lunedì 8 febbraio 2021

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

Chi era Ferdinando II di Borbone? - Terza e ultima parte

Chi era Ferdinando II di Borbone? - Parte Terza

Chiudiamo il cerchio con la figura del Re Bomba, Ferdinando II di Borbone, ma continueremo a portare a galla aspetti della Nostra Storia fin troppo tenuti nascosti dalla storiografia ufficiale. L'Unità d'Italia non è nata tra lo sventolio di bandiere, come è accaduto negli Stati Nazionali post-Sovietici. 

Famiglia Reale


I primati del Regno delle Due Sicilie 

Il giudizio complessivo sulla figura di Ferdinando II non può prescindere dall’analisi dei suoi errori di valutazione e delle occasioni che non seppe cogliere. Se infatti da un lato il suo regno presentò molti risvolti positivi e di assoluta innovazione dall'altro lato è bene ricordare che i tanti primati del Regno (la prima ferrovia, il primo ponte sospeso in ferro e tanto altro) non trovarono uno sviluppo programmato e continuità di investimenti. 

La grande macchina industriale riguardava quasi esclusivamente il napoletano, e le disparità con le Province restarono intatte. All'atto dell'annessione al Piemonte, questo aveva una rete ferroviaria di circa 900 km, contro i 124 km (tutti in Campania) del Sud che pure aveva visto la realizzazione della prima linea d'Italia.

Regno di Trinacria

Al di qua e al d là del Faro 

Ferdinando II non risolse la criticità collegata alla Sicilia, che aveva ripetutamente dimostrato di non voler essere sottoposta a Napoli. Il Regno era infatti di "Sicilia" ed era stato fondato da Ruggero II nel 1139, che aveva scelto Palermo come capitale. Dopo la conquista angioina e la rivolta del Vespro del 1282, sia Napoli che Palermo avevano rivendicato, anche attraverso una guerra secolare, il predominio su tutto il regno, che in realtà restò sempre diviso in due parti indipendenti fino all'unificazione attuata con decreto nel 1816 da Ferdinando I.

L'Esercito Borbonico schierato

L'atto era avvenuto sotto gli auspici dell'Austria e del Congresso di Vienna, ma aveva risvegliato l'antico spirito del Vespro, anche perché la Sicilia nel 1812 era riuscita a ottenere da Ferdinando I la costituzione. Con la proclamazione del Regno delle due Sicilie, le potenze europee, in primis l'Inghilterra, iniziarono a fomentare lo scontento dei Siciliani, e appoggiarono le rivolte del 1820, del 1848 e l'ultima, fatale per il regno, del 1860. 

Il risultato dell'antagonismo siculo-partenopeo fu ben sintetizzato da Francesco II nel proclama dell'8 dicembre 1860: 

Sparisce sotto i colpi dei vostri dominatori l'antica monarchia di Ruggiero e di Carlo III; e le due Sicilie sono state dichiarate province d'un Regno lontano. Napoli e Palermo son governati da prefetti venuti da Torino". 

Eppure, almeno nel primo decennio del Regno di Ferdinando, la Sicilia non rivendicava l'indipendenza, né tantomeno l'unità politica con l'Italia, ma rifiutava l'umiliante sottomissione a Napoli, aspirando ad un assetto statale di tipo federativo. Un altro punto dolente della politica ferdinandea fu la gestione del rapporto con il ceto borghese. 

Bandiera Siciliana

Il Re cercò di corrispondere anche alle attese di questo ceto, verso il quale per la verità non nutriva grande stima, ed ad aprirsi a quelle libertà che altri stati incominciavano a riconoscere, ma la frattura verificatasi tra corona e liberali a seguito della rivolta di Napoli del 1848 non fu mai sanata: da un lato, Ferdinando si rinchiuse nell'assolutismo; dall'altro, molti intellettuali si votarono definitivamente alla causa di uno Stato italiano unico. 

Il Regno delle Due Sicilie di allora, che era lo Stato più florido d'Italia, avrebbe tratto vantaggio dalla Costituzione di una ipotetica Confederazione Italiana, ma Ferdinando, specie dopo gli accadimenti del 1848 e la controversa partecipazione alla guerra contro l'Austria, non fece nulla per promuoverla.

L'Immacolata, la Patrona del Regno

Il clericalismo 

Il Regno di Ferdinando manifestò un eccesso di Stato confessionale, che pesò sullo sviluppo e sulle possibilità di modernizzazione. Il Re soleva dire che il Regno era difeso per tre lati dall'acqua di mare e per il quarto dall'acqua santa. Sotto la pressione determinata dalla grave rivolta siciliana, Ferdinando II concedesse la Costituzione che fu promulgata il 10 febbraio 1848. Essa conteneva caratteri comuni allo Statuto Albertino, di lì a poco concesso da Carlo Alberto in Piemonte, ma in talune parti rifletteva l’eccesso di clericalismo di cui si è accennato. 

Federico II di Svevia

Basta citare al riguardo che la religione cattolica, oltre ad essere quella di Stato, era l’unica ammessa, vietandosi la professione di culti diversi: l’anti-ebraismo praticato fin dai tempi di Federico II di Svevia, veniva eletto alla dignità di articolo costituzionale. 

Non c’è da stupirsi pertanto se gli Ebrei italiani si schiereranno in larga parte a favore del movimento unitario a guida sabauda, e dei finanziamenti a tale causa concessi dai potentati internazionali. La Chiesa esercitava nel Regno un potere enorme e incondizionato, e possedeva la gran parte dei terreni. La stessa educazione fatta impartire all'erede al trono, Francesco, si dimostrò troppo imperniata su di una religiosità di stampo bigotto. Francesco dimostrò infatti, nel corso della spedizione di Garibaldi, limiti caratteriali sicuramente esaltati dalla educazione ricevuta. 

1843
Questo processo involutivo trova conferma nel decreto del 10 gennaio del 1843, con il quale Ferdinando II consegnava l’istruzione primaria alla esclusiva direzione dei Vescovi autorizzandoli "a destituire i maestri e le maestre delle scuole primarie, a sospenderli e a rimuoverli…". 

Il decreto stabiliva inoltre: "Art. 2 - Le scuole saranno di preferenza stabilite pe’ fanciulli ne’ Conventi e Monasteri, e per le fanciulle ne’ Ritiri e ne’ Conservatori di donne. Art. 3 - Saranno stabilite altresì scuole primarie, con il metodo di mutuo insegnamento, ne’ Capoluoghi di Provincia ed in tutti gli altri comuni che ne avranno i mezzi. Queste scuole saranno nello stesso modo affidate a’ Vescovi e da loro esclusivamente dirette per ciò che riguarda la disciplina, co’ metodi e libri elementari approvati dalla Pubblica Istruzione".

Ferdinando II cercò fino alla fine di essere il garante dei rapporti interclassisti, tra popolani e nobili, tentando di difendere i primi dall'atavica prepotenza dei secondi. Questa era stata nei secoli la principale preoccupazione dei re di Napoli e Sicilia. Per tale motivo l'ideale dell'istituto monarchico è tuttora riscontrabile nel Meridione. Ma nell'età ferdinandea, a partire da quel 1830 in cui venne incoronato re, emersero con sempre maggior vigore cambiamenti sociali e ideologici, tali da incidere profondamente sulla stessa concezione di stato, che si trasformava in "nazionale". La portata di questa evoluzione epocale non fu colta dal re, che forse la riteneva "passeggera". Per tale motivo le due Sicilie non divennero mai una "nazione", almeno nel senso che si da oggi alla parola. Prova ne è che i sudditi del regno non si diedero mai un nome per differenziarsi dagli altri italiani, e venivano genericamente indicati come "siciliani" o "napolitani".


Gli eredi al trono con l'ex Presidente Trump

La questione sociale

Ferdinando II morì senza poter avviare a soluzione la grave questione sociale del Mezzogiorno, tra cui lo squilibrio tra la Capitale e gli arretrati paesini delle Province, nonché quello connesso con la proprietà dei terreni. Se è vero, infatti, che gli Usi Civici consentivano ai contadini di sopravvivere, e anche vero che nessuno - né i baroni, né la Chiesa, che possedeva immensi appezzamenti - aveva stimoli ed interesse a migliorare e, come si direbbe oggi, a far sistema.

Ebbero così facile gioco, dopo l'invasione piemontese del 1860, i "galantuomini", cioè i nuovi proprietari borghesi, che si impossessarono delle terre demaniali e ecclesiastiche (solo quest’ultime ammontavano al 40% del territorio), espropriate dai nuovi dominatori con la legge del 1863: un enorme “lascito” che finì nelle mani dei Piemontesi. 

Le terre furono vendute con aste frettolose, per fare cassa, e così furono rastrellati risparmi e capitali meridionali, che vennero investiti dai vincitori dappertutto tranne che nel Sud stesso. 

Ne conseguì la creazione di latifondi privati scarsamente produttivi e il conseguente immiserimento dei contadini, tanto che dopo la sanguinosa resistenza ("brigantaggio": 1861-1866), i superstiti degli stati d'assedio, delle stragi, delle rappresaglie e le esecuzioni sommarie perpetrate dalle truppe d'occupazione, cominciarono a espatriare in massa.

La mancata soluzione del problema sociale, che si trascina fino ai nostri tempi, e che è proporzioni più vaste di quelle sommariamente descritte in questa pagina, comportò per il Sud un ruolo di sudditanza nei confronti del resto del Paese. Ma in effetti, il Sud finanziò per più di un secolo lo sviluppo della Penisola, senza riceverne corrispondenti benefici.

Scritto da Alfonso Grasso

SECONDA PARTE

PRIMA PARTE

Fonti

http://www.ilportaledelsud.org/ferdinandoIIborbone.htm

http://pocobello.blogspot.com/2014/06/ferdinando-ii-di-borbone.html

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - INTRODUZIONE - Audiolibro

Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola

Sintesi dell'introduzione a Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola - (saggio introduttivo di Hans Thomas Hakl).

Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.

tratto da Vyāsa Audioletture

domenica 7 febbraio 2021

FRANCESCO FIERRO - Giochi proibiti (Romance d'amor, 2021)

Francesco Fierro | Giochi proibiti (2021)

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

I numeri del cancro in Italia 2020 | Speciale Anti Tumori

La Valle Caudina è martoriata da una serie infinita di lutti a causa delle neoplasie, neoplasia dal greco νέος, nèos, «nuovo», e πλάσις, plásis, «formazione». I maledetti tumori infami colpiscono senza pietà e senza sosta. Ad ottobre venne presentato dall’Istituto Superiore di Sanità il volume sulle amare statistiche legate alle  neoplasie. 

Lo Schiaffo 321 pubblica integralmente il decimo censimento ufficiale, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP), di Fondazione AIOM, PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) e PASSI d’Argento, raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2020”, pubblicato da Quotidiano Sanità, che potete scaricare cliccando qui sotto:

I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA 2020 (scaricalo qui)

Previsioni della AIOM

Gli studi parlano di ben 377.000 le nuove diagnosi di cancro previste per il maledetto 2020. Si stimano, quindi, circa 6.000 casi in più rispetto al 2019, soprattutto a carico delle donne. 

Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2020, è il carcinoma della mammella (54.976, pari al 14,6% di tutte le nuove diagnosi), seguito dal colon-retto (43.702), polmone (40.882), prostata (36.074) e vescica (25.492). 

In particolare, nel sesso femminile, continua la preoccupante crescita del carcinoma del polmone (+3,4% annuo), legata all’abitudine al fumo di sigaretta, il principale fattore di rischio oncologico. Dall’altro lato, si impone il “caso” del colon-retto, in netto calo in entrambi i sessi, grazie all’efficacia dei programmi di screening. Nel 2020, i tassi di incidenza di questa neoplasia sono in diminuzione del 20% rispetto al picco del 2013. 

Considerando tutte le neoplasie, l’efficacia delle campagne di prevenzione e delle terapie innovative determina un complessivo aumento del numero delle persone vive dopo la diagnosi: sono circa 3,6 milioni (3.609.135, il 5,7% dell’intera popolazione), con un incremento del 37% rispetto a dieci anni fa. Almeno un paziente su quattro (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Un altro dato importante è quello relativo alla riduzione complessiva dei tassi di mortalità stimati nel 2020 rispetto al 2015: sono in diminuzione sia negli uomini (-6%) che nelle donne (-4,2%), grazie ai progressi ottenuti nella diagnosi e nei trattamenti.

L’efficacia sia delle campagne di prevenzione basate sugli screening, sia delle terapie più innovative è ben evidente dall’analisi attenta di questi dati. Così come si conferma il ruolo della ricerca traslazionale nel miglioramento della prospettiva prognostica. È ormai consolidato che si curi meglio dove si fa ricerca e questo concetto deve guidare all’investimento di sempre maggiori risorse in ambito oncologico, non dovendosi mai dimenticare che, oltre a politiche d’informazione e sensibilizzazione rivolte a promuovere stili di vita più sani, andranno create reti collaborative diagnostiche e di sviluppo di terapie innovative al passo con il veloce avanzamento biotecnologico che connota peculiarmente la medicina oncologica.

In Europa, negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali, circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente evitabile – commenta Stefania Gori, presidente Fondazione AIOM -. Per quanto riguarda l’Italia, fattori di rischio comportamentali e, quindi, modificabili sono responsabili ogni anno di circa 65.000 decessi oncologici. 

In ambedue i sessi, il fumo è il fattore di rischio con maggiore impatto, a cui sono riconducibili almeno 43.000 decessi annui per cancro. Il fumo di tabacco infatti è associato all’insorgenza di circa un tumore su tre e a ben 17 tipi di cancro, oltre a quello del polmone.

Stili di vita

Il 17% consuma alcol in quantità a rischio per la salute, il 32% è in sovrappeso (11% obeso) e ben il 35% è sedentario. 

L’abbandono del fumo e, più in generale, l’adozione di uno stile di vita sano riducono in maniera significativa la possibilità di ammalarsi di cancro, ma anche di avere recidive, avendo già avuto una diagnosi di tumore. Eppure i dati rilevati da PASSI d’Argento evidenziano che, fra gli over 65enni con diagnosi di tumore, l’11% ancora fuma, il 18% fa un consumo eccessivo di alcol, il 15% è obeso e il 40% sedentario, come si osserva fra le persone libere da cronicità. Dunque, ancora molto si può fare nella promozione di corretti stili di vita, prima ma anche dopo una diagnosi di tumore.

L'Oncologia spiegata - La Ricerca a vignette

“Questi dati suggeriscono quanto siano fondamentali le strategie di prevenzione e l’adesione agli screening – conclude Silvio Brusaferro, Presidente Istituto Superiore di Sanità –. Molto è stato fatto ma bisogna ancora lavorare per potenziare l’offerta dei programmi soprattutto al Sud e soprattutto per alcuni tumori anche molto diffusi, come quello colorettale, i dati ci dicono che ancora meno di cinque persone su dieci tra gli ultra 50enni si sottopongono al test”.


Riflessioni

La Nuova Caudium, purtroppo, non ha un registro dei tumori omogeneo, vista la divisione tra le Asl di Avellino e Benevento. Combattere questa battaglia restando ancorati alle logiche campanilistiche è l'ennesima conferma della diffusa inadeguatezza della classe politica locale. 

Chi pensa all'Unione dei Comuni come un sogno irrealizzabile non ha ben chiaro il concetto e l'utilità della Città Caudina dei servizi. 

Intanto la gente muore, le campagne di prevenzione non decollano e tutti scaricano barili di responsabilità sugli altri, sulla classe politica del passato e sulla vergognosa assenza di educazione civica e sanitaria. Quell'assassino maligno di nome Tumore teme l'informazione e la prevenzione, ma allo stesso tempo adora gli improvvisati della pseudo-politica, locali e nazionali, distanti dai veri problemi del Popolo.
Il doppiopesismo delle masse è emblematico. Per il Covid-19 il sistema politico e d'informazione ha prodotto una quantità di notizie incalcolabile, spesso in odore di sciacallaggio emotivo, mentre per affrontare le neoplasie non ci sono le stesse ossessionanti attenzioni. Perché?!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo




Fonti et Approfondimenti

https://www.aiom.it/

https://www.registri-tumori.it/cms/

https://www.fondazioneaiom.it/

https://www.youtube.com/channel/UC9-2QsksvJYiuo3kvBSRDNg/featured

https://www.ok-salute.it/salute/tumore-della-prostata/

https://www.romasette.it/tumore-al-polmone-screening-precoce-e-chirurgia-adeguata/

https://www.lospaziobianco.it/fumetti-vs-cancro-intervista-a-isabella-di-leo/

https://prevenzione-salute.it/20355/i-ragazzi-dellint-realizzano-un-fumetto-e-sfidano-il-tumore-con-i-supereroi.html

https://www.irpinianews.it/video-registro-tumori-asl-sullincidenza-dati-confortanti-ma-parziali-manca-allappello-lo-studio-delle-microaree/

https://www.nuovairpinia.it/2019/06/11/i-tumori-sono-causati-dallambiente-ordine-dei-medici-allasl-in-irpinia-un-registro-delle-patologie-per-aree/

https://www.anteprima24.it/benevento/asl-registro-tumori-2/


LO STILE DI VITA - ULTRAS IN KAMPANIEN (2020)


Cervinara ist vielleicht nicht jeden bekannt. Con queste parole in tedesco si apre il capitolo dedicato all'Audax Cervinara e ai suoi mitici Ultras. Lo stile di vita, ultras in Kampanien di Josef Gruber è un libro sul variegato mondo delle tifoserie campane, uscito alla fine di dicembre e da qualche giorno addirittura AUSVERKAUFT! Le copie del minuzioso lavoro realizzato da Gruber sono state letteralmente polverizzate in poco più di mese. L'Europa guarda al Movimento Ultras Italiano con molta attenzione da sempre, ma questa volta, tra le pagine di analisi sociologica, spiccano le realtà minori, oltre alle grandi Curve di Avellino, Napoli, Casertana, Cavese, Ebolitana, Salernitana o Nocerina. Spazio, dunque, alla Scafatese, alla Polisportiva Grotta, alla Puteolana, alla Palmese, all'Afragolese, al Gragnano, all'Ischia Isola Verde, alla Juve Stabia e per citarne ancora qualcuna, tra le quarantadue presenti, al Giugliano, alla Boys Caivanese, al Portici e all'Albanova.

La copertina

Queste le parole che il 26 novembre 2020 lanciarono il libro in Italia:
•
“Buonasera cari lettori! Oggi vi presento il mio nuovo libro: "Lo Stile di Vita - Ultras in Campania". Anche se, qui devo essere onesto, avrei voluto un momento migliore per la presentazione, però nonostante la difficile situazione spero di potervi dare un po' di gioia con il mio nuovo progetto!

L'autore austriaco è un abituale frequentatore della Vienna Ultras a seguito del Rapid. Creatore di Unterwegs Fanzine collabora con la rivista tedesca “Blickfang Ultra”, il Supertifo teutonico. Questo prezioso approfondimento sul tifo organizzato campano sigla la seconda "realizzazione" in questo campo. Infatti, la prima fu Ultras Italien, ovvero il diario di viaggio di un “groundhopper” europeo. Groundhopper è colui che per passione viaggia in lungo ed in largo a caccia di partite memorabili, calcando le gradinate dei tantissimi stadi che pullulano in tutta la Penisola, isole comprese.

Lo Schiaffo 321 ha tradotto dal tedesco le pagine dedicate agli Ultras Audax Cervinara. Da brividi il ricordo per Lucas, un giovane Caudino amante dei Lupi e del Cervo, scomparso di recente in circostanze tragiche.
Buona lettura. 

Pagina 61

Cervinara, forse non è noto a tutti, ha una piccola, ma piuttosto conosciuta curva, che è rimasta fedele al suo club anche nei campionati inferiori e nei campetti più polverosi. È nota sin dagli anni 90, almeno nella provincia di Avellino, per il suo entusiasmo. Sfortunatamente ha subito un grave colpo del destino nell’estate del 2018: gli Ultras del Cervinara hanno versato lacrime di dolore e rabbia per l’amara morte del fratello Lucas, un ribelle, protagonista di tante avventure (in realtà c’è scritto che ha percorso tanti chilometri n.d.t.) sia con la Curva Sud dell’Avellino che con gli Ultras Audax Cervinara. 

“Stile e mentalità, è così che ricorderemo i nostri amici volati via nella Curva Paradiso degli ultras”

scrive in memoria il gruppo UAC nella sua fanzine (fanzine è una parola dell’italiano nata dall’unione di Fan e Magazine per intendere una rivista amatoriale autoprodotta dai fanatici del tifo). Come in ogni curva, problemi e conflitti interni non possono essere evitati nel tempo. Il gruppo principale “Ultras Audax Cervinara” si è sciolto il 20 gennaio 2020 e con un breve comunicato ha spiegato le ragioni della sua decisione come segue: 

“Il Direttivo degli Ultras Audax Cervinara annuncia lo scioglimento ufficiale del gruppo a causa di molteplici problematiche interne. Mancano le condizioni per garantire un sostegno continuo, costante ed onnipresente a difesa dei Colori del magico Cervo. Purtroppo, un ciclo è finito, anche se saremo sempre al fianco della nostra amata Maglia. Fieri di aver macinato chilometri e superato gli ostacoli per un ideale chiamato Cervinara, siamo convinti che il Movimento Ultras sopravvivrà sotto altre forme di aggregazione, ma oggi 20.01.20 termina una fase della nostra vita irripetibile, irriducibile e inarrestabile.

Pagina 62

Salutiamo i nostri fratelli della Eboli Ultras, i Pessimi Elementi, il Regime Red Lions Ultras Grottaminarda,  la Curva Sud Avellino di ieri, oggi e domani, la Fox Band Avellino, gli Ultra Boys Werder Brema, i Fedayn Bronx di Caserta, gli Original Fans Scandone, la Sambenedettese Ultras, i Fedayn Ultras Sirignano, la Castel San Giorgio Ultras, i vecchi New Bush "Antonio Petrillo" 1989 di Baiano, gli Irriducibili della Folgore Selinunte, la Curva Sud Montevarchi, la Virtus Alcoolica Avellino, i Frentani Senza Tessera Lanciano, gli Ultras Bologna 1909 e gli amici d'oltreoceano dell'Audax Italiano Santiago del Cile. L'ultimo pensiero va agli UAC che ci guardano dall'Alto. Loro continueranno a tifare dalla Curva Paradiso. Firmato, Ultras Audax Cervinara”.


C'è anche una scheda sull'Audax, a pagina 61, dove sono riportate le informazioni "tecniche" legate alla Maglia nata nel 1935. La Cittadina che ha come simbolo un Cervo, calcisticamente e come tifo organizzato rappresenta la Regina Vallis Caudinae, come recitava un enorme striscione di qualche anno fa esposto in uno dei tanti derbies giocati tra gli eredi delle Forche Caudine, la storica battaglia, datata 321 avanti Cristo, conosciuta per la sonora sconfitta dell'Esercito Romano, umiliato dai guerrieri locali, in pratica gli antenati degli Ultras, almeno per lo spirito combattivo ed il tenace attaccamento al territorio.

La scheda:

AUDAX CERVINARA 1935

Spielstätte: Stadio Comunale Canada "Roberto Cioffi"

Stadtname: Cervinara

Einwohnerzahl: 9407

Gruppen: Zona Audax, Nuovi Ribelli, Rebels Ultrà 1993 e Brigata Trescine

Gemellaggio, amici odergute kontakte: Pessimi Elementi Ultras Eboli e Regime Red Lions Grotta.

Rivalitäten: Ariano, Montesarchio, Paganese, Angri e Acerrana.

Nelle 260 pagine, si legge nella sinossi dell'introvabile testo, troviamo un capitolo dedicato al Napoli e alla storia dei tanti gruppi di spessore all'ombra del Vesuvio. L'instancabile Josif ha visitato i vicoli ed i quartieri della metropoli partenopea, riuscendo ad agguantare l'essenza dei Movimento controcorrente. 

Altri capitoli sono dedicati al Calcio Popolare, un'alternativa di sinistra al Calcio Moderno, molto attiva nella nostra Regione. Una nuova frontiera per chi vive questa passione in una certa maniera, con un codice etico non scritto, fatto dei valori che vanno oltre il vil danaro e/o le viscide dinamiche di affaristi spietati. A nostro avviso la linea popolare è fin troppo politicizzata e ciò porta alla ghettizzazione del progetto, nonostante l'apparente volontà di contrapporre un calcio inclusivo a quello esclusivo dei Padroni di un pallone capitalista. Tema da approfondire, senza paraocchi, specialmente in questo momento di pausa forzata.

Lo Stadio Canada Cioffi di Cervinara, casa degli Uac

Insomma, una grande soddisfazione per una realtà Ultras importante, conosciuta e riconosciuta come di spessore, ma oggi ferma come tutte le altre tifoserie a causa delle tarantelle legate al Coronavirus. La Cervinara Ultras sogna di tornare all'altezza di un blasone conosciuto, è il caso di dirlo, in tutto il mondo. Mancano all'appello le altre tifoserie della Valle Caudina, ma evidentemente lo scrittore d'oltralpe non ha preso in considerazione la Polisportiva San Martino, il Paolisi e il Montesarchio, quest'ultimo citato solo tra i rivali degli Audax, probabilmente per mancanza di informazioni. 

Lo Schiaffo 321, invece, approfondirà il discorso come annunciato qualche mese fa, anche per colmare questa lacuna. Invitiamo le lettrici ed i lettori a contattarci tramite posta elettronica per inviare materiale fotografico e storico legati alle tante squadre di calcio dei rispettivi paesi d'origine. Quelle domeniche dove i calciatori quando non giocano vengono a tifare con la gente grazie alla magia del Pallone, quello di cuoio, sudore & cuore che appartiene a tutto il Popolo, non solo ad una parte.

Ringraziamo, infine, per la pronta collaborazione il nostro lettore Marco di Avellino per averci inviato le foto dell'introvabile libro, Serena di Sant'Anastasia per l'ottima traduzione ed il signor Michele di Eboli per aver recuperato una copia di Lo Stile di Vita, Ultras in Kampanien, che a breve arriverà nella nostra Caudium.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



Approfondimenti:

https://m.facebook.com/UnterwegsFanzineUltrasVideoChannel/?ref=settings

https://ilmanifesto.it/il-calcio-popolare-chiede-la-figc-deve-rispondere/

http://brucki.blogspot.com/2021/01/lo-stile-di-vita.html

http://cervinaraudace.blogspot.com/

https://www.sportpeople.net/la-nostra-recensione-di-ultras-italien/

http://altravita.de/Literatur/Fussball/Ultras+Italien.+Passione+e+Mentalit%C3%A0.

https://stahlwerknk.wordpress.com/2012/08/29/josef-gruber-ultras-italien-passione-e-mentalita/

https://www.facebook.com/UnterwegsFanzineUltrasVideoChannel/photos/


venerdì 5 febbraio 2021

PAESE MIO - San Martino Valle Caudina (1984) prima parte

PAESE MIO - San Martino Valle Caudina (1984) documentario CDS TV - prima parte

PAESE MIO -  Prima Parte - documentario su San Martino Valle Caudina trasmesso dall'emittente televisiva CDS.TV nell'anno 1984, condotta da Carlo La Selva.

TRATTO DA: CAUDIUM TATOO

SERGIO CAPUTO | Bimba se sapessi (1983)

Bimba se sapessi | Sergio Caputo

Artista: Sergio Caputo

Brano: Bimba se sapessi

Anno: 1983

Album: Un sabato Italiano

Etichetta: CGD

Produttore: Nanni Ricordi

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

La Ciemmecì è viva, ma non vegeta. | Editoriale

Editoriale

Tra il grigio delle pecore si celano i Lupi. 

Vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato cos’è la libertà. 

E non soltanto quei Lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, 

essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. E’ questo l’incubo dei potenti. 

(da il “Trattato del Ribelle” di Ernst Jünger )

La Comunità Militante Caudina 321, tramite la cinghia di trasmissione culturale incarnata da Lo Schiaffo 321, fa luce sugli obiettivi presenti e futuri, con un occhio al lungo passato, che trova spazio proprio su queste colonne digitali. Il materiale accumulato nel tempo a breve sarà accessibile a tutti coloro che nutrono interesse per il mondo dell'aggregazione territoriale sotto forma di nucleo politico.

Il punto di non ritorno è ancora lontano. Il branco di Lupi è pronto a difendere il difendibile ed osare l'inosabile. Abbiamo il dovere di mantenere alta la Bandiera dello stile ostile alle mode del momento, ai miseri tornaconti personali dei politicanti di mestiere e a tutto ciò che incarna lo $fascysmo degli ultimi decenni.


La Ciemmecì è viva, ma non vegeta. L'opposizione al Regime del Nulla continua. Questo è il nostro obiettivo. Le tarantelle legate al Covid-19 hanno di fatto "sospeso" le attività associazionistiche  pubbliche e cancellato gli aspetti ricreativi, sociali e militanti.  Bisogna fare buon viso a cattivo gioco.

Chiudiamo con le parole di un volantino cartaceo del 2006, sempre attuali e profonde:

SCELGO di essere me stesso, individuo assoluto; di amare il mio orgoglio, la mia solitudine; di amare il fato, la gioia e la mia morte. SCELGO la bellezza; ciò che è difficile; l'ordine naturale delle cose; il superamento di ciò che in me è ancora troppo umano; il simbolo solare di una personalità attiva e creativa. l'intransigenza e l'incrollabilità cristallina di una forma interiore al di là del bene e del male; il disprezzo di ciò che è piccolo, meschino, servile, brutto, timoroso, conformista, basso, vile, normale; il misurarsi con il mondo per vincerlo; l'obbedienza totale al mio libero codice di onore e il riso di scherno in faccia alla morale, alla legge del profitto, alla gente e al suo modo di essere. SCELGO la militanza giurata alla fedeltà dei valori, la nobiltà dello sguardo all'orizzonte solare del futuro. Pagando di persona se dovrò; 

LA LOTTA COME VITA, LA VITA COME GIOCO, IL GIOCO COME LOTTA. 

SCELGO  di vivere l'idea di ESSERE L'IDEA!

SCELGO la Comunità Militante Caudina 321. 


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sabato 30 gennaio 2021

NICOLA DI BARI | La prima cosa bella (1970)

La prima cosa bella | Nicola Di Bari


Artista: Nicola Di Bari

Brano: La Prima Cosa Bella

Anno: 1970

domenica 10 gennaio 2021