domenica 20 novembre 2022

SCUOLA DIVISA TRA DESTRE E SINISTRE | politica


SCUOLA DIVISA TRA DESTRE E SINISTRE
Fine settimana alquanto movimentato in tutta la Penisola sul fronte delle manifestazioni studentesche. Migliaia di giovani in piazza divisi a destra e a sinistra. 
La Rete Studentesca, ala giovanile de La Rete dei Patrioti, qualche giorno fa espresse piena solidarietà al docente del Liceo Cavour di Roma, finito nella bufera per aver rifiutato di riconoscere la carriera "alias" nella scuola e la dichiarazione arbitraria di appartenenza al genere maschile da parte di una ragazza: "Massima solidarietà - dichiararono i dirigenti di RS - al prof del Liceo Cavour, che si è limitato ad applicare il disposto normativo. Anche per questo, oltre che per ragioni di buon senso, offriamo al docente piena assistenza gratuita sindacale e giudiziale in ogni eventuale giudizio, disciplinare o legale, che caratterizzerebbe un abuso vero e proprio". 


IN IRPINIA

Venerdì militanti avellinesi di Rete Studentesca, coordinamento giovanile del Movimento Nazionale – La Rete dei Patrioti, hanno affisso, fuori dagli istituti scolastici del capoluogo irpino, striscioni e manifesti con il messaggio “Fiamme eterne alle scuole moderne”.

Lo scopo – spiegano i responsabili alla stampa Irpinaè di sensibilizzare sui veri temi importanti della vita scolastica. Le priorità sono la lotta contro gli edifici fatiscenti, contro la scuola/azienda, la scolarizzazione di massa che ha abbrutito la qualità dell’insegnamento; non certo le strampalate idee del gender ed il femminismo, visto che a scuola si viene discriminati perché l’offerta formativa è uniformemente scadente e non certo sulla base del genere sessuale. Per questo – concludono i ragazzi di Rete Studentescaauspichiamo, simbolicamente, che il concetto di scuola “moderna” bruci e si torni finalmente alla scuola tradizionale”.

DESTRE

Inoltre, i militanti de La Rete dei Patrioti hanno attaccato da destra Fratelli d'Italia. La scritta "Meloni serva della Nato", proprio davanti all'ingresso della storica sezione romana di Colle Oppio, ha colpito lo zoccolo duro di Fratelli d'Italia, che oggi tira le fila del governo dalle retrovie, guidando la Meloni verso una politica scellerata ed anti nazionale. Secondo RP la "destra" nazionale ha tradito se stessa, prima ancora degli italiani; per questo il messaggio de La Rete dei Patrioti vuole rinfrescare la memoria a chiunque creda che la Meloni e soci possano anche solo minimamente difendere la Nazione e gli italiani. Intanto, cresce sul territorio il coordinamento nazionale con l'adesione della Comunità Lavoro e Tradizione che entra a far parte ufficialmente all'interno de La Rete dei Patrioti

"Condividiamo con le altre sigle della Rete l'impianto ideale e programmatico. Per questo - dichiarano i membri di CLT - abbiamo convintamente sposato la causa di un'unica Confederazione che riunisca tutti i patrioti, al fine di condurre a termine la battaglia per il riscatto in senso identitario e tradizionalista della Nazione".

SINISTRE

Il 18 novembre 2022, per il "No Meloni day" di sinistra, sono scese in piazza alcune frange del mondo studentesco come ampiamente previsto subito dopo il risultato delle elezioni che hanno decretato la vittoria democratica del CentroDestra con Fratelli d'Italia oggi valutato al 30% nei sondaggi.
Attaccano le politiche dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni e civilmente chiedono "di abbandonare la retorica del merito" per avere più investimenti sulla scuola.
 
Nel mirino dei ragazzi anche il decreto anti rave, tra i primi provvedimenti decisi dalla premier. C'è poi la questione legata all'alternanza scuola-lavoro: la richiesta è quella di ripensare il sistema e avere più sicurezza e tutele. 

La protesta è organizzata da Udu e Rete degli studenti ma ha il sostegno di Uds, Link coordinamento universitario, Rete della conoscenza, Action Aid, Fiom, Flc Cgil, Legambiente, Libera contro le mafie ed altr*. 
Lo scorso 25 ottobre proprio nella Capitale ci sono stati momenti di tensione alla facoltà di Scienze Politiche della Sapienza in occasione di un convegno organizzato da Azione Universitaria cui erano stati invitati anche Daniele Capezzone e Fabio Roscani, esponente di Fratelli d'Italia e presidente di Gioventù Nazionale. Si teme che la situazione, anche oggi, possa infiammarsi nei prossimi giorni.
Fallito a Benevento il presidio contro la Meloni composto da scarsi trenta personaggi a piazza Roma contro diverse tematiche. Corteo degli studenti campani a Napoli per la manifestazione nazionale "No Meloni Day". Il maltempo non ha fermato le adesioni con partecipanti dalle province di AvellinoSalerno e Caserta, radunati a piazza Garibaldi.
A Palermo nello striscione di testa del corteo si legge "Una scuola pubblica e di qualità ce la meritiamo tutti". Accanto, le facce di Meloni, Salvini e dell'irpino Piantedosi, ministro degli Interni che ha lavorato al testo del nuovo decreto anti rave. Gli studenti accusano il nuovo Governo di voler usare la norma per colpire le espressioni di dissenso. 
"La scusa è quella di bloccare i rave e tutelare l'ordine e la salute pubblica, ma nel testo non si menziona neppure una volta la parola rave e anzi si specifica di voler inasprire le pene a chiunque si rende protagonista di un generico raduno, che prevede l'occupazione di una struttura pubblica o privata e include più di 50 persone", spiega il portavoce del Coordinamento studenti. 
"Il criterio - aggiunge - è generico e l'applicazione lasciata all'arbitrarietà delle singole questure, che potrebbero usare il decreto contro le occupazioni politiche, portate avanti per ridare vita a un edificio abbandonato, o contro un raduno non autorizzato in piazza per manifestare dissenso". Gli studenti sono in piazza "anche contro la guerra, per difendere il lavoro, l'ambiente, la salute mentale, il diritto allo studio Tematiche che riguardano la scuola, ma anche il mondo che ci circonda"

AZIONE STUDENTESCA

Azione Studentesca ha definito la manifestazione di venerdì  a Palermo indetta dalle sigle studentesche di sinistra “Un evidente flop. Centinaia di studenti sono scesi in piazza nonostante la martellante propaganda nazionale, il sostegno di tanti docenti e sindacalisti nonché le farlocche promesse di assenze giustificate per i partecipanti al corteo. Da registrare anche la palese divisione tra i gruppi studenteschi di sinistra che si contendono la piazza e che hanno reso ancora più surreale la manifestazione odierna.”

“Esiste a Palermo e non solo – continuano i due responsabili della destra studentesca – una maggioranza silenziosa che rifiuta la strumentalizzazione politica messa in atto dalle sigle di sinistra spalleggiate da una minoranza di docenti. Gli studenti hanno boicottato il loro corteo perché non hanno alcun interesse di farsi intruppare dai partiti di opposizione nella loro contrapposizione al governo da poco in carica. Non hanno alcun interesse a manifestare contro le norme anti rave o per avere i bagni gender. Gli studenti vogliono prevalentemente scuole moderne, formazione di qualità che prepari al lavoro, pluralismo culturale e non indottrinamento.”

“Oggi siamo scesi in piazza – concludono i dirigenti di A.S. – per prendere le distanze da chi vuole strumentalizzare gli studenti, dietro sigle pseudo sicilianiste in realtà legate ai centri sociali di estrema sinistra, con un presidio a piazza Vittorio Veneto. Siamo un’avanguardia che ha avuto il coraggio di differenziarsi e, nel tempo, dare voce a questa maggioranza silenziosa degli studenti da troppo tempo silente e remissiva. A Palermo, come nel resto d’Italia, Azione Studentesca è l’unica alternativa ai collettivi ed alle sigle giovanili asservite ai sindacati.” 

ALTRE SX

Lo scorso 4 novembre le prime avvisaglie con quattro ragazze di un centro sociale reggiano completamente nude in piazza della Vittoria a Reggio Emilia, tra la folla che assisteva alle celebrazioni della festa delle Forze Armate. Solo i volti erano coperti da passamontagna con i colori arcobaleno della pace, mentre i corpi erano come il genitore uno ed il genitore due l'han fatti, con l'aggiunta delle scritte: 'assassinì, 'no war', 'no cpt' (centri di permanenza temporanea). Al megafono è stato urlato lo slogan della manifestazione: 'Atto pubblico in luogo osceno'. 

La protesta, contro l'utilizzo dell'Esercito in Iraq, è stata inscenata da un gruppo di giovani che fanno riferimento ad un centro sociale reggiano. In piazza ci sono stati anche alcuni tafferugli. Dodici manifestanti, tra cui le quattro ragazze che si erano denudate, sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata, le ragazze anche per atti osceni in luogo pubblico e travisamento.

Un portavoce del centro sociale ha sottolineato che «il passamontagna dei senza volto rappresenta i migranti e la nostra voglia di pace». Per il capogruppo Udc in Comune, Mario Poli, «queste presunte forze di sinistra sociale hanno fatto un uso strumentale del nudo femminile, sfruttando, per attirare l'attenzione, a guisa di rivista di avanspettacolo, il corpo nudo di alcune ragazze, alla faccia della valorizzazione del ruolo delle donne!»

Riflessioni

La politica studentesca è molto importante per l'inizio della formazione in seno alle nuove leve. La Rete destrosa è legata ad un mondo tradizionalista Cattolico ed è composta prevalentemente da fuoriusciti da Forza Nuova e affini. La rete sinistrosa è un mosaico di concezioni della vita, spesso in antitesi ed unite solo dall'odio verso il nemico. In Valle Caudina, pur essendo un feudo della Cristianità legata visceralmente alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, non si registrano attività degne di nota riconducibili a movimenti del genere. 

Il nostro punto di vista in merito è prettamente laico, equidistante sia dall'ingerenza della Chiesa e sia dalla dittatura delle brigate arcobaleno. Azione Studentesca, sigla che vedemmo nascere, sembra in forte crescita rispetto a qualche anno fa. In Valle Caudina, tra le metà degli anni 90 e la metà dei Duemila c'erano alcuni nuclei molto organizzati e legati alle Federazioni territoriali in Irpinia e nel Sannio.

Papa Giovanni Paolo II disse: «Dove non c’è rispetto per i diritti umani – dico i diritti inalienabili, inerenti all’uomo in quanto è uomo -, non ci può essere pace, perché ogni violazione della dignità personale favorisce il rancore e lo spirito di vendetta». “È la mia ideologia politica e i miei principi che i miei carcerieri vogliono mutare. Hanno distrutto il mio corpo e attentato alla mia dignità - scrisse Bobby Sands. Se fossi un prigioniero comune mi presterebbero pochissima, o addirittura nessuna attenzione, ben sapendo che mi conformerei ai loro capricci istituzionali.”

Per dire la Vostra, contattateci all'indirizzo di posta elettronica caudiumpatrianostra@gmail.com oppure tramite Twitter @SchiaffoLo



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