domenica 18 aprile 2021

ERNESTO CHE GUEVARA Cosa deve essere un giovane tovarišč (1962)


CHE GUEVARA – I GIOVANI

Per questo l’Unione dei Giovani Socialisti innalza i suoi simboli, che sono gli stessi simboli di tutto il popolo di Cuba: lo studio, il lavoro e il fucile. 

L’UGS deve definirsi con una sola parola: avanguardia. Voi, camaradas, dovete essere l’avanguardia di tutti i movimenti. I primi nei sacrifici che la Rivoluzione richiede, di qualunque tipo essi siano. I primi nel lavoro. I primi nello studio. I primi nella difesa del paese. Se non c’è l’organizzazione, le idee, dopo il primo impulso, vanno perdendo efficacia, cadono nella routine, nel conformismo e finiscono per essere semplici ricordi. […]


sono cadute nell’oblio per la mancanza del necessario apparato organizzativo per sostenerle e portarle a buon fine. […]

Appartenere all’Unione dei Giovani Socialisti deve essere il più alto onore di un giovane della società nuova. Lo studio a tutti i livelli è anche oggi un compito della gioventù. Questo compito è simile a quello dell’alfabetizzazione. È un compito di sacrificio che si svolge allegramente. Ma la gioventù deve creare. Una gioventù che non crea è veramente un’anomalia. 

Quando si osserva una Brigata di Lavoro Volontario e si suppone che vi siano dei Giovani Socialisti, in molti casi non ve ne sono. Non ce n’è uno. Il dirigente doveva andare a una riunione, l’altro era malato, l’altro non era informato. Il risultato è che l’azione fondamentale, l’azione di avanguardia del popolo, l’azione di esempio vivente che smuove e porta avanti tutti – come hanno fatto i giovani di Playa Giron – non si ripete nel lavoro. La serietà che deve avere la gioventù di oggi per affrontare i grandi impegni – di cui il maggiore è la costruzione della società socialista – non si riflette nel lavoro concreto. (p. 33)

Com’è possibile che voi, che già oggi avete questo nome, disdegnate il lavoro? Qui c’è una mancanza. Una mancanza nell’organizzazione, nella classificazione, nel lavoro. 


Ma noi dobbiamo difendere la nostra Rivoluzione, ed è quello che facciamo tutti i giorni. E per poterla difendere bisogna costruirla, fortificarla con quel lavoro che oggi non piace alla gioventù, o che perlomeno è da essa considerato come l’ultimo dei suoi doveri, perché conserva ancora la mentalità antica, la mentalità del mondo capitalista, e cioè che il lavoro è sì un dovere, una necessità: ma un dovere e una necessità tristi. Oggi al ministero si è tenuta un’assemblea per discutere l’emulazione. […] Il regolamento e la forma sono necessari per poter poi paragonare il lavoro svolto dalla gente entusiasta che si sta emulando. 

Quando due operai, ognuno su una macchina, si emulano a vicenda per costruire di più, dopo un certo tempo cominciano a sentire la necessità di qualche regolamento per determinare quale dei due produce di più con la sua macchina, la quantità del prodotto, le ore di lavoro, il modo in cui ognuno lascia la macchina, in cui ne tiene cura… molte cose. (pp. 35-36)



Il regolamento dovrebbe essere la conseguenza dell’emulazione – che vuole essere attuata in modo anarchico ma entusiasta, straripante – per tutti i centri di lavoro di Cuba. In quel caso la necessità di regolare l’emulazione sorgerebbe automaticamente. (p. 36)

Senza il lavoro extra che crea più eccedenze per nuove fabbriche, per nuove installazioni sociali, il paese non avanza. Io credo che la prima cosa che deve contraddistinguere un giovane socialista sia l’onore che prova a esserlo. […] Insieme a questo, un grande senso del dovere verso la società che stiamo costruendo, verso i nostri simili come esseri umani e vergo tutti gli uomini del mondo. (p. 37)

Oltre a questo, una grande sensibilità di fronte a tutti i problemi, una grande sensibilità di fronte all’ingiustizia, spirito anticonformista ogni volta che sorga qualcosa che non va, chiunque lo abbia detto. Approfondire tutto ciò che non si capisce. Discutere e chiedere chiarimenti di ciò che non è chiaro. Dichiarare la guerra al formalismo, a tutti i tipi di formalismo. (pp. 37-38)


Il giovane camarada deve proporsi di essere il primo in tutto, lottare per essere il primo, e sentirsi infastidito quando in qualcosa occupa un altro posto, lottare per migliorare, per essere il primo, ma essere fra i primi, nel gruppo di avanguardia sì. 

Essere un esempio vivente, essere lo specchio dove si guardano i camaradas che non appartengono alla Gioventù Socialista, essere l’esempio cui possano guardare gli uomini e le donne di età più avanzata che hanno perduto la fede nella vita e che di fronte allo stimolo dell’esempio reagiscono sempre bene. Questo è un altro compito dei Giovani Tovarišč.


Poi un grande spirito di sacrificio, uno spirito di sacrificio non solo nelle giornate eroiche, ma per ogni momento. Sacrificarsi per aiutare il camarada nei piccoli compiti affinché possa svolgere il suo lavoro, affinché possa compiere il suo dovere nella scuola, nello studio, affinché possa migliorarsi in qualsiasi modo. Stare sempre attento a tutta la massa umana che lo circonda. (p. 38)

In sostanza si impone al giovane socialista di essere essenzialmente umano, essere tanto umano da accostarsi meglio dell’uomo; purificare il meglio dell’uomo per mezzo del lavoro, dello studio, dell’esercizio continuo della solidarietà con il popolo e con tutti i popoli del mondo; 


sviluppare al massimo la sensibilità fino a sentire l’angoscia ogni volta che in qualsiasi angolo del mondo viene assassinato un uomo e fino a sentirsi entusiasta ogni volta che in qualsiasi angolo del mondo si innalza una nuova bandiera di libertà. (pp. 38-39)

Il giovane tovarišč non può sentirsi limitato dalle frontiere di un territorio: il giovane tovarišč deve praticare l’internazionalismo proletario e sentirlo come cosa propria. […] 

contro il colonialismo, contro il neocolonialismo, contro l’imperialismo, contro tutte le forme di oppressione dei sistemi ingiusti. […]

Questo è ciò che noi pensiamo debba essere un giovane socialista. 




ERNESTO CHE GUEVARA – I GIOVANI

BALDINI E CASTOLDI – Collana I SALDI/TASCABILI n. 59 – 1996

DISCORSO INAUGURALE DEL I CONGRESSO LATINOAMERICANO DELLA GIOVENTÙ 

Nessun commento:

Posta un commento