lunedì 7 marzo 2022

La Valle Caudina e la guerra tra Russia - Ucraina | CAUDIUM

LA VALLE CAUDINA E LA GUERRA RUSSIA-UCRAINA
La guerra tra Russia ed Ucraina sta iniziando a generare i primi disagi alle popolazioni in fuga da bombe, razzi e fuoco di differenti calibri. Il conflitto più in vista del momento, grazie alle luci della ribalta tele-politica, ha scosso le coscienze del Popolo Caudino, pronto a sostenere le persone in difficoltà. 

Purtroppo, questa volta non è nato un coordinamento dei volontari unitario e tutti, o quasi, si sono mobilitati in maniera autonoma. Alcune associazioni hanno scelto di aiutare i profughi dando vita ad eventi mirati alla beneficenza. 

RC Valle Caudina

Il 10 marzo il Rotary Club Valle Caudina ha organizzato un concerto a Cervinara per sostenere moralmente ed economicamente l'orchestra statale ucraina "I solisti di Kiev", rimasta bloccata in Italia allo scoppio della guerra. Il concerto si terrà, in collaborazione dell'Unità Pastorale di Cervinara dell'Arcidiocesi di Benevento, nella Chiesa di Gesù Misericordioso in San Marciano a Cervinara e si propone di raccogliere circa duemila euro, per far fronte alle loro necessità, distribuendo ben duecento inviti al costo di dieci euro al fine di racimolare la cifra prevista e sperata. 

Misericordie

Le Misericordie si muovono in maniera autonoma, come confermato da Luigi Cioffi, il Governatore delle tute gialloblù sempre presenti in ogni scenario di emergenza. Forti di una struttura capillare, collegata a canali nazionali ufficiali e all'associazione Ucraini Irpini, le ragazze ed i ragazzi impegnati nel volontariato hanno messo in moto la macchina degli aiuti delle Misericordie in favore della popolazione Ucraina.


SMVC

La sede della Pro Loco di San Martino Valle Caudina si è trasformata in punto di raccolta di beni di prima necessità in collaborazione con le associazioni del territorio. Il ponte fatto di solidarietà promosso dall'Amministrazione e dalle Associazioni locali sta ricevendo una grande e sentita risposta della gente. I contatti sono gestiti in maniera autonoma grazie alla signora Ruslana, una donna ucraina trasferitasi in Valle Caudina da tempo, in prima linea per dare una mano come cerniera vivente con i compatrioti in difficoltà.

Iniziative

Diverse le iniziative che il Centro di Servizi per il Volontariato delle Province di Avellino e Benevento. Il Cesvolab Irpinia Sannio sta intraprendendo molteplici attività per quanto riguarda l’emergenza scatenata dalla guerra in Ucraina. Il Centro Servizi ha lanciato in collaborazione con l’associazione Ucraini Irpini e gli Enti del Terzo Settore delle Province di Avellino e Benevento una campagna di raccolta farmaci sempre per la popolazione ucraina. Il primo corriere umanitario è già partito carico di aiuti, che saranno distribuiti tra gli ospedali militari di Kyiv e di Lviv e nelle città maggiormente colpite.

«Seguendo le indicazioni che abbiamo ricevuto dall’associazione Ucraini Irpini e dal suo presidente Oksana Bybliv che in questo momento si trova in Ucraina e con la quale siamo in contatto – spiega il presidente del CSV Raffaele Amore – abbiamo organizzato la raccolta farmaci lanciando un appello a tutte le nostre associate ed agli ETS di Irpinia e Sannio.  Servono antinfiammatori, antibiotici, agenti per l’emostasi, garze, bende, sistemi flebo e siringhe. E’ possibile consegnare i farmaci presso le nostre sedi di Avellino, in corso Umberto I, e di Benevento, in viale Mellusi. Qui verranno preparati i colli che il corriere porterà in Ucraina seguendo le indicazioni logistiche per il trasporto e la consegna che ci arrivano dalla presidente Bybliv».

Dal punto di vista burocratico c'è anche la possibilità di avere lo status del rifugiato qui in Italia e per molti potrebbe essere una possibilità di legalizzazione sul territorio Caudino. A Cervinara attivo il centro raccolta delle associazioni Terra Mia, Piccole Donne, Circolo Cittadino e Cervinara ho bisogno di te. Riportiamo il volantino con comunicato ed informazioni utili.

Farmacisti

L'Ordine dei Farmacisti di Napoli in accordo con il Consolato ucraino ha stretto un patto per la somministrazione di farmaci gratuiti con il progetto “Un Farmaco per tutti” per dare sostegno ai popoli colpiti dalla guerra. La lista dei farmaci richiesti anche alle farmacie Caudine è la seguente: Antibiotici, antidolorifici, eparina, insulina, ossigeno, bende, disinfettanti.

Airola

Ad Airola si scenderà in piazza mercoledì 9 marzo alle 17 con una Fiaccolata per la pace rinviata a causa del maltempo. Il Comune Caudino ha diffuso oggi pomeriggio una nota del Prefetto di Benevento che chiede una mano in previsione dell'ondata di profughi ucraini, in maggioranza donne e bambini. Si cercano locali e strutture idonee all'accoglienza delle tante persone in difficoltà: 

𝐺𝑙𝑖 𝐸𝑛𝑡𝑖, 𝑙𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑟𝑒𝑙𝑖𝑔𝑖𝑜𝑠𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑖𝑑𝑎𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎', 𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖, 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑠𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑖𝑚𝑚𝑜𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟 𝑓𝑜𝑟𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑑𝑜𝑛𝑒𝑎 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑢𝑔ℎ𝑖, 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒, 𝑖𝑛 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖 𝑏𝑟𝑒𝑣𝑖, 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒, 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑢𝑙𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑒𝑔𝑎𝑡𝑜, 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎' 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑣𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑙’𝑢𝑏𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑒𝑑 𝑖𝑙 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖.

𝐼𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑢𝑙𝑜 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑎' 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑣𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑣𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑐 (𝑎𝑖𝑟𝑜𝑙𝑎@𝑝𝑒𝑐.𝑐𝑠𝑡𝑠𝑎𝑛𝑛𝑖𝑜.𝑖𝑡) 𝑜𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝑈𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑃𝑟𝑜𝑡𝑜𝑐𝑜𝑙𝑙𝑜, 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑟𝑎𝑟𝑖 𝑑’𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜. 


POST-CCCP

Gli/Le Antifascisti/e si sono divisi tra il Coordinamento Antifa pro-Ucraina e la Carovana Antifa pro-Russia. A Sant'Agata de' Goti il 3 marzo si è riunito il Coordinamento antifascista delle forze di Sinistra costituito dal sindacato Cgil, dalla Cia, Agrocepi, Partito Democratico e Partito Comunista Italiano, per discutere di quanto sta accadendo in Ucraina.

Il Coordinamento, si apprende nella nota diffusa a mezzo stampa, “condanna in modo netto l’aggressione all’Ucraina, ritenendo, come enunciato nella nostra Costituzione, che la guerra non possa essere mai considerata un mezzo per risolvere le controversie internazionali. Prima che le barbarie del nazionalismo e la logica della guerra diventino egemoni e non più arrestabili, bisogna fare di tutto per fermare questo conflitto; ogni persona che persegue l’obiettivo della pace deve favorire il dialogo tra le parti, in quanto l’unico modo per ridurre i danni di questa guerra è quello di terminarla il prima possibile, trovando un compromesso che affronti per via pacifica i gravi problemi che l’hanno resa possibile. 

In tal senso, il Coordinamento ritiene che l’invio di armi all’Ucraina non sia una soluzione, perché costituisce una scelta politica che delegittima e ostacola la ricerca della pace, e favorisce la prosecuzione e l’allargamento della guerra; tale scelta è inefficace e dannosa, prima ancora che immorale. È opportuno insistere – spiegano ancora – per la de-escalation, perché prevalga la ricerca del dialogo e della negoziazione: per affrontare i problemi pluri-decennali che hanno condotto al conflitto serve un grande patto continentale per la sicurezza e la dignità di tutti, patto che andrebbe richiesto con forza da tutti coloro che in Occidente manifestano nelle piazze per solidarietà con gli ucraini

In questo momento, la risposta umanitaria deve essere parte decisiva della risposta dell’Europa e del nostro governo; in tal senso, l’ingresso di migliaia di ucraini che scappano dalla guerra deve porre le basi per un diverso atteggiamento delle istituzioni nazionali ed europee verso tutti i migranti, non solo quelli di pelle chiara e occhi azzurri. Il Coordinamento, a partire da quanto discusso nell’incontro del 3 marzo, si sta organizzando – la conclusione – per lavorare a iniziative di sostegno alla popolazione ucraina; di tali iniziative si darà presto comunicazione”.

Consegna di medicine e generi alimentari in solidarietà al popolo del Donbass all’interno della Carovana Antifascista promossa dalla Banda Bassotti e sostenuta idealmente dai dissidenti Kaudini.

  "Per ben otto anni il Governo Ucraino - si legge nel bollettino - ha bombardato palazzi, scuole e ospedali dei territori abitati dalle popolazioni russofone mietendo oltre 22000 vittime. Noi c’eravamo, in pochissimi e circondati dall’indifferenza generale. 

Lo scontro tra NATO e Russia in Ucraina - sostengono quelli del Partito Comunista dei Lavoratori -vede contrapposti interessi imperialistici. L’attacco russo all’Ucraina è contro i diritti del popolo ucraino e contro gli interessi dei lavoratori russi.

L’attacco di Putin all’Ucraina esprime la politica di potenza di un imperialismo sorretto da oligarchi capitalisti arricchitisi sulle spoglie dell’URSS. Lo scopo è trarre vantaggio dal declino dell’imperialismo USA e dal suo scontro con l’imperialismo cinese per allargare la propria area d’influenza. Lo fa ovunque. 

Nel Mediterraneo affacciandosi in Libia, in Medio Oriente a sostegno di Assad, in Africa (Mali) con tanto di milizie ed affari. Lo fa in Centro Asia schiacciando nel sangue la ribellione degli operai kazaki. Lo fa in Europa a tutela del regime reazionario di Lukashenko, e ora con l’attacco all’Ucraina.

L’obiettivo l’ha dichiarato lo stesso Putin: ricostruire la “Grande Madre Russia”, contro il diritto di autodeterminazione dell’Ucraina “voluto da Lenin e dai bolscevichi”. È la linea grande russa dell’Impero zarista. Per questa stessa ragione da comunisti rivendichiamo il diritto di autodeterminazione dell’Ucraina contro l’imperialismo russo. Lo stesso che in Russia taglia le pensioni per finanziare il proprio militarismo.

Ma il diritto di autodeterminazione dell’Ucraina non può certo essere garantito dalla NATO e dagli imperialismi d’Occidente. Le loro parole su “democrazia e giustizia” fanno solo ribrezzo. Hanno foraggiato guerre coloniali. Sostengono i peggiori regimi del Medio Oriente, dall’Egitto all’Arabia Saudita, allo Stato d’Israele. 

Appoggiano i regimi reazionari dell’America Latina, a partire da quello brasiliano. E in Europa hanno passato gli ultimi 30 anni dopo il crollo dell’URSS ad espandere i confini della NATO, a gonfiare i bilanci militari, a tagliare le spese sociali. Oggi appoggiano il governo reazionario dell’Ucraina, spostano truppe, varano sanzioni contro la Russia, al solo scopo di difendere la propria zona d’influenza e la propria quota del bottino. 

Altro che difesa della “legalità internazionale”! L’unica legge che conoscono è quella della rapina. Non riconosciamo agli imperialismi d’occidente alcun “diritto”. Per questo siamo contrari ad ogni intervento militare o sanzione occidentale contro la Russia. Il nemico principale è in casa nostra.

Il diritto di indipendenza e autodifesa del popolo ucraino può essere affermato solo contro l’imperialismo russo, contro la NATO, in totale autonomia dal governo reazionario ucraino. La nostra difesa dell’Ucraina contro l’imperialismo russo muove da un’angolazione indipendente. Solo la classe lavoratrice ucraina può affermare i diritti della nazione ucraina. 

Solo un’Ucraina socialista può realizzare una vera indipendenza e assicurare il diritto di autodeterminazione delle stesse popolazioni del Donbass. Solo la prospettiva di una rivoluzione socialista internazionale può liberare l’umanità dalle guerre.

Dov’era la comunità internazionale che adesso versa lacrime di coccodrillo? Dov’erano le anime belle della sinistra dirittoumanista? Dov’erano le bandiere della pace? Dov’erano le giaculatorie di giornali e tv e la loro ipocrita indignazione a favore di telecamera?

Riflessioni

La nostra realtà aspetta tempi migliori e al momento cerca di contribuire con l'informazione e l'approfondimento culturale, politico, etico. In ogni caso schierarsi su qualsiasi fronte è un errore tattico, dettato dall'emotività e della grancassa mediatica che stabilisce le linee da seguire. La situazione tra Ucraina e Federazione Russa è tesa dal 2014, quindi parliamo di una realtà già messa a dura prova nel tempo. Crediamo nell'Europa dei Popoli, gradiremo l'uscita dalla Nato e caldeggiamo un'Italia libera, sovrana e sorridente. Né destra, né sinistra. Avanti!


La guerra nel 2022 non può e non deve essere la soluzione alle controversie politiche nazionali ed internazionali. Gli interessi delle multinazionali demoplutocratiche sono ovunque. Nonostante ciò bisogna analizzare con freddezza la scacchiera post-Sovietica, pronta a trasformarsi in polveriera se stuzzicata dalla Rosa dei Venti. Fornire le armi e tifare per la pace, però, è abbastanza ambigua come posizione. I pacifisti di un tempo non possono essere, minimamente, paragonati ai pacifinti moderni. 

Per quanto riguarda la Valle Caudina, invece, continua la ridicola suddivisione del volontariato e delle amministrazioni. Eppure, nelle ultime settimane c'era stato un forte riavvicinamento delle Fasce Tricolori dopo i tristi fatti di cronaca che hanno insanguinato la Nuova Caudium

A nostro avviso il volontariato di ogni singolo comune dell'Unione dovrebbe essere censito, formato e strutturato per poi poter operare all'interno dei tanto sognati "servizi sociali e culturali essenziali". 

A quando la prossima riunione dei Sindaci dell'intera Valle? 

Possibilmente prima della fine del mondo moderno...

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo

immagini tratte dalla rete. In copertina Vasco a San Martino Valle Caudina  (foto Pro Loco San Martino V.C.)

Nessun commento:

Posta un commento