martedì 9 febbraio 2021
lunedì 8 febbraio 2021
Chi era Ferdinando II di Borbone? - Terza e ultima parte
Chi era Ferdinando II di Borbone? - Parte Terza
Il giudizio complessivo sulla figura di Ferdinando II non può prescindere dall’analisi dei suoi errori di valutazione e delle occasioni che non seppe cogliere. Se infatti da un lato il suo regno presentò molti risvolti positivi e di assoluta innovazione dall'altro lato è bene ricordare che i tanti primati del Regno (la prima ferrovia, il primo ponte sospeso in ferro e tanto altro) non trovarono uno sviluppo programmato e continuità di investimenti.
La grande macchina industriale riguardava quasi esclusivamente il napoletano, e le disparità con le Province restarono intatte. All'atto dell'annessione al Piemonte, questo aveva una rete ferroviaria di circa 900 km, contro i 124 km (tutti in Campania) del Sud che pure aveva visto la realizzazione della prima linea d'Italia.
Al di qua e al d là del Faro
Ferdinando II non risolse la criticità collegata alla Sicilia, che aveva ripetutamente dimostrato di non voler essere sottoposta a Napoli. Il Regno era infatti di "Sicilia" ed era stato fondato da Ruggero II nel 1139, che aveva scelto Palermo come capitale. Dopo la conquista angioina e la rivolta del Vespro del 1282, sia Napoli che Palermo avevano rivendicato, anche attraverso una guerra secolare, il predominio su tutto il regno, che in realtà restò sempre diviso in due parti indipendenti fino all'unificazione attuata con decreto nel 1816 da Ferdinando I.
L'atto era avvenuto sotto gli auspici dell'Austria e del Congresso di Vienna, ma aveva risvegliato l'antico spirito del Vespro, anche perché la Sicilia nel 1812 era riuscita a ottenere da Ferdinando I la costituzione. Con la proclamazione del Regno delle due Sicilie, le potenze europee, in primis l'Inghilterra, iniziarono a fomentare lo scontento dei Siciliani, e appoggiarono le rivolte del 1820, del 1848 e l'ultima, fatale per il regno, del 1860.
Il risultato dell'antagonismo siculo-partenopeo fu ben sintetizzato da Francesco II nel proclama dell'8 dicembre 1860:
Sparisce sotto i colpi dei vostri dominatori l'antica monarchia di Ruggiero e di Carlo III; e le due Sicilie sono state dichiarate province d'un Regno lontano. Napoli e Palermo son governati da prefetti venuti da Torino".
Eppure, almeno nel primo decennio del Regno di Ferdinando, la Sicilia non rivendicava l'indipendenza, né tantomeno l'unità politica con l'Italia, ma rifiutava l'umiliante sottomissione a Napoli, aspirando ad un assetto statale di tipo federativo. Un altro punto dolente della politica ferdinandea fu la gestione del rapporto con il ceto borghese.
Il Re cercò di corrispondere anche alle attese di questo ceto, verso il quale per la verità non nutriva grande stima, ed ad aprirsi a quelle libertà che altri stati incominciavano a riconoscere, ma la frattura verificatasi tra corona e liberali a seguito della rivolta di Napoli del 1848 non fu mai sanata: da un lato, Ferdinando si rinchiuse nell'assolutismo; dall'altro, molti intellettuali si votarono definitivamente alla causa di uno Stato italiano unico.
Il Regno delle Due Sicilie di allora, che era lo Stato più florido d'Italia, avrebbe tratto vantaggio dalla Costituzione di una ipotetica Confederazione Italiana, ma Ferdinando, specie dopo gli accadimenti del 1848 e la controversa partecipazione alla guerra contro l'Austria, non fece nulla per promuoverla.
Il clericalismo
Il Regno di Ferdinando manifestò un eccesso di Stato confessionale, che pesò sullo sviluppo e sulle possibilità di modernizzazione. Il Re soleva dire che il Regno era difeso per tre lati dall'acqua di mare e per il quarto dall'acqua santa. Sotto la pressione determinata dalla grave rivolta siciliana, Ferdinando II concedesse la Costituzione che fu promulgata il 10 febbraio 1848. Essa conteneva caratteri comuni allo Statuto Albertino, di lì a poco concesso da Carlo Alberto in Piemonte, ma in talune parti rifletteva l’eccesso di clericalismo di cui si è accennato.
Basta citare al riguardo che la religione cattolica, oltre ad essere quella di Stato, era l’unica ammessa, vietandosi la professione di culti diversi: l’anti-ebraismo praticato fin dai tempi di Federico II di Svevia, veniva eletto alla dignità di articolo costituzionale.
Non c’è da stupirsi pertanto se gli Ebrei italiani si schiereranno in larga parte a favore del movimento unitario a guida sabauda, e dei finanziamenti a tale causa concessi dai potentati internazionali. La Chiesa esercitava nel Regno un potere enorme e incondizionato, e possedeva la gran parte dei terreni. La stessa educazione fatta impartire all'erede al trono, Francesco, si dimostrò troppo imperniata su di una religiosità di stampo bigotto. Francesco dimostrò infatti, nel corso della spedizione di Garibaldi, limiti caratteriali sicuramente esaltati dalla educazione ricevuta.
Il decreto stabiliva inoltre: "Art. 2 - Le scuole saranno di preferenza stabilite pe’ fanciulli ne’ Conventi e Monasteri, e per le fanciulle ne’ Ritiri e ne’ Conservatori di donne. Art. 3 - Saranno stabilite altresì scuole primarie, con il metodo di mutuo insegnamento, ne’ Capoluoghi di Provincia ed in tutti gli altri comuni che ne avranno i mezzi. Queste scuole saranno nello stesso modo affidate a’ Vescovi e da loro esclusivamente dirette per ciò che riguarda la disciplina, co’ metodi e libri elementari approvati dalla Pubblica Istruzione".
Ferdinando II cercò fino alla fine di essere il garante dei rapporti interclassisti, tra popolani e nobili, tentando di difendere i primi dall'atavica prepotenza dei secondi. Questa era stata nei secoli la principale preoccupazione dei re di Napoli e Sicilia. Per tale motivo l'ideale dell'istituto monarchico è tuttora riscontrabile nel Meridione. Ma nell'età ferdinandea, a partire da quel 1830 in cui venne incoronato re, emersero con sempre maggior vigore cambiamenti sociali e ideologici, tali da incidere profondamente sulla stessa concezione di stato, che si trasformava in "nazionale". La portata di questa evoluzione epocale non fu colta dal re, che forse la riteneva "passeggera". Per tale motivo le due Sicilie non divennero mai una "nazione", almeno nel senso che si da oggi alla parola. Prova ne è che i sudditi del regno non si diedero mai un nome per differenziarsi dagli altri italiani, e venivano genericamente indicati come "siciliani" o "napolitani".
La questione sociale
Ferdinando II morì senza poter avviare a soluzione la grave questione sociale del Mezzogiorno, tra cui lo squilibrio tra la Capitale e gli arretrati paesini delle Province, nonché quello connesso con la proprietà dei terreni. Se è vero, infatti, che gli Usi Civici consentivano ai contadini di sopravvivere, e anche vero che nessuno - né i baroni, né la Chiesa, che possedeva immensi appezzamenti - aveva stimoli ed interesse a migliorare e, come si direbbe oggi, a far sistema.
Ebbero così facile gioco, dopo l'invasione piemontese del 1860, i "galantuomini", cioè i nuovi proprietari borghesi, che si impossessarono delle terre demaniali e ecclesiastiche (solo quest’ultime ammontavano al 40% del territorio), espropriate dai nuovi dominatori con la legge del 1863: un enorme “lascito” che finì nelle mani dei Piemontesi.
Le terre furono vendute con aste frettolose, per fare cassa, e così furono rastrellati risparmi e capitali meridionali, che vennero investiti dai vincitori dappertutto tranne che nel Sud stesso.
Ne conseguì la creazione di latifondi privati scarsamente produttivi e il conseguente immiserimento dei contadini, tanto che dopo la sanguinosa resistenza ("brigantaggio": 1861-1866), i superstiti degli stati d'assedio, delle stragi, delle rappresaglie e le esecuzioni sommarie perpetrate dalle truppe d'occupazione, cominciarono a espatriare in massa.
La mancata soluzione del problema sociale, che si trascina fino ai nostri tempi, e che è proporzioni più vaste di quelle sommariamente descritte in questa pagina, comportò per il Sud un ruolo di sudditanza nei confronti del resto del Paese. Ma in effetti, il Sud finanziò per più di un secolo lo sviluppo della Penisola, senza riceverne corrispondenti benefici.
Scritto da Alfonso Grasso
Fonti
http://www.ilportaledelsud.org/ferdinandoIIborbone.htm
http://pocobello.blogspot.com/2014/06/ferdinando-ii-di-borbone.html
JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - INTRODUZIONE - Audiolibro
Sintesi dell'introduzione a Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola - (saggio introduttivo di Hans Thomas Hakl).
Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.
tratto da Vyāsa Audioletture
domenica 7 febbraio 2021
FRANCESCO FIERRO - Giochi proibiti (Romance d'amor, 2021)
I numeri del cancro in Italia 2020 | Speciale Anti Tumori
La Valle Caudina è martoriata da una serie infinita di lutti a causa delle neoplasie, neoplasia dal greco νέος, nèos, «nuovo», e πλάσις, plásis, «formazione». I maledetti tumori infami colpiscono senza pietà e senza sosta. Ad ottobre venne presentato dall’Istituto Superiore di Sanità il volume sulle amare statistiche legate alle neoplasie.
Lo Schiaffo 321 pubblica integralmente il decimo censimento ufficiale, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP), di Fondazione AIOM, PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) e PASSI d’Argento, raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2020”, pubblicato da Quotidiano Sanità, che potete scaricare cliccando qui sotto:
I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA 2020 (scaricalo qui)
Previsioni della AIOM
Gli studi parlano di ben 377.000 le nuove diagnosi di cancro previste per il maledetto 2020. Si stimano, quindi, circa 6.000 casi in più rispetto al 2019, soprattutto a carico delle donne.
Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2020, è il carcinoma della mammella (54.976, pari al 14,6% di tutte le nuove diagnosi), seguito dal colon-retto (43.702), polmone (40.882), prostata (36.074) e vescica (25.492).
In particolare, nel sesso femminile, continua la preoccupante crescita del carcinoma del polmone (+3,4% annuo), legata all’abitudine al fumo di sigaretta, il principale fattore di rischio oncologico. Dall’altro lato, si impone il “caso” del colon-retto, in netto calo in entrambi i sessi, grazie all’efficacia dei programmi di screening. Nel 2020, i tassi di incidenza di questa neoplasia sono in diminuzione del 20% rispetto al picco del 2013.
Considerando tutte le neoplasie, l’efficacia delle campagne di prevenzione e delle terapie innovative determina un complessivo aumento del numero delle persone vive dopo la diagnosi: sono circa 3,6 milioni (3.609.135, il 5,7% dell’intera popolazione), con un incremento del 37% rispetto a dieci anni fa. Almeno un paziente su quattro (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Un altro dato importante è quello relativo alla riduzione complessiva dei tassi di mortalità stimati nel 2020 rispetto al 2015: sono in diminuzione sia negli uomini (-6%) che nelle donne (-4,2%), grazie ai progressi ottenuti nella diagnosi e nei trattamenti.
L’efficacia sia delle campagne di prevenzione basate sugli screening, sia delle terapie più innovative è ben evidente dall’analisi attenta di questi dati. Così come si conferma il ruolo della ricerca traslazionale nel miglioramento della prospettiva prognostica. È ormai consolidato che si curi meglio dove si fa ricerca e questo concetto deve guidare all’investimento di sempre maggiori risorse in ambito oncologico, non dovendosi mai dimenticare che, oltre a politiche d’informazione e sensibilizzazione rivolte a promuovere stili di vita più sani, andranno create reti collaborative diagnostiche e di sviluppo di terapie innovative al passo con il veloce avanzamento biotecnologico che connota peculiarmente la medicina oncologica.
In Europa, negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali, circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente evitabile – commenta Stefania Gori, presidente Fondazione AIOM -. Per quanto riguarda l’Italia, fattori di rischio comportamentali e, quindi, modificabili sono responsabili ogni anno di circa 65.000 decessi oncologici.
In ambedue i sessi, il fumo è il fattore di rischio con maggiore impatto, a cui sono riconducibili almeno 43.000 decessi annui per cancro. Il fumo di tabacco infatti è associato all’insorgenza di circa un tumore su tre e a ben 17 tipi di cancro, oltre a quello del polmone.
Stili di vita
“Questi dati suggeriscono quanto siano fondamentali le strategie di prevenzione e l’adesione agli screening – conclude Silvio Brusaferro, Presidente Istituto Superiore di Sanità –. Molto è stato fatto ma bisogna ancora lavorare per potenziare l’offerta dei programmi soprattutto al Sud e soprattutto per alcuni tumori anche molto diffusi, come quello colorettale, i dati ci dicono che ancora meno di cinque persone su dieci tra gli ultra 50enni si sottopongono al test”.
Riflessioni
Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo
https://www.registri-tumori.it/cms/
https://www.fondazioneaiom.it/
https://www.youtube.com/channel/UC9-2QsksvJYiuo3kvBSRDNg/featured
https://www.ok-salute.it/salute/tumore-della-prostata/
https://www.romasette.it/tumore-al-polmone-screening-precoce-e-chirurgia-adeguata/
https://www.lospaziobianco.it/fumetti-vs-cancro-intervista-a-isabella-di-leo/
https://www.anteprima24.it/benevento/asl-registro-tumori-2/
LO STILE DI VITA - ULTRAS IN KAMPANIEN (2020)
“Stile e mentalità, è così che ricorderemo i nostri amici volati via nella Curva Paradiso degli ultras”
scrive in memoria il gruppo UAC nella sua fanzine (fanzine è una parola dell’italiano nata dall’unione di Fan e Magazine per intendere una rivista amatoriale autoprodotta dai fanatici del tifo). Come in ogni curva, problemi e conflitti interni non possono essere evitati nel tempo. Il gruppo principale “Ultras Audax Cervinara” si è sciolto il 20 gennaio 2020 e con un breve comunicato ha spiegato le ragioni della sua decisione come segue:
“Il Direttivo degli Ultras Audax Cervinara annuncia lo scioglimento ufficiale del gruppo a causa di molteplici problematiche interne. Mancano le condizioni per garantire un sostegno continuo, costante ed onnipresente a difesa dei Colori del magico Cervo. Purtroppo, un ciclo è finito, anche se saremo sempre al fianco della nostra amata Maglia. Fieri di aver macinato chilometri e superato gli ostacoli per un ideale chiamato Cervinara, siamo convinti che il Movimento Ultras sopravvivrà sotto altre forme di aggregazione, ma oggi 20.01.20 termina una fase della nostra vita irripetibile, irriducibile e inarrestabile.
C'è anche una scheda sull'Audax, a pagina 61, dove sono riportate le informazioni "tecniche" legate alla Maglia nata nel 1935. La Cittadina che ha come simbolo un Cervo, calcisticamente e come tifo organizzato rappresenta la Regina Vallis Caudinae, come recitava un enorme striscione di qualche anno fa esposto in uno dei tanti derbies giocati tra gli eredi delle Forche Caudine, la storica battaglia, datata 321 avanti Cristo, conosciuta per la sonora sconfitta dell'Esercito Romano, umiliato dai guerrieri locali, in pratica gli antenati degli Ultras, almeno per lo spirito combattivo ed il tenace attaccamento al territorio.
La scheda:
AUDAX CERVINARA 1935
Spielstätte: Stadio Comunale Canada "Roberto Cioffi"
Stadtname: Cervinara
Einwohnerzahl: 9407
Gruppen: Zona Audax, Nuovi Ribelli, Rebels Ultrà 1993 e Brigata Trescine
Gemellaggio, amici odergute kontakte: Pessimi Elementi Ultras Eboli e Regime Red Lions Grotta.
Rivalitäten: Ariano, Montesarchio, Paganese, Angri e Acerrana.
Nelle 260 pagine, si legge nella sinossi dell'introvabile testo, troviamo un capitolo dedicato al Napoli e alla storia dei tanti gruppi di spessore all'ombra del Vesuvio. L'instancabile Josif ha visitato i vicoli ed i quartieri della metropoli partenopea, riuscendo ad agguantare l'essenza dei Movimento controcorrente.
Altri capitoli sono dedicati al Calcio Popolare, un'alternativa di sinistra al Calcio Moderno, molto attiva nella nostra Regione. Una nuova frontiera per chi vive questa passione in una certa maniera, con un codice etico non scritto, fatto dei valori che vanno oltre il vil danaro e/o le viscide dinamiche di affaristi spietati. A nostro avviso la linea popolare è fin troppo politicizzata e ciò porta alla ghettizzazione del progetto, nonostante l'apparente volontà di contrapporre un calcio inclusivo a quello esclusivo dei Padroni di un pallone capitalista. Tema da approfondire, senza paraocchi, specialmente in questo momento di pausa forzata.
Insomma, una grande soddisfazione per una realtà Ultras importante, conosciuta e riconosciuta come di spessore, ma oggi ferma come tutte le altre tifoserie a causa delle tarantelle legate al Coronavirus. La Cervinara Ultras sogna di tornare all'altezza di un blasone conosciuto, è il caso di dirlo, in tutto il mondo. Mancano all'appello le altre tifoserie della Valle Caudina, ma evidentemente lo scrittore d'oltralpe non ha preso in considerazione la Polisportiva San Martino, il Paolisi e il Montesarchio, quest'ultimo citato solo tra i rivali degli Audax, probabilmente per mancanza di informazioni.
Lo Schiaffo 321, invece, approfondirà il discorso come annunciato qualche mese fa, anche per colmare questa lacuna. Invitiamo le lettrici ed i lettori a contattarci tramite posta elettronica per inviare materiale fotografico e storico legati alle tante squadre di calcio dei rispettivi paesi d'origine. Quelle domeniche dove i calciatori quando non giocano vengono a tifare con la gente grazie alla magia del Pallone, quello di cuoio, sudore & cuore che appartiene a tutto il Popolo, non solo ad una parte.
Ringraziamo, infine, per la pronta collaborazione il nostro lettore Marco di Avellino per averci inviato le foto dell'introvabile libro, Serena di Sant'Anastasia per l'ottima traduzione ed il signor Michele di Eboli per aver recuperato una copia di Lo Stile di Vita, Ultras in Kampanien, che a breve arriverà nella nostra Caudium.
Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo
Approfondimenti:
https://m.facebook.com/UnterwegsFanzineUltrasVideoChannel/?ref=settings
https://ilmanifesto.it/il-calcio-popolare-chiede-la-figc-deve-rispondere/
http://brucki.blogspot.com/2021/01/lo-stile-di-vita.html
http://cervinaraudace.blogspot.com/
https://www.sportpeople.net/la-nostra-recensione-di-ultras-italien/
http://altravita.de/Literatur/Fussball/Ultras+Italien.+Passione+e+Mentalit%C3%A0.
https://stahlwerknk.wordpress.com/2012/08/29/josef-gruber-ultras-italien-passione-e-mentalita/
https://www.facebook.com/UnterwegsFanzineUltrasVideoChannel/photos/
venerdì 5 febbraio 2021
PAESE MIO - San Martino Valle Caudina (1984) prima parte
PAESE MIO - Prima Parte - documentario su San Martino Valle Caudina trasmesso dall'emittente televisiva CDS.TV nell'anno 1984, condotta da Carlo La Selva.
SERGIO CAPUTO | Bimba se sapessi (1983)
Artista: Sergio Caputo
Brano: Bimba se sapessi
Anno: 1983
Album: Un sabato Italiano
Etichetta: CGD
Produttore: Nanni Ricordi
La Ciemmecì è viva, ma non vegeta. | Editoriale
Editoriale
Tra il grigio delle pecore si celano i Lupi.
Vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato cos’è la libertà.
E non soltanto quei Lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno,
essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. E’ questo l’incubo dei potenti.
(da il “Trattato del Ribelle” di Ernst Jünger )
La Comunità Militante Caudina 321, tramite la cinghia di trasmissione culturale incarnata da Lo Schiaffo 321, fa luce sugli obiettivi presenti e futuri, con un occhio al lungo passato, che trova spazio proprio su queste colonne digitali. Il materiale accumulato nel tempo a breve sarà accessibile a tutti coloro che nutrono interesse per il mondo dell'aggregazione territoriale sotto forma di nucleo politico.
Il punto di non ritorno è ancora lontano. Il branco di Lupi è pronto a difendere il difendibile ed osare l'inosabile. Abbiamo il dovere di mantenere alta la Bandiera dello stile ostile alle mode del momento, ai miseri tornaconti personali dei politicanti di mestiere e a tutto ciò che incarna lo $fascysmo degli ultimi decenni.
La Ciemmecì è viva, ma non vegeta. L'opposizione al Regime del Nulla continua. Questo è il nostro obiettivo. Le tarantelle legate al Covid-19 hanno di fatto "sospeso" le attività associazionistiche pubbliche e cancellato gli aspetti ricreativi, sociali e militanti. Bisogna fare buon viso a cattivo gioco.
Chiudiamo con le parole di un volantino cartaceo del 2006, sempre attuali e profonde:
SCELGO di essere me stesso, individuo assoluto; di amare il mio orgoglio, la mia solitudine; di amare il fato, la gioia e la mia morte. SCELGO la bellezza; ciò che è difficile; l'ordine naturale delle cose; il superamento di ciò che in me è ancora troppo umano; il simbolo solare di una personalità attiva e creativa. l'intransigenza e l'incrollabilità cristallina di una forma interiore al di là del bene e del male; il disprezzo di ciò che è piccolo, meschino, servile, brutto, timoroso, conformista, basso, vile, normale; il misurarsi con il mondo per vincerlo; l'obbedienza totale al mio libero codice di onore e il riso di scherno in faccia alla morale, alla legge del profitto, alla gente e al suo modo di essere. SCELGO la militanza giurata alla fedeltà dei valori, la nobiltà dello sguardo all'orizzonte solare del futuro. Pagando di persona se dovrò;
LA LOTTA COME VITA, LA VITA COME GIOCO, IL GIOCO COME LOTTA.
SCELGO di vivere l'idea di ESSERE L'IDEA!
SCELGO la Comunità Militante Caudina 321.
Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo
sabato 30 gennaio 2021
NICOLA DI BARI | La prima cosa bella (1970)
Artista: Nicola Di Bari
Brano: La Prima Cosa Bella
Anno: 1970
venerdì 29 gennaio 2021
PROF. AURITI: L'EURO DI CHI E'?
lunedì 25 gennaio 2021
sabato 16 gennaio 2021
lunedì 11 gennaio 2021
domenica 10 gennaio 2021
TOPI NERI - Alberto Giaquinto (2018)
Album: Inarrestabile e...
Anno: 2018
Casa discografica: Tuono Records




































