mercoledì 14 ottobre 2020

FRA DIAVOLO A CERVINARA - Progetto "I Caudini", capitolo Secondo


Fra Diavolo a Cervinara - Progetto "I Caudini" 

capitolo Secondo

Il mondo contadino si scagliava contro i suoi antagonisti di classe e contro il nuovo regime con azioni che i francesi chiamarono "brigantaggio", accomunando così in un unico quadro legittimisti, sanfedisti, insorgenti, malviventi, disertori e banditi. È in questo clima, dopo la caduta di Gaeta, che la sera del 19 ottobre 1806 uno dei più famosi capimassa del 1799, il colonnello Michele Arcangelo Pezza, meglio conosciuto come "Fra Diavolo", sostò insieme ai resti della sua banda nella frazione "Valle" di Cervinara. Braccati dal colonnello francese Sigismondo Hugo (padre del famoso scrittore Victor) Fra Diavolo e gli altri briganti superstiti (ancora dal libro di Francesco  Barra) attraversarono combattendo Terra di Lavoro, il Molise, il Beneventano, l'Irpinia fino a raggiungere la Valle Caudina.

Qui, come abbiamo detto in una frazione di Cervinara, con un inganno riuscì a disperdere gli inseguitori raggiungendo i monti del Partenio. Il passaggio del noto brigante nella Valle Caudina attirò l'attenzione delle autorità sulla situazione politica della nostra zona, particolarmente contraria ad accettare il nuovo ordine di cose. 


Capo riconosciuto del partito borbonico di Cervinara, fulcro dell'opposizione filo-borbonico caudina, era Scipione D'Orsi, un nobile locale presso la cui abitazione spesso si riunivano altri personaggi avversi al regime francese. Il D'Orsi in più di un'occasione aveva manifestato contro il nuovo regime, fino a strappare e mettersi pubblicamente sotto i piedi la coccarda francese. Altro luogo di opposizione e cospirazione era il convento carmelitano, sempre di Cervinara, dove alcuni Padri esplicavano un'intensa attività sediziosa. Ma questo fermento e questa attività antifrancese, largamente diffusi nei vari strati sociali di Cervinara, ben presto provocò la reazione delle autorità provinciali, che alla fine del 1806 fu fulminea e molto severa. 

FRA DIAVOLO IN PRIMA LINEA

Furono arrestate trentanove persone sospette e condotte nelle carceri di Montefusco, Montesarchio e della stessa Cervinara, mentre parecchie altre riuscirono a sfuggire e a mettersi in salvo. Gli arrestati (sempre dal libro di Barra "Storia del brigantaggio politico nell'Irpinia e nel Sannio durante il Decennio napoleonico. 1806-1815"), furono: Scipione D'Orsi, Domenico Pallotta, Biagio Cioffi, Paolo Magnotta, Domenico Paradiso, Pasquale Martino, Arcangelo Moscatello, Gaetano Maiorano, Carmine Pallotta, Rocco Pisaniello, Sabino Cioffi, Francesco Cioffi, Vincenzo D'Orsi, Francesco Miele, Nicola, Giuseppe e Antonio Cioffi (tutti e tre compagni di Fra Diavolo), Padre Carmelo Lisanti, Padre Giuseppe Minicozzi, Padre Angelo Calandra, Padre Giovanni Guarino, Padre Carmelo Vitoli, Domenico e Antonio Costa. Erano inoltre detenuti con il "mandato" presso la Corte locale, perché si erano spontaneamente presentati: Andrea Quaglia, Lelio, Giuseppe e Andrea Finelli, il sacerdote Diodato Ricci, il sacerdote Michele Mazzarelli, Anna Simone-Miele, Pomponio Lapati, Vincenzo Cappabianca, Gennaro d'Onofrio e Raffaele Gioia


Joseph Léopold Sigisbert Hugo

I fatti di Cervinara del 1806 significarono soprattutto due cose: la fedeltà al vecchio regime da parte della borghesia agraria di centri rurali come il nostro e la ferma volontà dell'autorità napoletana a colpire con fermezza ogni forma di opposizione politica al regime francese, soprattutto quando essa partiva da quei nuclei della borghesia rimasti legati alla dinastia borbonica, mentre quasi dovunque la borghesia meridionale costituiva la base e la forza più sicura del nuovo regime.

Approfondimenti di storia locale sviluppati dalle studentesse e dagli studenti del Liceo Classico di Cervinara (Istituto d'Istruzione Superiore Statale "Luigi Einaudi") - Anno Scolastico 2000-2001 - coordinati dal dott. Enzo Cioffi del Dipartimento di discipline storiche dell'Università di Napoli "Federico II" nell'ambito del progetto "I Caudini" finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Tratto da Senza Filtro

Hanno partecipato le seguenti Studentesse e studenti del Liceo-Ginnasio "Luigi Einaudi": 

Serena Abate, Mario Amatiello, Vita Bizzarro, Myriam Campese, Angela Casale, Mario Casale, Maria De Dona, Anna De Toma, Marianna Florimo, Antonella Fuccio, Livia Giordano, Manuela Marro, Elena Merola, Antonio Monetti, Tamara Miranda, Pasquale Mainolfi, Augusta Pirozzi, Esterina Perrotta, Daniela Tagliaferri  e Saveria Taddeo.

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