mercoledì 17 febbraio 2021

PROPOSTE DI TONY TAMMARO PER L’ITALIA DEL FUTURO | Goliardia

PROPOSTE DI TONY TAMMARO PER L’ITALIA DEL FUTURO.

Negli ultimi giorni con l'arrivo di Mr. Drake alla guida di un Governo, un po' tecnico e un po' politico, la fiducia popolare nei confronti della classe politica è in forte ribasso, come non mai. La signora Patrizia, una nostra lettrice di Casavatore, in provincia di Napoli, ci ha inviato la ricetta politica di un cantautore di spessore, amato più di Peppino Conte e Peppino Di Capri messi insieme: Tony Tammaro.

Sì, proprio lui, l'antidepressivo con la chitarra in mano, capace di strappare sorrisi e risate con la sua musica goliardica, pungente e coinvolgente, ma soprattutto nazional-popolare. Uno schiaffo tamarro, un vero e proprio proclama su cui riflettere, diviso in dieci punti che riportiamo fedelmente per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321.

Buona lettura e buon ascolto con l'ultimo brano dell'amato cantastorie "Tengo una varca a Salierno".

Tengo una varca a Salierno

1) Tessera gratuita per frequentare corsi di ballo latino americano agli over 65, affinché si tengano in salute e non vadano a intasare gli studi medici del servizio sanitario nazionale per farsi prescrivere le medicine aggratis. 

2) Abolizione delle cosiddette “strisce blu” e reimpiego degli ausiliari del traffico in attività socialmente utili. 

3) Corsi prematrimoniali tenuti da anziani che hanno festeggiato le nozze d’oro affinché insegnino ai giovani cos’è la “pazienza di stare insieme”. 

4) Chiusura di tutti i call center d’Italia e reimpiego del personale che ci lavora in attività socialmente utili. 

5) Incentivi alla pratica di attività affettive, onde evitare la litigiosità e l’acidità diffusa tra giornalisti, uomini politici, personaggi televisivi e gente comune. 

6) Chiusura di tutti i programmi televisivi che generano demenza nella popolazione. 

7) Pene severe per mafiosi, parcheggiatori abusivi, camorristielli vari e baby gang che tolgono la speranza dei giovani di credere nel futuro. 

8) Sostituzione graduale del personale della pubblica amministrazione, entrato in servizio negli scorsi anni grazie a raccomandazioni, con giovani capaci, gentili e preparati. 

9) Obbligo di lavorare, studiare, preparare esami universitari, onde poi concedersi la cosiddetta movida che deve essere considerata un premio e non un’attività a sé stante. 

10) Istituzione del “terzo tempo” anche nel calcio, affinché le opposte tifoserie possano fraternizzare e non più organizzare azioni di guerriglia dentro e fuori gli stadi.

Scritto da Tony Tammaro

martedì 16 febbraio 2021

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP. 2 1/2 - Audiolibro

Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola


CAPITOLO 2° prima parte - IL SOVRANNATURALE NEL MONDO MODERNO - 

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola.

Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.

tratto da Vyāsa Audioletture

TARANTELLE SUL BRITANNIA - Presentazione e premessa | CAPITOLO 0

L’AFFARE DEL “BRITANNIA”, UNA VICENDA OSCURA - Presentazione

Il Centro Studi “Dino Grammatico” con la presente pubblicazione intende divulgare le vicende di uno dei periodi più travagliati, quanto poco conosciuti, della storia recente della nostra Patria. Il caso del “Britannia”, raccontato con dovizia di particolari in queste pagine da Michele Rallo, ci dà l’esatta idea delle perverse logiche con cui ha preso il via il declino della nostra sovranità nazionale, che oggi purtroppo sembrerebbe aver raggiunto il punto più basso della sua triste parabola.

Dopo aver letto questo lavoro verrà difficile per chiunque pensare che le privatizzazioni di alcuni strategici asset italiani non siano state pilotate dall’alta finanza europea, con la connivenza ovviamente di parte del mondo politico nazionale. Il tutto avvenne a cavallo tra la prima e la seconda Repubblica, ovvero in un periodo storico abbastanza delicato, per il semplice fatto che si registrava la caduta dei partiti tradizionali, che avevano governato l’Italia fin dalla conclusione della Seconda guerra mondiale, sotto i colpi delle inchieste della magistratura. È singolare, tuttavia, che molti dei nomi dei protagonisti di quella vicenda siano stati in seguito, o siano ancora oggi, ai vertici delle Istituzioni nazionali ed europee. Tanto per dare l’idea, molto gattopardesca, di quanto sia cambiato tutto per non essere in realtà cambiato nulla.


Purtroppo l’Italia, dai tempi dell’approdo del “Britannia”, conta sempre meno negli scenari della geopolitica internazionale. Oggi possiamo constatare, infatti, che le logiche europee hanno ormai stabilmente prevalso sugli interessi nazionali. E, come se non bastasse, le attuali politiche economiche di estremo rigore messe in campo dalla Troika stanno condizionando la vita di circa cinquecento milioni di cittadini dell’UE. 

Questa Europa, infatti, individua nelle banche e nella finanza le risorse primarie del vecchio continente; quando, invece, la vera costruzione europea non doveva prescindere dalla valorizzazione delle ricchezze di ogni singola Nazione. Del resto non era forse l’Europa dei campanili, dei comuni, delle cento culture e delle mille diversità che nella nostra fervida immaginazione speravamo sorgesse agli inizi degli anni novanta? Purtroppo non si erano fatti i conti con i poteri forti dell’establishment europeo che nel frattempo, mentre il “Britannia” ormeggiava tranquillamente al porto di Civitavecchia, decideva i destini delle privatizzazioni della Nazione italiana.

Il Centro Studi “Dino Grammatico” è pertanto felice di poter essere strumento di conoscenza di uno dei tanti misteri dell’Italia contemporanea. Non possiamo, di conseguenza, non esprimere il nostro più sentito ringraziamento a Michele Rallo per questo suo omaggio al nostro istituto.

Scritto da Fabrizio Fonte

Presidente del Centro Studi Dino Grammatico 


IL CASO “BRITANNIA”, LE PRIVATIZZAZIONI E QUATTRO INTERROGAZIONI CONTROCORRENTE - PREMESSA

Quando l’amico e illustre collaboratore Michele Rallo mi ha fatto prendere visione di certe sue interrogazioni parlamentari rimaste senza risposta da parte del Governo, sono stato fortemente incuriosito e lo ho invitato a ricapitolarne la vicenda per i lettori de “La Risacca”. Troppi silenzi hanno fatto seguito a quelle interrogazioni, tanto da richiamare alla mente un vecchio adagio, per cui «chi tace acconsente». È nata così la serie di cinque articoli pubblicati fra il marzo e il settembre scorsi sulla rivista da me diretta e, adesso, la loro riproposizione in forma di opuscolo.

Michele Rallo (già deputato al parlamento nazionale nella XII e nella XIII legislatura) ricostruisce la vicenda sul filo dei ricordi e, in particolare, rivisitando il testo delle quattro interrogazioni da lui presentate nel 1994.

Il tutto ruota attorno ad un convegno che nel giugno 1992 – pochi mesi dopo la nascita dell’Unione Europea – si era svolto a bordo del “Britannia”, lo yacht della Regina d’Inghilterra; convegno che riguardava una auspicata (da chi?) politica di privatizzazione dell’industria pubblica italiana, politica che sarebbe stata poi effettivamente attuata.


Al convegno partecipavano esponenti del mondo degli affari britannico e manager pubblici italiani. Fra tutti, spiccava il nome del dottor Mario Draghi (allora Direttore generale del Tesoro, poi Governatore della Banca d’Italia, Governatore della BCE ed oggi Presidente del Consiglio), il quale svolgeva una prolusione introduttiva. Null’altro voglio dire sul convegno, rimandando alla diffusa trattazione che si potrà leggere nelle pagine seguenti.

Voglio invece spendere qualche parola sulla contestualizzazione che Michele Rallo opera, collocando l’evento in un quadro assai più ampio, che prende le mosse dalla formazione di una cordata italiana pro-privatizzazioni negli anni ’80 e continua poi attraverso i primi anni ’90, sovrapponendosi ad avvenimenti nazionali e internazionali: 

la caduta del Muro di Berlino, la stagione di Mani Pulite in Italia, l’elezione di Scalfaro alla Presidenza della Repubblica (in vece di Andreotti) e di Amato alla Presidenza del Consiglio (in vece di Craxi), e tanti altri.

Direi – anzi – che l’aspetto più interessante di questa pubblicazione è una sorta di “ipotesi investigativa” che ne viene fuori: l’ipotesi, cioè, di un progetto politico di vecchia data, tendente alla spoliazione della nostra economia nazionale, i cui effetti perversi si palesano oggi con una epocale crisi politica, economica e sociale. È una chiave di lettura particolarissima ed intrigante, non priva di un certo alone da “giallo internazionale”. Non è detto che sia esatta al cento per cento, ma è certamente credibile; ed ancor più credibile appare nel contesto della ricostruzione storico-politica che ne traccia l’ex-deputato trapanese, oggi apprezzato commentatore politico.

 

Il Presidente Scalfaro visto da Forattini

Un ultimo aspetto vorrei sottolineare. Quello della personale vicenda politica del nostro collaboratore, quale traspare soprattutto nelle pagine iniziali ed in quelle conclusive di questa ricostruzione. È la vicenda di un “uomo politico” (non di un “politicante”) che ha svolto il suo mandato con linearità, anche a costo di entrare in contrasto con il vertice del suo partito e di pagare in prima persona per le sue scelte. Oggi, a distanza di vent’anni, il triste tramonto di certi personaggi – sedotti e poi abbandonati dai poteri forti – dà forse ragione e rende giustizia all’onorevole Michele Rallo.

Scritto da Aldo Messina

Direttore della rivista "La Risacca"

approfondimenti e fonti

http://www.csdinogrammatico.it/

https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/08/La-crociera-del-Britannia-seconda-edizione.pdf

http://www.lasberla.com/tag/centro-studi-dino-grammatico/

https://it.wikipedia.org/wiki/HMY_Britannia_(1953)

https://www.ildubbio.news/2018/08/22/estate-92-la-crociera-sul-britannia-voluta-da-sua-maesta-che-privatizzo-litalia/

https://voxitaliatv.com/governo-britannia-il-controcanto-rassegna-stampa-dell8-febbraio-2021/

venerdì 12 febbraio 2021

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

JULIUS EVOLA - Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo - CAP. 1 - Audiolibro

Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola


CAPITOLO 1° - IL SOVRANNATURALE NEL MONDO MODERNO - 

del libro: Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo di Julius Evola.

Pubblicato in origine nel 1932, riunendo saggi apparsi negli anni precedenti, e poi ristampato nel 1949 e nel 1971 con aggiornamenti, questo libro a tanta distanza dalla sua prima apparizione risulta di una sconvolgente attualità, tale da poter essere ancora oggi utilizzato come un illuminante manuale per orientarsi nel babelico "spiritualismo contemporaneo" degli anni 2000 e per evitarne le trappole.

tratto da Vyāsa Audioletture

DECIMA BALDER - Nera Stellata (2016)

Nera Stellata |Decima Balder 
 

Gruppo: Decima Balder

Album: Intervento

Brano: Nera Stellata

Anno: 2016

Casa discografica: RTP Perimetro 

giovedì 11 febbraio 2021

GIOVANNI GENTILE: DISCORSO SUI PATTI LATERANENSI (audio originale del 1929)

Il Filosofo Giovanni Gentile - 
Discorso sui Patti Lateranensi (1929)

Questo documento audio, inciso sul supporto originale disco 78 giri è conservato presso la Discoteca di Stato (ora Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi) istituita nel 1928. Fa parte della collezione “La parola dei Grandi” curata da Rodolfo De Angelis. geniale cantautore, drammaturgo, attore e scrittore futurista.

Con passione De Angelis, il cui vero nome era Rodolfo Tonino, aveva coinvolto gli uomini del suo tempo dal 1924 per far loro incidere su dischi 78 giri i discorsi memorabili pronunciati nella vita. Nel 1927,  vendette la propria raccolta alla Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra che poi la cedette alla Discoteca di Stato.

Oggi il  patrimonio pubblico della Discoteca comprende oltre 300.000 supporti sonori tra rulli di cera, dischi, nastri, CD e video. E poi grammofoni, fonografi di ogni tipo, oggetti e materiali audiovisivi pertinenti il suono e la sua riproduzione.

ERODOTO TV di Enzo Antonio Cicchino

https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Gentile


11 febbraio 1929 firma dei Patti Lateranensi | STORIALTERNATIVA

Storia/ 11 febbraio 1929 
firma dei Patti Lateranensi
Lo Schiaffo 321 pubblica un interessante articolo per riflettere sull'11 febbraio 1929, data storica per lo Stato Vaticano e per l'Italia, allora Regno d'Italia. La religione Cattolica è ancora la religione di Stato e da allora nello Status Civitatis Vaticanæ vige un regime di monarchia assoluta teocratica ierocratica elettiva di tipo patrimoniale, con a capo il Sommo pontefice della Chiesa cattolica.
 
Il Vaticano nacque il 7 giugno 1929 con i famosi Patti Lateranensi, firmati l'11 febbraio di novantadue anni fa tra Benito Mussolini e il cardinale segretario di Stato Pietro Gasparri, rispettivamente i rappresentanti del Regno d'Italia e della Santa Sede, che ha come lingua ufficiale il latino. 
Insomma, la storia contemporanea può essere di vitale importanza per capire le dinamiche dei nostri giorni e riflettere, discutere e ragionare senza dogmi preconfezionati. 

Buona lettura. 


11 febbraio 1929 firma dei Patti Lateranensi

Il 1848 è lo spartiacque tra l’aspirazione indipendentistica e unitaria dell’Italia e il mantenimento dello Stato Pontificio. In tale data si situa il germe della questione romana. Scriveva Alfredo Oriani:

L’unità, l’indipendenza e le libertà della nazione derivano da Roma italiana. Roma pontificia è l’Italia federale diffranta in minimi Stati, serva dello straniero.

Trasparivano accenni a tentativi conciliativi da Cavour a Nitti. Contro liberalismo e anarcosocialismo sorgeva una forza giovane e fresca, il movimento fascista. I deputati liberali riconobbero subito nel fascismo un avversario implacabile e la sinistra giunse a saccheggi, occupazione di fabbriche e cantieri, aggressioni a pubblici uffici e chiese, caccia a forze dell’ordine, reduci e fascisti. 

la massoneria rifiutata

La massoneria corteggiava Mussolini per restare a galla dopo l’eclissi liberale. Il Duce la rifiutò con la stessa energia del 26/29 aprile 1913 al congresso nazionale socialista di Ancona, quando da direttore de “l’Avanti” fece approvare un suo ordine del giorno sull’incompatibilità per i socialisti di appartenere alla massoneria. La stessa energia con cui tramite il Gran Consiglio del Fascismo invitò i fascisti che erano massoni a scegliere di appartenere al P.N.F. o alla massoneria, imponendo poi a ogni associazione, massoneria compresa, di comunicare alla Pubblica Sicurezza statuto e elenco di cariche e soci, segnandone così la fine. Mussolini, che aveva posto come pregiudiziale agli accordi l’esclusione di ogni ingerenza straniera nei rapporti tra Santa Sede e Italia, procrastinò la riforma in attesa di basi più larghe che apparvero il 6/8/1926 coi colloqui segreti tra il Consigliere di Stato Domenico Barone, incaricato dal Duce e l’avvocato Francesco Pacelli, fratello del futuro Pio XII, fiduciario del Vaticano.

 il vaticano

Barone informò Mussolini che Pio XI apprezzava il riavvicinamento alla Chiesa, consapevole della responsabilità che il Duce si assumeva di fronte all’Italia, alla sua storia e a certi elementi di essa quali massoni e liberali. Da rilevare l’incrollabile fiducia del Cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri nel Duce:”Capii che con lui potevo intendermi” e “C’è un uomo solo che può sciogliere la questione romana, Benito Mussolini”. Già nel 1922 il Duce 

escluse di fare una Chiesa nazionale al servizio della Nazione. La forza, il prestigio, il fascino millenario del Cattolicesimo stanno nel fatto che non è religione di una data nazione e razza, ma di tutti i popoli e di tutte le razze.

Anche se trattato e concordato sono atti politici, sono pure canoni di pace religiosa. Avvennero in tempo fascista non per servire il fascismo, ma perché nel fascismo ci furono uomini liberi da pregiudizi, pronti a servire storia e tradizione italiana.

Papa Pio XI

Il 30 agosto 1926 Barone riferì a Mussolini i desiderata di Pio XI cioè il nucleo del trattato e della convenzione finanziaria: assegnare un territorio alla Santa Sede, riconoscere una posizione sovrana, liquidare forfettariamente le annualità maturate, tenendo conto del mutato valore della moneta, e previste dalla legge delle guarentigie (legge di garanzia a risarcimento dello Stato italiano verso la Santa Sede e non riconosciuta dal Vaticano), impianto nella Santa Sede di stazione ferroviaria, radiotelegrafica e di un hangar, riconoscimento da parte di altre potenze. 

Il Duce trovò accordo sulle parole: l’Italia non cedeva territori perché nel 1870 si era volontariamente fermata al portone di bronzo e la Santa Sede manteneva i suoi territori vaticani (44 ettari). Corresse così: non si poteva parlare di consegna o di cessione di territori perché l’Italia non li aveva mai posseduti. Quindi solo riconosceva. Alla Camera affermò: 

Col trattato dell’11 febbraio 1929 nessun territorio passa al Vaticano all’infuori di quello che già possedeva. Non si abbassa il tricolore perché lì non fu mai issato.”

Il TRATTATO sistemava le relazioni tra Stato e Chiesa: chiudeva la questione romana, sanciva il Regno d’Italia con capitale Roma e creava lo Stato della Città del Vaticano.
Il CONCORDATO sistemava l’aspetto giuridico dell’organizzazione cattolica nello Stato
italiano, un accordo che non si esauriva in un solo atto, ma imponeva osservanza continuativa fino ad altro eventuale accordo. Lo Stato ottiene soddisfazione perché la organizzazione religiosa riconosce la sovranità politica dello Stato e vi si sottopone. 

La Chiesa ottiene soddisfazione perché tale sottoposizione risulta da un atto di volontà bilaterale e in cambio riceve per le sue istituzioni un trattamento di particolare favore. 

la firma del cardinal gasparri 

Circa le critiche di chi paventava chiusura di templi non cristiani o toponomastica stradale depurata dei nemici della Chiesa o clericalizzazione di Roma, il Duce rispose che la sacralità di Roma è dovuta alla città culla del Cristianesimo e sede vescovile del Sommo Pontefice, ma anche sede del Milite Ignoto e dell’ara dei Caduti della Rivoluzione Fascista. Stato concordatario non significa Stato confessionale.

Mussolini spiegò inoltre che l’invocazione alla Santissima Trinità a preambolo delle formule
pattizie non è straordinaria perché tra potenze laiche vari patti recano quella formula, a esempio tra Sultano e Zar nel 1712 e tra Leone XIII e il luterano re d’Olanda. Quindi nessun prestigio italiano violato. A noi importa ciò che fu fatto e rimane nella storia: 11 febbraio 1929 firma dei Patti Lateranensi, 14 maggio 1929 ratifica alla Camera, 25 maggio 1929 ratifica al Senato.



la bandiera del vaticano


Il migliore elogio a Mussolini fu quello di Pio XI il 9 febbraio 1929: “Ci voleva un uomo che la
Provvidenza ci ha fatto incontrare, che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale.”
Ecco il successo diplomatico dell’Italia del Duce, opera di impegno epocale: accordare e
risolvere umano e metafisico oltre ogni temporalità.

Scritto da Mario Varesi

*tratto da Emme Rossa 
Anno VIII - n° 22 – gennaio 2021
Foglio digitale a carattere storico e culturale interno della ”AssociAzione Reduci 1^ legione cc.nn. “M” d’AssAlto tAgliAMento”

In copertina Mussolini a cavallo, dettaglio dell'affresco di Guido Nincheri nella Chiesa della Madonna della Difesa, Montreal, Canada. Immagini tratte dalla rete. 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



TOPI NERI - Pinte, Pensieri e Visioni (2018)

Pinte, Pensieri e Visioni  - Topi Neri

Gruppo: Topi Neri

Brano: Pinte, Pensieri e Visioni

Album: Inarrestabile e...

Anno: 2018

Casa discografica:  Tuono Records

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

UNA SPERANZA PER PASQUALE! | IL GRANDE CUORE DELLA NUOVA CAUDIUM!

UNA SPERANZA PER PASQUALE!

La Nuova Caudium si mobilita per sostenere la lotta di Pasquale, un giovane Caudino che sta lottando contro gravi problemi di salute. In appena settantadue ore l'intera Valle ha racimolato ben 36 mila euro, grazie alla raccolta fondi, nata dal basso, per dare una mano concreta ed una speranza emotiva al ventiduenne di Paolisi. Ben 425 persone hanno appena dimostrato sensibilità e uno spirito comunitario da brividi. Le donatrici ed i donatori, divisi tra anonimi, privati ed associazioni, sfiorano le 1500 unità.

Le amiche e gli amici di Pasquale hanno lanciato anche un appello, ripreso dalle testate giornalistiche locali, giunto "in redazione" grazie alla segnalazione di un nostro lettore. Le catene di Sant'Antonio 2.0 sui canali sociali stanno dando forma ad un sogno per una persona che vive ore difficili, ma sente il calore del suo Popolo. Moltissimi Caudini, stanno portando avanti un tam-tam di solidarietà capace di far emergere il lato generoso della Nostra Terra, troppo spesso dipinta a tinte grigie.

Pubblichiamo l'appello integrale ed invitiamo le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 a dare una mano anche in maniera anonima. Qui sotto il contatto diretto per la donazione:

UNA SPERANZA PER PASQUALE

L'APPELLO

Salve a tutti, siamo un gruppo di  amici  abbiamo deciso di iniziare questa raccolta fondi per donare  una speranza a Pasquale - si legge nella lettera pubblicata sulla piattaforma di raccolta fondi in rete "GoFundMe". Pasquale ha ventidue anni è sempre stato un ragazzo molto gentile e solare, nonostante non abbia avuto una vita molto tranquilla come la maggior parte dei ragazzi della sua età. Tre mesi fa dopo un malore, la corsa in ospedale i dottori gli hanno confermato una terribile diagnosi: linfoma di Hodgkin al terzo stadio e  leucemia di primo stadio… 

Così è arrivato per lui il momento di scendere in battaglia e combattere. È iniziata così la sua guerra quotidiana contro il cancro. 

Ha tanta forza ma la vita sembra remargli contro ancora una volta, in quest’ultimo periodo la  casa dove abitavano è stata venduta e loro sono costretti a cambiare casa, in un momento molto delicato per lui. Con lui vive sua mamma e il fratello più piccolo, ma l’unica entrata al momento è proprio quella di Pasquale con la sua cassa integrazione, lui lavorava al bingo di Roma ma data l’emergenza è un bel po’ che non lavora ed il suo contratto ha scadenza a giugno….

Vi chiediamo di unirci tutti per dare una speranza ad un ragazzo che merita tanto.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo





Per donazioni:

https://www.gofundme.com/f/una-speranza-per-pasquale?utm_campaign=p_cp+share-sheet&utm_medium=copy_link_all&utm_source=customer

Approfondimenti

https://www.anteprima24.it/benevento/pasquale-raccolta-fondi-giovane/

https://www.usertv.it/2021/02/10/valle-caudina-diamo-una-speranza-a-pasquale-la-raccolta-fondi/

https://www.ilsannioquotidiano.it/2021/02/11/aiutiamo-pasquale-finora-raccolti-30mila-euro/

https://ilcaudino.it/valle-caudina-pasquale-il-22enne-che-lotta-contro-la-leucemia-uid-5/


mercoledì 10 febbraio 2021

Porzûs (1997) | 10 FEBBRAIO 2021 - GIORNO DEL RICORDO

Porzûs (1997)
 

Porzûs è un film scomodo e pericoloso per il goffo mito dei partygiani. Nel 1997 il regista Renzo Martinelli venne letteralmente infoibato nel silenzio e nella censura di regime per un lavoro fuori dal coro..

Trama

Uno dei sopravvissuti dell'eccidio di Porzûs, Storno, si reca in Slovenia a visitare Geko, che non vede più dalla fine della guerra. I due rievocano tutte le vicende che li hanno visti protagonisti tra la fine del 1944 e febbraio del 1945. Al termine della visita Storno immagina di compiere la sua vendetta uccidendo Geko a colpi di pistola.

Distribuzione

Il film, i cui diritti sono stati acquistati dalla Rai, è stato mandato in onda per la prima volta sulle TV pubbliche solo nel 2012 su Rai Movie. In precedenza più volte il regista Martinelli aveva accusato l'azienda di voler effettuare una censura di carattere politico nei confronti del suo film, non mandandolo in onda nonostante ne avesse acquistato i diritti.

Ambientazione storica

Il film ricorda l'Eccidio di Porzûs, tragico avvenimento della resistenza italyana. Nel febbraio del 1945 un intero reparto della Brigata Osoppo, capeggiato da Francesco De Gregori, detto "Bolla" (zio dell'omonimo cantautore), venne ucciso da un gruppo di gappisti comunisti, comandati da Mario Toffanin. Nell'eccidio persero la vita diciassette partigiani, tra cui Guido Pasolini, fratello minore di Pier Paolo.

Note

^ La Rai oscura l'altra Storia. Le foibe non andranno in tv - Renzo Martinelli

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino