domenica 19 marzo 2023

PERTINI CONTRO LA NATO - «Guerra al regno della guerra, morte al regno della morte!» | POLITICA

Sandro Pertini, il Presidente partygiano contro la NATO.

C'è veramente molta ipocrisia in molti soggetti politici e istituzionali di sinistra, gli stessi a cui piace spesso citare Sandro Pertini come esempio di moralità. Gli eredi di Pertini oggi si schierano apertamente con la NATO, sostengono l’aumento delle spese militari e sono concordi nell’inviare armi in Ucraina nella guerra contro la Russia di Putin.

Il monito del Presidente più amato di sempre dagli italyani giace purtroppo inascoltato: tutto ciò che dichiarò profeticamente sui rischi dell’adesione al Patto Atlantico nella seduta del Senato del 27 marzo 1949, a pochi anni dalla conclusione della più sanguinosa guerra di sempre per l’umanità, si è purtroppo negli anni avverato. Le sue parole partigiane sono ancora oggi valide e importanti per chi, in realtà, adorava l'Unione Sovietica e la Yugoslavia di Tito, il boia delle Foibe. Non l'Italia.

Riportiamo per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 il discorso integrale del partygiano con la pipa spenta ed il tabacco bolscevico.

Guerra al regno della guerra, morte al regno della morte! no alla nato!

PERTINI: Onorevoli colleghi, dirò brevemente le ragioni per cui voteremo contro il Patto Atlantico: cercherò di riassumere in sintesi quello che è già stato detto in questa discussione ampia, profonda e serena. Noi siamo contro il Patto Atlantico, prima di tutto perché questo Patto è uno strumento di guerra. Abbiamo ascoltato con attenzione la replica del Presidente del Consiglio (De Gasperi, ndr) e speravamo che egli ci dicesse qualche cosa di nuovo, ma tre quarti del suo discorso li ha dedicati esclusivamente ad esaminare la eventualità di una nuova guerra. Quindi maggiormente adesso, dopo la sua replica, onorevole Presidente del Consiglio, noi siamo persuasi che il Patto Atlantico è uno strumento di guerra.

Basterebbe leggere i giornali. Proprio su quelli di stamane ci si comunica che mai come oggi in Inghilterra si è constatata, dopo il Patto Atlantico, una così diffusa psicosi di guerra. 

Esso è quindi uno strumento di guerra per noi, ed abbiamo il dovere, perciò, di votare contro. Ha ragione l’onesto amico Rocco di dire che, se oggi il vecchio Turati fosse qui con noi, voterebbe contro il Patto Atlantico e farebbe sentire da questa Aula ancora il suo grido pieno di passione e di angoscia: «Guerra al regno della guerra, morte al regno della morte!» 

Ma il nostro voto è ispirato anche ad un’altra ragione. Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa, scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente. Non si illudano i federalisti – mi rivolgo ai federalisti in buona fede – di poter costruire sulla Unione europea la Federazione degli Stati uniti d’Europa; essi costruiranno una Santa Alleanza in funzione antisovietica, un’associazione di nazioni, quindi, che porterà in sé le premesse di una nuova guerra e non le premesse di una pace sicura e duratura. Noi siamo contro questo Patto Atlantico dato che esso è in funzione antisovietica

Perché non dimentichiamo, infatti, come invece dimenticano i vostri padroni di oltre Oceano, quello che l’Unione Sovietica ha fatto durante l’ultima guerra. Essa è la Nazione che ha pagato il più alto prezzo di sangue. Senza il suo sforzo eroico le Potenze occidentali non sarebbero riuscite da sole a liberare l’Europa dalla dittatura nazifascista. Questo noi non lo dimentichiamo.

VOCI DA DESTRA: E viceversa.

PERTINI: No, soprattutto per lo sforzo eroico dell’Unione Sovietica: lo stesso Churchill lo ha riconosciuto. Siamo contro questo Patto Atlantico in funzione antisovietica, perché ormai ci siamo avveduti che la lotta di classe ha valicato i confini delle Nazioni per trasferirsi in modo violento ed evidente sul terreno internazionale. Vi sono da una parte le forze imperialistiche e plutocratiche, dall’altra le forze del lavoro. Allora noi prendiamo la stessa posizione che presero nel secolo scorso i liberali. Quando la Santa Alleanza cercò di stroncare la rivoluzione francese, i liberali di tutti i Paesi insorsero in difesa della Francia, perché consideravano giustamente quella rivoluzione come la loro rivoluzione. E noi socialisti sentiamo che se domani per dannata ipotesi dovesse crollare l’Unione Sovietica sotto la prepotenza della nuova Santa Alleanza, con l’Unione Sovietica crollerebbe il movimento operaio e crolleremmo noi socialisti.

Ma vi è un’altra ragione che ci induce a votare contro questo Patto Atlantico: è l’aspetto che questo Patto Atlantico ha in rapporto alla politica interna, come è già stato detto ampiamente dai colleghi di questa parte. La prima conseguenza che deriverà da questo Patto sarà una lotta più aspra – e lo sa, naturalmente, nel suo intimo l’onorevole Scelba – e più dura contro l’estrema sinistra del proletariato. Io lo so quello che voi volete dirmi: noi non ce l’abbiamo con voi socialisti: ce l’abbiamo soltanto col Partito comunista. È l’eterna storia che abbiamo sentito dire, adolescenti, nel 1919, ’20, ’21 e allora, in quell’epoca, il Partito comunista non esisteva. 

Si agitava, allora, lo spauracchio del pericolo rosso. E parecchi han creduto al pericolo rosso ed hanno assecondato il fascismo sul suo nascere: parecchi di voi, credendo a questo pericolo, aprirono la strada alla dittatura fascista; parecchi di voi si rallegrarono quando videro distrutto, per opera della squadre d’azione fasciste, tutto ciò che la classe operaia aveva costruito pazientemente in 40 anni di lotta. Parecchi di voi si rallegrarono quando videro piegata sotto la dittatura fascista la classe operaia italiana e costoro non compresero che, quando in una Nazione crolla la classe operaia, o tosto o tardi con la classe operaia, finisce per crollare la Nazione intera.

In proposito non vi devono essere esitazioni da parte di nessun socialista. Guai se qualcuno tra noi avesse in questo momento delle riserve mentali, guai se accettasse la discriminazione insidiosa quanto offensiva che ci offrono le forze della conservazione, quando affermano che il loro bersaglio sono i comunisti. Non dimenticate che le forze della reazione, con la stessa arma di cui si serviranno per colpire i comunisti, finirebbero poi per colpire noi socialisti e tutte le forze progressive del Paese!

D’altra parte – e mi avvio alla fine – oggi, in Italia, appare chiaro a tutti come le forze della reazione e della conservazione si vadano coalizzando contro le forze del lavoro. I termini della lotta di classe, che oggi appaiono in tutta la loro evidenza, erano stati offuscati in un primo tempo da quella collaborazione leale e sincera che noi abbiamo dato nei Comitati di liberazione nazionale quando eravamo al Governo. Ormai questa lotta appare in modo evidente a tutti e ne abbiamo avuto l’esempio anche qui questa sera in quest’Aula. Abbiamo visto degli uomini, che noi, sin dalla nostra adolescenza, abbiamo ammirato per il loro ingegno, abdicare al loro pensiero politico, umiliare la loro mente, mutilare la propria coscienza, dare prova di una suprema incoerenza politica e ideologica, pur di stringersi a fianco delle forze clerico-conservatrici

Cattivo esempio alla gioventù d’Italia avete dato oggi! Comunque noi dobbiamo assumere la nostra posizione. L’assumete voi con tanta decisione, perché non dovremmo fare altrettanto noi? Lo sappiamo, onorevole De Gasperi, che la nostra sarà una posizione dura e difficile; ma voi un po’ ci conoscete e sapete che noi, per il nostro temperamento, non siamo adatti per le situazioni di ordinaria amministrazione. Le posizioni pericolose ci seducono e le assumiamo con fermezza, come abbiamo fatto sotto il fascismo e contro i tedeschi. Pagheremo, se sarà necessario, ma sappiate che noi preferiremmo sempre cadere con la classe operaia piuttosto che trionfare con le forze clerico-conservatrici.

Mi consenta, onorevole Presidente, di dire ancora una parola in nome dei partigiani d’Italia – no sono autorizzato quale uno dei Presidenti onorari dell’A.N.P.I. – una parola in nome di questi partigiani, onorevole De Gasperi, che hanno veramente riscattato l’onore dell’Italia.

ZOLI: Non solo i vostri!

PERTINI: non escludo nessuno: parlo per l’A.N.P.I., onorevole Presidente del Consiglio, parlo di quei partigiani che si sono veramente battuti per l’indipendenza dell’Italia. Oggi noi abbiamo sentito gridare “Viva l’Italia” quando voi avete posto il problema dell’indipendenza della Patria. Ma non so quanti di coloro che oggi hanno alzato questo grido, sarebbero pronti domani veramente ad impugnare le armi per difendere la Patria. Molti di costoro non le hanno sapute impugnare contro i nazionalsocialisti. Le hanno impugnate invece contadini e operai, i quali si sono fatti ammazzare per l’indipendenza della Patria!

Onorevole Presidente del Consiglio, domenica scorsa a Venezia, in piazza San Marco, sono convenuti migliaia di partigiani da tutta l’Italia ed hanno manifestata precisa la loro volontà contro la guerra, contro il Patto Atlantico e per la pace. Questi partigiani hanno manifestato la loro decisione di mettersi all’avanguardia della lotta per la pace, che è già iniziata in Italia; essi sono decisi a costituire con le donne, con tutti i lavoratori una barriera umana onde la guerra non passi. 

Questi partigiani anche un’altra volontà hanno manifestato, ed è questa: saranno pronti con la stessa tenacia, con la stessa passione con cui si sono battuti contro i nazionalsocialisti, a battersi contro le forze imperialistiche straniere qualora domani queste tentassero di trasformare l’Italia in una base per le loro azioni criminali di guerra. 

Per tutte queste ragioni noi voteremo contro il Patto Atlantico. Sentiamo che votando contro questo Patto, votiamo contro la guerra e per la pace, serbando fede, in questo modo, al mandato che abbiamo ricevuto dai nostri elettori. Votando contro il Patto sentiamo di compiere onestamente il nostro dovere di rappresentanti del popolo, di socialisti e di italiani!”

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: dariopulcini.it


SCONTRI ETNICI IN VALLE CAUDINA? Qui non c'è il mare fuori... | CAUDIUM

SCONTRI ETNICI IN VALLE CAUDINA? 

Qui non c'è il mare fuori...

I duri scontri etnici che ultimamente si sono registrati in Valle Caudina, ad Airola, hanno oscurato l'immagine artefatta ed ingannevole degli Istituti Penali per i Minorenni riflessa nella serie Mare Fuori. Ricordiamo alle lettrici ed ai lettori de Lo Schiaffo 321 che gli IPM assicurano l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità giudiziaria quali la custodia cautelare o l'espiazione di pena dei minorenni autori di reato, non la carriera cinematografica. Eppure, dopo l'era Gomorra, ecco esplodere l'attenzione per questo lavoro della Rai che dipinge la vita negli istituti minorili come una favola moderna, politicamente corretta e dal messaggio ambiguo.

SCONTRI

La vita all'interno delle sbarre di Airola, invece, non è quella alla "Mare Fuori", almeno secondo la durissima nota del SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: 

Ancora un grave evento critico nel carcere di minorile di Airola. A ricostruire quanto avvenuto è Sabatino De Rosa, vicecoordinatore regionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Ieri, durante l’ora d’aria, un detenuto partenopeo provocava un detenuto marocchino tanto da innescare una vera e propria rissa in cui si sono fronteggiati tre marocchini e un italiano. Il napoletano minorenne ha avuto la peggio ed è dovuto ricorrere alle cure del sanitario d’istituto. I tre detenuti stranieri sono gli stessi che hanno partecipato all’ultimo grave disordine avvenuto nel carcere minorile ma sono ancora ad Airola. Tale episodio non ha margini di interpretazioni ma è solo un susseguirsi di questioni irrisolte tra etnie diverse”.

Il Sappe - si legge nella nota ufficiale - chiede l’immediato allontanamento dalla Valle Caudina dei detenuti coinvolti negli episodi sopra descritti, per cercare di ripristinare l’ordine e la sicurezza nell’istituto minorile airolano. Un plauso e un ringraziamento va al personale di Polizia Penitenziaria in servizio che con dignità e professionalità hanno evitato che una rissa sfociasse in una vera e propria rivolta vista la permanenza all’aria di altri ristretti.

MARE FUORI

Mentre tutte e tutti passano ore a guardare le puntate di Mare Fuori, con copioni pieni zeppi di stereotipi buonisti, ad Airola la situazione è sempre più difficile. Il rischio "rivolta" potrebbe essere dietro l'angolo, stando alle ultimi avvisaglie portate all'attenzione dalla stampa locale. Magari le teste calde vogliono emulare gli attori del momento e cercano di strappare visibilità rispetto a quel mondo ingabbiato in uno schermo.

SOGNATORI

Altri sognano il repentino trasferimento all'IPM napoletano. Il celebre scenario si trova incastonato in un paesaggio di particolare bellezza tra il verde e a picco sul mare di Napoli. Quella struttura unica e irripetibile ha ispirato la serie. Voci di corridoio sostengono che nelle prossime stagioni potrebbe esserci spazio anche per il secondo istituto della Campania, ossia quello Caudino dall'aspetto invitante per il mondo del cinema post-realista e dalle storie interessanti per le sceneggiature acchiappamipiace del futuro.

IPM CAUDINO

L'IPM Caudino, ospitato in un caratteristico antico palazzo del Settecento e collocato in pieno centro della graziosa Città di Airola, è ideale per allargare la storia. Magari il carcere minorile airolano potrebbe essere conosciuto dal pubblico nazionale per le qualità etiche. Un'immagine da difendere per l'importante Istituzione che rappresenta lo Stato. Airola in tivvù potrebbe essere visibile all'esterno, non solo per beceri episodi di cronaca nera esplosi tra le mura e dietro le sbarre, ma per dimostrare che è possibile ricostruire una speranza ai detenuti in erba. Tra l'altro, grazie alla sua posizione e ai vari progetti realizzati, in collaborazione con il Comune e altre associazioni, l’IPM airolano gode di un ottimo rapporto con il territorio della Valle Caudina ed i ragazzi reclusi hanno avuto spesso occasioni per confrontarsi con Caudium anche tramite la musica.

PROBLEMI

L'amara realtà delle carceri minorili, purtroppo, è incarnata dalla notevole difficoltà di gestione delle risorse umane impiegate su questo fronte sociale. Gli accorpamenti tra IPM e Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, ad esempio, hanno messo in evidenza le grandi carenze nel personale dell’area educativa e dell’amministrazione. A causa di diversi trasferimenti e di qualche taglio sono diminuite sensibilmente le risorse operative, dicono gli esperti in materia.
La mancanza di fondi necessari si riversa notevolmente nella quotidianità dell’istituto, sia per il personale costretto a una grande mole di lavoro, sia per i ragazzi detenuti costretti, a volte, a rinunciare ad alcune attività importanti per il reintegro nella società civile.

burdell a NAPUL

Sicuramente ci vuole più controllo ma è anche un fenomeno sociale che richiede un impegno straordinario da parte del Governo nazionale e di tutte le nostre comunità perché c’è un tema educativo che è fondamentale”. 

Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha commentato i cruenti episodi di criminalità che si sono verificati in città nel fine settimana scorso e che hanno visto protagonisti minori, i veri ispiratori della seguitissima telenovela moderna, molto gettonata proprio nei ghetti d'Italia. Molti di loro, alla fine, spesso arrivano ammanettati proprio in Valle Caudina, nel cuore di Airola

E’ una grande preoccupazione che non è solo di Napoli ma di tutte le grandi aree metropolitane – ha aggiunto Manfredi – e ne abbiamo parlato diffusamente con il ministro dell’Interno e anche con i sindaci delle altre città. Questa violenza che colpisce ragazzi, che hanno meno di 14 anni che quindi non sono neanche punibili e che sono armati con armi da taglio, è un fenomeno che ci preoccupa moltissimo”.

RIFLESSIONI 

La serie Mare Fuori non menziona Airola e la Valle Caudina. Qui non c'è o' mare, ma ci sono ben due Parchi Naturali ed una Terra, quella dell'antica Caudio, ricca di storia e con poca voglia di rilancio. Un'area interna che vive un momento difficile, anche grazie alle mediocri sceneggiate napoletane 2.0, pronte a marchiare la stragrande maggioranza dei giovani campani come schiere di reietti malavitosi, semianalfabeti e irrecuperabili. 
In tanti dall'alto osano sfruttare, paradossalmente, anche una pellicola inzuppata nella malavita di base. Un mondo degradato, ma non denigrato. Una MiniGomorra ancora una volta umanizzata e mitizzata, quindi pericolosa per le orde di giovani dai cervelli spenti, anestetizzati, deviati o peggio ancora utilizzati per cose senza nessuna prospettiva. Basta violenze. Vere.

 Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo. Immagini tratte dalla rete.


 

BUONA DOMENICA! #goliardia

BUONA DOMENICA! #goliardia

CASO FILUCCIO - Indebita percezione di plurime indennità o montatura di chiaro stampo politico? | POLITICA


CASO FILUCCIO
Indebita percezione di plurime indennità o montatura di chiaro stampo politico?

L'ex Sindaco Caudino di Cervinara, Filuccio Tangredi, si ritrova in una vera e propria bufera politica a causa della cospicua richiesta di risarcimento giunta dalla Corte dei Conti per la Campania. La CdC batte cassa per una cifra che sfiora i duecentomila euro, ma il Vicesindaco, in carica, replica senza mezzi termini alle accuse pesanti piombate in queste ore e diffuse su molti quotidiani digitali che operano su scala provinciale. Riportiamo, per dovere di cronaca e per dare lustro alla stampa libera non genuflessa, i due comunicati apparsi in rete con le dovute analisi.

Buona lettura.


L'accusa

Indebita percezione di indennità, Filuccio Tangredi dovrà risarcire più di 180mila euro a Provincia e ASI. La Corte dei Conti ha condannato l'ex sindaco di Cervinara al pagamento delle seguenti somme: euro 34.621,53, a favore della Provincia di Avellino, ed euro 147.319,05, a favore del Consorzio ASI di Avellino.

La Corte dei Conti per la Regione Campania aveva ricevuto comunicazione di un esposto segnalante l'indebita percezione di plurime indennità da parte di Tangredi Filuccio, per avere egli ricoperto contemporaneamente le cariche di sindaco di Cervinara, consigliere della Provincia di Avellino e membro del Comitato Direttivo del Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale della Provincia di Avellino. 

CORTE DEI CONTI

Le indagini hanno appurato che Tangredi aveva rivestito la carica di consigliere presso la Provincia di Avellino dal 29 giugno 2009 al 12 febbraio 2013, nonché quella di assessore e poi di sindaco del Comune di Cervinara dal 30 marzo 2010 al 22 settembre 2020 e che, in relazione a tali incarichi, aveva percepito emolumenti sia dall'ente Provincia (gettone di presenza, per complessivi euro 34.621,53, relativamente al periodo giugno 2010-febbraio 2013) che dal Comune di Cervinara (indennità di funzione). Questa doppia percezione viola la Legge ai sensi del quale “chi è eletto o nominato in organi appartenenti a diversi livelli di governo non può ricevere più di un emolumento, comunque denominato, a sua scelta”, non avendo l'odierno convenuto, nel periodo in contestazione, mai effettuata la dovuta comunicazione agli Enti interessati e la scelta dell'emolumento da percepire.
provincia di avellino

Il Procuratore regionale ha ritenuto che tali condotte fossero a titolo di dolo. A questo si era aggiunta l'indennità corrisposta in favore del Tangredi, a decorrere dal 9 maggio 2011 e sino al 2015, per avere ricoperto l'ulteriore incarico di membro del Comitato Direttivo del Consorzio ASI di Avellino, per complessivi euro 147.319,05 e che la percezione di tale indennità si poneva anch'essa in contrasto con la legge ai sensi del quale “agli amministratori di comunità montane e di unioni di comuni e comunque di forme associative di enti locali, aventi per oggetto la gestione di servizi e funzioni pubbliche, non possono essere attribuite retribuzioni, gettoni, indennità o emolumenti in qualsiasi forma siano essi percepiti” e, relazione a tale ultima funzione, Tangredi aveva omesso di comunicare agli enti interessati - cioè Provincia e Consorzio ASI - di avere contemporaneamente ricoperto plurimi incarichi e la conseguente scelta dell'emolumento che intendeva percepire. 

asi

Il Procuratore regionale riteneva quindi che tali condotte omissive e antigiuridiche fossero a titolo di dolo e che da esse fosse scaturito un pregiudizio erariale, pari all'importo dei plurimi emolumenti percepiti, ossia euro 34.621,53, per la carica di consigliere provinciale, ed euro 147.319,05, in relazione all'incarico presso l'ASI di Avellino. 

Per questi motivi, la Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania si è pronunciata condannando Tangredi Filuccio al pagamento di euro 34.621,53, a favore della Provincia di Avellino, ed euro 147.319,05, a favore del Consorzio ASI di Avellino.

La Replica

Non si è fatta attendere la legittima replica di Tangredi: "la mia vicenda farà giurisprudenza. vittima di un ricorso “amico” e irriconoscente”. L’ex Primo Cittadino di Cervinara, attuale vice del Sindaco Caterina Lengua, interviene sulla delicata vicenda che gli è costata la condanna in primo grado dalla Corte dei conti della Campania. Al centro della tarantella, oltre alle indennità ricevute in qualità di consigliere provinciale e di componente del consiglio di amministrazione del consorzio Asi di Avellino, c'è l'anonimo franco tiratore: 

«In merito all’articolo pubblicato su una testata locale tengo a precisare alcune cose che ritengo siano importanti circa la vicenda che mi riguarda. Ad Aprile del 2021 il sottoscritto ha subito un ricorso “amico” ed irriconoscente, naturalmente è anonimo solo come i vigliacchi sanno fare, scrive Tangredi».

Tutta questa montatura è stata ben architettata e naturalmente mira al discredito della mia persona ed è di chiaro stampo politico. In realtà la sentenza di primo grado della Corte dei Conti non trova alcun fondamento giuridico in quanto paragona un ente pubblico economico a regime privatistico, ad una unione dei comuni. Questa interpretazione apre un varco normativo di non poco conto, dal momento che l'indennità viene percepita in tutte le ASI d’Italia, e pertanto nell’ipotesi di una sentenza definitiva tutti gli Amministratori di ogni epoca ed in tutta Italia devono restituire le indennità.

Quindi la mia vicenda farà giurisprudenza, io proporrò appello alla sentenza nella piena convinzione delle mie ragioni e senza invincimenti penso che la verità verrà a galla. Infine mi pongo un quesito, in caso che va avanti questa sentenza folle, chi andrà più per il futuro ad amministrare Enti così importanti e di responsabilità a costo zero, conclude Filuccio Tangredi.

DIMISSIONI?

La posizione di Filuccio appare abbastanza scomoda, anche se a nostro avviso il caso potrebbe svanire in una classica bolla di sapone mediatica, incapace di fare danni o lasciare segni e cicatrici nel mondo politico. Secondo voci di corridoio, invece, dovrebbero arrivare a breve le clamorose dimissioni da ViceSindaco da parte di Tangredi, incalzato dall'avvocato Raffaella Cioffi, anch'essa consigliere comunale passata all'opposizione e molto attiva contro l'attuale Sindaco. Cioffi e Tangredi, spalla a spalla, sono pronti a scendere in campo al vertice di nuove squadre, già in preallarme visti gli ultimi sviluppi.

Consegnate le dimissioni irrevocabili, si aprirebbero subito nuovi scenari e inizierebbero a prendere forma le future coalizioni che mirano all'orrendo Municipio di storica Piazza Trescine. Le tempistiche sono e saranno lunghe. Tutto il movimento è allo stato embrionale, ma fa già trapelare le prime avvisaglie elettorali. Gli esperti profetizzano quasi sicuramente tre listoni civici e un paio di liste occulte pronte ad infiltrarsi ovunque e con chiunque. 

IUSTITIA

Noi de Lo Schiaffo 321 confidiamo nella Giustizia giusta, soprattutto perché Tangredi, in effetti, ha dato tanto per la sua Cervinara, oltre i colori politici e le appartenenze tattico-partitiche. Il lungo mandato istituzionale è stato premiato con consensi e vittorie massicce, largamente condivise dalla maggioranza del Popolo Cervinarese filo-Filuccio. Saranno gli addetti ai lavori, in ogni caso, a decretare il finale di questa vicenda, con il conseguente ed inevitabile giudizio delle masse, sia esso negativo o positivo.

Tuttavia, al momento non ci sono reazioni ufficiali alla notizia, almeno non alla luce del sole. Sono passati due giorni dal comunicato che ha aperto il "Caso Filuccio" e non si registrano prese di posizione. In caso contrario siamo lieti di ricevere risposte in merito.

DE LUCA

Queste tarantelle con la CdC sono ricorrenti per i politici. Anche il Governatore Vincenzo De Luca, ad esempio, venne condannato lo scorso febbraio dalla Corte dei Conti. Il presidente della giunta regionale della Campania in carica per danno erariale con sentenza della CdC. Dovrà pagare 59.095,47 euro a titolo di risarcimento per un distacco di quattro vigili urbani in servizio al Comune di Salerno a Napoli nell’ufficio di presidenza della Regione Campania con il compito di autisti e segretari particolari. Questo trasferimento fece crescere l’indennità di servizio pagata ai quattro vigili, stipendiati come dirigenti. La procura contabile aveva chiesto il pagamento di oltre 500 mila euro. Per De Luca si è aperto un processo contabile, nel corso del quale dovrà giustificare lo spostamento dei vigili all’interno dello staff, con tanto di indennità, che avrebbe provocato un danno erariale di oltre 400mila euro. Insomma, cifre da capogiro e lunghe attese per gli esiti definitivi.

franco tiratore

Intanto, per la gioia dei locali "nciucieri", è aperta la caccia al "franco tiratore" anti-Filuccio. Questa espressione significa, in parole povere, mandare a monte i progetti di qualcuno, approfittando dell’anonimato, senza manifestarsi apertamente. La locuzione è stata adoperata per la prima volta nel linguaggio politico in Italia nel 1951, in seguito a dissensi sorti in seno alla Democrazia Cristiana. All'epoca alcuni deputati, dovendo esprimere il loro voto a scrutinio segreto, invece di dimostrarsi a favore, come esigeva la disciplina scudocrociata della Balena Bianca, votarono contro. L’espressione, comunque, deriva dal francese franctireur che forse prende origine dal tedesco Freischutz, e sta a indicare i tiratori scelti (cecchini) che agiscono separatamente dalle truppe regolari e tendono imboscate al nemico, appostati in luoghi ben nascosti. 

SITOGRAFIA

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo. Immagini tratte dalla rete.


sabato 18 marzo 2023

FILUCCIO & FATTACCI - Du zompi de ballo (2021)

Filuccio & Fattacci - Du zompi de ballo 

Gruppo:  Filuccio & Fattacci

Brano:  Du zompi de ballo

Anno: 2021

SCONTRI NAPOLI - CDS: Non si può lasciar passare l'accaduto con un “CHI HA AVUTO, HA AVUTO….”! | politica

Non si può lasciar passare l'accaduto con un “CHI HA AVUTO, HA  AVUTO….”!

L’associazione culturale Comitati delle Due Sicilie, nata per il recupero storico, la promozione e la difesa dei territori del Mezzogiorno italiano, in riferimento ai gravi fatti di violenza - si legge nel comunicato stampa - avvenuti a Napoli, il 15 marzo 2023. L’associazione esprime rammarico ed indignazione per la gestione inadeguata e negligente degli avvenimenti.

goliardia tedesca

Sia in fase preparatoria sia di svolgimento degli stessi, da parte delle autorità titolari della funzione di coordinamento in materia di ordine e sicurezza nella città partenopea e nella nazione intera. Non si comprende, ad esempio, la motivazione per cui è stato consentito ad uno squadrone con caratteristiche paramilitari, a giudicare dalla compattezza della marcia, che aveva già dichiarato intenzioni violente, di arrivare in città e muoversi liberamente al suo interno.

goliardia retrò

Fino a giungere in Piazza del Gesù dove mettere in atto saccheggi e violenze, che hanno danneggiato anche attività economiche presenti in loco. Tali danni, opera di cittadini tedeschi e bergamaschi, devono essere risarciti, poiché hanno la caratteristica del dolo, nella speranza di provocare gli ultras azzurri e di avere la vittoria a tavolino.

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che, nella sua funzione di ufficiale governativo, ha il compito di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, nonché il signor ministro dell’interno, Matteo Piantedosi.

francoforte antina

Ministro incaricato della tutela dell’ordine, della sicurezza pubblica e del coordinamento delle Forze di polizia, chiedano spiegazioni al sindaco di Bergamo e al console tedesco, perché non può diventare uno “status quo” che stranieri (bergamaschi inclusi) vengano a Napoli considerandosi in diritto di usare violenza contro i cittadini inermi.

anni bui

La causa di tutto ciò è la costante narrazione, da parte del sistema di informazione italiano, su Napoli, per cui chiunque è convinto che la città sia in mano ad una violenta anarchia; devono capire che Napoli e i napoletani sono civili più degli altri proprio perché, a fronte di uno stato assente, si autoregolano in tutto seguendo le leggi.

Ci chiediamo se in altre città italiane si sarebbe consentita la presenza di uno squadrone formato dai cittadini di un altro paese europeo che venisse nei territori mettendo in atto una vera e propria guerriglia urbana… Non si è trattata della violenza di un singolo, ma di un vero piccolo esercito.

“NON SI PUO’ LASCIAR PASSARE L’ACCADUTO CON UN “CHI HA AVUTO, HA  AVUTO….”!

Se tali episodi dovessero ripetersi, riteniamo la sicurezza dei cittadini napoletani gravemente compromessa per la mancanza di tutela da parte delle istituzioni atte a tale scopo.

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete. Fonte: comitatiduesicilie.it


Il Libro Perduto del Dio Enki - Tavoletta Settima - Parte Prima | AUDIOLIBRO

Settima Tavoletta - Parte Prima

Zaccaria Sitchin è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. 

È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della "teoria degli antichi astronauti" come spiegazione dell'origine dell'uomo. Le speculazioni di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, vengono considerate pseudoscienza e pseudostoria dalla comunità scientifica, rifiutate da scienziati, storici e accademici.

Inoltre le teorie e i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull'archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, congiunta ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, traduzioni errate di tali testi e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.

Egli attribuisce la creazione dell'antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru nei testi Sumeri e in quelli Babilonesi Marduk, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L'esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.

giovedì 16 marzo 2023

LEGGI LO SCHIAFFO 321!


   SENZA pubblicità

MILITE IGNOTO IGNORATO, attacco dell'Unione Monarchica Italiana al Sindaco Caterina Lengua | POLITICA

I Monarchici chiedono al  Signor Sindaco del Comune di Cervinara, l'avvocato Caterina Lengua, delle spiegazioni sul silenzio istituzionale dopo la richiesta di intitolare una strada al Milite Ignoto. Istanza letteralmente ignorata.

Riportiamo per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 321 la nota trasmessa dall'Avvocato Caudino Augusto Genovese, vicesegretario nazionale dell'Unione Monarchica Italiana filo Famiglia Savoia e affini. Una dichiarazione abbastanza diretta per una legittima richiesta. Genovese fa riferimento ad una missiva digitale, protocollata con il numero 10555. del 2 novembre 2021, alla quale l'esponente della federazione monarchica non ha mai avuto alcun riscontro. 

Ecco i tre punti chiave contestati alle Istituzioni Caudine che non hanno mosso un dito per il Milite che incarna lo spirito dei militari Italiani morti o dispersi durante la prima Guerra mondiale sotto il Regio Esercito del Regno:

  1. i comuni italiani che hanno conferito la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, ad oggi, sono 4.626 (fonte: www.movm.it/cittadinanze-onorarie-conferite/), tra i quali ci sono molti comuni della Valle Caudina tra cui: Comune di Rotondi (AV), Comune di Montesarchio (BN), Comune di San Martino Valle Caudina (AV), Comune di Bucciano (BN) e Sant’Agata dè Goti (BN);
  2. i comuni italiani che hanno negato la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto sono stati solo ed esclusivamente due e sono: il Comune di Crema (CR) e il Comune di Pianella (PE);
  3. in merito alle strade intitolate non esiste un censimento dei Comuni.

La richiesta dell'UMI ad oggi è rimasta inevasa e quindi il Comune che la Lengua rappresenta può tranquillamente essere inserito, secondo le Camice Blu, tra quelli che hanno negato sia l’intitolazione di una strada e/o sia il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto

L'Unione Monarchica Italiana chiede, in una nota datata 13 marzo 2023, con un pizzico di sarcasmo alla Prima Cittadina di Cervinara: 

È possibile sapere la motivazione di tale silenzio diniego. La ringrazio - conclude Genovese - per l’attenzione e le porgo, distinti saluti.

RIFLESSIONI

Nessuno mette in dubbio la buonafede di entrambe le fazioni. I Monarchici ed i Democratici che si punzecchiano su questioni molto delicate, in ogni caso, catturano l'attenzione delle piazze politiche Caudine. Tra battute, illazioni, trame variopinte ed illusioni marmoree, spicca il disinteresse delle masse, sempre più insofferenti verso il futuro di una Valle spaccata ed incapace di voltare pagina.

L'attacco del Vicesegretario Nazionale dell’Unione Monarchica Italiana è diretto non solo a Lengua, ma anche agli altri Comuni Caudini che non hanno intrapreso la strada del ricordo. Il Centenario dell'evento, 1921-2021, non venne preso in considerazione da altre realtà della Nuova Caudium. 

Perché l'Unione dei Comuni Caudini non interviene per mettere equilibrio in un aspetto della società molto importante per difendere e tramandare le tradizioni popolari ed etiche di una Terra martoriata dalla malapolitica, dalla superficialità e dalla diffidenza verso il prossimo?

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