lunedì 2 maggio 2022

Le questioni linguistiche della guerra in Ucraina e l’anglificazione | CULTURA

Il mese scorso, nella trattativa diplomatica per risolvere il conflitto in Ucraina che Erdogan aveva rivolto a Putin, sul tavolo non c’era solo Kiev fuori dalla Nato e la questione della sovranità di Donbass, Crimea e territori occupati, ma anche la protezione della lingua russa. 

Perché le questioni linguistiche si intrecciano in modo inestricabile con quelle delle identità etniche, sociali e culturali, e fuori dalla miopia italiana, sono un fattore politico di primo piano quasi ovunque.

Le lingue dell’Ucraina

La lingua ucraina convive e si mescola con il russo in tutto il Paese, anche se esistono varie altre minoranze linguistiche. Secondo un censimento del 2001, i madrelingua ucraini sarebbero quasi il 70%, e i russofoni meno del 30%, un dato che non corrisponde all’etnia della popolazione rilevata dallo stesso censimento che registrava una percentuale russa ben superiore al 50%. E secondo un’indagine svolta dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev nel 2004, le due lingue si equivarrebbero nell’essere parlate tra le mura domestiche. 

La presenza del suržik, un misto di russo e ucraino parlato in molte regioni, rende ancora più difficile distinguere nettamente chi parla una o l’altra lingua. La diffusione dei due idiomi non si può sovrapporre con le realtà territoriali, è indelimitabile e sfumata.

Anche se il russo prevale in Crimea e nelle regioni orientali contese nel conflitto, a Ovest prevale l’ucraino in città come Leopoli, al centro il russo va per la maggiore soprattutto nelle aree urbane, come nella capitale Kiev, mentre l’ucraino è diffuso nelle campagne. In questa distribuzione a macchia di leopardo che include un largo bilinguismo, nonostante l’ucraino goda dello status di lingua ufficiale dal 1991, molti ucraini non lo conoscono. 

Lo stesso presidente Zelensky, russofono, durante la campagna elettorale del 2019 che lo ha eletto presidente, non sapeva parlare ucraino, anche se si era impegnato a farlo. Nel suo programma elettorale c’era invece la creazione di un portale in lingua russa destinato agli abitanti del Donbass per fare arrivare loro il punto di vista di Kiev.

Nel 2012, il governo Janukovych aveva introdotto un discusso concetto di “lingue regionali” che in alcune aree aveva portato al riconoscimento del russo come lingua della scuola e dell’amministrazione, al pari dell’ucraino. Ma tutto è stato spazzato via nel 2019 dal predecessore di Zelensky, Petro Poroshenko, con una legge sulla lingua (n° 5670-d) che toglieva al russo e alle altre lingue minoritarie lo stato giuridico di “lingue regionali” e ne limitava l’uso nella sfera pubblica.

Nell’attuale conflitto si combattono anche le questioni linguistiche accanto a quelle territoriali e politiche. E da anni è in atto una guerra della lingua che vede scontrarsi il progetto di una nuova ucrainizzazione contro quello della storica e secolare russificazione del Paese.

Ucrainizzazione e russificazione

Fino al 2013 il mercato editoriale ucraino era formato per il 75% da libri russi, ma nell’ultimo decennio la proporzione si è invertita a favore di quelli ucraini che prevalgono per numero di titoli ma anche per copie venute. Questa rinascita della letteratura ucraina, in ascesa sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo, è il risultato delle politiche linguistiche e anche di una guerra culturale che ha seguito la guerra di Crimea del 2014.

Il Consiglio Supremo ha sancito l’ucraino come lingua dello Stato, favorendolo e esaltandolo, e ha bandito il russo dal linguaggio istituzionale e ufficiale, mentre il Parlamento ha vietato i libri importati dalla Russia. Nel 2015 è uscito una sorta di “indice dei libri proibiti” che ne metteva ben 38 in una lista nera, in un clima di una più vasta “derussificazione” avviata dal nuovo governo filo-occidentale che ha soppresso persino il partito comunista locale. 

La legge dell’ex presidente Poroshenko prevede che i cittadini parlino ucraino (almeno in teoria), introduce un esame da superare per ottenere la cittadinanza, ed estromette il russo dai programmi formativi e scolastici. Anche le radio e le televisioni devono trasmettere in ucraino per il 90%, la stessa percentuale del cinema, con l’obbligo di sottotitoli ucraini nelle pellicole in russo.

Questo pacchetto di provvedimenti ha innescato un ampio dibattito, e il progetto di una deliberata “ucrainizzazione” era mal visto dalla popolazione russofona. La forte divisione tra le due culture che si scontrano è evidente soprattutto nelle aree che hanno proclamato la secessione dove, al contrario di quanto avviene nel Paese, dal 2020 hanno introdotto come unica lingua ufficiale il russo.

L’invasione da parte della Russia è avvenuta in questo clima, e anche se si sovrappone a una guerra che va avanti dal 2014, di cui si è parlato poco, ha oggi assunto un carattere globale. Ma dal punto di vista linguistico, nel nuovo contesto che ha coinvolto il mondo intero, tra ucrainizzazione e russificazione è spuntato anche l’inglese.

L’anglificazione nella Prima guerra globale

Nella speranza che il conflitto non si trasformi nella Terza guerra mondiale, per ora sembra più una Prima guerra globale, e nella controversia linguistica tra ucrainizzazione e russificazione si sta insinuando anche il progetto dell’anglificazione, come avviene in tutto ciò che è legato alla globalizzazione. Nella legge sulla lingua caratterizzata dai provvedimenti de-russificatori, è previsto che i siti Internet .ua debbano avere la pagina iniziale in ucraino – il che è linea con l’imposizione della lingua in tanti altri aspetti che riguardano l’ufficialità – ma è comparsa un’aggiunta molto curiosa: oppure in inglese o altra lingua ufficiale dell’Ue. 

In altre parole il russo è vietato, ma di fatto si apre all’inglese, anche se in teoria sarebbe possibile usare altre lingue ufficiali.

Il provvedimento si può interpretare come un’espressione del desiderio di far parte dell’Europa, ma quello che colpisce è che nel testo della legge 5670-d il russo è stato cancellato e non viene più nominato, mentre l’inglese è nominato per ben 18 volte!

Senza voler giustificare l’ingiustificabile – l’invasione dell’Ucraina è un crimine – il montante sentimento anti-russo, che Putin ha chiamato “isteria”, sull’onda dell’emotività sta valicando gli aspetti politici e bellici per allargarsi a quelli culturali e più generali.

In Italia ha fatto scalpore l’isteria dell’Università Bicocca di Milano che, qualche tempo fa, avrebbe voluto sopprimere una conferenza di Paolo Nori su Dostoevskij (avevo già parlato del suo libro in tempi non sospetti) in preda a un oscurantismo anti-russo rimangiato a causa delle polemiche, con un atteggiamento schizofrenico per cui il rimedio si è rivelato ancor più imbarazzante della decisione iniziale. Naturalmente per chi è sotto le bombe questo sentimento anti-russo è più che comprensibile, da un punto di vista emotivo.

In un articolo sull’Huffingtonpost si può leggere una dichiarazione di Olena, una donna ucraina, che urla il suo sfogo:

Sono nata e cresciuta a Donetsk. Ho parlato russo per tutta la vita. Ora sono letteralmente nauseata da qualsiasi cosa che sia russa: cultura russa, balletto russo, lingua russa, musei russi. Che vada all’inferno. Ecco da dove viene tutto ciò che è russo. Adesso parlo ucraino. O inglese.

Questo sentimento appartiene a molti, e pare che stia nascendo una sorta di rivolta culturale che implica l’abbandono del russo sulle piattaforme sociali e anche nella vita quotidiana, come segno di protesta, ma il riferimento all’inglese come simbolo dell’Occidente è una novità sui cui riflettere.

Per un ucraino di lingua russa, o per un politico come Zelensky che non padroneggia l’ucraino, la tentazione di rinnegare la propria identità linguistica e passare all’inglese sembra forte. Alla base c’è una mancata separazione e confusione tra i piani culturali e linguistici, da una parte, e quelli politici e bellici dall’altra. Si può benissimo condannare e combattere la guerra di Putin senza rinnegare la propria lingua e cultura, in teoria. Ma nella pratica quello che accade è che l’odio per l’invasore finisce per coinvolgere anche il piano linguistico.

Un simile sentimento è al centro del libro Ritorno a Berlino (Verna Carleton, Guanda 2017) in cui il protagonista, dopo il nazionalsocialismo, aveva cambiato identità, si spacciava per americano e parlava in inglese celando le proprie origini germaniche e la propria lingua davanti al mondo:

“Mi vergognavo di essere tedesco, mi vergognavo di appartenere a un paese che aveva tollerato l’esistenza di un regime tanto atroce. Non riuscivo ad affrontare la vita come Enrico Dalbur. Come Enrico Devon ho trovato il modo di stare a galla.”

I segnali di apertura all’inglese sul piano interno dell’Ucraina, dove la “vergogna” nasce dal parlare la stessa lingua dell’invasore, si radicano attraverso il sentimento di voler appartenere all’Europa.

Filippo Mastroianni, in un articolo su Il Sole 24 ore ha scritto:

“L’attenzione posta sull’inglese, citato ben diciotto volte nella legge (…) è l’indizio di una politica di più ampio respiro e di un progetto di collocazione europea che Kiev ha ormai imboccato.” 

Ma anche questo sentore è frutto di una confusione, perché l’inglese non è affatto la lingua dell’Europa, almeno sulla carta. Anche se in questa Prima guerra globale sta guadagnando terreno.

Gianluca Laffineur – il presidente dell’associazione Gem+ di Bruxelles che difende il multilinguismo e combatte la prassi surrettizia dell’inglese come lingua dell’Ue – nel bollettino del 31 marzo agli associati ha osservato:

“Prima dell’invasione dell’Ucraina, la bandiera europea veniva sventolata accanto alle bandiere nazionali degli stati più filoeuropei anche se non è mai apparsa dietro le scrivanie di Orban o dei primi ministri polacchi. Tre giorni fa a Varsavia, la bandiera americana è stata innalzata accanto a quella polacca, la bandiera europea no. Prima dell’invasione dell’Ucraina, si parlava di allargamento dell’UE. Ora si parla di un allargamento della NATO alla Svezia e alla Finlandia. (…) Prima dell’invasione dell’Ucraina, monitoravamo attentamente la presidenza francese dell’UE per conteggiare il tempo che i dirigenti europei passavano a parlare in francese e in altre lingue. Da allora, abbiamo visto i leader sloveno, polacco e ceco recarsi, senza alcun mandato del Consiglio europeo, a Kiev per sostenere il presidente Zelenski e tenere una conferenza stampa improvvisata in inglese. (…) Non dimentichiamo che l’uso e la crescita di una lingua è legata al potere dello stato dominante. Aumentando la sua dipendenza economica e militare dagli Stati Uniti, l’UE sta di fatto facendo un ulteriore passo verso il vassallaggio politico all’alleato americano.”

Questo “vassallaggio” dell’Europa verso la politica e la lingua degli Stati Uniti sta contribuendo all’affermarsi del globalese come lingua internazionale; ed ecco che anche in Ucraina viene percepito così, e accade che l’inglese diventi la lingua alleata dell’ucraino in funzione anti-russa, e che un presidente russofono come Zelensky che non sa parlare bene l’ucraino guardi all’inglese, esattamente come raccontava nell’intervista la cittadina ucraina Olena disposta ad abbandonare persino la propria identità.

Passando dal “vassallaggio” europeo a quello italiano, la novità è che Enrico Letta, segretario del PD, uno dei partiti più americanizzati e filoamericani d’Europa, dall’inizio del conflitto ha cominciato a cinguettare su Twitter in inglese con aforismi come questo:

“How many #Bucha before we move to a full oil and gas Russia embargo? Time is over” (3 aprile).

A dire il vero ne ha fatti 2 o 3 anche in francese negli ultimi tempi, ma quelli in inglese al 24 marzo erano ben 14! E più che di multilinguismo bisognerebbe parlare di una comunicazione politica che comincia a dare i primi segnali di anglificazione per rivolgersi non solo agli altri politici europei in inglese, ma anche sul piano interno agli italiani, come fanno le pubblicità e le multinazionali d’oltreoceano. Questi primi segnali si sono visti anche con due cinguettii in inglese di Di Maio (27 febbraio e 2 marzo), due di Renzi (24 febbraio e 2 marzo) e uno di Calenda (25 marzo).

Accanto all’ucrainizzazione, alla russificazione e all’anglificazione dell’Europa, la de-italianificazione della nostra classe politica è sempre più evidente e si allarga.

Diciamolo in Italiano

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo. Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. 

domenica 1 maggio 2022

I RIBELLI DELLA NOTTE (1986) | Cinema

I RIBELLI DELLA NOTTE 
Il sogno americano smascherato da una pellicola cruda e diretta. Una società marcia a stelle e strisce. Un ragazzo scappa di casa e comincia a fare la vita del vagabondo a Nuova York, dove incontra la cruda realtà della metropoli, popolata da prostitute, protettori e trafficanti di droga. Così diventa anche lui un corriere nel traffico della cocaina, membro di una gang tutta composta da minorenni. La situazione pare disperata ma entra in gioco la mamma che farà di tutto per strapparlo alle cattive compagnie.
 

ROTONDI - 560mila euri di debito: focolaio di polemiche! | POLITICA


POLEMICHE E ATTACCHI

Esplode il putiferio a Rotondi dopo la nota del Sindaco Ilario e dell'intera maggioranza che attacca violentemente la giunta precedente, puntando il dito verso una gestione che avrebbe lasciato ben 560mila euro di debito per le casse comunali della tranquilla cittadina Caudina. Bollette non pagate, debiti con Irpiniambiente e con altri debitori che aprono una calda estate amministrativa e politica. 

«Chiudiamo oggi la prima relazione al rendiconto di gestione 2021 - dichiara Ilario - firmato dalla mia amministrazione, che riguarda l’anno 2021: vale a dire i nove mesi dell’amministrazione Russo e i tre iniziali della mia, che è cominciata dallo scorso 5 ottobre. Quanto era stato affermato in campagna elettorale si è purtroppo rivelato drammaticamente esatto. Il bilancio chiude con un disavanzo non ripianato dall’amministrazione Russo, di oltre 200.000 euro, erano obbligati dalla legge al pareggio entro fine mandato, a cui vanno aggiunti:

a) bollette ENEL non pagate 135.000

b) bollette GAS non pagate 45.000

c) IRPINIAMBIENTE 70.000

d) altri debiti 110.000

che per un piccolo paese come Rotondi sono un’enormità. La situazione ereditata dalla precedente gestione, non ve lo nascondo, non è rosea. Inutile dire che, negli ultimi tre mesi del 2021, non sono stati fatti debiti. Come amministrazione stiamo già mettendo in atto, comunque, tutte le possibili misure volte a rendere questo stato di cose meno difficile, attraverso il bilancio preventivo 2022 che presenteremo entro il mese di maggio. Speravo con tutto il cuore di poter dare notizie meno tragiche sull’eredità della vecchia amministrazione ma queste sono. Riteniamo comunque, stando così le cose, che è meglio guardare in faccia la cruda verità nelle sue bellezze inesistenti ma reali che trovarsi di fronte un pennello di Photoshop in grado di trasformare carni putride in abbagli di luce, cioè quel che è stato fatto fino al 5 ottobre scorso. Quel che posso concretamente assicurarvi è che l’intera amministrazione appena insediata il 5 ottobre si è messa subito al lavoro per cambiare radicalmente le cose. Ci vediamo presto alla conferenza stampa per la presentazione del nostro primo bilancio preventivo. Firmato "Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale"».

UFF. VENDETTE

La replica dell'ex Sindaco Antonio Russo non si è fatta attendere ed ha tirato in ballo mezza classe politica rotondese, indipendentemente dai colori e dagli schieramenti. Una missiva al vetriolo che respinge le accuse al mittente e sminuisce gli attacchi ricevuti:

«Cari Rotondesi, vi ho sempre partecipato in trasparenza le difficoltà che attraversa una Amministrazione Comunale che non ha il mare e il vento da posizionare eventualmente le pale eoliche e il mare e il vento portano soldi nelle casse Comunali. Vi ho sempre partecipato che sono anni che le entrate dello Stato verso i Comuni si sono drasticamente ridotte. Nonostante quanto sopra, vi partecipo nuovamente che abbiamo ridotto il quantum economico in difetto presente nel 2013, che si aggirava suo 700 mila euro circa portandolo a 250 circa. Il sindaco attuale di Rotondi al fine di una campagna elettorale per certi versi, violenta nei toni ancora non realizza d’essere il Sindaco e quindi di tutti e quindi pompiere. Gli piace inveire contro chi in Democrazia non l’ha votato, ha istituito un ufficio nuovo presso la Casa Comunale, *l’ufficio Vendette* e mi aspetto di vedere in esso la lavagna dei buoni e dei cattivi. Il sindaco Izzo prima di me ne trovò debiti Strutturali e il Sindaco Lanni ne trovò e il Sindaco Leggiero e così via e sempre non riconducibili ad ammanchi, a ruberie ad intrallazzi e come i sindaci evocati sono stati onesti e laboriosi così lo sono stati tutti i Consiglieri che ho avuto modo di conoscere dall’era Leggiero in poi e così è stato dal 2013 ad oggi. Nessuna tragicità dunque nella notizia che hanno dato ieri il Sindaco Ilario e l’Amministrazione Comunale. L’attuale sindaco di Rotondi comunque si era già espresso altre volte sul bilancio. Il Comune di Rotondi sotto il profilo del bilancio non ha chiesto prestiti ha effettuato un solo mutuo dal 2013 al 2021, ha operato con sobrietà e ogni anno ad approvazione bilancio c’era l’unanimità della maggioranza a votarlo e quindi l’hanno votato Pasquale Gallo e Sergio Finelli miei compagni di viaggio per cinque anni e dunque??? A voler essere più precisi anche Nello Ilario e Bartolomeo Esposito votarono i bilanci della Amministrazione da me presieduta nel periodo 2013-2026, dunque??? Siamo stati un Comune virtuoso sotto il profilo economico e vivace per le opere messe in campo e l’aspetto “climatico” era disteso.

VIVIAMO

«A gennaio - ricordano gli attivisti di ViviAmo Rotondi - ponemmo una serie di domande all’Amministrazione Ilario, purtroppo però non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Le OPERE PUBBLICHE, come via Caudina e il Municipio, sono ancora ferme, anche se formalmente e mediaticamente, i lavori sono stati avviati. Riguardo al PUC è ancora tutto fermo, lo stesso dicasi per l’EFFICIENTAMENTO DELL’IMPIANTO DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE La gestione del CAMPO SPORTIVO è sempre più caotica: si continua a fare preferenze nei confronti di alcune associazioni sportive a svantaggio di altre. Sarà forse perché una delle associazioni è legata da vincoli familiari o personali con l’assessore con delega allo sport? Non sarebbe opportuno, Sindaco, anche per maggiore serenità dell’Assessore, che la delega allo sport venisse assegnata ad altro componente della Giunta? Ad essere precisi è doveroso dire che l’Assessore con delega allo sport non è l’unico ad avere un conflitto d’interessi, reale o potenziale. Non vorremmo, ad esempio, che l’intera materia dei rifiuti, anche in assenza di una delega esplicita, venisse seguita da chi è titolare di un’affermata società di servizi ambientali. Come pure non vorremmo che il contenzioso venisse seguito da chi svolge la professione forense…L’attività amministrativa deve essere improntata all’assoluta imparzialità, non ci devono essere favoritismi o preferenze di alcun genere. Il problema vero, ed è questo il nostro maggior rammarico, è che l’intera attività amministrativa sembra essere tesa a favorire i “buoni” ed a punire i “cattivi”, e i “cattivi” sono coloro i quali non hanno appoggiato l’Amministrazione in carica. A quanto pare, però, l’amministrazione Ilario ha aperto un importante “ufficio”, “l’ufficio vendette”. I cittadini che in maniera democratica non li hanno votati, ora dovranno subire dei torti solo per aver fatto una scelta diversa. Tutto ciò è intollerabile e noi non intendiamo tollerarlo. Non è così che si amministra un Paese. Ilario ricordati che sei il Sindaco di tutti e non solo di chi ti ha votato. Ricorda: le promesse vanno mantenute… e le vendette lasciale a vicende del passato che non possono avere storia nel 2022.

I consiglieri di minoranza del gruppo Viviamo Rotondi hanno così chiuso questa parentesi molto movimentata che potrebbe avere strascichi sulla tradizionale tranquillità di Rotondi, Campizze compresa. 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete che non seguono un ordine preciso


LA CAUDIUM PAGELLA della settimana

dal 3.04 al 1.05.22

La Caudium Pagella è una nuova rubrica goliardica e non che nasce per dare i voti ai personaggi e/o alle notizie del mese traendo spunto direttamente dalla stampa locale. Segnalaci qualcosa che a tuo parere merita di passare sotto le Forche Caudine de Lo Schiaffo 321. Non dimenticare la fonte e l'ironia.

10#BANDA MONETTI

Cervinara: i primi cento anni della Banda Monetti Cervinara: i primi cento anni della Banda Monetti. Arriva al primo secolo di vita in piena attività, con la ritrovata festa di San Biagio, la banda Monetti “Città di Cervinara”, che tramanda dal 1922 la passione per la musica. Il centenario cade il quattro di maggio e le celebrazioni verranno effettuate in Estate. La nascita di queste formazioni. Spesso nelle aree interne nacquero queste formazioni musicali, costituite da pochi elementi, che suonavano musica d’orchestra in piazza per processioni e feste patronali; si esibirono, poi, anche per sagre, per il Carnevale con Quadriglia e Zeza, l’accompagnamento di defunti al cimitero e la tradizionale Novena di Natale. Da un secolo a questa parte non c’è festa corale, civile o religiosa, che non sia accompagnata dalle rassicuranti note di questa banda musicale a composizione familiare, che è diventata istituzione musicale, culturale e folklorica, capace di esibirsi con successo anche fuori dai tradizionali confini. (ilcaudino.it) 

9#IVAN ROMANO

Senza sosta la produzione artistica di Ivan Romano il cantautore cervinarese tra i più attivi della scena locale e non solo. Ivan è riuscito negli anni a ritagliarsi uno spazio nel panorama artistico senza mai fossilizzarsi in generi precostituiti. Questo nuovo brano è una bellissima ballata che fotografa la nostra vita quotidiana. Il titolo Sta Tempesta ce Sfida racchiude il senso del brano: gente del sud abituata a soffrire e vivere comunque. L’arrangiamento curato da Francesco Vitiello. Savio Arato (Cori) Emiliano Barrella (Batteria) Luca Mauriello (Chitarra Classica) Gianluca Perissinotto (Attore) Claudio Convertito (Missaggio). Il videoclip girato a Napoli è stato realizzato dalla giovane agenzia di comunicazione di Cervinara Black Diamond Agenc(usertv.it)

8#PARTENIO

Il Parco del Partenio dichiara “guerra” alla plastica: firmato un accordo con l’Associazione “Plastic Free”. In programma progetti di sensibilizzazione e giornate di pulizia del territorio. Il Presidente Iovino: «Abbiamo un tesoro dal valore inestimabile e, per questo motivo, va preservato e tutelato in tutti i modi parco plastic free. Un obiettivo, di medio e lungo termine, ma anche un riconoscimento per quanto è stato fatto fino ad oggi dall’ente regionale Parco del Partenio. E’ stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa – tecnicamente una procedura di riconoscimento per “ente plastic free” – tra il Parco presieduto da Franco Iovino e la Plastic Free Odv Onlus - associazione di volontariato che è stata creata il 29 luglio 2019 con lo scopo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che inquina e uccide - nata come realtà digitale, raggiungendo nei primi anni oltre 150 milioni di utenti e oggi, con più di 1000 referenti in tutt’Italia, divenuta la più importante e concreta associazione in questa tematica.» (orticalab.it)

7#DAMIANO

Continua lo scontro tra il primo cittadino di Montesarchio e il M5S. Questa volta Damiano risponde ad un comunicato dei consiglieri di minoranza che accusavano l’assessore Striani di assenteismo durante le giunte e su altre questioni.  La nota del primo cittadino: “L’abbiamo detto: ormai ridotti alla totale insignificanza politica i Cinque Stelle nostrani, con la clessidra che granello dopo granello avvicina alla ratifica definitiva di tale insignificanza, nell’illusione di poter cambiare tale ineluttabile destino provano ad alzare il tiro sempre di più, tra cattiverie, speculazioni o scemenze colossali, purché urlate. Verrebbe da ignorarli, anche per farli (ri)abituare a tale condizione, ma quando è troppo è troppo. Tanto per chiarire, ove mai ve ne fosse bisogno, questa maggioranza ha piena fiducia nell’operato di Nicola Striani come di ogni proprio componente: questa maggioranza condivide un progetto ben preciso, che non è mai stato messo in discussione e che in dieci anni ha portato risultati importantissimi per Montesarchio. E dunque, condividere un progetto non significa esclusivamente la presenza fisica in Giunta: esistono esigenze, amplificate dai tempi odierni, che possono essere sopperite appunto dalla condivisione di un percorso laddove non è possibile essere presenti. Ed è un progetto il nostro che ha portato risultati, come detto. Risultati da rivendicare con fierezza a partire proprio dal settore Lavori Pubblici, che Nicola guida: milioni e milioni di fondi intercettati e opere pubbliche che hanno riguardato tutto il paese, rendendolo più moderno ed efficiente, una mole di lavoro e di lavori che mai era stata messa in campo in un solo decennio amministrativo. E non è finita qui: ci sono tutti i progetti relativi al Pnrr che arriveranno. Che arriveranno grazie alla capacità amministrativa della squadra, al netto delle solite sgraziate parole speculative. Già perché da un lato si è lavorato, in silenzio, ottenendo risultati anche straordinari per un piccolo comune delle aree interne, dall’altro si è provato a speculare per fare ammuina, talvolta anche travalicando il limite che divide l’antipatica speculazione dalla miseria umana. Nicola ha il nostro sostegno e la nostra fiducia, e lo so: lo sanno tutti i componenti di questa maggioranza che ha fatto di trasparenza, serietà e signorilità i propri tratti distintivi. E rivendico la volontà personale di far crescere giovani amministratori, credendo in loro: un percorso certamente non facile, ma che guardando ai risultati, posso dire che ha dato i frutti sperati, in tutti i casi”.  (usertv.it)

6#FORZA ITALIA

Si è tenuta una riunione organizzativa di Forza Italia a Montesarchio. All’incontro hanno partecipato il Vice Coordinatore Regionale e Commissario Provinciale, Francesco Maria Rubano; il Consigliere Comunale di Montesarchio e Vice Commissario Provinciale, Lello Di Somma; la Responsabile Provinciale del settore organizzativo, Tullia Savignano; il Coordinatore della Valle Caudina, Dolores D’Apice ed Antonio Savignano, già candidato nella lista del Sindaco in carica, Franco Damiano. “Ringrazio gli amici di Montesarchio, per l’impegno che stanno mettendo in campo, non solo in città, ma all’interno del comprensorio caudino. Aniello Mazzariello, su indicazione del gruppo, è stato riconfermato Coordinatore Cittadino, certo che continuerà a fare un buon lavoro, arricchendo la squadra con nuove esperienze. A Montesarchio, Forza Italia, giocherà una partita importante, anche in vista delle elezioni amministrative del 2023” – Così Francesco Maria Rubano, Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia in Campania e Commissario Provinciale di Forza Italia a Benevento. “Agli amici di Montesarchio rinnovo il mio grazie per la fiducia confermatami. Insieme continueremo a fare un ottimo lavoro, portando anche in seno all’amministrazione comunale, le esigenze della cittadinanza. Il nostro rappresentante in Consiglio comunale, Lello Di Somma, è un riferimento prezioso che ci consentirà di contribuire alla crescita della collettività in maniera concreta. Al Commissario Provinciale, Francesco Maria Rubano, indirizzo la mia convinta vicinanza politica. Sono un seguace ed attivista Berlusconiano sin dal ‘94 e posso affermare, senza ragione di essere smentito, che da quando Francesco Rubano è alla guida del partito, si sta registrando un entusiasmo ed un coinvolgimento che ci ricorda i vecchi fasti. Da Montesarchio affiancheremo l’amico Francesco nel suo impegno e nel prendere atto della sua sensibilità politica gli auguriamo traguardi lusinghieri nell’interesse della Valle Caudina e del nostro Sannio” – Così Aniello Mazzariello, riconfermato Coordinatore Cittadino di FI a Montesarchio. (retesei.com)

5#BENEVENTO

“Credo che i primi ad aver capito che c’era un’occasione sono stati i tifosi. Tante volte li abbiamo criticati per la loro mancanza, ma oggi vanno solo elogiati. Dispiace ancora di più perché nel momento in cui hai un attestato di fiducia, tu vieni meno. Sono giorni che lo ripeto: non abbiamo fallito un obiettivo. Il nostro obiettivo era quello di fare un campionato competitivo e dobbiamo riconoscere che siamo in zona play off dall’inizio del campionato. Giocarsi ancora una volta la promozione significa aver mantenuto le premesse. Poi l’appetito viene mangiando. Questo è un campionato livellato verso il basso perché non ci sono le squadre che l’hanno dominato. Il Benevento, nonostante dieci sconfitte, è a cinque punti dal primo posto. Negli anni scorsi 68 punti non sarebbero bastati neanche per il secondo posto. Questo ci ha fatto credere di poter competere per il salto diretto. E’ evidente che ci siamo illusi. L’amarezza viene forte perché l’obiettivo era possibile anche in un anno di transizione”. Sono le parole del presidente giallorosso Oreste Vigorito, rilasciate ai microfoni della sua emittente Ottochannel, al termine della sconfitta del Benevento a Monza.  (ntr24.tv)

4#PNRR

Nessun voto e nessuna delibera ed era naturale. Ma che fosse ridotto al minimo anche il dibattito in un Consiglio pensato proprio per essere tale, ovvero un dibattito politico, era meno prevedibile. E’ invece è andata proprio così. Finisce in archivio l’Assise sul Pnrr che si risolve con un andamento anomalo: relazione illustrativa del vicesindaco e assessore ai fondi Ue Francesco De Pierro e poi una sorta di Aventino dialettico dell’opposizione che limita l’intervento in Aula a quello del solo Miceli (Città Aperta) e poi protocolla un documento scritto..(ilsannioquotidiano.it)

3#ARMI

De Luca: "Putin ha armi mai viste? Come no, la bomba di Maradona" "Si e' aggiunta anche la promessa di Putin a utilizzare armi mai viste. Non ci ha detto quali, ci ha lasciato nell'angoscia. Viste le prove sul campo dell'esercito russo, ho immaginato che queste armi fossero la bomba Maradona, quella che si usa a Napoli a Capodanno, fa un botto meraviglioso". Lo ha detto il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca nella consueta diretta social del venerdì.(ottopagine.it)

2#INCENDI

Brucia da due giorni il bosco a Montefalcone nel Sannio (Campobasso). Mezzi aerei e squadre dei Vigili del Fuoco da Termoli e Campobasso sono impegnate in un'area impervia del territorio al confine con Montecilfone (Campobasso). I focolai, alimentati dalle temperature miti degli ultimi giorni, tornano a divampare. (ansa.it)

1#IMPRESE

Da soli si va più veloci, ma insieme si arriva decisamente più lontano”. Seguendo questo famoso aforisma il Comune di San Martino Valle Caudina ha unito le forze con Futuridea e Invitalia nell’evento “Fare impresa in Valle Caudina. Strumenti, opportunità, futuro”, supportato da Projenia e Gal Partenio. L’obiettivo è quello di promuovere la conoscenza degli strumenti a disposizione dello sviluppo e del consolidamento delle imprese, nonché di raccontare il protagonismo e le eccellenze di chi si mette in gioco quotidianamente. Durante l’incontro, avvenuto all’interno del Chiostro del Convento di Santa Caterina di San Martino Valle Caudina, sono state presentate le testimonianze di chi ha usufruito delle agevolazioni per avviare il proprio business. Come, ad esempio, i fondatori della start up innovativa Cyclopes, nata dalla costola di Projenia, società che funge da collante tra la Pubblica Amministrazione e le realtà imprenditoriali. Per rafforzare ulteriormente le opportunità professionali e occupazionali sono state esposte manifestazioni di interesse per l’affidamento di strutture sportive di proprietà comunale e attivati in parallelo desk per incontri one to one tra aspiranti imprenditori e referenti di Invitalia, pronti a consigliare misure ad hoc in base alle esigenze di ciascuno (ntr24.tv)

0#RISPETTO

Segregata in casa e legata al letto, parla la 21enne: «Non fatemi tornare». «Vi supplico, non riportatemi a casa!». La ragazza di 21 anni tenuta per tre anni segregata in casa dalla madre si rivolge così al personale della struttura protetta dove è stata trasferita, assieme alla sorella, all'indomani dell'irruzione dei carabinieri nella casa a due piani di Aiello del Sabato, in provincia di Avellino, non lontana dal centro del paese. L'odissea della giovane è durata tre anni, fino a quando la sorella ha trovato forza e coraggio per denunciare tutto alle forze dell'ordine: chiusa per giorni interi in camera, spesso legata al letto o alla scala interna dell'abitazione, un solo pasto al giorno e servizi igienici ridotti ad un bidone. Insieme alla sorella, la ragazza ha anche ricordato le minacce della madre, 47 anni, arrestata per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e sequestro di persona: «Vi uccido con le mie mani se si viene a sapere». I vicini di casa parlano invece di «una famiglia perbene». «Non si vedevano né sentivano - dicono - uscivano per andare al lavoro e una volta a settimana per fare la spesa. Mai avuto alcun sospetto di quel che accadeva dentro la casa e mai sentito urla o richieste di aiuto». Dopo l'allontanamento del padre dall'abitazione di famiglia disposto dal Gip su richiesta della Procura di Avellino, nella casa sono rimasti a vivere due degli otto figli della coppia. Gli altri quattro, tutti minorenni, sono stati trasferiti in una casa-famiglia e il sindaco di Aiello del Sabato, Sebastiano Gaeta, nominato loro curatore. Gaeta si è subito attivato per consentire ai bambini di riprendere la scuola attraverso la didattica a distanza e si sta adoperando per consentire il loro ritorno tra i banchi. La madre non si è presentata all'interrogatorio di garanzia: non è nelle condizioni fisiche e psicologiche, ha spiegato il suo avvocato, per sostenere l'interrogatorio. Alle domande del magistrato ha invece risposto il marito, accusato delle stesse ipotesi di reato contestate alla moglie. (ilmattino.it)

LEGGI LO SCHIAFFO 321!

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IVAN ROMANO “Sta tempesta ce sfida” (2022)

Ivan Romano - Sta tempesta ce sfida

Artista: Ivan Romano

Brano: Sta tempesta ce sfida

Anno: 2022

 

ROGO AIROLA - Attacco di Dovere Civico in difesa del Comitato Ambiente & Salute | AMBIENTE

Il maledetto rogo di Airola continua a tenere banco in Valle Caudina e la nota stampa del consigliere comunale Giuseppe Maltese, esponente della coalizione airolana denominata Dovere Civico, riaccende le luci della ribalta mediatica dopo un passaggio burocratico-amministrativo fatto a colpi di protocolli e regolamenti comunali. 

Lo Schiaffo 321 segue fin dal principio questa triste vicenda, esemplare per il fitto groviglio di responsabilità, silenzi, attacchi politici, interventi ed analisi degli enti preposti alla tutela della salute.

Il Comitato Salute e Ambiente Airola e Valle Caudina, il 21.3.22 ha trasmesso al Comune di Airola la Petizione avente ad oggetto il ROGO INDUSTRIALE 13.10.21, ricevendone il Prot. n. 3737. In Conferenza dei Capi Gruppo del 7.4.22, essendo scaduti i termini statutari di 10 giorni, entro i quali il Sindaco avrebbe dovuto informarne i Consiglieri Comunali dell’atto in questione, ne ho eccepito il ritardo. Con la lettera Prot. n. 4870, in data 08.04.2021, il Sindaco ha informato i Consiglieri Comunali in merito al deposito della Petizione, trasmettendoci copia del testo.

Pippo Maltese

«Ho chiesto più volte - sottolinea Pippo Maltese al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di Airola, anche nel corso dell’ultima Assise, di farsi promotori della discussione della Petizione in Consiglio comunale, ricevendone ampie assicurazioni di convocazione della Conferenza dei Capigruppo nella settimana dal 26 al 29 aprile 2022 per decidere la data dell’Assise, ma ciò, purtroppo e con grande rammarico, non è avvenuto, né alcuna comunicazione sulla questione mi è stata data».

«Al termine della giornata del 29.4.22, in forza dell’art. 33 comma 6 dello Statuto Comunale, ho trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale di Airola - chiude l'agguerrito Maltese - la richiesta formale di convocazione  del Consiglio Comunale affinché il testo della petizione venisse posto in discussione nei 20 giorni successivi alla richiesta, per conoscere le determinazioni politiche ed amministrative del Sindaco e della Giunta, all’esito dell’esame istruttorio effettuato dagli Uffici Competenti in materia, al fine di poter addivenire in Assise ad eventuali soluzioni, idonee a rispondere alle esigenze rappresentate dai sottoscrittori della Petizione».



Eppure, l'atteggiamento iniziale era molto propositivo. Poco dopo che le fiamme incenerissero una fabbrica della zona industriale airolana, tra le più produttive dell'intera Valle Caudina, il gruppo di Dovere Civico tese la mano alla giunta di Enzo Falzarano, il nuovo Sindaco della ridente cittadina Caudina. All'epoca fu lanciato un chiaro appello alla collaborazione, purtroppo caduto nel vuoto alla luce degli ultimi sviluppi. Il sostegno ufficiale al Comitato Ambiente e Salute potrebbe risultare ancor più incisivo per poter, finalmente, ricevere le risposte alle domande elencate in un precedente articolo.

«Dovere Civico esprime il proprio sostegno attivo e fattivo alle Istituzioni che oggi sono in campo per aiutare Airola e gli Airolani, a seguito dell’incendio industriale del 13.10.2021, nella consapevolezza che le cose da fare sono tante ed alcune anche molto complesse. Auspichiamo trasparenza e concretezza da parte degli addetti ai lavori, per garantire ai cittadini la sicurezza auspicata (sanitaria, ambientale ed economico sociale), con le previste indagini conoscitive, con la rimozione dei materiali residui dell’incendio e con la bonifica dei luoghi. Nello specifico, il Sindaco e l’intera macchina amministrativa, possono continuare a contare sulla nostra collaborazione, anche in merito alla ridislocazione dell’intera area industriale dall’attuale sito alla prevista Area fuori dal centro abitato».

Intanto il Comitato Ambiente e Salute ha aderito all'eco-iniziativa dell'Associazione Volontariato Sannio nata per sensibilizzazione alla raccolta differenziata al fine di contrastare lo sversamento e l'abbandono illecito di rifiuti sul territorio di Airola. Il 24 aprile hanno ripulito Via Stazione, mentre le prossime tappe del percorso ambientalista, patrocinato dal Comune di Airola, sono la Pista ciclabile il 22 maggio, l'area della Santissima Addolorata il 12 giugno e il Ponte Schito il 10 luglio per chiudere questa azione diretta alla salvaguardia del territorio airolano. Gli ambientalisti Caudni non risparmiano attacchi incalzanti alla giunta Falzarano, nonostante il patrocinio incassato dagli organizzatori:

«Consapevoli del valore meramente rappresentativo dell'iniziativa, se ne coglie tuttavia la funzione sociale, - dichiara il Comitato Ambiente e Salute -  da un lato di impulso e sprone all'amministrazione affinché si occupi con serietà della tematica ambientale dall'altro di sensibilizzazione della comunità  cittadina perché si colga l'esigenza di una nuova ed urgente consapevolezza sul rispetto dell'ambiente. La tematica dei rifiuti presenti su molte strade di Airola è uno dei punti della petizione di 300 cittadini che il comitato ha rivolto al Comune di Airola e di cui si attende la risposta».

riflessioni

La battaglia a difesa dell'ambiente potrebbe essere un collante utile per unire le forze attive sul territorio, ma sul fronte "Rogo di Airola" si notano le divisioni nette del eco-volontariato Caudino

Qui emerge un'ottica prettamente cittadina e non "unionista". Infatti, nessuno ha ancora aderito al nuovo Coordinamento ambientalista che ha coinvolto parte dei Comuni Caudini aderenti all'Unione, per l'esattezza solo cinque su undici amministrazioni. Magari con l'adesione del Comitato al Coordinamento aumenterebbero le pressioni per raggiungere la verità sul Rogo di Airola.

Resta il fatto che tematiche del genere rappresentano l'essenza della disunione Caudina. Proprio sul fronte che, apparentemente dovrebbe unire, emerge la totale disgregazione dell'area, più volte definita Nuova Caudium. 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

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