giovedì 25 marzo 2021

I DOVERI del feudo di San Leucio | Cap.1

I DOVERI del feudo di san Leucio.

Creazione della «colonia socialista» di San Leucio, nata pochi mesi prima della Rivoluzione francese. Ecco come si accingevano i Borboni di Napoli ad affrontare la nuova epoca della rivoluzione industriale. Cose incredibili per quei tempi ed anche per oggi. 

Amar il Prossimo suo, come se medesimo, è non far agli altri quello, che non vorremmo, che fosse a Noi fatto: ed è fare agli altri, quello che vorremmo, che a Noi si facesse. 

Da questo dettato della Divina Sapienza nascon varj doveri, de' quali alcuni diconsi negativi, altri positivi.

Capitolo I - Doveri negativi

I Doveri negativi son quelli, che impongono l'obbligo di astenersi dall'offender alcuno in qualunque maniera. Or in tre maniere si può offendere alcuno. Si può offendere nella persona, nella roba, e nell'onore.

I. Non si può offendere alcuno nella persona.

Si offende alcuno nella Persona o coll'ammazzarlo, o col ferirlo, o col batterlo, o col fargli scherni, dispetti, insolenze, ovvero col molestarlo ed inquietarlo in qualunque modo. Nessuno di questi atti ardirà mai alcun di voi di commettere contra il suo simile; siccome non ardirà mai neppur l'offeso di prender da sé la privata vendetta: ma ricorrerà a' suoi Superiori per la dovuta giustizia; e credendo non averla da quelli ottenuta, potrà anche di poi venire da Me. Vegliano contri tutti questi delitti attentamente le Leggi: ma tanto più veglieranno esse contra quelli, che mai si commettessero in questa Società, che ha per suo principal fine l'amore, e la carità, e che l'esempio dev'essere della pubblica educazione.

Utopia di Tommaso Moro

II. Non si può offendere alcuno nella roba. 

Si offende alcuno nella roba, ogni qualvolta o con violenze, o con inganno si usurpa, o si ritiene ingiustamente quello, ch'è d'altrui. Il titol di ladro è il titol più infame e vergognoso che poss'aver l'uomo. Ciascuno dunque si guardi bene di meritarlo per alcun modo. In ogni Società i ladri son condannati ad atrocissime pene. In questa, dove l'onore, e la virtù sono i principali cardini della medesima, se mai ve ne fossero (che non è neppur da dubitarsi) saranno più rigorosamente puniti. 

Nelle compre perciò, nelle vendite, nelle permutazioni, ed in ogni altra specie di contratti ogn'uno si guardi di usar soperchieria, ed inganno. Nessun venditore abusi dell'imperizia del compratore col chiedere un prezzo maggiore del dovere: e nessun compratore si valga mai dell'ignoranza, o della necessità, in cui è tal volta il venditore, per levargli quel giusto prezzo, che gli spetta. 

Vadan bandite la mensogna, le frodi, e le fallacie nelle misure, ne pesi, nella qualità delle robe, che si venderanno, o compreranno, nella qualità del danaro, ed in tutt'altro, in cui la versuzia, e l'inganno possa usarsi; e si proceda in tutto con candore, onestà, e buona fede. Sia la parola il vincolo più sacro della Società; e tutti sian fedelissimi, e sinceri ne' detti, e ne' fatti. Chi ha fedelmente servito, sia prontamente pagato; né alcuno gli neghi o ritardi la mercede dovuta a ciò non sia causa della sua mina. In somma erigga ogn'uno nel suo cuore l'altare della giustizia; e tratti col suo simile, come vorrebbe, che questi trattasse con sé.

Maria Carolina d'Austria, regina di Napoli e moglie di Ferdinando


III. Non si può offendere alcuno nella riputazione.

La riputazione è la cosa più importante e più preziosa, che possa aver l'uomo d'onore; e talvolta togliere altrui la riputazione è peggior delitto, che offenderlo nella roba, e nella persona. Nessun quindi dirà mai cose false contra di alcuno; e chi cadrà in questo delitto, vada immediatamente bandito da questa Società. Nessuno dirà ingiurie, e villanie ad altri. Nessuno metterà in ridicolo, ed in beffa il suo fratello; essendo tutte queste cose contrarie a quello spirito di carità, e di amore che Dio comanda, e che Io voglio, per ben della pace, del buon ordine, e della tranquillità delle vostre famiglie, da voi esattamente praticato.

Napoli, 20 Novembre 1789

Scritto da Ferdinando IV  

re del Regno di Napoli

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