17.5.1920 - 5.10.1943
In ricordo di Norma Cossetto, giovane italiana torturata, stuprata e infoibata dai comunisti titini sul confine orientale.
17.5.1920 - 5.10.1943
In ricordo di Norma Cossetto, giovane italiana torturata, stuprata e infoibata dai comunisti titini sul confine orientale.
Artista: Massimo Morsello
Brano: Ti ricorderò (dedicata a Nanni de Angelis)
Anno: 1981
"La mia priorità adesso è il tema energetico", ha affermato l'Onorevole Giorgia Meloni ai cronisti che le chiedevano del prossimo governo - si legge su Adnkronos - dopo una riunione negli uffici del gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia, "Ho già risposto sulla questione governo, non c'è da dire niente. Mi sto occupando delle bollette, delle emergenze". Punto.
Mentre il nuovo Governo di Destra/Centro si sta mobilitando per salvare il salvabile in Irpinia i commercianti ad Avellino, domani scenderanno in piazza, davanti la Chiesa di San Ciro, per il primo incontro in vista del caldo autunno.
“Aiutateci, abbiamo la guerra in casa, muoviamoci prima che sia troppo tardi”. Alla riunione di domani ci saranno anche i panettieri. “Senza bandiere, non siamo contro qualcuno – ci tiene a precisare Carmine Gaeta, l’anima di questa mobilitazione. abbiamo raccolto adesioni anche da Ariano, Solofra e Serino. Nella zona di viale Italia è un coro unanime di disperazione quello che si alza dalla voce degli esercenti. “Questi aumenti ci stanno strangolando, ci rimettiamo sicuramente di più a rimanere aperti ecco perché stiamo valutando anche una serrata di massa. saranno decise le azioni da intraprendere nei prossimi giorni per protestare contro i rincari delle utenze. Le passerelle non ci servono, siamo pronti a bloccare Avellino e non solo, vogliamo delle risposte subito”.
In Valle Caudina, invece, non si intravedono movimenti a difesa dei commercianti Caudini, né tantomeno l'Unione dei Comuni Caudini può rappresentare un valido punto riferimento in vista di una situazione difficile che sta bussando alle porte. In alcune città hanno dato alle fiamme, simbolicamente, le maledette bollette cartacee arrivate alle stelle.
Serve un'unità Nazionale per superare questa impennata dei costi della vita quotidiana, causata dalla speculazione spietata della finanza internazionale capace di colpire le tasche di tutti, senza distinzione e senza pietà. Un contesto geopolitico molto articolato e pronto a mutare in base alle tendenze del momento. Un'ondata, un fiume in piena, capace di stravolgere l'ossatura economica della nostra Patria.
Occorre riflettere e studiare per dar vita ad un percorso politico utile per arrivare ad un'indipendenza energetica nazionale. Prima, però, ci sono le bollette da tagliare e la Sovranità da riscoprire...
Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo
5/10 Mundus Patet
Questa era la seconda delle tre feste dedicate agli Dei inferi. Nel Comitium (accanto al Foro Romano) c'era un'apertura, una sorta di fossa detta mundus, che si credeva mettesse in comunicazione il mondo dei vivi con il mondo dei morti. Tale fossa aveva forma rotonda atta a ricordare l'utero terreno, ma anche la volta celeste, e veniva aperta tre volte l'anno (il 24 agosto, il 5 ottobre e l'8 novembre). Infatti la frase "mundus patet" significa "la terra è aperta". Mundus fa anche riferimento alla purificazione, tanto che in italiano abbiamo il verbo "mondare".
In questo giorno i Mani uscivano dal regno infero e giravano liberamente tra i vivi, perciò ogni attività ufficiale era caldamente sconsigliata, quando non proibita.
P.s.: siamo al 5 ottobre e questa è già la terza celebrazione che riguarda il mondo infero. Si noti che l'intero mese di ottobre è costellato da ricorrenze simili, in special modo gli ultimi tre giorni.
Lo dico per coloro che a fine mese ci assilleranno con la solita tiritera "non fà parteh delle nostre tradizzioniii!!! E per chi sta per uscirsene con "ma che c'entrano queste ricorrenze funebri con la pagliacciata Halloween?": state tranquilli, più avanti vi racconterò anche delle zucche intagliate e dei bambini mascherati da fantasmi che esistevano in Italia molti decenni prima che i film americani sbarcassero qui da noi. A questo proposito, sul numero di ottobre di Luna Nuova Magazine trovate tantissimi articoli dedicati proprio a tali argomenti. Ecco dove scaricarla: www.lunanuovamagazine.it
Immagine: mosaico delle Terme di Diocleziano, Roma
tratto da: https://www.calendariopagano.it/
Salito alla ribalta delle cronache nazionali alla fine degli anni Ottanta e ben presto tornato nel limbo delle storie “non notiziabili”, il caso dell’ACNA di Cengio è una vicenda emblematica non solo dell’Italia del boom economico, bensì dell’intero processo di industrializzazione del Paese.
Strutturato sull’alternanza tra la narrazione in prima persona dei protagonisti e il materiale d’archivio raccolto dai valligiani a battaglia vinta, il documentario si presenta come una sorta di viaggio nella memoria e nella geografia dei luoghi e delle persone testimoni degli eventi, alla scoperta della realtà presente e passata, della Valle Bormida, dei suoi paesi, della sua gente e della sua storia. (valle Bormida pulita)
Il Comunicato della Procura della Repubblica di Benevento lascia la Sanità campana a bocca aperta: arrestato l'ex primario di ortopedia del Fatebenefratelli!
Dopo il fermo del soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento arrivano i domiciliari il dottore A.P., 68enne direttore del reparto di Ortopedia del Fatebenefratelli. L'inchiesta pone l'accento sull’acquisto irregolare delle protesi che vengono impiantate poi nei pazienti. Il provvedimento cautelare riporta la Malasanità locale sulle colonne digitali della stampa Caudina e non:
A seguito di indagini - si legge nella nota diffusa - coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, nella mattinata odierna, militari della Guardia di Finanza dei Comandi Provinciali di Napoli e Benevento hanno dato esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari e ad un sequestro preventivo di beni mobili e immobili fino alla concorrenza del valore di € 576.486,25 nei confronti di un medico napoletano per i reati di corruzione (319 c.p.) ed emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 D.lgs. 74/00. I provvedimenti cautelari sono stati adottati all’esito di un’articolata attività d’indagine, coordinata dalla Procura Sannita ed alimentata dalla sinergia investigativa dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e Benevento, che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine alla sussistenza di un ben collaudato sistema corruttivo, attraverso il quale il medico coinvolto, all’epoca dei fatti primario del reparto di Ortopedia dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, in accordo con i due referenti di zona di aziende fornitrici di materiali chirurgici, riceveva sistematicamente da questi denaro e altre utilità, per compiere atti contrari ai doveri di ufficio consistiti nell’acquistare, per gli interventi da lui programmati ed eseguiti tra il 2014 e il 2019, protesi ortopediche realizzate, commercializzate o distribuite dalle ditte riconducibili ai privati corruttori ai quali, in cambio, veniva garantita la fornitura quasi esclusiva delle protesi ortopediche e dei dispositivi medici presso l’Ospedale “Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli” di Benevento.
L’attività investigativa della Guardia di Finanza, articolatasi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, perquisizioni presso il domicilio degli indagati e le sedi delle società coinvolte, escussione di persone informate sui fatti, acquisizione ed analisi di documentazione contabile, bancaria ed amministrativa, ha consentito di ricostruire le dazioni e le utilità illecitamente ricevute dal medico, consistenti in erogazioni, con cadenza mensile, per complessivi € 315.000,00, giustificate artatamente con lettere di incarico per consulenze e formazione fittizie in realtà mai prestate né prestabili dal medico; dazioni mensili per complessivi € 185.779,00 pari all’8% del valore delle protesi vendute; lavori di ristrutturazione di un immobile sito in Maiori (SA) per € 72.712,00; uso di uno scooter e di un’autovettura.
Di particolare rilievo per le investigazioni è stato il rinvenimento di una vera e propria contabilità personale parallela tenuta dal primario ove erano registrati i proventi dell’attività lecita svolta presso l’Ospedale, nonché di quella derivante dallo svolgimento di visite private, ma anche di quella illecita percepita in nero ovvero di quella, sempre di natura illecita, provento di elargizioni.
Il medico invero teneva un accurato conteggio sia delle somme in entrata che in uscita, operazioni che trovavano plastica corrispondenza nei manoscritti reperiti presso uno dei soggetti corruttori, ove si evidenziavano le plurime dazioni di denaro, peraltro formalmente giustificate con contabilità artatamente confezionata. È stato riscontrato, altresì, sempre a livello di gravi indizi, che per giustificare e contabilizzare l’imponente flusso di denaro che confluiva annualmente dai conti della società verso quelli del sanitario, era stato escogitato il ricorso ad apparenti incarichi professionali, conferiti al medico per consulenze e corsi di formazione, documentati con fatture per operazioni inesistenti.
Significativi sono stati, inoltre, i messaggi scambiati tra il medico e uno degli indagati per commentare l’andamento dei propri affari illeciti. In esecuzione dei provvedimenti cautelari personali e reali emessi, la Gdf partenopea e sannita hanno proceduto anche ad apporre il vincolo del sequestro, oltre che sulle disponibilità finanziarie rinvenute, anche sul bene immobile sito in Maiori (SA) oggetto delle illecite utilità percepite sino a concorrenza di € 576.486,25.
I provvedimenti oggi eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari delle stesse sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
MALASANITà
Il sistema sanitario campano è storicamente caratterizzato dal malaffare e dal clientelismo politico. Le truffe, infatti, costano approssimativamente decine di miliardi all’anno. Purtroppo, gli ospedali subiscono vere e proprie lottizzazioni politiche con l’annesso corollario di nomine fiduciarie e appalti pilotati dalla classe dirigenziale.
L'ombra del voto di scambio e della speculazione finanziaria, a danno del pubblico e dei pazienti, è ovunque. Un errore palese resta il reclutamento di professionisti della salute, fatto per conoscenze e per favoritismi, piazzati qua e là dove c’è necessità di coprire una carenza organica. Una situazione che il Covid non ha stravolto, anzi.
Nonostante l'impegno, spesso solo di facciata, dei soliti "onorevolicchio/a" di turno, appare evidente la trasformazione quotidiana di diritti in privilegi e di servizi in concessioni sanitarie. Stilare una lista degli scandali è impossibile. Secondo gli inquirenti la Malasanità 2.0 continua ad alimentarsi con l'intramontabile pizzo di settore, abbinato ai classici appalti fraudolenti e al florido mercato nero, rigorosamente sottobanco.
Quante sono le turbative d’asta a favore d’aziende a gestione familiare per l’acquisto d’apparecchiature a prezzi esorbitanti, come in questo caso?
Nella sanità pubblica, al più presto, c'è bisogno di un piano nazionale operativo per tutelare il lavoro per medici, infermieri, ostetriche, dentisti, anestesisti ed operatori socio sanitari. Non servono ulteriori tagli. La linfa vitale per la Sanità a peso d'oro è il collasso radicale di quella regionale. Il blocco delle assunzioni, le facoltà di medicina a numero chiuso e le tarantelle dei concorsi fantozziani, ahinoi, alla fine si rivelano fattori capaci di incidere negativamente sulle prestazioni professionali e assistenziali dei vari operatori in divisa o camice.
Sulla questione 118, specialmente vista l'ultima tragedia consumata in Valle Caudina, cresce l'insoddisfazione verso la gestione etica della somministrazione comunitaria del servizio, spesso vitale per le cittadine ed i cittadini. Un quarantenne all'improvviso ha perso la vita durante il trasporto, senza il medico convenzionato sull'ambulanza. Questa è l'amara realtà. Con i "se" e con i "forse" non si salvano le vite. Con i "ma" ed i "però" si rischia grosso, soprattutto sulla pelle del prossimo.
centodiciocchio
Pochi medici per l'utenza, nonostante i pomposi proclami estivi del neodirettore generale dell'Asl Avellino che a chiacchiere aveva già consegnato questa "coperta corta delle Ambulanze medicalizzate" nell'armadio del passato per i quattro comuni Caudini della Provincia di Avellino. Dal primo di Ottobre è ritornata l'emergenza 118, non solo da queste parti, ma anche in molte aree dislocate su tutto il territorio nazionale.
Le domande frequenti sono le stesse da Nord a Sud, oltre il tipico dialetto o il velato accento regionale: In base alle leggi in vigore nel caso del primo soccorso a bordo non ci deve essere obbligatoriamente un medico? Bastano l’autista e almeno due soccorritori preparati a prestare una prima assistenza alla malata o al malato sul luogo da cui è stata ricevuta la richiesta di intervento? Solo le ambulanze di soccorso avanzato e/o di rianimazione prevedono la presenza di un medico a bordo in possesso di determinate specializzazioni?
Fino a quando "alcuni turni" resteranno scoperti a Cervinara, Rotondi, San Martino e Roccabascerana? Qual è l'alternativa a questa situazione, alquanto grottesca? Chi deve garantire il diritto alla Salute per quel che resta del Popolo Italiano?
Da parte nostra, infine, invitiamo la popolazione ad affidarsi a qualche Santo o Santa in vena di miracoli. In alternativa ci sono gli Dei dell'Olimpo e/o le divinità Indù.
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"Lettere dall'Ignoto" sono una raccolta di scritti anonimi inediti (in aderenza all'etica tradizionale dell'impersonalità), critici della modernità nichilista padrona del nostro tempo.
tratto da Vyāsa Audioletture
Vyāsa Audioletture è un canale dedicato alle letture della Tradizione.
"La civiltà moderna appare nella storia come una vera e propria anomalia: fra tutte quelle che conosciamo essa è la sola che si sia sviluppata in un senso puramente materiale, la sola altresì che non si fondi su alcun principio d'ordine superiore. Tale sviluppo materiale, che prosegue ormai da parecchi secoli e va accelerandosi sempre più, è stato accompagnato da un regresso intellettuale che esso è del tutto incapace di compensare. Intendiamo qui, beninteso, parlare della vera e pura intellettualità, che si potrebbe anche chiamare spiritualità." di René Guénon - La riforma della mentalità moderna.
"...è in corso nell'intero pianeta un'aggressione globale allo Stato-nazione, che i media tentano di mascherare come operazioni di pace, sotto forma di sistemi vassalli neocoloniali di caste politiche, esponenti della cultura accademica organici al sistema, intellettuali, poteri esecutivi degli Stati, tutti asserviti alla plutocrazia globale. Imperversa una guerra totale, combattuta con i più sottili artifizi, che giunge alla liquidazione delle élites culturali e politiche indipendenti, che potrebbero riuscire a respingere le suggestioni sistematiche dei media. Si giunge così all'imposizione di una monocultura tirannica. Si finanziano le economie nazionali per poterle più agevolmente mondializzare e le si obbliga all'indebitamento, come ulteriore mezzo di assoggettamento, e si usano le privatizzazioni come mezzo per far perdere il controllo sulle aziende strategiche nazionali..."
L’Autore parte da un accenno alle realtà nascoste nelle vicende politiche e sociali che ne restano influenzate. Nel secondo capitolo spiega la truffa del “signoraggio” che viene accettata dai Governi un po’ per timore un po’ per interesse, cedendo la sovranità monetaria alla Banca Centrale (privata) che stampa la moneta e la cede al Governo in cambio di titoli di Stato i quali non vengono mai pagati, ma si pagano gli interessi che costituiscono il cosiddetto “Debito Pubblico”. Anche questi non si riusciranno mai a pagare, perché non si riesce ad estinguere il cosiddetto “debito”: interessi che si sommano ad interessi. Una fonte di smisurato arricchimento legalizzato, strabocchevolmente lucrosa, in mano a poche famiglie di grossi magnati della finanza, che da oltre tre secoli hanno cominciato a indebitare i governi, in mezzo mondo, attraverso enormi vere e proprie truffe legalizzate. Quei pochi che hanno avuto il coraggio di cominciare a intaccare questo potere ci hanno rimesso la vita.
Nel secondo capitolo Pellicano accenna anche una breve storia del formarsi di una casta di banchieri di affari di “alta finanza” attraverso il commercio di contrabbando, droga, schiavismo, tentato monopolio dell’energia, controllo delle Banche Centrali, produzioni di guerra e interessi sui pagamenti, ecc. Ma le conquiste materiali, ottenute con la prepotenza, non bastavano per un popolo che ambiva a ottenere anche una certa supremazia morale. Emilio Gentile ci aiuta a capire con il suo libro, La democrazia di Dio. La religione americana nell’era dell’impero e del terrore. [1]
Egli ci spiega quanto sia diffusa e condivisa tra gli statunitensi una certa ”pseudocultura”, una Weltashauung, una particolare visione del mondo, in virtù della quale i più bigotti yankees sono rimasti superstiziosamente persuasi che il loro popolo abbia instaurato un rapporto speciale con il Creatore dell’universo, risoltosi con l’assegnazione agli USA di «un ruolo missionario» inteso «come modello di redenzione per l’umanità». Una tradizione fanatica ed esaltata tipicamente americana, molto funzionale, perciò, all’imperialismo plutocratico statunitense [2]. Un fondamentalismo a sfondo religioso, opportuno per portare gli yankee, guidati, in un primo tempo, dai WASP (White Anglo Saxon Protestants) [3] a una specie di fanatica “guerra santa” onde asservire gli altri popoli che si dovrebbero “evangelizzare”. Da ciò deriva l’ipocritamente sfacciato motto rooseveltiano: «To evangelize the World».
“Evangelizzazione” che continua ancora oggi. Edoardo L. Jones, eminente storico militare e corrispondente di guerra americano, ci spiega come avveniva questa evangelizzazione, testimoniando concretamente:
«Noi americani abbiamo la pericolosa tendenza nel nostro atteggiamento verso le altre Nazioni di adottare una posa di superiorità morale. Ci consideriamo più nobili e decenti di altri popoli e quindi in posizione migliore per decidere che cosa è bene e che cosa è male nel mondo. Ma quale tipo di guerra la nostra popolazione civilizzata immagina che abbiamo combattuto? Abbiamo fucilato prigionieri a sangue freddo, bombardato ospedali, sparato su marinai di navi silurate, ucciso o maltrattato civili nemici, dato il colpo di grazia ai feriti, seppellito i moribondi in fosse comuni insieme ai morti, e nel Pacifico abbiamo perfino fatto commercio di teschi e ossa di giapponesi. Abbiamo inventato i bombardamenti a tappeto e sganciato bombe atomiche su due città indifese, stabilendo così un primato mondiale di massacro di massa. Ho chiesto ad alcuni dei nostri soldati perché, per esempio, hanno regolato i loro lanciafiamme in modo che i nemici morissero lentamente e dolorosamente, invece di ucciderli quasi istantaneamente.. E perché essi odiavano così tanto il nemico?... No. Solo perché essi odiavano la guerra. Forse per la stessa ragione le nostre truppe hanno mutilato i corpi dei nemici, tagliato loro le orecchie e strappato i loro denti d’oro da portare via come souvenir, tagliato loro i testicoli mettendoglieli in bocca, ma tali flagranti violazioni di tutti i codici morali possono essere studiate nel campo della psicopatia.» [4]
Fin dal 1845 Giovanni O’Sullivan aveva impostato la sua sedicente “dottrina”, pretenziosa e apodittica, la cosiddetta “Dottrina del Manifest Destiny”, che pretende indottrinare il popolo yankee circa la mitologica missione degli Stati Uniti «di ampliare il continente assegnatoci dalla Provvidenza per la crescita delle nostre moltitudini, che ogni anno si moltiplicano». Questo dogma fuori da ogni logica, ha trovato acriticamente e supinamente negli States innumerevoli fanatici e faziosi sostenitori.
Si affanna a darci una qualche spiegazione la sociologa americana Roberta Coles rilevando che la tradizione americana del “destino manifesto” deriverebbe da… “miti originari della religione americana”: il mito della “nazione moralmente superiore perché scelta da Dio, col dovere di redimere il continente e forse il mondo”, mito valido come rassicurazione per gli scrupoli e gli eventuali dubbi quaccheri di qualche pio e ipervirtuoso pacifista. Per Giuseppe Strong, preminente imperialista americano, il “Manifest Destiny” possedeva una destinazione “geopolitica”(sic!): la creazione di un impero mondiale.
La continuità delle mire belliche espansioniste americane fin dall'epoca della Dottrina del Manifest Destiny è stata la caratteristica dominante della politica estera, nella quale sono confluite altre tre componenti della “dottrina” espansionista americana:
I - la Dottrina del Manifest Destiny: la componente teologica (la conquista, preordinata da Dio e dalla Provvidenza, al fine di compiere il volere dell'Onnipotente) (sic!);
II - la conquista al fine di instaurare la democrazia (in concreto, però, in regime plutocratico, serve per instaurare la democrazia come strumento di asservimento inavvertito dei popoli);
III - la Dottrina Monroe (estesa allo spazio vitale): la componente geopolitica;
IV - la Dottrina della Open Door (Porta Aperta): la componente economica.
Alla fine dell’800 i fondamenti della cosiddetta “dottrina geopolitica” americana vennero formulati da Federico Jackson Turner, da Bruco Adams e dall'ammiraglio Alfredo T. Mahan; una profonda convinzione espansionista per le successive generazioni di americani. La sua realizzazione fu avviata da Teodoro Roosevelt, continuata in seguito da Tommaso Woodrow Wilson e portata a conseguenze nefaste dall’ineffabile Franchino D. Roosevelt, “to evangelize the world”.
Nel secondo capitolo l’Autore riporta sinteticamente certe razzie di ricchezze materiali, (la cosiddetta Guerra del Petrolio), ma anche razzie e commercio di persone ridotte in schiavitù e così possiamo apprendere che la schiavitù fu adottata perfino dagli Inglesi nei riguardi degli Irlandesi ribelli alle loro inaccettabili imposizioni di abbandonare le proprie terre ancestrali per emigrare in posti inospitali e improduttivi dell’Irlanda.
tratto da: Controstoria Futura
fonte: I.S.S.E.S. - Istituto di Studi Storici Economici e Sociali Napoli
parte: prima
note:
[1] Emilio Gentile, La democrazia di Dio. La religione nell’era dell’impero e del terrore, Laterza, Roma-Bari, 2006. Cfr. anche il fondamentalismo religioso di matrice evangelical negli Usa nel libro: Gli eletti di Dio. Lo spirito religioso dell’America, di Marco Nese, dove ha descritto in quale maniera la sindrome elettiva dei puritani non tenda per nulla ad una democrazia sociale, quanto invece ad una “repubblica teocratica” su base oligarchica, strumento diretto di una ristretta minoranza di fondamentalisti, che si spacciano come possessori di un mandato universale, del quale assicurano che si tratta della diretta volontà del Geova biblico. Quella che normalmente si direbbe una patologia da alienati è divenuta la giustificazione di un gigantesco potere che avanza pretese di universalità, e che ottiene incredibili riscontri di assuefazione e persino di condivisione, attraverso lo strumento della minaccia e dell’intimidazione, oppure dei beni materiali diffusi, col miraggio dei quali si registra l’ammorbidimento dell’opinione pubblica internazionale.
[2]Si possono trovare conferme nel libro di Sergio Romano, Il rischio americano. L’America imperiale, l’Europa irrilevante, Longanesi, Milano, 2003, p. 17 e ss.
[3] WASP, il gruppo etnico dominante fino a cinquant’anni fa negli Stati Uniti. Una concezione tracotantemente razzista, che ha dovuto piegarsi, però, all’intromissione di molto facoltosi ebrei. Un pervadente fondamentalismo trovava e trova i suoi riferimenti in tanti incitamenti della Bibbia - testo sacro, nella propria traduzione, anche per tutti i Wasp.
[4] E. L. Jones, corrispondente di guerra per il mensile nordamericano “Atlantic Monthly” (nell’articolo “One War is Enough”: numero di febbraio 1946). Ma la “psicopatia” non era limitata al rango di soldato, lo stesso generale Marco Clark, Ike Eisenhower erano soggetti da studiare per psicopatia. Lo spietato generale Giorgio Patton, che il 9 luglio 1943, prima dello sbarco a Gela: «Kill, kill and kill some,…» incitava ad assassinare gli avversari che avessero opposto una resistenza troppo decisa, anche se poi si fossero arresi: «… se si arrendono quando tu sei a due-trecento metri da loro, non badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano, nessun prigioniero! È finito il momento di giocare, è ora di uccidere! Io voglio una divisione di assassini, perché gli assassini sono immortali!».
RISPOSTA: Certo che il progresso è inarrestabile ed è parte intrinseca dell’umanità. Ma non per questo lasciamo che le cose avvengano come se vivessimo in una giungla e senza un minimo d’attenzione. Non per questo buttiamo via con tanta disinvoltura il nostro patrimonio storico.Immagina se un tale approccio così passivamente darwinista venisse applicato a qualsiasi altro ambito della vita e della natura.Lo sosterresti anche se si parlasse di emissioni di anidride carbonica? Perché anche quelle sono frutto del progresso, e qualsiasi limite imposto a fabbriche, automobili e imprese sarebbe un’intrusione artificiale, un «bastone tra le ruote» e un’imposizione.Lasceresti estinguere una tribù della Amazzonia senza batter ciglio «perché tanto questo è sempre avvenuto»?Restaureresti una chiesa dell’anno 1000 d.C. nello stile di un aeroporto, o il Colosseo nello stile dello Juventus Stadium, perché ciò sarebbe più efficiente, economico, pratico e infinitamente più facile da far coincidere con le norme anti-incendio e le regole di accessibilità contemporanee?Saresti contento se un ecomostro prefabbricato di venti piani venisse costruito sulla costa al posto di alcune case d’epoca semi abbandonate nel nome del progresso, della praticità e dell’apertura ai turisti? Liquideresti ogni obiezione sulla base che «se non fosse così vivremmo ancora nelle caverne»?E sul tema linguistico, davvero non fa nulla se lingue come il gaelico, il gallese e il basco muoiono o perdono completamente la loro fisionomia «perché tanto le lingue muoiono da sempre»?E allora perché per la lingua italiana sì?
Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle de "Lo Schiaffo 321". Immagini tratte dalla rete.
Fonte: https://campagnapersalvarelitaliano.com/favole-itanglomani/
Artista: Laura Pausini
Brano: La solitudine.
Anno: 1993