sabato 21 novembre 2020

MARIUOLI, analisi sulle ultime tarantelle Caudine



Saracinesche divelte, vetri rotti, tanta rabbia e cola a picco anche la fiducia verso i tutori dell'ordine. La microcriminalità da tempo immemore colpisce periodicamente la Valle Caudina con colpi ai Tabacchini, ai Bar, ai distributori di benzina, sigarette, cartine, accendini e preservativi. Svaligiate anche abitazioni, seconde case e uffici di vario genere. In montagna, invece, è la legna ad essere presa di mira, senza esitazioni. Insomma, un quadro abbastanza variegato che si ripropone in tutta Italia, da nord a sud, isole comprese.

Furti & Tarantelle

L'ultimo furto con scasso è avvenuto in Via Roma a Cervinara, in pieno centro, proprio sotto gli occhi della Madre della Patria, la statua dedicata alla memoria dei Caduti in guerra, eretta in Villa Comunale nel 1930. L'amarezza dei proprietari ed il senso d'impotenza delle Istituzioni hanno scatenato un vespaio di polemiche, più o meno sterili, ma molto utili alla stampa locale che segue con morboso interesse le puntate di questa serie non televisiva, ossia quella della Banda dei Tabacchini e affini.

Striscione esposto dopo l'ennesimo furto


L'ultima scia di sciacallaggi, però, parte da lontano. A Luglio, dopo la chiusura totale contro la diffusione del Coronavirus, c'è stato un vero e proprio attacco spregiudicato ai danni dei Sali e Tabacchi della Valle Caudina. La lunga lista di saccheggi include Montesarchio, Sant'Agata de' Goti, Bucciano, Airola, San Martino Valle Caudina, Arpaia, Rotondi e Moiano.
 Il Sannio quotidiano ipotizzò una pista da seguire come nei migliori romanzi gialli: 

L’asse che corre ai piedi del Monte Taburno e che attraversa Bucciano, la zona delle Tre Masserie di Moiano e, quindi, la “scorciatoia” Paolini-Cotugni. E’ questa la rotta dei ladri, questa la rotta che, con tutta evidenza, sta battendo la banda che sta razziando bar e tabacchi che si sviluppano tra la Valle Caudina e Sant’Agata de’ Goti.

Caramelle rubate a Pescara

Bottino dei mariuoli

La Banda dei Tabacchini, evidentemente, non è una sigla riferita ad una batteria specifica, affamata di soldi, sigarette di tabacco, elettroniche, valori bollati, fiammiferi, cartine, pipe e macchinette d'azzardo. Negli ultimi anni un articolo che stuzzica i malviventi è il lungo blocco di Gratta e Vinci. Chilometri e chilometri di cartoncini da grattare e/o da rivendere, sottratti alle lavoratrici e ai lavoratori di innumerevoli esercizi commerciali italiani.

La Banda Bassotti americana


Indice della criminalità

Sono centinaia di migliaia i furti in Italia. L'ultimo indice della criminalità del Sole 24 Ore mette in evidenza i dati di un'analisi capillare, provincia per provincia, fatta in base alle segnalazioni delle Forze dell'Ordine nell'arco di un anno di lavoro. Cifre spaventose e classifiche da leggere al contrario. I primi posti, infatti, sono sinonimi di vergognosi contesti sociali, variegati e distinti, ma uniti dallo stesso modus operandi. L'interessante analisi mette in relazione ben diciotto reati, elencati in base alla percentuale di denunce ogni centomila abitanti. Le province di Avellino e Benevento, però, occupano rispettivamente l'ottantunesimo e il centoduesimo posto su centosei realtà analizzate nel 2019. 


Arancia Meccanica,  il furto con la violenza


La Sindaca chiama il Prefetto

Caterina Lengua, la neo Sindaca di Cervinara, si legge in un comunicato stampa, ha interpellato il Dirigente del Commissariato di Polizia ed il Comandante della Stazione Carabinieri di Cervinara dopo il rumoroso furto in Via Roma alla Tabaccheria Esposito:

«Aver appreso che, per tutta la notte scorsa, non vi è stata alcuna pattuglia in servizio di controllo del territorio comunale di Cervinara mi ha determinata a chiedere l’intervento del Prefetto affinché venga sollecitato ai vertici provinciali delle Forze dell’ordine un Piano di Coordinamento periodico delle Forze di Polizia».

Altro discorso è per l'altrettanto elevato numero, di furti andati a vuoto o sventati dalle FdO. Quello clamoroso, nel 2019, fu il tentativo andato a vuoto nello studio del sindaco di San Martino, Pasquale Pisano, seguito da un'azione d'altri tempi portata a segno a Cervinara. Contanti e gioielli, oltre ad altri oggetti di valore, trafugati arrampicandosi sulle grondaie, alte oltre dieci metri. 



La FIT e il Prefetto di BN

La Fit, la Federazione Italiana Tabaccai, a luglio aveva lanciato l'allarme dopo i numerosi furti registrati nel Sannio ed in parte della Valle Caudina. Il presidente provinciale della federazione beneventana aveva infatti chiesto al Prefetto di Benevento un incontro e più controlli per cercare di porre un freno ai furti. Venne siglato un vero e proprio protocollo d'intesa tra il Prefetto e il Presidente della Federazione Italiana Tabaccai. L'accordo messo nero su bianco è semplice: 

maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e la promessa da parte dei tabaccai sanniti di installare nuovi sistemi di videosorveglianza con l' aiuto economico della Camera di Commercio. Servono più telecamere a sostegno delle FdO, impegnate in un controllo maggiore e serrato per contrastare un fenomeno diffuso ovunque. 

Non solo i Sali e Tabacchi vengono presi di mira. bar, distributori vari, circoli, abitazioni ed esercenti di vario tipo. La tranquilla Roccabascerana, ad esempio, in una notte della calda estate 2020 si risvegliò nel bel mezzo della notte a causa di un'esplosione. Un ordigno venne fatto brillare allo sportello ATM dell’ufficio postale, lasciando tutti ammutoliti.

Arsenio Lupen, Mariuolo nei cartoni animati


Psicologia dei derubati

I Sali e Tabacchi, in barba al Covid-19 e alla paura di un virus che attacca ferocemente le vie respiratorie, non hanno mai chiuso i battenti.Una mole di lavoro elevata, non tanto per le giocate e la rivendita di tabacchi, ma per l'aiuto, a volte essenziale, allo snellimento burocratico sul territorio e alla distribuzione di mascherine. Centinaia di bollette e altre operazioni amministrative mettono a dura prova le lavoratrici ed i lavoratori che ogni nove anni devono rinnovare "le carte" per la licenza di vendita al pubblico. Piccola nota la crescita esponenziale di giocate al lotto del numero settantanove che nella smorfia simboleggia o'mariuolo.

O'Mariuolo fa 79


L'etimologia del Mariuolo

Birba, birbante, birbo, birbone, briccone, canaglia, farabutto, filibustiere, furfante, gaglioffo, imbroglione, lestofante, malandrino, manigoldo, mascalzone, ribaldo, truffatore, ingannatore sono alcuni dei sinonimi di un termine che ha radici antiche e che si perdono nel tempo. Il termine è rimasto in uso nella lingua Napolitana, ma venne usato anche da personaggi di spessore come Manzoni, Collodi, Mazzini o il Berni.

Il capo di tutta una banda di scrocchi, e mariuoli, che infesta da molti anni Londra (Mazzini)

Marïòlo, letteralmente marïuòlo è un sostantivo maschile dall'etimo incerto. Secondo alcuni - si legge su Vesuvio dal Vivo - deriva dall’antico aggettivo francese mariol (furbacchione), secondo altri dal greco margiólos (astuto, furbo ecc.), secondo altri ancora dalle parole spagnole marraio/marrullero (imbroglione/monello). Invece il glottologo e linguista Carlo Battisti sostiene che sia molto più probabile e certo che la parola risalga dal termine latino mareólo. In molti, inoltre, la collegano al nome di Maria: potrebbe derivare da espressioni come "far le Marie", ovvero non saper qualcosa e fingere devozione e semplicità.

Cervinara, Bologna, Macerata, la Marsica ieri...

Riflessioni

Il problema "Mariuoli" è una piaga della società, da tempo immemore, oltre i confini della nostra Caudium. Negli anni Venti la tecnologia permette un controllo a tappetto e prima o poi il fenomeno potrebbe essere debellato dalle super telecamere, private e comunali, da far invidia a Giorgio Orwell, autore nel 1948 del romanzo di fantapolitica "1984", opera in cui lo scrittore immaginava una società sotto l'occhio onnipresente del Grande Fratello

Per ora cerchiamo più collaborazione tra Istituzioni e comunità, anche se alla radice c'è il profondo disagio sociale di una società borghese che non vede le venature di povertà presenti sul territorio meridionale. Serve un pugno duro e di ferro contro la malavita, senza dimenticare la necessità di creare le basi per una crescita occupazionale, culturale ed etica.

Arginare il dilagare dei furti è un problema di attualità, mentre la struttura che dovrebbe garantire sviluppo, sicurezza e prosperità a lungo termine è, a nostro avviso, l'Unione dei Comuni della Valle Caudina. La Nuova Caudium deve progettare il futuro e superare questa situazione frastagliata che lascia scoperto il fianco di molti onesti abitanti della Valle, in balia di balordi e affamati delinquenti.

Proposte

Un tavolo di lavoro per arrivare ad un protocollo d'intesa tra Unione, Prefetture di Avellino, Benevento, la Federazione italiana tabaccai e Forze dell'ordine per aprire ufficialmente un piano di prevenzione contro la criminalità, in questo caso specifico, a difesa delle tabaccherie della provincia. Purtroppo, le tabaccherie sono esposte più di altre categorie di esercizi commerciali al rischio di rapine e furti. Oltre a promuovere l'adozione di mezzi di prevenzione e difesa, serve il contributo, ribadiamo, dell'Unione dei Comuni della Valle Caudina, per non vanificare le politiche messe in campo dai singoli paesi.

La Redazione de Lo Schiaffo 321 esprime vicinanza alle vittime dell'ennesimo furto, ma non punta il dito contro le FdO. Sarebbe fin troppo riduttivo attaccare quando emergono episodi del genere. Il problema è talmente profondo che merita ben altri approfondimenti. Paradossalmente in altre zone d'Italia, dove c'è una scarsa attività di microcriminalità, comanda, quasi indisturbata, la macrocriminalità con un ampio movimento di tangenti per ottenere garanzie e protezioni. Il fenomeno dei fuorilegge  che dettano legge, meglio conosciuto come pizzo, è una piaga italiota, unica nel suo genere.

Totò ed Eduardo in Napoli Milionaria

Chiudiamo cercando di strappare, almeno, un sorriso alle lettici ed ai lettori della nostra rivista digitale di approfondimento. Andrea Chiara Grillo, giornalista di Vesuvio dal Vivo, riportò uno stralcio di Napoli Milionaria scritta da Eduardo de Filippo nel 1945, il tristemente famoso anno zero della Repubblica: 

“Mariuolo se nasce. E nun se po’ dicere ca ‘o mariuolo è napulitano. Oppure romano. Milanese. Inglese. Francese. Tedesco. Americano…

 ‘O mariuolo è mariuolo sulamente. Nun tene mamma, nun tene pato, nun tene famiglia. Nun tene nazionalità. E nun trova posto dint’ ‘o paese nuosto. No. Pecché… Siccomme ‘o paese nuosto nun porta na bon’ annummenata… Che vuo’ fa’? È na disgrazia… 

Appena sentono :«napoletano», già se mettono in guardia. Pecché è stato sempe accussì. Perciò… tu ca si’ giovane, aviss’ ‘a da’ ‘o buono esempio… accussì quanno te truove e siente ca parlano male d’ ‘o paese tuio, tu, cu tutt’ ‘a cuscienza, può dicere: – «Va bene, ma ce stanno ‘e mariuole e ‘a gente onesta, comme e dint’ ‘a tutt’ ‘e paise d’ ‘o munno.”


Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo


venerdì 20 novembre 2020

L´Arte dei Rumori di Luigi Russolo, Futurista (1913)

L´Arte dei Rumori di Luigi Russolo, Futurista 

L'arte dei rumori è un manifesto futurista scritto da Luigi Russolo in una lettera del 1913 all'amico e compositore futurista Francesco Balilla Pratella. In esso Russolo sostiene che l'orecchio umano si è abituato alla velocità, all'energia e al rumore del paesaggio sonoro industriale urbano; inoltre, questa nuova tavolozza sonora richiede un nuovo approccio alla strumentazione e composizione musicale. 

Propone una serie di conclusioni su come l'elettronica e le altre tecnologie consentiranno ai musicisti futuristi di "sostituire la limitata varietà di timbri che l'orchestra possiede oggi la varietà infinita di timbri dei rumori, riprodotti con meccanismi appropriati".*

1-Risveglio di una città

2-Crepitatore

3-Ululatore

4-Gracidatore

5-Gorgogliatore

6-Ronzatore

7-Arco Enarmonico

8-Corale 1921

9-Serenata 1921

10-L´Aviatore Dro op.33

11-Macchina Tipografica

12-Canzone Rumorista

13-Omaggio a Luigi Russolo

Bibliografia

  • Luigi Russolo, L’Art des bruits, Testi raccolti e prefazioni a cura di Giovanni Lista, bibliografia compilata da Giovanni Lista, Losanna, L’Age d’Homme, 1975.
  • Luciano Chessa, Luigi Russolo, Futurist: Noise, Visual Arts, and the Occult, University of California Press, 2012.
  • Giovanni Lista, Luigi Russolo e la musica futurista, Milano, Mudima, 2009
  • Giovanni Lista, Journal des Futurismes, Parigi, Éditions Hazan, 2008.
  • Giovanni Lista, Le Futurisme: Création et avant-garde, Parigi, Éditions L’Amateur, 2001.
  • Daniele Warner e CChristoph Cox, Audio Culture: Readings in Modern Music, Londra, Continiuum International Publishing Group LTD, 2004, pp. 10–14*

ASSENZIO, poesia di Grappa Istriana (2014)

 

ASSENZIO

Liquido verde

come smeraldo splendente,

nella gola scende

trasformando lo stomaco

in un incendio permanente.

Le mie viscere

sono fiamma ardente

come l'Inferno

decantato da Dante,

mi sento come un peperoncino piccante.

Una forza innaturale

che mi fa cantare,

bevanda potente

come fragore di mitraglia,

come dinamite

che tutto butta per aria,

usata dai poeti maledetti

per declamare

i propri versi.

La tua preparazione

non ha bisogno di spiegazione

quando vedo quella bottiglia

dal nome particolare

la ragazza al banco

sa cosa fare.

Molti si chiederanno

cosa sia

questa bevanda che porta allegria

e credetemi è da gustare

se lo stomaco volete allenare.

E' una cosa rivoluzionaria,

come il futurismo

che c'è stato in Italia,

figlia di un’Idea Ardita

che nel ‘19 fu costituita.

L’ho bevuta tutta di un fiato

e forse questo è il mio fato,

quello di avere una nuova famiglia

unita attorno alla Bandiera

dell'Italia.

Con loro mi sgolo

ribadendo l'orgoglio della Patria

alla quale bene voglio,

maledicendo gli anti-nazionali

che professano ingiurie

da falsari.

Di sicuro il curioso

vorrà sapere il trucco

ma lo sa solo questo gruppo,

quindi ve lo dico in un orecchio

il suo nome è ASSENZIO.


Scritta da Luca Oleni Grappa Istriana

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Quarta e ultima parte | StoriAlternativa


Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - 
Quarta e ultima parte | StoriAlternativa

Esiste lo Stato quando il popolo ne è fuori, quando intere masse ne restano fuori socialmente e giuridicamente? Questo interrogativo, posto dal Fascismo durante tutta la sua esperienza, ha segnato un vero e proprio ritorno alle origini dello Stato, un riproporre il problema della politica nei suoi termini costitutivi: la fondazione della città sociale, la fondazione dello Stato. 

Una rivoluzione non si concepisce senza una rivelazione. 

E che altro può essere la rivelazione se non la conoscenza di uno stato d’animo, l’interpretazione di un costume di vita che urge, batte alle porte di quei nuovi tempi che sono insistentemente cercati, la consapevolezza di nuove necessità, di nuovi bisogni?

L'Autarchia della Fila

Che significato avrebbe la parola genio politico ove si escludesse un potere inventivo, morale e politico? Genio è colui al quale la verità si rivela, che trova la verità nascosta o che crea la verità. Per primo egli vede quello che gli altri non vedono, trova ciò che gli altri non ricercano. Ma possono i nostri nemici avere dimenticato le parole del messaggio dell’anno IX, col quale Mussolini, come ogni vero scopritore, certo della verità misconosciuta, proclama che la concezione fascista, rispondendo ad esigenze di carattere universale, risolve il triplice problema dei rapporti tra lo Stato e l’individuo, tra lo Stato ed il gruppo, tra il gruppo ed i gruppi organizzati?

Ora il problema non può avere che una sola soluzione vera. E poiché non si può negare l’esistenza di questo triplice problema, trovata la soluzione vera, essa distrugge le pseudo-soluzioni.

Insomma, come la risposta ad un problema aritmetico è una, così nei grandi e decisivi momenti della storia, nei movimenti che segnano le epoche del cammino dei popoli, la risposta ad un problema politico è una. Queste per sommi capi, sono le ragioni per le quali sentiamo il bisogno di rivolgerci agli uomini di cultura italiani e stranieri e di invitarli a una revisione del giudizio sulla realtà del Fascismo. 

Manifesto Opera Balilla

Dopo venticinque anni di Fascismo gli Italiani sentono di aver una concezione essenzialmente più libera di quella dei loro giudici e di essersi posti concretamente dei problemi che altri riescono soltanto oggi a intravedere. Perciò essi sanno che la distruzione del Fascismo è un’utopia, il cui vano perseguimento può soltanto disseminare il cammino di inutili rovine. Quand’anche i nemici riuscissero a imporre a tutta l’Italia un diverso regime politico, non perciò il Fascismo sarebbe morto, ché anzi il suo problema risorgerebbe più drastico, in un ben più feroce scontro di liberalismo e comunismo. 

Manifesto Anti Razzista

L’unico risultato che si potrebbe ottenere sarebbe quello di rinunciare a un'esperienza di venticinque anni e di tutti i problemi che in questo periodo si son venuti faticosamente elaborando. La cultura italiana è più libera perché arricchita di questa insostituibile esperienza ed è in grado di comprendere le opposte esigenze altrui. Essa deve continuare a lavorare per dare al Fascismo, che, dopo l’8 settembre 1943, ha avuto un nuovo grande impulso rivoluzionario, profondi sviluppi dottrinali. 

25 luglio 1943

Ma intanto oggi, mentre il conflitto sta per giungere alle sue fasi decisive, l’Italia sente di essere la nazione più serena per poter dire una parola che non sia soltanto di parte. E gli altri popoli possono ascoltare senza prevenzioni questa voce che non inganna. Non può ingannare, perché, se l’Italia odia il nemico, tutti sanno che l’odio è soltanto per il male e aspira a tramutarsi in un sentimento di viva solidarietà; non può ingannare perché, se essa parla d’impero ha dato prova di intendere l’impero soltanto come ragione di lavoro fecondo e beneficatore. Non può ingannare, infine, perché tutta la storia d’Italia è là a dimostrare che una sola aspirazione è stata sempre alla radice della nostra coscienza ed è quella di una visione della vita che abbia carattere di universalità. 

Il Fascismo vuole avere anch’oggi questo carattere di universalità e se combatte, a oriente e a occidente, è soltanto in vista di un domani in cui possa realizzarsi una superiore collaborazione di questi due mondi ancora tra di loro molto estranei spiritualmente.

Bandiera della Repubblica Sociale

Ma, appunto perché italiana in quanto universale è la fede per la quale l’Italia combatte, nessuno s’illuda di poterla ancora facilmente piegare. Se chi guarda dall’esterno e superficialmente può notare l’intima insoddisfazione di un processo rivoluzionario che tende al meglio, stia pur sicuro che, sotto questa veste critica caratteristica dell’intelligenza italiana, si cela oggi come non mai la profonda coscienza di difendere una superiore realtà ideale.

Scritto da Carlo Alberto Biggini

Verità e menzogna sul Fascismo (1945)

Tratto dal “Corriere della Sera" di martedì 16 e venerdì 19 Gennaio 1945-XXIII nn. 14 e 17

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Prima parte | StoriAlternativa

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Seconda parte | StoriAlternativa

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Terza parte | StoriAlternativa


Riflessioni

Storiografia non significa apologia. Questo deve essere un concetto chiaro, senza se e senza ma. Analizzare la Storia in Italia è una delle cose più difficili da fare. Tutta la Storia Contemporanea italiana è fin troppo legata al potere politico e culturale dei vincitori, siano essi Monarchici appartenenti a Casa Savoia o abili lanciatori di bombe sui civili inermi come gli AngloAmericani

Lo Schiaffo 321 è una cinghia di trasmissione culturale, libera e aperta al dialogo costruttivo. Chiunque voglia contribuire alla ricerca storica può contattarci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


mercoledì 18 novembre 2020

Loggia P2: parla Bettino Craxi | seconda parte (Spazio70)

Loggia P2: parla Bettino Craxi

Roma, 17 gennaio 1994. Bettino Craxi testimonia nel corso di un'udienza del processo alla Loggia P2 di Licio Gelli (parte 2).

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giovedì 12 novembre 2020

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

La gazza ladra di Gioachino Rossini, 1817 (colonna sonora Arancia Meccanica 1971)

La gazza ladra di Gioachino Rossini (1817) 

Compositore: Gioachino Rossini
Librettista: Giovanni Gherardini
Prima esecuzione: Teatro alla Scala, Milano

La gazza ladra è un'opera di Gioachino Rossini su libretto di Giovanni Gherardini.
Il soggetto dell'opera, appartenente al genere semiserio, fu tratto dal dramma La Pie voleuse ou La Servante de Palaiseau (1815) di Théodore Badouin d'Aubigny e Louis-Charles Caigniez. La prima rappresentazione ebbe luogo a Milano, nell'ambito della stagione di primavera del Teatro alla Scala, il 31 maggio 1817. L'opera, un tempo famosissima, viene oggi rappresentata raramente, mentre è sempre rimasta in auge, nel repertorio sinfonico, la celeberrima ouverture. Quest'ultima è inserita anche nella colonna sonora di Arancia meccanica (A Clockwork Orange), film del 1971 diretto da Stanley Kubrick.

La gazza ladra offre una partitura di qualità musicale altissima e uno degli intrecci di più intensa drammaticità di tutta la produzione rossiniana, caratteristico dell'opera semiseria di ambientazione contemporanea e ispirata a fatti di cronaca a fronte dell'ambientazione storico-mitologica dell'opera seria. 

Loggia P2: parla Bettino Craxi | prima parte (Spazio70)

Loggia P2: parla Bettino Craxi

Roma, 17 gennaio 1994. Bettino Craxi testimonia nel corso di un'udienza del processo alla Loggia P2 di Licio Gelli (parte 1).

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La Costituzione della Repubblica Federale degli Stati Caudini


C'era una volta Senza  Filtro,

una delle voci più originali e innovative del mondo "giornalistico" in Valle Caudina stampato e distribuito nella Caudium di fine Novecento e precisamente nel biennio 1997/1999. All'epoca l'Unione dei Comuni Caudini era pura utopia, un'entità senza capo né coda, senza nessuna prospettiva reale in ambito amministrativo. Da allora qualche piccolo passo in avanti è stato fatto, ma talmente piccolo da risultare irrilevante nella vita degli eredi dei Guerrieri delle Forche Caudine.

Senza Filtro ora è disponibile in rete e vi invitiamo a dare un'occhiata ai tredici "bollettini" della voce ufficiale del Centro Sociale e Culturale Impronte con sede a Cervinara, ma con un bacino d'utenza allargato a tutti i paesi limitrofi. Probabilmente questa promiscuità tra gli abituali frequentatori della struttura, ubicata tra Joffredo e Ferrari, fu la scintilla che ispirò Esseffe. La Costituzione della Repubblica Federale degli Stati Caudini, scritta da Claudio Simeone & Compagn*, resta una delle perle che riproponiamo alle Lettrici e ai Lettori de Lo Schiaffo 321.

Buona lettura, Caudine e Caudini


Costituzione della Repubblica Federale degli Stati Caudini

PREAMBOLO

Talora, nel corso delle vicende umane, si rende necessario per un popolo, liberarsi dai vincoli che lo hanno tenuto legato ad un altro con cui non tiene niente da spartere, affinché possa prendere il posto che gli spetta tra le Nazioni delle Terra. Pertanto, considerato che la situazione attuale non va bene sia amministrativamente, socialmente, culturalmente, economicamente, che religiosamente, sportivamente e sessualmente, che non si lavora, che non si tromba spesso, d’oggi in avanti e fino alla fine dei Tempi Supplementari, la Valle Caudina, una, indivisibile e sovrana, sarà Stato tra gli Stati, retta dalla seguente Costituzione.


ARTICOLO 1

E’ costituita in Valle Caudina la Repubblica Federale Degli Stati Caudini.

ARTICOLO 2

La Valle Caudina è una, unita e indivisibile.

ARTICOLO 3

Sono cittadini a pieno titolo della Repubblica Federale degli Stati Caudini coloro che risiedono nei seguenti paesi:

– Airola, Arpaia, Bonea,

– Bucciano, Cervinara, Moiano,

– Montesarchio, Paolisi, Rotondi,

– San Martino Valle Caudina.

La cittadinanza della Repubblica Federale degli Stati Caudini si acquista e si perde per nascita, per morte, o per decreto unico e immodificabile del Presidente della Repubblica Federale degli Stati Caudini.

ARTICOLO 4

La sede del Parlamento della Repubblica Federale degli Stati Caudini è situata transitoriamente in Cervinara, nel Palazzo Marchesale. La sede definitiva sarà decisa con un plebiscito popolare.

ARTICOLO 5

E’ consentita la poligamia.

ARTICOLO 6

L’idioma nazionale è l’osco. Sono altresì tutelate le altre forme linguistiche presenti nel territorio: l’italiano, l’inglese, il napoletano e il pignataro.

ARTICOLO 7

La Repubblica riconosce e tutela il lavoro, soprattutto la coltivazione.

Lo sciopero non è più un diritto.

ARTICOLO 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla Repubblica, però le processioni sul suolo caudino sono proibite.

Inoltre sono vietate sul tutto il territorio caudino le seguenti attività ricreative:

-il Beach Volley,

– il latino-americano.

ARTICOLO 9

Le pubblicazioni nazionali sono VOX e Senza Filtro. Qualsiasi altra forma di giornalismo è da considerarsi sovversiva e pericolosa per la sicurezza della Repubblica, pertanto la libertà di stampa è elargita a discrezione del Presidente della Repubblica.

ARTICOLO 10

Il Soldo Caudino è la valuta nazionale e corrisponde a 1.327,27 Euro.

ARTICOLO 11

L’educazione scolastica è facoltativa, quelli che non vanno a scuola però vengono avviati fin dalla più tenera età alle cave di ghiaia ad Arpaia.

ARTICOLO 12

Il simbolo della Repubblica Federale degli Stati Caudini è costituito da una salamandra che si arrevota nell’acqua sotto il sole caudino a mezzogiorno del 23 agosto 1998, mentre da sud ovest comincia ad apparire un filo di nuvole bianche bianche e scioscia un ventariello fresco da sopra la muntagna.

Bandiera ufficiale della Repubblica Federale degli Stati Caudini 

ARTICOLO 13

La bandiera della Repubblica Federale degli Stati Caudini è il tricolore caudino: verde Partenio, verde Taburno, verde Mafariello a tre bande orizzontali di eguali dimensioni.

ARTICOLO 14

Lo scudetto della Repubblica Federale degli Stati Caudini è costituito dal cervo che si trombettea la cerva.

La copertina del dodicesimo Senza Filtro

ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

ARTICOLO 15

Con la presente disposizione sono aboliti nel territorio caudino i Comuni e viene decretata nulla l’autorità di tutti gli Enti istituiti prima della Repubblica Federale degli Stati Caudini. I sindaci in carica prima della presente costituzione vengono destituiti.

ARTICOLO 16

Il Parlamento Caudino si compone della Camera Popolare e del Senato dei Probiviri. Le due Camere non si riuniscono mai in seduta comune, se non per mangiarsi una cosa assieme. Ogni Parlamento rimane in carica per 3 anni.

ARTICOLO 17

La Camera Popolare è eletta con suffragio universale ed è composta da 25 deputati. Sono eleggibili a deputati tutti i cittadini della Repubblica che al momento dell’elezione abbiano compiuto i 16 anni di età e coloro i quali non abbiano oltrepassato i 35 anni.

ARTICOLO 18

Il Senato è composto da 10 membri ed è un’istituzione aristocratica la cui autorità emana direttamente da Dio. Ne fanno parte di diritto i fondatori della Repubblica Federale degli Stati Caudini, ai quali spetta il 60% delle cariche. I restanti posti vengono assegnati in base a libere elezioni tra i cittadini. Il Senato esercita il diritto di veto incondizionato sulle proposte di legge presentate dalla Camera Popolare.

ARTICOLO 19

Il Presidente della Repubblica viene eletto dal popolo, il quale sceglie tra i candidati proposti dal Senato. Il Presidente resta in carica 20 anni. Possono aspirare alla carica di Presidente tutti i cittadini della Repubblica che abbiano compiuto i 22 anni.

ARTICOLO 20

L’iniziativa legislativa è esercitata dalla Camera la quale presenta i disegni di legge al Senato il quale può approvarli o rimandarli alla Camera per ulteriori modifiche e aggiustamenti, dopodiché la proposta di legge passa nelle mani del Presidente il quale ne verifica la costituzionalità e in caso positivo l’approva con immediata entrata in vigore. In caso contrario non si può fare niente.

Il Senato propone e approva tutte le leggi che vuole senza il parere favorevole della Camera, fatta salva l’approvazione del Presidente.

Il Presidente invece legifera per cazzi suoi e non deve dare conto a nessuno.

ARTICOLO 21

La sicurezza della Repubblica è affidata alla Guardia Nazionale Caudina, alla Mondialpol e all’U.S.S.(Ufficio Situazioni Segrete).

ARTICOLO 22

La Repubblica Federale degli Stati Caudini incoraggia la ricerca nucleare anche a scopi bellici.

ARTICOLO 23

Non è prevista revisione costituzionale.

Visto, si approva con immediato effetto di legge.

Malatie scritte da Claudio Simeone

tratto da Senza Filtro Numero 12

mercoledì 11 novembre 2020

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino


 

Rino Gaetano - Spendi Spandi Effendi (senza censura) + Aida (1977)

Rino Gaetano - Spendi Spandi Effendi (senza censura) + Aida (1977)
 

L'abbigliamento dei Sumeri, la moda del 3800 a.C

L'abbigliamento dei Sumeri

Una delle prime conquiste materiali dei Sumeri fu lo sviluppo di una vera e propria industria tessile e d'abbigliamento. Si usa di solito far cominciare la nostra Rivoluzione Industriale con l'introduzione della macchina a vapore in Inghilterra intorno al 1760. Da quel momento quasi tutte le nazioni hanno cercato di sviluppare un'industria tessile come primo passo verso una progressiva industrializzazione.

Ebbene, ciò è accaduto non soltanto a partire dal XVIII secolo, ma fin dalla prima fioritura di una civiltà umana. Prima, naturalmente l'uomo aveva dovuto sviluppare l'agricoltura, che gli forniva il lino, e l'allevamento del bestiame, che gli assicurava la lana per poter lavorare ai telai. 

Le attività tessili comparvero per la prima volta in Mesopotamia attorno al 3800 a.C. 

La moda al tempo dei Sumeri

Sumer, inoltre, era rinomata nell'antichità non solo per la sua attività di trama e ordito, ma anche per i suoi abiti. Il Libro di Giosuè (7, 21) afferma che durante la tempesta di Gerico una certa persona non poté resistere alla tentazione di prendere "una bella giacca di Shin'ar", che aveva trovato in città, anche a costo della morte. Tanto preziosi erano dunque i capi di abbigliamento di Shinar (Sumer) che la gente, pur di averli, era disposta anche a rischiare la vita.


Al tempo dei Sumeri vi era già una ricca terminologia per indicare sia gli abiti sia coloro che li confezionavano. L'indumento base era chiamato TUG e rappresentava senza dubbio l'antenato, nello stile come nel nome, della toga romana. Il nome completo era TUG.TU.SHE, che significa, nella lingua sumerica, "indumento che si porta avvolto attorno al corpo". Le antiche raffigurazioni dimostrano una grande varietà e ricchezza in fatto di abbigliamento, ma anche una certa eleganza, buon gusto e capacità di coordinare abiti, acconciature, cappelli e gioielli.

Scritto da Zecharia Sitchin 

Le Cronache Terrestri al tempo degli Dèi

“Scientia Potentia Est”

Il tema trattato è la teoria degli antichi astronauti (Anunnaki/Elohim/Nephilim), basata sugli studi dei testi sumeri cuneiformi, della cultura antica egizia e della Bibbia, e specialmente sulle ricerche e gli scritti di Zecharia Sitchin, ma anche di autori affini come Mauro Biglino, Alessandro Demontis, Erich Von Daniken, Pietro Buffa, Enrico Baccarini e altri. Lo scopo è la divulgazione delle informazioni e delle conoscenze in merito all'argomento.

Nelle immagini sono rappresentati i diversi tipi di abbigliamento in voga nell'antica Sumer, tratte dalla rete.

martedì 10 novembre 2020

COMUNITÀ MILITANTE CAUDINA 321 | volantino

 


La vera storia degli Squallor (Spazio70)

La vera storia degli Squallor

La storia discografica degli Squallor ha ufficialmente inizio nel 1971 con il 45 giri «38 Luglio, Raccontala giusta» ma in realtà il gruppo nasce nel 1969. L’idea viene ad Alfredo Cerruti, in quegli anni grande esperto di scherzi telefonici. Durante la visione del film «Bedazzled» (Il mio amico il diavolo) di Stanley Donen, il produttore napoletano resta colpito dalla voce dell’attore Peter Cook (il diavolo) mentre parla in un monologo con un suggestivo brano in sottofondo. 

Nascerà così un progetto «musical-sovversivo» al quale prenderanno parte nomi illustri del settore: compositori, parolieri e produttori che hanno fatto la storia della musica italiana.

Il sito internet: https://spazio70.com/

Donazioni tramite il sistema Paypal: https://www.paypal.me/Spazio70

La pagina Facebook: https://www.facebook.com/gliannisettanta

L'account Instagram: https://www.instagram.com/spazio.70/

Twitter: https://twitter.com/Nazionalpop70

Il  gruppo Telegram (molto importante): https://t.me/spazio_70

Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - Terza parte | StoriAlternativa


Verità e menzogna sul Fascismo (1945) - 
Terza parte | StoriAlternativa

Quando dalla parola i nostri censori vorranno passare ai fatti si accorgeranno che la purezza dei loro ideali dovrà intorbidarsi alla stessa maniera e per le stesse ragioni che hanno caratterizzato il cammino del Fascismo. Sì che alla previsione di un estendersi del Fascismo nel dopoguerra possiamo aggiungere l’altrettanto facile previsione di un Fascismo con le negatività del nostro e forse anche peggiore del nostro. E peggiore, si comprende, proprio perché venuto in ritardo, e cioè là dove le forze reazionarie sono più potenti e più radicate che non da noi, dove gli ostacoli e le deviazioni saranno più gravi. Peggiore, soprattutto, perché più grave che non da noi è il fenomeno del capitalismo e perchè più grave sarà lo scontro tra borghesia e proletariato dopo un altro periodo di maturazione politica delle masse.

Il Fascio littorio simbolo di giustizia

La maggior negatività del Fascismo straniero, di fronte a quello italiano, riguarderà naturalmente il principio fondamentale di ogni vita politica: il principio della libertà. Ora, è proprio in rapporto all’idea di libertà che il Fascismo viene più frequentemente osteggiato ed è proprio guardando ad essa che si auspica un regime politico che vada oltre il Fascismo.

La Nazionale di Calcio dell'epoca

Se non che, anche sotto questo riguardo, il Fascismo non può accettare la lezione che si pretende di impartirgli contrapponendogli la difesa di alcune libertà fondamentali o di alcuni diritti di libertà. Non può accettarla perché essa proviene da chi ha dato prova di non saper comprendere il più grande dei diritti di libertà: il diritto al lavoro. E questo semplice diritto vale a porre in termini essenzialmente nuovi il problema della libertà, che i non fascisti si illudono di poter conservare nei termini tradizionali, sia pure con qualche aggiunta e qualche concessione al proletariato.

Manifesto per il Proletariato

La borghesia deve ormai comprendere il significato della rivoluzione sociale e politica in atto e deve riconoscere che unificare le classi significa unificare le libertà delle classi. Ma, fino a quando essa insisterà a non prendere atto della libertà cui tende il proletariato, non avrà la possibilità di comprendere la differenza che corre tra libertà e privilegio, tra diritto e arbitrio. Due classi vogliono dire due gradi di libertà, e cioè propriamente privilegio e schiavitù: voler difendere oggi la libertà mantenendo la distinzione delle classi sociali significa soltanto retorica e malafede.

Ragazze che giocano a palla corda

Ma come si unificano le classi e i loro diritti di libertà? Evidentemente, se si tratta di due gradi distinti quantitativamente e qualitativamente, occorrono una rinunzia e una trasformazione più o meno grande di una classe a favore dell’altra. La classe borghese, cioè, deve perdere quel tanto della sua libertà che costituisce il suo privilegio e deve attendersi un mutamento della vita in funzione dei bisogni di massa. Se di questa necessità riesce a convincersi, collabora all’unificazione col minimo sacrificio possibile; se, invece, non riesce, non può non piagnucolare impotente sulle libertà conculcate e non rendere più grave e più distruttivo il periodo di transizione.

Goliardia contro le sanzioni

Ora, tutte le proteste che all’interno e all’estero si levano contro l’offesa alla libertà segnata dal Fascismo sono fondamentalmente dovute all’incomprensione del suo significato, e, quanto più grande è l’incomprensione, tanto più forte diventa il bisogno rivoluzionario di reagire e di accentuare il contrasto. Ne viene di conseguenza che lo sforzo del Fascismo di unificare le classi è costretto a svolgersi sempre più nel senso di sacrificare i valori tradizionali alle necessità delle nuove esigenze.

Invito al silenzio

E’ di questa necessità storica che il liberalismo deve convincersi di fronte al Fascismo. 

Andare incontro alla libertà delle masse non significa, come crede o finge di credere il vecchio liberale, concedere alle masse i diritti di libertà della borghesia, bensì concedere, in via preliminare e come presupposto di ogni altra libertà, il diritto al lavoro e la parità delle posizioni iniziali per la lotta della vita. 

Il quale presupposto implica tutta un’altra serie di presupposti che si chiamano economia programmatica, indipendenza economica della nazione, vincolo dell’iniziativa privata, trasformazione del diritto di proprietà e, sul piano internazionale, ridistribuzione delle ricchezze del mondo. 

La RSI vista dai giapponesi

Se di fronte a queste necessità la borghesia nazionale e internazionale dà prova di intelligenza e di collaborazione, il processo rivoluzionario può compiersi con relativa tranquillità; se, al contrario, la borghesia reagisce irrigidendosi nella propria posizione di privilegio, divengono fatali l’urto, la violenza, la mediazione autoritaria dell’arbitro. Così è nato l’autoritarismo fascista, e, se di esso i nostri avversari volessero indicare il vero responsabile, non potrebbero che individuarlo nella mentalità anacronistica del liberale. Ma l’autoritarismo, poi, ha anche un’altra funzione tecnica transitoriamente insostituibile. Per comprenderla basta guardare alle necessità del tempo di guerra, della così detta bardatura bellica. Allora tutti avvertono il bisogno dei pieni poteri, la mano forte che unifichi gli sforzi per il raggiungimento del fine comune; allora nessuno sente di dover protestare contro le limitazioni imposte dall’organismo statale.

La Befana nasce il 6 gennaio 1928 

Ebbene, una rivoluzione ha le stesse esigenze di una guerra e non può compiersi sul serio senza un’eccezionale forma di disciplina. Il nuovo regime politico non può sorgere a un tratto, immediatamente adagiandosi nella forma di un’ordinaria amministrazione. Esso ha bisogno di un centro unificatore che caratterizzi il periodo di transizione, durante il quale la scienza e la vita andranno costruendo i nuovi istituti politici atti a rendere organica quella unificazione delle classi che non può materialmente e spiritualmente instaurarsi senza un adeguato processo di maturazione. 

Ecco perché l’autoritarismo ha caratterizzato, sia pure in forme diverse per la diversità delle singole condizioni storiche, tutti i nuovi regimi rivoluzionari, dal bolscevismo al fascismo, al nazionalsocialismo, al falangismo, dei Paesi grandi e di quelli minori, fino alla Turchia, alla Romania al Portogallo. Ma ecco soprattutto perché l’autoritarismo è alle porte, e più che alle porte, delle grandi democrazie, che fino a ieri irridevano alle forme politiche del Fascismo. Il problema sociale non può più essere trascurato o lasciato in secondo piano e la stessa necessità storica deve imporsi a tutti i Paesi.

Vignetta anticapitalista

Il Fascismo è in grado di dare all’ordine sociale e giuridico un contenuto concreto e di realizzare la condizione perché l’idea di uguaglianza acquisti il suo vero senso. 

In fondo l’aspetto essenziale e nuovo del Fascismo consiste nell’avere proclamato, nell’avere reso risibile a tutti, nell’avere reso, per così dire, ufficiale questo vuoto della società. Con chiara potente intuizione il Fascismo ha colto questo vuoto come l’epilogo di tutto il mondo moderno e di questa immensa carenza ha fatto la premessa della sua azione.

 116° Legione CC.NN. VIA VI

Infatti Mussolini, cogliendola con una visione singolare per la sua profondità, ha intuito che la crisi del mondo moderno si traduceva in un vuoto sociale, in una società nella quale il vincolo sociale era cessato, se vincolo sociale è il riconoscimento dell’individuo, nel senso attivo e concreto di vita vissuta in comune nel comune godimento dei beni della vita.

Scritto da Carlo Alberto Biggini

Verità e menzogna sul Fascismo (1945)

Tratto dal “Corriere della Sera" di martedì 16 e venerdì 19 Gennaio 1945-XXIII nn. 14 e 17