domenica 16 aprile 2023

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

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SIRENE e STRADA DI DAMASCO, Cervinara ha bisogno di elezioni? | POLITICA

Nero profondo,

il mare richiama

nel suo canto

cento voci di sirene

creando melodie

senza fine

increspate come le onde

SIRENE E STRADA DI DAMASCO.
Cervinara ha bisogno di elezioni?
Le ultime vicende della politica Cervinarese sono legate al chiacchieratissimo cambio di casacca un giovane consigliere di Minoranza, attratto dal canto delle sirene della Maggioranza. 
Insomma, il movimento Cervinara ha bisogno di te, con un comunicato stampa tagliente, ha aggiunto un nuovo capitolo alla frammentazione dell'opposizione in seno al consiglio comunale, guidato dalla squadra dell'avvocato Caterina Lengua, ufficiosamente già a lavoro per la prossima delicatissima sfida elettorale. Intanto, il clima appare sostanzialmente teso, ma senza scossoni di rilievo, come da prassi.
Riportiamo lo schiaffo politico, rivendicato dal Gruppo Consiliare d'opposizione, composto al momento dall'ingegner Giuseppe Ragucci e dall'avvocato Filomena Carofano.

strada di damasco

«Il canto della sirena è incessante - si legge nella nota CBT - e colpisce i più deboli, spesso mal consigliati. Il consigliere Sellitto è trafitto sulla strada di Damasco, e da bravo giovincello quale pare, non ha timore a confessarlo. E’ messo in un angolino ad aspettare, ed aspetta il suo momento, la gloria della assunzione ad assessore di questo Comune. Luca si confessa e sbandiera la sua aspirazione, dimentica il ruolo di oppositore al quale è deputato, funzione svolta poco e male e vuole salire i gradini del palazzo». 
sirena
«Ad aspettarlo la solita, il Sindaco, che ha promesso in due anni di consiliatura, un ruolo a tutti, oppositori e maggioranza, si è divertita a creare attese, per mai realizzarle. Ma questa volta accadrà, perché noi lasciamo libero Luca di sbagliare, faccia come dice e come crede, e lo spieghi agli altri non a noi, noi abbiamo ancora qualche certezza. 
Ed intanto, la maggioranza ragioni e pensi: rottura insanabile tra Sindaco e vicesindaco, Raffaella Cioffi alla opposizione, Giovanni Bizzarro che si dimette da Presidente e membro della Commissione, mentre si parla del Cimitero, turnazioni di assessori quotidiane. Meglio noi - si legge in chiusura - che perdiamo Sellitto o la Maggioranza che fa un acquisto per una causa di sopravvivenza. Il tempo è galantuomo».

MUSI DURI
La mutazione della classe politica locale è evidente, visti gli assetti precari ed il crescente chiacchiericcio, fin troppo velenoso e capace di non condannare i clamorosi cambi bandiera. In atto c'è una campagna acquisti spudorata e plateale, inimmaginabile almeno fino a qualche anno fa. “Cervinara Ha Bisogno di Te” e Raffaella Cioffi, sono estremamente ostili alla solida fazione in Maggioranza, ricordiamo composta anche dal Vicesindaco Filuccio Tangredi, seppur difeso come al solito dall'avvocato Raffaella Cioffi: spada tratta e senza peli sulla lengua
«Prima del 2015 Caterina Lengua - ha affermato l'agguerrita Cioffi - era all’opposizione contro l’amministrazione Tangredi, poi è stata Vicesindaca con Tangredi ed ora grazie all’amministrazione uscente riveste il ruolo di Sindaco, per dimenticare un giorno dopo l’elezione la volontà popolare, dimostrando di non avere alcun rispetto delle regole fondamentali della democrazia».
 
RIFLESSIONI
Parole dure e frattura insanabile, almeno secondo le dichiarazioni mezzo stampa, confermate dalle affannate e affamate voci di corridoio. In particolare, ci pare infruttuoso evocare, nel contesto politico Cervinarese, alcuni spunti offerti dall'agitata lotta di questi mesi. Uno scenario mediocre, nato fra le macerie di due coalizioni dilaniate da un duplice scontro fratricida, capace di mettere in piazza i panni sporchi, le pezze imbevute di bile, nonché i classici stracci volanti

Tempo perso, rabbia, occasioni sprecate, delusioni storiche, imprecazioni occasionali ed energie sperse nel nulla cosmico? Intanto, si allontana sempre di più l'apertura del famoso cantiere socioculturale, vivo, vivace, verace, vibrante, immaginifico d'intuizioni utopiche e non utopiste per una doverosa e imminente “ristrutturazione etica” di TUTTA la comunità umana.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



Dott.ssa Coccia: Il magnesio: funzioni, fonti alimentari, carenza e livelli ottimali | SALUTE

Il magnesio: funzioni, fonti alimentari, carenza e livelli ottimali 

 Dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.

Su orsi e dintorni: meno animalismo, più totemismo | CULTURA

Su orsi e dintorni: meno animalismo, più totemismo

Col repentino venir meno d'un numero sempre maggiore di specie animali, noi esseri umani cosa stiamo perdendo? La risposta a questa domanda, penso richieda uno sforzo di riflessione antropologica.

Ritengo positivo che, nell'era contemporanea, sia sorta una coscienza intorno agli animali relativa al loro essere creature capaci di provare felicità e sofferenza e, di conseguenza, relativa al loro essere latrici del diritto a non venire maltrattate o torturate.

Ritengo deleterio, però, che la questione animale finisca ridotta alla valorizzazione delle caratteristiche che avvicinano animali e uomini. In questo senso, l'animalismo - invocando i diritti degli animali sovente in ragione delle loro caratteristiche intellettive e affettive similari a quelle umane - si rivela essere una forma di antropocentrismo mascherato.

La comprensione dell'importanza del rapporto uomo-animale, non passa dall'individuazione della somiglianza ma, al contrario, dall'esaltazione della completa alterità.

L'animale rappresenta infatti quella relazione col cosmo che nell'uomo, come diceva Ernesto De Martino, genera una "crisi di presenza": l'uomo intuisce l'infinito intorno a sé, si interroga su di esso, ma se ne sente anche separato. L'invenzione del sacro e della ritualità - generatrice, secondo i padri dell'antropologia, di ogni patto sociale originario - si declinava per molti popoli nella sacralizzazione totemica di quegli esseri che, al contrario degli uomini, vivevano connessi al cosmo circostante, ovvero gli animali.

Questa sacralizzazione tanto più si esprimeva con forza, quanto più il rapporto uomo-animale era avvolto entro un concatenamento di morte e sopravvivenza: l'animale che veniva ucciso per nutrirsi, era sacro; parimenti, nell'animale ucciso per gli olocausti, si riteneva incarnarsi lo spirito divino celebrando il ciclo indissolubile della vita.

Perdere gli animali, dunque, significa perdere la relazione misterica col cosmo, significa perdere ulteriori elementi di connessione simbolico-rituale della comunità umana.

La riscoperta di una relazione tra uomini e animali, quindi, o sarà totemica o non sarà. Venendo alle discussioni da social network sugli orsi del Trentino, la vita di questi ultimi va difesa non perché essi siano pelosi e carini, ma perché se gli orsi cessassero di esistere verrebbe meno un archetipo, un elemento di connessione simbolica e ancestrale, fra gli esseri umani e l'Universo

Scritto da Riccardo Paccosi

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". 

Immagini tratte dalla rete. Fonte: ariannaeditrice.it




DE FILIPPO - Ferdinando I° Re di Napoli (1959)

Ferdinando I, Re di Napoli

Ferdinando I, che i napoletani chiamano Re Lazzarone, mentre desidera vivamente di ottenere il favore del popolo, nulla fa per meritarlo. A Napoli e in tutto il regno c'è molta miseria a le disagiate condizioni economiche favoriscono il diffondersi del malcontento, del desiderio di cambiamenti politici e di maggiore libertà. Intanto il re dedica solo rari momenti alle cure del governo, e le riunioni del ministri servono al monarca per dare sfogo al suo umore bizzarro. Ferdinando si compiace di girovagare, travestito, frequentando bettole e locali malfamati, dove gioca d'azzardo e bara; ma la sua maggiore preoccupazione sono le avventure amorose, che non sempre si svolgono secondo i suoi desideri. In questo campo Ferdinando trova un serio competitore nel figlio, che egli stesso ha ammaestrato. Intanto gli agitatori politici si danno da fare per tenere viva l'aspirazione del popolo alla libertà; pellicola antiborbonica.

OSIRIDE l’eterno signore: dio dell’amore e degli inferi | CULTURA


Osiride l’eterno signore: dio dell’amore e degli inferi

Osiride è il signore egiziano degli inferi e il giudice dei morti, fratello-marito di Iside e uno degli dei più importanti dell’antico Egitto. Come riporta Ancient, il nome “Osiride” è la forma latinizzata dell’usir egiziano che viene interpretato come “potente” o “potente”.
È il primogenito degli dei Geb (terra) e Nut (cielo) poco dopo la creazione del mondo, è stato assassinato dal fratello minore Seth e riportato in vita dalla sorella Isis. Questo mito e gli dei coinvolti sono diventati centrali nella cultura e nella vita religiosa egiziana.
Osiride: dalla fertilità alla morte
Osiride era originariamente un dio della fertilità, probabilmente dalla Siria (sebbene questa affermazione sia contestata) che divenne così popolare da assorbire la funzione di divinità precedenti come Andjeti e Khentiamenti, due divinità della fertilità e dell’agricoltura venerate ad Abydos. È associato al simbolo djed ed è spesso raffigurato con la pelle nera o verde che simboleggia il fango fertile del Nilo e la rigenerazione. Viene anche spesso mostrato come una mummia o in forma parzialmente mummificata nel suo ruolo di Giudice della Morte.

Le immagini di Osiride come un dio vivente lo raffigurano come un bell’uomo in abito reale che indossa la corona dell’Alto Egitto come un copricapo piumato noto come atef e che trasporta il truffatore e il flagello, simboli di regalità. È associato al mitico uccello Bennu (ispirazione per la Fenice greca) che prende vita dalle ceneri. Osiride era conosciuto con molti nomi ma principalmente come Wennefer, “The Beautiful One” e, nel suo ruolo di Judge of the Dead, Khentiamenti, “The Foremost of the Westerners”. L’Occidente fu associato alla morte e gli “occidentali” divennero sinonimo di coloro che erano passati all’aldilà.


Osiride, il Signore dell’Amore
Era anche conosciuto come Il Signore dell’Amore, Re dei Vivi ed Eterno Signore. Dopo Iside, Osiride era il più popolare e duraturo di tutti gli dei egizi. Il suo culto durò migliaia di anni da poco prima dell’inizio del periodo dinastico (3150-2613 a.C. circa) fino alla dinastia tolemaica (323-30 a.C.), l’ultima dinastia a governare l’Egitto prima dell’arrivo di Roma. È anche possibile che Osiride fosse adorato in qualche forma nel periodo predinastico dell’Egitto (c. 6000-3150 a.C.) e probabile che egli abbia avuto origine in quel momento. La studiosa Geraldine Pinch scrive:
Dove, quando e come Osiride fu adorato per la prima volta è molto contestato. È stato affermato che Osiride era originariamente un re predinastico divinizzato, uno spirito primitivo della vegetazione, un dio sciacallo di una necropoli reale antica o una dea madre. Anche l’etimologia del suo nome è incerta, sebbene possa significare semplicemente “Il potente” (178).
Anche se di solito è visto come un dio giusto, generoso della vita e dell’abbondanza, ci sono anche raffigurazioni di lui come “una figura terrificante che invia messaggeri demoniaci per trascinare i vivi nel cupo regno dei morti” sebbene queste siano la minoranza. Osiride come il gentile e giusto sovrano, assassinato dal suo risentito fratello Seth, che torna in vita è l’immagine più popolare e duratura del dio.

Il mito del figlio di Get e Nut
Dopo la creazione del mondo, nacquero i primi cinque dei dall’unione di Geb (terra) e Nut (cielo) e questi furono Osiride, Iside, Seth, Nefti e Horus. Osiride, come il primogenito, assunse il dominio come Signore della Terra, con Iside come regina e consorte. Trovò il popolo egiziano incivile e senza legge e così diede loro leggi, cultura, istruzione religiosa e agricoltura. L’Egitto divenne un paradiso sotto il dominio di Osiride dove tutti erano uguali e c’era cibo in abbondanza poiché le colture erano sempre abbondanti. Seth era geloso del successo di suo fratello e si risentì.

horus
La loro relazione si deteriorò ulteriormente dopo che Nephthys, la moglie di Seth, si travestì da Iside e sedusse Osiride, rimanendo incinta del dio Anubi. Seth fece realizzare una bellissima bara all’altezza esatta di Osiride e poi organizzò una grande festa in cui presentò questa scatola e disse agli ospiti che chiunque di loro si adattava perfettamente ad essa poteva averlo come regalo. Quando Osiride si sdraiò nella bara, Seth sbatté il coperchio, lo chiuse e lo gettò nel Nilo, dove fu portato via lungo il fiume.

Il corpo di Osiride si allontanò verso il mare e alla fine la sua bara fu alloggiata in un grande albero di tamerice che cresceva vicino a  Byblos  in  Fenicia. L’albero cresceva rapidamente intorno alla bara fino a quando non la conteneva completamente. Il re di Byblos, Malcander, venne sulla riva con sua moglie Astarte e ammirò l’albero e il dolce profumo che sembrava emanare da esso. Ordinò che l’albero fosse abbattuto e portato nel suo palazzo come una colonna ornamentale per la corte, e lì rimase Osiride, intrappolato nella bara all’interno della colonna, fino alla sua morte.


L’arrivo a Byblos
Nel frattempo Iside aveva lasciato l’Egitto in cerca di suo marito e alla fine arrivò a Byblos, travestita da donna anziana, dove si sedette sulla riva e pianse per il marito scomparso. Fu invitata a palazzo dalle ancelle reali che erano venute a riva per fare il bagno e lì si ingraziarono con il re e la regina, così le fu chiesto di fare da infermiera per i loro giovani figli. Iside cercò di rendere immortale il ragazzo più giovane bagnandolo nel fuoco e, quando la Regina Astarte lo scoprì, fu inorridita. Iside si rivelò quindi come la dea e il re e la regina le promise tutto quello che voleva se solo li avesse risparmiati. Ha richiesto solo il pilastro – che le hanno rapidamente concesso.

Dopo aver lasciato la corte, Iside tagliò Osiride dall’albero e riportò il suo corpo in Egitto dove lo nascose da Seth nella regione paludosa del Delta del Nilo. Lo lasciò per andare a raccogliere erbe per fare una pozione per riportarlo in vita, lasciando sua sorella Nephthys a guardia del corpo. Mentre se ne andava, Seth venne a sapere del ritorno di suo fratello e uscì per trovare il suo corpo. Riuscì a convincere Nephthys a dirgli dov’era, e quando lo trovò, lo fece a pezzi e lo sparse in tutto il paese e nel Nilo.

Il ritorno di Iside
Quando Iside tornò, fu inorridita ma si compose rapidamente e andò a lavorare per trovare i pezzi del marito assassinato. Con l’aiuto di Nephthys, recuperò tutte le parti del corpo tranne il pene, che era stato gettato nel Nilo e mangiato dal pesce oxyrhyncus, motivo per cui a questo pesce era vietato il cibo nell’antico Egitto.
Iside fu in grado di far rivivere Osiride e, una volta in vita, assunse la forma di un aquilone e volò intorno a lui, attirò il seme dal suo corpo nel suo e rimase incinta di un figlio, Horus. Anche se Osiride ora viveva, era incompleto e non poteva più governare la terra dei vivi. Si ritirò nell’aldilà dove divenne Signore e Giudice dei Morti. Iside, temendo cosa Seth potesse fare a suo figlio, nascose Horus tra le paludi dell’Egitto fino a quando non fu cresciuto. A quel punto, Horus emerse come un potente guerriero e combatté contro Seth per il controllo del mondo. In alcune versioni della storia, Seth viene ucciso ma, nella maggior parte dei casi, viene sconfitto e cacciato dalla terra. Il caos che Seth aveva scatenato sul mondo fu conquistato da Horus, che ristabilì l’ordine e poi governò con sua madre.

Come viene raffigurato Osiride
La più antica raffigurazione conosciuta di date Osiris a circa 2300 AC , ma rappresentazioni di lui sono rari prima del Nuovo Regno (1539-1075 AC ), quando è stato mostrato in una forma arcaizzante come una mummia con le braccia incrociate sul petto, una mano con in mano un truffatore, l’altro un mulinello.

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: Oltre la Linea

CABELLA - Quel motivetto che mi piace tanto (1933)

Cabella - Quel motivetto che mi piace tanto

Artista: Cabella

Brano: Quel motivetto che mi piace tanto

Anno: 1933 

Autore: Galdieri, Caslar

Esecutore: Cabella

Casa discografica: Kristall

sabato 15 aprile 2023

Il Libro Perduto del Dio Enki - Tavoletta Settima - Parte Terza | AUDIOLIBRO

Settima Tavoletta - Parte Terza

Zaccaria Sitchin è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. 

È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della "teoria degli antichi astronauti" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le speculazioni di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, vengono considerate pseudoscienza e pseudostoria dalla comunità scientifica, rifiutate da scienziati, storici e accademici.

Inoltre le teorie e i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull'archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, congiunta ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, traduzioni errate di tali testi e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru nei testi Sumeri e in quelli Babilonesi Marduk, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L'esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.

giovedì 13 aprile 2023

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TIN TIN 3.0 #goliardia

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La Valle Caudina analizzata e "divisa" nel rapporto semestrale antimafia sul panorama criminale italiano | CAUDIUM

La Valle Caudina analizzata e divisa nel rapporto semestrale del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

Sul piano della presenza criminale, ai fini prettamente analitici e per una migliore rappresentazione del fenomeno, il territorio campano è stato spaccato in macro-aree, ossia la città metropolitana di Napoli e la sua provincia, la provincia di Caserta, la provincia di Salerno e le due province di Benevento ed Avellino. La Valle Caudina si è ritrovata, in questo caso particolare, coinvolta in due aree nella delicata Relazione del primo semestre 2022. 

“E’ stata pubblicata la Relazione sull’attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel primo semestre del 2022, presentata dal Ministro dell’Interno, e relativa all’analisi sui fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso del I semestre del 2022. Il documento propone la descrizione del quadro criminale e i profili evolutivi delle organizzazioni di tipo mafioso e di matrice etnica soffermandosi sui rispettivi modus operandi e avendo riguardo alle differenti capacità in ordine alla infiltrazione nell’economia legale e al turbamento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Una particolare attenzione, in continuità con lo scorso semestre, è stata riservata al crescente ricorso alle transazioni finanziarie attuate mediante l’utilizzo di nuove tecnologie come la blockchain, per lo scambio di rappresentazioni digitali di valore quali le criptovalute e gli NFT, ed alle iniziative istituzionali finalizzate a contrastare efficacemente, anche in questo campo, il riciclaggio e il finanziamento delle mafie.

L’elaborato sottolinea inoltre l’importanza della cooperazione internazionale per massimizzare l’efficacia della lotta alle organizzazioni criminali ormai proiettate a valicare sistematicamente i confini nazionali. Al riguardo, la DIA persegue con il massimo impegno l’azione di contrasto internazionale alle mafie non solo sul piano operativo ma anche tramite una più energica opera di sensibilizzazione degli omologhi stranieri. Un impegno perseguito avvalendosi dell’importante progetto della Rete Operativa Antimafia @ON di cui la DIA è ideatore, promotore e Project Leader ed a cui è dedicato lo specifico Focus di approfondimento.”

Provincia di Avellino

Il panorama criminale irpino, in ragione della particolare posizione geografica, si caratterizza per le alleanze tra le organizzazioni locali e i sodalizi camorristici originari delle province limitrofe. Le aree di maggior interesse dal punto di vista della presenza della criminalità organizzata restano la città di Avellino, il Vallo di Lauro al confine con Nola (NA) e la Valle Caudina a ridosso della provincia di Benevento.

Ad Avellino e nei territori dei Comuni immediatamente confinanti permane il controllo del clan N.P., evoluzione del vecchio clan G, già colpito negli scorsi anni da diverse operazioni menzionate nel precedente semestre e che ne hanno indebolito l’assetto. Nel Vallo di Lauro operano i gruppi antagonisti C. e G. con proiezioni, rispettivamente, nell’agro nolano (NA) e nell’alta Valle dell’Irno ai confini con Salerno. Negli anni, la morte di alcuni esponenti apicali e molteplici attività investigative hanno fiaccato la famiglia C. Anche il clan G- ha recentemente registrato la perdita di alcune figure apicali e, pertanto, non si escludono possibili involuzioni nella ricerca di nuovi equilibri nel territorio laurese.

VALLE CAUDINA

La Valle Caudina si estende tra le province di Avellino e Benevento e le risultanze investigative sinora acquisite avrebbero attestato la presenza in quel territorio del clan P., i cui storici esponenti di vertice risultano deceduti o detenuti lasciando spazio a figure familiari con minore carisma criminale. L’organizzazione avrebbe gradualmente esteso la propria influenza anche nella Capitale stringendo alleanze con soggetti organici ad articolazioni romane di clan camorristici, in specie, con il clan S. diretta espressione dei citati M. Nel territorio di origine, lo scorso 11 febbraio 2022, un noto esponente del clan P. e un suo accompagnatore sono stati attinti da alcuni colpi di arma da fuoco esplosi da un pregiudicato di origini salernitane, riportando lievi ferite. Il fratello di quest’ultimo, l’8 settembre del 2020, si era reso responsabile dell’omicidio di un altro esponente di spicco del clan P

I due distinti episodi avvenuti a San Martino Valle Caudina (AV), secondo le informazioni attualmente in possesso degli inquirenti non riconducibili ad ambiti mafiosi, farebbero propendere verso un minor controllo del territorio da parte del clan. Il 19 febbraio 2022, la zona è stata teatro di un ulteriore agguato mortale a colpi di arma da fuoco in cui è rimasto vittima il gestore di un locale circolo ricreativo ed il cui autore risulterebbe un giovane pregiudicato dell’area, asseritamente spinto da motivi non ascrivibili alla criminalità organizzata. Non si esclude tuttavia che la gravità degli episodi delittuosi possa essere riconducibile ad una escalation avviata dalle cd. “nuove leve” al fine di monopolizzare lo spaccio di stupefacenti nella Valle Caudina.

Da ultimo, in territorio irpino si segnala la proroga, per ulteriori sei mesi a decorrere dal 28 febbraio 2022, del commissariamento del Comune di Pratola Serra, sciolto per infiltrazione camorristica nell’ottobre del 2020.

Provincia di Benevento

Nel periodo in esame la geografia criminale del territorio sannita non presenta significative evoluzioni rispetto ai periodi precedenti. Il clan S. manterrebbe l’egemonia nel capoluogo della provincia e nei confronti di gruppi criminali minori collegati alle famiglie P/S e N, dedite prevalentemente allo spaccio di stupefacenti. I tradizionali interessi illeciti del clan riguarderebbero anche le estorsioni, l’usura e la droga.

Nell’area di Montesarchio, Valle Caudina, Sant’Agata dei Goti, Airola e Comuni limitrofi prevarrebbe l’influenza del clan P, radicato nel territorio irpino e tradizionalmente dedito al traffico di stupefacenti, ad attività estorsive ai danni di imprenditori e commercianti, nonché al riciclaggio di capitali illeciti. Il citato sodalizio vanterebbe una storica alleanza con il clan Pe, attivo nel comprensorio casertano del Comune di Recale, oltre a rapporti di affari criminali con altre organizzazioni camorristiche stanziate oltre regione.

IL SERVIZIO DI PRIMATIVVU'

Nell’area telesina il clan si avvarrebbe del gruppo S/B allocato nell’area di Sant’Agata dei Goti, nonché del gruppo I/P, attivo nei Comuni di Montesarchio, Bonea, Bucciano, Castelpoto, Campoli del Monte Taburno, Tocco Caudio, Cautano e Forchia, i cui interessi illeciti spaziano dalla gestione del traffico di stupefacenti, alle estorsioni e al controllo degli appalti pubblici. Durante il 1° semestre 2022 nel territorio sannita non sono stati rilevati episodi sintomatici di contrasti fra i gruppi criminali ivi operanti.

N.B. I nomi completi sono accessibili nella relazione e nelle tabelle provinciali.

 Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo. Immagini tratte dalla rete.


La famiglia Benvenuti - Puntata 13 (1969)

La famiglia Benvenuti 
Puntata 13 (1969) - ULTIMA

Enrico Maria Salerno, Guardia Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana e Valerio Giusva Fioravanti, Nuclei Armati Rivoluzionari, furono i protagonisti de La famiglia Benvenuti, ossia la madre di tutte le serie televisive in Italia.


Parco del Partenio, scoperta discarica di amianto. L'Osservatorio Nazionale Amianto denuncia | AMBIENTE

ANCORA AMIANTO SUL PARTENIO 

L'Osservatorio Nazionale Amianto ha ripreso la notizia da un giornale locale e l'ha rilanciata sulle colonne digitali del "Giornale sull'Amianto", il notiziario dell'associazione ambientalista. Riportiamo per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 l'articolo integrale, con la speranza che questa piaga venga almeno presa in considerazione da chi di dovere.

Parco del Partenio, scoperta discarica di amianto

Amianto abbandonato nel Parco del Partenio. Uno scempio venuto alla luce in questi giorni. I materiali contenenti amianto - si legge nella denuncia - devono essere smaltiti soltanto attraverso ditte specializzate. Si tratta di un cancerogeno altamente pericoloso e gli operai devono essere, per legge, formati e dotati di tutti i dispositivi di protezione adeguati per limitare il rischio di inalare anche una sola fibra del minerale killer.

Parco del Partenio, amianto abbandonato illecitamente

Eppure qualcuno ha pensato bene, nonostante ormai sia nota a tutti la sua pericolosità, di abbandonare materiale in cemento – amianto in un terreno del parco. Contaminando così l’ambiente e con il rischio che le fibre raggiungano anche le falde acquifere. L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, sostiene, infatti, che anche le fibre ingerite siano cancerogene.

Amianto pericoloso anche se ingerito

Il professor Giovanni Brandi, durante il convegno dell’Ona a San Cesaro sul Panaro ha spiegato come nuovi studi dimostrino la correlazione tra l’amianto e il colangiocarcinoma, tumore delle vie biliari. Le ricerche confermano quello che l’Ona denuncia da tempo. 

Rispetto al passato – ha detto il professore associato in Oncologia Medica all’Università di Bologna e responsabile del programma Tumori epato-biliari e pancreatici al Policlinico S. Orsola-Malpighi Brandiabbiamo dati più solidi per quanto riguarda il ruolo dell’amianto nella genesi dei tumori delle vie biliari. Negli ultimi tempi si è, infatti, riusciti a trovare grandi quantità di fibre di amianto nel fegato. Sia dei pazienti con questo tumore, sia nelle persone sane che vivono in aree altamente esposte (come Casale Monferrato)”.

Troppe ancora le vittime dell’amianto

L’asbesto può causare anche il mesotelioma, il tumore del polmone e altre neoplasie. Oltre a patologie quali l’asbestosi, gli ispessimenti e le placche pleuriche. Per questo l’Italia lo ha messo al Bando nel 1992, come ricorda l’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Il VII rapporto ReNaM dell’Inail registra i soli casi di mesotelioma, ma sono sottostimati e non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate. Per questo l’avvocato Bonanni stima in circa 7mila le vittime dell’amianto nel 2022. 

Chi ancora abbandona amianto sul territorio italiano per risparmiare non solo viola la legge, ma mette a repentaglio la salute di tanti. Per segnalare i siti contaminati è possibile utilizzare la App dell’Ona.

Parco del Partenio, la denuncia di un consigliere comunale

A denunciare l’ennesimo abbandono è stato, come riporta ilcaudino.it, l’ingegnere Franco Capuano, consigliere di minoranza a San Martino Valle Caudina. Conosce bene il Parco del Partenio e lo frequenta costantemente. Tanto da monitorarne lo stato di salute. Camminando in località Grottola Spineto, nel Comune di Pannarano, ha trovato i rifiuti pericolosi accatastati a terra.

Il Parco regionale del Partenio tra Avellino e Benevento

Il Parco regionale del Partenio è stato istituito nel 2002. Comprende 22 Comuni, distribuiti sia nella parte appenninica del Partenio, che nelle valli adiacenti, Valle Caudina, Valle Del Sabato e Vallo di Lauro-Baianese. I centri urbani, in prevalenza appartenenti alle province di Avellino e di Benevento, si trovano soprattutto nella fascia pedemontana e le strade che li collegano formano un circuito che circonda l’intero complesso montuoso del Partenio.

La catena del Partenio, lunga 30 chilometri, si colloca tra il Monte Taburno, a nord-ovest, e il complesso dei Monti Picentini a sud-est. Le cime maggiori sono Montevergine (1480 metri), Monte Avella (1598 metri) e Monte Ciesco Alto (1357 metri). Il Bacino imbrifero maggiore è quello del fiume Calore, che percorre l’area Nord del Partenio.

RIFLESSIONI

Il nuovo ritrovamento di amianto sul Partenio ci porta a riflettere sulle reali condizioni in cui versa il Verde dalle nostre parti. Da anni raccogliamo le denunce "No Amianto" di cittadini e associazioni, ma la situazione sembra essersi fossilizzata sulle variegate speculazioni e sull'inefficienza storica degli addetti ai lavori. Periodicamente, da decenni, spunta una discarica a cielo aperto nei posti più disparati e disperati d'Italia. Bisogna cambiare registro ed alzare la guardia. La salute è la prima cosa, ma senza Terra è alquanto difficile sopravvivere. 

Salutiamo con affetto gli amici dell'ONA, realtà di spessore nazionale da tempo in prima linea, che in passato ha sostenuto le nostre lotte sul territorio Caudino, insieme a tutti coloro che amano (realmente) il territorio, oltre i colori e le appartenenze di rito.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo- Fontehttps://onanotiziarioamianto.it/parco-del-partenio-discarica-amianto/