giovedì 20 ottobre 2022

GUERRA ALL'EUROPA, le manovre occulte dell'alta finanza alla conquista del mondo (IV) | CULTURA

GUERRA ALL'EUROPA 
Le manovre occulte dell'alta finanza alla conquista del mondo

Indagando le cause nascoste della prima (e anche della seconda) guerra mondiale, Pellicano oltre a raccontarci le riunioni segrete di magnati della cosiddetta “alta Finanza” per complottare la guerra in Europa, ci documenta che anche la preparazione e la regia dell’assassinio del principe ereditario austriaco, che erano state organizzate dalla setta terrorista segreta della “Mano Nera”. 

Questa era una filiazione massonica guidata dal colonnello serbo Dragutin Dimitrievich, nata negli Usa tra immigrati serbi, sostenuta e pilotata a Chicago da finanziatori americani occulti, la cui attività clandestina, però. ci è stata svelata nel suo diario dal fantomatico “colonnelloHouse, eminenza grigia israelita, implicato anche in tanti successivi complotti. La Mano Nera, dunque, pianificò il casus belli, l’assassinio del Principe ereditario dell’Impero austroungarico, l’arciduca Francesco Ferdinando  d’Austria e armò l’attentatore Gavrilo Princip e diversi altri. Pellicano ci documenta che dopo l’arresto di Princip e di un suo complice, l’Impero austroungarico chiese alla Serbia di assumersi le proprie responsabilità per l’attentato ed, avendo questa negato ogni addebito, l’Impero austroungarico dichiarò guerra alla Serbia.

L’Impero russo, frattanto, che si considerava protettore dei popoli slavi nei Balcani, mobilitò le sue truppe alla frontiera con l’Impero austroungarico, ma l’interessato guerrafondaio, massone di alto grado, ministro della Guerra russo Grigorij Jakovlevič Sokol'nikov, senza averne neppure parlato con lo Zar, diede l’ordine di mobilitazione delle truppe anche alla frontiera con la Germania, allargando così la guerra localizzata tra Austria e Serbia anche alla Germania; ne restò coinvolta l’Europa intera e fu la prima guerra mondiale. 

I plutocrati della Consorteria di Wall Street e della City riuscirono a tenere separati e nemici lo Zar e il Kaiser, evitando così la costituzione di un polo industriale europeo intimamente collegato con le enormi disponibilità di materie prime dell’impero dello Zar, ma, essendosi, poi, lo Zar rifiutato di lasciarsi asservire dai banchieri “d’assalto” di Wall Street, e della City di Londra, (sia pure rinunziando soltanto alla sovranità monetaria per delegarla ad una Banca Centrale privata, come avevano già ottenuto i banchieri d’affari in molti altri Stati), questi banchieri di Wal Street e della City si risolsero a finanziare la Rivoluzione d’Ottobre per arrivare ugualmente a conquistare le ricchezze del sottosuolo dell’impero russo, come infatti nel tempo è avvenuto. 

Si voleva ottenere una nuova classe dirigente nella quale sarebbe stato più facile, per loro, inserire una nomenklatura infiltrata da parecchi elementi massoni, ebrei, socialisti e “comunisti” a  libro paga dei banchieri di Wall Street. Anche se, invece, le cause immediate esposte per giustificare i finanziamenti sono servite a mascherare di ragioni ideali i loro prestiti (che, oltre tutto, sono risultati poi anche pagati con i dovuti interessi, oltre a consentire la continuazione di rapporti di affari privilegiati). 

Il testo indagatore di “Guerra all’Europa” ci documenta particolareggiatamente la partecipazione dei banchieri e le loro mascherature ideologiche, arrivando a trovare delle espressioni socialistiche nella Bibbia, e ci riferisce ancora che ci furono perfino banchieri che non esitarono a indossare i panni di “bolscevichi americani", come furono chiamati, pur senza nulla togliere alle loro attività di affari; e quando capitò vestirono i loro finanziamenti anche della sete di vendetta per i pogrom che ancora avvenivano in Russia.

Ma, per la verità, tutto ciò finì per ribaltare la situazione economica e già con la prima guerra mondiale i capitalisti di affari transnazionali stavano ottenendo quel che più li interessava: oltre al disfacimento degli imperi centrali d’Europa e la dissoluzione della società feudale terriera nell’Impero zarista, perfino una certa qual riduzione dell’Impero inglese: un notevole passo in favore del capitalismo mondialista. Tuttavia il colpo di mano più ambito e producente per la Cupola del grosso capitale di affari, fu la conquista economica che capovolse i rapporti con la vecchia Europa, divenuta irreparabilmente debitrice di Wall Street e dell’economia americana e quindi rimasta ricattata e assoggettata anche politicamente, come è avvenuto in particolare per la Gran Bretagna.

Nel 1939 infatti Lord Halifax, ministro degli Esteri, si giustificava dichiarando che Roosevelt e gli Stati Uniti sarebbero divenuti ostili verso la Gran Bretagna, se essa non fosse scesa in guerra [17]

Secondo quanto scrive J.Bordiot, le prime tappe per l’instaurazione di un Governo Mondiale sono da ricercare nell’elezione a presidente degli Stati Uniti di Tommaso Woodrow Wilson nel novembre del 1912, «con una manovra di finanzieri internazionali, condotti dalla Banca J. P. Morgan, principale sostegno del Gruppo della Round Table americano e agente negli “States” dei Rothschild di Londra». [18]

J.Bordiot ha citato anche la testimonianza del colonnello americano Curtis B, Dall, [19] amico di Bernardo M. Baruch, finanziere israelita, altra eminenza grigia, consigliere economico di sei presidenti americani, membro di società segrete di grado superiore come la “Pilgrim’s Society” e il “Council on Foreign Relations”(CFR). Baruch gli confidò di essere stato proprio lui ad andare a prendere Tommaso W. Wilson, per accompagnarlo a conferire con i finanzieri di Wall Street. Wilson si impegnò a sostenere, oltre l’entrata in guerra degli Usa, la legge istitutiva della Banca Centrale privata, chiamata col nome fuorviante “Federal Reserve Sistem”, oltre l’elezione  di senatori ecc. I plutocrati di Wall Street spesero milioni di dollari per la campagna elettorale di Woodrow Wilson, che venne poi affidato anche alla sorveglianza dell’eminenza grigia, longa manus dei plutocrati di Wall Steet sedicente “colonnello Edordo Mandell House, [20] affiliato alla società segreta Illuminatista dei “Masters of Wisdom”, (Maestri della Saggezza). Edoardo Mandell House partecipò a molte manovre segrete che sfociarono nella prima e poi anche nella seconda guerra mondiale.

Confermano queste  pulsioni alla guerra anche le risultanze di un convegno segreto di banchieri e politici di vertice, riuniti paradossalmente, e con strafottente senso di humor, proprio nella “Fondazione Carnegie per la pace” per fomentare  invece la guerra, già anni prima del 1914. Cfr. articolo di M. Guglielmo P. Hoar intitolato: “World War I”. sull’accreditata rivista “American Opinion”, del 1976, in base a documenti originali scoperti nel 1950.  

Da molti indizi traspare che ci potrebbero essere state parecchie altre riunioni segrete tra banchieri, industriali e politici delle quali non si è potuta rintracciare ancora una documentazione specifica, ma sappiamo comunque che i banchieri di affari di Wall Street e della City non trascurarono occasione per fomentare la guerra specialmente in Europa.

Pellicano ci ha raccontato dettagliatamente nel suo libro anche un altro convegno segreto ad alto livello nell’isola di Jekyll, in cui fu complottata la realizzazione della Banca Centrale degli Stati Uniti, che venne chiamata col termine fuorviante “Federal Reserve”, convegno in cui fu discussa e progettata in alcuni dettagli, anche la conflagrazione della prima guerra mondiale, già decisa.


tratto da: Controstoria Futura

fonte: I.S.S.E.S. - Istituto di Studi Storici Economici e Sociali Napoli

parte: quarta

note:

[17] Le manovre militari ai confini del Canada e perfino la costruzione di tre piste di volo nella prossimità del confine, piste  ben individuabili perché malnascoste con strisce di zolle erbose mal disposte, che costituivano una chiarissima  minaccia di guerra degli USA al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda se non fosse entrata in guerra contro la Germania, anche per il vincolo di un pesantissimo debito di guerra (della Prima Guerra Mondiale). Un asservimento che con la Seconda Guerra mondiale sarebbe aumentato sproporzionatamente.

[18]J.Bordiot, Le Gouvernement Invisibile. edizioni ‘Avalon’, Paris, (Francia) 1987.

[19] Curtis B. Dall, F.D.R.My Exploited Father-in-Law, ( F.D. Roosevelt il mio sfruttato suocero) Action Associates, Washington, 1970, p.137. Dall, ex genero del presidente Franchino Delano Roosevelt, fu un alto funzionario della potente banca “Lehman Brothers”, della quale almeno uno dei fratelli faceva parte della loggia massonica ebraica BB.

[20]Altra “eminenza grigia” israelita, longa manus della Confraternita del Grosso Capitale transnazionale, di cui avremo presto occasione di parlare per altre operazioni segrete. Edoardp Mandell House era in contatto con i più potenti banchieri israeliti di Nuova York, in particolare con  Paolo e Felice Warburg, Otto H. Kahn, Louis Marburg, Enrico Morgenthau, Jacomoe Mortimer Shiff, Eriberto Lehman e manteneva anche potenti relazioni con banchieri e politici in Europa.(Dan Smoot, The invisible Governement, Western Islands , Belmont (Mass), 1962, p. 2).

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