domenica 28 marzo 2021

MORTESARCHIO - Tre Ponti Mille Tarantelle | Prima Parte

C'era una volta l'emergenza rifiuti in Campania,

nata con la saturazione dei siti destinati alla gestione dell'incredibile mole di immondizia che produce, quotidianamente, la nostra amata e amara Regione. La tristemente celebre Crisi dei rifiuti in Campania fece scattare lo stato di emergenza relativo allo smaltimento ordinario dei rifiuti solidi urbani. 

Una vergognosa tarantella iniziata nel 1994 e chiusa, almeno sulla carta, nel 2012. In realtà le scellerate gestioni del passato ci regalano un presente difficile per le conseguenze nate da opinabili scelte politiche nazionali, regionali e provinciali, capaci di mettere in ginocchio la Valle Caudina. 

Troppo facile sacrificare un'area territoriale divisa tra due province e tra una sporca dozzina di Comuni, in preda ad atavica superficialità. Uno degli ostacoli da superare è rappresentato dal perenne campanilismo amministrativo. Quello popolare, paradossalmente, è solo folcloristico e non incide sulle scelte antiunitarie

ANALISI

Lo Schiaffo 321 ripercorre le tappe di questa triste storia di degrado ambientale, puntando l'attenzione sui focolai di rivolta spontanea del 2005 e del 2008, senza tralasciare le ultime vicende in merito. Il botta e risposta, ad esempio, tra Antonio Di Maria, Presidente della Provincia di Benevento ed il Sindaco Franco Damiano è solo l'ultimo dei tanti, troppi, scontri istituzionali. Dal capoluogo sannita spingono per rivedere l’accordo, siglato il 6 marzo 2019, inerente la gestione e la bonifica del sito di stoccaggio “provvisorio” di Tre Ponti in Montesarchio. 

Viste le ultime voci, potrebbe quindi saltare il tanto atteso accordo tra la Provincia di Benevento, la Samte ed il Consorzio Unico di Bacino in liquidazione Napoli-Caserta. La vertenza sulla gestione della discarica “post mortem” porterebbe, ancora una volta, ad un tavolo di lavoro per fare chiarezza e smetterla con lo squallido scaricabarile tra gli attori istituzionali. 

Bisogna capire chi deve fare cosa e soprattutto con quali risorse finanziarie. Il Primo cittadino Damiano, però, ha bollato l'intervento del Presidente sannita come l'ennesima supercazzola. 

CATENACCIO contro CATENACCI

Il Commissariato Straordinario per la Gestione rifiuti in Campania nel 2004 inaugurò una via crucis che arriva, purtroppo, fino ai giorni nostri. Per correre ai ripari i tecnici individuarono tra i possibili siti destinati alla raccolta di montagne di munnezza quello di Tre Ponti, visto il dilagante degrado campano causato dalla profonda crisi della raccolta e dello smistamento dei rifiuti. La tensione crebbe fino al punto di sfociare in vere e proprie guerriglie di strada. L'8 febbraio 2005 la rivolta per il diritto alla salute portò al blocco totale della Valle, dopo qualche piccolo focolaio divampato nei giorni precedenti. 

La RIVOLTA - 2005

Nella notte tra il 7 e l'8 febbraio, infatti, i Comitati cittadini, spontanei e apolitici, scelsero l'azione diretta con ben cinque blocchi stradali e la clamorosa interruzione della via ferrata che collega Benevento a Napoli. Le nuove Forche Caudine, costituite dal basso dai rivoltosi, vennero fatte con gli spartitraffico di cemento leggero. Quei blocchi rudimentali, posti di traverso sulla strada, rappresentarono le barricate piene di rabbia di un Popolo stanco di essere maltrattato dai politicanti di mestiere, locali e non, incapaci di mantenere le parole date.

I rappresentanti dei Comitati, all'epoca, fecero quadrato e si opposero al piano del Commissario all'emergenza rifiuti, firmato da Corrado Catenacci. Fu lui che condannò Tre Ponti di Montesarchio ad essere una delle tre discariche regionali destinate ad essere inondate da veleni. 

Tutta Italia seguì la vicenda che vide risorgere lo spirito guerriero della nostra gente. Il Popolo Caudino, in prevalenza di Montesarchio e di Tufara Valle, riuscì a farsi sentire. Vennero momentaneamente sospesi i lavori per la realizzazione della discarica. Grazie alla vibrante protesta Caudium riuscì a strappare l'impegno a fermare tutto, arrivato dopo un vivace vertice in Prefettura tra le istituzioni locali ed il Commissariato straordinario di Governo.

In quelle giornate, abbastanza calde, fece scalpore il lungo e grottesco corteo funebre che portò in processione un fantoccio dal centro cittadino fino allo sversatoio. Quasi mille Caudini marciarono a lutto perché nell'aria stava per nascere Mortesarchio

"Non vogliamo morire, qui abbiamo solo l'aria e ora vogliono anche togliercela".

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