giovedì 8 ottobre 2020

CHI E' GIACOMO BARNES? - (S)OGGETTI NON IDENTIFICABILI - capitolo II

CHI E' GIACOMO BARNES? - (S)OGGETTI NON IDENTIFICABILI - capitolo II

Lo Schiaffo 321 pubblica per la prima volta un testo integrale per le lettrici e i lettori della rivista digitale che cerca di portare a galla le figure di personaggi scomodi o dimenticati da tutti. Di seguito la prefazione al libro che la Società editrice Barbarossa ha messo a disposizione degli interessati.

Buona lettura e buona riflessione.

Giacomo Barnes è uno dei tanti intellettuali fascisti caduti nell'oblio della cultura postbellica. Di lui non c'è che una tenue traccia nella nota numero cinquantadue a pagina 284 del libro di Alastair Hamilton L'illusione fascista in cui si può leggere: «[...] James Strachey Barnes - il cui libro The universal aspects of fascism era stato recensito da T.S. Eliot su The críterion nel dicembre 1928 - era un romantico e fedele sostenitore di Mussolini, soprattutto a causa dell'amore che nutriva per l'Italia. Aveva sposato un'italiana, preso la cittadinanza italiana e venne definito da Harold Nicolson come un personaggio sthendaliano».




James Strachey Barnes, poi divenuto Giacomo Barnes, era membro del Regio Istituto Affari Internazionali e il suo The universal aspects of fascism pubblicato in Inghilterra nel 1927 e poi, nel 1931, in lingua italiana aveva avuto la prefazione di Benito Mussolini. Si tratta quindi di un personaggio non di secondo piano le cui tracce si sono totalmente perse, un personaggio che oggi provvediamo a strappare dal limbo con la pubblicazione di questo agile libretto, certamente datato per certi versi (sopra tutto nella parte introduttiva), ma del tutto attuale per quanti ancora non si sono arresi alla perversa logica economica dominante e indirizzano i propri sforzi nella ricerca di nuove e vecchie idee, di nuove e vecchie teorie alternative.


Dopo averlo letto ci è venuto spontaneo pensare agli studi e alle pubblicazioni di Giacinto Auriti. Ci è sembrato di scorgere in Giacomo Barnes l'antesignano, il precursore degli studi del professore all'università di Teramo. Da noi personalmente interpellato, Auriti ci ha spiegato il suo itinerario di studi, ricerca e intuizioni del tutto prescindenti dalle teorie dello studioso inglese.

Giacinto Auriti e Beppe Grillo in una conferenza nel 1996

Non sono rare queste sintonie. Persone che partono da esperienze diverse, magari in epoche diverse e in ambienti del tutto differenti si trovano a formulare analisi e teorie coincidenti. Del resto, in questo caso, è del tutto evidente sullo sfondo e all'origine la grande figura di Ezra Pound, il cui genio culturale ha fornito il necessario sedimento al quale sia i suoi contemporanei sia quanti sono venuti dopo si sono alimentati per condurre la battaglia contro l'usura in tutte le sue forme, dalle più aberranti a quelle più insidiose.


Il modello di sviluppo economico che caratterizza  l'Occidente ha radici profonde. Nel XX secolo due grandi idee si sono contrapposte a questo modello: il sistema comunista(in tutte le sue varie espressioni ma sopra tutto quello sovietico) e il fascismo (in tutte le sue espressioni nazionali).

La teoria di tipo evoluzionistico-darwinista che passa oggi è che il sistema vincente e imperante (quello demoliberale) è vincente e imperante perché più idoneo, più adatto, alimentato dai valori autentici della democrazia, della libertà e dell'eguaglianza. Questo sistema ha ‘giustamente' battuto i sistemi totalitaristi fascisti e comunisti i cui modelli economici, oltre a essere antidemocratici, erano inadeguati e anacronistici.


Quanto siano conosciuti i modelli economici antagonisti a quello imperante, e quindi i modelli e le teorie autenticamente comuniste (al di là, dunque, dei socialismi reali impiantatisi nelle varie nazioni in questo secolo che volge al termine) o emanate dalla concezione fascista e inveratesi attraverso l'idea corporativa e quella della socializzazione, è difficile dire. Con la collana aperta dal lavoro di Giacomo Barnes è nostra intenzione sviluppare un'approfondita critica a questo modello partendo dalle teorie e dalle critiche degli originari antagonisti del demoliberalismo e del ‘libero mercato’ quale matrice di ogni sistema politico.

La famosa Cinquecento Lire stampata dalla Repubblica Italiana

Non ci si limiterà di certo al recupero e alla riproposta degli studi, dei modelli e delle teorie dimenticati o battuti dalle guerre ‘calde’ e ‘fredde’. A fianco delle riedizioni di originarie e originali ricerche verranno pubblicati nell'attuale collana nuovi studi e nuove proposte adatte a formulare le sintesi di avanguardia per chi, reputando ingiusto il modello economico imperante, ne ricerca di nuovi senza prescindere del tutto dagli attuali e sconvolgenti scenari mondiali, ovvero dalle dinamiche del potere economico che in ogni caso ci condizionano e ‘informano’.

Scritto da Maurizio Morelli

 

GIUSTIZIA SOCIALE, attraverso la riforma monetaria di Giacomo Barnes

Precedente edizione: Venezia Casa Editrice delle Edizioni Popolari 1944 – XXII dal Ministero della Cultura Popolare nota del curatore della versione elettronica: il presente libro è stato digitalizzato e impaginato da Sandro Pascucci (www.signoraggio.com) con l’autorizzazione di Maurizio Morelli della S.E.B. (www.orionlibri.com). Questo testo è liberamente scaricabile e stampabile da chiunque a patto che non venga alterato in nessuna sua parte. Si rimanda al sito www.orionlibri.com per la visione del catalogo generale. 

Un doveroso ringraziamento per il generoso gesto di condividere informazioni in modo così diretto e gratuito. (24mag2006)

Società Editrice Barbarossa


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