato, del suo lavoro e del suo PAESE che era la sua radice dalla quale non si staccò mai nonostante era costretto e portato in giro per la penisola dove si era distinto in ogni Questura per la sua dedizione al lavoro e per l’alto senso civico. Il dott. Ammaturo dopo essersi laureato in legge, vinse un concorso per entrare nella magistratura italiana, ma tuttavia i suoi interessi erano orientati alla Polizia di Stato. Ad Ottaviano arresta Roberto Cutolo, il figlio del boss della camorra Raffaele Cutolo e tramite la stampa attacca lo stesso Raffaele Cutolo.

Il 15 luglio 1982, in piena estate napoletana, in piazza Nicola Amore a Napoli, un feroce commando di Brigate Rosse, senza alcuna minima pietà, trucida il Questore Ammaturo, uomo dal forte ed elevato senso del dovere e di attaccamento allo Stato Italiano. Insieme a lui, un'altra vittima del dovere alla Patria, l’agente Pasquale Paola, il cade barbaramente sotto i colpi di quella ferocia criminale della camorra in combutta con le brigate rosse,rosse di sangue” innocente.


La Fiamma Tricolore i militanti i simpatizzanti di Contrada e Avellino nel ricordarli come esempio di coraggio e di orgoglio della comunità, non solo Contradese e Irpina, ma della intera Patria Italiana. Ritenendo, comunque, assurdo che dei poliziotti come il dott. Ammaturo e l’agente Paola e tanti altri debbano essere uccisi, solo perché ritenuti elementi scomodi per la criminalità camorristica e comunista delle BR.

È assurdo che persone così debbano perdere la vita, dopo essersi prodigati tanto per salvare quella degli altri. Certe cose non dovrebbero mai essere dimenticate. Li dobbiamo doverosamente ricordare non solo per onorarne la memoria, ma anche per provare a costruire una comunità migliore.

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: Movimento Sociale Fiamma Tricolore Federazione Irpinia

venerdì 15 luglio 2022

ALTRO CHE CINGHIALI #goliardia

ALTRO CHE CINGHIALI #goliardia

 

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Il balletto del potere costituito | POLITICA


L'impressione rispetto al balletto istituzionale di ieri è straniante.

Quel che resta del M5S, dopo aver visto gli ultimi sondaggi, è stato attraversato da un piccolissimo sospetto e si è immaginato a breve in compagnia degli stegosauri, nella compagine degli organismi estinti.

Così hanno deciso di inscenare un finto rabbuffo al presidente del consiglio. Dopo aver firmato, controfirmato e annuito entusiasti per mesi alla qualunque, dal green pass all'invio di armi nel nome della russofobia, hanno deciso di botto di fare la faccetta corrucciata al premier. La speranza era che gli italiani, complici magari le vacanze e il caldo, cancellino dalla memoria l'organicità del M5S al peggior governo di sempre e gli riconcedano pian piano una nuova verginità da "combattenti del popolo", giusto il tempo che serve per arrivare alle prossime elezioni.

Però, sia chiaro, il rabbuffo doveva essere rigorosamente finto, giusto per consentire ai pennivendoli di riempire qualche prima pagina di preoccupazioni pacchiane ("Après Mario le déluge!"). Infatti non hanno votato contro, ma hanno semplicemente voluto segnalare con l'astensione il proprio scontento.

Con loro grande sorpresa Draghi ha colto la palla al balzo ed è salito immediatamente al colle. Già, perché il viceré della Nato in Italia tutto è meno che uno stupido, e capisce benissimo che, dopo aver massacrato il paese e averlo condotto - per obbedienza ad ordini superiori - alla catastrofe industriale incombente, in autunno corre il rischio di venir inseguito con i forconi fin dentro il tinello, e non vede l'ora di lasciare il cerino in mano a qualche utile idiota, che traghetti il paese ad elezioni, meglio ancora se anticipate

Solo che a questo punto, inopinatamente, Mattarella ha ricordato al premier che stava scappando senza neanche essere stato sfiduciato, e che doveva tornare in Transatlatico "("Salga a bordo, cazzo!!")

Morale della favola: dopo aver devastato il devastabile che neanche le cavallette ora siamo alla grande fuga alla ricerca di verginità improbabili o almeno di un buen retiro fuori dai riflettori ("Che se la vedano loro 'sti mentecatti, io c'ho da nutrire gli alani").

Intanto il paese cigola e geme sugli scogli come la Costa Concordia, in attesa di venir fatto a pezzi e rimosso dall'orizzonte, per riutilizzo come materia prima altrui.

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: ariannaeditrice.it/articoli/il-balletto-del-potere-costituito

NON NOBIS DOMINE - Ultima Volontà (2000)

Non Nobis Domine - Ultima Volontà

Gruppo:  Non Nobis Domine

Brano:   Ultima Volontà

Anno: 2000

I DALTON - I Dalton non cambieranno! #8

I Dalton non cambieranno!
DALTON#8