mercoledì 10 gennaio 2024

Fallito il secondo "femminicidio politico" a Cervinara. Vince e resiste la Sindaca Caterina Lengua. Si apre una nuova fase "civica"? | politica

FALLITO IL SECONDO "FEMMINICIDIO POLITICO" A CERVINARA. Vince e resiste la Sindaca Caterina Lengua. Si apre una nuova fase "civica"? | politica
Il 2024 dopo Cristo si apre a Cervinara con una netta vittoria politica del Sindaco Caterina Lengua, capace di mettere a cuccia tutte le Malengue Cervinaresi. 
La Donna in Fascia Tricolore ha scongiurato il suo femminicidio politico, il secondo dopo la clamorosa sfiducia alla Giunta guidata da Alda Lanni, datata 8 maggio 1999. La giovanissima Lanni, all'epoca trentunenne, vinse le elezioni del 29 novembre 1998 con una lista civica vicina al Centro Destra, appoggiata ufficialmente anche dal nucleo di Azione Giovani "Sergio Ramelli". 

Filuccio Tangredi
Il primo mandato al femminile venne mandato alle ortiche a causa delle dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri dell'epoca dopo una partita a scacchi "interna" durata sei mesi. Questa volta, a quanto pare, si è giocato a dama, senza una vera e propria strategia da parte del gruppone nato con le dimissioni di Paola Pallotta, Filuccio Tancredi, Giovanni Bizzarro e Raffaella Cioffi, quest'ultima apripista in ordine cronologico del dissenso che ha devastato la Lista  "Cervinara Insieme". Completano la coalizione Anti-Lengua, l'avvocato Filomena Carofano e l'irriducibile ingegner Peppino Ragucci, in rotta con Iannone, il commissario salernitano di Fratelli d'Italia in Irpinia e inviperito contro il suo ex pupillo Generale Domenico Cioffi, reo di aver tradito l'elettorato della civica Uniti per Cervinara. La Palummella della pace, che campeggiava come simbolo dell'alleanza, è definitivamente volata via verso altri lidi.   

Raffaella Cioffi
Tanto di cappello all'avvocato Caterina Lengua per la stoica difesa della carica e del suo conseguenziale percorso politico, fin dal primo giorno apparso abbastanza scomodo per l'ingombrante presenza di Filuccio, il Sindaco uscente reduce da dieci anni di gestione abbastanza positiva e serbatoio stracolmo di voti, tutti indirizzati al servizio di Cervinara Insieme e della Lengua.
La sfida interna, badate bene, ha radici profonde.
Tant'è vero che ad un certo punto in lizza per la carica di Sindaco, in principio, si vociferò della dottoressa Anna Marro, disponibile all'assalto per conquistare il Palazzo di Piazza Trescine con il Ragionier Tangredi "stretto stretto" a braccetto. Poco prima della presentazione ufficiale, guarda un po', le solite goffe capriole finali diedero la benedizione a sorpresa al nome dell'attuale Primo Cittadino.
La sintonia della coppia Lengua-Tangredi, almeno inizialmente,  era l'ago della bilancia per la stabilità amministrativa dell'importante comune Caudino. La seconda Donna al timone di Cervinara probabilmente ha sempre saputo di avere le "ore contate" ed ha lavorato per mettere in piedi una linea difensiva che al momento risulta vincente e risalta la bravura nella delicata operazione "Muto 'e Zorro".
Muto di Zorro
Il Generale Cioffi agli occhi di Ragucci incarava il semisconosciuto Bernardo, il personaggio immaginario ideato dallo scrittore statunitense McCulley. Il passaggio del 30 dicembre è stato un momento grottesco che ha rilanciato alla ribalta il simpatico servo muto dell'eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino Zorro.
O' Muto 'e Zorro, messo alla pubblica gogna con tanto di manifesti affissi in città da "Cervinara ha bisogno di Te", nonostante la pioggia di accuse, le valanghe di ripicche ed i micidiali colpi dei franchi tiratori, ha fatto saltare la scacchiera. Insieme al giovane Sellitto ha dato il sostegno alla "Sindaca Zorro", che impugnerà la spada fino all'ultimo minuto del mandato elettorale.
Una presa di posizione dettata, secondo le dichiarazioni del Generale e del giovane Sellitto, dalla legittima voglia di garantire una stabilità amministrativa, in contrapposizione al temuto Commissario nominato dal Prefetto di Avellino con il compito di amministrare l'ente di Piazza Trescine fino all'elezione del nuovo consiglio e del Sindaco. Scelta difficile da digerire da parte del loro elettorato, ma in ottica civica nulla di scandaloso. In queste liste c'è sempre stato e ci sarà tutto ed il contrario di tutto. Le tessere di partito non dovrebbero pesare più di tanto. A chiacchiere.

Caterina Lengua
Lengua 2
Il mondo della politica è cambiato radicalmente in pochissimi anni, lasciandosi alle spalle gli anni Novanta ed il ricordo della caduta telecomandata della Sindaca Lanni. Tantissimi elementi, ancora in sella, non riescono ad abbandonare le dinamiche dei partiti di ieri, delle correnti, dei politicanti di turno e del fantastico mondo della vecchia Partitocrazia, occhio e croce definitivamente relegata nel passato remoto. Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista e altre sigle dettavano legge, assessori, sindaci, consiglieri e voti.  
Da tempo nelle cittadine vince il gettonatissimo civismo, ossia la composizione elettorale fin troppo eterogenea, unita solo dal sedicente spirito critico in difesa della cittadinanza. Almeno in apparenza.
Evidentemente i tempi non sono maturi per un’intesa politica organica sul territorio tra quelle forze, impegnate per il territorio, libere e scevre da qualsiasi impostazione esterna. A nostro avviso le future ed eventuali giunte in tutta la Valle Caudina potrebbero livellarsi verso il basso. 
Rischiare di essere rappresentati da forze composte con troppe personalità non politiche o comunque estranee ai partiti, solo per incarnare il rigetto verso la malapolitica degli ultimi decenni, potrebbe essere controproducente come lo è stato per i Grillini. Senza una spina dorsale etica e comunitaria c'è il rischio di incappare in ulteriori rallentamenti per lo sviluppo di tutta l'area della Nuova Caudium.

Giovanni Bizzarro
Intanto, tutti i politici della vecchia scuola continuano ad assumere il solito atteggiamento arruffone, tendenzialmente opportunista e non privo di furbizia. A Cervinara è facile scorgere il mantra tipico delle sinistre trame di paese: l'anima del nemico è cattiva e marcia, mentre la nostra è buona e, soprattutto, immacolata. Le nuove leve si accodano e prendono cattivo esempio. 
Non c’è dunque nulla di nuovo se non fosse per l’inganno ideologico che le cittadine ed i cittadini, dietro la retorica del potere da restituire alle masse, devono subire. Bisogna campicchiare, secondo lor signori, senza interrogarsi sulle assurde logiche delle poltrone imbottite di mediocre egocentrismo.

IL CIVISMO
Cos’è il civismo, correttamente inteso? Cosa è stata, prima che degenerasse, l’esperienza Cervinarese? 
Per cominciare, il civismo non è la negazione della politica, ma un modo di partecipare ad essa – anche sul piano decisionale – senza utilizzare ufficialmente le formazioni partitiche tradizionali. Non fidandosi di queste ultime, per le più svariate ragioni, pezzi di società più o meno grandi si auto-organizzano politicamente: a difesa dei propri interessi, spesso di natura carrieristici ed economica o per sostenere battaglie a difesa delle famiglie, delle frazioni o delle "curtine" che si considerano trascurate. Il civismo politico da queste parti è nato così. 
Nella terra delle Forche Caudine questo movimento ha, paradossalmente, rafforzato la competizione sia nei vecchi partiti esistenti, sia nelle nuove organizzazioni legate ad una pessima concezione della politica, oltretutto svanita nel buio dell'inefficienza. 

POLEMICHE
Mentre l'aula consiliare, dedicata ad "Antonio Sacco", si riempiva di velati insulti e plateali improperi scagliati tra tutti i rappresentanti dell’intera classe dirigente locale, si chiudeva un capitolo amaro della Storia di Cervinara. 
Il gruppo a sostegno della Donna Sindaco si è sfasciato ed ha regalato l'ago della bilancia ad una parte dell'ex opposizione, ora passata con la Lengua 2.
Si apre una fase fatta di tentativi maldestri di demonizzazione dell'opposta fazione di turno e di recriminazioni eterne per le scelte suicide dei tanti protagonisti di questo vivace scorcio di anni Venti del Terzo Millennio. Nelle strade e nelle piazze del centro Caudino dilaga la demagogia pre-elettorale, sale la nausea verso le solite facce e partono etichette, affibbiate ad ogni costo sul bavero del nemico del momento. Eppure, manca all'appello la retorica della rottamazione. Raramente i rottami si auto-rottamano. In aumento, stando al fastidioso schiamazzo degli inossidabili "pali di cafè", il triste accoltellamento alle spalle, nonché il risentimento personale, travestito da denuncia morale verso tutte le latitudini ideologiche e non.

Domenico Cioffi
Cervinara ha bisogno, davvero, di una linea meno rabbiosa e qualunquista. Basterebbe rispolverare l'intransigenza moralistica, l'elasticità culturale e lo spirito di protesta per creare da zero un movimento trasversale e fresco. Il tutto senza gli inciuci alla Prima Repubblica che tengono, a malapena, insieme il vasto mondo Cattolico-democratico Cervinarese, la tentennante Destra Conservatrice, la carcassa della Sinistra laico-progressista e tutte le altre organizzazioni partitiche o filo-movimentistiche più o meno inguacchiate. Queste alleanze durano poco e non riescono a costruire nulla di importante, se non l'intercettazione di qualche finanziamento pubblico, magari tramite l'invio di un paio di lettere elettroniche certificate. La solita trita e ritrita ordinaria amministrazione che viene fatta passare come esemplare e nobile mossa politica studiata e pianificata. Altro che portare avanti un programma unitario e lungimirante. Fuffa, solo fuffa.
A Cervinara le liste e le listarelle, cosiddette civiche, hanno messo in ginocchio l'universo variegato della politica partitica, pregi e difetti inclusi. Mancano le mobilitazioni sociali dal basso, sopraffatte dai viscidi interessi particolaristici e affaristici di natura puramente personalistica. Allo stesso tempo si avverte il distacco della classe politica centrale da quella periferica e di confine.
Tutte le civiche di opposizione, fino ad ora, sono state accomunate dal fatto di essere state esperienze effimere, destinate dal principio a lasciare, anche quando hanno avuto un momentaneo successo, un’eredità politicamente modesta. La vitalità molecolare del civismo Cervinarese è stata in gran parte annullata dalla sua incapacità a radicarsi in antitesi al Regime aristocratico della "Cervinara bene".
Nato contro i partiti, il civismo ha finito per essere strumentalizzato e usato da questi ultimi, perdendo gran parte del suo significato originario. Ricorrere a figure civiche o apparentemente non-politiche, provenienti dal mondo delle imprese, delle professioni, dell'associazionismo o della cultura, è stato infatti il modo attraverso cui i partiti, sia quelli di più recente formazione, sia quelli che erano sopravvissuti al crollo prodotto da Tangentopoli, hanno cercato di riconquistare la fiducia delle cittadine e dei cittadini. E qui risiede quello che abbiamo definito l’inganno del civismo a Cervinara. 
Cosa c’è di civico in candidati che vengono scelti direttamente dai partiti quando questi ultimi si sentono in difficoltà o si rendono conto di non avere propri esponenti da mettere in campo e poi se ne infischiano del territorio? 


Cosa c’è di civico, dunque di virtuoso, in liste e sigle che nascono non per forza propria e dopo una lunga sedimentazione nella società, necessaria per avere le idee chiare? 
Solo la sete di allargare il bacino di consensi muove l'ambizioso signorotto del momento, pronto a partire affannato alla volta di Avellino, Napoli o Benevento, per poi svendere preferenze e sogni ai vertici dei partiti di tutti i colori. 
Nella gran parte dei casi queste entità civiche spariscono, insieme ai politicanti, un attimo dopo la chiusura delle urne. Un po' come il classico cliente che consumava un rapporto sessuale con la solita prostituta a "Trepponti" di Tufara Valle verso la fine degli anni Ottanta. 
Buonasera, arrivederci e ognuno per la sua strada.
Oltretutto parliamo di un civismo cittadino per così dire dell’ultima ora: ci si ricorda della società civile e dei suoi anonimi protagonisti solo quando c’è da confezionare le liste elettorali per essere schierato contro "quella" o "quello".
C'è tanto sfascismo che si nasconde dietro la foglia di fico di candidati apparentemente non legati ai partiti o scelti per questioni "rosa". Le Donne hanno un peso pur sempre di spessore. 
In realtà molti nomi sono scelti, avallati, sostenuti elettoralmente e al dunque controllati da questi ultimi. Schiavi di quella mentalità chiusa, controproducente e troglodita del provincialotto di scarse vedute e pessime scelte. Questa non è la “politica nuova”, ma pura lavorazione di ricotta finalizzata al potere e al prestigio fine a se stesso.
Cervelli, cuori, fegati, sorrisi, idee e tanta buona volontà saranno vitali per risolvere i reali problemi della gente e puntare alla Vittoria etica, perennemente al servizio del Popolo. Non delle masse e nemmeno degli elevati.

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lunedì 8 gennaio 2024

Le migliori dieci tifoserie Ultras nel mondo (2023)

Le migliori dieci tifoserie Ultras nel mondo (2023)

 

L'auto piena di sì? | Tutta la verità sulla FIAT REGATA | documentario

L'auto piena di sì? | Tutta la verità sulla FIAT REGATA

Doveva chiamarsi Azzurra, la FIAT Regata non ha mai spiccato per bellezza... anzi, non ha mai spiccato, perché? Scopriamolo.

Il genocidio di Gaza e le 84 pagine che il Sudafrica ha presentato alla Corte Internazionale di Giustizia | POLITICA

Il genocidio di Gaza e le 84 pagine che il Sudafrica ha presentato alla Corte Internazionale di Giustizia

Scrivo per segnalare un documento veramente importante che dovrebbe essere diffuso e letto attentamente da chiunque sia interessato alla guerra di Gaza attualmente in corso.

Nello specifico, mi riferisco alla “istanza” di 84 pagine che il Sudafrica ha presentato alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) il 29 dicembre 2023, accusando Israele di aver commesso un genocidio contro i palestinesi di Gaza [1]. In essa si sostiene che le azioni di Israele dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023 “sono destinate a portare alla distruzione di una parte sostanziale del gruppo nazionale, razziale ed etnico palestinese … nella Striscia di Gaza”. (pagina 1) Questa accusa rientra chiaramente nella definizione di genocidio della Convenzione di Ginevra, di cui Israele è firmatario [2].

Il ricorso è una superba descrizione di ciò che Israele sta facendo a Gaza. È completa, ben scritta, ben argomentata e accuratamente documentata. La domanda è composta da tre parti principali.

In primo luogo, descrive in dettaglio gli orrori che l’IDF ha inflitto ai palestinesi dal 7 ottobre 2023 e spiega perché per loro si prospettano ancora morte e distruzione.

In secondo luogo, l’applicazione fornisce una serie di prove sostanziali che dimostrano che i leader israeliani hanno intenzioni genocide nei confronti dei palestinesi. (59-69) In effetti, i commenti dei leader israeliani – tutti scrupolosamente documentati – sono scioccanti. Leggendo i commenti sui palestinesi degli israeliani in “posizioni di massima responsabilità”, ci si ricorda di come i nazysti parlavano di come trattare gli ebrei. (59) In sostanza, il documento sostiene che le azioni di Israele a Gaza, combinate con le dichiarazioni di intenti dei suoi leader, rendono chiaro che la politica israeliana è “calcolata per portare alla distruzione fisica dei palestinesi a Gaza”. (39)

In terzo luogo, il documento si impegna a fondo per inserire la guerra di Gaza in un contesto storico più ampio, chiarendo che Israele per molti anni ha trattato i palestinesi di Gaza come animali in gabbia. Il documento cita numerosi rapporti delle Nazioni Unite che descrivono il crudele trattamento riservato da Israele ai palestinesi. In breve, l’istanza chiarisce che ciò che gli israeliani hanno fatto a Gaza dal 7 ottobre è una versione più estrema di ciò che facevano già da prima del 7 ottobre.

Indubbiamente molti dei fatti descritti nel documento sudafricano erano stati riportati in precedenza dai media. Ciò che rende la richiesta così importante, tuttavia, è che mette insieme tutti questi fatti e fornisce una descrizione generale e accuratamente supportata del genocidio israeliano. In altre parole, fornisce il quadro generale senza trascurare i dettagli.

Non sorprende che il governo israeliano abbia etichettato le accuse come una “accusa del sangue” senza “alcuna base fattuale e giudiziaria”. Inoltre, Israele sostiene che “il Sudafrica starebbe collaborando con un gruppo terroristico che chiede la distruzione dello Stato di Israele” [3]. Una lettura attenta del documento, tuttavia, rende chiaro che queste affermazioni non hanno alcun fondamento. In effetti, è difficile capire come Israele potrà difendersi in modo razionale e legale quando inizierà il procedimento. Dopo tutto, i fatti nudi e crudi sono difficili da contestare.

Permettetemi di fare alcune osservazioni aggiuntive sulle accuse sudafricane.

In primo luogo, il documento sottolinea che il genocidio è distinto dagli altri crimini di guerra e dai crimini contro l’umanità, sebbene “vi sia spesso una stretta connessione tra tutti questi atti”.  Ad esempio, prendere di mira una popolazione civile per cercare di vincere una guerra – come era accaduto quando la Gran Bretagna e gli Stati Uniti avevano bombardato le città tedesche e giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale – è un crimine di guerra, ma non un genocidio. La Gran Bretagna e gli Stati Uniti non stavano cercando di distruggere “una parte sostanziale” o tutta la popolazione di quegli Stati presi di mira. Anche la pulizia etnica, sostenuta dalla violenza selettiva, è un crimine di guerra, sebbene non sia un genocidio, un’azione che Omero Bartov, l’esperto israeliano dell’Olocausto, definisce “il crimine di tutti i crimini “[4] .

Per la cronaca, durante i primi due mesi di guerra ritenevo che Israele fosse colpevole di gravi crimini di guerra – ma non di genocidio – anche se c’erano prove crescenti di quello che Bartov ha definito “intento genocida” da parte dei leader israeliani [5]. Ma mi era apparso chiaro, dopo la fine della tregua del 24-30 novembre 2023 e la ripresa dell’offensiva da parte di Israele, che i leader israeliani stavano effettivamente cercando di distruggere fisicamente una parte sostanziale della popolazione palestinese di Gaza.

In secondo luogo, anche se l’istanza sudafricana si concentra su Israele, ha enormi implicazioni per gli Stati Uniti, in particolare per il presidente Biden e i suoi principali luogotenenti. Perché? Perché ci sono pochi dubbi sul fatto che l’amministrazione Biden sia complice del genocidio di Israele, e [questo tipo di complicità] è essa stessa un atto punibile secondo la Convenzione sul genocidio. Nonostante abbia ammesso che Israele è impegnato in “bombardamenti indiscriminati”, il Presidente Biden ha anche dichiarato che “non faremo un accidente di niente se non proteggere Israele. Nient’altro” [6]. È stato fedele alla parola data, arrivando a scavalcare due volte il Congresso per far arrivare rapidamente ulteriori armamenti a Israele. A prescindere dalle implicazioni legali del suo comportamento, il nome di Biden – e quello dell’America – sarà per sempre associato a quello che probabilmente diventerà uno dei casi da manuale di tentato genocidio.

In terzo luogo, non avrei mai immaginato di vedere il giorno in cui Israele, un Paese pieno di sopravvissuti all’Olocausto e dei loro discendenti, avrebbe dovuto affrontare una seria accusa di genocidio. Indipendentemente da come si svolgerà il caso presso la Corte internazionale di giustizia – e qui sono pienamente consapevole delle manovre che gli Stati Uniti e Israele impiegheranno per evitare un processo equo – in futuro Israele sarà ampiamente considerato come il principale responsabile di uno dei casi canonici di genocidio.

In quarto luogo, il documento sudafricano sottolinea che non c’è motivo di pensare che questo genocidio finirà in tempi brevi, a meno che la Corte internazionale di giustizia non intervenga con successo. Il documento cita due volte le parole pronunciate dal Primo Ministro israeliano Beniamino Netanyahu il 25 dicembre 2023 a sostegno di questo punto: “Non ci fermiamo, continuiamo a combattere, e intensificheremo i combattimenti nei prossimi giorni, e questa sarà una lunga battaglia e non è vicina alla fine”. (8, 82) Speriamo che il Sudafrica e la CIG mettano fine ai combattimenti, ma, in ultima analisi, il potere dei tribunali internazionali di costringere Paesi come Israele e gli Stati Uniti è estremamente limitato.

Infine, gli Stati Uniti sono una democrazia liberale piena di intellettuali, direttori di giornali, politici, opinionisti e studiosi che abitualmente proclamano il loro profondo impegno a proteggere i diritti umani nel mondo. Tendono a farsi sentire quando i Paesi commettono crimini di guerra, soprattutto se sono coinvolti gli Stati Uniti o i loro alleati. Nel caso del genocidio israeliano, tuttavia, la maggior parte dei leader liberali che si occupano di diritti umani ha parlato poco delle azioni selvagge di Israele a Gaza o della retorica genocida dei suoi leader. Speriamo che prima o poi giustifichino il loro inquietante silenzio. In ogni caso, la storia non sarà buona con loro, visto che non avevano detto quasi neanche una parola mentre il loro Paese diventava complice di un crimine orribile, perpetrato proprio sotto gli occhi di tutti.

Scritto dal prof. J.J. Mearsheimer

Riferimenti:

  1. https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/192/192-20231228-app-01-00-en.pdf
  2. https://www.un.org/en/genocideprevention/documents/atrocity-crimes/Doc.1_Convention%20on%20the%20Prevention%20and%20Punishment%20of%20the%20Crime%20of%20Genocide.pdf
  3. https://www.timesofisrael.com/blood-libel-israel-slams-south-africa-for-filing-icj-genocide-motion-over-gaza-war/
  4. https://www.nytimes.com/2023/11/10/opinion/israel-gaza-genocide-war.html
  5. https://mearsheimer.substack.com/p/death-and-destruction-in-gaza
  6. https://www.motherjones.com/politics/2023/12/how-joe-biden-became-americas-top-israel-hawk/

Fonte: mearsheimer.substack.com

Articolo: https://mearsheimer.substack.com/p/genocide-in-gaza

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org. Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321".

Dottoressa Eleonora Sellitto: «Sesso e Cistite: possono essere collegati?» | SALUTE

Sesso e Cistite: possono essere collegati?

Sesso e Cistite: Quale Correlazione? 
E' possibile avere la cistite a causa del rapporto sessuale? 
Sapevi che esiste la cistite da luna di miele?
Racconti di una psicologa è il canale dove si parla di psicologia, di crescita personale, di coppia, relazioni, sensualità e sessualità tramite messaggi semplici, fruibili da tutti. (Eleonora Sellitto)


 

Dal Movimento Sociale Italiano al Raggruppamento Sociale Repubblicano | POLITICA


Dal Movimento Sociale Italiano al Raggruppamento Sociale Repubblicano

La storia del Movimento Sociale Italiano dovrebbe stuzzicare l'interesse delle masse al seguito della Meloni, visto che, stando agli ultimi sondaggi, la Fiamma Tricolore 2.0 sfiora il 30% dei consensi. Eppure, il nuovo elettorato non sembra essere legato al passato Missino. Si cerca di dare un aspetto Conservatore e Atlantista all'esterno, mentre in qualche sezione la base militante post-Azione Giovani resta in silenzio, nonostante la voglia di dimostrare d'essere dei veri Patrioti Italiani, giammai influenzati dalla Perfida Albione e dai suoi nipoti a stelle e strisce d'oltreoceano.

In altre stagioni politiche, invece, il dissenso interno sfociava,  spesso e malvolentieri, in scissioni  più o meno effimere, ma necessarie ed inevitabili. Le mediocri tarantelle che hanno macchiato il nuovo doppiopetto post-Missino sono distanti da qualsivoglia legame ideologico, morale o etico con un Passato alquanto difficile e variegato. Lo studio, l'analisi e la critica di entità semi-sconosciute sono importanti tanto quanto le condivisioni ed i "mi piace" virtuali.

Il Raggruppamento Sociale Repubblicano è un esempio da spulciare per avere un quadro chiaro e approfondito dell'area politica che ora è alla guida della Patria, nonostante alcune scelte opinabili, purtroppo dettate dall'alto e necessarie per difendere il consenso dei vertici della politica internazionale verso la Destra Meloniana. Abbandonare a se stessa una realtà identitaria e nazionalista, con enormi margini di crescita, potrebbe essere un duro dazio da pagare, a rate, in dollari o sterline.

Buona lettura.

ERRESSERRE

Il Raggruppamento Sociale Repubblicano (successivamente conosciuto anche come "Partito del Socialismo Nazionale") è stata una formazione politica neofascista operante dal 1952 al 1957 e dal 1957 agli anni '60 dentro il cartello Partito Nazionale del Lavoro, frutto di una scissione dell'ala di sinistra fascista, socializzatrice e rivoluzionaria, del Movimento Sociale Italiano.

La corrente della "sinistra" missina nel settembre 1951 si spacca in sede di Comitato centrale sul sostegno del partito al PNM, con Giorgio Almirante e Filippo Anfuso che votano a favore del segretario Augusto De Marsanich, mentre Ernesto Massi e Giorgio Pini restano contrari all'alleanza con i monarchici.

 Giorgio Pini

La scissione del 1952

La corrente esce sconfitta dal congresso nazionale dell'Aquila del luglio 1952 ed escono dal MSI due dei tre principali leader della "sinistra", l'ex sottosegretario all'Interno della RSI Giorgio Pini e l'ex direttore de La Stampa Concetto Pettinato. Poche settimane dopo questi fondano ufficialmente (il 31 agosto) a Bologna il "Raggruppamento Sociale Repubblicano". Con loro anche il colonnello Massimo Invrea (poi generale) che fu nominato segretario nazionale dall'Esecutivo centrale. A tale formazione entreranno a far parte subito gli esponenti della corrente interna missina "Gruppi Autonomi Repubblicani". Si sviluppò soprattutto nel Nord Italia. Il "RSR" propugnava l'integrale applicazione del Manifesto di Verona.

Lo stemma del partito era una Fiamma Tricolore con alla base la scritta "RSR" circondata da una corona d'alloro. L'organo ufficiale del movimento era La Prima Fiamma, quindicinale edito a Torino.

Secondo quanto riporta Giuseppe Pardini, avrebbero avuto contatti con esponenti del Partito Comunista Italiano, tra i quali Luigi Longo, su incarico della direzione nazionale del PCI. Da questi incontri può essere letta la decisione di invitare i lavoratori aderenti al RSR ad iscriversi alla CGIL invece che alla CISNAL.

Ebbero anche rapporti con i Gruppi di Pensiero Nazionale, capeggiati da Stanis Ruinas, che alla fine però non aderirono. Nell'agosto del 1953 il RSR cambiò nome in Partito del Socialismo Nazionale.

La scissione del 1957 e l'esperienza del Partito Nazionale del Lavoro

Il vice segretario missino Ernesto Massi, l'altro esponente della sinistra interna, uscito dal MSI nel 1957 a seguito della sconfitta nel congresso nazionale del MSI di Milano che conferma segretario il moderato Arturo Michelini, diede vita nel dicembre 1957 al Partito Nazionale del Lavoro, dove si raccoglierà in massa l'ala sinistra missina dimissionaria dal partito, e dove confluiranno gli stessi Giorgio Pini e Concetto Pettinato, mentre anche la destra tradizionalista ed evoliana di Pino Rauti uscì dal MSI creando il Centro Studi Ordine Nuovo.

Il Partito Nazionale del Lavoro alle elezioni politiche del 1958 presentò liste alla Camera in cinque circoscrizioni, ma non ebbe alcun eletto.

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domenica 7 gennaio 2024

NASCE LA PAGINA UFFICIALE DE "LO SCHIAFFO 321"

NASCE LA PAGINA UFFICIALE DE "LO SCHIAFFO 321"
Il 7 Gennaio è una data molto particolare per la nostra Area. La Strage di Acca Larentia a Roma segna l'inizio di un vortice di violenza che ha spazzato via una generazione. 
La scelta di aprire le porte all'esterno in maniera ufficiale, proprio oggi, è dettata dalla necessità di allargare a macchia d'olio il bacino d'utenza di questa "cinghia di trasmissione culturale", soprattutto per veicolare un messaggio chiaro: 
L'unica "violenza" che tolleriamo è quella culturale!
Siamo contro qualsiasi forma di odio e intolleranza...
VOGLIAMO RIPERCORRERE LE IDEE.
VOGLIAMO SFONDARE IL VANO E L'INUTILE.
VOGLIAMO AMPUTARE LE SOVRAPPOSIZIONI PERICOLOSE.
VOGLIAMO RESPINGERE LE MISTIFICAZIONI.
VOGLIAMO RIVIVERE IL CONCETTO E I FINI DELLA VITA!

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sabato 6 gennaio 2024

LEGGI LO SCHIAFFO 321!

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IL GENERALE CIOFFI E' DIVENTATO MUTO. PROBLEMI DI LENGUA? | POLITICA

 IL GENERALE CIOFFI E' DIVENTATO MUTO. PROBLEMI DI LENGUA?

Da giorni e giorni una domanda perseguita i Cervinaresi. Cosa sarà successo al generale Cioffi? A cosa sarà dovuto il suo mutismo?

L'avevamo conosciuto durante i comizi elettorali sempre gagliardi e tosti, ma soprattutto con una considerevole progressione dell'acustica delle corde vocali che da serena e pacata diventava aggressiva e decisa grazie ad un semitono musicale al di sopra della norma. Tutti rimasero stupiti da questo gagliardo uomo che fiero ed impettito prometteva progetti stratosferici tra cui, uno su tutti, ricordiamo quello di usare le barriere di contenimento di cemento armato costruite in montagna come recipienti di raccolta per l'acqua da usare per eventuali incendi tramite elicotteri spegni fiamme.
Probabilmente promise anche il mare in Valle Caudina grazie ad un canale da costruire partendo da Napoli, ma questa promessa non la capi' nessuno a causa dei sui striduli di passione che si confusero con l'eco dovuto alla catena del Partenio.

Oggi all'improvviso é diventato muto e umanamente parlando siamo tutti preoccupati. Sono varie le ipotesi messe in campo dagli studiosi che sono arrivati da tutto il mondo per studiare questo strano fenomeno di cui é stato colpito il consigliere Cioffi. Qualcuno ha ipotizzato che il Generale sia affetto da una crisi mistica natalizia e che in questo momento si trova sospeso nel mondo della spiritualità che non gli permette di proferire parola. Altri affermano che la causa sia dovuta al fatto che il Generalissimo sia un po' burlone. Infatti, prima di parlare, adora creare un po' di suspance per poi fare il colpaccio in un giorno particolare dove i regali sono all'ordine della festa (probabilmente con la Befana). Altri ancora affermano che il signor Cioffi, non essendo abituato all'ambiente Cervinarese si sia trovato a vagare senza bussola seguendo la spiriguta della supercazzola prematurata con scappellamento a sinistra.
La tesi che per ora risulta essere più accreditata vede il nostro eroe colpito dalla sidrome della statuina a causa di un fulminea azione della Lengua che si é ritirata in letargo al di sotto della politica delle corde vocali.


Tuttavia, giá qualcuno aveva notato dei primi silenziamenti, appena il suo deretano approdó sul sedile del consiglio comunale. La voce divenne piú fioca e le aspettative programmatiche si trasformarono in carezze e buffetti di vento. Tanto é vero che i roboanti cavalli di battaglia del Generale nel tempo si sono ridotti a soli due argomenti di vitale importanza per la comunità Cervinarese, ossia la bassa pressione dell'acqua in determinate zone di Cervinara ed il rifacimento dei numeri civici della cittadina Caudina.
Il peggioramento definitivo l'abbiamo visto all'ultimo consiglio sul bilancio comunale dove l'illustrissimo Generale, appena cercava di proferire qualcosa, in modalitá svizzera veniva bloccato dagli sguardi fulmini del Sindaco che causava una paralisi della lingua o lengua che dir si voglia.
Speriamo che nel prossimo consiglio comunale, convocato per l'otto gennaio, si capisca qualcosa in più di questo strano fenomeno perché siamo tutti preoccupati sul mutismo attuale, ma per ora la domanda dei Cervinaresi rimane sempre la stessa di sempre: perché il Generalissimo é diventato muto... e sordo.

Scritto da Giovanni Mauriello

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venerdì 5 gennaio 2024

La biografia del monaco Caudino, conosciuto nel mondo come il venerabile Lokanātha | CULTURA

La biografia del monaco Caudino, conosciuto nel mondo come il venerabile Lokanātha.

Il venerabile Lokanātha (Salvatore Natale Cioffi, Cervinara 1897 - Maymyo 1966) è stato il primo italiano a ricevere l’ordinazione monastica buddhista, nel 1925 in Birmania; poco noto nel nostro Paese è ricordato e sommamente rispettato in Oriente. Questa prima accurata biografia restituisce il profilo umano e spirituale di una delle più singolari personalità del XX secolo. 

L’opera ripercorre la vita di Lokanātha, la sua condotta morale, gli insegnamenti, l’impegno umanitario ed intellettuale. Sono rievocate le straordinarie iniziative di cui si rese protagonista, come il viaggio a piedi e senza soldi che lo condusse dall’Italia verso l’India. Una inesauribile energia e una vocazione “visionaria” spinsero il venerabile monaco a diffondere il messaggio e la pratica buddhista in Asia, negli Stati Uniti e in Europa.

Bhikkhu Mettānanda è nato in Italia nel 1965. Grazie all’incontro con gli insegnamenti del maestro zen Thich Nhat Hahn, nel 2008 si interessa al buddhismo iniziando a seguire ritiri in patria e all’estero. Nel 2009 inizia a praticare la meditazione Vipassana prima nella tradizione di S. N. Goenka e di seguito nella tradizione del venerabile Mahāsi Sayādaw. Nel 2011 riceve l’ordinazione monastica a Yangon nel Myanmar.

Lorenzo Maria Colombo è nato nel 1984 e vive a Varallo Sesia, in provincia di Vercelli. Ha all’attivo numerose esperienze professionali nel mondo della cultura e della scuola. Giornalista dal 2014, collabora presso diverse testate giornalistiche del Piemonte.


"Battete il fuoco con il fuoco! Che il fuoco dell'intensa scrupolosità batta il fuoco della sensualità! Quando il fuoco dei sensi è morto, sarà morto per sempre! Questo è il rinfrescante stato del Nibbana, dove ogni fuoco di cupidigia è morto per sempre!"  

"... seguir virtute e canoscenza"

Diana edizioni è un progetto editoriale animato da un gruppo volontario di studenti, ricercatori, giornalisti, intellettuali. Una realtà associativa che ha come scopo la promozione, lo sviluppo e la diffusione della “cultura” in tutte le sue forme ed espressioni. Le nostre collane hanno l’ambizione di proporsi come strumenti di ricerca e percorsi formativi in grado di sfidare la desertificazione intellettuale determinata dalla sterile accettazione del “mito del consumo” e degli assiomi del politicamente corretto.