giovedì 9 marzo 2023

ERNESTO CHE GUEVARA – IDEARIO | cultura

ERNESTO CHE GUEVARA – IDEARIO

Il testo di Josè Soto, dedicato alla filosofia politica del mitiko Ernesto Guevara detto "El Che" è famoso anche per le cinquanta foto fuori testo in bianco e nero su carta patinata. "Ideario" riscosse un notevole successo di lettrici e lettori, non solo a sinistra. 

L'eterna discussione sulla figura del guerrigliero sudamericano continua oggi, tra tante magliette sfoggiate e pochi libri sfogliati. L'intramontabile mito, spesso usato senza nessuna conoscenza del suo pensiero politico, deve essere studiato senza paraocchi ideologici. Riportiamo alcuni passaggi importanti del testo che ebbe un ottimo successo di pubblico, specialmente con le edizioni economiche.

Buona lettura.

AVANGUARDIA 

L’operaio d’avanguardia deve essere condottiero di masse tramite l’esempio, tramite il proprio convincimento nei confronti del lavoro. E il lavoro deve essere un compito fondamentale del nostro popolo nel corso degli anni.

…l’operaio d’avanguardia ha oggi una missione fondamentale da compiere: quella di trascinare con il suo esempio, quella di convertirsi in un eroe venerato dal lavoro, quella di creare un poco la leggenda del combattente del lavoro, la stessa che si crea quando si tratta del combattente in armi.

[…]l’operaio d’avanguardia deve dar mostra del suo esempio, renderlo vivo e palpabile, comunicarlo, divulgarlo, contagiare del suo entusiasmo tutti gli altri compagni.

IL RIVOLUZIONARIO

La Rivoluzione si fa attraverso l’uomo, ma l’uomo deve forgiare giorno per giorno il suo spirito rivoluzionario. […]bisogna essere sempre pronti a sacrificare qualsiasi beneficio individuale in favore del beneficio collettivo. Il rivoluzionario deve essere un lavoratore infaticabile e, oltre che infaticabile, organizzato[…]. […] L’uomo che va avanti spinge gli altri a raggiungerlo, attira gli altri verso il suo livello molto più di colui che da dietro spinge solo con la parola.

…il miglior indottrinamento rivoluzionario che possa esistere, per via d’esempio, il cammino del compimento del dovere. Noi siamo il presente che sta costruendo l’avvenire per i nostri figli e sempre dobbiamo guardare in avanti, verso l’avvenire e distruggere anche il più piccolo rimasuglio del passato.

L’atteggiamento comunista di fronte alla vita è mostrare con l’esempio il cammino da seguire, è guidare le masse con il proprio esempio, quali che siano le difficoltà del cammino da superare.

IL QUADRO 

[…]Il quadro, come dirigente politico, deve guadagnarsi il rispetto dei lavoratori con la sua azione.

IL MILITANTE

Il rivoluzionario vero, il membro del Partito dirigente della Rivoluzione dovrà lavorare ogni ora, ogni minuto della sua vita, in questi anni di lotta tanto dura che ci aspettano, con un interesse sempre rinnovato e sempre crescente e sempre fresco. Tutti i membri dei nuclei devono eccellere per il loro lavoro, per il loro amore allo studio, per la loro coscienza del dovere, per il loro quotidiano e costante superamento e devono predicare – sopra ogni cosa – con l’esempio del sacrificio e del lavoro sugli altri compagni. 


L’UOMO NUOVO

L’importante è che gli uomini vadano acquistando ogni giorno più coscienza della necessità del loro incorporarsi nella società e, al tempo stesso, della loro importanza come motori della stessa. L’individuo della nostra Patria sa che l’epoca gloriosa che gli tocca vivere è di sacrificio; conosce il sacrificio. Dobbiamo lavorare per il nostro perfezionamento interno quasi come un’ossessione, come una pulsione costante; ogni giorno analizzare onestamente ciò che abbiamo fatto, correggere i nostri errori e tornare a incominciare il giorno appresso.

SOCIALISMO

Il socialismo è un sistema sociale che si basa sull’equa distribuzione delle ricchezze della società, ma a condizione che tale società abbia ricchezze da spartire, che vi siano macchine per lavorare e e che quelle macchine abbiano materie prime per produrre quanto è necessario per il consumo della nostra popolazione. […]

Possiamo dire che la definizione del socialismo è molto semplice: si definisce dalla produttività che è data dalla meccanizzazione, dal giusto uso delle macchine al servizio della società e da un crescente aumento della produttività e della coscienza che sta nel mettere tutto quello che si possiede al servizio della società: produttività, vale a dire, maggior produzione, maggiore coscienza: questo è socialismo…

Non vi è altra definizione del socialismo, valida per noi, che l’abolizione dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo. […]

…il socialismo si basa sulla fabbrica, il socialismo poggia su di una società sviluppata tecnicamente; non può esistere in condizioni feudali, in condizioni pastorali; si sviluppa sulla tecnica. E noi dobbiamo procedere lungo queste due vie dell’aumento della produzione e dell’approfondimento della coscienza.

Nella società socialista o nella costruzione del socialismo il lavoratore lavora perché questo è il suo dovere sociale, perché deve compiere il suo dovere sociale. Questo dovere sociale consiste nel fare uno sforzo medio, conformemente alla sua qualifica e pertanto ricevere un salario individualizzato, conformemente a quella qualifica, in questa fase di costruzione, in questo periodo di transizione e, allo stesso tempo, tutti i benefici che la società gli concede.

MARXISMO

Il marxista deve essere il migliore, il più integro, il più completo degli esseri umani, ma, sempre e soprattutto, un essere umano; un militante di un partito che vive e vibra a contatto con le masse; un orientatore che plasma in direttive concrete i desideri talora oscuri della massa; un lavoratore che si sacrifica dedicando le sue ore di riposo, la sua tranquillità personale, la sua famiglia o la sua vita alla Rivoluzione, ma che non è mai insensibile al calore del contatto umano.

PARTITO 

Il Partito è l’esempio vivo; i suoi quadri devono dare lezioni di laboriosità e sacrificio, devono, con la loro azione, portare le masse al raggiungimento del fine del compito rivoluzionario, la qual cosa comporta anni di dura lotta contro le difficoltà della costruzione, i nemici di classe, i guasti del passato, l’imperialismo…

GIOVENTÙ

La consegna del momento per tutta la nostra gioventù è di non arrestarsi un attimo nell’impegno culturale, andare sempre avanti, imparare sempre qualcosa di nuovo essere sempre disposta a dare questo nuovo che si è appreso a beneficio di tutti…[…] tutti devono andar migliorando le proprie qualità mediante il lavoro, i rapporti umani, lo studio profondo, le discussioni critiche: tutto questo è ciò che va trasformando la gente.

POPOLO E GOVERNO

E noi abbiamo nella classe operaia la nostra grande forza, il nostro grande sostegno. Parlo della classe operaia, mi riferisco, dico, ai proletari, agli operai e ai contadini. In essi è il nostro sostegno. Mai pretendere di educare un popolo perché, per mezzo dell’educazione soltanto e con un governo dispotico che lo sovrasta, impari a conquistare quelli che sono i suoi diritti. Insegnategli, impari a conquistare quelli che sono i suoi diritti. Insegnategli, prima di tutto, a conquistare i suoi diritto e quel popolo, quando sarà rappresentato nel governo, apprenderà tutto quello che gli verrà insegnato e molto di più, sarà il maestro di tutti senza alcuna fatica.

L’esempio, il buon esempio, così come il cattivo esempio, è assai contagioso e noi dobbiamo contagiare con i buoni esempi; lavorare sulla coscienza della gente, colpire la coscienza della gente[…].

TEORIA RIVOLUZIONARIA

Non possiamo ricorrere al metodo di occultare i nostri errori perché non si vedano. Non sarebbe né onesto né rivoluzionario.

…non siamo depositari della verità, così come non lo siamo di tutta la sapienza del mondo, né molto meno e dobbiamo imparare tutti i giorni, e il giorno in cui smettessimo d’imparare, in cui credessimo di sapere ormai tutto o in cui avessimo perduto la nostra capacità di contatto o di scambio con il popolo e con i giovani, sarebbe il giorno in cui avremmo smesso di essere rivoluzionari…

IMPERIALISMO 

Essi arrivano lì, dove sta la massa indifferenziata e cercano di dividerla: in neri e bianchi, in più capaci e meno capaci, in alfabeti e analfabeti, e poi, suddividendoli, fino ad ottenere l’individuo e fare dell’individuo il centro della società.

IL LAVORO

Il lavoro in certi casi è un premio, uno strumento di educazione in altri, mai un castigo. Una nuova generazione nasce. Il lavoro esercitato giorno per giorno con entusiasmo creatore sviluppa in noi tutti la coscienza del socialismo; più produzione più coscienza, questa è la sintesi su cui si può formare la società nuova. Noi, nella nostra qualità di rappresentanti della classe operaia al potere, dobbiamo esigere che tutti compiano il loro dovere. E dobbiamo legiferare perché quel dovere sia ripartito equamente fra tutti i lavoratori e perché nello sviluppo della società attuale a ciascuno sia corrisposto secondo il suo lavoro.

Noi dobbiamo fare in modo che la differenza tra il lavoro intellettuale e il lavoro manuale vada attenuandosi, rimpicciolendosi nel più breve tempo possibile. Nella società socialista o nella costruzione del socialismo il lavoratore lavora perché questo è il suo dovere sociale, perché deve compiere il suo dovere sociale.

…Il lavoro deve essere una nostra necessità morale, il lavoro deve essere qualcosa cui si va ogni mattina, ogni sera od ogni notte, con rinnovato entusiasmo, con rinnovato interesse. Dobbiamo imparare a cogliere dal lavoro quello che presenta di interessante o quello che ha di creativo, dobbiamo conoscere il più piccolo segreto della macchina o del processo in cui siamo tenuti a lavorare.

IL LAVORO VOLONTARIO

L’importanza del lavoro volontario non si riflette sulla parte direttamente economica che potrebbe portare alle imprese o allo Stato; si riflette nella coscienza che si acquista di fronte al lavoro e nello stimolo o esempio che questo atteggiamento significa per tutti i compagni delle varie unità di lavoro. Vale a dire, che i lavoratori volontari d’avanguardia sono gli uomini che realizzano più integralmente di ogni altro gli ideali del vero comunista che nel suo luogo di lavoro, nel suo centro di produzione – che è il suo luogo di lotta, la sua trincea – dice agli altri compagni: “Seguitemi per questo cammino”; sempre abbiamo insistito su questo.

L’EMULAZIONE

Che cos’è l’emulazione? L’emulazione è semplicemente una fraterna competizione, ma una competizione volta al più nobile dei propositi, come quello di migliorare, di avere ogni centro di lavoro, ogni impresa, ogni unità alla testa della costruzione del socialismo.

L’ASSENTEISMO

Ogni qual volta uno di voi […] pensa di avere un doloretto, che quel giorno deve rimanere a casa, che il suo lavoro non ha importanza, che un giorno più o meno non importa, che ora guadagna abbastanza; ogni qual volta uno si mette a fumare un sigaro, dimenticando durante i suoi turni di lavoro i suoi doveri; ogni qual volta, invece di applicarvi al lavoro, vi mettete a discutere tutti insieme; ogni qual volta smettete di pensare al nuovo che bisogna fare, a come bisogna perfezionare quest’industria; ogni qual volta vi lasciate possedere dalla divisione, dall’intrigo, dalla calunnia delle canaglie, vi state facendo sconfiggere dal nemico e la nostra Patria tutta perde una battaglia contro il nemico.

Uno dei compiti creativi della classe operaia è lottare contro l’assenteismo, il costringersi, ognuno da sé, a compiere i suoi doveri e compierli tutti i giorni del mese, tutti i giorni dell’anno, senza mancare o mancando soltanto quando è impossibile non farlo, quando si verifichino situazioni di forza maggiore che lo impongano. 

…si ha l’assenteismo diretto di gente che non ha voglia di andare a lavorare e non ci va; si ha l’assenteismo dell’individuo che arriva tardi e se ne va all’ora di uscita; si ha l’assenteismo dell’individuo che va via molto tardi e allora trova la scusa per arrivare tardi il giorno appresso ma non rende come dovrebbe nel suo lavoro…

STUDIO E ABILITAZIONE 

[…]Gli uomini, anche quando si sentono stanchi – gli uomini e le donne – dopo il lavoro devono fare lo sforzo imprescindibile di dedicare sia pure un’ora, mezz’ora al giorno allo studio e cercare in questo modo di superare le loro conoscenze.

EDUCAZIONE E CULTURA

…l’analfabetismo non è altro che l’espressione estrema dell’incultura del popolo.

TATTICA E STRATEGIA

La presa del potere è un obiettivo mondiale delle forze rivoluzionarie. Conquistare l’avvenire è l’elemento strategico della Rivoluzione, congelare il presente è la contropartita strategica che muove le forze della reazione nel mondo attuale, poiché stanno sulle difensive.

Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.

ERNESTO CHE GUEVARA – IDEARIO

IL “CHE”: UN MITO CHE NON TRAMONTA

PIPPO non è ELLY #perle

PIPPO non è Elly 

La satira politica nelle ultime settimane si è scagliata contro il nuovo simbolo del Partito Democratico, la giovane esponente della sinistra arkobaleno fluida, la Elly Schlein eletta a sorpresa a capo della segreteria Piddina. 

Sono piovuti discutibili insulti sia dalla sinistra moderata, sia da alcune frange destroidi. Una scelta risultata di pessimo gusto. Colpire l'aspetto fisico di una persona è un atto vile, fronteggiare le opinioni e le idee altrui è il sale del dibattito culturale e politico, necessario per cercare di garantire un futuro degno alle Nuove generazioni. 

La discussa bellezza del nuovo segretario del Partito Democratico, Elly Schlein, ha coinvolto a malincuore anche il mitico Pippo Franco, il simpatico artista di origini Irpine al centro di polemiche proprio per il suo non essere di sinistra e per i meme antipd  arrivati ovunque.

Pippo de sinistra?

Assolutamente no, anzi era malvisto dai rossi e avvicinare il volto storico dello spettacolo popolare italiano, etichettato per anni "a destra", come icona della nuova sinistra democratica è un azzardo. 

Tra l'altro Pippo aveva un ruolo principale all'interno del Bagaglino, la celebre compagnia teatrale e televisiva non schierata a sinistra. O meglio non valorizzata dalla feroce critica sinistroide dell'epoca. Discorsi che oggi appaiono senza apparente logica, ma fino a qualche anno fa, purtroppo, erano turbolenti fiumi di parole e di inchiostro quotidiani e perpetui. Un ostacolo, a quanto pare, quasi insormontabile da superare e difficile da gestire nel mondo della Rai nell'era della Prima Repubblica.  

PIPPO E GIORGIA

Pippo Franco fin dagli anni Settanta è stato velatamente osteggiato da sinistra e sospettato di essere addirittura alternativo, pur essendo uno dei principali cabarettisti e conduttori della televisione ancora in vita. La sua candidatura alle elezioni comunali di Roma, in una lista civica a sostegno del candidato di Centrodestra Enrico Michetti e la recentissima foto con l'Onorevole Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio in carica, hanno riportato a galla questa storia, alquanto singolare alla luce della becera copertina goliardica che proponiamo, ma non condividiamo.

Il Bagaglino 

«I politici facevano a gara per venire da noi», disse Pippo nel 2019 a «I Lunatici». Soltanto uno non si presentò mai in platea: Bettino Craxi. «Pensavo non gli piacessimo, ma quando ho avuto modo di conoscerlo mi ha mostrato molta simpatia. Credevo che a lui il nostro programma non piacesse perché c’era un nostro attore che lo imitava e gli somigliava parecchio, invece mi ha fatto capire che lo gradiva, esprimendo anche un senso dell’umorismo che non conoscevo».

Eppure, nel 2009 l'ex studente poliedrico dell'Artistico a Roma, prese le distanze da tutte le fazioni, senza però essere ascoltato più di tanto: “Non sono, come spesso mi capita di venire etichettato, un comico di destra”, sosteneva a Il Giornale nel 2009. “Amo poter cambiare idea, non sono legato a ideologie e non sono legato a fazioni politiche. Il Bagaglino è stato tacciato di essere di destra, solo perché noi artisti non eravamo né di destra né di sinistra, mentre all’epoca c’era una satira politica di sinistra”, disse l'artista dal sangue Irpino alla stampa, spiegando che le critiche erano colpa del “pensiero unico”:

“Abbiamo lavorato in un’epoca in cui, se non eri di sinistra, eri di destra. Non è vero, noi eravamo soltanto totalmente liberi”, ha detto, spiegando che quello che contava per lui era il pubblico, punto, e “con 14 milioni di spettatori non ha alcun senso la definizione di destra o di sinistra”.

GULLOTTA

Eppure l'apertura mentale della banda satirica di destra del Bagaglino spalancò il sipario ad un artista "rosso" come il grande Leo Gullotta, per lungo tempo legato a Rifondazione Comunista. Il Kompagno Gullotta dovette precisare, per l'ennesima volta, che non c'erano schemi precotti, ma c'era un clima libertario, figlio dell'avanspettacolo tricolore:

“Il passato e le idee di qualcuno - dichiarò Gullotta - venivano ciclicamente tirate fuori per etichettare gli spettacoli. Ma per me quella non è mai stata satira di destra. Era lavoro e divertimento, non m’importavano le idee politiche dei miei colleghi. Ho lavorato con professionisti incredibili come Pingitore, Pippo Franco e Oreste Lionello, per me un amico straordinario”.

er MORI

Pippo Franco ha lavorato a braccetto con Pier Francesco Mori, giornalista non bolscevico, ex redattore capo del settimanale Lo Specchio, autore e regista per cinema, cabaret e teatro. Mori è stato anche scrittore di testi di canzoni dell'area nera come la celebre "Avanti ragazzi di Buda". Scrisse tante sceneggiature e regie di migliaia di spettacoli ai quali hanno partecipato nomi importanti dello spettacolo italiano. Ricordiamo i principali protagonisti di un pezzo di storia della satira politica nostrana:

Oreste Lionello, Maurizio Mattioli, Enrico Montesano, Pino Caruso, Gianfranco D'Angelo, Leo Gullotta, Pamela Prati, Gabriella Ferri, Laura Troschel, Maria Grazia Buccella, Martufello, Manlio Dovì, Morgana Giovannetti, Manuela Villa, Sonia Grey, Bombolo, Valeria Marini, Carlo Frisi e il duo Battaglia e Miseferi. 

PINGITORE

Nel 2013, invece, Pingitore ha vinto il Premio Acqui Storia con il libro Memoria del Bagaglino, dove racconta tutto questo percorso abbastanza tortuoso, ma vincente sotto l'aspetto degli ascolti. Proprio di recente, nel gennaio 2023, al Campidoglio di Roma ha conquistato meritatamente il Premio “Antenna d’Oro per la Tivvù”. Il sedicente "anarchico di destra", Francesco Pingitore, in un'intervista rilasciata nel 2014 al Secolo d'Italia sulla presunta tendenza a destra del Bagaglino dichiarò senza mezzi termini: 

d- "Lei è considerato il capostipite della satira di destra, ma spesso ha dichiarato che la satira non deve avere connotazioni politiche. La pensa ancora così?

r- Penso che la satira non debba avere colori politici, tanto è vero che ho sempre dichiarato di fare una satira “anarchica” di destra. Ma siccome negli anni ho constatato che a sinistra c’era e c’è una satira militante e che un certo conformismo mentale induce ad esibire etichette in senso di sfida, allora sì, accetto la sfida ed esibisco ben volentieri l’etichetta della satira di destra.

TRAMA NERA

In realtà, a nostro avviso, la "trama nera" era alimentata soprattutto dal passato differente di Mario Castellacci, il creatore a metà anni Sessanta de "Il Bagaglino" insieme a Pierfrancesco Pingitore, Luciano Cirri, Raffaello Della Bona, Piero Palumbo e Gianfranco Finaldi. Pippo Franco a Roma si ritagliò un ruolo primario in quest'ambiente eretico, senza dubbio grazie alle sue indubbie qualità, più volte sfoggiate davanti al pubblico e alle telecamere. 

CASTELLACCI

Castellacci ideò il geniale "Le donne non ci vogliono più bene", pezzo di successo durante la Repubblica Sociale Italiana, definito da Giorgio Bocca, “la più bella canzone del periodo della guerra”. Il testo venne composto nel 1944 dall'allora diciannovenne Mario, giovane allievo ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana. Fu lui a decidere di far cantare le prime strofe dagli uomini, cui rispondevano goliardicamente, con le ultime, le ausiliarie della RSI. 

Altro che sfottò di bassa lega come quelli piovuti addosso al New Peeddy+.

Rispetto per Pippo e per il Bagaglino!

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo. Immagini tratte dalla rete.


AURORA - L'ultima Legione (2010)

 Aurora - L'ultima Legione 

Gruppo:  Aurora

Brano:  L'ultima Legione

Anno: 2010

LA RIVOLTA IDEALE (1993/1995) Nascita e tramonto del Movimento Sociale Italiano | POLITICA

Le radici, l'identità e l'opposizione al sistema.

La nascita ed il tramonto del Movimento Sociale Italiano sono al centro del primo volume scritto da Pietro Cappellari e Italo Linzalone, un lavoro diviso in due parti che analizza la storia del MSI. In questo momento storico, con gli eredi della destra istituzionale ora al Governo grazie ai voti raccolti da Giorgia Meloni e dalla sua creatura, Fratelli d'Italia con tanto di Fiamma Tricolore riesumata. 

Sinossi
Riportiamo la sinossi o riassunto ragionato dell'opera pubblicata dalla casa Editrice Passaggio al Bosco, per mettere in luce gli elementi più significativi della trama del libro, la struttura centrale e le articolazioni fondamentali che hanno permesso agli autori di portare all'attenzione del pubblico alcuni aspetti di quel movimento soprattutto nel biennio 1993/95. 


LA RIVOLTA IDEALE 
«La storia del Movimento Sociale Italiano, per varie ragioni, è sconosciuta ai più. A differenza di tutti i partiti della Prima Repubblica, però, il MSI è ancora fonte di ispirazione: il suo simbolo sopravvive, Almirante è spesso citato come un esempio e la parabola missina – uscita intonsa da Tangentopoli – è tuttora richiamata pubblicamente.
Eppure - si legge nella sinossi ufficiale - a dispetto di una reinterpretazione  postuma, spesso edulcorata per non creare imbarazzi al nuovo corso della destra nazionale inaugurato da Gianfranco Fini – il Movimento Sociale Italiano è stato, innegabilmente e per mezzo secolo, la casa comune di tutti gli italiani che riconoscevano nel Fascismo un riferimento ideale, manifestando contenuti culturali e basi politiche estranee all’universo liberale e al meccanismo liberista.
Queste pagine – che formano il primo dei due volumi dedicati allo studio e all’analisi di quella storia – ripercorrono una parabola umana e politica iniziata nel “cupo tramonto” della disfatta bellica e terminata a Fiuggi nel 1995. Ma c’è di più: questi due volumi, per la prima volta, raccontano la storia mai scritta di coloro che – fuori e dentro il partito – lottarono per rimanere fedeli alle idee di sempre e per impedire che il bagaglio politico, culturale e spirituale – trasmesso loro dai reduci della RSI – andasse disperso».

post-missini

Riflessioni
Siamo molto curiosi di leggere attentamente l'analisi de "La Rivolta Ideale", da qualche settimana in vendita nelle librerie e in rete, per poi tracciarne una riflessione oculata. Negli ultimi anni il mondo editoriale dell'ala Sovranista, divisa in miriadi di gruppi e linee di pensiero, ha messo in circolo una quantità enorme di lavori cartacei che colmano la storica disfatta editoriale vissuta a destra esattamente fino alla parentesi 93/95, un biennio molto interessante della storia politica nazionale e di quel vasto mondo autodefinitosi differente, nel bene e nel male, oggi al Governo della Nazione. 

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete.

martedì 7 marzo 2023

LEGGILO @SCHIAFFOLO #01 | GOLIARDIA


LEGGILO @SCHIAFFOLO!

Le avventure di Schiaffolo saranno diffuse, soprattutto su #twitter

twitter.com/SchiaffoLo

 

BAFFONE STALIN - IL REGNO DI UN TIRANNO. Dal dominio al declino #2 | POLITICA

 

BAFFONE STALIN 
Il Regno di un tiranno dal dominio al declino 

CONCERTO INTEGRALE "Pensando ad un amico" (1989)

Pensando ad un amico - Per Alberto Giaquinto

Artisti: Intolleranza, Francesco Mancinelli e Alvise Zucconi

Anno: 1988

Nota: Album dal vivo del concerto "Pensando a un amico" in memoria di Alberto Giaquinto, registrato dal vivo a Roma l'8 gennaio 1989 con Francesco Mancinelli e Alvise Zucconi insieme agli Intolleranza. 

Dott.ssa Coccia: Alcol e bevande alcoliche | SALUTE

Alcol e bevande alcoliche
Dott.ssa Cristina Coccia, biologa nutrizionista. Autrice di saggi sulla demografia e la salute della popolazione italiana e di articoli divulgativi per siti web e riviste.

lunedì 6 marzo 2023

L'apocalisse dell'estinzione dei Dinosauri | DOCUMENTARIO

L'incredibile Discesa agli Inferi
L'apocalisse dell'estinzione dei Dinosauri
 Circa 66 milioni di anni fa, durante il Tardo Cretaceo, le varie specie di dinosauri che popolano il pianeta riuscirono ad affermare il loro dominio sulla Terra. Questi enormi animali, che possono raggiungere diverse decine di metri di lunghezza a seconda della specie e che hanno fisici diversi, a volte molto minacciosi e preoccupanti, sono diventati i più grandi predatori conosciuti sul pianeta blu. Occupano molto spazio e diventano animali potenti e temibili per chiunque si avvicini a loro. Le loro evoluzioni sono numerose e incessanti, non smettono mai di crescere e svilupparsi nel corso delle epoche. Iodisea | Il Mondo delle Odissee

Focus. Giovane Europa (né Usa né Urss): quando il 1968 era sovranista | CULTURA

Focus. Giovane Europa (né Usa né Urss): quando il 1968 era sovranista

Tra le molte “anime” del ’68, che, oggi,  vediamo scorrere in occasione  del cinquantennio delle prime rivolte studentesche, uno spazio tutto particolare, ancorché minoritario e poco considerato, è quello occupato dai  gruppi che si richiamavano all’alternativa europeista contro la politica dei blocchi, Usa-Urss. 

L’idea nazional europea era la grande ambizione di  Gianni Thiriart, autore, nel 1964, di “L’Europa un Impero di 400 milioni di uomini” e fondatore del movimento transnazionale Jeune Europe, diffuso su tutto il Continente. Alla base l’idea di un’Europa unita, da Brest a Bucarest, finalmente affrancata economicamente e politicamente dal doppio dominio Usa-Urss, in grado di svolgere un ruolo essenziale nei rapporti con l’Africa e l’America Latina.

La “visione” di Thiriart attraversa l’ “altro ‘68” e lo sostanzia, facendo balenare i tratti di una proposta autenticamente rivoluzionaria, ben diversa dall’ufficialità missina, “seppellita – per dirla con Adriano Romualdi – sotto un cumulo di qualunquismo borghese e patriottardo – sotto il perbenismo imbecille della garanzia ‘sicuramente nazionale, sicuramente cattolica, sicuramente antimarxista’”.

Alle idee dell’Europa “terza forza”  si riconobbe l’ala rivoluzionaria del FUAN, l’organizzazione universitaria “di destra”, a cui Alessandro Amorese ha dedicato un puntuale approfondimento nel primo volume del suo “FUAN – Gli studenti nazionali tra piazze e atenei” (Eclettica, Massa 2017) Ma oltre il FUAN erano presenti realtà che qui vale la pena  ricordare sommariamente, giusto per fissarne la memoria ed  i percorsi complessi, magari sollecitando ulteriori approfondimenti.

C’era il gruppo de “L’Orologio”, dal nome della rivista, fondata, nel 1963, da Luciano Lucci Chiarissi, che già nel sottotitolo della testata evidenziava la sua vocazione: “per una iniziativa italiana nel tempo europeo”. 

A ridosso del ‘68  “L’Orologio” pubblica numerosi documenti ed analisi sulla realtà universitaria, italiana ed europea, reinterpretata in chiave nazional-rivoluzionaria. Intorno a queste tesi (fondate soprattutto sul rifiuto dell’ordine di Yalta e su un nuovo nazionalismo europeo) vengono costituti all’interno delle università anche i “Gruppi dell’Orologio”, i quali partecipano alle lotte studentesche, giungendo ad occupare , a fianco dei “cinesi” , alcune facoltà (in una di queste, il 13 dicembre 1968, Lucci Chiarissi ed un collaboratore della rivista, Pacifico D’Eramo, tengono un dibattito, rimarcando come “il discorso nazionale e la socializzazione rappresentano la sintesi politica del secolo”).

Di fronte alla rivolta, studentesca “La Nazione Europea”, giornale che fa capo a Giovane Europa e a Thiriart,  si schiera apertamente con gli universitari in lotta. In una lunga nota pubblicata nel maggio 1968, dopo i fatti di Valle Giulia, si legge: 

“Molti nostri amici si sono scandalizzati dalla posizione assunta dai nostri gruppi; della nostra lotta contro l’autorità del professore, contro l’insegnamento cattedratico, perché il potere delle università passi agli studenti. Non ne vediamo il motivo. L’autorità del professore non può essere giustificata solo da una cultura accademica (ammesso e concesso che i professori oggi siano scelti in base ad una superiore cultura e non in base a manovre di sottogoverno ma, anche da una. ben precisa responsabilità politica. (…)
D’altra, parte oggi per un rivoluzionario il problema, non è di fare una università migliore ma di disgregare un apparato statale ostile”. L’ambizione è quella di contribuire alla costruzione di un grande Movimento Studentesco Europeo, in grado di sconfiggere “i partiti che, dall’estrema sinistra all’estrema destra costituiscono un Partito Unico dello Straniero Russo Americano”, realizzando il “Risorgimento Europeo Comunitario”.

All’itinerario “dei quadri e dei militanti di Jeune Europe”, che, unicamente in Italia, passeranno all’estrema sinistra maoista, (dove ritroveranno dei vecchi compagni che avevano fatto lo stesso itinerario nel 1967-1968) e da là alle Brigate Rosse è dedicato il saggio “Da Jeune Europe alle Brigate Rosse – Antiamericanismo e logica dell’impegno rivoluzionario” (Editrice Barbarossa, Milano 1992), scritto da un anonimo “militante rivoluzionario europeo”.

Nell’aprile 1968, a ridosso dei primi moti studenteschi, lancia messaggi decisamente “terza forzisti” “Corrispondenza Repubblicana”, espressione di alcuni settori della Federazione Nazionale Combattenti Rsi di Roma, che evidenzia il ruolo “rivoluzionario”, giocato dai “gruppi fascisti”, che prendono parte ai cortei, si scontrano, a Valle Giulia, con la polizia ed occupano la facoltà di Legge. Sul n. 17 della rivista (5 luglio 1968) è pubblicata la notizia dell’assorbimento del Centro Politico “Autonomia Europea” da parte del Movimento Studentesco e Operaio “Avanguardia Europea”, del quale la rivista diviene l’organo ufficiale. La fine del Movimento Studentesco, visto come strumento unitario di lotta contro il sistema, rende ormai manifesto il limite di una concezione classista del “discorso rivoluzionario”. La nuova prospettiva – prefigurata nel “Documento dei gruppi di opposizione studentesca ed extraparlamentare”, riuniti in Assemblea Nazionale dall’1 al 4 maggio 1969 è la “lotta di popolo”, iniziata dall’avanguardia rivoluzionaria: 

“Il Popolo è costituito da tutti gli uomini che hanno iniziato il processo disalienante. Il Popolo, quindi, non è definito da un qualsivoglia rapporto economico. E’ al Popolo che l’avanguardia rivoluzionaria rivolge il proprio discorso. L’avanguardia rivoluzionaria sono le persone in fase di disalienazione avanzata”.

Nel 1969, a Napoli, esce “Università Europea – Pagine di contestazione politica ed ideologica”,  espressione dell’omonimo gruppo diffusosi in alcune città dell’Italia meridionale per iniziativa di vari esponenti della destra giovanile e radicale. Influenzata dalle tesi di Giovane Europa, “Università Europea” rifiuta il “gretto conformismo” incarnato dal “Movimento Studentesco di ispirazione neostalinista”, nel nome del Risorgimento Europeo. Il richiamo è alle radici culturali, proprie della destra radicale (Drieu La Rochelle ed Ezra Pound, ma anche Saint Exupéry e Céline).

In generale all’idea di un europeismo anticomunista ed antioccidentalista si richiameranno, a partire dal ’68, gran parte delle testate giovanili, espressione dei gruppi del radicalismo “di destra” e dei nuclei territoriali del Fronte della gioventù: “Lotta Europea”, “La Terra degli Avi”, “Noi Giovani”, “Giovane Destra”,  “L’Alternativa”, “Perseveranza”, “Fare Fronte”.

Al fondo di quell’esperienza, politica e culturale,  pur segnata dall’inevitabile  velleitarismo  del momento, l’idea di un ’68 “altro” e di una domanda di “sovranità” che, a cinquant’anni di distanza, pur nel mutare degli scenari geopolitici,   rimane ancora oggi sospesa sulle teste e le esistenze degli europei. (M. Bozzi Sentieri)

@barbadilloit


Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: barbadillo.it 

venerdì 3 marzo 2023

Le avventure di Tintin - Tintin nel Paese dell'Oro Nero | Parte 2

 Le avventure di TinTin episodio 24

Tintin nel Paese dell'Oro Nero Parte 2

René Guénon - La crisi del mondo moderno | Cap. 6 parte IV - Il caos sociale

La crisi del mondo moderno

Cap. 6 - Il caos sociale

Non è nostra intenzione, in questo studio, occuparci in modo particolare del punto di vista sociale; esso ci interessa solo indirettamente, perché non è altro che un’applicazione assai lontana dei principi fondamentali, ragion per cui non è certo in questo dominio che, in ogni caso, potrebbe aver inizio un raddrizzamento del mondo moderno.

In effetti, tale raddrizzamento, se fosse intrapreso così alla rovescia, vale a dire partendo dalle conseguenze piuttosto che dai principi, mancherebbe necessariamente di una base seria e sarebbe del tutto illusorio; non ne potrebbe derivare alcunché di stabile e ci sarebbe da rifare tutto incessantemente, poiché si sarebbe trascurato di intendersi innanzi tutto sulle verità essenziali. 

È questo il motivo per il quale non ci è possibile accordare alle contingenze politiche, perfino dando a questo termine il suo significato più ampio, un valore diverso di quello di semplici segni esteriori della mentalità di un’epoca; ma, sotto questo aspetto, non possiamo passare del tutto sotto silenzio le manifestazioni del disordine moderno nel dominio sociale propriamente detto.

Come dicevamo prima, nello stato attuale del mondo occidentale, nessuno si trova più nel posto che gli compete normalmente in ragione della propria natura; è questo che si intende quando si dice che le caste non esistono più, poiché la casta, intesa secondo il suo vero significato tradizionale, non è altro che la stessa natura individuale con l’insieme delle speciali attitudini che essa comporta e che predispongono ciascun uomo a compiere tale o tal altra funzione determinata. 

Dal momento che l’accesso ad una qualunque funzione non è più sottomesso ad alcuna regola legittima, ne deriva inevitabilmente che ciascuno sarà indotto a fare una qualsiasi cosa, e spesso la cosa per la quale è meno qualificato; il ruolo da lui svolto nella società verrà determinato, non dal caso, che in realtà non esiste, ma da ciò che può dare l’illusione del caso, vale a dire dal groviglio di ogni sorta di circostanze accidentali; mentre quello che vi interverrà di meno sarà proprio il solo fattore che dovrebbe contare in un caso del genere, e cioè le differenze di natura che esistono fra gli uomini.

La causa di tutto questo disordine sta nella negazione di queste stesse differenze, che comporta la negazione di ogni gerarchia sociale; e questa negazione, inizialmente, era forse appena cosciente e più pratica che teorica, dal momento che in realtà la confusione delle caste ha preceduto la loro completa soppressione, o, in altri termini, dal momento che ci si è confusi sulla natura degli individui prima ancora di giungere a non tenerla in alcun conto; ma, in seguito, tale negazione è stata eretta dai moderni in pseudo-principio, col nome di «uguaglianza». 

Sarebbe troppo facile dimostrare che l’uguaglianza non esiste affatto per la semplice ragione che non potrebbero esserci due esseri che, ad un tempo, fossero realmente distinti e completamente simili fra loro sotto tutti gli aspetti; e sarebbe altrettanto facile trarre tutte le conseguenze assurde che derivano da quest’idea chimerica, in nome della quale si pretende di imporre dovunque una completa uniformità: per esempio somministrando a tutti un identico insegnamento, come se tutti fossero ugualmente atti a comprendere le stesse cose, e come se per fargliele comprendere fosse possibile usare con tutti indistintamente gli stessi metodi. 

D’altronde, ci si può chiedere se non si tratti di «apprendere» piuttosto che di «comprendere» veramente, vale a dire se, nella concezione tutta verbale e «libresca» dell’insegnamento attuale, non si sia sostituita la memoria all’intelligenza, concezione che peraltro ha solo in vista l’accumulo di nozioni rudimentali ed eteroclite ed in cui la qualità è interamente sacrificata alla quantità; cosa questa che si verifica dappertutto nel mondo moderno, per delle ragioni che spiegheremo completamente in seguito: insomma si tratta della dispersione nella molteplicità. 

E a questo proposito ci sarebbero molte cose da dire circa i misfatti dell’«istruzione obbligatoria»; ma non è questo il luogo per insistervi ulteriormente, e, per non uscire dai limiti che ci siamo posti in questo studio, ci dobbiamo accontentare di segnalare di sfuggita questa speciale conseguenza delle teorie «egualitarie» come uno degli elementi del disordine che oggi sono così numerosi che non è possibile pensare di enumerarli tutti senza ometterne qualcuno.

Scritto da René Guénon

La crisi del mondo moderno

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giovedì 2 marzo 2023

L'amore è geco #goliardia

L'amore è geco #goliardia

Il Libro Perduto del Dio Enki - Tavoletta Sesta - Parte Terza | AUDIOLIBRO

Il Libro Perduto del Dio Enki

Sesta Tavoletta - Parte Terza

Zaccaria Sitchin è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. 

È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della "teoria degli antichi astronauti" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le speculazioni di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, vengono considerate pseudoscienza e pseudostoria dalla comunità scientifica, rifiutate da scienziati, storici e accademici.

Inoltre le teorie e i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull'archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, congiunta ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, traduzioni errate di tali testi e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru nei testi Sumeri e in quelli Babilonesi Marduk, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L'esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.

OGGETTO ANOMALO SULLA VALLE CAUDINA #perle

OGGETTO ANOMALO SULLA VALLE CAUDINA

Il Giornale di San Marino nel giugno 2022 pubblicò un articolo a cura di Augusto Casali sui vari avvistamenti di oggetti volanti non identificati in Italia. Tra le varie testimonianze riportate, spicca quella che parla di un incredibile avvistamento in Valle Caudina. Le parole riprese dal vecchio Ufoitalia.net risalgono al 27 settembre 2003, ma i fatti risalgono al 2001.

Per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 riportiamo il testo integrale di questo mistero che ci spinge a continuare la ricerca dei vari OVNI (Oggetti Volanti Non Identificati), in anglomericano UFO. Sono passati oltre venti anni da quella giornata storica degna di attenzione, soprattutto per gli appassionati di Ufologia nazionale e di storie intriganti legate al territorio della Nuova Caudium. 

Non servono di sicuro gli agenti di X-files, Dana Schelli e Volpe Morde per rintracciare il signor Iccì; anzi lanciamo un appello da queste colonne digitali: chi ha visto qualcosa di strano nei cieli Caudini di notte, parli. Noi non siamo l'Effebiai. Astenersi non astemi.

AVVISTAMENTO 2001

Nel lontano 2001, riportano le cronache, un anonimo appassionato scriveva ad una delle riviste nazionali di settore per raccontare una storia vissuta in prima persona. Ne seguirono delle altre, ma preferiamo analizzarle singolarmente in futuro.

“Mi chiamo I. C., - si legge sul giornale di prestigio della Repubblica di San Marino - ho 30 anni e vivo nella Valle Caudina (AV). Sono un appassionato di tutto ciò che riguarda la scienza. Io credo fermamente nell’esistenza di altre forme di vita nell’universo; passo, quando posso, diverso tempo a scrutare il cielo durante le notti, e da un paio di anni ho anche  comperato un telescopio. Da quando osservo il cielo notturno non mi è mai capitato di vedere qualcosa di non spiegabile scientificamente, e sono almeno una quindicina di anni che lo faccio, però verso la metà di ottobre 2001 tra le 11,00 e le 12,00 del mattino (non ricordo con precisione il giorno) stavo osservando con un binocolo un aereo di linea che stava per atterrare a Capodichino (infatti la zona dove abito si trova sulla rotta di atterraggio per Capodichino) e ad una quota più elevata di quella dell’aereo ho intravisto una luce, come una flebile stella che si osservava anche di giorno. Osservando meglio ho scoperto che le luci erano in realtà tre...

Gli avvistamenti nei cieli della Valle Caudina sono continuati anche dopo il 2003. Continueremo l'analisi nel prossimo articolo dedicato al mondo degli Alieni in contatto con la Valle Caudina o di passaggio, soprattutto in questo momento che vede registrare decide di OVNI in ogni angolo del pianeta.

UFO/ONU

Gli Ufo esistono ed è ora che anche l’ONU se ne occupi. È questa la richiesta - si legge in rete -fatta lo scorso ottobre dal 31° “Simposio mondiale sugli oggetti volanti non identificati e i fenomeni connessi” tenutosi proprio nella Repubblica di San Marino. Il Simposio è stato organizzato dal CUN (il Centro Ufologico Nazionale italiano attivo dal 1967), e dall’ICER (l’International Coalition for Extraterrestrial Research nato nel 2021 che riunisce esperti di oltre 30 Paesi), con la coordinazione del giornalista aerospaziale Roberto Pinotti.

Il tema degli OVNI continua ad affascinare, sia chi crede negli alieni che i più scettici. Negli ultimi anni, la tesi di chi crede che gli ufo esistano davvero ha acquisito sempre più credibilità, specialmente dopo la diffusione del rapporto del Pentagono del giugno scorso in cui l’intelligence americana parlava di oltre 140 “oggetti volanti non identificati”. Nel rapporto non ci sono conclusioni definitive, tuttavia, allo stesso tempo, non si sono escluse attività aliene.

Con la pubblicazione di diversi documenti desecretati del Pentagono, la convinzione si fa sempre più forte. “Ci aspettiamo conferme a quanto diciamo da tempo, ossia che gli Ufo esistono eccome. Il CUN ha 13 mila casi osservati in Italia, che abbiamo inchiestato e che non sono spiegabili. La vera domanda ora è capire che cosa ci sia dentro questi oggetti, ma ora non abbiamo abbastanza evidenze scientifiche per dirlo, chi azzarda delle tesi getta del ridicolo sull’ufologia che, invece, è una scienza seria”.

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo