Brano: Kali Yuga
album: Quadraginta Annos
Anno: 2014
Brano: Kali Yuga
album: Quadraginta Annos
Anno: 2014
AUTORITÀ E GERARCHIA_1
In epoche molto diverse della storia, risalendo anche al di là di quelli che per convenzione sono chiamati i « tempi storici » – nella misura in cui ci è possibile farlo con l’ausilio delle testimonianze concordanti forniteci dalle tradizioni orali o scritte di tutti i popoli, troviamo le tracce di una frequente opposizione tra i rappresentanti di due poteri, l’uno spirituale e l’altro temporale, indipendentemente dalle forme particolari che questi due poteri assunsero per adattarsi alla diversità delle circostanze, secondo le epoche e i paesi.
D’altronde, alle origini, i due poteri non esistevano allo stato di funzioni separate, rispettivamente esercitate da individualità diverse; entrambi, al contrario, erano contenuti nel principio comune da cui procedono tutte e due e del quale non rappresentavano che due aspetti indivisibili, indissolubilmente legati nell’unità di una sintesi a un tempo superiore e anteriore alla loro distinzione. (pp. 19-20)
In effetti, ciascun uomo, V in virtù della propria natura, è adatto a esercitare certe funzioni definite a esclusione di altre; e, in una società regolarmente fondata su basi tradizionali, queste attitudini vanno determinate secondo regole precise affinché […] ciascuno si trovi nel posto che deve occupare secondo la norma, e l’ordine sociale traduca così esattamente (i rapporti gerarchici che derivano dalla natura stessa degli esseri). (p.22)
La distinzione delle caste, insieme alla differenziazione delle funzioni sociali che vi corrisponde, deriva in ultima istanza dalla rottura dell’unità primitiva; ed è in quel momento che fanno la loro comparsa, separati l’uno dall’altro, il potere spirituale e il potere temporale, i quali, nel loro esercizio distinto, costituiscono le funzioni rispettive delle prime due caste, quella dei Brahmani e quella degli Kshatriya.
D’altronde, tra questi due poteri, così come più in generale fra tutte le funzioni sociali assegnate da lì in avanti a gruppi diversi di individui, dovette esistere in origine una perfetta armonia, in virtù della quale l’unità primigenia veniva conservata per quanto lo permettevano le condizioni di esistenza dell’umanità nella sua nuova fase, poiché l’armonia, in fin dei conti, non è che un riflesso o un’immagine della vera unità.
È soltanto in uno stadio ulteriore che la distinzione si trasformò in opposizione e in rivalità, e l’armonia venne distrutta per lasciare posto alla lotta fra i due poteri, nell’attesa che le funzioni inferiori pretendessero a loro volta la supremazia, e si arrivasse infine alla confusione più completa, alla negazione e al rovesciamento di ogni gerarchia.
Il quadro generale che abbiamo a grandi linee tracciato è conforme alla dottrina tradizionale delle quattro età successive in cui si divide la storia dell’umanità terrestre, dottrina che non si incontra soltanto in India, ma era nota anche all’antichità occidentale, in particolare ai Greci e ai Latini.
Le quattro età sono le differenti fasi che l’umanità attraversa nel suo allontanarsi dal principio, cioè dall’unità e dalla spiritualità primordiali; esse sono in certo modo le tappe di una specie di materializzazione progressiva, inerente in modo necessario allo sviluppo di ogni ciclo di manifestazione, come abbiamo spiegato altrove.
Soltanto nell’ultima di queste quattro età – che nella tradizione indù viene chiamata Kali-Yuga o «età oscura» e corrisponde all’epoca in cui ci troviamo attualmente, ha avuto luogo la sovversione dell’ordine normale e, innanzitutto, il potere temporale ha preso il sopravvento sullo spirituale […] (p. 24)
Tutto ciò che è, qualunque sia il suo modo di essere, partecipa necessariamente dei princìpi universali, e nulla esiste se non per partecipazione a tali princìpi, che sono le essenze eterne e immutabili contenute nella permanente attualità dell’Intelletto divino; si può quindi affermare che ciascuna cosa, per quanto in se stessa contingente, traduce o rappresenta i princìpi a suo modo e secondo il suo ordine di esistenza, altrimenti non sarebbe che puro nulla. Così, da un ordine all’altro: tutte le cose si concatenano e si corrispondono per concorrere all’armonia universale e totale, giacché l’armonia, come accennavamo poco fa, è il riflesso dell’unità principiale nella molteplicità del mondo manifestato; e questa corrispondenza è il vero fondamento del simbolismo. (p. 27)
L’inferiore può simboleggiare il superiore, ma è impossibile l’inverso[…]. (p. 28)
Scritto da René Guénon
Stralci tratti da ADELPHI – Collana PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI n. 661 – 2014
La Faust Overture è un'ouverture da concerto del compositore tedesco Riccardo Wagner. Wagner lo compose originariamente tra il 1839 e il 1840, intendendo che fosse il primo movimento di una Sinfonia Faust basata sull'opera teatrale Faust del drammaturgo tedesco Johann Wolfgang von Goethe. Rendendosi conto che non avrebbe terminato la sinfonia pianificata, Wagner ha rivisto il pezzo tra il 1843 e il 1844, incorporando idee dagli altri movimenti pianificati e creando invece un brano sinfonico preposto a un'opera teatrale di un concerto a movimento singolo. Fece una revisione finale nel 1855. L'opera è una delle poche composizioni di Wagner destinate alla sala da concerto, piuttosto che al teatro.
I MIEI ATTRITI CON ALLEANZA NAZIONALE
Il sottoscritto, intanto, cercava di apprendere i primi rudimenti della politica praticata ad alti livelli. Venivo da una solida esperienza maturata negli organismi di partito e nelle aule del Consiglio Comunale trapanese, ma i misteri dei palazzi romani erano ben altra cosa. Alcuni particolari mi sfuggivano, non ricollegavo perfettamente fatti ed antefatti, non mi riusciva di posizionare correttamente tutte le tessere del mosaico, dei mosaici che confusamente andavano componendosi.
Fatto sta che, quando l’on. Antonio Parlato, durante il Congresso di Fiuggi (gennaio 1995) sottoponeva a Gianfranco Fini l’elenco dei deputati del “gruppo Sud” da inserire nel Comitato Centrale della nascente Alleanza Nazionale, il mio nominativo veniva cassato personalmente dal Presidente.
«Non mi spiego perché…», mi disse allora don Antonio. Non me lo spiegavo neanch’io. E non finiva lì.
Perché, da allora in poi, mi trovavo a subire una serie continua di iniziative non proprio amichevoli da parte del vertice del mio partito: il veto opposto al nominativo che avevo proposto come mio successore alla Segreteria provinciale di AN (si trattava di Nicola Tardia); il successivo commissariamento della Federazione di Trapani, e ciò malgrado i positivi risultati elettorali ed il trend in costante crescita; e, da ultimo, il tentativo di non ricandidarmi alle elezioni nazionali del 1996: tentativo andato a vuoto solamente per la solidarietà di Forza Italia e, personalmente, del senatore Antonio D’Alì. Allora – ricordo – io e i miei amici imputammo quei fatti all’antagonismo che, tradizionalmente, caratterizzava i rapporti “interni” tra la Federazione di Trapani ed il Coordinamento regionale di Palermo. Ma, probabilmente, le cause erano altre.
In copertina, dall’archivio dell’Autore: un giovane Michele Rallo interviene ad un convegno sul futuro dell’economia europea. Il primo da sinistra è Lyndon La Rouche, editore della «Executive Intelligence Review» che per primo rivelò la vicenda del «Britannia».
Scritto da Michele Rallo
Brano: Destino Guerriero
album: Arditi Sentieri
Anno: 2008
L'opinione di Luca Donadel sui "fact checkers indipendenti" e "hate speech". La libertà di espressione è a rischio?
Telegram: https://t.me/LucaDofficial
Facebook: https://www.facebook.com/LucaDofficial/
Instagram: https://www.instagram.com/lucadonadel.it
FINI, A LONDRA, SOSTIENE LE PRIVATIZZAZIONI
Qualche tempo appresso, comunque, il Senatore Martelli si rifaceva vivo con una telefonata. Mi comunicava che Gianfranco Fini avrebbe prossimamente compiuto una non meglio specificata “visita” a Londra, aggiungendo che, in tale occasione, le famose interrogazioni avrebbero potuto “disturbare”. Non ricordo – a distanza di vent’anni – se aggiungesse altro.
Ricordo soltanto di aver risposto che restavo in attesa di conoscere la risposta del Governo per decidere se dichiararmi soddisfatto o meno. Il Governo – come già detto – non rispose mai. Ancora oggi, se in internet si digita “Camera dei Deputati Michele Rallo” seguito dal numero di una di quelle interrogazioni, si può apprendere che l’iter dell’atto ispettivo è “in corso”.
«arriverà fascista e partirà conservatore».
Ma il leader di Alleanza Nazionale non aspettava di ripartire da Londra per vestire i panni del conservatore e, appena messo piede sul suolo britannico, così rispondeva a chi gli chiedeva un giudizio sul Duce: «Mussolini è già stato condannato dalla Storia. Non ho bisogno di condannarlo io». Lo riferiva il “Corriere della Sera” del 16 febbraio. Non era ancòra l’invettiva contro «il male assoluto» pronunciata qualche anno dopo in Israele, ma era un buon inizio.
AN era un partito liberista o statalista? Era a favore o contro lo Stato sociale? Era a favore o contro la moneta unica europea? «E più e più volte: – cito sempre dal Corrierone – siete a favore delle privatizzazioni?»
Certo che, in quel contesto, le irriverenti interrogazioni sull’affare del “Britannia” dovessero «disturbare».
Scritto da Michele Rallo
Brano: Tramonti
Musicassetta autoprodotta
Anno: 1986
dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista.
Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.
tratto da Alimenti e malattie, di Roberto Andreoli
Video completo del concerto di Sköll svoltosi a Sanremo il 16 aprile 2016. L'evento è stato organizzato dall'associazione sanremese Et Ventis Adversis con il supporto dell'Associazione Culturale Lorien. Salutiamo il caro Davide alle tastiere.
(tratto dal canale Decumano del Sud)
UNA LETTERA DELL’AMBASCIATORE INGLESE
Pochi giorni dopo la presentazione delle ultime interrogazioni, il 31 maggio di quel 1994, l’ambasciatore di Sua Maestà Britannica, Patrick Fairweather, prendeva carta e penna e indirizzava una lunga missiva al senatore Valentino Martelli. Attenzione: Valentino e non Claudio, il noto cardiochirurgo e non il “piumino di cipria” della prima Repubblica. Martelli era stato eletto nelle liste di Alleanza Nazionale – secondo quanto si sussurrava nei corridoi di Palazzo Madama – “in quota Cossiga”; anzi – secondo le medesime voci – era “l’uomo di Cossiga in AN”. È possibile, quindi, che i suoi ottimi rapporti con l’ambasciatore Fairweather avessero una matrice cossighiana; ma è anche possibile che fossero dovuti al fatto che lo stesso Martelli avesse a lungo soggiornato ed operato a Londra. Sia come sia, questo era il testo della lettera dell’ambasciatore:
«Caro Senatore Martelli,
fin dal nostro interessante colloquio del mese scorso, mi sono reso conto che all’interno di Alleanza Nazionale continuano le preoccupazioni circa un seminario sulle privatizzazioni che si è svolto nel giugno 1992 a bordo dello Yacht Reale “Britannia”.
Sono consapevole che due interrogazioni parlamentari presentate da due suoi colleghi di partito alla Camera, Landolfi e Rallo, richiedono un chiarimento da parte mia. La partecipazione a questo seminario sulle privatizzazioni era intesa (…) come un’occasione per banchieri ed altri esperti inglesi di spiegare le diverse tecniche che potrebbero essere usate quando e se fosse stata presa la decisione di privatizzare l’industria pubblica italiana.
Il seminario era stato organizzato dai “British Invisibles” (Invisibili Inglesi), un’associazione di banchieri e specialisti finanziari londinesi, e dal personale di questa Ambasciata. (…) Hanno partecipato circa novanta fra dirigenti e manager dell’industria italiana, principalmente, ma non esclusivamente dall’area delle partecipazioni statali.
Il seminario è stato presentato dal professor Mario Draghi, Direttore Generale del Tesoro, che tenne a precisare che a quella data nessuna decisione era stata presa sulla concessione di contratti di consulenza a soggetti inglesi o ad altre banche o istituti finanziari. A far tempo da quella data, alcune ma non tutte le banche i cui rappresentanti parteciparono a quel seminario, hanno avuto qui dei contratti di consulenza o di altro tipo di valutazione.
Continua l’intenso interesse italiano per l’esperienza britannica in questo settore, ed io e il mio personale facciamo del nostro meglio per soddisfarlo. Ma il suggerire che la partecipazione ad un seminario su un tema d’attualità in una prestigiosa locazione possa aver avuto un motivo più sinistro che il desiderio di promuovere – del tutto legittimamente – la competenza britannica in questo settore, è completamente infondato. Naturalmente, sarò lieto per qualunque azione Lei possa fare per evitare che queste storie sensazionali e senza basi sul seminario del Britannia possano guadagnare credito fra i Suoi colleghi. Spero che, a tal fine, vorrà far circolare copie di questa lettera.»
Fin qui la lettera, che chiaramente mirava a minimizzare quanto avvenuto. Peraltro, era certamente inconsueto che alcune interrogazioni parlamentari – evidentemente “scomode” al punto da non ricevere le dovute risposte del Governo – avessero invece un riscontro da parte dell’ambasciatore di uno Stato straniero.
Scritto da Michele Rallo
CAPITOLO 3° Seconda parte - IL SOVRANNATURALE NEL MONDO MODERNO -
del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola.
Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.
tratto da Vyāsa Audioletture
Brano: Treni a vapore
Album: Inarrestabile e...
Anno: 2018
Casa discografica: Tuono Records
LA FOLGORANTE CARRIERA DI SIR DRAKE
Mi sembra opportuno, tuttavia, aggiungere alcune righe per ricordare le ulteriori tappe della brillante carriera di Sir Drake (come lo chiama Marcello Veneziani). Il nostro manteneva la poltrona di Direttore Generale del Tesoro fino al 2001, attraversando indenne dieci anni di intemperie politiche e dieci diversi governi, di destra e di sinistra.
Dall’anno successivo alla crociera del “Britannia” – e anche qui fino al 2001 – andava ad occupare un’altra ambita ed assai strategica poltrona, quella di Presidente del Comitato Privatizzazioni.
In tale veste – apprendo da Wikipedia –
«è stato artefice delle più importanti privatizzazioni delle aziende statali italiane».
Non da solo, in verità. Durante la sua permanenza alla presidenza del Comitato Privatizzazioni (1993-2001) si avvicendavano diversi Presidenti del Consiglio, diversi Ministri del Tesoro, diversi Ministri dell’Industria, diversi Presidenti dell’IRI. Fra gli altri, Romano Prodi: Presidente dell’IRI (per la seconda volta) dal 1993 al 1994, Presidente del Consiglio dal 1996 al 1998, prima di diventare – nel 1999 – Presidente della Commissione Europea.
Draghi, comunque, restava in Goldman Sachs fino all’ultimo giorno del 2005. Nel 2006, con un altro dei suoi folgoranti rientri in patria, era nominato Governatore della Banca d’Italia. A designarlo era il Presidente del Consiglio del tempo, Silvio Berlusconi, sembra – a giudicare dalla telefonata di cui parlerò – su pressioni di Francesco Cossiga; il quale poi – per motivi che ignoro – si sarebbe pentito amaramente di quel passo.
Ricordo (e ne conservo la registrazione) l’invettiva del vecchio leone in diretta tv, rispondendo ad un trasecolato Luca Giurato che gli aveva chiesto un pare sull’ipotesi di Draghi a Palazzo Chigi:
«Un vile, un vile affarista… Non si può nominare Presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman Sachs, grande banca d’affari americana… E male, molto male io feci ad appoggiarne, quasi ad imporne la candidatura [per la Banca d’Italia?] a Silvio Berlusconi… È il liquidatore, dopo la famosa crociera sul “Britannia”, dell’industria pubblica, la svendita dell’industria pubblica italiana quand’era Direttore Generale del Tesoro…»
Scritto da Michele Rallo